La Sicilia quella vera siamo noi!

raccuglia

La notizia della cattura del boss di Altofonte, Mimmo Raccuglia, è una di quelle buone notizie, che per noi, siciliani onesti, vogliono dire tanto, vogliono dire ottimismo e speranza: la speranza che un giorno la mala pianta della Mafia verrà definitivamente estirpata.

Ma ciò che più mi suscita forti e positive emozioni è vedere le scene di giubilo che seguono a queste catture, perché in quelle braccia alzate in aria in segno d’esultanza, in quelle urla di contentezza (e di rabbia sfogata), in quelle facce pulite, illuminate da occhi che brillano di coraggio c’è tutta la voglia di riscatto di una Terra che non s’è piegata al giogo mafioso e continua a ribellarsi ad esso, in nome di quel bene imprescindibile per ogni società civile che è la libertà.

Noi non ci stiamo! Questo è quanto viene fuori dalle gole di quei ragazzi, dalle profonde fauci delle coscienze siciliane. E da ciò proviene l’ottimismo. Non tanto dalla, sia pure importantissima, cattura di uno dei più pericolosi mafiosi siciliani (un plauso e un grazie di cuore alle forze dell’ordine), quanto dal constatare la grande voglia di riscatto di una società, quella siciliana, che per tanto tempo è rimasta ai margini dello sviluppo sociale, economico e culturale, proprio a causa della Mafia e che oggi esulta come quando c’è un goal allo stadio, urlando con orgoglio: siamo noi, siamo noi, la Sicilia quella vera siamo noi!

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20 Commenti a “La Sicilia quella vera siamo noi!”

  1. SANTINO scrive:

    E’ rimasta ai margini dello sviluppo sociale,economico e culturale,ANCHE a causa della Mafia.
    Come mi piacerebbe vedere questi ragazzi esultare dopo l’arresto di quei politici che RUBANO il pubblico denaro.
    Come sarei contento se venisse pubblicato il sequestro dei loro beni.
    Come sarei contento se il guardasigilli proponesse per loro il 41/bis
    Ma queste cose avvengono solo per gli appartenenti alla Mafia.

  2. antonino caldarella scrive:

    E’ naturale che si esulta quando si hanno questi risultati.
    Chi sta al di fuori della legge deve essere sempre perseguito.Però mi pongo una domanda, come mai i vari parlamentari inquisiti ed alcuni condannati in via definitiva non vengo arrestati? Assicuro che l’esultazione
    sarebbe indescrivibile.Non credete che gli stessi poliziotti
    esulterebbero di più? E’ brutto vedere passeggiare deputati
    che guadagnano fior di euro al mese, oltre i vari benefits,
    condannati e magari il povero poliziotto lo deve pure tutalare.

  3. SANTINO scrive:

    Mi…che’ silenzio
    Tutti “ri panza”.

  4. il ribelle scrive:

    la sicilia quella vera siamo noi!

  5. Maurizio78 scrive:

    e di Dell’Utri vogliamo parlarne?

  6. chivas scrive:

    La mafia si può trovare ovunque vi sia un certo numero di persone che d’ accordo decidono di commetere azioni che per legge dovrebbero essere considerate di stampo mafioso a prescindere da chi le commette.
    Nessuno è nato mafioso.
    Mafiosi ci si diventa e vi è una mafia giustamente perseguitata ed un altra che sovente finora non è considerata mafia, quale ad esempio la stessa organizzazione che combatte la mafia e nello stesso tempo la società civile.

  7. Angela scrive:

    Si, c’è silenzio, Santino.
    Per quel che mi riguarda è perchè quando viene effettuato un arresto penso che è stata la mafia stessa che ha dato in pasto uno dei suoi alla “giustizia” e al pubblico disappunto.

    Ma io sono un caso a parte.
    Non è colpa mia.

