
Una riflessione sul caso liste.
Ritengo che Governo e Quirinale, col decreto interpretativo, abbiano fatto ciò che dovevano: garantire a TUTTO l’elettorato attivo il diritto al voto, talmente sacro, inviolabile e cruciale per un sistema democratico, da non potersi consentire che venisse mortificato da un banale vizio di forma.
Con questo non voglio affatto dire che la forma non sia importante; anzi, tutt’altro, essa rappresenta ciò che conferisce a un ordinamento e alla sostanza dei suoi principi l’indispensabile crisma dell’autoritarietà. Ciononostante, tale assunto, per quanto insindacabile, non può esimere il Legislatore dal dovere di intervenire, quando ciò serva a colmare le eventuali lacune che il sistema evidenzi, anche nelle sue articolazioni e regole formali.
Ed è quello che hanno fatto Governo e Quirinale con quel decreto, da tutti detto “salva liste”, che a me, invece, piace definire “salva regole”. Si, perché, a differenza di quanto inopportunamente sostenuto da un esponente della Cei, io credo che con questo decreto il Governo Berlusconi e il Presidente della Repubblica abbiano, non cambiato le regole in corso ma, mantenuto quelle del normale agire democratico di un Paese che da decenni ormai si determina col voto libero, riconosciuto a TUTTI.
Ovviamente, le opposizioni, irresponsabili, gridano allo scandalo, sono pronte a scendere in piazza, taluni vorrebbero addirittura ipotizzare uno strappo istituzionale nei confronti del Capo dello Stato. Io, invece, credo che il Presidente Napolitano, firmando, si sia comportato da vero Capo dello Stato, cioè con grande senso di responsabilità. Sarebbe stato irresponsabile, infatti, limitare il diritto di voto ad un imprecisato (probabilmente il maggiore) numero di elettori; sarebbe stato irresponsabile lasciare che la burocrazia prevalesse sulla democrazia; sarebbe stato irresponsabile assistere, inerti, alla morte del primo assioma di una competizione elettorale in un Paese libero e democratico, cioè quella par condicio tra i competitors, tanto sbandierata quando conviene farlo, che questa volta davvero rischiava di essere cancellata.
E sarebbe irresponsabile continuare ad avvelenare, con dichiarazioni al vetriolo e manifestazioni colorate e colorite, la campagna elettorale, che (dovrebbero ricordarselo Di Pietro e i suoi amici) non è un’arena su cui scannarsi per vincere a tutti i costi e conquistare l’agognato trofeo, bensì un momento di civile e paritario confronto, che consenta ai cittadini di scegliere la classe politica che debba guidarli. E allora, lascino stare le piazze e si dedichino alla campagna elettorale. Esprimano civilmente le loro idee, i loro programmi, i loro progetti e cerchino di convincere la gente confrontandosi con noi, anziché sperare in una vittoria a tavolino, per abbandono di campo forzato.
Poi, se a loro piace vincere facile… si diano al gratta e vinci!
Tag: decreto, democrazia, elezioni, elezioni regionali, Giorgio Napolitano, liste, regole, Silvio Berlusconi
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come Lei non amo nè le sterili nè tantomeno le strumentali polemiche: una campagna elettorale dovrebbe essere incentrata solo sui programmi e sul valore (capacità, competenze, spessore morale) dei candidati.
Ciò detto, non va dimenticato che il complesso di REGOLE, formali e sostanziali, di un sistema elettorale è ciò che garantisce allo stesso di operare nel pieno rispetto della democrazia…mi auguro che “derogare alla regola” rappresenti solo un’inevitabile eccezione!
PS: sarebbe auspicabile un’ approfondimento ulteriore sulle responsabilità di quanti, a vario titolo, hanno in carico la gestione del PDL; di tutto si è parlato tranne di come il maggiore partito d’Italia possa aver generato una situazione così assurda, imbarazzante e destabilizzante!
