
Post di Francesco Armetta-Staffsud
Lo avevano annunciato e l’hanno fatto. Marcello Dell’Utri non doveva parlare a Como e così è stato. Perché, in fondo, in Italia un uomo libero non può salire sul palco di una rassegna culturale senza fare i conti con chi ha la pretesa di avere un punto di vista privilegiato sul mondo e per questo decidere cos’è giusto o sbagliato, a chi sono garantiti o negati certi diritti. E’ un dato di fatto. I custodi dell’ortodossia democratica, i Pasdaran del pensiero unico, gli strenui difensori della Costituzione, quel popolo dai colori vivaci, viola e rosso, è autorizzato a fare tutto. Anche negare a Marcello Dell’Utri il diritto di “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, perché per lui non vale il principio della presunzione d’innocenza, Dell’Utri non può essere considerato non colpevole “sino alla condanna definitiva”.
Il senatore del Pdl è ormai un simbolo, un’icona, il collante delle diverse anime di questa sottocultura democratica a parole, ma xenofoba nei fatti, patetica e incoerente, che per sopravvivere deve necessariamente identificare un nemico da abbattere, da sconfiggere, al quale negare anche i più elementari diritti costituzionali, in virtù di una presunta superiorità morale, etica, naturale che mai niente e nessuno però potrà attribuire.
Negare a qualcuno il diritto di parola è l’anticamera della morte. La scomparsa della democrazia. Il requiem dei valori e principi che costituiscono l’architrave del nostro vivere civile. Impedire a Marcello Dell’Utri di esprimere le proprie idee è un ignobile, scellerato, intollerabile atto di violenza che ci indigna e disgusta. Sentimenti che dovrebbero essere condivisi da tutti, almeno da coloro che culturalmente si sentono distanti da questa pericolosa nuova avanzata oscurantista. E invece registriamo il silenzio più assordante. Dove sono finiti i giovani del Pdl che alcuni mesi fa non hanno perso tempo a bacchettare il senatore Dell’Utri per le parole su Mangano? Dove sono tutti coloro che a difesa del diritto d’espressione dei Litfiba, non comprendendo però un’intelligente provocazione, hanno inondato di comunicati le redazioni dei giornali? Perché è lecito starsene zitti di fronte a quanto è accaduto ieri sera a Como, non mostrare solidarietà al senatore Dell’Utri, non condannare chi ha vietato ad un libero cittadino italiano di esprimere il suo pensiero? Il solito doppiopesismo italiano. Viva la libertà di espressione e di critica.




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Veramente una porcheria!!!
quando fa comodo s’attacca dell’utri, quando invece è vittima diviolenza si lascia solo
ottimo post
denunciamo questo vergognoso doppiopesismo
La questione Litfiba, erroneamente sollevata, nulla c’entra con la contestazione a Dell’Utri.
Sono 2 circostanze non paragonabili. Io sono e sarò libero di contestare un condannato in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (perchè ritengo che prima debba occuparsi della sua vicenda e poi parli al pubblico), ma non sono libero di criticare un gruppo musicale che fa della contestazione una delle sue armi.
Tutt’al più non comprerò i loro dischi o non andrò ai loro concerti.
Se dobbiamo metterla su questo piano allora iniziamo anche a criticare Benigni che, ospite a Sanremo senza contraddittorio, spara a zero contro il premier. Qualcuno per caso ha criticato Benigni? Non ricordo.
La cosa che non capisco è il livello di indignazione dello staffsud: eccessivamente alto per l’avvenimento di Como e nullo invece, per non dire, straordinariamente indifferente tanto da non meritare alcun post in merito al grave episodio accaduto a Palermo dove, la moglie di un agente della Squadra “catturandi” è stata minacciata ed intimidita per strada.
Credo, che un blog di rilevanza nazionale come questo,che si vuole imporre come strumento di propaganda della rinascita prima culturale e poi politica dei siciliani, debba avere un livello di indignazione tanto alto da non soffermarsi solo su questi episodi dichiaratamente di parte, ma volga il suo sguardo a 360°.
I post sui Litfiba e su Dell’Utri, profumano maggiormente di dichiarazioni di partito in strictu sensu.
Sganciamoci, sempre col dovuto rispetto da certi modelli, ed inizimo invece a volgere lo sguardo a ciò che avviene lungo le nostre strade, nella nostra città.
Perchè non usare il blog per denunciare allarmi sociali.
