Dal quotidiano online di Grande Sud
Il presidente del Consiglio Mario Monti, “facendosi interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio, ha scritto una lettera al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo per avere conferma dell’intenzione, dichiarata pubblicamente, di dimettersi il 31 luglio”.
Il leader di grande Sud Gianfranco Miccichè commenta l’iniziativa del premier. “Considero politicamente importantissima la lettera del premier Monti – dichiarato l’esponente del movimento arancione -. E’ la garanzia dell’impegno concreto che il governo nazionale intende assumersi nei confronti della nostra terra”.
“La drammatica situazione economica e sociale in cui versa la Sicilia impone delle scelte politiche di peso. E questa del Presidente del Consiglio lo è in maniera assoluta. Anche perché – conclude Miccichè -, rassicura chiunque sarà chiamato a guidare la Sicilia nei prossimi mesi, sulla concreta disponibilità del governo nazionale a collaborare nel difficile percorso di risanamento e crescita che dovrà essere necessariamente affrontato”.
Tag: Gianfranco Micciché, grande sud, lettera, mario monti, presidente, Raffaele Lombardo, Sicilia

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Un volta tanto mi sento italiana, e sinceramente garantita, perchè di Lombardo non mi fido proprio! Stiamo a vedere cosa risponderà.
micciche ascaro
Perchè mai un lavoratore del nord dovrebbe accollarsi i debiti per milioni di euro che ha fatto la dirigenza della regione sicilia?
I debiti sono colpa dei siciliani perchè loro si sono eletti la classe dirigente attuale che li ha portati allo scatafascio.
Chiedete conto anche a chi ha permesso, mettendosi da parte, l’elezione dell’ultima classe politica dirigente.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso!
Caro Gianfranco,
tre anni fa moriva mio nonno, Giuseppe Alessi. Ha evitato di assistere a questa fine da alto impero. Penso a come si commuoveva, ancora a 100 anni, ricordando la notte in cui, come diceva, ‘si realizzò concretamente il sogno dell’autonomia’. La notte in cui, lui primo presidente e Restivo Assessore al Bilancio, ebbero conferma che le intendenze di finanza versavano i soldi delle tasse nelle casse regionali, vincendo la contrarietà netta dello Stato e del suo Ministro Einaudi Un giorno storico, da cui nasce una responsabilità, un’autonomia abusata, stuprata. Quando il Presidente del Consiglio Fanfani pretese di convocarlo a Roma, nella Sua qualità di Presidente della Regione, la risposta fu netta: ‘la distanza tra Roma e Palermo è la stessa che ricorre tra Palermo e Roma’. Non per se stesso, ma per la funzione le cui prerogative andavano difese. Che Lombardo, presidente indecente e indegno, abbia messo l’alta funzione che ricopre nelle condizioni di essere ‘precettata’ dal Presidente del Consiglio è un’infamia senza remissione possibile ed è segno di una decadenza politica, etica, sociale di cui occorre assumersi la responsabilità. Tutti, ognuno di noi, ognuno nel suo ruolo o in quello che saremo chiamati a ricoprire.
L’Isola del bengodi!
Troppi sprechi. Troppe regalie. Troppo clientelismo. La Sicilia rischia il fallimento perchè il suo modello sociale ha come elementi principali l’utilizzo disinvolto delle assunzioni pubbliche clientelari, senza copertura finanziaria, di precari e di forestali senza foreste, nonchè di corsi di formazione che non hanno mai formato nessuno! Tutto in Sicilia è stato trasformato in un grande bacino elettorale che ha creato favoritismi e scambi con un enorme degrado civile e morale che ha finito per impoverire sempre di più i cittadini comprimendone la crescita e lo sviluppo. E alla fine eccolo il grande botto! La Sicilia è in default! Sarà pure una Regione a Statuto Speciale, ma le spese e il debito accumulato fino ad oggi sono altrettanto “speciali”: 20 miliardi di euro!!! Ma alla fine il conto arriva sempre! Peccato che a pagare siano sempre i “soliti noti” e non coloro che hanno “mangiato a quattro ganasce” e che satolli si alzano dal tavolo e se ne vanno senza saldare il conto! La Sicilia che elargisce ogni mese 144 mila stipendi, che paga 27 mila forestali (circa la metà di quanti ce ne sono in tutto il territorio nazionale e più di quanti ce ne sono nello Stato canadese del British Columbia che ha una superficie boschiva immensamente più grande). La Sicilia dove i deputati si chiamano “onorevoli” e la loro busta paga supera anche se di poco quella dei senatori della