La burocrazia uccide la democrazia. Lo dirò anch’io quando presenterò in ritardo la domanda per un concorso. Dirò che non vogliono permettere al potenziale vincitore di partecipare. Spero che qualcuno mi faccia fare un dl interpretativo e che il Presidente della Repubblica me lo firmi. Ovviamente tutte le liste che sono state escluse nel passato non avevano pari dignità. E se per assurdo, cosa teoricamente possibile, non li votasse nessuno, cosa ci direbbero? …………. brogli, brogli elettorali della sinistra. Votate italiani, votate questa gente di cacca.
vergognatevi imploderete senza berlusca ,vi e gente che muore di fame perche senza lavoro e voi in sicilia approvate pioano casa entro fine anno ma voi ci pensate quando lavoro si creera ci pensate ai disoccupati e ai loro figli vi piace vincere facile coi nostri soldi
Come può constatare accolgo il suo gentile e garbato invito a proseguire il dialogo franco sul suo blog. Non mi aspettavo che un Sottosegretario della Repubblica si prendesse la briga di rispondere ad un mio commento, il commento cioè di una persona qualunque, quale sono io. Tengo a dirle, comunque, che la mia delusione è scaturita quando, con un “friccicore” quasi da ragazzina, che non provavo forse da tempo, le scrissi che mi sarebbe piaciuto prendere un caffè con lei. Non ottenni alcuna risposta, nemmeno negativa. E ciò mi ferì. Ma a ferirmi ancora di più è stato un successivo commento del blogger Santino nel quale sottolineava che bramavo dalla voglia di incontrarla. Chiedere da parte mia di prendere un caffè con il leader politico che si stima non è bramosia, né “lecchinaggio” per dirla alla vasistas. Volevo solo vivere questo momento elettrizzante e magari proporre alcune iniziative perché anche gli anziani possano sentirsi ancora utili, non solo al momento delle elezioni. Non è stato possibile, va bene lo stesso.
Detto ciò, per tornare al tema di questo nuovo post, anch’io ritengo che il Presidente Napolitano abbia agito in maniera corretta per quanto riguarda il caos della presentazione delle liste nel Lazio e in Lombardia. A mio avviso, il Capo dello Stato è stato un arbitro rigoroso e attento garantendo che si andasse alle urne con la partecipazione di tutti gli schieramenti politici. Mi rendo conto che il rispetto delle procedure previste dalla legge è la stella polare del nostro ordinamento giuridico, ma aggiungo pure che il diritto di milioni di cittadini di scegliere liberamente i propri governanti non poteva essere cassato per un vizio procedurale. Il Presidente Napolitano ha evitato che la situazione degenerasse, anche perché, a mio avviso, vale sempre quella famosa frase di Cicerone: summum ius, summa iniuria. Aggiungo infine, che dopo le elezioni, qualunque sia il risultato, il Pdl faccia una serena e rigorosa autoanalisi perché, tutto ciò, secondo me è avvenuto perché il partito è lacerato da troppe faide interne, Faide che ne possono minare in futuro la tenuta.
Un saluto affettuoso
Ancora non riesco a comprendere bene. Ricapitoliamo. Il Pdl in Lombardia e Lazio ha sostanzialmente violato la legge. Si può discutere fino alle calende greche se lo ha fatto per colpa o per dolo, il dato di fatto è incontrovertibile: gli ’scienziati’ della politica in salsa belusconiana sono riusciti a non ottemperare quelle poche ma precise norme sulla presentazione delle liste! Un plauso. Gli organi di giudizio hanno constatato questa violazione escludendo le liste. Nulla da eccepire, ad azione corrisponde reazione. A questo punto, i cosiddetti capi degli ’scienziati’ suddetti si sono resi conto del pasticcio e allora che si inventano? Un decreto legge interpretativo… una sorta di ennesima sanatoria che rimette le cose a posto. Vabbè! Per la serie: lo Stato di diritto è come la freccia della macchina, una luce che va e viene, a intermittenza! E per spiegare a quei ‘coglioni’ che ancora vorrebbero votarli dicono e fanno dire da Napolitano che la legge è legge e va rispettata, tuttavia ci sono delle eccezioni per cui la legge non è più legge ma barzelletta. Comprendo la frustrazione, la vergogna, il ridicolo a cui sono stati costretti i vertici del Pdl, ma far passare il messaggio che, parafrasando Orwell, ‘la legge è uguale per tutti gli animali, per i maiali lo è di più’ è francamente rivoltante. Si, va bene il diritto al voto per tutti, ma valga anche lil principio della legalità del diritto al voto per tutti.
Trovo questa difesa dell’indifendibile un ridicolo gioco al massacro.
Loro barano pure al gratta e vinci….e se fanno un solitario con le carte sono capaci di imbrogliare se stessi pur di vincere e se qualcuno li scopre danno la colpa al mazzo di carte che gli ha fornito chiaramente la maggioranza…
Chissà se il mio Presidente del Consiglio, amareggiato (per non dire infuriato, incazzato nero) per essere circondato da inconsistenti e irresponsabili dirigenti di partito stavolta rifletterà meglio sulle richieste di revisioni dei vertici dei coordinamenti delle varie regioni.
