<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: BUONA PASQUA</title>
	<atom:link href="http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/07/buona-pasqua-3/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/07/buona-pasqua-3/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 05:44:58 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
	<item>
		<title>Di: santino di carlo</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/07/buona-pasqua-3/comment-page-1/#comment-26431</link>
		<dc:creator>santino di carlo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 10:36:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7473#comment-26431</guid>
		<description>Sul sito di ForzadelSud  , i commenti sono chiusi.
Qui siamo ancora a Pasqua....
Non ci possiamo piu&#039; confrontare ne dialogare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito di ForzadelSud  , i commenti sono chiusi.<br />
Qui siamo ancora a Pasqua&#8230;.<br />
Non ci possiamo piu&#8217; confrontare ne dialogare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: freeskipper</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/07/buona-pasqua-3/comment-page-1/#comment-26391</link>
		<dc:creator>freeskipper</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 10:26:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7473#comment-26391</guid>
		<description>Salario amaro e pane salato! 
Stipendi e pensioni sono ormai fermi da anni ai minimi storici, ben lungi dagli standard europei. Ma questa è storia vecchia. D&#039;altronde in Europa, lo si sa ormai tutti, ci stiamo solo per farci salassare e per pagare i debiti della mala-politica, non certo per essere stipendiati alla pari dei lavoratori tedeschi, francesi e inglesi. Per il resto, però, aumenta tutto, pure il pane! La città italiana dove &quot;il tozzo di pane&quot; è più caro è Milano: minimo 3,9 euro al chilo. Mentre Napoli, con i suoi 1,7 euro, è la città dove &#039;la pagnotta&#039; costa di meno. Ma ci sono anche dei picchi, come nel caso di Bologna, dove chi vuole del pane &#039;speciale&#039; - alle olive, alle noci, al sesamo, o magari al tartufo - deve sborsare 6 euro. E&#039; quanto emerge da un&#039;inchiesta di &#039;Altroconsumo&#039; su 138 punti vendita, tra panetterie e supermercati e ipermercati in dieci grandi città: Bari, Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino. Il 90% degli italiani consuma pane tutti i giorni. Per averlo in tavola spendiamo fino a 270 euro l&#039;anno a testa. Alimento di prima necessità, ma sempre più costoso. Differenze notevoli emergono anche da dove lo si acquista. Al supermercato si risparmia. Pur variando ampiamente il prezzo a seconda che si tratti di pane economico o costoso nella grande distribuzione i prezzi sono più abbordabili: 1,96 euro in media al chilo. Dal fornaio, invece, il pane costa in media il 50% in più: 2,95 euro per kg. Ma almeno fosse buono! Non sempre il pane che compriamo è all&#039;altezza del suo costo! Con qualche trucco è possibile imparare a riconoscere un pane di qualità, da uno scadente. Per esempio, il colore ideale della “crosta” dovrebbe essere tra il giallo ocra e il marrone, leggera, croccante e non troppo spessa. La “mollica” deve aderire bene alla crosta, deve essere appena umida, non deve sbriciolarsi, nè essere troppo compatta. In bocca deve essere soffice, leggermente elastica… ma se poi prendiamo una bella manciata di farina di grano duro, un bicchiere d’acqua, un tocco di lievito di birra e ci mettiamo ad impastare e ad infornare in casa, bè allora ne guadagna certamente non solo il palato, ma soprattutto il portafoglio! Ne sanno qualcosa i &#039;terzopolisti&#039; di Pierferdi che vogliono garantirsi sempre e comunque &quot;la pagnotta&quot; con &quot;la politica dei due forni&#039;!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salario amaro e pane salato!<br />
