
Più di un miliardo di persone nel mondo soffre di fame; e non è tutto, perché in realtà la malnutrizione riguarda oltre 2 miliardi di persone. Pur se preso dalle complicate vicende della politica siciliana, seguo con vivo interesse il summit mondiale della Fao sul cibo, che si sta svolgendo a Roma. E devo dire che sono assolutamente solidale con l’iniziativa del direttore generale della Fao, Jacques Diouf, per un giorno senza cibo… e pensare che milioni di persone (specie i bambini) rimangono talmente tanto tempo senza cibo, da morirne. E’ assurdo!
Si deve fare qualcosa! I potenti della Terra, la cosiddetta comunità internazionale ha il dovere di fare qualcosa. Un qualcosa che però vada al di là dei proclami e degli interventi “istintivi” poco efficaci. Occorre condurre la battaglia su più fronti: sviluppare l’agricoltura nelle zone più povere; correggere certi effetti dell’economia globalizzata, come la caduta dei prezzi dei prodotti agricoli e la diffusione incontrollata delle colture industriali; liberare i paesi poveri dal cappio dell’indebitamento; intervenire sugli effetti negativi dei mutamenti climatici (non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica); moltiplicare gli aiuti umanitari; e, soprattutto, prima d’ogni altra cosa, far si che vi sia una maggiore consapevolezza del mondo verso il problema, che non è un luogo comune, non è un modo di dire, è un problema vero, reale, esiste e miete vittime in continuazione (da questo punto di vista, ritengo “provvidenziale” la presenza al Vertice del Papa).
Speriamo veramente che questo, come ha affermato il Presidente Berlusconi, sia l’anno della svolta.
Io, intanto, mi permetto di inaugurare una nuova prassi del blog, segnalandovi un libro sull’argomento, che ritengo possa fornire al lettore un prospettiva interessante del problema: “Diritti al cibo!”, di Luca Colombo e Antonio Onorati. I due autori (due ricercatori) sostengono che bisogna non tanto aumentare, i Paesi ricchi, gli aiuti per l’agricoltura ed aumentare, quelli poveri, la produzione, bensì rifondare i sistemi agroalimentari sulla centralità del diritto dei popoli e dei contadini a produrlo: vale a dire “sovranità alimentare”, una formula che riunisce l’accesso e il controllo delle risorse naturali, la produzione di alimenti e l’aumento del potere di decisione. Nel libro si pone, inoltre, l’accento sull’effetto negativo delle speculazioni: ciò che, in fin dei conti, ha affermato il Presidente Berlusconi nel suo breve intervento di oggi, quando ha parlato di ridurre le speculazioni internazionali e il conseguente aumento dei prezzi delle risorse alimentari.
Buona lettura!
Tag: fame nel mondo, Fao, libri, sviluppo
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Parlo da assoluta profana, Caro Onorevole, ma la stessa Comunità Europea non emana leggi in SFAVORE della “sovranità alimentare” dei suoi stessi Stati membri?
Quelle leggi che consentono che in Veneto o in Lombardia si mangino arance spagnole e non siciliane? o olive greche? etc.. etc… etc…
Stiamo forse tornando (magari!) a capire che nella “produzione propria” ci sono dei vantaggi?
Non posso che trovarmi d’accordo, in questo caso.
Intanto, visto che si parla di fame, TU non lasciarci digiuni di informazioni politiche..!
Un tempo questo blog dava le anteprime, i giornalisti lo consultavano per scoprire cosa stava per accadere.
Adesso invece i post sono solo consuntivi.
E’ questo che fa la differenza tra le migliaia di post che si registravano nella prima versione del blog e le decine di adesso.
Effettivamente dovremmo essere tutti un pò più sensibili in tali questioni. Ad esempio, bastano 15 euro al mese per adottare un bambino a distanza, quindi dargli la possibilità di studiare e fallo campare in modo normale.
Condivido il commento di Angela, sia per quanto riguarda la vera fame di stomaco, che per la fame di te, Gianfranco, qui nel Blog!
