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	<title>Commenti a: énews &#8211; Miccichè: &#8220;Poca attenzione per il sud&#8221;</title>
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		<title>Di: codires</title>
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		<dc:creator>codires</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 21:57:58 +0000</pubDate>
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		<description>CARO ONOREVOLE,BASTA TERGIVERSARE,BISOGNA FARLO QUESTO PARTITO DEL SUD: RISCHIANDO E NON ESSENDO PRUDENTI SI FA E SI CAMBIA LA STORIA!!</description>
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		<title>Di: Raffaele Fazari</title>
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		<dc:creator>Raffaele Fazari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:07:45 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Gianfranco,un tema fondamentale per l&#039;economia meridionale è la fiscalità di vantaggio, che va rilanciata con forza proprio dai nostri parlamentari europei del Meridione e sarebbe opportuno costituire un coordinamento permanente che elabori e presenti proposte di legge.Questo strumento fiscale può favorire le attività produttive localizzate nelle Regioni più povere,ma bisogna far rivedere alla Commissione europea la sua posizione sulle politiche di coesione.Per me,bisogna sostituire gli aiuti a pioggia,con esenzioni fiscali capaci di attrarre nuovi investimenti da parte del Nord Italia e dei paesi europei.Si devono azzerare per i primi anni le imposte sul reddito delle imprese(Irap)che investono nel Mezzogiorno e prevedere una flat tax del 10 per cento per gli investitori stranieri che decidono di portare la loro residenza in una regione meridionale.Ti rammento che nel 2006, c&#039;è stata una direttiva del Parlamento europeo, promossa dai deputati meridionali, in primis l&#039;On.Raffaele Lombardo(al quale ho sottoposto al Congresso nazionale dell&#039;Mpa la mia proposta in merito)che invitava l&#039;Ue ad attuare la fiscalità di vantaggio.Nel Rapporto Hokmark,si prospetta di allentare le restrizioni nel caso di interventi che contemplino condizioni fiscali vantaggiose per territori svantaggiati per periodi transitori,non superiori a 5 anni.Inoltre nelle conclusioni dell&#039;Avvocato generale dello Stato,Geelholed,nella causa C-88/2003,riguardante il Portogallo contro la Commissione europea,si giunge ad ammettere una legittimità della fiscalità di vantaggio regionale,se essa è decisa da un ente dotato di piena autonomia istituzionale,procedurale e finanziaria rispetto al governo centrale.E cosa ancora più rilevante, starebbe nel fatto che queste conclusioni sono state fatte proprie dalla Corte di Giustizia europea,imprimendo così una correzione alla linea finora prevalente imposta dalla Commissione europea.Questa interpretazione,se utilizzata nella migliore maniera,è potenzialmente foriera di sviluppi positivi e sono sicuro che dal tuo importante ruolo di sottosegretario con delega al Cipe,ne farai tesoro di queste proposte.Oltretutto la prescritta condizione necessaria di piena autonomia istituzionale,procedurale e finanziaria,dovrebbe spingere l&#039;Italia ad attuare l&#039;art.119 del Titolo V della Costituzione,rendendo operativa la possibilità delle nostre Regioni di applicare forme di fiscalità di vantaggio.L&#039;unico ostacolo sarebbe che nella legge delega sul federalismo fiscale(la 42/2009)per quanto concerne l&#039;attuazione del quinto comma dell&#039;art.119 della Costituzione,il ruolo dello Stato viene fortemente condizionato dalla previsione di un&#039;intesa tra lo Stato e le Regioni e ovviamente bisognerebbe chiedere cosa ne pensano le Regioni ricche di questo strumento fiscale,che rappresenta una seria e concreta opportunità di crescita e benessere economico per le regioni svantaggiate. Un caro saluto. Raffaele Fazari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gianfranco,un tema fondamentale per l&#8217;economia meridionale è la fiscalità di vantaggio, che va rilanciata con forza proprio dai nostri parlamentari europei del Meridione e sarebbe opportuno costituire un coordinamento permanente che elabori e presenti proposte di legge.Questo strumento fiscale può favorire le attività produttive localizzate nelle Regioni più povere,ma bisogna far rivedere alla Commissione europea la sua posizione sulle politiche di coesione.Per me,bisogna sostituire gli aiuti a pioggia,con esenzioni fiscali capaci di attrarre nuovi investimenti da parte del Nord Italia e dei paesi europei.Si devono azzerare per i primi anni le imposte sul reddito delle imprese(Irap)che investono nel Mezzogiorno e prevedere una flat tax del 10 per cento per gli investitori stranieri che decidono di portare la loro residenza in una regione meridionale.Ti rammento che nel 2006, c&#8217;è stata una direttiva del Parlamento europeo, promossa dai deputati meridionali, in primis l&#8217;On.Raffaele Lombardo(al quale ho sottoposto al Congresso nazionale dell&#8217;Mpa la mia proposta in merito)che invitava l&#8217;Ue ad attuare la fiscalità di vantaggio.Nel Rapporto Hokmark,si prospetta di allentare le restrizioni nel caso di interventi che contemplino condizioni fiscali vantaggiose per territori svantaggiati per periodi transitori,non superiori a 5 anni.Inoltre nelle conclusioni dell&#8217;Avvocato generale dello Stato,Geelholed,nella causa C-88/2003,riguardante il Portogallo contro la Commissione europea,si giunge ad ammettere una legittimità della fiscalità di vantaggio regionale,se essa è decisa da un ente dotato di piena autonomia istituzionale,procedurale e finanziaria rispetto al governo centrale.E cosa ancora più rilevante, starebbe nel fatto che queste conclusioni sono state fatte proprie dalla Corte di Giustizia europea,imprimendo così una correzione alla linea finora prevalente imposta dalla Commissione europea.Questa interpretazione,se utilizzata nella migliore maniera,è potenzialmente foriera di sviluppi positivi e sono sicuro che dal tuo importante ruolo di sottosegretario con delega al Cipe,ne farai tesoro di queste proposte.Oltretutto la prescritta condizione necessaria di piena autonomia istituzionale,procedurale e finanziaria,dovrebbe spingere l&#8217;Italia ad attuare l&#8217;art.119 del Titolo V della Costituzione,rendendo operativa la possibilità delle nostre Regioni di applicare forme di fiscalità di vantaggio.L&#8217;unico ostacolo sarebbe che nella legge delega sul federalismo fiscale(la 42/2009)per quanto concerne l&#8217;attuazione del quinto comma dell&#8217;art.119 della Costituzione,il ruolo dello Stato viene fortemente condizionato dalla previsione di un&#8217;intesa tra lo Stato e le Regioni e ovviamente bisognerebbe chiedere cosa ne pensano le Regioni ricche di questo strumento fiscale,che rappresenta una seria e concreta opportunità di crescita e benessere economico per le regioni svantaggiate. Un caro saluto. Raffaele Fazari.</p>
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