I SACRIFICI DEGLI ITALIANI NON POSSONO SERVIRE PER REGALARE 4 MLD AL MONTE DEI PASCHI

Si riducono i fondi a comuni, province e regioni per consentire loro di eliminare ulteriormente gli sprechi e ottimizzare al meglio le risorse a disposizione.

Viene ridotta dolorosamente la spesa sociale perché ci è stato spiegato che lo Stato non è più in grado di sostenere i carichi economici di una volta. Deve essere fatto. L’Europa ci impone una rigidità assoluta legata a parametri di bilancio assolutamente inderogabili. Bene. Ma è inaccettabile che, mentre si taglia nella carne viva della vita dei cittadini chiedendo loro sacrifici assoluti, il Governo presenta un decreto con cui si stanziano quasi 4 miliardi di Euro per salvare una banca privata con i soldi pubblici.

Il Governo ci chiede di tagliare 7.000 posti letto nella sanità per risparmiare circa 4 miliardi e noi li regaliamo al Monte dei Paschi di Siena guidata dal banchiere che fu l’artefice della svendita del Banco di Sicilia.

Non è tollerabile. Il governo si metta bene in testa che le banche possono fallire, gli italiani no.

Grande Sud farà le barricate in Parlamento e nelle piazze per impedire che ciò possa avvenire.

Condividi questo articolo
[Facebook] [Google] [MySpace] [Segnalo] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Yahoo!] [Email]
Condividi questo articolo:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • MySpace

Tag: , , , , , , ,

13 Commenti a “I SACRIFICI DEGLI ITALIANI NON POSSONO SERVIRE PER REGALARE 4 MLD AL MONTE DEI PASCHI”

  1. [...] di quasi quattro miliardi di euro destinati alla Banca Monte Dei Paschi di Siena. ”Si riducono i fondi a comuni, province e regioni per consentire loro di eliminare ulteriormente gli …- si legge sulla pagina web del leader di Grande Sud -. Viene ridotta dolorosamente la spesa [...]

  2. Antonio scrive:

    Caro Gianfranco, sono assolutamente d’accordo su quanto scrivi. Devo, però, osservare che un aiuto al MPS servirebbe a salvare molti posti di lavoro ed inoltre, allorquando la Banca fallisse, i miliardi di risparmi di molti cittadini italiani finirebbero fagocitati dalle fauci della Banca, malamente amministrata dai precedenti Dirigenti artefici della vicenda Antonveneta. Perché non pensare anche a delle barricate per colpire i responsabili di questo, ormai palese, default?
    Forza Sud !!

  3. santino di carlo scrive:

    Caro Antonio,
    tu sei spinto da sani sentimenti che,purtroppo oggi, non legano con gli accadimenti recenti.
    Mi spiego meglio,quante fabbriche hanno chiuso,quante licenze commerciali sono state depositate alla camera di commercio e,quindi, quanti padri di famiglia non hanno piu’ lavoro.??
    Perche’ i bancari NO.
    Se la vedano loro con i dirigenti , non noi.
    A proposito di tagli a province e regioni:
    grazie alla legge sul federalismo fiscale,è stata aumentata del 2,5% la tassa sulla rca,soldi che andranno alle province.
    Mi chiedo: se da cittadino sto sopperendo ai tagli,perche’ continuo ad essere tassato allo stesso modo con l’IRE??
    Allora pago due volte,una con l’Ire e l’altra con il federalismo fiscale.
    Grande Sud ha un esperto in materia fiscale , di bilanci,e sostenitore del federalismo fiscale, fa anche il senatore.
    Se trova un po di tempo,e se per lui non é un disturbo,ci chiarisca,si metta in contatto,faccia uno sforzo di umilta’.
    Saluti..calorosi (meteo permettendo )

  4. gino sammarco scrive:

    bravo bravo profumo è nemico della sicilia e dei siciliani

  5. twentyrex scrive:

    Il sistema bancario italiano è in crisi per una riforma molto approssimativa e carente creata dal prof. sottile Giuliano Amato del quale sono ben noti i limiti e la “duttilità” che lo tiene ancora a galla e gli consente di ottenere qualche incarico “interessato”. Purtroppo la riforma ha indebolito il sistema, anche sotto il profilo delle governance che sono divenute dominio di speculatori che hanno favorito l’ascesa di una classe dirigente inadeguata, proprio nel momento nel quale la finanza assumeva un ruolo dominante e dava luogo ad operazioni spregiudicate e, spesso, criminali. La vecchia nomeklatura della Banca d’Italia ha fatto poi il resto insistendo per le concentrazioni e la nascita dei grandi gruppi. Il risultato? Quasi tutte le aziende hanno portafogli ancora infarciti da titoli spazzatura e le perdite accumulate pesano ancora sul patrimonio. Le prescrizioni di Basilea, inoltre, frenano la tradizionale attività creditizia che è stata sottratta di fatto alla competenza del personale ed attribuita alle elaborazioni di sistemi informatici che, ovviamente, non sono ancora in grado di guardare negli occhi il cliente. Quanto al Monte Paschi non credo che il problema stia nel concedere un finanziamento straordinario, provvedimento corretto, ma nel pretendere la sua restituzione e, quindi, nell’acquisire un piano di rilancio della banca che garantisca il rientro del prestito e che non faccia ricorso alle soluzioni “prodiane” dei licenziamenti e della vendita dei gioielli di famiglia. Purtroppo è legittimo dubitare che ciò possa avvenire con un governo, da una parte, che sarà tecnico ma non comprendo ancora in cosa e con un capo, dall’altra, che è certo una persona rispettabile, ma come manager ha già dato prova di non possedere una qualità fondamentale. Quella di saper scegliere i collaboratori giusti. In breve, l’esatto opposto del grande Mattei.

