Quando la giustizia fa bingo

giustizia

Certo che questi pentiti sono bravi a spararle grosse! E sempre al momento giusto, in prossimità di scadenze elettorali oppure nei momenti di una certa tensione istituzionale, in cui c’è da dare una bella spallata a chi governa.

Se, poi, come in questo periodo, le due cose convergono, allora hanno fatto bingo!

Questo è l’aspetto che più inquieta. Al di là delle loro cavolate colossali, che ci dipingono tutti come dei boss incalliti artefici di efferate stragi o come i pupari delle peggiori organizzazioni criminali di questo Paese, mi lascia molto perplesso il fatto che queste cavolate vengano fuori soprattutto adesso, in un momento in cui i rapporti tra la politica governativa e la magistratura sono abbastanza tesi e alle porte delle elezioni regionali in Italia. Bingo! In Campania siamo camorristi della peggiore specie, in Sicilia Gaspare Spatuzza ritrova improvvisamente la memoria e riesce a ricostruire un episodio dei primi anni ’90, il nostro Premier è un delinquente incallito che le ha combinate di tutti i colori e che si fa le leggi per sfuggire alla giustizia.

Ma la cosa più grave è che per ognuna di queste trovate c’è sempre un magistrato (che poi magari te lo ritrovi candidato da qualche parte), pronto a cavalcare la tigre della colpevolezza, consapevole che, comunque, nessuno gli potrà dire nulla e che non pagherà mai delle sue persecuzioni, neanche quando esse verranno acclarate come tali.

E questo sarebbe un Paese libero? Lo è solo grazie a noi e alla nostra strenua battaglia di libertà, che dal ’94 conduciamo con grande coraggio. Ma c’è ancora molto da fare. E occorre mettere un freno a questa corsa al giacobinismo giudiziario, partendo proprio da lì, dall’inesistenza di forme reali di responsabilità dei magistrati (poca cosa sono le responsabilità disciplinare e civile), per arrivare all’abbreviazione dei processi (altro scandalo e non si capisce il perché!) e a quella separazione delle carriere,  che da anni auspichiamo e che davvero darebbe un senso di equità ed imparzialità alla giustizia italiana.

Nel frattempo, però, questi signori hanno fatto bingo! O, quantomeno, credono di averlo fatto, perché per fortuna gli italiani sono un popolo che sa discernere, che sa valutare, che capisce tutto questo e ogni volta dentro le urne lo dimostra.

Resta, comunque, il fatto che non è più tollerabile questo sistematico assalto all’arma bianca contro chi detiene il potere, non in virtù di chissà quali logiche losche, ma per mandato popolare.

Chissà che cosa s’inventeranno ancora, quale sarà la prossima cavolata.

Noi, intanto, andiamo avanti, non ci fermiamo, né ci lasciamo intimidire e, come facciamo ormai da decenni, continuiamo imperterriti nella nostra opera riformatrice di un Paese che in effetti ne ha tanto bisogno.

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16 Commenti a “Quando la giustizia fa bingo”

  1. ciccio scrive:

    L’importante è non fermarsi, affermare sempre i principi di legalità e andare avanti nelle giuste battaglie di democrazia e vedrai che in tanti ti seguiranno.
    Ad maiora semper

  2. lavinio scrive:

    Un paio di considerazioni:
    Se alcuni noti politici facessero attenzione alle frequentazioni pericolose tutto questo non succederebbe. Si dirà che tali frequentazioni accadono quando non si è noti o politici: peggio ancora, tant’è che poi ci si potrebbe trovare nella condizione in cui un attuale presidente del Senato possa essere messo oggi sotto tiro a causa, ad esempio, come raccontato da Peter Gomez e da altri, della Sikula Brothers e dei suoi soci (Schifani + personaggi successivamente condannati per mafia).
    Oppure per le consulenze del futuro presidente del Senato per il comune di Villabate, comune in cui regnava un certo boss Mandalà, che, intercettato dai carabinieri nel ’98, diceva era merito suo se Schifani aveva avuto quella consulenza, versione successivamente e recentemente confermata pure dal pentito Campanella. Sempre Mandalà riferiva della partecipazione di Schifani e La Loggia al suo matrimonio…e qui si potrebbe continuare con altri nomi di politici tuttora anche sotto processo.
    Questo ovviamente non basta a condannare una persona ma neppure ad assolverla….in genere per accertarsi dell’onestà di qualcuno si celebrano i processi, gli stessi da cui un certo signor B. fugge da ben prima del ’94.
    P:S: se come dice il min. Alfano è a rischio solo 1% dei processi, vuol dire che il 99% finisce entro i 6 anni: allora la giustizia in Italia è meglio di quella di Salomone….che la riformano a fare?

