
Dopo l’incontro di ieri e dopo le dichiarazioni e gli annunci susseguitisi in questi giorni, mi sembra inevitabile intervenire ancora sul caso Fiat.
Marchionne e i suoi emissari dicono di non volere gli ecoincentivi? Certo che non li vuole! Lui vuole i soldi diretti dello Stato, come accade in altre parti del mondo, perché sa di non essere stato capace a rendere Fiat competitiva ed è pertanto consapevole che di quegli incentivi potrà farsene ben poco, che moltissimi italiani li useranno per aquistare auto non Fiat; mentre gli incentivi che ricadranno su Fiat avranno comunque degli effetti estemporanei.
Montezemolo dice di non avere mai avuto un euro dallo Stato? Mente, o sapendo di mentire, oppure perchè non sa le cose. Mi sembra tuttavia improbabile che il presidente della Fiat non sappia quello che sanno pure i bambini di quinta elementare.
E sempre a proposito di incentivi, avanzo una mia proposta. Dato che il governo si è responsabilmente mostrato disponibile a dare a Fiat gli ecoincentivi, purchè essa non chiuda lo stabilimento di Termini Imerese e visto l’ammontare di questi benedetti incentivi (svariati milioni di euro), io propongo al mio governo di non dare nulla alla Casa torinese e di dare, invece, la metà di quegli stessi soldi alla Sicilia: il governo, in tal modo, risparmierebbe centinaia di milioni e noi Sicilia con quei soldi non solo assicureremmo il futuro agli operai di Termini, ma creeremmo sviluppo e altra occupazione. E Fiat può anche andarsene a fare auto in Polonia.
Infine, nell’annunciare la decisione di chiudere l’esperienza siciliana, dicono o fanno intendere di volere accompaganre alle loro condizioni la cosiddetta fase di transito. Vorrebbero, in sostanza, creare problemi anche sul dopo? Vogliono portarsi in Polonia le nuove tecnologie, così come la vecchia linea di montaggio utilizzata per assemblare le ypsilon? Vogliono, cioè, svuotare in tutti i sensi lo stabilimento? Non si permettano, non ci pensino nemmeno! Se ne vadano pure, ma consegnino alla Sicilia “le chiavi” dello stabilimento senza condizioni e senza quei condizionamenti che (l’abbiamo capito tutti) sono strumentali all’impedimento che a Termini un’altra azienda venga a fare macchine. Lo stabilimento di Termini Imerese e i suoi operai devono continuare a fare automobili, perchè questo è ciò che sanno fare. Vadano via, senza se e senza ma (casomai chiedano scusa per il disturbo); e ci lascino progettare in santa pace il futuro di una realtà industriale che è il cuore dell’economia siciliana e che non può arrestarsi per i pruriti e le teorie da super manager di Marchionne. Se Fiat ha proprio deciso di andarsene, ne prendiamo atto e non stiamo certo qui a strapparci le vesti. Ma nessuno si permetta d’intralciare i possibili percorsi alternativi che individueremo per quelle migliaia di nostre famiglie che oggi vivono nell’angoscia e nel terrore. Altrimenti, le prossime riunioni non le faremo nè al Ministero, nè a Palazzo Chigi, le faremo sotto casa di Marchionne.
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” io prpongo al mio governo di non dare nulla alla Casa torinese e di dare, invece, la metà di quegli stessi soldi alla Sicilia: il governo, in tal modo, risparmierebbe centinaia di milioni e noi Sicilia con quei soldi non solo assicureremmo il futuro agli operai di Termini, ma creeremmo sviluppo e altra occupazione.”
On.le,cosa intende quando dice di assicurare il futuro agli operai di Termini.?
Visto che la Sua proposta è di lasciare sul posto la linea di montaggio della y,cosa significa che gli operai produrrebbero quell’auto ? per conto di chi?
A meno che quella linea possa produrre ,riprogrammando i computers,altro tipo di vetture.In questo caso,avrebbero lo stesso la cassa integrazione.? E per conto di chi la produrrebero ?? Forse della Anonima Siciliana Automobili?
