ERA GIA’ TUTTO DECISO!

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Ho letto un po’ di carte, ho visto alcune trasmissioni televisive e mi sono fatto un’idea che voglio confrontare con voi. Io, come tutti saprete, non sono un giurista, ma credo non ci vogliano particolari competenze tecniche per comprendere alcune cose.

Prima di parlare del lodo Alfano è necessaria una premessa.

Quando fu scritta la Costituzione Italiana i nostri Padri costituenti, per evitare che potessero nascere conflitti tra i due poteri forti dello Stato (Legislativo e Giudiziario), a garanzia della tenuta della democrazia costituirono i due strumenti noti come “immunità parlamentare” e Csm che di fatto garantivano che ogni potere non potesse essere aggredito dall’altro.

Dopo tangentopoli una classe politica debole e con la coda di paglia ritenne di auto ridurre le proprie garanzie, mantenendo immutate quelle della Magistratura. Risultato: la politica non ha più l’immunità, la Magistratura si. Il potere Giudiziario può aggredire il potere legislativo e non viceversa.

Cinque anni fa per garantire che almeno le più alte cariche dello Stato potessero svolgere serenamente le proprie funzioni, anche se antipatici al potere giudiziario, fu votata in Parlamento una legge, nota come Lodo Schifani, che la Corte dichiarò incostituzionale con le seguenti motivazioni (tratto dall’agenzia stampa della Corte Costituzionale) :

Il cosiddetto Lodo Schifani è incostituzionale perché l’automatismo generalizzato della sospensione dei processi per le prime cinque cariche dello Stato incide, menomandolo, sul diritto di difesa dell’imputato ma anche perché viene violato il principio di uguaglianza dato che la norma accomuna in un’unica disciplina cariche diverse non soltanto per fonti di investitura, ma anche per la natura delle funzioni. La Corte osserva anche che nella norma ci sono elementi di ‘irragionevolezza’: che avviene infatti dell’immunità degli altri giudici della Corte costituzionale (oltre il presidente)? L’immunità è garantita dalla legge costituzionale n. 1 del 1948 ma nel Lodo Schifani non ce n’è traccia. (20 gennaio 2004).

Come avete letto il motivo di illegittimità di quella legge era stato identificato nel merito del dispositivo, era quindi stata ritenuta valida la procedura parlamentare allora utilizzata (cioè bastava una legge ordinaria votata in Parlamento e non di modifica costituzionale). A seguito delle osservazioni della Corte si è ritenuto di ripresentare la legge modificata nelle parti contestate e nella direzione indicata dalla Corte stessa, che ha preso il nome di lodo Alfano.

Era comunque possibile, e questo si temeva, che la Corte non ritenesse idonee o sufficienti le modifiche apportate, ma era impensabile che  la sentenza di bocciatura di oggi cambiasse completamente linea  e assumesse  come motivazione l’errata procedura parlamentare, che non era stata, invece, oggetto di alcuna obiezione nella precedente sentenza. Questo non può che indurmi a pensare che i signori Giudici, non sapendo più a dove appigliarsi, abbiano trovato l’unico escamotage possibile per eseguire  ciò che evidentemente era già stato deciso.

Ora, come sapete, io non sono uno che ha lesinato critiche al Presidente Berlusconi quando mi sono convinto che ciò che  faceva non fosse corretto, ma questa sentenza della Corte conferma pienamente le preoccupazioni del Presidente circa l’esistenza di un forte squilibrio tra i poteri dello Stato a favore della Magistratura.

Questo post non vuole essere una difesa d’ufficio nei confronti di Berlusconi, né un grido ad un complotto, di cui non sarei in grado di individuare l’artefice, ma soltanto una riflessione: nessuno immagini di poter trarre benefici da questo squilibrio di poteri che, in quanto alterazione dell’architettura democratica dello Stato, è pericoloso per tutti.

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32 Commenti a “ERA GIA’ TUTTO DECISO!”

  1. C. Antico scrive:

    Più pericoloso è l’accentramento del potere politico, economico e mediatico che finisce con svuotare progressivamente i valori di libertà d’espressione e di pensiero dei cittadini. Sto rileggendo Orwell, 1984, sono preoccupato.

