Fallica: “Nel Pdl in Sicilia non esiste una regia. Una struttura capillare che non è mai nata”

fallica

Post di redazione
Da Siciliainformazioni.com

I “ribelli” del Pdl continuano a ribadire di avere dalla loro parte il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e rilanciano la vecchia ipotesi di un triumvirato formato da Scalia-Alfano-Miccichè per coordinare il movimento nell’Isola. Mentre continuano i dissidi tra “lealisti” e “ribelli”, SiciliaInformazioni ha intervistato Pippo Fallica, deputato nazionale, segretario della Presidenza della Camera e componente delle Commissioni Difesa e Bilancio e, soprattutto, uno degli uomini più vicini a Gianfranco Miccichè, artefice della nascita del Pdl Sicilia.

Sono passati alcuni mesi dalla nascita ufficiale del Pdl Sicilia. Pensando a tutto quello che è successo nel frattempo, esiste la concreta possibilità di risolvere lo strappo con i lealisti?
Attualmente il Pdl è un partito che in Sicilia non c’è, non esiste. Si parla di nominare i segretari cittadini, quelli provinciali, ma la realtà dice che nei 398 comuni dell’Isola il Pdl, inteso come struttura capillare, non è mai nato. E pensare che quando ero vicecoordinatore regionale al fianco di Gianfranco Miccichè l’accusa principale su Forza Italia era che il nostro fosse un partito di plastica. Oggi invece non c’è più una regia di partito. Bene ha fatto Miccichè, con Dore Misuraca e Pippo Scalia, a lanciare il Pdl Sicilia prima all’Ars, poi in tantissimi enti locali, dove si sono costituiti e si costituiranno i nostri gruppi. Con i lealisti c’è profonda divergenza, lo vediamo in ogni ente locale. Chi sta con Miccichè è visto come un nemico. E in questo momento si risponde con una logica da occhio per occhio.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato più volte chiamato in causa. Un suo intervento è indispensabile per risolvere la questione?
Il presidente sa che qualunque tipo di soluzione possa uscire dall’una o dall’altra parte, sicuramente non potrà essere condivisa da tutti. Nonostante questo gli incontri e i contatti tra Berlusconi e Miccichè sono continui e molteplici. Di fatto Gianfranco ha avuto un “mandato” dal presidente, anche in considerazione del fatto che tra loro c’è una stima ed un’amicizia molto forte, e il premier sa che oggi l’unico che può trovare una soluzione in Sicilia si chiama Miccichè. Tutti gli annunci e i proclami di parte del Pdl “lealista” di buttarci fuori dal partito non costituiscono certo la strada per fare pace, ed è una carta che infastidisce Berlusconi, che auspica invece una mediazione serena all’interno di questo grande partito che però, ribadisco, oggi in Sicilia partito non è.

Bondi ha detto che Miccichè “preferisce da tempo fare il battitore libero sempre più stravagante, provocatorio e distruttivo”.
L’azione di Miccichè sino ad oggi è sempre stata in sintonia con Berlusconi, ma Gianfranco è l’unico nel Pdl che nei contraddittori positivi o negativi con il presidente ha sempre avuto il coraggio di dire le cose che non funzionavano piuttosto che quelle che funzionavano.

Quando esplode la “frattura”?
Direi quando i nostri assessori furono messi alla porta prima al Comune di Palermo, poi anche alla Provincia, dove però adesso la situazione è stata risolta. A Palazzo delle Aquile questa divisione rimane, non condividiamo la politica del sindaco Diego Cammarata che, dopo un primo mandato straordinario, sta mandando Palermo allo sbando.

Qualche frizione era emersa in occasione delle scorse regionali.
Miccichè voleva correre per Palazzo d’Orleans. Poi fu invitato dal presidente Berlusconi a fare un passo indietro in favore di Raffaele Lombardo, candidatura sostenuta anche dall’altra parte del Pdl e dall’Udc, e Miccichè con spirito di servizio contribuì all’elezione di Lombardo. Gianfranco leale lo è stato sia con Berlusconi che con il presidente della Regione. I ribelli sono altri. In occasione di una conferenza Stato-Regione il premier assicurò al governatore che tutto il Pdl avrebbe votato il Dpef. Questo poi non è avvenuto, qualcuno nel partito ha quindi disatteso le direttive del premier, e quelli non siamo di certo noi.