Perche no?
Se il problema é 800 euro di costo in piu’,per la produzione a Termini , il governo dia 800 euro di incentivo per ogni auto prodotta ,quidi la Y,SOLTANTO PER IL MERCATO ITALIANO. E soltanto per questo segmento di auto e non per altri.Per il mercato estero,Fiat adegui il prezzo alla concorrenza locale.
Per quanto concerne lo stampaggio : sportelli,cofani,tettucci ..e quant’altro , invece di farli venire dal continente,si potrebbero fare in Sicilia,con la partecipazione della Regione.Eliminando la prevista spesa dell’infrastruttura ,cioè l’adeguamento del porto,risultato inutile poiche’ per il mercato dell’est europa,risulta piu’efficiente imbarcare a Catania.
Sa mi pare difficile che fiat dia alla regione l’impianto senza portarsi la tecnologia,forse vi lasciano solo i capannoni.E poi voglio proprio vedere la bonifica che dovrà fare fiat per sistemare termini imerese per farla ritornare com’era un tempo,me lo voglio proprio vedere questo film.Io sono convinto che scaricherà tutto allo,stato e li sappiamo tutti come andrà ha fine la cosa.purtroppo il destino e segnato per termini imerese le auto elettriche saranno un flop non se li compra nessuno.Invece on. Gianfranco micciche se si produrrebbe macchine ad idrogeno allora avrebbe un successo mondiale.perché in Sicilia bisognerebbe cambiare tutto il parco macchine a benzina.Pensi alla grande possibilità se si realizzasse la prima industria a macchine ad idrogeno potremmo invadere il mercato con il prodotto targato made in sicily macchine costruite da siciliani sarebbe bello,peccato che questo resta un sogno perché la regione non ha il coraggio di investire in questo progetto innovativo.Quindi mi dispiace per le famiglie di termini imerese che secondo me entro la fine dell’anno avranno una bella sorpresa da fiat,cioè una bella lettera di licenziamento.Mi fermo qui avrei tanto da scrivere ma purtroppo so che e tutto inutile.La saluto on.Gianfranco Micciche.
Finalmente di coglie il problema nella sue essenza, “La Fiat” il più grande carrozzone che la politica Italiana, abbia potuto creare e che anchè la seconda repubblica ha contribuire a mantenere nel suo status quo, stiamo attenti ai guai che uno come Montezzemolo possa fare nell’entrare in politica, un ritorno alle logiche della politica da prima repubblica
parole, parole, parole…
FUORI MARCHIONNE’ DALLA FIAT DENTRO LO STATO, NAZIONALIZATE LA FIAT PRIMA CHE CHIUDA ALTRI STABILIMENTI, ORMAI QUASI TUTTA LA PRODUZIONE VIENE FATTA IN POLONIA SU TRE TURNI; IN SERBIA SI ASSUMONO MILLE DIPENDENTI, IN ITALIA SI FA GIG OPPURE SI CHIUDE, FERMATELI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI, STI RICATTATORI, ORMAI NON GLI INTERESSA PIU’ L’ITALIA.
IN ALTERNATIVA FATE ENTRARE ALTRI MARCHI, COSA CHE LA FIAT NON HA MAI PERMESSO; DATE ALLE ALTRE CASE AUTOMOBILISTICHE LA STESSA CIFRA MESSA SUL TAVOLO CON IL PATTO CHE MANTENGA SIA L’OCCUPAZIONE CHE UN FUTURO PER I GIOVANI.