  2. LUIGI PILLITTERI scrive:

    NON SONO UN GIURISPERITO PERO’ OSSERVO COME DOPO IL 93 SI E’ CREATO UNO SQUILIBRIO TRA I POTERI DELLO STATO, CON L’ABOLIZIONE DELL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE. QUESTO E’ UN DATO DI FATTO!!!
    PERO’ ANCHE IL LODO SCHIFANO HA VIOLATO L’ART. 3 DELLA COSTITUZIONE. COSA STATUITA DALLA CORTE COSTITUZIONALE CHE BOCCIO’ LA LEGGE IN QUESTIONE ANCHE PER QUESTO MOTIVO.
    ANDIAMO AL CD. LODO ALFANO… COME SI FA A NON CONSIDERARE VIOLATO PALESEMENTE L’ART. 3 DELLA COSTITUZIONE.MA COME SI FA CHE UNA LEGGE ORDINARIA (CHIAMATA CHISSA PERCHE’ LODO) POSSA MODIFICAREUN ART. DELLA COSTITUZIONE, ANCHE SE PER MOTIVI PLAUSIBILI???
    SAREBBE QUINDI PIU’ CORRETTO RIPRISTINARE IL VECCHIO DETTATO COSTITUZIONALE CHE PREVEDEVA L’IMMUNITA’ PARLAMENTARE, AL FINE DI EVITARE QUESTA FAIDA TRA I POTERI DELLO STATO, CHE PERO’ SI DOVRA’ FARE, ESCLUSIVAMENTE CON LEGGE COSTITUZIONALE CHE MODIFICHI LA COSTITUZIONE. O SBAGLIO??? CREDO CHE TUTTO IL RESTO SIA IPOCRITO O PEGGIO OVVERSIVO. SIAMO O NO UNO STATO DI DIRITTO??? APPLICHIAMO E VENERIAMOLO. GUAI AD UNA NAZIONE CHE SI SCORDA CHE L’UNICA LUCE, L’UNICA GUIDA E’ LA LEGGE. RICORDIMOCI CHE SI GOVERNA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO CHE E’ L’UNICO SOVRANO ASSOLUTO E SI GOVERNA NEL SUO INTERESSE!!! GUAI A PENSARE DIVERSAMENTE. SAREBBE LA FINE DELLA DEMOCRAZIA!!!

  3. santino scrive:

    Il mito della personalita’.
    Questo è il nemico da abbattere.
    Perchè Berlusconi ha voluto il bonus bebe’?
    Perchè non ha voluto pensioni inferiori a 512 euro?
    Perchè ha voluto la social card ?
    Perchè in 5 mesi ha dato case ai terremotati ?
    Perchè è stato il primo politco a presentare un contratto con gli italiani?
    NON SI DEVE CREARE UN MITO
    I nostri padri costituendi non lo hanno scritto,ma hanno fatto in modo che cio’ avvenisse,anche a costo di mandare tutto allo sfascio.
    Povera Italia,cosi non ti riprenderai mai

  4. Maurizio scrive:

    Caro Gianfranco, ti premetto che ammiro il tuo coraggio, la tua passione.
    Tuttavia, dissento dalle tue conclusioni, sia per motivi tecnico giuridici che di merito.
    Tralasciando i primi, mi preme nel dire che sospendere i processi penali (di qualsivoglia natura siano a carico delle 4 cariche dello Stato) riverbera effetti nel rapporto
    fiduciario che si instaura tra gli elettetti e gli elettori, e tra il Parlamento e l’Esecutivo.
    Io da cittadino ed elettore voglio sapere se il Presidente del Consiglio, che voto quale espressione di governo della maggioranza partitica, è probo ed onesto, e se questa fiducia permanga durante gli anni del mandato che gli è stato affidato. Infatti, da un lato, avrò prontezza, in caso di nuove elezioni, di valutare se confermare o meno il voto; dall’altro, evitare di sapere, solo a fine mandato, che potrebbe durate più legislature), e fatta salva che successivamente diventi Capo dello Stato (così come il cursus di un Presidende del Senato o della Camera, che poi diventa prima Presidente del Consiglio, poi della Repubblica) se è stato autore di reati riprovevoli o di grvissimi crimini.
    E come dire mangia..mangia ..poi vedremo se il cibo è avvelenato.
    In termini diversi, Gianfrà, la fiducia deve essere un valore continuo e fluttuante, e non statico.
    Dal punto di vista tecnico, aggiungo altro, che i Giudici della Corte non hanno detto: se si consentisse il congelamento dei processi al Premier, il rapporto fiduciario che l’esecutivo deve godere dal Parlamento sarebbe, anche qui, falsato, postdatato.
    Non voglio addentrarmi eccessivamente nell’aspetto tecnico, ma solo esprimere una mia personale opinione.
    Con l’affetto di sempre,
    Maurizio