Chissà se dopo le elezioni anche il triumvirato nazionale rimetteranno nelle mani del Presidente il loro mandato.
Chissà….
Ops… il triumvirato… rimetterà!
Se non rimetteranno loro finiremo con il rimettere (sinonimo di vomitare) noi….
@ COMMENTO N° 4
” Ma a ferirmi ancora di più è stato un successivo commento del blogger Santino nel quale sottolineava che bramavo dalla voglia di incontrarla.”
Cara nonna,non voglio smentire quanto da Lei detto.
Soltanto,dati gli innumerevoli miei interventi,Le sarei grato se potesse indicarmi a quale post fa riferimento.
Nell’attesa,che l’intendere “bramosia” La abbia ferita,mi fa sentire male.
Penso che tutto si potra’ chiarire,
un caloroso saluto.
Vi piace vincere facile? BONGI BONGI BO BO BO!!!!!!!!!
Il diritto al voto,o meglio, il diritto di ciascun cittadino di determinare la politica nazionale (regionale ovviamente) è uno dei principi inviolabili della Costituzione…e poichè la costituzione, nella gerarchia delle fonti normative occupa il primo posto, i suoi principi non possono essere limitati, derogati, modificati da una regola formale.
Vero è che tale decreto diverrà un precedente vincolante per tutte le altre liste maggiori o minori.
finalmente e finita e giusto cosi come deve essere
Una puntualizzazione. L’esponente della CEI era il Presidente della commissione Affari Giuridci della CEI, il quale ha detto solo quello che tutti i piu’ eminenti costituzionalisti hanno dichiarato.
A tale proposito penso che la questione non sia finita quantomeno in Lazio perche’ se si puo’ sanare una irregolarita’ sicuramente non si puo’ sanare una totale mancanza.
Mi piace l’intervento di Napolitano e non capisco la reazione della sinistra che prima si rende disponibile ad una soluzione e poi si ribella alla soluzione scelta.
Mi pare che a meno di voler chiamare Superman e riportare indietro il mondo, era l’unica soluzione percorribile anche perche’ se si doveva aspettare l’esito dei giudizi non c’era necessita’ del loro benestare.
Ancora una cosa. Le dichiarazioni del giurista della CEI sono state rese tre giorni prima della firma da parte del Prsidente Napolitano.
La CEI ufficialmente dopo la firma di Napolitano ha dichiarato un una nota ufficiale che la CEI non prende posizione su una questione che assume risvolti politico-istituzonali, cosi’ dicendo che si e’ trattato di un personale pensiero del singolo esponente.
Ha fatto benissimo la CEI in rispetto di Napolitano.
Buon inizio settimana a tutti.
mi risponda francamente. Non sono mai stato di sinistra. MAI. Ho apprezzato il primissimo Berlusconi, baluardo contro il (sigh) comunismo gia’ quasi sprofondato in una lenta autodistruzione. Oggi sono disgustato, amareggiato, deluso, quante leggi per autoproteggersi, non ultima il decreto per correggere le “cappellate” nel Lazio e in Lombardia, che orrore sentire Ghedini dire “al massimo è un utilizzatore finale..(cioe’ un puttaniere)” leggere che lei, sigh parlamentare nel 1988 dichiarava: “L’11 gennaio 1988 Micciché, che all’epoca lavorava presso Publitalia, venne interrogato nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di droga a Palermo, in quanto sospettato di essere uno spacciatore. Miccichè rispose: “Non sono uno spacciatore ma solo un assuntore di cocaina”. Non comportando il fatto reato, la posizione venne archiviata mentre gli spacciatori vennero arrestati il successivo 14 aprile”. Ma dove siamo finiti? in che mani? Io da sempre ostile alla sinistra oggi leggo il “Fatto Quotidiano”, non seguo piu’ il Tg1 di Minzolini e adoro ascoltare Santoro. PERCHE? Perche’ sono stufo, stufo di leggere sull’Espresso che un cazzo di consigliere regionale guadagna piu’ di 9000 euro al mese e un parlamentare molti di piu’. E che la politica ruba, ancora piu’ di prima. Dio se ci fosse ancora Pertini….
On.le Miccichè, si deve dare una mossa anche la maggioranza, in quanto nei giorni scorsi nei sondaggi fatti dai partiti (se non erro anche dalle testate giornalistiche) che vedevano la popolazione dei no al decreto per salvare le liste al 98% e i si al 2%, quindi anche la maggioranza dovrà offrire dei buoni motivi per essere votata.