  3. Bart scrive:

    Continuate la lotta, tanto è così da decenni. Noi stiamo a guardare a pane e acqua. Per noi non cambia niente.
    E’ ora di cambiare tutto per non cambiare nulla, come dice un nostro compaesano.

    E poi la vogliamo finire di trattare ogni giorno argomenti nuovi e non risolverne nemmeno uno.

    La strategia per il PDL Sicilia deve essere tipo quella di Striscia la Notizia, 1 argomento nodo al fazzoletto e soluzione.
    Altrimenti si fanno solo chiacchiere.

  4. SANTINO scrive:

    Non so se c’era,c’è o c’è stata una legge o proposta di legge,che quando un criminale, facente parte di una organizzazione mafiosa,decide di collaborare con la giustizia ,tutte le sue rivelazioni le puo’ fare entro sei mesi,passati i quali non puo’ farne altre di nuove.
    Caro Lavinio,tu in un altro post,hai affermato che leggi le carte processuali ed io ,credendoti e quindi ritenendoti persona seria,non posso fare altro che atterrirmi al conoscere cose a me sconosciute.
    Ma dal 98 ad oggi,dopo le intercettazioni,Schifani ha subito un processo? Perche’ se si,mi chiedo come mai è stato nominato seconda carica dello stato.?

  5. lavinio scrive:

    >Ma dal 98 ad oggi,dopo le intercettazioni,Schifani ha subito >un processo?
    Nessuno che mi risulti…come vedi i PM non sono tutti comunisti….;)

  6. polli scrive:

    Oggi il governo Berlusconi sta un pò tradendo le aspettative delle fasce sociali deboli dal punto di vista fiscale.
    Vi erano delle deduzioni soppresse dal governo Prodi e che ancora non sono state riattivate dall’ attuale governo Berlusconi.
    Per quanto concerne il problema della giustizia non si può sintetizzare con il problema di un pentito se diffama o no.
    E’ certamente un problema grave.
    Ma è ancora più grave la quotidiana inapplicazione della legge sopratutto in ambito civile.
    La lungaggine dei processi.
    La mancata applicazione dei rimedi da parte degli avvocati.
    Chiunque può essere perseguito penalmente.
    Per la responsabilità civile dei magistrati è prevista regolare procedura come è prevista per la violazione del termine regionevole.
    E’ previsto il risarcimento del danno patrimoniale o non patrimoniale.
    Voialtri parlate sempre di fare leggi nuove e forse intenzionalmente imbrogliate il popolo italiano perchè non vi adoperate affinchè vengano applicate le leggi a dovere dagli avvocati e dai magistrati.
    E’ semplicamente mio modesto parere fermo restando il riconoscimento, per l’ alto ruolo che svolgono i magistrati e gli avvocati in Italia.
    A questo punto davanti l’ inerzia del centro destra è forse meglio scegliere obiettivamente ad esempio Di Pietro che non è differente dagli altri politici se non per avere dimostrato il coraggio di lottare e sconfiggee il più forte.
    Vedi caso Craxi.
    Così almeno la roviniamo per tutti l’ ITalia.

  7. SANTINO scrive:

    E a noi siciliani cosa ci importa se vogliono arrestare a questo o a qull’altro??
    All’operaio di Termini se arrestano Schifani o Cosentino,cosa importa?
    C’è chi è pagato per difendere questi signori,se la sbrighino loro.Ci sono i parlamentari pagati per difendere gli attacchi alla liberta’.
    Pensiamo al Sud,pensiamo ai disoccupati,agli insegnanti precari,alle filiere che fanno lievitare i prezzi dell’agricoltura.Tutto il resto lasciamolo a quelli che hanno ” a panza china”.