    P.S.
    Ginfrà, con sti idea del Partito del Sud che cas..che stai combinando, che scombiglio. Bravo, almeno con te parliamo di vera politica

  5. santino scrive:

    E adesso??
    Avanti,c’è posto per tutti.
    Escort,foto all’interno della villa,pedofilia…tanto lo mandiamo ai processi e lo distraiamo dal suo compito.

  6. santino scrive:

    E se un giorno arrivassero denunce alle prime 4 cariche dello stato ,in contemporaneità ???
    Semplice..chiudiamo il parlamento!!!
    Si vede che le leggi li faranno nelle aule dei tribunali.
    BURDELLO

  7. Maurizio scrive:

    Gianfranco (o per chi legge per lui e comunque possa riferiglierlo) potrei sapere come si può entrare a far parte del tuo gruppo, e sempre che tu possa avere bisogno di nuove forze. Ed ancora, nel tuo gruppo c’è spazio per chi vuole contribuire (senza terzi fini!) ad esempio per la legislazione: studi, ricerche, elaborazione di proposte di legge ecc.?
    Ciao

  8. santino scrive:

    @ Maurizio
    Mi scusi se mi sto permettendo di interessarmi al Suo commento,anche dal momento che lo stesso è diretto al “Gianfra”suo amico,detto cio’,vorrei dirle che Lei ha toccato un nervo scoperto,cioè il “rapporto di fiducia ” che i cittadini hanno con il Premier.
    Quindi se io fossi l’opposizione farei di tutto per deturpare questo rapporto,come è avvenuto tramite certa stampa , cioè INFANGANDO,bombardamento mediatico,al punto che l’opinione pubblica dira’ :ma come mai non interviene la magistratura? Facile,no?

  9. eusebio scrive:

    Il Lodo Alfano è legittimo, quella della Corte Costituzionale è una sentenza politica delegittimante! Questo è ciò che penso e lo motivo con una serie di considerazioni.
    Anzitutto, parto dalla sentenza di 5 anni fa, con la quale la Corte Costituzionale bocciò il Lodo Schifani (molto simile, ma non uguale, al Lodo Alfano): allora la Corte affermò che secondo la Carta va tutelato il principio del sereno svolgimento delle massime funzioni istituzionali e che questo non contraddice il principio di eguaglianza tra i cittadini. E’ indubbio che la ratio del Lodo Alfano andava proprio in questa direzione. La sospensione dei processi non era, né voleva essere, infatti, veicolo d’immunità, ma si poneva l’obiettivo di assicurare il sereno svolgimento delle funzioni alle quattro più alte cariche dello Stato. E ciò non avrebbe affatto creato diseguaglianza, dal momento che lo spirito della legge non era certo quello di consentire ai 4 di essere trattati diversamente dagli altri cittadini (anche perché i processi sarebbero stati solo sospesi), essendo, invece, incentrata sull’esigenza di far svolgere loro il relativo mandato con serenità: un’esigenza fortemente e legittimamente avvertita in un Paese, come il nostro, in cui più volte la giustizia è stata utilizzata per sovvertire l’esito del voto e il cui più volte Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a seguito delle persecuzioni a cui è stato sottoposto da 15 anni a questa parte, sarebbe dovuto andare un giorno sì e uno no alle udienze, non potendo partecipare né a consigli dei ministri né al G8.
    E della tutela del principio del sereno svolgimento delle funzioni, richiamato dalla stesa Corte, che ne facciamo? A questo punto credo che il Parlamento abbia il diritto e il dovere di fare una nuova legge, seguendo le indicazioni della Corte. Ciò, peraltro, mi riporta all’altra motivazione che soggiace alla sentenza de qua, cioè che se una legge in materia deve esserci, trattandosi di principi costituzionali, essa deve rivestire la forma di legge costituzionale (e non di legge ordinaria, qual è la legge n°124\2008, denominata “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato”). Una motivazione, ex art 138 della Costituzione, che in linea di principio può convincermi, certo più forte e plausibile, rispetto a quella della diseguaglianza di trattamento. Tuttavia, è lecito chiedersi come mai nella sentenza che bocciò il Lodo Schifani la Corte Costituzionale non fece alcun rilievo da questo punto di vista. Non stiamo forse parlando dello stesso Organo?
    Una domanda che continuo a pormi insistentemente e che mi riporta alla mente quanto recentemente affermato dall’ex Presidente della Corte Costituzionale, Annibale Marini: “È vero che la Consulta è libera di cambiare l’orientamento, ma le sue sentenze devono avere una stabilità e durare nel tempo”. Eppure, il Lodo Alfano introduceva degli elementi, differenzianti rispetto al Lodo Schifani, che lo rendevano assolutamente compatibile con quanto indicato dalla Consulta stessa 5 anni prima: mi riferisco, in particolare, alla possibilità per l’imputato di rinunciare in ogni momento alla sospensione (comma 2) e alla possibilità per la parte civile di trasferire, in caso di sospensione, l’azione in sede civile (comma 6). Ed ecco di nuovo quella domanda, che torna ad insinuarsi nella mia mente e con essa un pericoloso tarlo: non stiamo forse parlando dello stesso Organo? Perché, dunque, oggi viene fuori una sentenza che di fatto sconfessa quella emessa appena 5 anni prima? Qualche ferreo costituzionalista ad oltranza sbriga la faccenda sostenendo che oggi l’Organo è composto, per la maggior parte, da giudici diversi e questo spiegherebbe il diverso intendimento; a me invece sembra (ecco il tarlo!) che questo spiega, forse più di ogni altra cosa, quanto la Consulta sia un organo (con la o minuscola) assolutamente politicizzato, che interpreta e giudica a “correnti” alterne … con buona pace, peraltro, di uno dei principi cardine di uno Stato libero e democratico: la certezza del diritto.
    Auspicavamo non solo una sentenza positiva per noi, ma anche e soprattutto una sentenza che avesse il crisma della decisione tecnico-giuridica, una decisione, per dirla con le parole dello stesso attuale Presidente dell’Alta Corte, Francesco Amirante, che fosse presa “in serenità, con imparzialità e obiettività”. Purtroppo non è andata così. Purtroppo il Lodo Alfano, assolutamente legittimo, è stato spazzato via da una sentenza politica delegittimante.
    E a noi non resta che incassare e continuare ad andare avanti, per la nostra strada, sebbene a volte essa ci appaia in salita. Perché di una cosa sono certo, in mezzo al caos istituzionale imperante: non sarà una sentenza di parte ad azzerare il mandato, che milioni di italiani hanno dato al Centrodestra, a governare questo Paese.

  10. bartolo scrive:

    Una volta uno mi disse, “se a un cane indico con il dito la luna, lui guarda il dito e non la luna”.
    Come dice Gianfranco, invece di concentrarci sul LODO, bisogna riportare tutto a prima di Tangentopoli, ripristinare le regole affinchè la politica (con la P maiuscola) e quindi il potere legislativo si riappropri del proprio ruolo e non fare leggi mirate che hanno difficoltà ad avere consenso.
    Il Governo e il Parlamento hanno un potere enorme, ma lo devono saper usare da “Statisti” e non da “affaristi”.
    Ripristinare l’immunità per tutti avrebbe un consenso unanime o comunque condiviso, vedi “scudo fiscale”, e dopo la magistratura può essere rimessa all’angolo.

    Grande Gianfranco e grande SUD,
    ma bisogna che il “Partito del Sud” cominci a prendere posizione su temi forti e territoriali, in modo da far crescere il consenso.
    Da siciliano devo avere almento un motivo, un ideale, condividere un obiettivo per auspicare il Partito del Sud.
    Vedi Lega “immigrati, Sicurezza, Padania…”.

  11. francesco scrive:

    la soluzione del problema? introdurre di nuovo l’immunità parlamentare attraverso voto segreto. certamente le forze d’opposizione, idv in testa, non sarà compatta nel votare contro!