  6. Carmelo Raffa scrive:

    Apprezzo l’intervento di Gianfranco con particolare riferimento alla vicenda del Banco di Sicilia. Il Banco di Sicilia nel 2007 era diventato un gioiellino ed era una Banca con pochissime sofferenze
    e la più redditizia del Gruppo Capitalia. Il Signor Alessandro Profumo non ebbe alcuno scrupolo a spezzettarla prima ed incorporarla dopo sottraendo ai siciliani il proprio Istituto di Credito con oltre 500 anni di storia alle spalle. Un siciliano coraggioso si mise di traverso sacrificando il posto in CdA di Unicredit e la Presidenza del Banco di Sicilia. Assieme ad altri due amici, in quell’occasione, per fare proprie Le ragioni della Sicilia sposate dal Presidente BdS Salvatore Mancuso siamo stati oggetto di cui si sentiva proprietario Mister arrogance Profumo che infatti sentendosi proprietario anche dei sindacati chiamo’ i vertici delle confederazioni perché prendessero provvedimenti nei confronti dei sindacalisti siciliani. La Fabi si rifiuto’ anche se in quell’occasione qualche collega cerco’ di approfittarne ma altri amici hanno pagato molto cara la scelta di difendere “liberamente” gli interessi dei siciliani. Per quanto riguarda MPS stiamo assistendo al tentativo di Profumo & Co di massacrare i lavoratori cosa che Mister arrogance voleva fare, prima di essere sbattuto fuori, in Unicredit con la ferma opposizione della Fabi che con il proprio Segretario Generale paragono’ Profumo al pappagallo di Marchionne. Gianfranco difendiamo, quindi, tutti i lavoratori ivi compresi quelli del MPS!
    Carmelo Raffa

  7. Jane scrive:

    Questo è veramente il colmo, sarebbe ora di porre fine a questo delirio! Caro Gianfranco, confidiamo su di te…..

  8. Carmelo Raffa scrive:

    Apprezzo l’intervento di Gianfranco con particolare riferimento alla vicenda del Banco di Sicilia. Il Banco di Sicilia nel 2007 era diventato un gioiellino ed era una Banca con pochissime sofferenze e la più redditizia del Gruppo Capitalia. Il Signor Alessandro Profumo non ebbe alcuno scrupolo a spezzettarla prima ed incorporarla dopo sottraendo ai siciliani il proprio Istituto di Credito con oltre 500 anni di storia alle spalle. Un siciliano coraggioso si mise di traverso sacrificando il posto in CdA di Unicredit e la Presidenza del Banco di Sicilia. Assieme ad altri due amici, in quell’occasione, per fare proprie Le ragioni della Sicilia sposate dal Presidente BdS Salvatore Mancuso siamo stati oggetto di cui si sentiva proprietario Mister arrogance Profumo che infatti sentendosi proprietario anche dei sindacati chiamo’ i vertici delle confederazioni perché prendessero provvedimenti nei confronti dei sindacalisti siciliani. La Fabi si rifiuto’ anche se in quell’occasione qualche collega cerco’ di approfittarne ma altri amici hanno pagato molto cara la scelta di difendere “liberamente” gli interessi dei siciliani. Per quanto riguarda MPS stiamo assistendo al tentativo di Profumo & Co di massacrare i lavoratori cosa che Mister arrogance voleva fare, prima di essere sbattuto fuori, in Unicredit con la ferma opposizione della Fabi che con il proprio Segretario Generale paragono’ Profumo al pappagallo di Marchionne. Gianfranco difendiamo, quindi, tutti i lavoratori, ivi compresi quelli del MPS!

  9. costanza castello scrive:

    Bravo Gianfranco, questo è parlare da leader!

  10. Paolo scrive:

    Bisogna fermare la ‘scure’, le sforbiciate. Il ‘risparmio’ non può passare attraverso tagli, tasse e auto/investiture.
    Per non pensare all’impatto sociale che avranno i tagli alla Sanità e alla Giustizia (tribunali). Io dico no come tanti cittadini alla chiusura dei Tribunali e degli ospedali siciliani. Quante famiglie andranno in mobilità..in prepensionamento…No alla morte annunciata.
    Grande Sud…ti sosteniamo! Nella speranza che sarai la Voce di tanti siciliani (e di tanti italiani) già agonizzanti!

