Post di redazione
di Giuseppe Taibi per Siciliaoggi.net
Se volete fare colpo su Gianfranco Micciché, non perdete tempo a tessere le lodi di Garibaldi, non mostrate apprezzamenti per “i mille”, e se vi chiede qual è l’anno storico da voi preferito, non fate l’errore di dire con certezza “il 1861, l’anno dell’unificazione d’Italia”. Miccichè ha un’idea ben precisa dell’Unità (“da lì sono iniziate le nostre disgrazie”), di Garibaldi (“ladro e assassino”- oltre che uxoricida- “ammazzò Anita”), dei mille (“ni ficiru un culu tanto”). Ha il cuore a forma di trinacria, è un uomo del Sud che crede in un Sud diverso, difeso da un altrettanto “Partito del Sud”. E’ uno stratega, che attua in politica le leggi della fisica: studia la gravitazione, fa uso delle norme che regolano gli equilibri, mastica i dettami sul bilanciamento dei pesi. Di ogni elemento ne conosce il peso specifico: misura le proporzioni. A volte supera la continenza, ma lo fa per scardinare le chiusure avverse, per rendere le parole, messaggi che centrino gli obiettivi. E’ popolare perché nei comizi pratica la facezia. Si serve di battute, scivola nel volgo senza essere volgare. E’ un mattatore delle piazze ricolme di simboli e faccioni di candidati. Ma è sempre chiaro e diretto. Ama Berlusconi, ma non come Bondi: lo adora ma non lo santifica, lo teme ma non è servile.
Onorevole Micciché, lei spesso parla di confusione all’interno del Pdl, ma non crede che parte di quella confusione sia stata generata da lei?
“Assolutamente no. Torniamo indietro per ripercorrere i passaggi degli ultimi anni. Il Pdl è stato il partito che ha voluto il presidente Lombardo a tutti i costi, quasi come se non ci fosse stato lui avremmo rischiato la morte. Al tempo delle elezioni regionali avevo dato la mia disponibilità, mi sarebbe piaciuto fare il presidente della Regione, non lo nascondo. Quando Berlusconi ha però detto che doveva essere Lombardo il candidato, mi sono allineato alle decisioni del partito. Ho lavorato, ho fatto una campagna elettorale per Lombardo, forse sono stato l’unico a farlo per davvero. Poi il Pdl ufficiale, dopo soli tre mesi, mi ha chiesto di nominare coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, il più grande nemico storico di Lombardo. Da quel momento hanno cominciato un continuo attacco ad un presidente votato tre mesi prima. Mi sono reso conto che dovevo fare qualcosa, altrimenti avremmo consegnato Lombardo alla sinistra, ed io di Sicilia rossa non ne ho mai sentito parlare e mai ne vorrei sentire. La stupidità del Pdl ortodosso, la sua follia,il suo totale isterismo, avrebbe consegnato la regione alla sinistra. Per tale motivo ho scelto di sostenere Lombardo: con me la squadra di deputati che sta a mio fianco, i deputati vicini a Fini e che non provengono da Forza Italia, coloro che da sinistra si sono spostati al Gruppo misto e alcuni dell’Udc. Chi fa quindi confusione, noi o loro? Io amo Berlusconi, amavo fortissimamente Berlusconi, però questo Pdl mi sembra molto confuso”.
Nei giorni dello strappo tra Fini e Berlusconi, i “finiani”, per difendersi dalle accuse di disfattismo, avevano indicato in lei un vero dissidente interno.
“Non è così. Fini ha voluto prendere l’esempio siciliano per dire a Berlusconi: guarda che il partito così com’è, non funziona da nessuna parte; quello che sta succedendo in Sicilia e sintomatico di un problema che si registra in tutta Italia. E penso che Berlusconi adesso se ne sia reso conto”.
Si dice che la sua operazione abbia l’avallo di Berlusconi: lei farebbe parte di un progetto per contrastare il dilagare della Lega. Una scelta dovuta dopo il successo di Bossi alle elezioni regionali.
“Le regionali non c’entrano. Della prepotenza, dello strapotere della Lega e che certamente avrebbe originato uno scontro interno alla coalizione, ne parlavo già due anni fa. Oggi lo dice anche Fitto. Due anni fa mi avevano preso per pazzo; io ho soltanto avuto capacità di capire prima degli altri quello che sarebbe accaduto. Io credo che la cosa più giusta da fare per la Sicilia è essere rappresentati a livello nazionale da un partito che abbia una sua autonomia, un numero di deputati tale da condizionare l’esistenza di un Governo. Senza Udc e Alleanza nazionale siamo succubi dalla Lega, per questo motivo è necessario che ci sia un contrappeso. Ecco, noi siamo il contrappeso”.
Oggi si chiama Pdl Sicilia, domani?
“Certamente non si chiamerà più Pdl Sicilia”.
So che le piace Partito del Popolo siciliano.
“Sì, Partito del popolo siciliano mi piace. Perché credo che ci sia bisogno di un partito per davvero dalla parte del popolo siciliano”.
Quest’anno si festeggia il 150anniversario dello sbarco dei Mille. Che giudizio da all’Unificazione d’Italia, e cosa pensa di Giuseppe Garibaldi?
“Garibaldi è un personaggio fortemente negativo. Purtroppo pochi conoscono la vera storia, anche perché la storia la scrivono i vincitori”.
Però non riconosce all’Unificazione un momento fondamentale anche per il sud?
“L’Unità d’Italia si fa con un erario nazionale di 639 milioni di lire oro, di questi 490 arrivano dal Banco di Sicilia e da quello di Napoli. Napolitano è andato ad inaugurare le celebrazioni e lo hanno portato all’Ansaldo di Genova. L’Ansaldo originariamente era di Napoli, ma viene trasferita a Genova nel 1862. Inizia con l’unità d’Italia il vero problema del sud. Dal punto di vista geografico l’Italia sarebbe nata lo stesso, ma credo che le nostre disgrazie sono iniziate proprio con l’Unità”.
Lei non ha proprio stima di Garibaldi…
“Garibaldi era chiamato eroe dei due mondi perché dovette scappare dall’Italia in quanto ricercato per omicidio. Arriva in un Paese Sudamericano, viene processato e condannato per un altro omicidio, scappa in un altro Paese, anche qui viene condannato per furto con il taglio dell’orecchio. Ecco perché i capelli gli coprivano le orecchie. Era un assassino ed era un ladro”.
Ma è comunque stato un eroe.
“Eroe di cosa? Per scrivere la storia di Garibaldi vengono chiamati quattro romanzieri coordinati da Alessandro Dumas, i quali hanno il compito di inventarne la sua storia. Alcune carte dell’epoca dicono poi che Anita l’ha ammazzata lui. La strangola in un viaggio in mare nei pressi di Hammamet. Lui dice che muore per una malattia, ma accorgendosi dei segni c’è chi ne chiede un’autopsia, che non verrà fatta perché intanto riuscirà a far sparire il cadavere”.
