SICILIA BEDDA

sicilia_satellitare

Quello dell’immagine della Sicilia è un tema a me molto caro, sul quale non ho mai lesinato pensieri, dichiarazioni ed azioni, pur attirandomi addosso critiche e polemiche, il più delle volte, comunque, capziose e strumentali. Ed è un tema sul quale voglio insistere, perché lo ritengo troppo importante per noi e per le nostre enormi potenzialità di attrazione, troppo spesso, però, vanificate, mortificate da chi esporta un’immagine della Sicilia tutta coppola e onore.

La responsabilità è dei radical chic da salotto nostrani, un’ipocrita classe intellettuale progressista, iper pessimista (e anche un po’ provincialotta), che non sa fare altro che produrre amplificatori di messaggi negativi della Sicilia, svendendone l’immagine al prezzo di una pretestuosa (e molto proficua) crociata di cambiamento, che in fin dei conti è solo semplice presa di distanze e condanna sommaria. Mi riferisco in particolar modo a chi produce, dirige e interpreta fiction e film dal solito tema gangsterista-mafioso e a chi continua a pubblicare romanzi e racconti in cui la Sicilia è solo il triste e grigio sfondo di “ammazzatine” e loschi affari.

Ed è un peccato, sol se si pensa a quali eccelse menti siciliane dominano il mondo del cinema, della televisione, della comunicazione e dell’arte in generale. Per non parlare della letteratura siciliana, erede naturale di quella scuola federiciana che nel ’200 segnò l’inizio della letteratura italiana e i cui interpreti (da Cielo d’Alcamo a Giacomo da Lentini) non raccontavano null’altro che l’amore e i colori della nostra terra.

Ecco, è proprio questo che noi siciliani vogliamo dai nostri scrittori, dai nostri registi, dai nostri sceneggiatori, dai nostri pittori, dai nostri musicisti, insomma da chi ci racconta nel mondo. Vogliamo che i grandi intelletti siciliani s’impegnino a raccontare una Terra diversa da quella che quasi sempre emerge dalle loro opere e, per di più, in un modo così netto, così radicale, che sembra essere quella l’unica faccia di una Sicilia che, invece, non è solo “Capo dei capi” e “Montalbano sono!”.

È la Sicilia delle scienze di Archimede, Majorana e Zichichi; la Sicilia dei Fasti, degli architetti, dei grandi pittori, dei greci, degli arabi, dei normanni; la Sicilia di una civiltà mai raggiunta dagli altri; la Sicilia del sole, dei limoni e dei piaceri, la Sicilia del Serpotta, degli eroi, di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, del Basile e di Ducrot …

Questa è la nostra Sicilia! Questa è la Sicilia che vogliamo offrire al mondo, a chi viene a trovarci in vacanza, a chi viene a investire qui, a chi viene a vivere da noi. E questa è la Sicilia che vogliamo offrire ai nostri figli, ai nostri giovani, ai quali è bene cominciare a trasmettere un messaggio diverso dal solito pessimistico:” meglio che ve ne andiate, qui non cresce nè erbà nè lavoro”, è bene cominciare a responsabilizzarli di più, dicendo loro: “la vostra è un terra meravigliosa, restate qui, è vostro il compito di debellare ciò che la incancrenisce e di dare lustro a ciò che la rende così …BEDDA!!

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34 Commenti a “SICILIA BEDDA”

  1. aloisio scrive:

    Da sicilianista convinto, condivido le tue idee, ma dovresti fare un mia culpa, sui siciliani ” NON BEDDI” e non degni di rappresentare la nostra isola, che hai contribuito a far “nominare” Onorevoli nazionali e senatori, un mia culpa che dovrebbe partire da una rivoluzione culturale, avendo quale punto di partenza la riforma di una legge elettorale, che è la più grossa porcata, ti ricordo caro Gianfranco a cui pure tu hai contribuito all’approvazione

  2. stefania scrive:

    La Siclia, nella mia esperienza, per amarla la devi prima detestare con tutto cio’ che rappresenta.
    La devi abbandonare per poi renderti conto che la vista del mare in fondo ti manca e che quei profumi non li senti da nessuna parte.
    Quando sono ritornata in Sicilia, per vicende personali, un po’ triste, mio padre sulla nave traghetto mi disse:”Ma dove te ne vai? Questo e’ il paradiso.”. Ho alzato la testa ed ho guardato quel mare limpido, quel cielo azzurro e le coste della Sicilia e della Calabria ed ho pensato: “Sono a casa”. E penso che questa casa, ognuno nel nostro piccolo, dobbiamo renderla migliore. I frutti arriveranno. Ne sono sicura. Sta a noi e a nessun altro. Personalmente non ho mai letto Sciascia o Camilleri. Ricordo pero’ una frase di Sciascia che diceva: “I siciliani non miglioreranno mai perche’ credono di essere perfetti”. oppure: “La Sicilia dovrebbe sprofondare e poi riemergere per essere perfetta”, come dire che dovrebbero morire tutti i siciliani per rendere questa terra migliore.
    Non sono d’accordo perche’ ovviamente io sono siciliana. E non credo di essere perfetta. Anzi ho vissuto per tanti anni l’inadeguatezza di stare seduta al tavolo con un milanese, la riverenza che noi siciliani riserviamo agli altri, come se avessimo una colpa da farci perdonare.
    E che in fondo secondo me altro non e’ che il frutto dell’abitudine di non chiedere. Mafia – Sicilia – Mafia.
    Come se il resto del mondo fosse piu’ pulito. Come se i traffici, le mazzette, gli appalti truccati non fossero comuni a tutti.
    Ma noi Sicliani dobbiamo portare lo stendardo, perche’ a qualcuno deve capitare.
    Purtroppo e per fortuna siamo un popolo pensatore, perche’ il caldo rallenta tutto, il lavoro ed i pensieri.
    Al nord ti dicono. “Eh ma noi abbiamo il lavoro, per noi il lavoro viene prima della famiglia”.
    E se per caso ad un appuntamento delle 9.12 arrivi alle 9.14 ti guardano come se avessi provocato un buco nel PIL.
    Se per caso, al Nord, sbagli strada e tenti di fare manovra senza dare fastidio a nessuno.. sei fottuto. Ti suonano pure gli aerei che passano nel cielo!. Un formalismo eccessivo privo di sostanza.
    Forse in Sicilia ne abbiamo troppo di sostanza ma dovremmo recuperare quel minimo di forma e/o formalismo comunque sempre necessario.
    Per il resto, sinceramente, mi sembra che non ci manchi nulla.
    W la Sicilia. E non avrei mai pensato di dirlo una volta. Lo ammetto.

  3. marcella scrive:

    Ma come si può parlare di Sciascia e Camilleri senza averli mai letti o averne fatto l’analisi testuale come Dio comanda?Parlare per slogan o “sentito dire” è tipico dei presuntuosi e non dico altro.

  4. SANTINO scrive:

    Ma chi mancio’?
    Ma chi vippi ?
    Picchi’, ri sicuru,avia a essiri a panza china.
    E un sulu a panza,ma puru u caruseddu sarvarinari.

    Bianca a muntagna , nivura a simenza , l’omu ca simina sempri pensa.

  5. il ribelle scrive:

    Mizzica chi bellu post!!!! Miaccella, ma cchi bbo riri?

  6. Salvatore scrive:

    Una nota condivisibile al 100×100. Infatti, non sono certo i siciliani che non vogliono demolire i luoghi comuni negativi che esistono su di essi. Anzi, non tutti. I politici venduti, quaqquaraquà, servi dei Berlusconi come dei D’Alema, quelli che svendono i diritti dei siciliani per un piatto di fagioli, quelli sì che promuovono un’immagine della Sicilia fatta di coppole, lagnusi e malaffare. La Sicilia si deve rendere indipendente da un sistema che vuole la sua rovina. Come si fa a non capire che se alle prossime politiche si votano gli Alfano, i Schifani, e anche lei onorevole Miccichè, si fanno governare i Bossi, i Tremonti, i Castelli. Insomma, continuiamo a tirarci la zappa sui piedi. (PS Io mi auguro che i siciliani votino in massa un movimento come Mpa che si renda indipendente, o meglio qualcosa di nuovo e non certo la sinistra siciliana che è il peggio che c’è oggi in politica)

