La zanzara ci ha preso gusto, ieri notte s’è insinuata nel letto dell’ex ministro,
col silenziatore nel ronzio, per non turbare il sogno e il sonno suo.
Era un sogno strano, quello del ribelle berlusconiano,
senza rima o con la rima, era un sogno d’anteprima
e la zanzara, incuriosita, stava li, dentro il sogno accovacciata.
Era Mercoledi, 4 Agosto, Roma era calda come un girarrosto
ma Miccichè non sudava e in casa Berlusconi con la giacca e la cravatta entrava.
Ad aspettarlo il Cavaliere, che subito gli dice di mettersi a sedere
il ribelle s’accomoda, sorridente, e aspetta l’aut aut, impaziente.
Impaziente come gli altri, che stan fuori: a Palazzo Grazioli non godono favori.
Tutti lì, fuori, Lombardo e Romano, Lupo, Cascio e Alfano,
ad attendere, impazienti, di saper chi sono i vincitori e chi i perdenti.
L’attesa è spasmodica, il nervosismo è alto, da giorni non si parla d’altro:
radio, giornali e tg parlan solo del fatidico Mercoledì.
Finalmente, dopo circa un’oretta, Miccichè esce in avanscoperta
i cronisti gli si appressano, avidi e incuriositi lo intervistano
ma lui non favela, l’aut aut di Berlusconi proprio non lo svela
e i cronisti rimangono inebetiti; quegli altri, in Sicilia, morti incuriositi.
Per fortuna c’è la zanzara, che tutto ha visto e noi glielo abbiamo chiesto,
cosicchè lo scoop riveliamo e, in anteprima, l’aut aut del Berlusca vi sveliamo.
“Nome devi cambiare” gli ha chiesto il Cavaliere
e Gianfranco dice: “ok, cambierò nome alla corrente, di Pdl sicilia non rimarrà niente”.
Ma Berlusconi, un pò basito, lo ferma e gli dice: “no, non hai capito!
Se vuoi stare al mio fianco, non chiamarti più Gianfranco:
capiscimi, quel nome più non sopporto, per me è questione di rispetto!”.
Questo l’aut aut del Cavaliere, che zanzara è riuscita a scoprire.
E Miccichè? Se accetterà non avrà troppi danni, userà il suo primo nome, Giovanni.
E Berlusconi sarà contento, che in Sicilia tutto tornerà come prima … ma prima quando?
Qaundo solo Miccichè comandava: c’era pure Cuffaro e tanto male non andava.
Oggi ci sono Castiglione e Firrarello, con Schifani che fa il bello,
come dire: chi cambia la vecchia per la nuova, guai trova!
Ma non ditelo a Miccichè, se no il nome non lo cambia e tutto resta per com’è.
Quel mercoledì a Palazzo Grazioli:il mistero dell’aut aut (Zanza scoop)
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