Da tempo chiedete un cambio al vertice del Popolo della Libertà nell’Isola.
La nostra proposta è sempre quella, un triumvirato al coordinamento regionale: Scalia, Alfano e Miccichè. Dopo questa proposta Berlusconi, in un incontro a tre con Alfano e Gianfranco, gli chiese di risolvere la vicenda. Miccichè diede la sua disponibilità, il ministro anche, ma alla fine non se ne fece più nulla. Un triumvirato avrebbe messo pace tra le varie anime, uno specchio di quello che avveniva in Italia. Perché non può esserci una cosa simile anche in Sicilia? E alla fine dei conti non ci ha mai chiamato nessuno, non c’è mai stato un tavolo nazionale per parlare dei problemi della Sicilia.

E così si è arrivati a un governo regionale “di minoranza” per le riforme appoggiato dal Pd. Qualcuno pensa, o spera, che durerà poco, travolto dalle contraddizioni interne e dalla mancanza dei numeri all’Assemblea regionale siciliana.
Il Partito democratico ha capito una cosa. Le categorie produttive, quelle professionali, i giovani, i disoccupati, i lavoratori, vogliono vedere una Regione finalmente “sbloccata”, che risolva i problemi. Ogni giorno esplode una nuova emergenza occupazionale, penso alla Fiat, all’Italtel, alla Fincantieri, alla Keller e a tante altre realtà. Le bagarre dei partiti non appassionano più. Alla gente in questo momento non importa chi sta al governo, non interessa sapere chi è rosso, chi nero e chi bianco. Dobbiamo investire, fare partire i cantieri, creare occupazione. Se ci sono dei provvedimenti utili ai cittadini i dissidi tra i gruppi parlamentari devono essere superati, il contraddittorio politico è una cosa, il fare è un’altra.

E se mancasse una maggioranza, che si fa? Si torna alle urne, magari con nuove coalizioni?
No, al momento escludo nuove elezioni, da parte della politica sarebbe un segnale di alta irresponsabilità.

Il Pdl Sicilia è il primo passo verso un “partito del Sud”?
In Italia c’è un baricentro geopolitico spostato a nord e in tutto il Meridione esiste un disagio causato dal forte peso politico della Lega Nord nel governo. Siamo berlusconiani d’acciaio e tutte le nostre iniziative politiche saranno sempre in sintonia con il presidente. Sicuramente guardiamo con molto interesse alla difesa di queste questioni e l’iniziativa del Sud, lo vogliamo chiamare movimento, partito, idea, rimane comunque nelle nostre intenzioni. Gli eventi della politica sono innumerevoli, non si può prevedere un futuro a lungo termine, comunque tra Berlusconi e Miccichè c’è un rapporto di collaborazione talmente forte che non riesco a pensare alcun tipo di evento che possa incrinarlo.

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28 Commenti a “Fallica: “Nel Pdl in Sicilia non esiste una regia. Una struttura capillare che non è mai nata””

  1. @morale della favola sono pronti ad essere nuovamente tutti insieme,cosa che naturalmente si prospetta da tempo…anche perche’ il LOMBARDO CON MICCICCHE’ alla fine cozzeranno e sicuramente il micciche’ non ci pensera’ due volte a mandarlo a fan …….!!!!!

  2. Enzo scrive:

    Non entravo nel blog da un sacco di tempo.
    Ma che fine ha poi fatto l’idea del partito del sud?
    Alla fine te la sei fatta sotto ehhh….

  3. HA RAGIONE CARO ONOREVOLE FALLICA…

    MA QUALE REGIA???

    SIAMO NOI IL VERO PDL!

  4. Angelo scrive:

    Ho letto attentamente l’intervista e ad essere sincero nelle risposte dell’on. Fallica colgo diversi spunti sui quali mi soffermo a riflettere:

    1) cambio del vertice in Sicilia perchè manca una strategia,io da umile persona che tenta di fare politica nelle fila del Popolo della Libertà non capisco come mai i vertici convincono Berlusconi che candidare Lombardo è strategico per lo sviluppo della nostra terra e per tenere unità la coalizione e qualche mese dopo si pensa che sia utile stare all’opposizione, per voi questa è strategia?