E perché mai l’avrebbe uccisa?
“La regola tra i suoi uomini era questa: tutti i feriti dovevano essere uccisi perché d’impaccio. Come si è reso conto che Anita era d’ostacolo perché malata, ha preferito ammazzarla. Garibaldi è un massacratore, che uccide bambini, che processa una bimba di 9 anni a Palermo attraverso un processo sommario in piazza. E la condanna a morte. Fucilata a 9 anni. E’ un uomo che ha rubato, non è un eroe, e ha trovato nei siciliani troppi ascari e che non hanno smesso di esserlo anche oggi al Parlamento nazionale. Come Garibaldi trovò strada fertile per fregare il Mezzogiorno, ho l’impressione che oggi ci sia qualche altro che per comparsi i siciliani butta due ossa a terra”.
Tag: Gianfranco Fini, Gianfranco Micciché, Giuseppe Garibaldi, intervista, Partito del popolo siciliano, pdl-sicilia, sbarco dei mille, Sicilia, Silvio Berlusconi, Unità d'Italia

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Grandissima intervista
complimenti la vera storia della Sicilia va raccontata con chiarezza e su questa storia deve nasce una nuova classe dirigente siciliana
Spero solo che questa intervista non sia solo l’ennesimo “La” per dare inizio a un progetto serio e strutturato; ormai è quasi un anno che attendiamo lo strappo e la nascita di un partito territoriale e moderno.
On. Micciché ci dica se sarà lei il nostro leader oppure solo il “teorizzatore” di questa nuova entità politica
Non vorrei che dopo questa sorta di denuncia contro Garibaldi, Bossi decida di mandarti all’esilio.Battute a parte, ho sempre pensato che l’obbedisco di Teano fosse legato ad una forte riduzione dei compensi pattuiti con Vittorio Emanuele II, e che se vi fosse da parte di Garibaldi una vera intenzione riunificatrice del paese, questa più che la Patria riguardasse la Massoneria. Ma intanto sono passati 150 anni e piangere sul latte versato serve poco anzi a nulla. Sono sempre stato sostenitore del partito del sud o comunque di una formazione politica che messe da parte le ideologie guardasse al territorio, ma ho l’impressione che ci si annachi un po troppo, rispetto anche al fatto che comunque una possibile ricucitura del PDL è insostenibile oltre che inopportuna
Siamo in mano ai barbari, Onorevole.
Carcione noi non vogliamo strappare,ma cucire
Questa è la vera staoria?
Come sempre c’è chi nasconde il vero..Commento alcune parti dell’intervista,Gianfranco partito del popolo sicliano,andrebbe bene se capo ci fosse un uomo siciliano.Poi io per prima,dico che se qualcuno si fà comprare per il partito del sud,può essere definito un vigliacco,dobbiamo garentire il partito nato vergine e cresciuto nello stesso modo,soltanto una crescita leale.senza favoritismi.Noi siciliani siamo stanchi di avere al governo della nostra regione dei porci che pensano soltanto a loro stessi.
E mentre noi discutiamo su don Peppino Garibaldi e la sua squadra da mille c’è chi annaspa per sopravvivere,chi a 99 anni si deve coricare a terra perchè l’ASP non riesce a fornirle dopo 4 mesi un appropriato lettino antidecubito,chi vede i raccolti delle serre coltivate con tanto sacrificio svenduti sui mercati,chi viene buttato fuori dalla ‘casa popolare’ perchè ‘abusivo’ pur avendo pagato le tasse,chi vede le proprie strade piene di rifiuti e rifiuti aspettando da un momento all’altro che avvenga il ‘miracolo’ di San Gennaro come a Napoli,chi ancora sogna il paese delle meraviglie come Alice pur vivendo in mezzo ai vari don Fefè e don Fofò,chi aspetta il 2012 non per la ‘fine del mondo’ ma per vedere se finalmente partono i lavori per rendere meno pericolosa la Ragusa-Catania,………caro Gianfranco questo è il nostro momento storico, non siamo più nel 1861,e non possiamo più permetterci errori o ritardi con la crisi finanziaria mondiale,nazionale,regionale,comunale,individuale che soverchia ogni cosa…idee chiare ed uomini onesti e fattivi,a te entrambi graditi..ed allora vai !!!!!!
Riprenditi in mano il partito! Molla il governo regionale e rifai Forza Italia in Sicilia con facce nuove e stimate dal popolo
Miccichè è una delle maggiori speranze per il Popolo siciliano. Oggi mi sento di dire solo questo. Se Lombardo è riuscito a stoppare i tentativi di devastazione e saccheggio della Sicilia in uno dei momenti più difficili degli ultimi 150 anni, l’apporto di Micciché in questo è stato quello DECISIVO. Senza, avremmo avuto una regione nelle mani dei cuffaro e dei cammarata (che errore, Gianfranco! ma tutti possono sbagliare).
Ora però bisogna organizzare la riscossa nei confronti dell’Italia e dell’Europa, perché stiamo morendo, letteralmente morendo, e nessuno può permettersi di dire che dobbiamo morire come popolo.
Vai come alfiere del Popolo siciliano, alleati con i fratelli meridionali (se vogliono unirsi a noi) ma con la nostra identità di Nazione Siciliana!!
Al di la delle considerazioni su Garibaldi che poco interessano me ela gran parte dei siciliani, è molto meglio parlare delle situazioni attuali.Il Partito del Sud (molto bello Il Partito del Popolo Siciliano) non può e no deve nascere come elemento di contrapposizione alla Lega.L’Italia di oggi è una nazione dalla Val d’Aosta alla Sicilia.Se cresce, se migliora deve crescere e migliorare dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Non mi piace sentir parlare di “riscossa nei confronti dell’Italia” mi piace sentir parlare di modo nuovo di intendere la politica che deve essere capace di creare una nuova classe dirigente in grado di combattere efficacemente la mafia, di abolire le pratiche clientelari, di saper gestire il territorio e fare della Siclia un vero polo turistico, di essere capace di dare impulso all’agricoltura.Molti errori,causa della nostra arretratezza economica, li ereditiamo dalla incapacità della classe politica siciliane del presente e del recente passato. Da 64 anni la Sicilia ha uno Statuto che consente ampia autonomia amministrativa, quella classe poltica non lo ha saputo o (peggio) voluto sfruttare. Non addossiamo perciò ad altri responsabiltà che in larga misura sono soltanto nostre.
Nessuno dice una cosa fondamentale: quel losco figuro di Garibaldi era un padano.
