Lombardismo?

lombardo-micciche

post di redazione (Articolo di Eusebio Dalì,  pubblicato dal quotidiano Il Clandestino)

Ciò che sta accadendo alla Regione siciliana, dove il Governo-Lombardo non ha più il sostegno dell’Udc né, di fatto, quello del Pdl cosiddetto “lealista” (che continua, però, a mantenere in Giunta due Assessori), altro non è che lo specchio fedele della contraddittorietà ed unicità della politica siciliana, oggi attraversata da una crisi d’identità, non certo nuova a un contesto politico da sempre definito “laboratorio”, già altre volte segnato da divisioni, diaspore, spaccature, aventini e ribaltoni.

Ma se da un lato è vero che queste continue crisi d’identità costituiscono un freno per la Sicilia, da un altro punto di vista è grazie ad esse se l’Isola riesce ancora ad essere terra laboratorio, scenario alternativo alle predefinite e preconfezionate logiche romane. Non che le logiche romane siano da rinnegare, ma non sempre esse rispecchiano le reali esigenze e gli equilibri di una terra, che in fin dei conti l’autonomia ce l’ha nel dna, non solo nel suo Statuto. E’ un’autonomia culturale, sociale, economica. E’ un’autonomia politica.

Autonomia politica! Cosa vuol dire? Non certo assecondare spiccioli giochi di Palazzo, a costo di sovvertire lo scacchiere politico “ortodosso”, come prefigurato dal panorama romano. Autonomia politica vuol dire, piuttosto, configurare una classe dirigente alla bisogna trasversale, capace di essere Giano Bifronte, in grado cioè di dividersi sui talvolta generici ed iperideologizzati temi di carattere nazionale, ma anche di elaborare un’unitaria, benché diversificata, visione strategica sulla Sicilia e sul Sud; una classe dirigente che sappia, in altri termini, fare sistema attorno agli interessi del territorio che rappresenta.

Solo così è possibile scongiurare il pericolo che la Sicilia e il Meridione restino al palo dello sviluppo. E’ la politica siciliana, non una parte di essa, che può fare da argine all’irruenza di un Nord, che sembra avere una sorta di diritto di prelazione, rispetto all’azione dei Governi. E’ la politica siciliana, non una parte di essa, che può impedire alla Fiat di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, che può ottenere i soldi ricavati dalla vendita dei beni sottratti alla mafia, che può far piovere soldi dai cieli dorati d’Europa, che può ribellarsi all’allocazione tutta nordista degli hub, et cetera.

E’ la politica siciliana che ha il dovere di far ripartire la macchina Sicilia (ferma da troppo tempo), cercando al suo interno il carburante giusto, se quello scelto dai sacri elettori, per una serie di motivazioni, più o meno valide, non si rivela quello adatto. E ciò non vuol dire affatto sovvertire la volontà popolare, ma, al contrario, preservarla da chi decide di andare da tutt’altra parte, da chi si rivela un carburante inadatto a quella macchina.

Ciò è quanto sta accadendo al Governo-Lombardo, eletto direttamente dal popolo siciliano, con una percentuale di voti quasi plebiscitaria: milioni di siciliani che hanno consegnato a Lombardo le chiavi della macchina Sicilia e legittimamente ora pretendono che essa parta, anzi che metta a correre.

E correre, piaccia o no, per la Sicilia vuol dire rinnovare, riformare profondamente, avere il coraggio dell’impopolarità di certe scelte, vuol dire prendere un’altra direzione. Ed è ciò che Lombardo ha cercato di fare sin dall’inizio della sua esperienza, prendendo una direzione di netta discontinuità rispetto al passato, che evidentemente a molti (a torto o a ragione) non è piaciuta e per questo hanno cominciato ad avversarlo. Bisognerebbe capire fino in fondo quali siano le motivazioni reali (e non solo sbandierate dal politichese di facciata) di tale dissenso, per dare di esso un giudizio morale, oltre che politico. Ma non è facile addentrarsi in un’analisi di tal fatta, senza correre il rischio di apparire faziosamente allusivi. Più semplice è formulare un giudizio politico, che non può non essere negativo, almeno quanto negativo è in linea di principio il sovvertimento di una volontà popolare.