    2)che al momento in Italia il baricentro geopolitico è spostato al nord,qualcuno dei commentatori non ha forse letto attentamente questo passaggio,che penso è fondamentale perchè riguarda il futuro della nostra terra infatti se noi come partito e (quindi c’è bisogno di una strategia seria) non riusciamo ad arginare lo strapotere della Lega,rischiamo che in Italia si arrivi al paradosso che in una parte del paese si cammini con l’alta velocità e nell’altra con il carbone.

    3)attività di partito

    Da quando è nato il Popolo della Libertà non sono stato invitato a partecipare ad una manifestazione ad un incontro,un dibattito,un partito così lavora per preparare nuova classe dirigente? o siamo diventati un’accozzaglia dove ognuno pensa e fà quel che vuole?

  5. Nonna é-blogger scrive:

    Nell’intervista rilasciata dall’onorevole Fallica ci sono alcune dichiarazioni che mi lasciano perplessa. Innanzitutto lui sostiene che “in Sicilia il Pdl è un partito che non esiste”. E per confermare questa tesi aggiunge che “nei 398 comuni dell’Isola il Pdl, inteso come struttura capillare, non è mai nato”. Allora io mi chiedo, ma nel 2008 quando centinaia di migliaia di elettori, fra i quali anche io, hanno votato per il Pdl a quale partito o movimento politico abbiamo dato la preferenza? Sarebbe stato giusto dircelo che si tratta di un partito in fieri. Inoltre. L’onorevole Fallica, intervenendo sull’attuale governo regionale in cui il Pdl Sicilia è alleato con l’Mpa e sorretto dall’appoggio esterno (esterno per modo di dire) del Pd ha detto: “Il Pd ha capito una cosa. Le categoria produttive vogliono vedere una Regione che risolva i problemi…”. Anche in questo caso scuoto la testa. Faccio un ragionamento semplice. Quanto potrà durare questa alleanza visto che il Pd nel resto del Paese è il partito dell’opposizione. Lo stesso Mpa, in alcune regioni dove a fine mese si voterà, è schierato contro il candidato ufficiale del Pdl. Insomma la politica in questo momento è un guazzabuglio. E’ chiaro che le due anime del Pdl siciliano, i ribelli e i lealisti, dovranno prima o poi incontrarsi e riaprire il dialogo sotto l’egida del premier. In questo momento Miccichè e Lombardo sono i nocchieri della stessa barca: il loro obiettivo è comune, il bene della Sicilia, ma hanno aneliti diversi. Lombardo vorrebbe diventare leader di un grande partito autonomistico del Sud. Anche Miccichè vorrebbe formare un grande movimento che porti avanti le problematiche del Sud ma sempre ancorato al premier Berlusconi per fronteggiare lo strapotere della Lega.
    Mai come in questi giorni il Pdl nazionale ha registrato un calo così marcato nei sondaggi. Il cosiddetto partito del “fare” sembra essere diventato il partito degli “incantatori di serpenti”. Mi chiedo, come si può ideare un decreto interpretativo cosiddetto “salva liste”, con tutte le polemiche che ne sono scaturite dietro, per poi rivelarsi del tutto inutile visto che nel Lazio la materia elettorale è regolata da norme regionali. Anche un avvocato alle prime armi non avrebbe fatto un errore marchiano simile. Il Pdl inanella una brutta figura dietro l’altra. Ieri l’ultima doccia fredda: l’Ufficio elettorale a Roma ha respinto la lista del Pdl e il premier è costretto di nuovo a intervenire per metterci una pezza. Ma di questo passo quanto potrà ancora andare avanti il partito del fare?
    Un saluto a tutti gli é-blogger

  6. mariolino scrive:

    Il centrodestra,vista la sua esclusione delle liste elettorali del Lazio non demorde e prepara le contromosse e lo fa con un ricorso al Consiglio di Stato adottando una linea decisa a tarda sera nel summit dei vertici del partito con il pool di avvocati da giorni al lavoro sui dossier,quindi la battaglia elettorale si sposta dalle piazze ai tribunali. Nell’articolo di Lucia Bigozzi la strategia del ricorso: http://www.loccidentale.it/articolo/caos+liste%2C+nel+lazio+il+tar+boccia+il+ricorso+del+pdl+che+ora+punta+tutto+su+un+nuovo+iter.0087495

  7. ZaNzArA scrive:

    +++++++++
    ZAN: “All’Ars si discute il ddl sui rifiuti?”
    ZARA: “E certo… a munnizza ca’ munnizza!”
    +++++++++

  8. Turi scrive:

    Cosa ne sanno Fallica e MIccichè dell’affaire Sicilia e Servizi?