Ma volendo riprendere l’argomento del post, vorrei ricordare un’intervista ad un missionario in Africa che denunciava la politica criminale delle multinazionali delle sementi alimentari: quello che viene dato in circolazione in tutto il mondo, a prezzi molto alti, sono sementi sterili che obbligano i villaggi a doverle riacquistare dopo ogni stagione di raccolta, perchè non riproduttive. Poichè è ormai impossibile trovare in origine le sementi come quelle di 50 anni fa, anche le piccole comunità sperdute che tentano di autosostenersi sono costrette a subire le leggi del mercato internazionale, in mano a 5 grandi compagnie che decidono cosa e quanto e per quanto dobbiamo mangiare. Globalmente.
Per non parlare poi del nuovo business degli idrocarburi prodotti dal mais: quando l’uomo trasforma il cibo in “petrolio”, vuol dire che siamo ormai dritti infilati dentro l’inferno.
Sarà la mia deviazione professionale di archeologa, che ha letto di tanti imperi crollati, ma sono sicura che il nostro non potrà sopravvivere più di qualche decennio. Tutto ha una fine, anche la presenza umana sul pianeta. Chi è religioso, lo sa già dalle Sacre Scritture. Chi non lo è, potrà semplicemente osservare la velocità con cui ci stiamo avvicinando ad una fine collettiva di sostentamento. Mi dispiace solo che ci vadano di mezzo tanti bambini innocenti che sono morti nello stesso arco di tempo in cui io ho scritto questa ipocrita nota, e a voi di leggerla.
miccilombardo…IL CANTO DEL CIGNO
Condivido quello che dici! Ci vuole una nuova sensibilità, perché non destiniamo il 10% del tesseramento ai bambini poveri. Potrebbe essere un segnale di novità. Proponilo a Silvio. Ogni tanto parliamo di cose serie!
KE MISERIA
Da Siciliainformazione
Allarme in Sicilia, povera una famiglia su tre
Trattiamo anche questo di argomento,se ne siamo capaci
I nostri agricoltori vogliono abbandonare le terre perchè il prodotto è sottopagato e non riescono a coprire le spese.
Kosa mangeremo?
Semplice!
Una cena a base di pesce alla Pulcini
Ma credete che Gianfri s’interessi della fame nel mondo??Poveracci
Turillu,
ha noi poco importa cosa fanno gli altri,
ad esempio io ho un ragazzo adottato a distanza da anni, quindi ciò che fanno gli altri (in tutti i sensi), non mi interessa,
sai come si dice caro Turillu,
“si vò pappa và zappa,
allura u curu,
ti rappa”.
Un buon proseguimento di giornata, a tutti, anche a Turillu.
Fino a quando milioni di bambini piangeranno e moriranno per la fame… il mondo non potra’ mai avere lo sguardo benevolo di Dio. E ce lo meritiamo perche’ la fame nel mondo non e’ una calamita’ naturale e’ di contro una deliberata scelta di scellerati e conseguenza della nostra indifferenza abituati oramai a tutte le brutture. Anche a questa che di tutte e’ la piu’ infame.
Siamo arrivati al punto di dare da mangiare alle macchine e non agli uomini.
Evoluzione? Che schifo che siamo!
Quando per un periodo della mia vita lavoravo per i ricchi del nord e avevo molto meno da fare che ora che lavoro per i poveri del sud, ho trascorso un lungo periodo a fare ricerche sul “diritto al cibo”.
Piuttosto che cambiare il mondo ho cercato un modo legale per costringere i ricchi a mantenere i poveri.
Ho studiato trattati internazionali, convenzioni per scoprire che non esiste un obbligo per attuare il “Diritto al cibo” e che comunque paesi civili come l’America deliberatamente non sottoscrivono convenzioni internazionali per non incorrere in eventuali coercizioni.
Esistono solo due precedenti legali di attuazione del diritto al cibo.
In pratica l’unica via percorribile e’ quella di agire contro gli stessi stati africani dove il popolo e’ ridotto alla fame dagli stessi reggenti che vivono nell’oro stringendo accordi con Noi popoli evoluti, privando il popolo (ed i bambini) di ogni fonte di sostentamento.
E’ accaduto pertanto che due madri di bambini morenti di fame abbia fatto causa – dinanzi ad Organo internazione – contro il proprio paese e che poi il governo di quel paese sia stato condannato a pagare ed a sfamare quelle famiglie.
Esistono solo due precedenti al mondo.
Potrebbe essere una strada.