Ci sono delle fonti per la storia di Garibaldi?
150 anni di dominazione! Il Sud, ridotto allo stremo dal salasso perpetrato dalle lobby settentrionali, non può e non vuole più soggiacere alla favola dell’unità d’Italia. Giusto, perciò il revisionismo storico, che rielabora la storia in chiave scientifica e non più propagandistica. Garibaldi era un ladro di cavalli assoldato dai savoia per conquistare le nostre terre!
Quando lo sento parlare di Garibaldi, mi ricordo del Gianfranco Miccichè dei bei vecchi tempi, del Miccichè cazzuto e libero da interferenze di accoliti di bassa lega sempre pronti a succhiargli più prebende possibili….
Certo che il Micciché storico ha un grande credito: pensare che confonde i quattro moschettieri di Dumas con quattro “romanzieri”. In quanto alla geografia… Cita un “Paese Sudamericano” dove garibaldi sarebbe fuggito: uno a caso? Scegliete voi! Del resto, anche il padano Cota al nord sta riscrivendo la “sua” storia d’Italia, ad uso e consumo di chi ha piacere di crederli.
Io inviterei Miccoché e Cota a lasciare la politica e tentare l’insegnamento universitario… della Storia, naturalmente!
Di certo, indipendentemente dall’essere pro o contro l’agiografia garibaldina, questo stato di cose è nocivo per la Sicilia. Anzi, anche a dover aprire un paradosso grande quanto una casa, si può affermare, senza sbalestrarsi troppo in rapporto alle rispettive coordinate storiche, che l’attuale momento che sta attraversando la nostra Isola non è poi tanto lontano da quando i mille misero piedi a Marsala. Ora, come allora, i siciliani chiedono e sperano in un cambiamento radicale, un cambiamento che spezzi le catene della sperequazione e li proietti verso un avanzamento sociale sempre sperato e mai raggiunto. Finora, pero, i politici siciliani, nessuno escluso, spargendo, questo sì, meno sangue dei nordisti, ma per il semplice fatto che non c’è una rivoluzione in corso, non si sono comportati diversamente da quelle teste calde partite da Quarto. Infatti, l’obiettivo è rimasto lo stesso: arricchirsi a danno dei nativi. Né questo governo, che, più degli altri che l’avevano preceduto, anche e non solo per il nome che il partito del presidente si era dato, aveva insufflato le sue promesse con lo spirito dell’autonomia, si è comportato in modo diverso. Morale della favole, a centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, tutto è come prima. Perché anche se le zolfare e i carusi non fanno più parte del paesaggio isolano, la disperazione vissuta da quei nostri lontani fratelli non è diversa da quella che oggi attanaglia chi deve piatire un lavoro. Allora? Allora, sottosegretario Micciché, la Sicilia ha bisogno di cambiare finalmente pagina, ma l’attuale governo non ha la forza morale, né quella politica, né quella parlamentare per poterlo fare. E poiché è anacronistico imbracciare i forconi e marciare verso Palazzo D’Orleans, ma è sincronico attivare la leva democratica delle elezioni, se ne faccia promotore.
GRANDISSIMO ONOREVOLE!!!!!!LEI E’ UN MITO!!!!!UN SICILIANO E UN MERIDIONALE CON LE PALLE!!!!!Dimostra a tutti gli altri vassalli parlamentari del sud di centro destra e centro sinistra(VEDI L’IMBECILLE DI LA RUSSA!) cosa significa avere SENSO DI SE!DELLA PROPRIA STORIA!!!
Pino Aprile nel suo capolavoro “TERRONI” che sta sbancando in tutto il mezzogiorno dice,e ducumenta!,prova!,che quei porci barbari piemontesi ci hanno tolto la ragione di essere quello che siamo..cioè i migliori!!!Torniamo ad esserlo!!!
GRANDISSIMO ONOREVOLE!!!!!!LEI E’ UN MITO!!!!!UN SICILIANO E UN MERIDIONALE CON LE PAL.LE!!!!!Dimostra a tutti gli altri vassalli parlamentari del sud di centro destra e centro sinistra(VEDI L’IMBECILLE DI LA RUSSA!) cosa significa avere SENSO DI SE!DELLA PROPRIA STORIA!!!
Pino Aprile nel suo capolavoro “TERRONI” che sta sbancando in tutto il mezzogiorno dice,e ducumenta!,prova!,che quei por.ci barbari piemontesi ci hanno tolto la ragione di essere quello che siamo..cioè i migliori!!!Torniamo ad esserlo!!!
miccichè,che è IGNORANTE COME UNA CAPRA, PARLA DI STORIA E DI GARIBALDI.
MA CHE SI è FATTO DI FRIZZINA ???
si ttu chiddu fattu…ri ddt
Per esprimere un parere su Garibaldi o, meglio, per far capire a chi ancora si illude su Garibaldi, chi era costui è sufficiente citare un solo episodio: Bronte.
Quando l’argnauta sbarcò a Marsala oltre a rapinare le casse erariali del Municipio di quella cittadina che Ippolito Nievo definisce, con amore, “topaia saracena” la cosa che lo colpisce di più è l’assoluta assenza di popolo festante ad accoglerlo al porto. Cosa si inventa allora? Per far proseliti promette ed assicura la terra ai contadini, ma quando a Bronte, i contadini, forti delle promesse dell’ “eroe” cominciano a prendersi un po’ di terre (inglesi, peraltro, perché Bronte rientrava nella “ducea Nelson”) messo con le spalle al muro dal console inglese che non voleva sommosse in quella zona, mando Bixio a mettere le cose a posto. E come le mise a posto le cose Bixio? Massacrando i contadini. Questo è uno degli episodi più squallidi (tenuto sempre rigorosamente nascosto dalla vulgata) che val la pena, ogni tanto, di ricordare specie in occasione dei 150 anni di malaunità.
Grande onorevole, ha fatto a capire a tutti che cosa significa la vita della politica, cosa che molti politici nn capiscono e che ci stannò solamente per dire parole parole parole, ma niente sostanza
Gianfranco Miccichè ha dichiarato che Garibaldi è stato, per il Sud, un assassino che ha rovinato l’ex Regno delle Due Sicilie.