Repubblica. La Sicilia dove nella formazione professionale sono stati assunti in 8 mila con un costo pari a 250 milioni di euro l’anno. La Sicilia del presidente Raffaele Lombardo che guadagna quasi il doppio dei suoi colleghi di Sardegna e Piemonte! Questa Sicilia è alla deriva, sempre più vicina ad Atene e sempre più lontana dal Vecchio Continente! La Sicilia affonda inesorabilmente in un mare di debiti! Una situazione così grave da determinare, per la prima volta, un intervento del presidente del consiglio. In una lettera al governatore Raffaele Lombardo, il premier Mario Monti chiede conferma “dell’intenzione, dichiarata pubblicamente, di dimettersi il 31 luglio”. Monti, è scritto in una nota, “si fa interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio”. “Le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un’azione da parte dell’esecutivo – prosegue la Presidenza del Consiglio – non possono non tenere conto della situazione di governo a livello regionale ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti più efficaci e adeguati”. Dopo qualche ora di polemiche da parte degli esponenti regionali arriva la risposta di Lombardo: “A seguito della nota inviata da Palazzo Chigi – dice in una nota – ho parlato al telefono con il primo ministro Mario Monti rassicurandolo del fatto che, nonostante le criticità segnalategli, peraltro precedute da una campagna mediatica mirata alla delegittimazione e fondata su dati palesemente mistificati e funzionali a interessi politico lobbistici ben evidenti, gli rassegnerò formalmente, oltre all’immane impegno riformatore svolto in questi quattro anni, tutti gli elementi utili a dimostrare la sostenibilità della finanza regionale”. “Al presidente Monti – aggiunge Lombardo – parlerò anche della scelta di dimettermi per consentire agli elettori l’esercizio al diritto democratico di scegliere un nuovo governo e un nuovo parlamento, entro un tempo costituzionalmente previsto, nel corso del quale viene assicurata la piena funzionalità dell’esecutivo”.
Da Siciliano, non mi fiderei troppo di queste notizie, artatamente allarmanti. Ma fino ad oggi i nostri Politici, da quattro anni che amministrano la Regione, dov’erano? È possibile che tutti andavano a Palermo in vacanza? Ho l’impressione di una sceneggiata, ben concordata ed orchestrata, sia per distrarre l’opinione pubblica, a causa dello spread che non si ferma, della guerra aperta tra Napolitano e la Procura della Repubblica di Palermo, di partiti che chiedono l’impeachment del Capo dello stato, sia per salvare l’immagine dei Partiti che sembravano, tutti minacciare la sfiducia e/o attendere le dimissioni di Lombardo, che, apparentemente, ed a parole tutti dicono di volere, mentre in realtà nessuno, sia di destra, di centro, di sinistra, vuole andare ad elezioni il prossimo ottobre E se nell’incontro di martedì prossimo tra Monti e Lombardo, Monti chiedesse a Lombardo, in nome della necessità di Stato, in cambio del Commissariamento, una dilazione alle sue dimissioni, perché sarebbe opportuno che la situazione di bilancio siciliana fosse gestita da un governo in carica?… Perché se dovesse venire un Commissario, cosa potrebbe risolvere?…
I Siciliani, se tengono alla loro autonomia, anche se calpestata e bistrattata, se dicono di amare veramente questa Isola, non possono e né devono permettere che un Governo Nazionale, per altro Commissariato, commissari una Regione a Statuto Speciale, quale è la Sicilia. Illustri giuristi sostengono che sarebbe contro legge un’eventuale Commissariamento del Governo regionale, perché lederebbe lo Statuto Siciliano. I Movimenti indipendentisti, dei forconi, dell’antipolitica avrebbero una ragione in più, e questa volta ben fondata, per giustificare la loro azione di protesta ad oltranza.
I Siciliani di buona volontà, i Politici, solo quelli che hanno la coscienza tranquilla, perché non avviino accertamenti ed azioni di responsabilità e di rivalsa verso tutti coloro, Organi Istituzionali e burocratici, che hanno ridotto la Sicilia in questo disastroso stato finanziario? Che hanno reso e giornalmente rendono la Sicilia, zimbello e “barzelletta” del resto d’Italia?.
Il presidente del consiglio monti mostra interesse verso la Sicilia Ma dove l’hai visto? cos’è una lettera di cui non trapelano le frasi L’INTERESSE DEL PRESIDENTE VERSO LA SICILIA ma fatemi il piacere Parlate di cose serie di fatti seri non di lettere di cui non si sa il contenuto e di annunci che nessuno ha mai fatto