Buon lavoro, On.le
Errore di battitura
che è in più
sempre
buon lavoro On.le Miccichè
On. Miccichè, queste parole dette da chi ha partecipato attivamente alla realizzazione di una maggioranza all’ARS con il PD di Cracolici…
mah ?!
La CEI chi?
Conferenza Epi scopati Italiani,o cosa?
E il rabbino capo della sina coca romana,è d’accordo o contrario??
Devo ammettere che francamente non mi aspettavo la decisione del TAR. Aspettiamo il Consiglio di Stato …
CREDIAMO CHE UNA VERA CONTESA SIA TALE SE CI SIANO CONCORRENTI CONTRAPPOSTI OPPURE… SI VUOL VINCERE FACILE COME NELLO SPOT PUBBLICITARIO
Se fosse solo una competizione sportiva tra galantuomini, una squadra non scenderebbe in campo per prendersi i tre punti a tavolino, solo perchè gli avversari si sono presentati 5 minuti dopo il tempo limite stabilito da regolamento (qualsiasi ne sia la ragione). Quante volte si è chiuso un occhio per la sana competizione sportiva, e che vincesse il migliore.
In politica gli interessi sono tali che per un timbro sbagliato o per il coglione di turno che si regola col sole per gli orari, si manda a puttane la democrazia e la possibilità di giocarsi la partita alla pari in campo.
Avrebbe potuto mai la Bonino amministrare per 5 anni, sapendo di aver vinto la partita a tavolino e con il 50% dei propri cittadini che potrebbero odiarla per questo?
Lascio a voi la risposta.
Ciao
Le regole non sono una partita di calcio e sono scritte fortunatamente da uomini che fanno i calciatori o le ponpon girls.
In Lazio, secondo me non c’e’ via di uscita, perche’ quando la questione arrivera’ dinanzi alla Corte Costituzionale non potranno che perdere.
Avrebbero piu’ coraggio ad annullare le stesse elezioni e rifare tutto (come si fara’ non lo so) perche’ su questa strada non ne escono piu’.
Intuisco pero’ che il tempo li freghera’ nel senso che non amano perdere tempo in questo momento storico…
Ho perso un “non” strada facendo nel primo rigo…
Scusate.
tutti i discorsi sulla democrazia sono giusti ed è chiaro che bisogna vincere coi voti e non a tavolino, ma almeno le scuse al paese per questo imbelle che invece che presentare la lista si va a mangiare un panino non credete che sia un atto di rispetto a cominciare dagli elettori del centro destra? ho appena letto le dichiarazioni di Augello che è il responsabile del PDL per le elezioni nel lazio:sostiene che occorrerebbe un decreto di interpretazione politica alla norma ancor più di quello reso dal governo: io credo che bisogna che Augello si dimetta e venga ridotto al silenzio per decreto, perchè è lui, nella qualità, il responsabile di questo papocchio. vorrei ricordare che alle ultime provinciali a Palermo saltò la seconda lista del PDl perchè venne presentata in tribunale con 10 minuti di ritardo, e non ci fu ricorso che tenne, e le elezioni si fecero senza questa seconda lista in gran parte dei collegi. Non mi pare che qualcuno parlò di attentato alla democrazia o qualcuno invocò decreti interpretativi. Le regole del gioco vanno rispettate perchè regole di democrazia. Infatti in lombardia non è stato applicato il decreto, perchè li non veniva meno la volontà a presentare la lista e non potevano poche firme ritenute irregolari, inficiare questa volontà, confermando così la tanta giurisprudenza positiva in materia. ma a Roma si voleva anche con il decreto interpretativo fissare nel tribunale intero e non lA SEZIONE DI CORTE D’APPELLO preposta a tal scopo il luogo dove alla scadenza di data ed orario presentare la lista. e chi certifica che alle 12 il responsabile si trovava nel palazzo del tribunale magari ad assistere ad una causa penale per passar tempo invece di essere in un luogo preciso prescritto dalla legge? come dicono a Roma “nun rege”. la verità è che trattasi di torsolo di brutta effige. Semmai da tifoso del Partito del Sud mi auguro che il primo pensiero sia quello di attrezzare il partito di funzionari capaci e bravi a svolgere questo che è un compito delicato e fondamentale per un partito.
penso che c’e’ veramente da preoccuparsi se non si vuole far giocare la partita ad armi pari.Un saluto on.le e buon lavoro.