Ci rendiamo conto che le frasi possono urtare la suscettibilità di qualche storico “ufficiale” ma Miccichè ha detto semplicemente la
verità. La “leggenda” che ha accompagnato la nascita del mito garibaldino, infatti (e ancora la sta accompagnando se guardiamo alle
recenti manifestazioni per i 150 anni dell’Italia comprensive di figuranti, bandierine tricolorate distribuite ai bambini e santini intoccabili),
sta crollando sotto i colpi di una storiografia nuova e sempre più documentata. Se è vero che non è stata ancora costruita un’identità nazionale,
è altrettanto vero che non si può costruirla ancora con luoghi comuni e retorica ma riportando alla luce documenti oggettivi e analizzando sviluppi
e conseguenze del cosiddetto “risorgimento” soprattutto per i danni che ha portato nel Sud dell’Italia. Senza per questo mettere
in discussione un’Italia alla quale i meridionali hanno dato, per 150 anni, più di quanto hanno avuto. Garibaldi fu un mercante di schiavi: le
memorie dell’armatore ligure Denegri sono troppo chiare quando ringrazia il generale perché “gli aveva sempre portato i chinesi nel numero imbarcati
e tutti grassi e in buona salute”. Si macchiò anche in America latina di efferati delitti: i suoi uomini “fecero azioni per lui ripugnanti” massacrando le
popolazioni della cittadina peruviana di Imiriù (nelle sue stesse Memorie riportate nella recente pubblicazione d Alfonso Scirocco).
Che l’operazione “mille” fosse stata finanziata da circa tre milioni di franchi in piastre turche (provenienti dai fratelli massoni inglesi) lo confermano le stesse
rivendicazioni negli studi pubblicati dalla massoneria attuale (Aldo A. Mola). Che lo stesso oro fosse servito per corrompere gli ufficiali borbonici,
lo dimostra il misterioso affondamento del piroscafo “Ercole” con i conti e il contabile (Ippolito Nievo) a bordo, secondo le recenti ricerche dello
stesso pronipote di Nievo (Stanislao). Misteriose le circostanze addirittura della morte di Anita (con “chiari segni di strangolamento”, come rivelò
l’indagine autoptica del tempo operata da Luigi Foschini, primario dell’ospedale di Ravenna), già in gravi condizioni ma forse di intralcio alla fuga.
Fu Garibaldi ad avere misteriosamente in regalo (!) l’intera isola di Caprera o a disporre, tra pensioni e doni nazionali, di 277 lire al giorno (circa 1100 euro al giorno!):
altro che “sacchi di legumi e patate”… Fu sempre lui a sperperare il denaro di banchi di Palermo e di Napoli (“senza darne conto” era la formula attestata anche nei decreti dittatoriali). Fu il figlio Menotti a prelevare (e a non restituire più per l’intervento paterno) circa 800.000 euro attuali (Archivio del Banco di Napoli).
Furono i suoi celebrati uomini (altro che “mille”: erano 53.000 dopo 5 mesi con soli 7000 meridionali) a massacrare la gente di Bronte.
Con Garibaldi, per la prima volta, mafia e camorra smettono di diventare delinquenza ordinaria e si inseriscono
nel sistema politico (Gigi Di Fiore, Storia della camorra) e il dato è ancora drammaticamente attuale. Con Garibaldi iniziano i cosiddetti
“discorsi della pagnotta” (L’ Armonia, Torino) con i quali inaugurammo la tradizione di classi dirigenti asservite e subalterne al sistema di turno
(e si tratta dell’aspetto più grave e attuale di queste storie…) e gli intellettuali “ufficiali” di turno non fanno altro che continuare questa tradizione…
In quanto ad autocritica, fu lo stesso nizzardo a definire i suoi mille “di origine pessima e per lo più ladra” e
fu sempre lui a riconoscere in una lettera ad Adelaide Caroli che “non avrebbe più ripercorso la via del Meridione pr quello che si era cagionato a quelle popolazioni”.
In conclusione: o Garibaldi era inconsapevole di quello che faceva (e, in tal caso, non dovremmo più parlarne), o era consapevole e quindi artefice e
responsabile del processo unitario e anche di tutto quello che il Sud subì dal giorno dopo il suo arrivo: migliaia di persone incarcerate solo
perché ritenute “borboniche” (circa 6000 i prigionieri al 6 settembre nelle province napoletane, oltre 18000 solo 30 giorni dopo l’arrivo del “liberatore -dati
Ministero Polizia – Archivio di Stato di Napoli); circa 50000 i soldati borbonici confinati, dispersi (e morti) nei lager dei Savoia (in testa quello
di Fenestrelle); centinaia di migliaia di cosiddetti “briganti” massacrati. Con lui l’inizio di due tragedie prima sconosciute e ancora drammaticamente attuali
dalle nostre parti: la questione meridionale e un’emigrazione biblica verso tutti i paesi del mondo (e i Napoletani e i Siciliani sanno cosa significa).
Ecco perché Miccichè ha ragione e bisogna ringraziarlo per il suo coraggio.
Dal 2009 ad oggi 200 consulenti.
Ma per fare cosa?
Doppia indennita’;14 ex a 5000 euro al mese .
E qualcuno parla di Garibaldi…c’è di peggio
Per avere certezza di un evento storico bisognerebbe ricorrere alle fonti che non sempre sono attendibili . Corruzione, mazzette e balle sono sempre esistite! Vi ricorderete, sicuramente, che Giulio Cesare per far apparire la sua stirpe divina commissionò l’Eneide che lo vedeva discendere da Iulo figlio di Enea e quindi nipote di Venere/Afrodite.
La Storia tanto è più lontana nel tempo, tanto più si riesce ad essere obbiettivi ed orientarsi nel mare di fonti in disaccordo.
Altro elemento che ci aiuta, è che i documenti dei regni e dei governi, con un poco di “pazienza storica” e un pochino di fortuna, escono fuori.
Dove vi trovavate il 10 Agosto del 1860?
Ho la certezza che non c’eravate, ma non per questo non accadde nulla! Sapete cos’ è accaduto? Era sul vostro libro di Storia? No, probabilmente no! eppure qualcosa successe quel giorno!
Per riportare l’ordine, un battaglione di garibaldini agli ordini di Nino Bixio in meno di 4 ore giudicò 150 persone e ne condannò 5 alla pena capitale.
Lo stesso Abba,i garibaldino, in “ Da Quarto a Volturno. Noterelle d’uno dei Mille” scrisse:
Dopo Bronte,Randazzo Castiglione, Regalbuto,Centorbi ed altri villaggi, sentirono la stretta della sua mano possente, gli gridarono dietro: Belva! Ma niuno osò muoversi” .