  8. SANTINO scrive:

    Apprendo da Tg regione,che i nostri produttori di vino e olio stanno promuovendo una grossa campagna di vendita in POLONIA.Trattasi di scambi commerciali.
    Fiat porta il lavoro in Polonia ed in cambio loro comprano l’olio ed il vino della Sicilia.In poche parole i soldi che ci tolgono ,ritornano in parte in Sicilia ,ma ai produttori agricoli,che di recente ,come ogni anno,chiedono contributi con il ritorno politico che possiamo immaginare.

  9. Salvatore scrive:

    Mi chiedo, e mi piacerebbe avere una risposta, se Gianfranco Miccichè ha letto i commenti e, visto che sono distanti anni luce da quello che lui afferma nella pagina, cosa ne pensa, grazie.

  10. polli scrive:

    On. Miccichè quando parla del magistrato che perseguita etc, in sostanza ammette che al governo vi siete degli incapaci ( per il caso specifico ) poichè anche il magistrato rappresenta anche il governo.
    Se non lo sa si pronuncia sempre in nome del popolo italiano.
    Non la prenda come intenzione d’ offenderla, poichè la ritengo un buon politico ed anche una brava persona, volenterosa anche di fare del bene.

  11. illuso scrive:

    è da qualche mese che non intevengo in questo blog sono
    quasi senza fiato la fiat in sicilia crolla le fabbriche
    chiudono con i nostri soldi che paghiamo di tasse non funziona niente lo ripeto di nuovo la guerra è finita nel 1945 vogliamo ricostruire la sicilia che ci interessa a noi
    dei guai giudiziari degli altri noi abbiamo i nostri guai
    in sicilia abbiamo problemi di acqua è se si scava bene nelle nostre terre se ne puo recuperare abbastanza il
    problema dei rifiuti vi ricordate quando la sicilia
    stava diventando il monezzaro d’italia poi per quanto
    riguarda mister b mentre che si difende che faccia anche
    bene il lavoro come è stato promesso ai siciliani meno tasse lavoro per tutti vi ricordate questo slogan

  12. polli scrive:

    Purtroppo è molto grave che esponenti del governo lamentino l’ operato della magistratura.
    Il magistrato può essere denunciato penalmente.
    Se si ritiene che l’ errore che si vuole lamentare del magistrato non è perseguibile penalmente, sono previsti i procedimenti civili per lamentare la violazione del termine ragionevole ( equo processo ) o per lamentare la responsabilità civile del magistrato.
    Rispettivamente vanno proposti nei confronti del ministro dell’ economia e delle finanze e del presidente del consiglio dei ministri.
    Poichè chiunque viene a conoscenza di un reato penale può anzi deve denunciarlo.
    On. Miccichè quanti magistrati ha denunciato nelle opportune sedi?
    Presumo nemmeno uno.
    Pertanto il suo post attuale odierno rappresenta la sua assoluta ipocrisia o ignoranza.
    L’ ignoranza è grave quanto l’ ipocrisia, per l’ incarico che assume, quale sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri.

  13. stefania scrive:

    Questo post non l’ho capito.
    Non ho ben capito a chi era rivolto e quale fosse il suo messaggio.
    On Micciche’ voglio dirle una cosa.
    Oggi la politica e’ il pattume della nostra societa’.
    E’ la sintesi e la raccolta dei peggiori elementi esistenti.
    La nostra classe politica – a parte alcuni elementi – e’ composta da signori e poche signore che tranne che dei soldi se ne fregano anche del vicino di tavolo.
    Ci sono poi quelli che ci credono ma che pensano che il Sud possa pure affondare tanto loro ci guadagnano ed alla fine anche l’Italia nel mondo ci guadagnerebbe.
    Non esistono politici oggi. Non serve essere un bravo avvocato o un bravo imprenditore per essere un politico.
    Bisogna essere persona onesta per prima cosa.
    L’onesta’ non e’ solo non essere mai stato condannato penalmente, e’ molto di piu’.
    L’onesta del politico e’ ancora di piu’.
    Ma alla fine se la politica orami interessa solo quelli che occupano le poltrone e non piu’ al cittadino… ci sara’ un motivo se il cittadino e’ stanco ed il siciliano e’ nauseato, no??

  14. PierSilvio scrive:

    Perche sentirsi intimiditi anche da quei magistrati che proseguono le orme di Giovanni Falcone e Salvatore Borsellino?
    Chi ha la coscienza pulita non ha nulla da temere dinanzi alla Giustizia.

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