
Il consenso popolare non pone al di sopra della legge, ma non può neppure rendere martiri della legge e dei suoi Signori.
Nessuno, nemmeno Berlusconi, dubita che governare non significa essere più forte della legge. A tutti noi, però, un dubbio viene: che chi governa lo debba stabilire non questa o quella legge elettorale, bensì la legge del magistrato più duro, che si accanisce a tal punto da far subire al nostro Premier un numero pazzesco di processi (a spese dei cittadini).
Al di là delle polemiche susseguenti al fuori onda di Fini, polemiche che reputo sterili, almeno quanto il tentativo di farne scaturire una crisi di Governo, io credo che il problema vero, da affrontare con grande serenità, sia proprio quello del rapporto tra politica e giustizia. Un problema la cui risoluzione richiede una grande opera riformatrice, che investa l’intero sistema giudiziario e che, come per ogni altra riforma, sarebbe opportuno venisse fuori da un dialogo tra maggioranza e opposizione.
Purtroppo, però, la Sinistra su questo tema si è sempre mostrata abbastanza refrattaria ad ogni possibilità di dialogo; né, per quanto ci riguarda, saremo mai disposti a sederci attorno a un tavolo e parlare di giustizia con chi insinua che ogni nostra azione sia mossa dall’interesse del nostro leader di sottrarsi ai processi, tantomeno col profeta del’integralismo giudiziario, il Santo inquisitore di piazza, il teorico delle manette facili, Tonino Di Pietro.
E allora dobbiamo pensarci noi, che di questo Paese siamo maggioranza e che verso questo Paese abbiamo un debito di riconoscenza, che non può non tradursi in azioni riformatrici concrete, in primis proprio nel campo della giustizia.
Perché forse ce ne dimentichiamo, ma quando parliamo di giustizia ingiusta, di processi brevi, di organi inquirenti e giudicanti, di tribunali, di carte bollate, ecc, non parliamo mica di massimi sistemi, di complotti e strutture parapolitiche, di scontri tra poteri forti dello Stato, di Berlusconi e toghe rosse; parliamo della gente comune, che con la giustizia, in un modo o nell’altro, ha a che fare e ne esce sempre con le ossa rotte.
Noi siamo la maggioranza voluta dagli italiani ed è nostra la responsabilità!
Pertanto, l’auspicio è che i fuori onda (per quanto spiacevoli) non ci mandino fuori di testa e che si riprenda un percorso di unione e coesione, per affrontare, tutti assieme, questa e altre grandi sfide che il governo del Paese ci pone davanti.
Tag: Gianfranco Fini, giustizia, Pdl, riforme, Silvio Berlusconi




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Tutti contro tutti: homo homini lupus, diceva Hobbes. Il Pdl è dentro ad un tunnel. Lungo e buio, dal quale però bisogna uscire in fretta. Al Comune di Palermo il sindaco Cammarata da tempo siede sulla poltrona senza più una
maggioranza a Sala delle Lapidi. Alla Provincia i malumori crescono. La Regione è sempre in attesa di uno scatto di reni che la faccia uscire fuori dal pantano in cui è finita. Nel resto del Paese la situazione sta precipitando: il “fuori onda” del presidente della Camera Fini, sta avendo un effetto deflagrante all’interno del partito. Il giudizio espresso dalla terza carica dello Stato nei confronti del Premier sembra avere scavato un solco fra i due leader. Colpiscono, per la verità, in quel dialogo le parole del presidente Fini e il tono un po’ irriverente. Massimo Franco oggi sul Corriere della Sera scrive che “alcuni esponenti del Pdl evocano perfino «la sindrome del 25 luglio 1943», con Fini nel ruolo di «traditore» del berlusconismo”. E poi ritiene che questo porti ad un “ulteriore isolamento del presidente della Camera”. E
adesso? E’ chiaro che d’ora in poi il presidente Berlusconi non si fiderà più del co-fondatore del Pdl. Stamattina hanno dato fuoco alle polveri anche i due quotidiani vicini a Berlusconi: il Giornale e Libero hanno attaccato a testa
bassa Fini. Si è aperta una falla che rischia di far colare a picco la corazzata Pdl, sinora ritenuta da tutti inaffondabile. Uno tsunami che potrebbe fare sentire i suoi effetti nefasti anche in Sicilia: si profila il rischio che
nell’Isola il Pdl si possa spaccare definitivamente. Sì, perché sinora il presidente della Camera aveva fatto, per così, dire da sponda al progetto del Pdl Sicilia.