On.le, ma non ha fatto gli auguri alle donne frequentatrici del blog, anche se, bisogna da un lato fargli gli auguri a molte donne e dall’altro ricordargli il vero senso della festa, visto che molte pensano solo al divertimento. Questo non significa che sono contrario al divertimento, però….è bene ricordare, nei posti giusti e nei modi giusti,….e poi magari divertirsi;
quindi,
Auguri Donne
Au revoir
Mettiamola cosi’… i due duellanti a spada si sono presentati all’appuntamento per la sfida ma uno dei due si e’ dimenticato di portare la spada..
Giuro che non intervengo piu’.
Se io fossi il candidato dell’opposizione,ritirerei la lista. Che guaio se diventassi governatore,chi se le prenderebbe le responsabilita’,abituata a fare da sempre opposizione.E poi,con i trans …come la mettiamo.
A Milano,quanto meno,hai a che fare con i ..tram.
Forza Pdl,forza Polverini ( mi piace,è un po maschiotta )
@25
A quel punto,il duellante che ha la spada che fa’ ??
Uccidere uno disarmato,oppure mettersi la spada in quel posto??
Caro Onorevole, sono molto deluso dalla sua presa di posizione su un argomento inriverente per le regole della democrazia, non è burocrazia ma democrazia, caro onorevole,a cui tutti noi dovremmo adeguarci nel nostro operare quotidiano, quelle regole della democrazia che noi Palermitani abbiamo accettato alle elezioni provinciali di Palermo, con l’esclusione delle liste collegate al PDL in vari colleggi, per motivi simili a quelli per cui si grida allo scandalo nel Lazio, qui è mancata la professionalità e l’accortezza dei quadri dirigenti “nominati” nel Lazio, che sfrezzanti delle regole e della democrazia, hanno preferito andare a mangiare un panino nell’approssimarsi dell’orario di chiusura della consegna delle liste in commissione elettorale, anzichè essere rispettosi delle regole della democrazia,” Tanto loro erano i nominati del PDL” è mi delude molto la sua presa di posizione, sono i nominati che non consentono il rispetto delle regole della democrazia e non un giudice a ciò debutato,Credo che tutta la vicenda sia il preambolo della morte del PDL del re Berlusconi, mi dispiace ma la vicenda da lei difesa è un’applicazione della regola non scritta che ” La legge si applica ai cittadini e si interpreta per gli amici”, abbasso il PDL dei lecchini nominati, via il partito del Sud dei giovani fieri, preparati, motivati ed orgogliosi!
Spero lei si facci promotore di una campagna di verifica interna!
MENO MALE CHE IL TAR C’è!!!
Oggi con(s)iglio chi patati .
quello che sta succedendo e un pò assurdo la gente a il diritto di scegliere con cui stare o a chi dare il voto,questa si chiama democrazia.speriamo che la democrazia liberale vince
Viva il partito del sud, ma se il partito del sud deve diventare una depandance per riportare i consensi all’ovile e cioè a quei personaggi che ai siciliani, tranne ovviamente a quei tre quattro venduti che godono dei trenta denari ricevuti, la vogliono mettere nel solito posto, allora no, la reazione sarebbe catastrofica. Se nel passato la gente si è fatta prendere in giro, sopratutto perchè non attrezzata culturalmente, adesso sarà più difficile, perchè i siciliani stanno cominciando a capire e si chiedono, perchè miliardi di euro fatturati al petrolchimico di Gela, con il petrolio siciliano, diventano PIL per San Donato Milanese, così da far straparlare i vari Maroni, Castelli,…, Borghezio, a parte qualche timida affermazione in TV i nostri politici, quelli buoni, Miccichè, Granata, Lombardo, Prestigiacomo, Lumia, Capodicasa, ….., che cosa fanno? E l’agricoltura? perchè i nostri prodotti, saccheggiati a pochi centesimi, diventano PIL per le catene di distribuzione del nord Italia? sapete quanti dipendenti è capace di avere una semplice esselunga? E lei onorevole Miccichè vorrebbe cambiare tutto questo insieme a Silvio Berlusconi?
CARO ONOREVOLE SI PUO’ PIU’ AVERE FIDUCIA ALLE SUE PAROLE DOPO LA DECISIONE DI ANDARE A FORMARE UNA MAGGIORANZA AL GOVERNO REGIONALE CON IL PD? IO HO VOTATO UNA MAGGIORANZA DI DESTRA E MI RITROVO GOVERNATA DAL PD. MA NON SI RICORDA PIU’ QUELLO CHE AFFERMAVA CONTRO IL PD? NON PENSA DI OFFENDERE IL SUO PRESIDENTE? MA PER UNA SEGRETERIA DI PARTITO………..
Per la Sicilia, in questo momento, andare alle urne servirebbe solo a sprecare denaro pubblico
stà nuttata addà passà