Questa è la questione: chi sta sovvertendo in Sicilia la volontà espressa dal popolo? I “leaisti” e gli uddiccini, che abbandonano Lombardo? O Lombardo, che prende atto del dissenso di entrambi e cerca vie alternative? E in ogni caso, visto che il risultato è sempre lo stesso, cioè quello di una maggioranza oggi “diversa”,  siamo o no davanti a un nuovo Milazzismo?

Io credo di no. Ogni fenomeno politico va valutato, mettendolo in stretta connessione col contesto storico in cui si verifica; e pensare di trasferire in fotocopia quell’esperienza ai giorni nostri è un esercizio improbabile.

Certo, a nessuno sfuggono talune similitudini tre le due vicende: la spaccatura all’interno del più grande partito della maggioranza, la tentata espulsione dei dissidenti del Pdl, la ricerca di una convergenza assembleare attorno a un capo dell’Esecutivo, il sostegno degli industriali siciliani, il fatto che a pagar dazio siano anche e soprattutto i centristi dell’Udc e che a farglielo pagare sia il centrista (ex democristiano) Lombardo, l’idea ribaltonistica che tra le righe pare insinuarsi.

Ma, come dicevo prima, diverso è il contesto storico, totalmente diverso è il terreno politico e istituzionale in cui le due esperienze s’innestano e diverso ne è l’humus.

La diversità sta nel fatto che oggi non parliamo più di un Presidente da eleggersi, attraverso correntizi giochi di partito, tra gli stessi deputati, bensì di un Governatore che si è sottoposto al vaglio delle urne con un programma ben definito e che sulla base di quel programma è stato eletto direttamente dal popolo; salvo poi vedersi mancare l’appoggio di una parte della maggioranza, uscita da quelle stesse urne ed essere, di conseguenza, costretto a cercare vie alternative di governabilità. Peraltro, in un contesto bipolare (assolutamente sconosciuto a Silvio Milazzo e alla politica degli anni ‘50) in cui la presenza in Giunta di esponenti politici dichiaratamente di Centrodestra e di qualche tecnico, ancorché “gradito” all’altra sponda, mette al riparo dalle facili etichette di milazzismo, impropriamente inteso da taluni come sinonimo di ribaltonismo.

Paradossalmente, è proprio per evitare un ribaltone in piena regola o anche per scongiurare una sorta di ribaltone ex post (quello che si realizzerebbe attraverso un ritorno al voto con Lombardo candidato per il Centrosinistra) che l’altro protagonista di questa vicenda, il “ribelle” pidiellino Miccichè, ha scelto di sostenere tali possibili percorsi di governabilità, alternativi e necessari.

Resi necessari dalla lotta di potere tutta interna al suo partito? O dalla scelta dei cosiddetti “lealisti” (l’ala avversaria) di non sostenere più Lombardo e di tener ferma la macchina?  I malpensanti sostenitori della prima tesi troveranno in questa vicenda un ulteriore punto di convergenza con la vicenda degli anni ‘50.

Chi, invece, ha la lucidità di non affrettarsi in giudizi viziati da qualunquistica dietrologia, si ritroverà assertore dell’altra tesi e, magari coniando un nuovo termine, definirà la complessa vicenda siciliana di oggi come “Lombardismo”, cioè la ricerca di sinergie politiche autonome, attorno a un programma di Governo già votato dagli elettori, ma rinnegato da alcuni di coloro che quello stesso programma avevano allora sottoscritto.

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21 Commenti a “Lombardismo?”

