Il derby

campo_vuoto

Post di redazione

Una delle pessime regole di certa politica è quella di rispondere alle iniziative “non gradite” non attraverso proposte alternative e serie, bensì con dichiarazioni di circostanza spesso vacue e stupide, ma soprattutto, quel che è peggio, basate su dati, elementi e considerazioni fasulle.

E come in quelle partite di calcio molto sentite, tipo i derby, in cui agli attacchi dell’ avversario, l’allenatore, anziché preoccuparsi di risistemare la squadra e rivederne l’assetto, non ammette i propri errori e continua in quella sua tattica scriteriata, mandando i suoi allo sbaraglio. Ed è quanto accaduto ieri, con la nascita del Pdl-Sicilia.

Durante la conferenza stampa (puntualmente postata da questa redazione), i fautori dell’iniziativa hanno enucleato, a sostegno di essa, diversi concetti di politica, che possono essere condivisi o meno, ma restano pur sempre validi concetti di politica.

Qual è stata la reazione di Castiglione e Leontini? Non il contrapporre al progetto Politico (la P maiuscola non è un errore di battitura) di Miccichè, un loro progetto politico alternativo, ma il prodursi in uno slancio di politichese da dilettanti.

Partiamo da Leontini, il quale, totalmente in confusione e probabilmente male informato, ha preso di mira un fantomatico simbolo del Pdl-Sicilia, facendo riferimento a delle spilline, che una graziosa tifosa “ribelle” dalla curva (rigorosamente) Sud, lì presente, aveva in saccoccia e ha distribuito a tutti gli astanti, i quali simpaticamente sono stati al gioco!

Peccato che colui che ha fatto a Leontini il resoconto della giornata abbia dimenticato di spiegargli che quello non è il simbolo del Pdl-Sicilia, semplicemente perché nessun simbolo è stato presentato, essendo il Pdl-Sicilia, come ha ben spiegato Miccichè, un gruppo parlamentare (e gruppi consiliari) che disconosce Castiglione e Leontini, non un altro Pdl, del quale, quindi, non si disconoscono né simbolo, né leadership nazionale.

Castiglione, poi, è riuscito nell’impresa di far peggio ed ha affermato che: “In tema di rilancio del Mezzogiorno, mi fido, francamente, molto di più dell’impegno dimostrato dal presidente Berlusconi e dal ministro Tremonti, che di quello di Miccichè il quale, ricordo a me stesso, è stato anche ministro per il Sud ed oggi sottosegretario al Cipe”. Ora, ringraziamo Castiglione per il formidabile assist, degno del miglior trequartista, perché ci dà, ancora una volta, la possibilità di ricordare ciò che Micciché ha fatto per il Sud e per la Sicilia. A cominciare dalla famigerata, recente vicenda dei fondi Fas, cioè di quei 4miliardi e mezzo di euro, spettanti alla Sicilia, sbloccati solo grazie all’ostinazione del Sottosegretario con delega al Cipe.

Andando, poi, a ritroso, ricordiamo, tra le altre cose: l’apertura, per la prima volta nella storia, ai siciliani del Portone monumentale di palazzo dei Normanni, quando Miccichè era Presidente dell’Ars; da vice Ministro e Ministro, la nascita a Carini (Palermo) del Rimed, uno dei più importanti centri di ricerca al mondo, l’apertura del nuovo museo d’arte moderna e contemporanea della Regione siciliana a Palazzo Riso, l’Università Kore di Enna, l’autostrada Palermo-Messina e la CT-SR, la biennale di Venezia, la funivia di Erice …

E poi, ancora, le mille battaglie condotte tra Roma e Bruxelles, per fare arrivare denaro in Sicilia, come i 18 milioni di euro assegnati all’isola per stabilizzare gran parte dei precari siciliani o i soldi che riuscì a far stanziare per la costruzione del parco tematico di Regalbuto; per non parlare dell’intransigenza con la quale si opponeva a misure e determinazioni governative contrarie al Sud, come quando, nel 2004, minacciò le dimissioni da vice Ministro, in segno di protesta contro la Finanziaria dell’allora Ministro Siniscalco, che prevedeva il taglio dell’Irap coi soldi destinati al Sud.

Ma, anche a costo di dilungarmi, c’è una lettera, scritta nel 2004 dall’allora Governatore della Basilicata, Bubbico (uomo non di Centrodestra!), che, a parer mio, è la migliore, seppure indiretta, risposta a Castiglione: «Caro Gianfranco, in relazione a quanto Ti ho segnalato nei giorni scorsi sulla ristrutturazione finanziaria del POR Basilicata, sento di doverTi ringraziare per l’attenzione e la sensibilità che hai inteso manifestare nei riguardi della Basilicata e darTi atto ancora una volta della coerenza e della determinazione del Tuo impegno a favore del Mezzogiorno: una battaglia quotidiana tra le più ardue e faticose, che immagino quanto Ti costi in termini di energie, dato che il Mezzogiorno ha molti amici credenti e pochi praticanti. So di essere un po’ partigiano nei Tuoi confronti, ma credo che la stima e l’amicizia non mi facciano velo nel rilevare l’ampiezza e la sincerità della considerazione e dell’apprezzamento riguardo alle qualità personali e politiche di cui stai dando la più ampia riprova. Mi auguro di poterTi incontrare al più presto per ringraziarTi di persona e per aggiornare le nostre riflessioni comuni sulle opportunità e sulle criticità delle politiche di sviluppo nello scenario dell’Europa allargata. Un abbraccio» .