  12. missy scrive:

    Sul piano dell’analisi dei rapporti di potere, Gianfranco, le tue riflessioni hanno una logica molto valida.
    Scendendo però dal piano teorico e ideologico-democratico a quello pratico, mi chiedo perchè nessuna delle altre 3 cariche interessate alla sentenza di ieri (Presidente della Repubblica, del Senato e della Camera) si siano sentite minacciate o private di un diritto: nessuna di esse ha protestato contro la Corte!
    Torna evidente il fatto che sarebbe bene pensare ai problemi del Paese piuttosto che a quelli personali di una sola persona. Non mi piace neanche sentir dire che il Presidente del Consiglio non avrà tempo per occuparsene pienamente, visti i processi che gli toglieranno gran parte della disponibiltà. E’ colpa nostra se ha altri impegni? O riesce a fare le due cose o si dimette.
    Forse ho fatto un po’ i conti della serva. Ma c’è un paese in disastro, e comunque ogni leader degno di tal titolo deve pensare che, una volta creata una scuola solida, deve poter immaginare la possibilità di una successione che ne continui l’operato.

  13. GG scrive:

    guardate che però nella prima sentenza sul Lodo Schifani c’era una frase che diceva ESPLICITAMENTE che ulteriori rilievi di incostituzionalità sarebbero stati ASSORBITI automaticamente dal primo rilievo incontrato. Che poi è quello che è successo. La prima sentenza non ha MAI DETTO che non ce ne fossero altri. Anzi ha detto esplicitamente che ve ne potevano essere di ulteriori. A me pare coerente. Che si sia d’accordo o meno sul merito.

  14. @Mssy sempre super nei commenti politici

  15. stefania scrive:

    Allora..
    Vorrei precisare alcuni punti.
    Quando si solleva la questione di constituzionalita’ di una legge, il giudice che la solleva rivolgendosi alla Corte costituzionale individua le norme che secondo lui sarebbero violate da questa legge.
    Nel primo caso (Lodo Schifani) il Giudice rimettente ha chesto alla Corti di pronunziarsi con riferimento a determinati articoli ad es. il 3 (uguaglianza), il 24 (diritto di difesa) ed altri indicati.
    la Corte deve e puo’ pronunziarsi solo in riferimnto agli articoli che si indicano come violati, non deve andare oltre.
    Basta un solo articolo violato e la norma e’ illegittima.
    Nel lodo Alfano invece il Giudice che si e’ rivolto alla Corte ha chiesto anche di pronunziarsi in merito all’art. 138 della Costituzione ed in risposta a questo specifico quesito (che la prima vota non e’ stato formulato) ha chiarito che e’ non e’ sufficiente la legge dello stato perche’ l’articolo 138 sancisce che e’ necessaria una legge costituzionale.
    La Corte costiuzionle non ha smentito se stessa ma ha risposto esattamente a tutto quello che gli era stato chiesto dai due giudici.
    Ossia. La Corte costituzionale nel primo caso non doveva dire che occorreva una legge costituzionale e cio’ perche’ non gli era stato chiesto dal Giudice.
    Ora questo lo so io, e lo sa pure Alfano che ancora parla di complotto, capisco che non lo riesca a capire Berlusconi.
    Caro Gianfranco mi sarei spaventata di piu’ se il Lodo Alfano fosse passato perche’ quello era un brutto segnale per il principio dell’imparzialita’ dei magitrati, principio che deve rimanere chiaro nella nostra testa posto che l’errore piu’ grande che si puo’ fare e’ abbandnare un prinicipio a causa delle persoe che lo applicano male.
    Insomma… tanto rumore per nulla.

  16. Gaetano scrive:

    Ma di cosa state parlando? Lo squilibrio è tutto a favore di Berlusconi che ha già raggiunto il suo obiettivo con il lodo Alfano che era quello di far finire in prescrizione tutti i processi a suo carico.

    Siccome ora lui sta affermando che chi ha il consenso pul fare tutto, non ci si dovrà meravigliare se un giorno dovessero vincere i comunisti e dovessero decidere di togliere le concessioni pubbliche alla Mediaset. Oppure che decidessero di smembrare l’azienda perché monopolistica.

  17. Gaetano scrive:

    Per salvare il paese bisogna eliminare il diritto di voto universale. Per andare a votare bisognerebbe quantomeno superare degli esami a sorpresa sul funzionamento degli organi dello stato, sugli eventi politici del mondo, sui partiti e sul loro funzionamento. Non si può dare il diritto di voto a chi non gli ne frega proprio nulla della politica. Inoltre i voti attribuiti a ciascun cittadino dovrebbero essere proporzionali alle tasse complessivamente pagate. Per dire, hai diritto ad un voto ogni 1.000 euro di tasse pagate. Solo così ci può essere giustizia sociale. Altrimenti vincono sempre la mafia e le cordate politiche che si alimentano sulla speranza di ignoranti, disocuppati, delinquenti, assassini o disperati.