  1. enzo c. scrive:

    E mentre tu ragioni di politica, il presidente Schifani ne fa una delle sue, entrando e dice bene Lombardo a “gamba tesa” nelle questioni siciliane. A me pare che di questa terra tutti siano pronti a declamare la capacità di laboratorio politico, anche in prospettiva nazionale, ma va detto che forse questo valeva un tempo, quando diventare semplice deputato nazionale, comportava una fatica costante nel territorio, perchè il voto era importante nella sua singolarità, prima nel cercarlo e poi nell’ottenenerlo. Qui invece grazie ad una legge becera quale quella attuale, determinati personaggi assurgono a ruoli un tempo impensabili, grazie ad una croce posta su un simbolo e senza alcuna fatica.. Milazzismo? Lombardismo? ricerca di sinergie politiche autonome? Svegliati Gianfranco! qui l’unico argomento serio di chi è contro è il “Poltronismo”. E il miglior metodo per il suo mantenimento è il continuismo. Tu vuoi cambiare la Sicilia, la vuoi riformare, la vuoi rendere realmente figlia del suo statuto autonomistico. Bene anzi benissimo!! ma staccati definitivamente da questi signori! fonda anzi fondiamo il partito del Sud, sfidiamo sul piano programmatico e dei contenuti e tra la gente, coloro i quali hanno saputo solo dire con inquietante protervia in aula a Lombardo ” Fermati Raffaè!”. Il più grave torto che oggi si può fare ai siciliani onesti e vogliosi di cambiare il destino di questa terra consisterebbe nel dare retta a chi dice “Fermati” o a chi vedrebbe quale onta per la sua regione un eventuale ribaltone. Se poi dovessimo perdere non avremmo certo perso con le nostre coscienze e con la nostra libera capacità di volere fare politica

  2. Massimo Decimo Meridio scrive:

    un bell’articolo costruttivo tanto per svelenire il clima ;-)
    “una mattinaaaa mi son svegliatooo……..”

  3. fattiltuoblog scrive:

    Penso a chi scrive. Penso alla rivolta dei quarantenni che dentro l’UDC volle Raffaele Lombardo fuori dallo stesso partito per il quale aveva contribuito a fortificare ed a costruire. Penso alle poesie contro la politica e contro i politici medesimi. Immagino la coerenza e la politica mentre fanno a pugni. Chi scrive parla dei ribaltini e dei ribaltoni; delle diaspore e delle secessioni, mentre dimentica che, seppur oggi acclama ed osanna Raffaele Lombardo, in un recente passato si schiero con coloro che vollero “mandare al rogo” come si fa con gli eretici, l’attuale Governatore.
    L’ultima immediata riflessione con la relativa emozione?
    Solo sconcerto.
    Tv carrozzone? Stampa da baraccone? Adesso abbiamo una certezza: è in atto il cruento tentativo di svergognare i blog!
    Che gli si tolga il timone.
    P.S.: A proposito del Governatore: il Presidente della Regione Siciliana sta solamente tentando di fare la sua parte, governando furiosi equini sbizzarriti.

  4. stefania scrive:

    A mio giudizio questa e’ la strada giusta per arrivare dove vogliamo arrivare.
    Il partito del Sud, almeno nella sostanza, gia’ esiste ed e’ quello che determina oggi scelte, alleanze e timori da parte di chi lo teme.
    Il partito del Sud esiste nell’idea e negli ideali ed ha un suo importante sostenitore in Micciche’.
    Lo temete perche’ e’ intelligente e scusate il gioco di parole e’ “leale” verso il Sud.
    A me questo basta.
    Micciche’ per me e’ un grande.
    Dico in aggiunta una cosa.
    La lega Nord e’ nata nella strada ed e’ nata per la comunione di persone che senza conoscersi si sono trovate comuni in un’idea, persone che hanno scelto di rinoscersi attraverso un colore … il verde.
    Hanno tutti un dettaglio verde.
    Io da domani in poi portero’ addosso un dettagio arancione, il colore delle arance.
    Spero un giorno di incontrare un altra persone con qualcosa di aranzione e cosi’ via via..
    In poche parole lasciamo fare a Micciche’ quello che lui reputa giusto ovviamente anche dietro nostro consiglio e/o consultazione… ma intanto organizziamoci pacificamente all’insegna dell’arancione.
    Ricordiamoci sempre che la crisi economica condiziona oggi le scelte economiche del governo, una crisi economica che non e’ finita.
    Secondo voi il governo italiano in questo momento storico anche per rimanere al passo con l’Europa chi abbandona?
    Su chi riduce la spesa pubblica abbandonando servizi?
    Sul Nord non credo proprio.
    Formiamo intanto un esercito,pacifico e schierato.
    Micciche’ sa che ci siamo.
    Del resto… ma cosa avete di piu’ importante nella vita da fare nel vostro tempo libero?
    Tranquilli … gli UFO non esistono e non possono attaccare.