Che Garibaldi fosse stato l’inizio per la distruzione del SICILIA l’ho sempre sostenuto. forse qualche giorno noi tutti capiremo di essere SICILIANI e non ITALIANI.
i libri di storia vengono scritti da coloro che hanno preso il potere, e non da chi la storia l’ha vissuta realmente
Buonasera……bel post veramente….chissa’ pero’ quanta gente si e’ arrichito con questa unita’ d’italia……per poi parlare dei politici poverini si sono arricchiti “poveri” che pena mi fanno,ma’ si sono fatti ricchezze potere personale che sacrifici si sono dovuti fare….ahime’!!!!!!!!grazie grazie del vostro aiuto per la nostra sicilia…………
Maurizio forse tu pensi di essere ITaliano noi non dimenticare che come scrive Miccichè siamo i terroni……………
Dice bene Luciano Salera e Costanza Castello nel nominare la cittadina di Bronte protagonista dell’ingiustizia subita da alcune truppe garibaldine guidate dal bixio, il quale negli anni recenti passati ha subito un processo (nella cittadina di Bronte) per le modalità con cui ha placato le rivoluzioni contadine del tempo in questione, ed è stato condannato (simbolicamente, visto che non ha potuto scontare la pena afflittagli) per tale gesto. Si dice pure (e vi è un film a testimoniare ciò) sui fatti del 1860 di Bronte, che il bixio condanna a morte cinque persone (tra le quali, il bonaccione del paese, che rivolgendosi alla Patrona di Bronte la Vergine Annunziata, viene salvato, ma il bixio non contento fa risparare sul bonaccione l’intero plotone per la seconda volta, e questo all’epoca per legge non poteva farsi, da quanto si apprende dai racconti). Quindi se Garibaldi usava tali metodi (del bixio), altro che…..
On.le, certo che questo Suo giudizio su Garibaldi, oggi lo ha visto protagonista (negativo) da parte di qualche quotidiano, forse un pò troppo, dico io stasera, non me ne vogliano gli amici del quotidiano, visto ciò che ha/hanno fatto qualche suo uomo di fiducia (o braccio destro) come il bixio.
Au revoir
Al mio amico Gianfranco:
Giuseppe Garibaldi, agiografia di un filibustiere
un caro saluto a tutti
Co cococo coooo …coccodeeeee
Ma insomma il fine qual’è ???
Gia’ in post precedenti ,si è parlato di Garibaldi e dell’idea che GM ha di questo personaggio.
Oggi,a distanza di un paio di anni si riprende il discorso. Perche?
Forse l’autore ci vuole guidare verso un ” Sicilianismo ” di riscossa ?? Forse ha in mente un Partito del Popolo Siciliano ?? Dove la figura di Garibaldi è il simbolo dell’oppressione ??
Se è cosi’,ce lo dica. E ci dica anche quale simbolo mettere nella bandiera di questo nuovo partito.
CHE NOIA…CHE BARBA
CHE NOIA ..CHE BARBA…CHE NOIA
CHE BARBA…CHE NOIA
CHE NOIA..CHE BARBA..CHE NOIA
E intanto a Venezia hanno messo in funzione il MOSE.
Lavoro,industrie,acciaierie..tutto italiano.
In Sicilia per fare il ponte…SI…MA…PERO’…LA MAFIA…INFILTRAZIONI..
MANCANO I COSIDETTI COGLIONI
MANCA UN VERO CAPO
Grazie mille per i dettagli
A finanziare Garibaldi fu la loggia anglo tedesca , con ramificazioni anche negli Usa, dei quattro Santi Coronati, detta di Buren d’Anjou, ovvero la dinastia Hohenstaufen Plantagenet, antenati di Sair Principessa Yasmin I ultima legittima Regina di Sicilia della Sancta Propago Sveva Sicena fons Staufer Friius Aprilis Stoffensi domi Avril (Staufer)de(von)Saint(Hohen)Genis(Staufen).Ma secondo i mecenati finanziatori era un progetto per debellare la linea dei tiranni Borboni ,discendenza di Manfredi , figlio naturale di Federico II, macchiatosi di parricidio e quindi gia’, secondo i canoni dei prologhi di Worms di Federico Ii, decaduta dai ranghi e titoli .Lo scopo era quello di riportare sul trono il legittimo discendente di Costanza d’Altavilla, ovvero la linea regale di Federico IIed Isabella d’inghilterra che era sopravvissuta in Federico di Sicilia , sepolto nell’Abbazia Avril de Saint Genis buren Anjou.la volontà di Joseph Armand Vincent Hohenstaufen Buren d’Anjou von Kourland(1826-1858)e del figlio Aymar Principe di Curlandia (1845-1873)bisnonno della Principessa Yasmin , quest’ultimo assassinato dall’agente segreto Suvolov, a causa delle sue idee liberal riformiste che allarmavano la corte reazionaria russa che detestava l’aristocrazia anglo tedesca, benchè fosse cugino dello zar, in quanto la moglie Elvira hohenzollern era pronipote di Carlotta di Prussia poi Zarina Alexandrovna.I finanziatori di Garibaldi e dei moti agivano tramite Elpis Melena, ovvero Speranza Schwarz, Lady Julie von Schwaben ed Elvira Hohenzollern (quest’ultima aveva ereditato le Costituzioni Massoniche di Federico il Grande Hohenzollern).Anche l’isola di Caprera fu acquistata con i fondi del patrimonio dei bisnonni della Principessa Yasmin.Ma i protagonisti occulti della Loggia di Buren , furono uno ad uno assassinati.Lady Julie von Schwaben , amministratrice del Patrimonio svevo anglicano, è sepolta in un cimitero protestante a Napoli, in una anonima tomba:era una delle donne più ricche del mondo!Avedno perso i suoi veri patrocinanti, Garibaldi ubbidì comunque alla causa contro il governo tirannico dei borboni, consegnando il sud ai Savoia.Il Progetto che aveva ispirato l’azione primaria di Garibaldi(di origine aristocratica longobarda )era il ripristino del Sacro Regno di Sicilia, bene monastico dinastico imprescrittibile, irrinunciabile dei Buren d’Anjou , in quanto il peccato originale della rovina della Sicilia, bene monastico dinastico di costanza che lo trasmise all’unico figlio, derivava proprio dalla usurpazione fondata sulla Falsa Donazione di Costantino, che la indusse a cederla al Papa Innocenzo III che le revocò persino le liberalità concesse da Adriano IV.Persino il futuro Re , unico delfino di sicilia fu affidato al Papa!Ma tale scelta determinò la rovina della Sicilia e del casato, in quanto il Papa debello’ la dinastia sfruttando l’acrimonia di Manfredi che fu in effetti diseredato , in quanto nato da matrimonio morganatico.Uno ad uno dbello’ tutta la stirpe staufica, alleandosi con i D’Angiò, poi con gli Aragona che tramite Costanza , figlia di Manfredi ereditarono la corona di Sicilia.Poi passo’ ai discendenti dell’Aragona e di Carlo v e degli asburgo, ossia i Borboni, in effetti dinastie di usurpatori dl legittimo ramo anglo svevo di Federico II ed Isabella d’Inghilterra che ancora oggi detengono il diritto di eredi e propreitari della Sicilia , quale bene monastico dinastico, quindi Sovrano, imprescrittibile, irrinunciabile.Non sono pertanto i sostenitori di Sair Yasmin Regina di Sicilia scissionisti , ma è lo stato italiano che è un occupante abusivo e che detiene illegalmente uno Stato Sovrano di Sair Principessa Yasmin, erede legittima di Federico II ed Isabella d’Inghilterra!