Perchè non scrivere sul fatto che il Comune non paga più le rette per le case famiglia e 1000 bambini disagiati rischiano di essere abbandonati.
Perchè non scrivere sul fatto che il comune di Palermo è moroso anche nei confronti di 9 strutture che ospitano 80 utenti affetti da problemi psichiatrici, che rischiano la chiusura.
Questo non merita indignazione…
Siamo tutti comaschi!!!!!!!!!!!!!!!! Ma come si permettono di invitare un condannato? Se ne stia a casa sua, che ci fa schifo averlo qui.
Ma era proprio necessario che Dell’Utri parlasse a Como? Glielo aveva prescritto il medico?
Non potrebbe, almeno per ora, defilarsi un pò?
Ma perchè tutti i politici come lui (quelli cioè che hanno procedimenti giudiziari in itinere) non si prendono un bell’anno sabbatico (anche 2 o 3…)?
Questo mi piace molto meno. Fate i redazionali, date retta
Dell’Utri ha tutto il diritto di manifestare il proprio pensiero. Il problema (suo) e che ne conosciamo pure la storia!
“Negare a qualcuno il diritto di parola è l’anticamera della morte.”
Vallo a raccontare agli aquilani bastonati dalla polizia a Roma qualche mese fa.
Aveva ragione il Metternich: l’Italia è un’espressione geografica.
@Ade
Gli aquilani hanno commesso un’infrazione…
si hanno commesso l’infrazione di essere terremotati…
hanno semplicemente forzato un cordone delle forze dell’ordine perchè volevano ‘manifestare’ proprio sotto il portone di palazzo grazioli…
On.le Miccichè (intanto saluti), oggi sul quotidiano “laSicilia” si parla di autostrade Siciliane, e mi è venuto in mente (anche se lo sa), che quella che necessita di un vero intervento (in quanto pericolosa da percorrere, quindi scoraggiando a priori chi vorrebbe percorrerla) è la Catania-Palermo o viceversa Palermo-Catania. Lei essendo parte del Cipe (secondo me) dovrebbe promuovere il miglioramento di tale autostrada, nei modi opportuni che Lei ovviamente sa o che Le competono. Ricordo anni addietro con amici siamo venuti due volte a vedere la Nazionale Italiana di calcio (indimenticabile Italia-Norvegia 2-1, rete nel secondo tempo del giocatore rosanero Toni, stadio Barbera infuocato e in fribbrillazione per l’esordio con il botto del Suo gioiello Toni, quindi serata magica, con panino prima fuori dallo stadio e pizza dopo in una pizzeria di un punto della città non poco frequentato….cmq, andiamo al discorso che ci interessa….) e tutte le due volte abbiamo fatto Catania-Messina, Messina-Palermo, per non percorrere appunto la Catania-Palermo. A mio avviso c’è bisogno di migliorare (se possibile) questa autostrada.
Au revoir e visto che ha piovuto a Palermo, un buone vacanze a metà.
Il problema del nostro paese e’ che una vera cultura
liberale non si e’ mai affermata,interessando soltanto
una minoranza del paese.Diceva Voltaire “non condivido minimamente le tue idee ma faro’ di tutto perche’ tu le
possa esprimere”.Anche quando Dell’utri fosse colpevole,
provvedimenti restrittivi a parte,nessun tribunale da
strada, o follA vociantE puo’ permettersi il lusso di
negare la liberta’ di espressione a chicchessia.E’ un concetto molto difficile da comprendere per chi non pro-
viene da una cultura veramente democratica.e a ben vedere e’ il vero dramma dell’Italia degli ultimi anni.
domani piove…governo ladro: questi sono i comunisti
Per quanto riguarda le autostrade siciliane, dato che purtroppo la storia recente ci insegna che quasi tutte le opere pubbliche che vengono realizzate comportano la contemporanea distrazione di somme stanziate per altri fini (tangenti, appartamenti, auto di lusso ed escort per intermediari vari) si spera che stavolta “qualcosa”, nel viaggio da Roma in Libia per la realizzazione dei 1700 km dell’autostrada “dell’amicizia” Berlusconi-Gheddafi, cada in Sicilia e serva magari a sistemare la Pa-Ct.
chi definisce mangano un eroe sole altre stronzate puo’ dire, a che serve farlo parlare?
se negare la libertà di pensiero equivale ad uccidere un uomo… beh… IL NOSTRO SENATORE è immortale!