veramente ridicolo caro on.le micci…chi??? da perfetto ignorante delle dinamiche economiche e di mercato (ancora non ho capito dove ha conseguito la laurea e la specializzazione in materie economiche) si permette di dare giudizi su persone che non conosce e che a differenza sua hanno sempre lavorato e raggiunto risultati brillanti. infatti si vede la soluzione proposta dal nostro caro onorevole che vorrebbe gestire la metà dei fondi destinati agli incentivi. e qui comincia la barzalletta: “L’esecutivo risparmierebbe così centinaia di milioni e noi in Sicilia con quei soldi non solo assicureremmo il futuro agli operai di Termini, ma creeremmo sviluppo e altra occupazione”. ma quando mai è successo in sicilia e nelle sue mani che i fondi pubblici abbiano creato sviluppo e ocupazione??????? ma mi faccia il piacere dichiari il suo fallimento e se ne torni a casa, questo si che forse creerebbe sviluppo e occupazione.
onorevole, sono perfettamente daccordo con lei!
Fiat non ha nessun diritto di blaterare e lamentarsi BASTA!
Salviamo gli operai e rendiamo la sicilia migliore per farlo serve tanta volontà di lavorare (ed ai siciliani,losa, non manca) e che la classe politica abbia una presa di coscienza e si assuma le responsabilità invertendo la tendenza che è durata fino ai giorni nostri!
Noi giovani vogliamo lavorare, vogliamo essere produttivi e vivere sereni!
Non è questa la Sicilia che sognavo!
Ho 23 anni e non è giusto che non possa avere nessuna prospettiva di realizzazzione familiare/personale solo perchè non c’è laovor!
Lo dica al suo collega Brunetta che non siamo solo bamboccioni!
Ma voi istituzioni metteteci nelle possibilità di poter camminare da soli.
Saluti
AndreaSeguace
Se mai ne avessimo avuto bisogno questa è un’altra prova di come siano davvero in tanti i deputati siciliani che poltriscono in parlamento.
Ecco perchè il “Progetto Miccichè”, partito, movimento, pdl berlusconiano che sarà rappresenta per i Siciliani l’unica vera opportunità.
Dove sono gli autonomisti, dove sono i difensori della libertà, dove sono i grandi politici difensori della loro terra?
Ricordate….”a casa i parrucconi”?
Ebbene, questa terra ha troppo bisogno di “Politici Ribelli” e non si può certamente stare a guardare difronte a tanta disaffezione.
HA RAGIONE PRESIDENTE MICCICHE’, che vadino via questi della Fiat, ma dall’Italia, dato che anche noi siciliani, haimè, siamo italiani. E’ questo che deve pretendere il governo nazionale, è questo che devono pretendere i nostri “eroi siciliani” in parlamento.
Per quanto tempo si può consentire di calpestare la dignità di chi come noi offre ospitalità, sacrificio, gli abbiamo regalato pure l’aria pulita e poi per false questioni di economicità si dimenticano i secoli nei quali hanno vissuto alle spalle dei contribuenti e ci lasciano da soli a “bonificare” il nostro territorio.
Serve davvero cominciare ad amare questa terra e Lei Presidente può essere il volano, Le basta continuare a lottare come ha fatto fino ad oggi, contro tutti e a favore dei tantissimi siciliani onesti. Buon lavoro
Michele Mancuso
Ancora in Italia ne circolano in prevalente maggioranza auto FIAT.
FIAT che ha dato e da lavoro in tutta Italia oltre che all’ estero ovviamente.
Il grande problema dei lavoratori di Termini Imerese.
Caso vuole che coincide con il governo regionale Lombardo ed il governo Berlusconi, la presa di posizione della FIAT di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese.
Cos’ è accaduto veramente nessuno lo sa oltre ai politici alti.
Se la FIAT ha bisogno di aiuto per mantenere in piedi l’ azienda ed i posti di lavoro, lo stato glielo deve dare.
Se un imprenditore con sede centrale fuori dalla Sicilia, decide di aprire una sede in Sicilia ed un giorno decide di chiuderla, è suo diritto prendersi la sua attrezzatura.
Personalmente in senso generale ho stima ed ammirazione, per i politici di alto livello, i magistrati ed ogni persona che abbia raggiunto una certa distinzione sociale.