  5. staffsud scrive:

    Una delle nuove caratteristiche del blog di Gianfranco Miccichè è di ospitare post scritti da altri, qualora qiesti siano ritenuti di un qualche interesse. Lo abbiamo fatto, per esempio, col dottor Remo Pulcini (ideatore del Pdl social network), lo abbiamo fatto di recente con l’onorevole Giulia Adamo (di cui abbiamo pubblicato un’intervista), lo facciamo oggi con Eusebio Dalì (pubblicandone un articolo scritto per il quotidiano Il clandestino) e lo faremo con quanti volesero inviarci (attraverso la mail del blog) i propri post. Nessuno di costoro, per questo, detiene il timone del blog, che è affidato allo staff scrivente. Grazie

  6. Max scrive:

    Rifacciamo forza Italia! Il pdl non funziona, siamo troppi ed e’ inevitabile la guerra interna. Rifondiamo forza Italia e candidiamo Gianfranco presidente! Stacchiamoci dall’mpa, la stiamo rafforzando pur sapendo che un giorno andrà a sinistra !

  7. Adelaide scrive:

    @commento 3:l’invidia fa brutti skerzi!.. e poi fa vedere la realtà un pò distorta. ma scrivi su un tuo blog.

  8. Paolo scrive:

    Eusebio,
    il Presidente Lombardo con i Suoi e l’On. Miccichè con i Suoi, sono quelli che succeda ciò che succeda(elezioni anticipate o altro), n’è trarranno solo vantaggio(in % di consensi nei confronti delle altre forze politiche), quindi chi dovrà fare un’attenta analisi della situazione, sono Altri. Con il tempo tutto ciò si vedrà.
    Buona serata

  9. stefania scrive:

    Intanto Paolo siamo diventati il cd “ago della bilancia” che non e’ cosa di poco conto.
    Per il resto… la nostra innata virtu’ e’ quella della riflessione.

  10. Paolo scrive:

    @Stefania
    sono contento di ciò,
    ed aggiungo (e ripeto) che in questo momento, sono Altri coloro che debbono riflettere su ciò che fanno (o dicono), cmq segno di umiltà (la riflessione) quindi di forza e potenza, quindi sempre positiva se c’è.
    Buon lavoro e buona notte.

  11. SANTINO scrive:

    Un partito del Sud ,aperto a tutti quelli che vogliono dare il propio contributo,qualunque sia la provenienza politica.
    Ma ad una sola e naturale condizione ,NO ai dictat romani.
    Ognuno di noi ha la sua storia,un ricordo nella memoria,politica.Molti ,come me,abbiamo un passato politico in altri partiti ,prima che questi scomparissero o si trasformassero.Oggi non ci sono piu’ la DC ,il Pci,il Pli,il Psdi…etc..,ma ci sono politici che allora militavano in questi partiti.
    Non è facile sradicare le regole,le logiche di partito e non è facile sopratutto avere, sul
    territorio dove si viene eletti,autonomia dal governo centrale o dalle logiche romane.
    L’azione del Sen. Schifani è indice di RETROLOGIA ,di volere riportare la politica siciliana a quelle vecchie ed obsolete logiche di partito.Direi.. di soffocare il NUOVO.
    Il nuovo fa sempre paura,specie se unisce , se trova adepti.
    Ma i tempi sono cambiati.L’informazione,la comunicazione sono cambiati. La gente vede,la gente sa’,la gente ascolta,la gente è informata,la gente è capace di fare confronti liberamente.Miccichè ha passato il Rubicone con le sue milizie,combattendo su due fronti.Aspettiamo il suo imput per passare da osservatori a militi.