è immortale perchè come me ci sono migliaia di ragazzi/e uomini/donne che hanno fatto prooprio il suo pensiero…e lo riproporrano perchè credono in questo.
non puoi mai veramente distruggere un uomo che ha costruito qualcosa di grande…perchè significherebbere distruggere tutto ciò che ha fatto di buono…e nel caso di Marcello Dellutri… è troppo quel che ha fatto.
senatore siamo con te..saremo sempre la tua voce!
Ciccio Lombardo
Dell’Utri è imbarazzante e staffsud anche, quando si lascia infettare dalla iper miccichite congenita.
Non ci vedo nulla di criminale o antidemocratico nel manifestare orrore dissenso disapprovazione o qualsiasi altro sentimento negativo nei confronti di una persona dai precedenti poco cristallini come Dell’utri. Certamente egli ha il diritto di parlare come certamente i cittadini (non sudditi) hanno il diritto di dimostrare il proprio disaccordo. Questa per l’appunto è democrazia.
Non posso non condividere l’indignazione della Redazione, chiunque ha il diritto di esprimere le sue opinioni liberamente, come Costituzione vuole. Non possono essere opposte a questo diritto le opinioni relative alle condanne di Dell’Utri, comunque la si pensi ed io mi sono indignato spesso per quello che dice Dell’Utri, il diritto ad esprimersi è inviolabile.
Spiace che la Redazione non abbia visto quello che succedeva nell’assesorato agricoltura – Cimino assessore – dove un ben noto personaggio ha deferito e fatto condannare a tre mesi di sospensione dal lavoro e dallo stipendio, il sotto scritto, reo di aver criticato il Presidente Lombardo che ha nominato un pregiudicato a capo del Corpo Forestale regionale.
Vero è che io non sono Dell’Utri, ma il diritto alla libera espressione non è certo personale.
Anche quella dei comaschi e’ stata liberta’ di espressione e di critica.
Non mi cadete pure voi sul doppiopesismo all’italiana, pero’.
Tutti abbiamo commesso errori nella vita più o meno gravi, ma abbiamo avuto la possibilità di cambiare di cercare di essere migliori.
il Sig. Mangano è un eroe, non per il suo passato, ma per l’atto eroico di coerenza e rispetto verso gli altri, cosa rara in un mondo che ha annullato valori come la lealtà e dove regna un individualismo che non risparmia ormai nemmeno i famigliari più prossimi.
In un era mediatica e di omologazione di pensiero, il senatore dell’Utri ha espresso un suo sentimento di stima per un uomo morto in carcere per non aver venduto la libertà di altri esseri umani per la sua.
Un uomo il senatore che si eleva egli stesso ad eroe in quanto pur cosciente del peso che avrebbe avuto una tale dichiarazione,
sulla propria immagine pesantemente attaccata da una stampa ostile decide di esprimerla lo stesso, in quanto giusta e di ampio valore etico.
Condannarlo e giudicarlo in base a pregiudizi è un limite, che impoverisce una civiltà di storia millenaria come la nostra.
Per mè è tutto un magna magna…come si diceva bene nel famoso fil di Benigni, con buona pace dei poveri Siciliani onesti.
E’ da 1 anno che devono arrivare i soldi del Cipe (li e sottosegretario) e ancora non si vedono, arriveranno magicamente quando cade Lombardo e verrà rimpiazzato da uno del PDL, perchè sicuramente fra un pò non ci sarà più il PDL Sicilia altro che partito del Sud… bisogna essere tutti allineati e coperti….
Ma quando si ritirerà il capo e il Pdl si disintegrerà, avrete qualche lavoro da poter fare???
Basta prenderci per il cu…. tutti, destra e sinistra, avete svenduto e continuate a svendere la Sicilia.
Spero di sbagliarmi, maaa……
@on. miccichè
Se mi posso permetter edi darle un suggerimento, è quello di cambiare lo staff che lo sostiene, in quanto penso che gli abbiano fatto leggere una replica che il presidente Avanti non ha fatto, in quanto non ha difeso il pensiero in quanto tale dei Litfiba entrando nel merito di quello che hanno detto, ma bensì sulla libertà di espressione bella o brutta che sia poi ognuno di noi ha gli strumenti per perseguirla tipo la querela la replica ecc., D’ali invece di parlare in nome delle istituzioni quale rappresenta doveva parlare A NOME PERSONALE E SICURAMENTE anvrebbe avuto delle solidarietà, ma siccome eusebio e quello che attacca l’udc anche a titolo gratuito e se oggi fà l’assessore e proprio perchè il Presidente Avanti rispetta il patto con gli elettori, cosa invece che lei on. Moccichè non sta facendo chieda scusa alla gente per quello che state facendo alla Regione e ritorni ad essere quel politico di una volta coerente e corretto che forse è ancora in tempo.