Tuttavia, coincide, con l’ incremento dei magistrati in politica e con la cosidetta seconda repubblica, la grande crisi politica – economica – sociale, in Italia.
Secondo me negli ultimi venti anni si è formata la classe politica peggiore dal dopoguerra.
Berlusconi sostiene, incredibilmente, che vi sono stati dove si sta peggio dell’ Italia.
Non si rende conto che fino a circa quindici anni fa, l’ italia ha rappresentato uno dei primi sei – sette stati al mondo, per benessere.
Secondo me il governo deve aiutare la FIAT facendo di tutto per andarle incontro e risolverle i problemi di sua competenza.
Inoltre particolarmente, in Sicilia si devono riattivare le chiamate a tempo determinato nella pubblica amministrazione tramite i centri per l’ impiego, di norma previste.
Oppure la magistratura deve dichiarare una volta per tutte che vi è una mafia che gestisce, cessioni di servizi pubblici e controlla le relative assunzioni, per fini economici ed elettorali.
@8 pippo g
La esternazione fatta dall’onorevole Micciche’,ha scosso anche me.Queste parole andrebbero bene se ci fosse o ci fosse stato in Sicilia,una classe dirigente capace di programmare sviluppo.Purtroppo la storia della politica siciliana ci insegna che questa terra ha prodotto politici “manciatari”,gente messa a quel posto ,esclusivamente per il propio interesse.
Ritengo l’on. Micciche’( ma potrei sbagliarmi )un furbacchione,uno stratega,un politico di razza,…ma mai un ladro ed un manciataru.
Allora mi chiedo,questa esternazione è provocatoria ??
Vuole l’onorevole saggiare chi sono in questo blog i veri “liberi” o chi i soliti adulatori??
Comunque , faccio notare ,il Suo commento,seppure avverso ed in parte offensivo,comunque dicevo è stato pubblicato.
Se Lo chiede il perche’.
Concludo dicendo che a delle proposte occorre rispondere con altre proposte,altrimenti non si cresce.
BUONA DOMENICA ,e andate a Messa.
All’ on. Miccichè avevo fatto qualche tra le quali la seguente: perchè quando è stato presidente dell’ars non si è adoperato, per effettuare gli adempimenti procedurali di Sua competenza finalizzati all’ istituzione di una Alta Corte in Roma, nel rispetto dello statuto regionale siciliano.
Quanto scritto dall’ on. Miccichè non chiarisce se alla sede FIAT di Termini Imerese sono state chieste regolarmente le imposte previste dall’ articolo 37 par. 2 ) dello statuto regionale siciliano.
Pertanto non è possibile dare un contributo oggettivo ad alcuno perchè sono molte le cose che non conosciamo della vicenda FIAT.
Non sappiamo il ruolo quotidiano dei sindacati rispetto alle buste paga dei lavoratori che, secondo me di sicuro nell’ ultimo quinquennio in particolare hanno accumulato somme non corrisposte da FIAT Italia.
Queste cose sono importanti da sapere per farci un idea sulla potenziale corruzione in ambito FIAT Italia – politica – sindacato – istituzioni – tribunali.
” veramente ridicolo caro on.le micci…chi??? da perfetto ignorante delle dinamiche economiche e di mercato (ancora non ho capito dove ha conseguito la laurea e la specializzazione in materie economiche) si permette di dare giudizi su persone che non conosce e che a differenza sua hanno sempre lavorato e raggiunto risultati brillanti. infatti si vede la soluzione proposta dal nostro caro onorevole che vorrebbe gestire la metà dei fondi destinati agli incentivi. e qui comincia la barzalletta: “L’esecutivo risparmierebbe così centinaia di milioni e noi in Sicilia con quei soldi non solo assicureremmo il futuro agli operai di Termini, ma creeremmo sviluppo e altra occupazione”. ma quando mai è successo in sicilia e nelle sue mani che i fondi pubblici abbiano creato sviluppo e ocupazione??????? ma mi faccia il piacere dichiari il suo fallimento e se ne torni a casa, questo si che forse creerebbe sviluppo e occupazione ”
COMMENTO DA APPLAUSO !!!