Adesso la situazione è completamente mutata, il clima è avvelenato. Il presidente Fini è sottoposto ad un fuoco di fila da parte dei maggiorenti del partito e quindi qualunque iniziativa politica che in precedenza abbia ricevuto il beneplacito del presidente della Camera, adesso
potrebbe essere messa all’indice. E i suoi detrattori, sottosegretario Miccichè, potrebbero additarla come un’ulteriore sfida allo stesso Premier.
Ecco perché d’ora in poi bisognerà procedere nella crisi siciliana con sagacia. Oggi pomeriggio quando Lombardo si presenterà all’Ars la situazione potrebbe diventare ancora più rovente. Fra i vari temi spinosi da affrontare, ci sarà anche la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Armao. A questo punto è probabile che il governatore, per smorzare i toni soprattutto con il Pd, potrebbe annunciare in Aula, prima della votazione, le dimissioni dello stesso Armao.
Dunque, Sottosegretario Miccichè, la partita in Sicilia si è ingarbugliata. Non bastavano i “lealisti” con il loro atteggiamento bifronte nei riguardi del governatore (come Penelope, di mattina tessono, e di notte disfano), e il
rapporto logoro fra Lombardo e l’Udc. Adesso c’è anche questa spinosissima querelle che investe i massimi livelli del Pdl e che potrebbe creare scossoni anche nel Pdl Sicilia. Non credo, come qualcuno ha scritto oggi sui giornali, che la soluzione finale siano le elezioni anticipate. La gente, i commercianti, gli industriali, i disoccupati, i precari e i pensionati hanno bisogno di risposte urgenti.
Un saluto affettuoso
Il governo ed il ministro della giustizia rappresentano il centro destra politicamente parlando?
Nel procedimento civile, amministrativo, tributario, il limite di reddito da non superare per l’ ammissione alpatrocinio a spese dello stato è di E. 10.630,00 se uno è solo e se uno ha famiglia, qualunque sia il numero di componenti?
Vogliamo vedere negli altri stati d’ europa come funziona?
Vogliamo vedere se in Italia hai un problema giudiziario se funziona il patrocinio a spese dello stato o se sono norme che ci sono solo perchè ci devono essere?
Oggi se si ha un problema giudiziario si rischia di rovinare patrimoni, per gli avvocati.
Su questo è in sostanza d’ accordo il ministro della giustizia attuale, il presidente del senato attuale.
La giustizia in Italia è un business che si spartiscono, avvocati e magistrati corrotti che lo controllano.
Anche l’ on. Miccichè quando parla di giustizia, parla di qualcosa che non dovrebbe funzionare secono le leggi e nel rispetto delle procedure, ma parla di qualcosa che dovrebbe funzionare illegalmente ma senza una lotta tra politica e magistratura.
Perchè è l’ unico problema di fatto che evidenziate.
Su questo il marpione Lombardo ritiene di aver provveduto dando due assessori alla magistratura.
L’ eurodeputato De Magistris si difese denunciando nella competente sede della procura di Napoli i fatti che lamentava accaduti nell’ ambito del distretto di corte di appello di Catanzaro.
Aveva ragione o torto non lo sappiamo però utilizzava gli strumenti di difesa previsti dal nostro ordinamento, innanzitutto.
Cosa che di solito non fate i politici che solo vi lamentate in sedi inopportune di persecuzione.
Fini è stato chiaro non è d’ accordo a denigrare la magistratura, in sostanza.
Ritiene che si debba avere da parte del governo maggiore rispetto, per gli altri poteri.
E’ sicuro che Berlusconi non c’ entra con la mafia.
Una volta un vecchio mi disse :Le societa’ si fanno con numeri dispari e tre sono molti.
Ma che intende quando dice :Spatuzza è una bomba atomica
Fa capire che crede alle sparate di Spatuzza??
Se ci crede rompa il Pdl e ritorniamo come prima
Semplicemente intende che qualora le rivelazioni dello Spatuzza dovessero essere riscontrate sarà una bomba atomica….