Stipendi e pensioni sono ormai fermi da anni ai minimi storici, ben lungi dagli standard europei. Ma questa è storia vecchia. D&#8217;altronde in Europa, lo si sa ormai tutti, ci stiamo solo per farci salassare e per pagare i debiti della mala-politica, non certo per essere stipendiati alla pari dei lavoratori tedeschi, francesi e inglesi. Per il resto, però, aumenta tutto, pure il pane! La città italiana dove &#8220;il tozzo di pane&#8221; è più caro è Milano: minimo 3,9 euro al chilo. Mentre Napoli, con i suoi 1,7 euro, è la città dove &#8216;la pagnotta&#8217; costa di meno. Ma ci sono anche dei picchi, come nel caso di Bologna, dove chi vuole del pane &#8216;speciale&#8217; &#8211; alle olive, alle noci, al sesamo, o magari al tartufo &#8211; deve sborsare 6 euro. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;inchiesta di &#8216;Altroconsumo&#8217; su 138 punti vendita, tra panetterie e supermercati e ipermercati in dieci grandi città: Bari, Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino. Il 90% degli italiani consuma pane tutti i giorni. Per averlo in tavola spendiamo fino a 270 euro l&#8217;anno a testa. Alimento di prima necessità, ma sempre più costoso. Differenze notevoli emergono anche da dove lo si acquista. Al supermercato si risparmia. Pur variando ampiamente il prezzo a seconda che si tratti di pane economico o costoso nella grande distribuzione i prezzi sono più abbordabili: 1,96 euro in media al chilo. Dal fornaio, invece, il pane costa in media il 50% in più: 2,95 euro per kg. Ma almeno fosse buono! Non sempre il pane che compriamo è all&#8217;altezza del suo costo! Con qualche trucco è possibile imparare a riconoscere un pane di qualità, da uno scadente. Per esempio, il colore ideale della “crosta” dovrebbe essere tra il giallo ocra e il marrone, leggera, croccante e non troppo spessa. La “mollica” deve aderire bene alla crosta, deve essere appena umida, non deve sbriciolarsi, nè essere troppo compatta. In bocca deve essere soffice, leggermente elastica… ma se poi prendiamo una bella manciata di farina di grano duro, un bicchiere d’acqua, un tocco di lievito di birra e ci mettiamo ad impastare e ad infornare in casa, bè allora ne guadagna certamente non solo il palato, ma soprattutto il portafoglio! Ne sanno qualcosa i &#8216;terzopolisti&#8217; di Pierferdi che vogliono garantirsi sempre e comunque &#8220;la pagnotta&#8221; con &#8220;la politica dei due forni&#8217;!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: freeskipper</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/07/buona-pasqua-3/comment-page-1/#comment-26373</link>
		<dc:creator>freeskipper</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 11:33:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7473#comment-26373</guid>
		<description>L&#039;Italia siamo noi, non lo spread e le borse! 

Dopo le vacanze pasquali la borsa di Milano, maglia nera d&#039;Europa trascinata giù dal tracollo dei bancari, ha chiuso con -4,98%, mentre lo spread dei Btp italiani tornato per la prima volta in due mesi sopra i 400 punti base, fra paure di un effetto contagio da Madrid e timori per le aste di questa settimana. Per le borse d&#039;Europa è un tracollo, fra nuove paure per la crisi del debito e occupazione al palo negli Usa. Occhi puntati quindi sull&#039;Italia, dopo l&#039;asta spagnola non esaltante della scorsa settimana. Il Tesoro offre 11 miliardi di Bot a tre mesi e un anno e mette all’asta i Btp, in particolare il tre anni marzo 2015 che ieri offriva il 3,909% contro il 2,76% risultato all&#039;asta del mese scorso: un rialzo che, se confermato oggi, indicherebbe una spiacevole inversione di tendenza. A testimonianza del fatto che una politica dettata solo dai mercati ed immolata unicamente allo spread ha le gambe corte e non porta lontano! L’Italia dovrebbe pensare più a se stessa che all’Europa! Credere di più in ciò che le riesce meglio, senza scimmiottare quello che gli altri già fanno altrove e meglio di noi! Siamo il paese più bello del mondo con le nostre attrattive naturali e paesaggistiche. Siamo la culla della civiltà, della storia e della cultura. Siamo la patria dell’arte, della creatività e dell’ingegno a trecentosessanta gradi. Non siamo soltanto il Paese dei farabutti e dei corrotti! All’estero ci vedono ancora come l’Italia dell’artigianato di qualità, del manifatturiero di pregio, del design, dell’ottima tavola, del vino e dell’olio buono, del turismo, della cultura e del saper vivere. Insomma, oltre confine ancora credono in questa Italia. Il problema e che noi italiani abbiamo smesso di crederci! Ma siamo ancora l’Italia del lavoro ben fatto, del buon gusto, del genio, dell&#039;estro, della creatività, del mangiare bene e del vivere sano. Adesso dobbiamo solo tornare a crederci. Adesso è il momento di rimboccarci le maniche. Unirci in un solo intento per il raggiungimento di un unico scopo: tornare ad essere grandi nel mondo! Ma per riappropriarci del ruolo che storicamente ci compete sulla scena internazionale - che non è della comparsa, ma da protagonista - occorre una classe dirigente sana e capace. Serve a tutti i costi rimettere in moto la produttività, ridare linfa vitale alle piccole e medie aziende, ricollocare al centro della vita politica e sociale del paese la famiglia italiana, il lavoro ed il bene comune. Solo così potremmo farcela. Solo così potremmo finalmente uscire dalle sabbie mobili dei mercati e delle borse!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia siamo noi, non lo spread e le borse! </p>