P.S. MICCICHì ? …NON HA MAI PRESO LA LAUREA !
miccikè e lombardo… due facce della stessa medeglia
fiat voluntas…di berlusca
Un grande errore ha fatto Marchionne. Parlare di scelta irreversibile.
Se ne vadano via, ma concordo con Gianfranco non si permettano di dettare condizioni dopo tutti i finanziamenti anche finalizzati che hanno ottenuto e che dovrebbero restituire.
Non vogliono lasciare la tecnologia??
Dinanzi a siffatta intelligenza rimaniamo senza parole.
Ci hanno fregato…
Marchionne, Montezemolo… zitti.
Noi abbiamo la forza della giustizia, dei siciliani e della Sicilia intera.
In questa guerra – se la volete fare – noi non abbiamo nulla da perdere ma solo da conquistare… e VOI?
Caro Micciche,
non faccia falsa informazione pero’ per favore,
Montezemolo ha detto che da quando loro (lui e Marchionne) sono a capo della Fiat (ndr giugno 2004) non hanno ricevuto finanziamenti da parte dello Stato, cosa VERA e innegabile: a meno che non le piaccia fare tanto qualunquismo come piace alla lega per un suo ritorno con luoghi comuni basati su falsità. Finanziamenti quindi MAI avuto da Fiat dal 2004 e al contrario magari di quanto accaduto all’estero in favore di marchi stranieri peraltro (Germania per Volkswagen o Francia per Renault o Psa) dove invece si è persino aggirato qualche legge Europea che lo vieta, facendo entrare un Land tedesco in socio quota con VW.
Infine sugli incentivi, Lei sa benissimo che questo NON è un finanziamento alla FIat, bensi un finanziamento al rinnovo del parco auto che viene elargito dallo Stato a TUTTO il mercato, quindi anche gli altri marchi stranieri che vendono auto con basse emissioni, chiaramente FIat ha il 30% della quota nazionale di vendite per cui ha una quota maggiore… ma anche qua.. perchè lei non dice che questi incentivi sono presenti in Francia, in Germania e altrove dove le Aziende Nazionali hanno il 60% e l’70% del mercato nazionale????
E quindi è ben piu finanziata all’estero la loro industria nazionale che non la FIat in Italia..
il vero male, che nessuno dice perche scomdo elettoralmente e quindi anche da lei caro sig Miccicche, è che proprio guardando questi numeri si capisce benissimo che sono gli italiani che sono il popolo PIU ESTEROFILO del mondo, dove appena il 30% della quota dei loro prodotti viene acquistata, quando altrove in altri paesi produttori, Germania, Francia, Giappone e anche Usa, questa quotea va oltre il 50%-70% e persino 90% come in Giappone:
Se gli italiani comprassero piu auto italiane, sicuramente oggi non saremmo a questo punto, ma so che è difficile dirlo..
Dalla cronaca di questi giorni emerge chiaramente che la dirigenza Fiat ribadisce la ferma volontà di sospendere la produzione di auto a Termini Imerese.
Con rammarico riscontriamo che lo scenario che viviamo vede di fronte da un lato un’azienda storicamente assistita dallo stato, che ora scopre la velleità di inseguire logiche imprenditoriali, di puro profitto, rivelando una straordinaria abilità nell’incassare profitti, facendo ricadere le passività sulla collettività, e che dopo quaranta anni di sussidi pubblici e di devastazione irreversibile di un territorio tra i più belli della Sicilia scopre paradisi esteri di lavoro a basso costo. Alla faccia dell’etica d’impresa !
Dall’altro lato i lavoratori, che con grande dignità e coraggio difendono con forza il mantenimento del proprio posto di lavoro.