Purtroppo bisogna sempre informarsi studiando gli avvenimenti e le pèersone da più punti di vista, mai da uno solo! E’ giustissimo che si racconti la verità, ma non quella falsa e costruita, di quella ne sentiamo e ne abbiamo sentita a non finire,usiamo le nostre capacità per capire chi racconta “balle” e chi no,utilizziamo non le fonti, ma la loro attendibilità per essere in grado di capire e giudicare!!!Complimenti Gianfranco.
Ecco cosa ho scritto su BlogSicilia, che critica le dichiarazioni di Miccichè:
http://palermo.blogsicilia.it/2010/06/non-bisogna-parlar-male-di-giuseppe-garibaldi/
L’eccidio di Bronte – raccontato dal garibaldino Cesare Abba nel libro “Da Quarto al Volturno” -
“Bixio in pochi giorni ha lasciato mezzo il suo cuore a brani, su per i villaggi dell’Etna scoppiati a tumulti scellerati. Fu qua e là, apparizione terribile. A Bronte, divisione di beni, incendi, vendette, orgie da oscurare il sole, e per giunta viva a Garibaldi. Bixio piglia con sé un battaglione, due; a cavallo, in carrozza, su carri, arrivi chi arriverà lassù, ma via. Camminando era un incontro continuo di gente scampata alle stragi. Supplicavano, tendevano le mani a lui, agli ufficiali, qualcuno gridando: Ohi non andate, ammazzeranno anche voi! Ma Bixio avanti per due giorni, coprendo la via de’ suoi che non se ne potevano più, arriva con pochi: bastano alla vista di cose da cavarsi gli occhi per l’orrore! Case incendiate coi padroni dentro; gente sgozzata per le vie; nei seminari i giovanetti trucidati a pie’ del vecchio Rettore; uno dell’orda è là che lacera coi denti il seno di una fanciulla uccisa. “Caricateli alla baionetta!”. Quei feroci sono presi, legati tanti che bisogna faticare per ridursi a scegliere i più tristi, un centinaio. Poi un proclama di Bixio è lanciato come lingua di fuoco: “Bronte colpevole di lesa umanità è dichiarato in istato d’assedio: consegna delle armi o morte: disciolti Municipio, Guardia Nazionale, tutto: imposta una tassa di guerra per ogni ora sin che l’ordine sia ristabilito”. E i rei sono giudicati da un Consiglio di Guerra. Sei vanno a morte, fucilati nel dorso con l’avvocato Lombardi, un vecchio di sessant’anni, capo della tregenda infame. Fra gli esecutori della sentenza v’erano dei giovani dolci e gentili, medici, artisti in camicia rossa. Che dolore! Bixio assisteva con gli occhi pieni di lagrime. “Dopo Bronte, Randazzo, Castiglione, Regalbuto, Centorbi, ed altri villaggi lo videro, sentirono la stretta della sua mano possente, gli gridarono dietro: Belva! ma niuno osò muoversi”.
HO IL NODO IN GOLA!
Bronte simbolo di riscatto del Popolo Siciliano messo a tacere da Bixio il garibaldino.
Il Popolo brontese credeva nella terra, nel riscatto dalla secolare schiavitù, nella libertà!!
Il processo a Bixio degli anni ’90 (spesi oltre 50 milioni di vecchie lire da parte di qualche amministratore ancora in “sella”) non portò nulla di nuovo nè come revisione storica, nè come fattore culturale innovativo nella popolazione brontese, rimasta indifferente a tutto quel parapiglia e sicuramente fuori tempo.
Oggi Si torna a parlare e penso che vada approfondita la vicenda in ordine ai “Fatti di Bronte”, molto dal punto di vista storico, poco dal punto di vista processuale.
Bronte come vero emblema del riscatto del Sud, da contrapporre alla inverosimile sceneggiata Leghista di Pontida e delle sorgenti del Po, che ogni anno si ripete, ma che non ha radici storiche. Bronte capitale del partito del Sud.
Allora:
1- Importante il partito del Sud per bilanciare la Lega al Nord in alleanza con il PDL.
2- L’occasione dei 150 anni dell’annessione del meridione all’Italia per fare nascere il partito del Sud a Bronte.
3- Bronte non può non essere ricordata con una grande iniziativa culturale della regione siciliana per l’avvio di un processo nuovo chè deve essere la rilettura dell’autonomia e della capacità dei siciliani di non essere più succupi di un’ arrogante Nord che ha tutti gli interessi a lasciarci un ruolo marginale e di peso nello sviluppo dell’Europa ed al centro del Mediterraneo.
Forza Sud!! viva la Sicilia!!
vincenzo sanfilippo
Ringraziamo tutti coloro che esprimono fede in Sair Yasmin , legittima Sovrana di Sicilia.Rendiamo noto che le rivendicazioni di Sair Yasmin von Hohenstaufen non necessitano di supporti esterni, essendo meramente un diritto autosufficiente.Sair yasmin si dichiara disponibile a donare esso diritto al popolo siciliano , solo se tale richiesta è legittimata da interlocutori ufficiali ed istituzionali del Parlamento italiano e vertici della Giunta Siciliana , ove ravvisino di regolamentare il diritto di Sair nell’ambita della trasparenza e dei canoni della legittimità giuridica.Pertanto eventuali contatti telematici con persone che lasciano intendere di essere supportati da Istituzioni, che tuttavia non si manifestano,ufficialmente, (ma potrebbero essere anche Istituzioni che ritengono di servirsi , in modo anonimo, di prestanomi, per usare un diritto divino inalienabile, imprescrittibile ed irrinunciabile, apolitico di Sair ) sono da dichiararsi nulli.Pertanto l’uso di eventuali inni o slogan di Sair Yasmin Regina di Sicilia, sono da intendersi solo a livello turistico e promozionale immagine Sicilia.Alcuna manifestazione a nome di Sair Yasmin è autorizzata se non ratificata da Istituzioni che ne rispondono personalmente, essendo Sair assolutamente estranea alla realtà locale (Ing Weiss)
Complimenti a Gianfranco Micciche. Finalmente un politico che ha il coraggio di dire la verita senza peli sulla lingua.Sono Siciliano, Italiano al 100 x 100 ,ma la storia (quella vera)bisogna conoscerla.
Sembra strano ma occorre avere coraggio a dire certe Verità.