  7. SANTINO scrive:

    Immagine.
    E a munnizza fotografata dagli stranieri di tutto il mondo.
    E le guide turistiche,che NON portavano a vedere la casa di Cagliostro,perche’ intasate di munnizza.
    E i cacati ri cani,che tapezzano i marciapiedi,stile Handy Worol.
    Investimenti
    E Moncada,quello dell’eolico,che per una licenza aspetta da 10 mesi.
    E quando c’era la Refim tubi,e di notte sparivano i tubi
    E la promozione della cultura,chi fini fici Acierno.
    Sciascia , torto non ne aveva.E non è pessimismo il mio ,è pura e sempilce constatazione.
    Giusto ,non facciamo piu’ film o finction sulla mafia.
    Facciamola sul modo di governare,da chi siamo governati,su cosa si fa o meglio non si fa.Facciamo vedere la New Mafia,quella che non spara proiettili,ma cazzate.Tipo il fermo delle automobili di ieri a Palermo,blocco del traffico in una giornata di pioggia.Cioe’ quando le polveri vengono abbattute dalla pioggia.Prova ,test,del sindaco per dire “io ci sono e comando ancora”.
    E noi ,come tanti cornuti,a non prendere l’auto,a non andare a trovare chi i genitori o i figli,perche’??
    Perche’ un “cannavazzu” ( chiedo scusa ai cannavazzi ),uno che per ben due volte ,prima toglie e poi rimborsa,ha deciso in questo modo.Minchia,se questa non e’ New Mafia ?
    Forse ha ragione l’onorevole,lui la sicilia la vede dall’aereoplano,e contempla : CHE BEDDA..CHE BEDDA .
    Fa una fotografia aerea, e ce la manda,con tanti saluti.
    Grazie dei saluti

  8. ciccio scrive:

    Gianfranco sono d’accordissimo con te…e non penso di essere il solo a pensarla così..la nostra amata Sicilia ha bisogno di un riscatto vero, di essere inserita nell’agenda politica nazionale per affrontare temi reali come infrastrutture, lavoro e capacita d’attrarre investimenti grazie ad una legge fiscale vantaggiosa….sicuramente non ha bisogno di tutti questi cazzoni radical chic che gettano fango sull’immagine della Sicilia per porsi come pseudo eroi del domani.
    In questa battaglia saremo sempre con te.
    Vai avanti Gianfranco!!!!

  9. olga scrive:

    W la Sicilia!

  10. giovannni miccichè scrive:

    Chi classifica la SICILIA uguale mafia ,e una persona priva di cultura ingnoranza cioè ingnora la realtà della Sicilia,e non si documenta al riguardo. Io non dico che non cè la mafia ma ditemi dove non cè mi risulata che in tutte le parti del mondo esiste ma mai nessuno a messo una etichetta a nessuna regione,perchè metterla in Sicilia?? una domanda che ci dovremmo porre perchè.qualcuno sircuramente sa la risposta

  11. SANTINO scrive:

    Da Siciliainformazione
    “Le ideologie sono ormai superate. Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa. Non leggiamo più per un po’ Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perché sono una sorta di ’sfiga’ nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo”. L’ha detto a Siracusa, intervenendo agli Stati generali dell’autonomia, l’assessore regionale alla Fornazione, Mario Centorrino, economista e professore dell’università di Messina.

    Sul nuovo protagonismo del territorio, anche nelle dinamiche relative alle grandi vertenze del lavoro, Centorrino ha spiegato che “la questione del futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, ad esempio, oggi la sta trattando il presidente Lombardo, nel senso di livello istituzionale territoriale – ha detto -. Pensate che grande differenza rispetto a dieci anni fa, quando una simile vicenda l’avrebbe trattata un ministro del governo nazionale. Ciò significa che si sta sostituendo una rappresentanza territoriale a una rappresentanza politica con la quale abbiamo perso contatti e che non ci dice più niente”.

