
Quello che è accaduto nell’asilo di Pistoia merita qualche riflessione, non tanto dal punto di vista sociologico, psicologico o etico, quanto dal punto di vista che mi compete, cioè politico.
Ci sono diverse questioni su cui è doveroso soffermarsi.
La prima questione la definirei preventiva, perché attiene all’apertura di queste strutture. E’ infatti assurdo constatare come aprire un asilo nido privato sia più facile che aprire una salumeria. Basta una laurea in scienze umanistiche e una struttura coi requisiti igienico sanitari previsti e via; il passo è poi breve. Si affrontano le solite, spesso inutili, certo lunghe e snervanti pastoie burocratiche, si dà una bella tinteggiata variopinta alle pareti, si affiggono su di esse rassicuranti immagini disneyiane, una bella insegna con un nome che faccia babytendenza, l’arruolamento da parte del gestore stesso (quindi probabilmente senza controlli adeguati) di maestre ed educatrici, il più delle volte pescate dalla cerchia più o meno allargata di amici e parenti, un pò di pubblicità… ed ecco bello e pronto un asilo nido privato, un potenziale mondo dei balocchi, dove angeli innocenti possono subire le peggiori angherie e traumi per la vita.
Credo, allora, sia giunto il momento di mettere mano al tema, regolamentandone quegli aspetti educativi che riguardano il gestore di queste strutture e il personale che in queste strutture lavorano. E’ inutile, insomma, preoccuparsi dell’altezza del tetto o delle piastrelle dei bagni o della grandezza delle cucine, se prima non ci si preoccupa di chi avrà in custodia i nostri bambini; è inutile fare impazzire appresso a carte bollate, planimetrie e quant’altro serva ad attestare l’idoneità strutturale dell’asilo e richiedere, invece, nulla o quasi (un titolo di studio e poco più) per accertare l’idoneità, non dico vocazionale (sarebbe chiedere troppo), ma quanto meno culturale, attitudinale e anche psichica della persone cui affidiamo i piccoli. E’ inutile ed aberrante.
La seconda questione che mi preme affrontare riguarda, poi, la situazione degli asili comunali, che in quanto strutture pubbliche sono comunque più rassicuranti, almeno da questo punto di vista (non è un caso che il fattaccio sia successo in un asilo privato). Gli asili privati, infatti, negli ultimi anni hanno proliferato e sono diventati opportunità di business (altro che vocazione!), a causa della necessità di entrambi i genitori di lavorare e portare a casa il secondo stiupendio. A tale necessità, tuttavia, non è corrisposta la capacità dei comuni di potenziare il servizio, specie per quei tanti cittadini che una retta da asilo privato proprio non possono permettersela e talvolta ovviano, lasciando i figli ad improvvisate e anch’esse pericolose baby sitter. Questa considerazione mi fornisce lo spunto per fare un appello accorato (senza polemiche!) agli amministratori locali, affinché spendano meno in feste patronali, sagre, consulenze e viaggi di rappresentanza e si concentrino di più su ciò che è veramente importante per le città che amministrano.
Infine, una questione che riguarda nello specifico quanto successo nell’asilo di Pistoia. In uno degli ultimissimi post ho scritto che quando parliamo di giustizia, non parliamo di massimi e astratti sistemi, ma della gente comune, che con la giustizia, coi processi, coi tribunali, ecc, prima o poi, in un modo o nell’altro, ha a che fare. Ebbene, io mi auguro (anche se ho il fondato timore del contrario) che queste maestre subiscano un processo che poi non vada a perdersi nelle solite lungaggini e che alla fine preveda per esse una pena giusta e severissima. Se hanno fatto quello che hanno fatto (le immagini parlano chiaro) non possono, non devono cavarsela a buon mercato. Non c’è reato peggiore che maltrattare i nostri angeli, rubar loro l’anima, infierire sulla loro innocenza, calpestare i loro sogni, sfogare sui i loro corpi indifesi le proprie rabbie e frustrazioni. La pena deve essere certa e severa, sì da fungere, peraltro, da potente deterrente per gli altri mostri che popolano altri paesi dei balocchi.
Concludo, comunque, con un pensiero positivo per tutti coloro (gestori, maestre, educatrici, inservienti) che in questo ambito operano con senso di responsabilità, talvolta con vocazione “montessoriana”, certamente con professionalità. E li ringrazio, perché quello che fanno è davvero importante, importante per le famiglie italiane, ma soprattutto importante per i bambini e la loro vita futura.
Nessuno commetta l’errore di farsi prendere dalla rabbia e dall’emotività e di fare di tutta l’erba un fascio.
Tag: asilo, bambini, educazione, Pistoia, scuola, scuola pubblica, violenza




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e per stessa ammissione degli uffci competenti difficilmente, è difficile (per non dire impossibile), che da un controllo sugli asili nido emergano fatti o segnali di abusi di questo genere.
C’è da modificare la normativa sia in riferimento alla disciplina di avvio attività che di controllo da parte degli enti locali
[...] Per approfondire consulta la fonte: Il paese dei balocchi « Sud – Il Blog di Gianfranco Miccichè [...]
Parliamo anche della violenza che i bambini subiscono tramite la tv.
Parliamo anche di quei “gossip” che oqni giorno entrano nelle nostre case.Cosa diremo ai nostri bambini quando sentiranno parlare di trans.
“Papa’ cosa è un trans? ”
Che gli rispondiamo?
Il governo intervenga anche e sopratutto in quelle fasce di orari in cui i bimbi possono seguire,ma che siano interventi seri e rigorosi.
Perche’ bisogna aspettare una denuncia per mettere la telecamera nascosta.In questi casi si potrebbe mettere con la causale “prevenzione violenza su minori”.
Questo blog è poco frequentato, tuttavia, l’ on. Miccichè quasi ogni giorno si impegna a lasciarvi un suo articolo.
Purtroppo oggi non sono riuscito a capire di quali fatti specifici parla.
Probabilmente sono fatti trasmessi in qualche telegiornale che non ho visto.
Avendo un bimabo di 4 anni ho la certezza di una cosa.
Ai bambini non si puo’ mentire.
I bambini capiscono se gli vuoi bene o meno. Il caso di Pistoia secondo non rientra nella normalita’… come dire non merita di essere oggetto di considerazioni.
I comportamenti tenuti da queste due maestre… se del piu’ confermano ancora di piu’ che non tutti hanno diritto di essere liberi.
Anzi forse… giustizia sarebbe lasciarle libere queste due donne … libere oggi di camminare nella strada…
Bastarde ed infami.
Ci sono video di bambini di 6 mesi sbattutti al muro, chiusi al buio, con pugni alla schiena.
Ehi!… Che queste persone come chi ha sciolto bambini nell’acido stia zitto!
Per decenza.
oppure ancora dobbiamo subire lo scempio di chi in televisione professa amore verso individui che dopo la strage del circeo sono stati messi in liberta’ ed hanno fatto soffrire 40 ore di agonia ad una ragazzina di 14 anni.. anche lei sotto gli occhi della madre… anche lei martorizzata ed uccisa al contempo.
Polli che cosa volevi dire?
[...] Il paese dei balocchi Quello che è accaduto nell’asilo di Pistoia merita qualche riflessione , non tanto dal punto di vista sociologico, psicologico o etico, quanto dal punto di vista che mi compete, cioè politico. Ci sono diverse questioni su cui è doveroso soffermarsi. La prima questione la definirei preventiva, perché attiene all’apertura di queste strutture. blog: gianfranco miccichè | leggi l'articolo [...]
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