A difesa di Termini

produzione_fiat

Post di Pietro Vazzana (consigliere provinciale  Pdl Sicilia)

 

Dalla cronaca di questi giorni emerge chiaramente che la dirigenza Fiat ribadisce la ferma volontà di sospendere la produzione di auto a Termini Imerese.

Con rammarico riscontriamo che lo scenario che viviamo vede di fronte da un lato un’azienda storicamente assistita dallo Stato, che ora scopre la velleità di inseguire logiche imprenditoriali, di puro profitto, rivelando una straordinaria abilità nell’incassare profitti, facendo ricadere le passività sulla collettività, e chvie dopo quaranta anni di sussidi pubblici e di devastazione irreversibile di un territorio tra i più belli della Sicilia scopre paradisi esteri di lavoro a basso costo. Alla faccia dell’etica d’impresa!

Dall’altro lato i lavoratori, che con grande dignità e coraggio difendono con forza il mantenimento del proprio posto di lavoro.

Si lotta per la sopravvivenza di un intero comprensorio, per le generazioni attuali e per quelle future. La mobilitazione governativa e, soprattutto, quella del Santo Padre di questi giorni, in favore dei lavoratori è la conferma del valore della forza lavoro siciliana, della necessità di continuare ad investire su Termini Imerese e delle enormi ricadute sociali che il problema rappresenta.

Ora più che mai è fondamentale che si completino le infrastrutture dell’area in tempi rapidi, rendendo così più competitivo e appetibile agli investitori esterni il nostro sito industriale.

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12 Commenti a “A difesa di Termini”

  1. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

    Dalla cronaca di questi giorni emerge chiaramente che la dirigenza Fiat ribadisce la ferma volontà di sospendere la produzione di auto a Termini Imerese….

  2. www.upnews.it scrive:

    A difesa di Termini Imerese…

    Dalla cronaca di questi giorni emerge chiaramente che la dirigenza Fiat ribadisce la ferma volontà di sospendere la produzione di auto a Termini Imerese….

  3. stefania scrive:

    Il comportamento della Fiat e’ tollerabile solo in questa Italia e al Sud.
    La Fiat chiude e investe all’estero.
    Mi piace la determinazione di Scajola.
    In Sicilia si devono produrre auto, perche’ se perdiamo perdiamo tutti.
    C’e’ una Sicilia inca..ata con il mondo intero e soprattutto con la Fiat. Del resto chi avrebbe il coraggio di difendere l’azienda, dando cosi’ torto alle legittime aspettative dei lavoratori?
    Non si e’ capito piu’ nulla in Italia. I doveri diventano diritti ed i diritti sono diventati una aspettativa religiosa.
    La Fiat ha raggiunto il suo scopo, l’importante e’ che non pensi di averne altri, quantomeno in Sicilia.
    E siccome siamo buoni e laboriosi prenderemo questa ulteriore sfida come segno delle nuove e concrete occasioni.
    Certo rimane fino all’ultimo vigente quel grande principio naturalistico ed esistenziale che “Supra u ‘nfame ci voli u ‘nfamuni”.
    La nostra battaglia terminera’ solo quando i lavoratori saranno tranquilli. Quella e’ la nostra vittoria.

  4. polli scrive:

    @stefania commento dell’ 11 febbraio 2010 ore 12,57.
    Del Suo commento condivido che in Italia i doveri diventano diritti ed i diritti sono diventati una aspettativa religiosa e la premessa che non si è capito più nulla in Italia.
    Secondo me quanto citato avviene anche grazie a politici come a Miccichè e come a Lombardo che governano in Sicilia senza una mera maggioranza visibile.
    Coincide che si sente parlare di chiusura della FIAT a Termini Imerese da quando non vi è la maggioranza eletta alle scorse elezioni regionali.
    Inoltre non s’ evince una politica che dice si deve fare di tutto per fare restare la FIAT, anzi ogni occasione è buona, per parlare di una ipotetica alternativa.
    Pertanto non escludo che i nostri marpioni politici abbiano altri interessi, alternativi a FIAT a Termini, da prima che FIAT decideva di chiudere.

  5. francesco scrive:

    OFF POST

    SICILIA: ANCHE IL PDL-SICILIA ALL’ARS SBARCA SU FACEBOOK. RUBRICA ‘COSA NE PENSATE’ SU PIANO CASA

    Palermo, 10 febbraio 2010 – “Da oggi anche noi siamo su Facebook (gruppo Pdl-Sicilia Ars). E lo facciamo per offrirvi un servizio: fare conoscere in tempo reale tutte le nostre iniziative parlamentari e politiche affinché possiate valutarle nel merito e anche proporci dei preziosi suggerimenti nella rubrica: cosa ne pensate?”. Questo il messaggio di benvenuto che si legge nella pagina di Facebook del gruppo Pdl-Sicilia dell’Assemblea regionale siciliana
    “Il Pdl-Sicilia all’Ars – si legge nella sessione chi siamo – è nato per garantire alla nostra regione governabilità e stabilità per avviare una grande stagione riformista che accompagni la Sicilia fuori dalle secche della stagnazione economica e sociale. Il nostro ruolo è chiaro: stimolare il governo e la maggioranza parlamentare affinché tutti i provvedimenti normativi siano funzionali allo sviluppo della nostra Terra. I cittadini siciliani ci hanno votato per questo ed è nostro dovere non disattendere il loro volere. Il nostro impegno e costanza saranno massimi”.
    Poi, la prima rubrica ‘cosa ne pensate?’ sul disegno di legge sul Piano Casa: “Nei prossimi giorni all’Ars – si legge – entrerà nel vivo la discussione sul disegno di legge per il sostegno dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il cosiddetto Piano Casa. Non c’è dubbio che si tratta di una legge molto importante, soprattutto perché – aggiunge – darà una boccata d’ossigeno ad un settore che negli ultimi anni ha segnato il passo. Le linee guida sono semplici e chiare: l’aumento della metratura degli immobili ad uso abitativo può avvenire solo nel rispetto dell’ambiente, del territorio e con precisi standard di sicurezza. L’impianto generale della legge lo condividiamo, però – continua – riteniamo che sarebbe opportuno modificarne alcuni elementi per venire incontro alle esigenze di sviluppo dell’intero settore produttivo siciliano. In particolare, così come è previsto nei Piani casa di altre regioni d’Italia come Lazio e Marche, auspichiamo che l’ampliamento riguardi anche gli edifici non residenziali a destinazione industriale, artigianale, direzionale, commerciale e agricola Se vogliamo sostenere e incoraggiare la crescita delle attività produttive che operano in Sicilia, allora – sottolinea – dobbiamo predisporre misure volte ad agevolare il mondo del lavoro. Il Piano casa non deve essere solo un grande progetto di riqualificazione abitativa ma anche, se non soprattutto, uno strumento che aiuti nel concreto tutte le attività produttive ad espandersi per essere più competitive sui mercati globali”

  6. stefania scrive:

    E’ vero che se ci fosse “quella maggioranza” delle scorse elezioni non si parlerebbe oggi di Fiat. Ne sono convinta.
    La Fiat avrebbe gia’ chiuso. I lavoratori in appalto sarebbero a casa licenziati ed i lavoratori della Fiat effettivi sarebbero “sospesi” (?) dal lavoro a tempo indeterminato.
    Non voglio essere polemica Polli, assolutamente.
    Rispetto la tua idea, anche io ho la mia. Ciao.

  7. adriana scrive:

    off.topic
    riuscirò, a fare felice chi piange i loro cari.
    Il cimitero va a “Rotoli” « BlogSicilia | Palermo
    palermo.blogsicilia.it

  8. Marco scrive:

    Termini chiude solo per le scelte fi fiat, l’indoddo fu dimezzato nel 2003 per scelte di fiat, adesso cerca solo scuse per uscirsene decorosamente ma chi ci lavora sa tutta la verita’, che senzo ha avere un porto vicino oppure la ferrovia accanto, per poi imbarcare le macchine a catania?; la verita’ sta nel fatto che la fiat ha attinto enormi fondi senza mai dare garanzie occupazionali.
    Marchionne’ parla di sovracapacita’ ma poi compra la Bertone, fa accordi con la Serbia e con la Russia.
    Credete che un uomo che si contraddice una miriade di volte sia ancora credibile?, questo chiudera altri siti in Italia, per questo deve intervenire lo Stato nazionalizandola.

  9. Luigi scrive:

    Oggi ho sentito Pallante un esponente del movimento della decrescita che ha lanciato un’idea secondo me formidabile. Riconvertire il ciclo di Termini Imerese nella produzione di cogeneratori per edifici. Il principio è lo stesso dell’automobile,trasformare l’energia degli idrocarburi in elettricità e quindi in calore, solo che invece di montarlo su un’automobile questo motore sostituirebbe le nostre caldaie permettendoci un enorme risparmio.
    Pare che la fiat abbia già sperimentato tale sistema sin dal 1972 e che la Wolkswagen ne stia producendo in grandi quantità da immettere sul mercato.

  10. SERGIO scrive:

    Se avete un po di tempo leggetevi questo blog, fiat investe in Serbia mentre Termini chiude, alla faccia della sovracapacita’ tanto ostentada da Marpionne’.

    http://etleboro.blogspot.com/2009_09_01_archive.html

  11. Paolo scrive:

    Visto che in questi giorni gli operai della fiat di Termini Imerese hanno chiesto aiuto a Fiorello, mi permetto di fare fare una considerazione. Secondo tutti Voi se c’era in vita l’avvocato Agnelli succedeva tutto questo(?) Penso e sono convinto di no, in quanto in linea di massima (se non si poteva fare altrimenti, quindi nel peggiore delle ipotesi) avrebbe proporzionato i licenziamenti in tutto il Paese, quindi non penalizzando solo l’area di Termini Imerese, ma bensì avrebbe penalizzato con minore effetto più parti del Paese, (come del resto era ed è giusto fare, per attutire nei migliori dei modi quest’onda gigante di crisi che ha investito il mondo).
    Au revoir e alla prossima

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