Grazie Miccichè.
sono sempre carmelo di mussomeli ma mi volete dire chi è il capo del partito a mussomeli mi dicono sempre che è pamela
o osvaldo barba vi prego contattatemi ho lasciate un messaggio
2Fwww.myspace.com%2Fprincipessayasmin&h=8383e
http://www.myspace.com/supremomagisteroteutone
http://www.myspace.com/cavalieridellaregina
http://www.myspace.com/lasindone
http://www.myspace.com/sacroregnodiseborga
Se penso a quante statue e quante piazze e strade sono intitolate a questo falso eroe di Garibaldi, per non parlare di tutti quelli che si resero braccio del potere per l’assassinio di tanti siciliani, la rabbia è così forte che farei come quel sindaco che col martello si mise a demolire le targhe stradali che recavano il suo nome!
E diciamola la verità!
Di cosa avete paura, che si infrangano i vostri quieti sogni sulla favoletta dell’Unità di Italia?
Ciao Carmelo,
mi fa piacere sapere che sei uno che segue la politica e quello che succede all’interno del nostro gruppo facente capo al PDL SICILIA. Debbo subito dirti che a differenza degli altri gruppi politici da noi le lotte intestine non esistono e, secondo molti osservatori, ci hanno visto come il vero esempio di gruppo inteso in tutti i sensi. E siamo gli unici che continuiamo a vederci sempre, per motivi politici e o con le famiglie. Da noi il concetto di capo è davvero superfluo e superato rispetto alla concezione esistente negli altri partiti. Però hai fornito un punto importante di riflessione sul quale stiamo lavorando. A giorni sarà divulgato una sorta di direttivo locale liberamente scelto da noi. Sul ruolo mio e di Pamela Nobile credo che posso dirti che è lo stesso che riveste Giuseppe MANTIO IN PRIMIS, MA ANCHE ENZO ZAFFUTO, NATALINO PIAZZA, ECC.ECC.
Lo scopo dell’assegnazione dei ruoli non serve a dare del potere ma solo ed esclusivamente a qualificare delle persone di fronte ad una collettività che si apsetta delle risposte serie da persone convinte che la politica è impegno e sacrificio. Mi farebbe piacere che in qualche modo Carmelo possa tu contattarci. Abbiamo bisogno di persone come te. A presto.
GRANDE!!
On. Miccichè
si adoperi prima possibile per la nascita del partito del sud. L’etologo Konrad Lorenz osservò che gli uccellini che nel nido pigolavano più forte erano quelli più grassi e in salute. Evidentemente la mamma per non sentirli pigolare dà più cibo ai suoi piccoli. Da questa osservazione è nata la costatazione che che mette più forza ottiene di più. Con la lega che preme, preme, chiede chiede e sempre e solo per il nord. E’ ovvio dunque che se non vogliamo morire di fame dobbiamo adoperarci per un bel contrappeso ai nostri fratelli d’Italia del nord. L’unico modo è un partito del sud che prema, prema e chieda chieda per il sud!
Grazie per la sua energia al servizio dei siciliani e un grazie voglio mandarlo anche a Pino Aprile che col suo libro “Terroni” (che consiglio a tutti) mi ha aperto gli occhi.
onorevole miccichè non ho mai creduto in lei un politico da seconda republica . la prima republica dal dopoguerra al 92 ci ha fatto crescere . questa addirittura in soli 18 anni ciha portati alla catastofe ho quasi . quindi un mio consiglio non prenda in giro i siciliani non li porti in braccio a berlusconi e bossi con la scusa del sicilianismo che ad un tratto è innato in lei . ma dopo tutto ciò che ha dichiarato a proposito di garibaldi ho motivo di credere in lei quindi on. micciche vada avanti .avrà il mio appoggio e di chi mi stà a torno.
Un Parlamento di Gente come noi, non come loro!
Cari amici, oggi voglio fare qualche domanda a tutti voi che ci leggete. Di chi vi fidate? Della maggioranza o dell’opposizione? Chi dice la verità in questo Paese? Mi auguro per voi che abbiate una risposta. Perchè io non ce l’ho. No, non so più di chi fidarmi, a chi credere, a chi dare la mia fiducia. La maggioranza non esiste più? D’accordo, ne prendiamo atto. Allora chi è che deve governare? L’opposizione? Può darsi, se vince le elezioni. Quando ci saranno le elezioni? E, soprattutto, perchè si deve comunque e sempre andare di nuovo a votare per dare ancora una chance all’incopetenza e al malaffare di chi ci governa? Dobbiamo renderci conto che siamo un Paese completamente alla deriva, senza una guida valida e degna di questo nome, senza un governo che sappia veramente affrontare i problemi che abbiamo. Mi sto chiedendo se lo fanno apposta a mostrarsi così ‘deficenti’, in tutto quello che fanno, o se ci sono davvero. Insomma, ci fanno o ci sono? Se si potesse toccare con mano l’entità dei danni cusati dalle loro amministrazioni, toccheremmo un qualcosa di viscido, qualcosa di simile a melma e comunque di nauseabondo che qui non posso dire, ma che potete tranquillamente immaginare! Scuola, cultura, istruzione, ricerca, pubblica amministrazione, giustizia e sanità: ovunque si mettano le mani, si trova sporcizia, incopetenza e nessuna voglia di fare! Vi invito, inoltre, a riflettere bene, ma molto bene prima di mettere, quando sarà e se sarà, una croce sulla scheda elettorale. Facciamo in modo che, stavolta, la nostra croce, il nostro voto, abbia un senso, e che non sia affatto scontata. Smettiamola di farci prendere per i fondelli, perchè, se non riflettiamo, è sicuramente quello che faranno. Battiamoci innanzitutto per avere una legge elettorale ‘come si deve’, che i deputati li facciano scegliere a ‘noi’ e non ce li ripropinino ‘loro’. E soprattutto che a rappresentarci in Parlamento siano persone come ‘noi’. Persone che tutti i giorni prendono l’autobus per andare a lavorare, che pagano regolarmente le tasse, che campano solo di stipendio o di pensione, che hanno mille difficoltà per far studiare i figli, badare ai genitori anziani, pagare le bollette e farsi curare decentemente quando serve! Gente come ‘noi’ deve andare in Parlamento, non gente come ‘loro’!
COMITATO POPOLARE PER IL RIPRISTINO DEL SACRO REGNO DI SICILIA
Oggi, All’inizio dell’Autunno 2010 dopo 20 anni di ricerca e disperati tentativi per la soluzione alla Questione Siciliana, visti i precedenti avvenimenti e i ri…sultati ottenuti dall’Area Sicilianista degli ultimi 20 anni, e costatando l’attuale panorama Politico “Siciliano” che non Garantisce più nessuno,abbiamo pensato di abbandonare totalmente l’eventuale soluzione repubblicana per una Sicilia Nazione perchè non più praticabile e non più raggiungibile.