  9. eusebio scrive:

    Grande zio Pippo!

  10. ZaNzArA scrive:

    da livesicilia: Venturi sfida la burocrazia “Semplifichiamo o vado via” (http://www.livesicilia.it/2010/03/10/venturi-sfida-la-burocrazia-semplifichiamo-o-vado-via/)

    +++++++++++++++++++++++++++++++++++++
    ZAN: Dopo Miccichè, pure Venturi minaccia di andarsene dal Governo Lombardo
    ZA: …tra Lombardo quater?
    RA: si monocolore Pd!
    ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

  11. Stefania scrive:

    Berlusconi paghera’ lo scotto di avere preferito il Nord al Sud o direttamente o indirettamente.
    Questa sorta di limbo in cui ci troviamo e’ solo una ulteriore e voluta perdita di tempo.
    E’ una inutile speranza.
    Abbiamo capito che cosa non siamo, mi piacerebbe capire che cosa siamo noi siciliani e ancor di piu’ quale e’ la nostra collocazione secondo gli alti livelli del PDL.
    Io penso che il problema non se lo pongano nemmeno piu’. E’ roba andata… finalmente per loro.
    Comunque almeno personalmente la cosa e’ perfettamente reciproca, con mia somma liberazione perche’ ci vuole piu’ impegno a fidarsi di qualcuno che a non fidarsene.

  12. Santo D'Alcamo scrive:

    Se solo imparassimo che la politica è il luogo del servizio e non la pentola d’oro da cui attingere per vivacchiare bene.
    Il partito non c’è perchè l’unico problema diventa accreditarsi con il presidente, il poter dire il pdl in Sicilia sono io e tu devi stare sotto di me.

    meditiamo su questo :

    Aristocrazia (Oligarchia): Dal greco Aristoi (i migliori) si intende il governo dei più adatti a governare in contrapposizione alla sua corruzione Oligarchia (Da Oligoi pochi) ovvero il governo di alcuni, non necessariamente i migliori.

  13. il ribelle scrive:

    Zanzara ….sei troppo forte, ontinua a ronzare in zzzznona blog

  14. enzo pepe gela scrive:

    HA RAGIONE CARLO VARCHI: MA QUALE PDL? NOI “RIBELLI” SIAMO IL VERO POPOLO DELLA LIBERTA’!

    RIBELLI PER GLI INTERESSI DELLA SICILIA!

  15. SANTINO scrive:

    Onorevole Micciche’,
    non da adesso Lei denuncia la burocrazia astrusa,io che la seguo da quando Lei ha aperto il Suo blog,noto che spesso Lei torna su questa spinosa situazione,e non soltanto nel blog ,ma anche nelle varie conferenze,anche se a mio avviso poche,ed alla radio
    Ma ancora non ho capito se cio’ che va male ..è la burocrazia o i burocrati.
    Perchè se è un problema di persone,….ma che si cambino.
    Se è invece il sistema fatto di regole (colgo l’esempio da Lei fatto al semaforo ),ma che si snelliscano le regole.
    Io,che non devo fare carriera politica,ho una mio concetto:
    IL BUROCRATE ha potere perche’:
    GLI ASSESSORI si fidano troppo in quanto non conoscitori della materia della quale hanno la delega ;
    GLI ASSESSORI poco onesti fanno fare carte al burocrate che ha i contatti con ditte o imprese,cosi che loro escano puliti.
    IL BUROCRATE puo’ ricattare.
    E’ di stasera 10 marzo, la notizia che l’Assessore Ventura,denuncia che se non si cambiano le regole inerente la burocrazia,che affoga lo sviluppo,e’ pronto a dare le dimissioni. AUT AUT.Cosi’ parla chi se ne frega della carriera politica,e pensa al bene della Sicilia.

  16. SANTINO scrive:

    Mi permetto di rispondere a Stefania,con un mio pensiero che per la sua natura puo’ o non puo’ essere condivisibile.
    Stefania si chiede:” mi piacerebbe capire che cosa siamo noi siciliani e ancor di piu’ quale e’ la nostra collocazione secondo gli alti livelli del Pdl”.
    Semplice : SIAMO PER QUELLO CHE SIAMO RAPPRESENTATI.