  18. Angela scrive:

    Mi chiedo molto semplicemente se non fosse più lineare, più democratico, più legittimo, più legislativamente coerente ripristinare soltanto la legge precedentemente abrogata, quella sulla IMMUNITA’ PARLAMENTARE.
    Non sono un giurista ma ritengo che sarebbe stato oggettivamente difficile bollare come incostituzionale una legge che già costituzionale era stata.

    O no?

  19. Giuseppe Carcione scrive:

    @Gaetano
    Ma questo modello di governo del paese da dove l’hai tirato fuori? Far votare in base alle tasse pagate?!?! Mi sembra di vedere delle forti analogie con le società di capitali ma un’assemblea di azionisti non la ritengo un buon modello per una legge elettorale dove conta di più chi ha più azioni in portafoglio. Ti ricordo solo che le tasse sono proporzionali al reddito percepito quindi secondo i tuoi auspici il voto di un ricco peserebbe più di un povero: complimenti per la tua società ideale!

  20. Matteo scrive:

    Gianfranco adesso propomgo davvero un golpe. Non siamo fatti per la democrazia e finalmente abbiamo trovato il nostro LEADER. Che aspettiamo???

  21. La prima riflessione che la lettura del post mi ha procurato è la seguente.
    Il Paese denuncia la caduta dentro il caos. Aumentano le incertezze; cresce la sfiducia verso le istituzioni più nobili. E’ cose se tutto fosse vero, e tutto sia il contrario del vero. Cioè, falso. Tutto potrebbe uscire diritto, ma al tempo stesso no è escluso che esca rovescio. Troppa materia imprevedibile c’è nel nostro Paese. Troppa discrezionalità oramai ci stordisce. E’ chiaro, ecco il crogiuolo della mia riflessione, bisogna tornare a mettere mano al rispetto delle regole, all’attuazione dell’etica, alla scelta degli uomini probi: onori sommati ad indennità di carica, e oneri commisti a responsabilità pesantemente sanzionabili. Continuando di sto passo, ci troveremo davanti alla possibile messa in pratica, da parte dei cittadini onesti, dell’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Nella speranza di non passare per fuorilegge…
    L’Italia e gli italiani devono perseguire con alto senso di responsabilità, con rigore e con pudore, la costruzione di un sano futoro per i nostri giovani. Oggi, a dire il vero, regna sovrano il caos.

  22. santino scrive:

    @Missy ” mi chiedo perchè nessuna delle altre 3 cariche interessate alla sentenza di ieri (Presidente della Repubblica, del Senato e della Camera) si siano sentite minacciate o private di un diritto: nessuna di esse ha protestato contro la Corte!”
    Missy,mia cara Missy, mi chiedo perche’ nessuna delle altre 3 cariche ,venga continuamente attaccata come il Premier.Un affettuoso saluto.

  23. Gaetano scrive:

    x Giuseppe Carcione
    I ricchi sono pochissimi in Italia e spesso pagano poche tasse. Conterebbero perciò meno di adesso in pause che attribuisce i voti in base alle tasse pagate. Per contro i dipendenti privati, gli artigiani, i cittadini onesti avrebbero molto peso. Spiegami invece perché il voto di un mafioso e di un parassita deve contare tanto quanto il voto di uno che paga molte tasse. Infine c’è da dire che le tasse sono proporzinali al reddito DICHIARATO e non guadagnato. Avere più voti da spendere diventerebbe motivo anche di status sociale, invogliando a pagare più tasse.

  24. Nino Sala scrive:

    Caro Presidente, forse era tutto deciso, ma se lo avevamo capito noi come mai nessuno lo aveva detto a Berlusconi esponendolo ad un tale rischio? Io penso che la pletora di yes men di cui si circonda quotidianamente il “capo” non gli riferisce la verità ma solo quello che lui vuole sentirsi dire ed ecco che quel “mi sento preso in giro” va riferito a quelli che in questi mesi gli hanno detto “se firma Napolitano è fatta, abbiamo un accordo”! Non si può pretendere di governare una grande nazione come l’Italia con
    ministre chiacchierate, ex-calciatori, veline e yes men che tutto possono fare ma non certo operare scelte sagge né per se né per gli altri compreso per il premier. Qui il probema vero è l’inesistente classe dirigente del PDL!