  8. Nonna é-blogger scrive:

    L’arresto di un padrino è sempre una notizia confortante. L’arresto di un boss di primo piano come Raccuglia, latitante per tanti anni, è una notizia ancora più confortante perché dà speranza per il futuro di questa nostra martoriata terra. E’ un successo di intelligence della Catturandi di Palermo, al quale va la nostra riconoscenza leale per lo spirito di abnegazione e per l’alto senso dello Stato mostrato da questi ragazzi. Da loro arriva un messaggio chiaro: la mafia non è imbattibile. Le scene di esultanza della gente comune a Calatafimi, il piccolo centro del trapanese dove è stato catturato Raccuglia, e davanti alla Mobile di Palermo dove il boss è stato condotto dopo l’arresto, hanno fatto il giro del mondo e hanno mostrato, ancora una volta, che in Sicilia l’atmosfera è completamente mutata: c’è la repulsione alla mala pianta della mafia. Queste immagini, assieme alla professionalità sempre più raffinata delle forze dell’ordine, a mio avviso, fanno tremare i polsi ai boss ancora uccel di bosco. Sì, perché, secondo me, cominciano a rendersi sempre di più conto che per loro è iniziato il conto alla rovescia: prima o poi saranno tutti assicurati alla giustizia e finiranno i loro giorni in carcere. Non dimentichiamo inoltre il messaggio importante lanciato nei giorni scorsi dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana riunita in assemblea ad Assisi. Monsignor Mariano Crociata ha detto, senza mezzi termini, che i “mafiosi sono fuori dalla chiesa” ed ha ricordato poi le famose parole pronunciate da Giovanni Paolo II nel 1993 ad Agrigento. Quel giorno Papa Wojtyla rivolgendosi ai mafiosi disse: “Convertitevi. Verrà un giorno il giudizio di Dio!”.
    Per Angela: Il tuo commento mi sembra quanto meno irriconoscente nei confronti dei poliziotti della Catturandi. Sostenere che è la stessa mafia a far arrestare un boss mi sembra una tesi alquanto inverosimile. Ma ognuno ha le sue idee, e bisogna rispettarle. Anche se non si condividono affatto, come in questo caso.
    Un saluto a tutti gli é-blogger

  9. SANTINO scrive:

    @Maurizio 78
    Caro Maurizio,molti anni fa ho assistito in ospedale un mio zio.Dopo giorni,poichè era in via di guarigione,decisi per una notte di andare a dormire a casa.
    Pregai un signore del letto accanto di telefonarmi in caso di bisogno .Scrissi il mio numero in un pizzino e lo diedi a quel signore.”Un mi rassi nenti,u pusassi supra u tavulinu,si c’è di bisognu u chiamu”.
    Andai da mio zio dopo due giorni,era in uscita,e chiesi di quel signore che non vedevo piu.Anche lui era stato dimesso,il pizzino con il numero del telefono era ancora sul tavolino.Dopo anni,aprendo il giornale,lo vidi fotografato :era stato arrestato per mafia.
    Se,per un puro caso ,quel signore si fosse portato quel biglietto col mio numero e la polizia lo avrebbe trovato,l’hai una idea di quello che io avrei passato?

  10. BART scrive:

    Caro Gianfranco, mi chiedo cosa aspetta il Pdl Sicilia ad assumere una posizione forte per la mancata previsione di aiuti per la frana di Messina. In Italia due pesi e due misure. Se non difendi i siciliani siamo senza speranza.
    E che dire di schifani che non ha fatto inserire la Banca del Sud nella finanziaria.
    Forza Gianfranco

  11. vito scrive:

    @Santino
    E la morale quale sarebbe? Che Dell’Utri aveva lasciato per caso il suo numero di telefono a chi non avrebbe dovuto? Per questa semplice distrazione lo avrebbero condannato a 9 anni?

  12. lavinio scrive:

    @Santino
    …oltre che lasciare pizzini per sbaglio ci si potrebbe, sempre per sbaglio, “imboscare” ai matrimoni di mafiosi a londra, oppure ingaggiare, sempre per sbaglio, dei mafiosi come stallieri, a casa del futuro premier, oppure, sempre per errore, essre condannati definitivamente per fatturazioni false…

  13. SANTINO scrive:

    Durante il matrimonio,tu che facevi?
    Perche tu c’eri al matrimonio,vero?