  17. lino scrive:

    La disamina dell’Onorevole fallica mi pare lucida, tuttavia sa troppo di presa di posizione di parte. La verità è che il Pdl non è mai nato, è stato una mera fusione tra aree e personaggi che tra loro manco si scrivevano, tutti accomunati dal berlusca…un pò poco, anche per il cavaliere

  18. SANTINO scrive:

    Questa è musica per le mie orecchie :

    “Se le cose non cambiano – ha ribadito – potrei anche andare via. Ci sono 3 o 4 persone che da sole decidono tutto. Le riforme predisposte finora non bastano. Dobbiamo andare oltre. Dobbiamo mettere al centro il cittadino e le imprese, quelle piccole e medie che sono nelle nostre possibilità. Bisogna chiudere enti inutili, alcuni provengono ancora dalla monarchia e si occupano delle regie trazzere. La burocrazia diminuisce la nostra capacità di attrarre investimenti” ha detto Venturi che ha poi denunciato “ritardi strutturali esagerati in molti assessorati”. “Bisogna avere il coraggio – ha proseguito – di allontanare quelle parti malsane della pubblica amministrazione. Bisogna fare in fretta”.

    from Livesicilia : Assessore VENTURI

  19. SANTINO scrive:

    Qualcuno in questo blog,mi ricorda Emilio Fede

  20. Max scrive:

    E se ne accorge solo ora ! E i danni causati da questa assurda guerra interna al partito chi li paga??

  21. Siciliano scrive:

    Fallica Fallica….
    devo dire che in foto vieni meglio …
    di presenza a me “fai paura” dai l’impressione di un “mastino”
    mamma mia !
    saluti a te e al tuo Ficarra che almeno lui si è laureato… anche se a 40 anni…

  22. ciccio scrive:

    Sono d’accordo con quanto espresso da Pippo Fallica soprattutto quando parla di un baricentro geopolitico spostato al nord…se non mettiamo un freno ed un argine al peso politico ed economico crecente della Lega ( che, ricordiamoci bene, esprime il ministro dell’economia) la Sicilia e tutto il meridione verrà a poco a poco colonizzato totalmente dai poteri forti e lobbisti del nord e questo noi non possiamo e non dobbiamo permetterlo.
    Il futuro del mezzogiorno è nelle nostre mani, mella nostra voglia di riscatto, nelle nostre enorme potenzialità umane inespresse, nelle nostre bellezze paesaggistiche,artistiche e culturali che devono essere valorizzate per come meritano.
    SVEGLIAMOCI!!!!!!
    Viva la Sicilia, viva il Sud

  23. CamerinoRosso scrive:

    Camerino. Cameriere. Cameretta. E a Camerino le prime lauree forse “costano….” ma si ottengono con facilità. A Palermo, chissà? Anche gli idoti, se hanno denaro (da versare alla clientela,) diventano plus-dottori. Ma de che????
    L’idiota, lo racconta anche sui giornali. Ma idiota rimane.
    A parte l’idiozia, sappiamo che da asini, a Camerino, si diventa dottori……. Ma sempre, de che? E, quanto ti costa?????

  24. luigi scrive:

    …’Siciliano’..per tua conoscenza..Ficarra a 40 anni ha conseguito la seconda laurea e con il massimo dei voti. Scommetto che tu non sei laureato e non ti laureerai neppure a 80 anni..impegnato come sei a fare squallide insinuazioni.Abbasso gli invidiosi.

  25. gino scrive:

    Io vorrei esprimere un tributo al consigliere Ficarra che, con dedizione e coerenza, è riuscito a far orientare e confluire consensi all’interno di un partito come il neo Pdl sicilia che..vuole essere la casa comune di chi nella giustizia sociale, nei cambiamenti e nel lavoro ci crede davvero. Un tributo dunque al Consigliere, tra i più convinti sostenitori del Pdl Sicilia che con il suo personale impegno politico e di partito intende continuare a lavorare per assicurare una stagione di cambiamenti per il Sud e per la sua Sicilia. Impegno politico che crea sinergie, alleanze, fatti, consapevolezza e dignità….