La speranza, da cittadini osservatori, è che Castiglione e Leontini riescano, quanto meno, a dare spessore e contenuto al dibattito politico… altrimenti qui si rischia un “cappotto” (e di “cappotti” Gianfranco Miccichè se ne intende).

Anche se, a dire il vero, da tifosi “ribelli” della curva (rigorosamente) Sud, siamo contenti di queste uscite, di questi continui autogol dei nostri “cugini” avversari: se vanno avanti così, ho la sensazione che Castiglione rimarrà Coordinatore del Pdl-Paternò e Leontini rimarrà da solo a fare il capogruppo di se stesso.

Intanto, 2 a 0 e palla al centro!… Ma a quando il triplice fischio?

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11 Commenti a “Il derby”

  1. baldo gucciardi scrive:

    Iniziativa da valutare positivamente, come tutte quelle che smuovono acque stagnanti.
    E’ fuori luogo ricordare i precedenti o il cursus politico di ognuno, bisogna invece prendere atto che la politica siciliana non riesce più a governare le dinamiche e i fenomeni che reggono il territorio e darsi una smossa.
    Gli amministratori della Lega – dall’assessore comunale al ministro – sono apprezzati proprio per questo concreto motivo.

  2. Michele Mancuso Presidente del Consiglio Provinciale di Caltanissetta scrive:

    Caro Presidente,
    con grande stupore leggo su “La Sicilia” di oggi un trafiletto dell’On.le Torregrossa che commenta la nascita del PDL Sicilia. Non ho potuto fare a a meno di diramare immediatamente un comunicato stampa che riporto integralmente qui di seguito.

    In merito alla nota diffusa dall’on. Torregrossa relativamente al
    fatto che il Pdl Sicilia non può usare il contrassegno del Pdl “riconosciuto
    e ammesso per legge”, e che pertanto dovrebbe cercarsi un altro simbolo
    ed un’altra denominazione, tengo a rimarcare quanto segue.
    Innanzitutto il Pdl Sicilia non è un partito ma una corrente che
    rappresenta il cinquanta per cento dei suoi elettori siciliani: peraltro lo
    stesso Micciché ha più volte dichiarato che mantiene fede al patto e
    all’alleanza col premier Berlusconi. Non ci si può riconoscere, però, nel
    coordinamento regionale, e la prova che gli aderenti al Pdl Sicilia hanno
    ragione la fornisce proprio l’on. Torregrossa che anziché fare un’analisi
    positiva di un movimento così importante nato a tutela della Sicilia e dei
    Siciliani, si preoccupa soltanto di questioni di logo e di denominazione.
    Sappia, poi, l’on. Torregrossa che non si tratta di “Micciché & Co.”,
    bensì di Micciché e decine e decine di deputati nazionali e regionali.
    Quanto, poi, al suo suggerimento circa la nuova denominazione, farebbe
    bene a preoccuparsi anziché dei “Parenti della Zita”, dei “Cognati della
    Zita”.
    Il Presidente del Consiglio Provinciale
    Michele Mancuso

  3. Michele Mancuso Presidente del Consiglio Provinciale di Caltanissetta scrive:

    Dimenticavo!!
    Sarà mia cura fare leggere agli amici del blog, non appena possibile, il trafiletto dell’On.le Torregrossa in versione integrale.
    Buon lavoro!!!

  4. Michele Mancuso Presidente del Consiglio Provinciale di Caltanissetta scrive:

    DETTO FATTO: ECCO L’ARTICOLO DELL’ON. TORREGROSSA PUBBLICATO A PAG. 30 DE “LA SICILIA” CRONACA DI CALTANISSETTA.

    «Pdl Sicilia contro regolamento Ars»
    «Il Pdl Sicilia non può esistere. Quello del Pdl è
    innanzitutto un contrassegno elettorale,
    riconosciuto e ammesso per legge. Non può
    essere usato da altri. In una prossima tornata
    elettorale nessuno potrebbe usare simbolo e
    acronimo. Se vogliono, Micciché & Co, proprio
    fare un nuovo gruppo all’Ars che lo chiamino
    in altro modo: suggerisco “I parenti della Zita.
    È abbastanza siciliano, no?»: così in una nota
    l’on. Raimondo Torregrossa, deputato all’Ars,
    che non ha aderito alla scissione del Pdl.