  12. polli scrive:

    Lombardo e la sua coalizione con la quale è stato eletto presidente della regione siciliana non si stanno rispettando.
    Lombardo e la sua citata coalizione non stanno rispettando la loro propaganda elettorale ed il relativo voto che i siciliani gli abbiamo dato.
    Per quanto concerne i tecnici della sua giunta, non viene scelto un disoccupato ma un industriale ed un magistrato.
    L’ alleanza con la magistratura è una scelta di prevenzione, sopratutto per il futuro.
    Lo sappiamo che i magistrati in genere non si fanno scrupoli, per quanto concerne l’ applicazione della legge o meno.
    Per loro, la legge sono loro.
    Con questo non voglio dire che non vi sono magistrati che fanno il loro dovere, ai quali dobbiamo essere grati, i cittadini.
    Sappiamo che la sinistra è più frequentata dalla magistratura.
    L’ appoggio esterno della sinistra a Lombardo, dovremo auspicare che possa essere rappresentato dal vecchio consociativismo democratico delle spartizioni eque ed anche nella lotta alla disoccupazione?

  13. Nonna é-blogger scrive:

    Due gli argomenti che oggi vorrei toccare e che potrei riassumerei con due titoli: “Un grande dolore” e “Lombardo vai avanti”.
    “Un grande dolore”. Ho provato un grande dolore misto ad un profondo senso di sconforto quando ho visto in televisione il volto pieno di sangue del presidente Berlusconi. Quel viso sfregiato, quegli occhi sbarrati per il dolore e per l’amarezza di fronte ad un gesto così violento, mi hanno ferito intimamente. Come si può arrivare a tanto odio? Colpendo il presidente Berlusconi l’aggressore ha colpito tutti gli italiani. Il presidente del Consiglio è il Premier di tutti, di chi l’ha votato e anche di chi non gli ha dato il consenso. Ogni giorno che passa comincio a rendermi conto che il nostro non sembra più quello che una volta chiamavamo il “Belpaese”. E’ sempre più imbrigliato nel “sonno della ragione” e “genera mostri”. C’è uno scadimento dei valori, un clima così avvelenato che preoccupa. Se poi, aggiungiamo la crisi economica sempre più grave, il quadro si fa ancora più fosco. Sono vicina al presidente Berlusconi in questo momento di sofferenza e condanno fermamente questa vile aggressione. Un episodio però che pone un interrogativo inquietante: come è possibile che una persona qualunque possa colpire il Presidente del Consiglio così facilmente?
    “Lombardo vai avanti”. Non c’è tregua per la politica siciliana. L’ultimo attacco al Governatore è arrivato niente di meno che dalla seconda carica dello Stato. Una vera e propria dichiarazione di “guerra” quella del presidente Schifani che ha affermato: “Non si governa con gli appoggi esterni”. Poi ha aggiunto: “Non serve vivacchiare”. Quindi la stoccata finale: “Il leader che viene votato è l’espressione di una coalizione, se questa viene meno non c’é altra strada che tornare a dare voce ai cittadini”. A mio avviso, proprio per l’alto compito che il presidente Schifani è stato chiamato a svolgere per il Paese è inusuale che intervenga su questioni squisitamente politiche, e per giunta, su fatti che riguardano la politica regionale. Il presidente Schifani non dovrebbe essere super partes visto il ruolo istituzionale che ricopre? Non è che per caso l’arbitro di Palazzo Madama vorrebbe arbitrare pure a Palazzo d’Orleans? Il presidente Lombardo, secondo me, deve andare avanti: la lealtà del Pdl Sicilia e l’appoggio esterno del Pd sono due ottimi motivi per cercare di attuare quel programma presentato agli elettori due anni fa. Il ribaltone – che oggi paventa il presidente Schifani – a mio avviso lo hanno tentato l’Udc e i cosiddetti “lealisti” osteggiando in maniera sistematica il Governatore sin dal primo giorno del suo insediamento. Adesso sono fuori dal governo, e strillano perché, forse, vorrebbero rientrarvi. Troppo tardi: non c’è posto per i “gano di magonza”.
    Un cordiale saluto a tutti
    P.S. Gentile Sottosegretario Miccichè, potrei incontrarla per farle gli auguri di persona?