Valutando attentamente tutti possibili scenari di una soluzione alternativa per elevare la Sicilia a Nazione con Legislazione Sovrana, e analizzando anche che solo i Siciliani possono risolvere i veri problemi dei Siciliani, abbiamo ricercato e individuato un Progetto Politico Innovativo: cioè,Il RIPRISTINO DEL “SACRO REGNO DI SICILIA” fra l’altro legittimato anche dal Diritto della Giurisprudenza Internazionale.
Dopo un’attenta ricerca sia Araldica, sia Giuridica, abbiamo rintracciato la“CASA REALE SVEVA di SICILIA” i quali risultano legittimi eredi discendenti di Federico II Re di Sicilia del “Sacro Regno di Sicilia”, e Visti anche ed analizzati tutti gli atti di riconoscimento da parte dell’Alta Corte dei Diritti Umani dell’AJA e dell’ONU in cui risulta che il “Sacro Regno di Sicilia” della Sicena Sveva Fonte, non è mai stato cessato ed ancora in vita,(cioè posteggiato) poiché risulta soppresso ILLEGITTIMAMENTE dai Borboni del Regno della Due Sicilie.
Rivendichiamo allora un Nostro Sacro Diritto Vilipeso per ottenere il Ripristino del “Sacro Regno di Sicilia”. DIRETTAMENTE all’ONU.
Ora diciamo !
Possiamo tutti Siciliani Sicilianisti valutare questa opzione ed eventualmente attivarci per questo solo unico obiettivo serio? è veramente e seriamente praticabile?VERAMENTE POSSIAMO FAR DIVENTARE LA SICILIA COME LA DANIMARCA, COME LA NORVEGIA,COME L’OLANDA,COME IL BELGIO,COME LA SVEZIA ?
Noi del CIRCOLO GIOVANNI DA PROCIDA:DICIAMO SI !!!! E’ UN SOGNO MA NOI QUESTA VOLTA CI CREDIAMO.E PERMETTETECI DI SOGNARE ALL’INGROSSO.
NON ABBIAMO NESSUN PREGIUDIZIO!!!!!!!!!!!!!!!!!NON ABBIAMO ASSOLUTAMENTE NESSUN INTERESSENON VOGLIAMO NESSUNISSIMA POLTRONA.
VOGLIAMO SOLO CHE LA SICILIA SIA RESTITUITA AI SUOI LEGITTIMI EREDI DISCENDENTI DELLA REAL CASA SVEVA DI SICILIA, E RITORNI AI SUOI ANTICHI SPLENDORI E SIA ORGANIZZATA COME ERA CON I NORMANNI, DI RUGGERO,COME ERA CON GLI SVEVI DI FEDERICO II, COME ERA CON GLI ARAGONESI di FEDERICO III, FAMIGLIE CHE HANNO VOLUTO E VOLEVANO SOLO IL BENE DELLA SICILIA. E HANNO VERAMENTE AMATO I SICILIANI.
Tutti noi del Circolo “Giovanni da Procida” ci accostiamoalla politica vivendo questa opportunità che la democrazia offre comemissione umanitaria e non come opportunità di arricchimento personale.
A TAL PROPOSITO SI E’ COSTITUITO IL COMITATO PER IL RIPRISTINO DEL”SACRO REGNO DI SICILIA “comitatoregnodisicilia@live.it
complimenti
ho sempre bistrattato micciché anche per le note vicende di droga, ma trovo nelle sue parole coerenza e coraggio, che invece mancano in molti altri rappresentanti del popolo del sud
personalmente gli darei una possibilità
DELIRANTE. UN BOSSINO SICULO. UN ALTRO. POVERO POPOLO. CI MERITIAMO PROPRIO QUESTI CACIAPALLE! QUANDO PARLANO DI STORIA I POLITICI FANNO URLARE DI DISPERAZIONE PERSINO I CALZINI.
METTETE FINI AGLI SPRECHI INVECE! E PIANTATELA DI TROVARE GIUSTIFICAZIONI. VOTATE AMMINISTRATORI CHE SAPPIAMO CHE COS’E’ UN BILANCIO. IL RESTO E’ LA SOLITA ARIA FRITTA DA BAR.
Su queste parole: “Che lo stesso oro fosse servito per corrompere gli ufficiali borbonici,
lo dimostra il misterioso affondamento del piroscafo “Ercole” con i conti e il contabile (Ippolito Nievo) a bordo” posso asserire che le monete d’oro non avevano corso legale nel Regno delle Due Sicilie, non potevano esere cambiate in nessuna banca, ma solo da cambiavalute privati, senza che il governo del Re ne riconoscesse il valore, né ne garantisse l’autenticità. Quindi gli ufficiali borbonici non potevano essere pagati in oro, perché il cambio avrebbe destato sospetti. La cassa aperta ai privati del Banco a Palermo restò chiusa dal 26 maggio al 25 giugno 1860: quindi nessun cambiavalute poteva accedere al suo conto corrente per poi cambiare monete d’oro. Il generale Lanza abbandonò Palermo il 12 giugno, quando il Banco era chiuso per i privati. Nievo non era un contabile, ma era il vice Intendente dell’Esercito Meridionale, carica cui fu proposto da Giovanni Acerbi a fine giugno 1860. Nella vice Intendenza, che aveva sede a Palermo e uffici in altre città siciliane, il Direttore Generale della Contabilità era Salvatore Serretta. Gli ufficiali borbonici, in particolare il generale Lanza, alter ego del Re di Napoli con compiti civili e militari, fu corrotto (notare che era un palermitano, ultraottantenne), ma con ducati d’argento conservati nel Regio Banco di Palermo, dove c’erano 5.444.000 ducati, pari a 23 milioni di lire. Il Palazzo delle Finanze, dove era il Regio Banco, la Borsa, il deposito carte bollate, il deposito beni pignorati e altri uffici finanziari, fu consegnato a Crispi, ministro unico di Garibaldi, in forza dell’armistizio sottoscritto il 31 maggio 1860 a Palazzo Reale, tra Lanza che rappresentava il Re di Napoli e Crispi che rappresentava Garibaldi. Quel giorno Nievo era un soldato semplice. Nievo era a Napoli, a febbraio 1861, nominato segretario della Intendenza Generale, quando il suo superiore in grado Giovanni Acerbi gli comandò improvvisamente di tornare in Sicilia a raccogliere lì carte contabili e resoconti, perché Acerbi doveva presentare al ministro della Guerra Manfredo Fanti (Gabinetto di Cavour) un resoconto completo, in vista dello scioglimento e assimilazione dell’esercito garibaldino con l’esercito regolare. Quindi, l’orine a Nievo di tornare a Palermo venne da un mantovano: Giovanni Acerbi.