Piu’ che atomica sara’ al veleno,quella H di andreottiana memoria non è scoppiata.
Miccichè a La 7 :la Fiat è una istituzione
La Francia ha dato incentivi a patto che le case automobilistiche restino sul territorio francese
VOGLIO DIVENTARE COTA
Il politologo americano intevenuto ieri sera a Ballaro’ ha chiarito che il processo breve nei paesi moderni e’ la regola.
Sono fermamente convinta che almeno il 60 % dei procedimenti penali siano infondati.
ma questo a parere mio e’ un problema dei magistrati che alle volte si ergono ad inquisitori… tanto paga lo stato.
Vero’ e’ pero’ che se con il processo breve tutto deve snellirsi e’ pero’ necessario che parta una certa riforma della forma mentis della magistratura di modo che secondo me va pure bene il processo breve purche’ lo stesso valga per il futuro senza alcuna retroattivita’.
in altre parole … Berlusconi deve essere processato.
Se questa profonda urgenza di giustizia era dentro di lui… poteva pure pensarci prima.
Lo stesso politologo ha chiarito che la fiducia che si ripone nell’Italia e’ data dall’alternativa Fini… uomo di senso ed innegabilmente fine intelligenza anche politica.
Io condivido.
Comprendo la gravita’ delle sue affermazioni… ma le condivido.
Signori.. io cammino nella strada e vedo sporcizia (e mi arrivano cartelle esattoriali per la TARSU!), negozi chiusi, negozi aperti con titolari che non trovano nemmeno piu’ la forza di sorriderti quando entri a comprare … tanto non cambia nulla.
Poi interviene in Tv la bellissima Carfagna che ci spiega che la donna deve essere aiutata nel contemperare famiglia e figli. E quindi piu’ asili nido… aiuti alle famiglie ecc ecc.
MA mi chiedo DOVE????
A Bergamo, Milano?
Noi non ci siamo.
Noi del Sud oramai siamo abituati a vivere in condizioni terrificanti e non gliene frega niente a nessuno anzi… quasi quasi la colpa e’ nostra.
amiamo l’assistenzialismo… !
Perche’ noi… le tasse pur pagandole e fallendo per pagarle siamo cittadini di serie B… tanto … scusate.. siamo abituati alla “monnezza!”
Oggi camminavo per la strada … al centro … e vedevo in una piazza centrale bottiglie di birra… plastica… carta… sotto la statua di un tipo che non so chi fosse ma che mi ha fatto pure tenerezza per stare li’ in mezzo.
Ma onestamente… a me… che me ne frega di questa politica che oramai a livello nazionale e’ diventata una soap opera .. al pari di beautiful..
Oramai a beautiful hanno esaurito il materiale perche’ tutti sono andati a letto con tutti… manca solo l’incesto… ma a cento vetrine ci stavamo pure arrivando!
Insomma… se vogliamo “pazziare” “pazziamo” ma la gente soffre…
Si e’ vero c’e’ una congiuntura economica sfavorevole.. ma certo non e’ colpa del sud (almeno questa volta!).
i fuori onda non ci sconvolgono piu’ di tanto… abbiamo da pensare come comprare da mangiare ai nostri figli.
VERSACE NON HA MAI AVUTO CONTRIBUTI,EPPURE E’UNA GRANDE AZIENDA.
Basta con gli ecoincentivi,li versiamo alle imprese estere visto che si comprano il 72% di auto straniere.
Miccichè a La 7 : se l’A.D. FIAT – Sig. Marchionne – non produrrà più auto a Termini Imerese (PA) a partire dall’anno 2012 , i parlamentari della Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata, non voteranno la legge sugli incentivi all’acquisto di nuove auto e si comporterà “politicamente” allo stesso modo dell’On. Cota della Lega Nord: difenderà gli interessi del territorio siciliano, abitanti copmpresi.
Viva l’On. Miccichè e l’inizio della 3^ Repubblica.
miccichè …quaquaraquà
Tutto ciò che sta dicendo Miccichè stasera a Exit è pienamente condivisibile soprattutto da chi come il sottoscritto per tanti anni si è speso per uno sguardo da Sud.Finalmente qualcuno che ci dà voce.Mi auguro e spero che possiamo perseguire questa nuova visione, ma sinceramente non capisco come si possa ancora difendere acriticamente Berlusconi che tra un po’ cadrà miseramente insieme a quelli che ostinatamente (ma in fin dei conti privi di intelligenza politica) gli vanno dietro.