    “Non possiamo più colloquiare – ha aggiunto – perché la legge elettorale ha prodotto deputati che una volta eletti non mostrano attenzione verso il territorio del quale dovrebbero essere espressione”.

  12. SANTINO scrive:

    Ma allora Scajola che fa ?

  13. Se c’è un ragionamento banale e provinciale è proprio quello di Miccichè. Che ha fatto tanto per se, poco per la sua isola. Sarò banale anche io, ma, secondo me, le enormi potenzialità della Sicilia sono vanificate e mortificate proprio da Miccichè e dai suoi colleghi, che, per non affrontare e risolvere i problemi, hanno sempre l’alibi della banalizzazione del tipico. Abbiamo il mare, il sole, il buon vino, le arancine, il cus cus…perché ci rompete?
    Centorrino ha perso un’occasione. Avrebbe fatto meglio a dire, invece: “Sospendiamo per un anno gli stipendi ai super manager siciliani, ai parlamentari, a noi assessori. Ci vuole ottimismo. E con quei soldi, organizziamo sempre per un anno ( e sempre perché ci vuole ottimismo) delle pubbliche letture di Camilleri, Tommasi di Lampedusa, Sciascia”.
    Leggendo, Centorrino, Miccichè, tutta questa triste compagnia di giro, scoprirebbero che ad esempio Sciascia è stato anche politico, oltre che intellettuale e scrittore. In un tempo in cui gli intellettuali erano anche politici. Scoprirebbero che il siciliano medio quando legge Tomasi di Lampedusa, pensa alla Sicilia irredimibile non per chi la popola, ma per chi la governa.
    Proprio Sciascia denunciò in un intervento in parlamento, circa 40 anni fa, gli scandali dietro la ricostruzione del Belice devastato dal terremoto: “Si è cominciato a rubare subito, e anche male”. Impossibile non pensare alla Protezione (in)Civile di oggi, e al corto circuito che vive oggi il nostro Paese. Berlusconi legittima Bertolaso. Perché Berlusconi gode del consenso popolare, e Bertolaso gode dell’approvazione di Berlusconi. Del Bono, il quasi ex Sindaco di Bologna, è un povero idiota: si è dimesso per una manciata di euro spesi con il bancomat della Regione. E invece, oggi vale il principio non della legalità, ma della “filiera autoreferenziale” (complimenti, De Bortoli): io garantisco che tu mi garantisci che io ti garantisco.
    Ecco, se per un anno sospendessimo la politica, le liti, il carnaio, e tutto, e magari leggessimo un po’ di più scopriremmo il valore di quelle parole di Calvino: “La letteratura è necessaria alla politica prima di tutto quando essa dà voce a ciò che è senza voce…”.
    Senza voce è l’Italia di Termini Imerese. La nuova Italia di Rosarno. Senza voce è la Sicilia che sprofonda tra il fango di Messina e le macerie di Favara. E’ tutto stato già scritto, già vissuto. Solo non si ascolta, non si ascolta più.