Si lotta per la sopravvivenza di un intero comprensorio, per le generazioni attuali e per quelle future. La mobilitazione governativa e, soprattutto, quella del Santo Padre di questi giorni, in favore dei lavoratori è la conferma del valore della forza lavoro siciliana, della necessità di continuare ad investire su Termini Imerese e delle enormi ricadute sociali che il problema rappresenta.
Ora più che mai è fondamentale che si completino le infrastrutture dell’area in tempi rapidi, rendendo così più competitivo e appetibile agli investitori esterni il nostro sito industriale.
Pietro Vazzana
consigliere provinciale
La Fiat non ha avuto finanziamenti????
Vuoi vedere che ora 270 milioni di euro fra contributi e finanziamenti se li sono presi i siciliani?
E comunque non e’ questo il punto.
La tecnologia se vogliamo gliela prendiamo, TRANQUILLAMENTE.
Pensino a continuare a fare le autovetture bene, senza sconti per la sicurezza pensando solo al profitto.
Che cosa pensavano? Di abbandonare lavoratori, famiglie, bambini allo sconforto?
No.. no. La morale gliela insegniamo noi se non ce l’hanno loro.
Forse non la capiranno mai, ma della qual cosa in fondo, ci interessa poco.
Ci interessa maggiormente delle sorti di queste famiglie monoreddito che non potranno piu’ mantenere ai figli una vita decente. Ci interessa di piu’ la crisi familiare che queste famiglie vivranno ingiustamente e che non potra’ che ripercuotersi nel loro stato d’animo.
Ci interessano di piu’ le liti a cui dovranno assitere i figli perche’ come si suol dire “senza soldi non si canta la messa” e non si parla di Dio.
Ci sara’ qualcuno piu’ grande di noi a cui dovranno rendere conto per l’insensibilita’ dimostrata, per la cattiveria e la superbia manifestata.
Da noi si dice : “Si chiude una porta e si apre un porticato”.
Vedremo… sono diventati americani ma il loro cuore e’ sempre in Italia.
Nella loro Torino, dove penso che almeno il 40% sia di origine siciliana o quantomeno del sud.
La verita’ su di loro?
Evitiamo di dirla.
Sul caso FIAT ma non solo, la cosa che non riesco a comprendere e perchè si arriva sempre nella fase di emergenza e di inreversibilità del problema. L’emergenza determina il bisogno estremo e questo è sempre stato un fattore determinante nel consenso che ha prodotto, forse per questo. Il sistema economico e industriale è radicalmente cambiato, le aziende non riescono più a stare sul mercato con gli aiuti pubblici(sempre ammesso che ci siano le risorse). Oggi il mercato dell’auto ha un’eccedenza di produzione che si aggira intorno al 20-30%, in questa situazione diventa evidente che resterà in piedi solo chi produce in qualità ed economicità, dove erano i politici e i sindacati quando la FIAT trasformava Termini da azienda di produzione in azienda da assemblaggio di componenti costruiti fuori? Perchè le uniche condizioni che poteva consentirci di restare competitivi, ricerca e innovazione non sono stati mai presi in considerazione, perchè non sono stati messi paletti chiari agli aiuti dati negli anni ponendo innovazione, ricerca, efficienza-costruzione e sviluppo come condizioni per gli aiuti? Il pensare all’inamovibilità di un sistema è stato il pensiero unico della politica, il considerare che sempre e comunque si sarebbe arrivato cosi come nei tempi passati ad una situazione accettabile anche se fuori dal mercato e i soldi pubblici era la panacea di tutti i mali. E ora che facciamo??!!!!!
Antonello, i nostri predecessori hanno solo pensato a riempirsi la pancia, ad ingrassare.
Ogni tanto rilasciavano qualche mollica che gli affamati correvano a mangiare, riconoscenti.
Non pensiamo piu’ al passato, i rimproveri, le accuse non servono a molto.
Ci vuole piu’ orgoglio e piu’ competenza oggi.
Oggi non ci possiamo piu’ permettere il lusso di indietreggiare. Perderemo e perderemmo ancora.
