FLOP DR MOTOR? LO SAPEVAMO DA UN ANNO, PERSO TEMPO PREZIOSO

dal quotidiano di Grande Sud

Mi posso permettere di dire che lo sapevamo già da un anno? Purtroppo il combinato disposto tra un ministero dello Sviluppo Economico e un presidente della Regione siciliana inesistenti, ha portato a questo disastro ulteriore, a un altro anno di perdita di tempo”. Così il leader di Grande Sud ha risposto, in Transatlantico, ad una domanda del cronista del un quotidiano online ‘Siciliaway’ sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.

“Avevamo segnalato lo scorso anno – ha aggiunto Miccichè – che non sarebbe stato questo il sistema per salvare Termini Imerese. Diventa molto importante, a questo punto, la scelta del nuovo presidente della Regione, chi andrà a governare la Sicilia da ottobre in poi. Serve – ha concluso – un governatore serio, che sappia prendere il toro per le corna, per sciogliere, tra gli altri, i nodi di Termini Imerese e di Porto Empedocle”.

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2 Commenti a “FLOP DR MOTOR? LO SAPEVAMO DA UN ANNO, PERSO TEMPO PREZIOSO”

  1. freeskipper scrive:

    ITALIA (S)VENDESI!
    Lo Stato Italiano è sempre più indebitato e affamato di soldi! Dalla spending review dovrebbero arrivare circa 5 miliardi di euro quest’anno, più altri 8/9 nel 2013. Molti altri miliardi di euro entreranno nelle casse pubbliche con le prossime scadenze fiscali: Imu, Irpef, Tarsu… e chi più ne ha, più ne paghi! Insomma una valanga di miliardi che però non basterà a placare gli appetiti dei mercati e i consumi di una macchina pubblica che brucia troppi soldi e produce poco o niente!!! Rimessa nel cassetto l’ipotesi di una manovra finanziaria aggiuntiva – che avrebbe scatenato la protesta anche del più sommesso dei sudditi di quello che un tempo era il ‘popolo sovrano’ – il governo si appresta alla cessione di asset pubblici: “Abbiamo predisposto – ha dichiarato Mario Monti – dei veicoli, fondi immobiliari e mobiliari attraverso i quali convogliare in vista di cessioni, attività mobiliari e immobiliari del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale”. L’Italia si appresta, quindi, a (S)vendere il suo patrimonio immobiliare per fare cassa. Siamo alla frutta! Siamo arrivati a vendere persino il fondo del barile già pesantemente raschiato! Siamo arrivati al capolinea della svendita dei gioielli di famiglia che serviranno – in mancanza di serie e profonde riforme strutturali e di una nuova classe dirigente – soltanto a tirare a campare. Il patrimonio immobiliare italiano vale circa 400 miliardi di euro, ma la maggior parte è detenuto dagli enti territoriali. La somma sarebbe considerevole per abbattere il debito pubblico, ma dovrebbe essere presentato in tempi brevi un programma di razionalizzazione e di accorpamento di tali edifici, destinati in gran parte ai servizi della pubblica amministrazione. Ma non sarà un programma di facile attuazione, dal momento che la quota disponibile in tempi brevi dalla vendita di immobili si riduce a 40 miliardi spalmati in 10 anni! Bazzecole, quisquilie, pinzellacchere, per un debito pubblico di quasi 2.000(*) miliardi… In buona sostanza “loro” svendono i “nostri” immobili a prezzi stracciati ai “soliti” palazzinari che non aspettavano altro per sciacallare sulle disgrazie di un’intera nazione. Dopo averci levato i soldi dalle tasche, dopo averci gettato nella precarietà di una vita senza lavoro, senza pensione e senza welfare, adesso passano alla svendita degli immobili, poi toccherà a strade, ferrovie, ospedali, monumenti! E tutto in nome del debito sovrano! Tutto per mantenere privilegi e benefit di una casta che continua a fare la bella vita, naturalmente… a nostre spese! A spese di ciò che resta del popolo sovrano: un popolo bue!

    (*) Il debito pubblico italiano ad aprile ha toccato un nuovo record, attestandosi a 1.948,584 miliardi di euro, in aumento rispetto al record storico toccato a marzo (1.946 mld). E’ quanto risulta dal Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla Finanza pubblica.

  2. morris scrive:

    Grande Sud può essere il vero Partito del Territorio solo a queste condizioni : Termini, Gela, Porto Empedocle = SICILIA SEDOTTA E ABBANDONATA. Che Fiat, Eni, Enel, Cementerie paghino i danni di questo scempio !!! Basta Lombardi……Basta Colonizzazioni industriali, Basta ricatto occupazionale, Basta morire di tumore, Basta, basta, basta !! Grande Sud pretenda le misure compensative ambientali ed occupazionali, senza sconti e senza contropartite clientelari come fatto dagli altri. Bravo Michele CIMINO, l’unico che può salvare la Sicilia !!

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