<p>Dopo le vacanze pasquali la borsa di Milano, maglia nera d&#8217;Europa trascinata giù dal tracollo dei bancari, ha chiuso con -4,98%, mentre lo spread dei Btp italiani tornato per la prima volta in due mesi sopra i 400 punti base, fra paure di un effetto contagio da Madrid e timori per le aste di questa settimana. Per le borse d&#8217;Europa è un tracollo, fra nuove paure per la crisi del debito e occupazione al palo negli Usa. Occhi puntati quindi sull&#8217;Italia, dopo l&#8217;asta spagnola non esaltante della scorsa settimana. Il Tesoro offre 11 miliardi di Bot a tre mesi e un anno e mette all’asta i Btp, in particolare il tre anni marzo 2015 che ieri offriva il 3,909% contro il 2,76% risultato all&#8217;asta del mese scorso: un rialzo che, se confermato oggi, indicherebbe una spiacevole inversione di tendenza. A testimonianza del fatto che una politica dettata solo dai mercati ed immolata unicamente allo spread ha le gambe corte e non porta lontano! L’Italia dovrebbe pensare più a se stessa che all’Europa! Credere di più in ciò che le riesce meglio, senza scimmiottare quello che gli altri già fanno altrove e meglio di noi! Siamo il paese più bello del mondo con le nostre attrattive naturali e paesaggistiche. Siamo la culla della civiltà, della storia e della cultura. Siamo la patria dell’arte, della creatività e dell’ingegno a trecentosessanta gradi. Non siamo soltanto il Paese dei farabutti e dei corrotti! All’estero ci vedono ancora come l’Italia dell’artigianato di qualità, del manifatturiero di pregio, del design, dell’ottima tavola, del vino e dell’olio buono, del turismo, della cultura e del saper vivere. Insomma, oltre confine ancora credono in questa Italia. Il problema e che noi italiani abbiamo smesso di crederci! Ma siamo ancora l’Italia del lavoro ben fatto, del buon gusto, del genio, dell&#8217;estro, della creatività, del mangiare bene e del vivere sano. Adesso dobbiamo solo tornare a crederci. Adesso è il momento di rimboccarci le maniche. Unirci in un solo intento per il raggiungimento di un unico scopo: tornare ad essere grandi nel mondo! Ma per riappropriarci del ruolo che storicamente ci compete sulla scena internazionale &#8211; che non è della comparsa, ma da protagonista &#8211; occorre una classe dirigente sana e capace. Serve a tutti i costi rimettere in moto la produttività, ridare linfa vitale alle piccole e medie aziende, ricollocare al centro della vita politica e sociale del paese la famiglia italiana, il lavoro ed il bene comune. Solo così potremmo farcela. Solo così potremmo finalmente uscire dalle sabbie mobili dei mercati e delle borse!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni TAS</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/07/buona-pasqua-3/comment-page-1/#comment-26310</link>
		<dc:creator>Giovanni TAS</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 14:57:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7473#comment-26310</guid>
		<description>AUGURI PRESIDENTE.............</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AUGURI PRESIDENTE&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: santino di carlo</title>
		<link>http://www.gianfrancomicciche.net/2012/04/07/buona-pasqua-3/comment-page-1/#comment-26308</link>
		<dc:creator>santino di carlo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 13:58:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gianfrancomicciche.net/?p=7473#comment-26308</guid>
		<description>Ma c&#039;è la sorpresa in queste uova??
Volendo giudicare dal colore....
BUONA PASQUA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma c&#8217;è la sorpresa in queste uova??<br />
Volendo giudicare dal colore&#8230;.<br />
BUONA PASQUA</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