saluti
QUINDI NON LAMENTARSI QUANDO SI è CONTESTATI
Spero che un giorno anche in sicilia succeda quanto verificatosi a Como…
ma come si fa a difendere un dell’utri che offende tutto il popolo italiano e le sue istituzioni quando afferma che se è senatore lo è solo per difendersi dalle indagini della magistratura? ma fatemi il piacere!!! e lo dovevano anche far parlare? ma che accozzaglia di insensati!!!
Io sostengo che il “Rispetto” è fondamentale, non solo è indice di civiltà ma di intelligenza,
Io penso che….il “Rispetto” è guardare l’altro per la sua dignità umana ed è un valore che nei nostri giorni viene sempre più dimenticato.
Penso che….il “Rispetto”, è una delle tante parole che vuole dire tanto e che, quindi, disperdono il potere del loro significato in mille rivoli interpretativi: è un sentimento di deferenza, stima e considerazione verso persone, princìpi o istituzioni, ed è un sentimento di riguardo verso la dignità altrui, che ci trattiene dall’offendere gli altri, ledere i loro diritti o menomare i loro beni.
Il “Rispetto” deve esserci comunque e sempre.
Io credo che non può esserci una totale mancanza di rispetto, per una divergenza di opinioni, non si può diffamare e fischiare un uomo perché non si è dello stesso colore politico….si può usare benissimo l’indifferenza che è una forma diversa di mancanza di rispetto, ma senza offendere la dignità umana.
Il modo in cui è stato attaccato il Senatore Dell’Utri in quest’ultimo periodo pubblicamente, a mio modesto parere, è stato solo indegno e villano, perché fino a prova contraria, il Senatore è un uomo come tutti noi, e non può essere condannato da nessuno di noi, e nessuno può sostituirsi alla Magistratura, non si può condannare in modo definitivo senza che lo abbia fatto la Corte Suprema di Cassazione, molti politici hanno avuto un iter giudiziario per poi con la Corte Suprema di Cassazione sono stati assolti, ma mai, né il Senatore Dell’Utri, né il PDL, hanno organizzato una manifestazione villana come quella di Como.
Il rispetto non è una questione di punti di vista,il rispetto è molto di più……
Fin dal primo grado di condanna doveva essere estromesso da ogni carica politica, quindi non merita rispetto nè lui nè chi lo difende
A me Dell’Utri non sembra cosi’ innocente:
Da Wikipedia:
Procedimenti giudiziari [modifica]
Marcello Dell’Utri
Concorso esterno in associazione mafiosa [modifica]
Le indagini su Dell’Utri iniziano nel 1994, l’anno dell’entrata in politica, con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo.
Processo di primo grado [modifica]
Il 2 gennaio 1996 viene messo sotto accusa; nell’ottobre dello stesso anno il gip di Palermo lo rinvia a giudizio, e il processo inizia il 5 novembre 1997.
In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.
Nel testo che motiva la sentenza[21][22] si legge:
« La pluralità dell’attività posta in essere da Dell’Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l’altro offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »
Inoltre:[23][22]
« Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era viepiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle file dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perché era in corso il dibattimento di questo processo penale. »
Processo di secondo grado [modifica]
Il processo di secondo grado si è svolto alla Corte di Appello di Palermo. Il 16 aprile 2010 il procuratore generale di Palermo Nino Gatto ha chiesto la condanna a 11 anni di carcere per Dell’Utri. [24][25] In vista del processo aveva affermato di essere entrato in politica e fare il parlamentare solo per difendersi dai processi, e di essere quindi pronto a lasciare l’incarico parlamentare qualora le accuse cadessero[26][27]. La sentenza era attesa per il 25 giugno[28] ma è arrivata il 29 giugno al quinto giorno di camera di consiglio[29][30].
La corte d’appello di Palermo, presieduta da Claudio Dall’Acqua, condanna a sette anni di carcere l’imputato[29][30] per concorso esterno in associazione mafiosa per i fatti accaduti sino al 1992. La corte d’appello, con questa sentenza, ha ritenuto che Dell’Utri intrattenne stretti rapporti con le vecchie organizzazioni mafiose di Stefano Bontade, Totò Riina e Bernardo Provenzano sino alla stagione delle stragi di Falcone e Borsellino[29].