  26. AVVOCATI CORAGGIOSI scrive:

    E’ nata a Palermo “l’Associazione Avvocati Protagonisti nella società civile” che intende agire nella società civile allo scopo di sostenere il rispetto delle regole, il principio di legalità e la coscienza del bene comune.
    L’idea di aggregarsi in un organismo apartitico si deve all’iniziativa di un gruppo di avvocati palermitani intenzionati a fornire un contributo concreto per la difesa e la tutela dei diritti della collettività, spesso violati dall’incapacità di chi governa il nostro territorio.
    Le recenti vicende riguardanti la gestione amministrativa della nostra città, hanno messo in chiara evidenza l’assoluta mediocrità della classe dirigente, inadeguata a risolvere i numerosi problemi del territorio, già fortemente compromesso dalla crisi economica e dall’elevatissimo tasso della disoccupazione.
    L’Associazione intende proporsi come sentinella contro la politica corrotta, collusa e del malaffare, intervenendo anche nel dibattito mediatico per segnalare, denunciare ed incalzare chi sceglie di amministrare nel proprio interesse piuttosto che per il bene comune.
    Pur non volendo proporre o rappresentare un movimento politico, gli avvocati protagonisti non intendono stare inerti di fronte al decadimento della società e della politica ed intendono invece provocare un qualificato ricambio generazionale.
    Per far ciò l’Associazione promuoverà concrete iniziative.
    Inoltre, allo scopo di stimolare la soluzione di alcune delle più complesse problematiche della città di Palermo l’Associazione intende tra l’altro:
    • promuovere e coordinare iniziative ed attività volte a tutelare il cittadino, il territorio, l’ambiente, il lavoro e la salute della collettività;
    • sollecitare anche attraverso petizioni di iniziativa popolare, gli enti locali, le aziende, le associazioni e i cittadini, a ottimizzare le infrastrutture e a garantire un maggior equilibrio nella distribuzione e nell’utilizzo delle risorse pubbliche a Palermo;
    • stimolare gli enti locali e le amministrazioni competenti ad essere più trasparenti nelle scelte effettuate e negli obiettivi perseguiti attraverso un maggior dialogo con i singoli cittadini e con le varie possibili forme di rappresentanza (Associazioni, Comitati, Gruppi, etc.).
    http://avvocaticoraggiosi.blogspot.com/

  27. AVVOCATI CORAGGIOSI scrive:

    IL PROCURATORE ANTIMAFIA E LA QUESTIONE MORALE
    Il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso, intervenendo ad un convegno su “colletti bianchi e mafia”, a proposito delle liste compilate dai partiti per le elezioni, ha auspicato che siano preventivamente adottate soluzioni per evitare che coloro che sono già considerati nell’ambiente con contatti cosiddetti “indecenti” vengano candidati alle elezioni, locali o nazionali.
    Grasso ha anche evidenziato che “bisognerebbe trovare una legge in grado di impedire l’accesso alle candidature a chi ha determinate pendenze, pur nella presunzione di innocenza che prevale…” e che “sarebbe opportuno aspettare che la situazione personale del candidato venisse risolta…”.
    Ma purtroppo la questione morale non sembra interessare la classe politica siciliana.
    Eppure è normale credere che in una società sana solo persone dotate di un alto senso della moralità, oltre che di specifiche capacità, possono servire il bene comune.
    Invece chi ricopre incarichi istituzionali sembra agire senza l’attitudine a comprendere i problemi della società e molto spesso agisce fuori dall’etica e dall’onesta’.
    Il soggetto politico sembra spesso perseguire un interesse personale, quello cioè di portare avanti la sua carriera politica intesa come “un lavoro”.
    L’attività politica non appare percepita come un impegno ulteriore, oltre la propria attività lavorativa, ma come l’opportunità di migliorare la propria condizione economica e sociale.
    E così accade che il politico è attratto dalla logica degli affari e dello scambio dei favori, piuttosto che amministrare per il bene comune.
    In tal modo la politica non risolve i problemi della collettività e provoca un danno grave alla società che si disgrega e perde la bussola.
    Per questo ci sentiamo di condividere il pensiero del Procuratore Grasso che è intervenuto sul problema della questione morale.
    Non vogliamo che chi ci rappresenta abbia dei procedimenti penali pendenti, sia sottoposto ad indagini, abbia a che fare con logiche affaristico-clientelari.
    Non vogliamo che chi si candidi a rappresentare la collettività ed a ricoprire importanti incarichi istituzionali sia sottoposto ad indagini giudiziarie o peggio ancora faccia uso di droghe.
    La politica non è un lavoro ma lucido impegno nell’interesse della collettività.

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