  14. La Sicilia siamo noi scrive:

    Gianfranco, voglio dire che la lotta faticosa, annosa, sofferta che negli anni ha dovuto fare la Sicilia è solo nostra, dei nostri figli, padri, madri che hanno pagato.
    Nessuno si arroghi il diritto di strumentalizzare i risultati dei nostri ragazzi, è solo merito loro. E’ merito di tutti se adesso vediamo sotto le questure festeggiamenti: che grande passo in avanti che abbiamo fatto. Questa è epocale.
    Loro (i nordici) al governo, pensino piuttosto a pagare le 20.000 ore di straordinario ai nostri poliziotti, carabinieri, finanziari. Pensino a rimborsargli i soldi delle trasferte che hanno anticipato.
    Prima, e tutti, ci hanno lasciati soli, adesso si vorrebbero prendere il merito. La nostra terra la stanno difendendo i nostri ragazzi, i nostri uomini, noi tutti.
    Non passa giorno che il nostri pensiero non corra ai nostri fratelli siciliani che hanno pagato con la vita.
    LA SICILIA SIAMO NOI.

  15. lavinio scrive:

    @Santino
    Dalla tua insensata risposta devo dedurre che non hai argomenti per controbattere….so queste cose perchè ho letto gli atti del processo (capito’ del processo), a differenza tua che hai la testa sotto la sabbia su cui è costruito il castello del PDL che sta oramai per crollare.

  16. Massimo scrive:

    Attento Bart, e attenti tutti: la banca “del” Sud di Tremonti è polpetta avvelenata.
    Tale Banca sarà “del” Sud come Balbo era ministro “delle” Colonie.
    Le vere banche del sud questa Italia le ha fatte chiudere. E se non si applica finalmente lo Statuto non c’è nessuna speranza.
    Art. 17 le competenze sul credito sono della Regione.
    Art.20 le relative competenze amministrative (es.vigilanza della B. d’I.) sono della Regione o di un istituto che questa volesse creare).
    Art.40 il “Banco di Sicilia” non era privatizzabile perché era organo costituzionale e quindi andrebbe ricostruito ex novo e ad esso spetta la gestione delle riserve auree e valutarie della Sicilia (attraverso una sorta di “Ufficio Siciliano Cambi” chiamato Camera di Compensazione) e, quindi, implicitamente, l’applicazione della politica monetaria in Sicilia e la stampa degli Euro (ovviamente alla pari delle altre banche centrali europee).
    Insomma abbiamo la quasi indipendenza sulla carta nel settore monetario e creditizio ed elemonisiamo i regali interessati del Valtellinese: Banca “del” Sud, con sede a Roma e capitale meneghino (Una banca che parla “italiano”, cioè chiusa al capitale straniero e ai piedi della solita galassia del Nord).
    Che schifo!

  17. SANTINO scrive:

    Appena cadra’ il castello di sabbia del Pdl,usciro’ la testa da sotto la sabbia ed anzichè vedere gli struzzi vedro’ gli strunzi.

  18. lavinio scrive:

    Quando la tua testa sarà fuori dalla sabbia comincia a studiare l’italiano:

    1. “se [...] quel signore si fosse portato quel biglietto col mio numero e la polizia lo AVREBBE trovato…”:
    si scrive “…la polizia lo AVESSE trovato…”

    2. “uscirò fuori la testa”: il verbo uscire è intransitivo e non vuole il complemento oggetto, come hai fatto tu con “la testa”

  19. SANTINO scrive:

    Io l’ebbi studiato l’italiano.Sul primo punto ti do pienamente ragione,sul secondo penso mi scuserai poiche’ si tratta di un “modus dicendi”
    Ciao

  20. lavinio scrive:

    scusato fosti!

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