  14. Se c’è un ragionamento banale e provinciale è proprio quello di Miccichè. Che ha fatto tanto per se, poco per la sua isola. Sarò banale anche io, ma, secondo me, le enormi potenzialità della Sicilia sono vanificate e mortificate proprio da Miccichè e dai suoi colleghi, che, per non affrontare e risolvere i problemi, hanno sempre l’alibi della banalizzazione del tipico. Abbiamo il mare, il sole, il buon vino, le arancine, il cus cus…perché ci rompete?
    Centorrino ha perso un’occasione. Avrebbe fatto meglio a dire, invece: “Sospendiamo per un anno gli stipendi ai super manager siciliani, ai parlamentari, a noi assessori. Ci vuole ottimismo. E con quei soldi, organizziamo sempre per un anno ( e sempre perché ci vuole ottimismo) delle pubbliche letture di Camilleri, Tomasi di Lampedusa, Sciascia”.
    Leggendo, Centorrino, Miccichè, tutta questa triste compagnia di giro, scoprirebbero che ad esempio Sciascia è stato anche politico, oltre che intellettuale e scrittore. In un tempo in cui gli intellettuali erano anche politici. Scoprirebbero che il siciliano medio quando legge Tomasi di Lampedusa, pensa alla Sicilia irredimibile non per chi la popola, ma per chi la governa.
    Proprio Sciascia denunciò in un intervento in parlamento, circa 40 anni fa, gli scandali dietro la ricostruzione del Belice devastato dal terremoto: “Si è cominciato a rubare subito, e anche male”. Impossibile non pensare alla Protezione (in)Civile di oggi, e al corto circuito che vive oggi il nostro Paese. Berlusconi legittima Bertolaso. Perché Berlusconi gode del consenso popolare, e Bertolaso gode dell’approvazione di Berlusconi. Del Bono, il quasi ex Sindaco di Bologna, è un povero idiota: si è dimesso per una manciata di euro spesi con il bancomat della Regione. E invece, oggi vale il principio non della legalità, ma della “filiera autoreferenziale” (complimenti, De Bortoli): io garantisco che tu mi garantisci che io ti garantisco.
    Ecco, se per un anno sospendessimo la politica, le liti, il carnaio, e tutto, e magari leggessimo un po’ di più scopriremmo il valore di quelle parole di Calvino: “La letteratura è necessaria alla politica prima di tutto quando essa dà voce a ciò che è senza voce…”.
    Senza voce è l’Italia di Termini Imerese. La nuova Italia di Rosarno. Senza voce è la Sicilia che sprofonda tra il fango di Messina e le macerie di Favara. E’ tutto stato già scritto, già vissuto. Solo che non si ascolta, non si ascolta più.

  15. Pietro scrive:

    … ma tu Jacopo da Lentini lo hai mai letto???

    L’ “amore e i colori della nostra terra”??? Ma hai idea della profondità filosofica dei suoi componimenti’??

    Dopo di che, non mi pare proprio che siano gli scrittori a oscurare l’immagine della Sicilia. A deturpare l’immagine della terra che amo come le mie viscere sono la monnezza di Cammarata, i brogli di Forza Italia alle ultime comunali e gli affari che fanno quattro mafiosicchi da niente che sembrano potenti solo perché i politici locali li appoggiano e si appoggiano su di loro.

    Prima di scrivere fesserie, pensaci meglio.

  16. Santo D'Alcamo scrive:

    Sicilia Bedda e poco conosciuta.
    Se è vero che più si conosce una creatura più si impara ad amarla, un peccato di accidia forse lo commettiamo tutti.
    Purtroppo noi la Sicilia non la conosciamo.
    Per imparare ad amarla la dobbiamo conoscere. E’ un esperienza che consiglio a tutti. Altrimenti l’amore che ci lega a questa terra gli altri non lo capiranno mai, e lo dico perchè sono uno di quelli che ha scelto di non andare via, ma di rimanere e lottare. Visitiamola la nostra terra, e scopriremo cose che non immagginavamo neppure.

  17. Totò scrive:

    Per quanto mi riguarda, nel mio piccolo cerco di rispettare.
    A non gettare la carta per terra, a parcheggiare ben bene, a ghiccare la munnizza nei luoghi e nelle ore d’uopo, a pagare il biglietto dell’autobù, a fare l’assistimato.
    Amunì sig. Micciché organizziamoci e andiamoci a spaccare le santissime corna a tutti chiddi che sono nimìci della contentezza, a tutti chiddi che sono vastasi e non arrispettano le regole.
    Io sono a disposizzione. Sto salando il nerbo.
    Si però am’a dari vastunate perché né con le palore né tantomeno con la politica si risolverà mai niente.
    Forse un po’ qualcosa si risolverà con la cultura ma n’ama a mettiri daccordo su chi av’a essiri il maestro.
    E comunque parlando di Sicilia e siciliani mi ricordo un detto che mi diceva mio nonno:
    ‘u Signuri duna ‘u pani a cu’ un havi i denti.

  18. vasistas scrive:

    Mah!