  14. mario scrive:

    Ricordatevi di chia ha messo Acierno a presidente del Federico secondo ………..a come l’ha ridotto e chi nascondeva le spese folli ………………..Meditate gente meditate ci dobbiamo fidare si Gianfri?

  15. mario scrive:

    Ricordatevi di chi a ha messo Acierno a presidente del Federico II° ………..a come l’ha ridotto e chi nascondeva le spese folli ………………..Meditate gente meditate ci dobbiamo fidare si Gianfri?

  16. tanuzzu scrive:

    paolo il 17 dicembre alla 23,11 scrive :
    “n’è trarranno… ”
    in analisi politica fai ridere , in grammatica italiana fai piangere !!!
    torna a studiare, braccia rubate all’agricoltura

  17. Paolo scrive:

    Per quanto riguarda l’analisi sull’italiano “mi sto pisciando dalle risate”….
    per quanto riguarda bracce rubate all’agricoltura, “non ho paura di andare in campagna a lavorare….anche se….caro tanuzzu difficilmente andrò a prestare le mie braccia per l’agricoltura….ma no per qualcosa (contro la campagna)….ma perchè il Paese ha bisogno del mio tasso di intelligenza per andare avanti.
    Senza offesa Tanuzzu.

  18. mario scrive:

    Tanuzzu ……………………certo per rubare bisogna sapere scrivere

  19. fattiltuoblog scrive:

    Ci fa specie il commento al punto 7.
    Il nonno di un mio amico, decorato per meriti di guerra Cavaliere di Vittorio Veneto, raccontava che rifiutò di fare il Caporale in quanto riteneva che quel grado l’avrebbe fatto diventare ….schiavo dei soldati!
    Invidia? Facci ridere in altro modo! Sappiamo, che quando t’impegni, sei anche bravina. O bravuccia. Fai tu.

  20. Luigi scrive:

    Effettivamente adesso la “palla” passa ai vertici del Pdl…cercheranno il dialogo o celebreranno la frattura?Berlusconi farà sicuramente da normalizzatore attraverso espedienti politici dei suoi (sblocco dei Fas, promozioni a sottosegreterie varie per spaccare gli “insorti”, ecc). Staremo a vedere…fatto sta che ormai l’idea è partita e una sua normalizzazione entro una dialettica politica del Pdl significherebbe l’ennesima illusione e l’ennesimo tradimento delle nostre speranze. Qualcuno ne potrebbe uscire con le ossa rotte.

  21. oscar scrive:

    ma chi gliel’ha detto al governatore che deve restare in sella in barba a tutto ed a tutti, il popolo siciliano? ma lo sa il governatore e il suo sodale miccichè che molti han votato il governatore turandosi il naso e solo perchè era, purtroppo, il candidato pdl? o pensano, il governatore e miccichè, di aver avuto l’investitura divina e che perciò i voti dei c.d. lealisti non contano più un tubo? e il fatto di aver fatto splash alle europee nn significa che cn un pdl diviso, o solo cn l’appoggio dei miccichiani, il governatore poteva governare solo il proprio condominio?

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