Una vicenda che accerterebbe la colpevolezza dell’imputato sarebbe la mediazione per l’assunzione del boss palermitano Vittorio Mangano come stalliere nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi; Mangano avrebbe assicurato protezione contro l’escalation dei sequestri a Milano[29].
Marcello Dell’Utri avrebbe, sino al 1980, fatto da intermediario per gli investimenti a Milano di Stefano Bontade, che aveva bisogno di riciclare denaro sporco, frutto del traffico di droga, in aziende del nord Italia[29].
La corte ha assolto Dell’Utri per i fatti contestati successivi al 1992 perché «il fatto non sussiste»[30] portando la pena detentiva da 9 a 7 anni.
False fatture e frode fiscale [modifica]
Ha patteggiato la pena di due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale nell’ambito della gestione di Publitalia ’80 a Torino [31][32].
Processo per tentata estorsione (Pallacanestro Trapani) [modifica]
È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui).
L’ex presidente della Pallacanestro Trapani Vincenzo Garraffa aveva ottenuto dalla Birra Messina (Heineken) una sponsorizzazione di 1,5 miliardi di lire, ma – secondo l’ accusa – esponenti di Publitalia (la società di cui Dell’Utri era amministratore delegato) gli avevano poi chiesto la retrocessione «in nero» di metà dei soldi, «per creare fondi occulti». La sentenza di condanna afferma che, al rifiuto di Garraffa, Dell’Utri lo avrebbe minacciato prima a parole («Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione»), poi con la visita del boss Virga in ospedale a parlargli del debito[33].
Il 15 maggio 2007 la terza corte d’appello di Milano conferma la condanna a due anni.[34].
« (…). È significativo che Dell’Utri, anziché astenersi dal trattare con la mafia (come la sua autonomia decisionale dal proprietario ed il suo livello culturale avrebbero potuto consentirgli, sempre nell’indimostrata ipotesi che fosse stato lo stesso Berlusconi a chiederglielo), ha scelto, nella piena consapevolezza di tutte le possibili conseguenze, di mediare tra gli interessi di Cosa nostra e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi (un industriale, come si è visto, disposto a pagare pur di stare tranquillo) »
Il 10 aprile 2008 il PG della Cassazione ha chiesto l’annullamento, con rinvio, della condanna a 2 anni inflitta al parlamentare Marcello Dell’Utri, ritenendo “inutilizzabili” alcune dichiarazioni accusatorie. La Corte di Cassazione, II sezione penale, accoglie la richiesta, annullando la sentenza di appello con rinvio ad altra sezione[35].
Il 14 aprile 2009 I giudici della quarta Corte d’Appello di Milano hanno derubricato il reato da tentata estorsione a minaccia (la cosiddetta «desistenza volontaria» -articolo 56 comma 3 c.p.) e hanno dichiarato quindi il «non doversi procedere», nei confronti di Dell’Utri e anche del boss mafioso Vincenzo Virga, prosciogliendoli per intervenuta prescrizione del reato.[33][36] Contro la sentenza di annullamento per prescrizione hanno fatto in seguito appello, oltre al procuratore generale di Milano e a Vincenzo Garraffa, lo stesso Marcello Dell’Utri, motivato dalla volontà di ottenere un’assoluzione nel merito.
Il 28 maggio 2010 la Corte di Cassazione ha quindi stabilito la riapertura del processo, riconoscendo come “contraddittorie” le conclusioni del verdetto della Corte d’Appello milanese, in quanto le minacce riscontrate da tutte le precedenti sentenze confermano un tentativo di estorsione che non può venir meno a causa di una successiva desistenza da parte di chi le ha effettuate.[37]
dedicato a tutti quelli che credono, pensano, sono convinti che marcello dell’Utri sia diverso:
Costituzione Italiana
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Art. 27.
La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Art. 49.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Art. 51.
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.
Se a lei sembra normale avere in parlamento un condannato per fatti di mafia in 2° grado… Tra l’altro è lo stesso Dell’Utri che ha ammesso di essere entrato in politica per evitare la galera.
Queste cose, se me lo consente, sono semplicemente vergognose.
Comunque non si preoccupi, tra 20-30 anni gli italiani si ricorderanno di lei, di Dell’Utri e di Berlusconi con immenso imbarazzo. E’ solo questione di tempo e la Storia vi farà semplicemente a pezzi. Vergognatevi.