  19. Paolo scrive:

    W la Sicilia e i Siciliani. Difficilmente (Onorevole) non saremo i protagonisti del futuro dell’intero Paese.
    “Simmu troppu fotti e troppu intelligenti”.
    Au revoir e alla prossima

  20. lino scrive:

    che sta sicilia sia bedda ho qualche dubbio

  21. Nonna é-blogger scrive:

    Gentile sottosegretario Miccichè
    Concordo solo in parte con quanto lei scrive in questo post. Nulla quaestio sulla bellezza della Sicilia. Nulla quaestio nemmeno sul fatto che l’Isola ha dato i natali a grandi uomini di scienze, cultura e spettacolo. Il susseguirsi di tante dominazioni ha reso la nostra terra unica al mondo, ma queste enormi potenzialità sino ad oggi non sono mai state sfruttate adeguatamente per creare una vera industria del turismo, mortificate anche da una mentalità poco imprenditoriale dei siciliani. Detto ciò, però tengo a sottolineare che a tarpare le ali alla Sicilia non sono né le fiction che rappresentano, spesso in chiave troppo semplicistica, la mafia, né i romanzi che “hanno il triste grigio sfondo di ammazzatine e loschi affari”. Io ritengo che a mortificare il fiero popolo siciliano siano invece, sempre più spesso i boiardi di stato e i politici che definisco dell’“arraffo tutto”. C’è fra loro un delirio di onnipotenza che farebbe impallidire i più navigati fra i vecchi democristiani. L’obiettivo primario dei politici di oggi non è quello di governare saggiamente, ma di assommare incarichi, e naturalmente, percepire sempre più compensi. Senza il minimo pudore. Stesso copione anche per quei pochi privilegiati che vengono scelti a dirigere enti e aziende regionali. Sono sempre gli stessi, un gruppo di “eletti”, come se fossero degli scienziati. Ma, mi chiedo, come si può dare il massimo sedendo contemporaneamente su diverse poltrone? E proprio oggi contro i deputati dell’“arraffo tutto” ha tuonato il presidente della Camera Fini sottolineando che si è al limite dell’indecenza: “Fare insieme il presidente della provincia, il sindaco e il parlamentare – ha rilevato il presidente Fini- significa abusare della fiducia degli italiani. Che non hanno l’anello al naso”. Ebbene, sottosegretario intervenga su questo problema che in Sicilia, forse, sta toccando punte sempre più inquietanti.
    Un saluto a tutti gli é-blogger

  22. siculonelcuore scrive:

    Ohi Ohi….tutti sicilianisti sono i nostri politici…Ohi Ohi…amano la nostra terra…mmm…ma da sempre l’hanno amata…e si vedono i risultati…FATECI UNA CORTESIA LAVORATE E LAVORATE SUL SERIO, LA GENTE E’ STANCA, TANTO STANCA. e’ STANCA DI MORIRE SOTTO LE PROPRIE CASE, E’STANCA DI EMIGRARE, E’STANCA DI SENTIRE PARLARE DI PONTE SULLO STRETTO, E’ STANCA DI VEDERVI SORPASSARE CON LE AUTO BLU IN MODO VERGOGNOSO, E’STANCA DI VOTARVI PER LE VOSTRE POESIE E PROMESSE DI PINOCCHIO, E’STANCA DI QUEL VISCIDO NANO CHE DAL GOVERNO PROMETTE AI SICILIANI DI DIVENTARE ITALIANI AL 100% CON UN CACCHIO DI PONTE GIA’ AFFIDATO ALLA MAFIA, E’STANCA STANCA STANCA DEI PRIVILEGI A VOI INUTILMENTE CONCESSI E’STANCA DI UN GOVERNATORE CHE PROMETTE DI ATTUARE INTEGRALMENTE LO STATUTO SICILIANO E POI FA IL DIPLOMATICO RAGIONEVOLE…SI DEVONO SBATTERE I PUGNI SUL TAVOLO (DI COSA SI SPAVENTA DI TERMINARE LA SUA CARRIERA POLITICA?LA TERMINERA’ COMUNQUE, ALMENO POTRA’ESSERE RICORDATO COME UN VERO PRESIDENTE !……..DATEVI UNA MOSSA PRIMA CHE SCENDA IN PIAZZA IL POPOLINO….QUELLO CHE NON HA PIU’ NULLA DA PERDERE.