Non ne possiamo piu’ avere miseria in Sicilia.
Non ci riprenderemmo piu’. Guardiamo al futuro perche’ le energie non ci mancano e soprattutto noi siciliani siamo onesti.
Non lo so dove erano i “protagonisti” prima.
Non mi interessa nemmeno saperlo. Oggi io vivo e mio figlio vivra’ domani. Iniziamo da oggi a combattere. Chi e’ con noi e’ gradito. Chi ci tradisce non ci merita.
La mia non è una rassegnazione, forse un pò di scetticismo, ma quello che affermo sopra è semplicemente una costatazione, un’analisi del sistema. Un politico pensa all’immediato, all’oggi. Uno statista pensa alle generazione future non è mia questa frase ma di De Gasperi uno statista che operava in politica. Lo statista è consapevole di scelte impopolari che incidono negativamente sul consenso. Qualcuno mi indica questo statista? potrei esservi grato.
Antonello, non credo che ce ne siano dinanzi ai nostri occhi.
Io mi sento tranquilla solo perche’ c’e’ Napolitano.
Pensa tu! La mia unica speranza e’ che, se e quando i nostri politici daranno segni di squilibrio serio, Napolitano sciogliera’ le Camere.
Non e’ che la pensiamo diversamente io e te.
Pero’, come diceva Groucho in Dylan Dog… “dicono oggi che non esistono piu’ gli ideali. Beh! inventatene uno e credici.”
Il mio commento di ieri è stato tolto (ma non era né volgare né scurrile né incivile): forse la verità fa male? Forse non è conveniente lasciar sapere che c’è qualcuno che ritiene che la campagna politica che si sta facendo su Termini I. è ipocrita, ignorante, qualunquista?
Che vergogna, ministro. Ma si rilegga quello che ha scritto nel blog. Ma si vergogni.
VOLEVO ESPRIMERE LA MIA INDIGNAZIONE PER LA VERTENZA FIAT DI TERMINI, NON SI PUO ACCETTARE IL PATTO CHE HA FATTO LO STATO CON MARCHIONNE’, SIA SCAJOLA CHE CASTELLI NON HANNO CAPITO CHE STANNO GIOCANDO UNA PARTITA CON UN UOMO CHE NON HA PIU’ CREDIBILITA’, LA CHIUSURA IN CAMBIO DI UN AUMENTO DI PRUDUZIONE IN ITALIA; POVERI ILLUSI.
Vi voglio raccontare una favola. La favola di una nazione che aveva un dominio produttivo assoluto non paragonabile ad un monopolio essendo quest’ultimo cento volte maggiore. Questo dominio era dato dalla produzione di semplici orologi e la nazione si chiama Svizzera. Stavano immobili convinti che nulla e poi nulla avrebbero scalfito il loro dominio, bighellonavano nella tradizione certi dell’immutabilità delle cose. Ma!!! Un giorno si scopre che qualcuno era andato avanti nel tempo e mentre loro confezionavano patacche, gli altri con nome come CASIO avevano scoperto la novità, non fatta di design, ma di semplice tecnica ed efficienza superando l’estro la fantasia e lo stile retaggio dei paesi europei. furono anni di lacrime e sangue.
Ora leggo che Termini è circondata da cordate d’imprenditori che vogliono sostituirsi e costruire qualcosa. Io credo che l’unico piano industriale che possiamo accettare sia quello che punti ad una spostettiva di lungo termine e non ad una realizzazione di qualcosa di immediato. Cosi come non abbiamo necessità di aree dove si consuma ricchezza (vedi centri commerciali), ma aree dove si costruisce ricchezza, quindi aziende che producono ed esportano non viceversa. La realizzazione di autobus ad impatto zero o macchine elettriche potrebbe essere una valida prospettiva, che necessita di essere affiancata ad un polo di ricerca e sperimentazione. I politici cosi come i sindacati capiranno? O forse vogliono 1.000 posti ora e subbito per la disperazione dei 10.000 del domani?.