  5. CARLO VARCHI scrive:

    CARO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI CL APPROVO IN PIENO QUANTO LETTO SOPRA… IL NOSTRA CORRENTE NON E’ IL PARTITO FAMIGLIA COME C’E’ IN PROVINCIA! NON E’ IL PARTITO “F.LLI PDL S.P.A.” MA IL VERO PDL SICULO! LA POLITICA DEVE RITORNARE AL CONFRONTO E ALLE SEGRETERIE. IN PROVINCIA DI CALTANISSETTA ABBIAMO SOLO VISTO LA CASTA SENZA MAI CONFRONTI E DEMOCRAZIA. CON GIANFRANCO MI SONO SENTITO RINATO E PARTO DALLA QUESTIONE MERIDIONALE PER RICONOSCERMI NELLA MIA IDENTITA’ DI VERO SICILIANO E PERCHE’ NO DI “VERO RIBELLE”. LA STORIA, TRALALTRO, LA FANNO I REBELLI E NON QUELLI LI’…

  6. Adelaide scrive:

    Secondo me è tutto perfetto. E’ lampante che non abiano cosa dire. Spiazzati. Bravo Gianfranco: uno a zero, palla al centro (già che ci siamo con le metafore sportive).
    Ma lasciatemel dire: i “big lealisti” sono politicamente scarsetti. Chi ha detto a Leontini che si tratta di un partito? E poi Castiglione:”NOn sentivamo l’esigenzadi un’altro Pdl”…a testa di rapa, se nn sentivi tu l’esigenza non fai altro che confermare che hai fatto il coordinatore dei tuoi 4 ruffiani!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Pazzesco.

  7. Bart scrive:

    POVERI “LEALISTI” ANCORA NON HANNO VISTO NIENTE.
    GLI MANCHERA’ SEMPRE QUALCOSA, “LE PALLE”.
    GIANFRANCO MI RACCOMANDO NON LI MORTIFICARE TROPPO.

  8. vincenzo pepe capo gruppo pdl sicilia cl scrive:

    cari cocgnati onorevoli non vi siete accorti che la gente è molto più intelligente di quando pensiate e che la massa popolare spesso è più veloce nell’intuire le nuove linee guida della politica di alquni di voi.tutti hanno capito che stavate svendendo la sicilia, chi per interessi personali, chi per interessidi famiglia, e questi hanno la pretesa di volersi chiamare i lealisti, che faccia tosta.leali lo si è quando si fanno gli interessi dei propi concittadini,oppure quando si vuole cambiare registro affinchè la sicilia possa innescare la marcia della meritocrazia e mettere in moto un circolo virtuoso che possa determinare quello sviluppo e dare quei servizi che fino ad oggi non sono stati eccellenti,o sono mancati.ginfranco miccichè grazie a silvio berlusconi nel 94 creò forza italia,un grade progetto politico che doveva ridurre il gap tra nord e sud.ancora oggi più che mai ci battiamo per questi obbiettivi. grazie gianfranco per avermi fatto ri-innamorare della plitica

  9. peppino scrive:

    ginfranco miccichè grazie a silvio berlusconi nel 94 creò forza italia,un grade progetto politico che doveva ridurre il gap tra nord e sud.

    A ditanza di 15 anni siamo ancora qui a parlare di ridurre il gap tra nord e sud, che in questi anni non è avvenuto minimamente…eppure circa 10 anni fà con Gianfranco coordinatore ci fu quel 61 a 0 che doveva segnare la svolte per il meidione e la Sicilia, e furono tutti uomini scelti da miccihè…ora mi chiedo, forse non erano le persone giuste??oppure quest persone come tutte quelle che vanno a roma si son fatti gli affari suoi…..perchè non fare 10 anni fà forza italia sicilia??forse prchè qui 61 tra deputati e senatori furono scelti da Miccichè??
    basta con le guerre, gli errori li hanno compiuti tutti, da mccihè a castiglione..deponiamo le armi…e cerchiamo un percorso comune che possa far rinascer il pdl..

  10. V. Accurso assessore comune di Casteldaccia scrive:

    Il pdl Sicilia nonostante sia nato da poche ore,ha gia’
    al suo attivo un merito storico: la riproposizione al
    centro dell’attenzione politica della Questione Meri-
    dionale.Dopo il rapporto di Giustino Fortunato all’indo-
    mani della Unita’d'Italia la questione meridionale e’
    stata terreno di conquista degli intellettuali di stam-
    po marxista ,che come Gramsci l’hanno inserita nel con-
    testo delle contraddizioni del capitalismo e hanno riman-
    dato la sua risoluzione all’avvento del “sol dell’avvenir”
    come si diceva una volta.Il rilancio della problematica
    meridionalista nell’ambito piu’ moderno di una economia
    liberale e la presenza di una forza politica credibile
    come il Pdl Sicilia fa ben sperare soprattutto nel’ot-
    tica del federalismo prossimo venturo.L’azione gia’
    svolta dall’on.Micciche’ a favore del SUD garantisce
    la serieta’ del tentativo e nobilita la nascita del
    Pdl Sicilia come il vero tentativo di riscatto della
    Sicilia.Le forze sane e oneste della Sicilia non pos-
    sono che sostenere questo tentativo.

  11. stefania scrive:

    Apprendo che il nome PdL Sicilia sarebbe illegittimo e che nelle more di un giudizio “superiore” il gruppo viene chiamato semplicemente “Sicilia”.
    Complimenti… per il buon auspicio!

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