  23. siculonelcuore scrive:

    MA L’ONOREVOLE MICCICHE’ NON SI DEGNERA’ NEANCHE A RISPONDERE AI NOSTRI COMMENTI……LUI LAVORA. :(

  24. Giuseppe scrive:

    VERGOGNA a CATANIA:La cosa più scandalosa che mi sia successa è vedere un deputato P.L della corrente del sen Fi che ha fatto di tutto per far cessare l’attività ad un imprenditore che dava lavoro a più di 60 padri di famiglie solo perchè alle regionali ha votato MPA e non ha votato lui. Vergognati onorevole che non hai mai lavorato nella tua vita e che non conosci altro che la sete del potere e l’odore dei soldi. Ma ricordati una cosa importante, la ruata gira per tutti…sei diventato deputato a 60 anni dopo una vita da porta borse, dopo qualche anno all’ARS la gente che non ti conosceva a conosciuto lo squallore della tua persona e può rimandarti a casa. Prega tutte le notti che il senatore che ti porta i voti campa ancora…

  25. SANTINO scrive:

    La Sicilia è una.. frana
    In tutti i sensi
    FRANA la fiducia alla politica
    FRANA la speranza di un lavoro
    FRANA la giustizia
    FRANA il diritto a vivere
    FRANA la scuola
    FRANA l’assistenza ai piu’ deboli
    FRANA il ritiro dei rifiuti
    FRANA la condotta idrica
    La verita’ è che i nostri padri e i padri dei nostri padri,e i padri dei padri dei nostri padri,non hanno mai pensato di fare un popolo,un vero popolo.
    Ognuno pensa per se stesso,al resto c’è “a comune”.

  26. il ribelle scrive:

    Onorevole, invece non rispondere a chi sa solo prendersela col gooverno ladro PUNTO E BASTA. falli spuare

  27. SANTINO scrive:

    La PROGRESS , l’unica compagnia siciliana ,di assicurazione…chiuiu

  28. lino scrive:

    Quoto santino 25

  29. siculonelcuore scrive:

    @ribelle se non hai lamentele significa che sei complice del malgoverno o ci mangi pure tu, ormai è questa la realtà. . .tutti sicilianisti ma nessun risultato….perchè ? perchè non sono sicilianisti ovvio…

  30. alessandro scrive:

    Ca zappa zappa la sua vigna ca buona la zappa buona la vendemmia,.I siciliani sono grandi lavoratori
    che dio benedica questa meravigliosa terra,che gli amministratori di qualsiasi colore politico facciano la sua volontà

  31. francesco scrive:

    nuova nota su pagina facebook del gruppo Pdl-Sicilia Ars

    Divario Nord-Sud? E’ tutta colpa del QI. Si come no, gli asini adesso volano!