Miccichè, finchè è in tempo, si liberi della figura di questo padre ingombrante…ormai siamo grandi.
@ 13
Se Micciche’ è come dici tu,non è che il sen Battaglia brilli.Due parole una appresso l’altra ,nel servizio di La 7,non li ha sapute dire.
Dopodichè,facci un nome che per te va bene,puo’ darsi che lo condividiamo.
Che figura di mendicanti.Quello visto in tv su La 7 , sembrava un popolo di accattoni,con gente che chiedeva e politici che in cambio di lavoro promettevano miglioramenti nelle infrastrutture.
Manca l’orgoglio in questa terra,o quanto meno lo abbiamo nel singolo ma non nel collettivo.Siamo stati ,da che sono nato,un popolo che si adegua,che mira al singolo interesse e non al collettivo; non per niente abbiamo alcuni detti come “un veni pi mmia”".
Pur di mantenere il lavoro a Termini,da sempre Stato e Regione,hanno dato contributi,soldi nostri,una specie di PIZZO,da pagare a Fiat.
Molti politici siciliani,del passato,si sono fatti il loro bacino di voti,sistemando e raccomandando.Ora che Fiat chiude,hanno mostrato che erano PUPI e che i PUPARI sono al nord.
Complimenti per la presa di posizione a favore del SUD nella trasmissione EXIT.
La FIAT ha ricevuto miliardi di euro dallo stato , che sono per noi debito pubblico, e non dovrebbe delocalizzare proprio ora, in tempi di crisi, facendo pagare la Sicilia e il SUD.
In fondo il debito pubblico italiano lo paghiamo per metà anche noi del SUD, a questo punto ne vogliamo i benefici.
Se l’Italia dovesse dividersi domani, il SUD si accollerebbe quasi metà del debito, avendo quasi metà della popolazione d’Italia.
Un DEBITO senza i vantaggi che in un secolo ha sempre avuto il Nord.
Nel nostro paese su 1000 euro spesi per le infrastrutture dello stato, 750 vanno al nord e 250 al sud.
E gli appalti del sud vanno a costruttori del Nord, che subbappaltano alla Mafia.
Che cos’è questa se non colonizzazione?
antonio (commento 13) si tu un quaquaraquà!
Ho seguito con interesse l’intervento dell’On. Miccichè ad “Exit”.
Vorrei esprimergli il mio vivo apprezzamento per le opinioni che ha espresso a favore del SUD e dei lavoratori di Termini Imerese.
Vorrei anche esprimergli l’apprezzamento per il modo con cui ha espresso le sue opinioni.
Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno!
Sorvolo, invece, in merito ai presupposti storici che hanno portato il Mezzogiorno d’Italia a vivere in condizioni di arretratezza industriale e culturale, poichè sono condizioni ormai note e tutti.
Ricordo che lo sviluppo industriale del Nord (FIAT compresa) è stato sotenuto da migliaia di lavoratori che, abbandonando la loro terra per necessità, hanno “permesso” con il loro lavoro di sostenere la crescita
dell’industrializzazione del paese.
Quanti sanno, per esempio, che il Sud ha inviato migliaia di lavoratori nelle miniere del Belgio, vivendo condizioni di lavoro disumane, per consentire lo sviluppo delle fabbriche del Nord in cambio di carbone?
Quanti sanno che questo, nel primo dopoguerra, è stato un accordo nazionale siglato tra il Governo Italiano ed il Belgio?
Chi ha voluto l’industrializzazione petrolchimica a Gela, a Siracusa ed a Termini Imerese?.
On. Miccichè! Non voti gli incentivi alla FIAT.
Cordialità.
Michelangelo Calì
Exit del 2-11
Bravo miccichè
E stato chiarissimo,ci vorrebbero più politici coerenti come lei tanta solidarietà da parte mia e tanta tanta
solidarietà da tanti italiani dal nord
non molli mai
cordialmente ,Filiberto un italiano di sinistra