L’altra piu’ allettante di costringere direttamente i popoli ricchi a sfamare quelli piu’ poveri e’ difficilmente percorribile anche se esistono Convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo e del bambino che – se e’ vero che non sanciscono obblighi diretti – sanciscono comunque diritti che potrebbero e dovrebbero a mio giudizio essere comunque tutelati.
Questo tipo di cause legali richiederebbe un presupposto fondamentale:
1)la firma di chi vuole agire (o ovviamente la presenza di testimoni posto che si presume si parli di analfabeti per la maggior parte).
Nessuno merita una fine cosi’ indegna.
Nessuna donna merita di vedere il proprio figlio soffrire e morire di fame.
I bambini sono uguali in tutto il mondo, in primis agli occhi di Dio.
Paolo ……………………..non hai colto il senso scrivere sul blog di Gianfri e parlare di fame nel mondo mentre lui si rilassa sul lago di Garda……………….ma finiamola con la retoric Gheddafi ha pgato 200 rgzze per una serata perche non destinva quei soldi per la fAME NEL MONDO?
e l fame che sta qui in sicilia ?? che non si arriva a fine mese.
Vedi qual’è la differenza (in questo caso) tra me e Te,
che io scrivo per divertimento, cercando qualche punto che (forse) permette a tutti noi di migliorarci, senza criticare o guardare gli Altri (in questo caso l’On. Miccichè, che come dici Tu si rilassa sul lago di Garda….ma chi se ne frega(?), anzi mi può fare solo piacere….sia per Lui che per Altri. Ognuno dobbiamo guardare il nostro di giardino, e siccome io se posso fare qualcosina per gli Altri la faccio, mi sento realizzato e a posto con me stesso. Quindi stando bene con me stesso….ho tutto dalla vita….che cosa voglio di più(?), certo essendo così per natura mi ritrovo ad essere amato e allo stesso tempo invidiato e odiato a chi non do confidenza.
Alla prossima, Turi.
Egregio Onorevole,le rammento che gli agricoltori meridionali protestano a roma per ottenere i giusti diritti.Saremo felici volesse rappresentarli nei confronti di un governo ostile filo-nordista
E chi non condivide i principi sani secono i quali la comunit… Visualizza altroà internazionale deve fare qualcosa per eliminare la fame nel mondo e per far cessare le morti per fame? quello che impedisce l’avverarsi di questa possibilità è senz’altro l’alto grado di opportunismo e di cinismo dei potenti della Terra che mantengono questo status quo per interessi propri, per avere manodopera a bassissimo costo, per vendere le armi dopo aver stimolato o provocato guerre, eccetera eccetera. Carissimo, la gente le sa queste cose! E fanno rabbrividire!
Nel vostro “piccolo” caro Micciché, anche in Sicilia state rompendo i maroni a Berlusconi e non risolvete nessun problema.
Pensi che il posto sulla fame nel mondo lo scriva in un momento di pausa tra le attività di volontariato alla mensa dei poveri e la dura attività di governo da sottosegretario con delega al CIPE per portare fondi alla Sicilia. “E invece lo trovi tranquillo e rilassato a farsi coccolare a Villa Paradiso, centro benessere a Gardone Riviera, 4 stelle lusso adatte a smaltire peso e stress.”
Ormai siamo al ridicolo.
SPERO CHE NEL MONDO NON CI SIA PIù LA FAME E CHE UN GIORNO,IL PIù VICINO POSSIBILE LA GENTE AIUTI QUESTI POVERI ABITANTI DELLA TERRA A VIVERE SERENAMENTE E CON IL DIRITTO DI MANFIARE….:’(
uno prima ha scritto: ke miseria.
io mi associo. mi sembra di capire dai commenti che in questa nazione, di fame, davvero non soffre nessuno.
Pasto prioritario…
…
Da 50 anni le organizzazioni nate per la fame nel mondo si sono moltiplicate in maniera proporzionale all’aumento dei morti per fame.
Questo vuol dire che lo scopo di queste organizzazioni non è quello di diminuire la povertà ma quello di aumentarla-
Un buon consiglio per chi vuole arrichire sulle spalle dei poveri e quello di formare altre organizzazioni, chi fa questo sarà ricco in breve tempo………….