    Divario Nord-Sud? E’ tutta colpa del QI.
    Avete capito bene, secondo una ricerca curata dal professor Richard Lynn, docente emerito di psicologia all’università dell’Ulster a Coleraine, e pubblicata nell’ultimo numero della rivista scientifica ‘Intelligence’, dal titolo è: ««In Italy, north-south differences in IQ predict differences in income, education, infant mortality, stature and literacy» («Le differenze nel QI tra nord e sud Italia corrispondono a differenze nel reddito, educazione, mortalità infantile, statura e alfabetizzazione») il sud Italia è meno sviluppato del nord perchè i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali. Anzi, mentre nel nord Italia il quoziente intellettivo è pari a quello di altri Paesi dell’Europa centrale e settentrionale, più si va verso sud, più il coefficiente si abbassa. La causa è “con ogni probabilità” da attribuire “alla mescolanza genetica con popolazioni del Medio Oriente e del Nord Africa”.
    Lynn liquida secoli di studi sulla questione meridionale teorizzando che al pari della statura, dell’istruzione e del reddito, da nord a sud l’intelligenza media della popolazione scenda fino a toccare il punto più basso in Sicilia. I più intelligenti d’Italia, secondo Lynn, sono concentrati in Friuli.
    Nello studio pubblicato da ‘Intelligence’, si afferma che “il grosso della differenza nello sviluppo economico tra nord e sud può essere spiegato con la variabilità dell’IQ” e che, in sintesi, nel sud Italia la qualità del cibo è più scadente, si studia meno, ci si prende meno cura dei figli e che almeno dal 1400 il Meridione non partorisce “figure di spicco” nelle arti e nella politica.
    Infatti è risaputo che don Luigi Sturzo, Antonio Gramsci, Aldo Moro, Giordano Bruno, Luigi Pirandello, Edoardo de Filippo, Totò, Salvatore Quasimodo, ma anche Gian Lorenzo Bernini, Renato Guttuso, Renato Dulbecco, Grazia Deledda, solo per non dilungarci troppo, sono nati e cresciuti nel profondo nord Italia.
    Ma forse è solo un caso che la maggioranza dei laureati nelle due più prestigiose università italiane, la Luiss di Roma e la Bocconi di Milano, sono ragazzi del Sud; la fuga all’estero dei migliori cervelli che nella stragrande maggioranza dei casi sono poveri ‘ignorantelli’ del Mezzogiorno? Uno scherzo del destino cinico e baro.
    Insomma una ricerca con solide basi teoriche e verità inconfutabili. Un esempio di buona ricerca sociale. Una cosa è certa, se è questo il risultato delle menti brillanti britanniche, allora non ci stupisce affatto che a volere maggiormente i nostri ricercatori sono proprio le università e gli istituti di ricerca d’oltre Manica!

    ecco il link della ricerca : http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6W4M-4X1R2WS-2&_user=10&_coverDate=02%2F28%2F2010&_rdoc=10&_fmt=high&_orig=browse&_srch=doc-info(%23toc%236546%232010%23999619998%231577821%23FLA%23display%23Volume)&_cdi=6546&_sort=d&_docanchor=&_ct=22&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=d3ac935d7ed314a1044f1c6695555e2e

  32. gianfranco miccichè scrive:

    Ringrazio il gruppo Pdl Sicilia Ars per la nota pubblicata, perchè mi ha portato a conoscenza di un qualcosa di talmente sconvolgente da essere ridicolo. E infatti sono qui che me la rido a pensare alle grandi menti britanniche, che non hanno di meglio da fare che partorire verità assolute di assoluta stupidità. Basta, nessun commento, nessuna controreplica! Del resto è la storia della nostra terra, fatta da conterranei straordinari, che controreplica e dice contro ogni presunta, STUPIDA evidenza del contrario che l’unica cosa in cui queste menti eccelse d’oltre Manica dovrrebbero impegnarsi è la ricerca di un minimo di serietà

  33. scirocco scrive:

    Come no, Micciché. Arte, cinema e letteratura dell’isola che altro hanno da essere, se non l’ufficio stampa&propaganda dell’azienda di soggiorno e turismo?
    E quelli più bravi, magari, li mandiamo a realizzare i fotovideo e a scrivere i testi per Italia.it, sezione Sicilia. Casting by Brambilla?

  34. Pietro scrive:

    Lettera per l’On. Presidente Gianfranco Miccichè.

    Note di riflessione:

    On. Presidente Gianfranco Miccichè, sono il presidente del Comitato Salviamo le nostre case Sicilia.
    Ad oggi sono trascorsi circa 5 anni da quando lei aveva deciso di aiutare i cittadini coinvolti in questa sciagura terribile.

    La Magistratura di Palermo nel Marzo del 2004 ha messo sotto sequestro!! Alcune abitazioni di cittadini Palermitani, capo d’imputazione la “lottizzazione abusiva” , disperati, per tale motivo ci siamo rivolti allo studio legale del Prof. Corso, persona molto esperta in materia di urbanistica, infatti abbiamo avuto una relazione attestante l’unica soluzione logica al problema, (Riferimento temporale fissato al 01/10/1983 della legge Regionale 47/85, art 14.)
    Ti prego rispondimi, grazie.

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