  11. honhil scrive:

    Da L’Espresso. «”Derivati, bugie e videotape”. Inviato da honhil il 08 febbraio 2008 alle 18:50 Una volta si entrava in banca e quasi si tratteneva il fiato. Non c’erano altari sui cui andare a depositare le proprie preghiere, ma era come entrare in chiesa. Sia che fossimo dei creditori che dei debitori. Poi incominciò la corsa sfrenata al business, e sull’altare della nuova religione ogni funzionario e dirigente principiò a sacrificare i clienti. Visti non più come risorsa da far crescere per crescere insieme a loro, ma come parco buoi da portare allo scannatoio. E mentre l’onestà dietro il banco diventava sempre merce più rara, e l’obbiettivo unico delle banche era di far soldi ad ogni costo, chi doveva vigilare si dimenticava di farlo. Ora c’è solo da sperare che siano i tribunali a fare giustizia.» Invece non è successo quasi niente. Anzi, col tempo, i governi delle democrazie occidentali, passando da un colpo di sole all’altro, hanno lasciato il destino del mondo nelle mani dei banchieri. E mentre la nostra spending review tosa a più non posso gli italiani, nelle pieghe di questa iniqua manovra, Monti & c. riescono a fare scivolare 4 miliardi di euro per salvare il Monte dei Paschi di Siena.

  12. Twentyrex scrive:

    Signori, il nostro amico Gianfranco deve andare a governare e, quindi, le critiche che egli oggi avanza alla politica dei tecnici messi al governo è doverosa, legittima e deve essere amplificata da tutti noi. Ma, al tempo stesso, egli deve prepararsi a misurarsi con il problema e trovare soluzioni valide e non macelleria sociale come, a mio avviso, ha esattamente definito l’attuale azione governativa il presidente di Confindustria. E proprio nella vicenda MPS, così come gestita con quattrini dati a Profumo senza avere nulla in cambio, si fa macelleria sociale. Negli Stati Uniti, dove è previsto che la banche non abbiano alcun paracadute e falliscano lasciando i risparmiatori con carta straccia nelle mani, il governo quando lo ritiene interviene e concede finanziamenti, dopo le opportune verifiche, che sono prestiti che vengono regolarmente restituiti. E le banche superano il momento di crisi, non mettono gente sulla strada e non tradiscono la fiducia dei loro clienti. MPS ha tutti i numeri per riprendersi. Il problema è che Profumo non sembra la persona giusta per una ripresa. Mentre certamente ha le doti di un buon liquidatore. Quindi vediamo di ragionare e non lasciarci prendere dalla rabbia e dallo sgomento. Anche perchè un vero politico ha bisogno non di gente fedele, ma di gente leale.

  13. twentyrex scrive:

    Probabilmente anche questa nota richiederà un “intervento di moderazione”, ma il mio mestiere è quello di consulente e, quindi, devo studiare e razionalizzare i problemi e trovare le soluzione adeguate. Ciò ovviamente rispettando i principi del bene comune e l’etica professionale. Il governo dei tecnici ha solo obbedito agli ordini della Merkel, utilizzando gli stessi criteri dei governi dei politici. Che dai tecnici non ci si debba attendere fantasia ed originalità è comprensibile, ma ridursi a copiare provvedimenti che ormai è provato e riprovato danno luogo a fenomeni di recessione e, quel che è più grave, a forte disagio sociale è veramente troppo. I tagli devono partire dagli sprechi e gli sprechi hanno un nome ed un cognome od una origine ben precisa. Ridurre i posti letto che sono stati creati in piccoli paesi, spesso decentrati dalle strutture ospedaliere, significa che si devono contemporaneamente aprire poliambulatori e dotarli di attrezzature di primo intervento e di mezzi, su gomma o ad elica, per trasferire i pazienti al centro di zona. Non credo che si realizzi un immediato risparmio, salvo che non si intenda rinviare il necessario investimento ed allora siamo in una situazione di vera macelleria sociale. Chiudere Tribunali e diminuire il numero dei Giudici di Pace sarà un provvedimento legittimo ed utile, ma è doveroso che l’opinione pubblica sia informata degli affari che venivano trattati in tali Tribunali ed il numero delle cause esitate dai Giudici di Pace che saranno eliminati. Se sia i primi che i secondi sono sotto la media, il provvedimento è condivisibile. In caso contrario è un altro serio colpo alla crisi della giustizia. Ed il Prof. Monti potrà fregiarsi del merito di avere spinto il nostro paese ancora più giù nella classifica mondiale della funzionalità della giustizia. Attualmente siamo al 156° posto, cioè veniamo dopo paesi del c.d. terzo mondo. Mi chiedo spesso come ci sia concesso partecipare al G8 quando abbiamo un tale primato. Il sostegno al Grande Sud deve essere convinto e partecipativo. Non basta dire “pensaci tu”. Occorre essere propositivi ed acquisire il coraggio di pretendere dagli apparati pubblici un servizio efficente e soddisfacente. Non dimentichiamo che li paghiamo noi e che ogni macchina blu è anche nostra e che un loro utilizzo improprio è una distrazione di fondi pubblici e come tale oggetto di sanzione.

Lascia un Commento