  25. FILIPPO ROBERTO scrive:

    @ tutti REPETITA JUVANT, IERI PM HO INSERITO UN COMM MA NESSUNO HA RISPOSTO LO RIPUBLICO IO SONO UN PO’ DURO DI COMPRENDONIO COSI’ LE CASE RIPETUTE PIU’ VOLTE MI AIUTANO, VERO GIANFRY TI RICORDI tutti sti komunisti che esultano per un pò di giustizia, ma quelli del Pdl tacciono per la munnizza a palermo. capisco tutti i giornali o televisori sono brutti cattivi e bosceviki che nangia i bambini e buttano via le ossa per le vie di palermo.
    però quando a napoli c’ero un pò di munnizza le tv e i giornali filo rossi ne parlavano. chi lo sa mi risponda!
    mio caro amico Giafry tu sei esonerato da questa risposta, ti dico solo sono e saro’ sempre un controcorrente ma Amico sincero ricordati il 16 Ottobre 2007.
    CIAO FILI NO AI FALSI INVALIDI

  26. Marco Lampasona scrive:

    Caro Gianfranco,
    non sono un giurista come sai, ma è immaginabile che di fronte ad una palese violazione della costituzione ci si possa appellare al fatto che la Corte nel precedente giudizio sul Lodo Schifani non si era espressa sul punto. E allora, che giustificazione è questa ?

    Siccome la Corte non era entrata nel merito l’accoppiata Ghedini-Alfano ha pensato bene “mutu a cu sape u iuocu”!!!!!

    Con legge ordinaria non si può cambiare la Costituzione….lo sanno pure gli studenti del primo anno di legge….Roba da matti…

  27. missy scrive:

    … il grande Fili all’attacco!
    Ciao!!!

  28. Angela scrive:

    Filippo Roberto! Ciao…
    Mi auguro proprio che tu ottenga l’attenzione che MERITI!

  29. laplume scrive:

    Nel 2004 la Corte bocciò il Lodo Schifani senza specificare che leg­gi che intervengono a modificare o interpretare il dettato costituzionale non possono essere di tipo ordinario. Quei giudici – in gran parte di­versi dagli attuali – aggiunsero al­la loro sentenza questa frase: «Resta assorbito ogni altro pro­filo di illegittimità costituziona­le », il che significava che il lodo Schi­fani poteva contenere altri passaggi di incostituzionalità, ma che non veniva­no evidenziati in quanto i due evidenziati erano suf­ficienti per respingere (ne sarebbe bastato anche uno solo!).
    Un po’ più di correttezza nei giudizi e di fedeltà nel riportare, farebbe bene alla trasparenza del dibattito. E questo vale sia per l’estensore del post che per chi commenta (con l’esclusione di @GG). Grazie

  30. Paola scrive:

    @ Missy: Ottima osservazione! Indipendentemente dalla costituzionalità o meno della legge (per quello che ho potuto capire, facendo un’attenta analisi in questi giorni, ritengo sia, haimè, davvero incostituzionale), il nostro Paese sta attraversando un momento difficile, e non possiamo permetterci di perdere tempo su queste riflessioni ma è arrivato il momento di agire!
    Mi rammarico solo che il Governo si mobiliti solo quando le disgrazie si verificano, invece di evitarle!
    I nostri politici isolani, che rappresentano la Sicilia, dovevano richiedere un’azione preventiva, cosa che non è avvenuta. Troppo facile, ora, discutere sul tema.
    Alla luce degli eventi che si sono verificati e che, rispetto alla situazione dell’Abruzzo, potevano essere evitati, non riesco proprio a farmene una ragione e a giustificare la nostra classe politica!!!!
    @ Angela: era quello che pensavo anch’io.. sarebbe stato, forse, più opportuno riproporre l’immunità parlamentare.
    Un saluto a tutti!

  31. Giovanni Spoto scrive:

    Carissimo Gianfranco Miccichè,
    L’unica carta che dovreste rileggere è questa:

    http://www.governo.it/Governo/Costituzione/principi.html

    BUONA LETTURA

  32. MariangelaC scrive:

    A mio avviso, credo che il problema non sia “Lodo Alfano sì” “Lodo Alfano no”.
    la vera questione credo sia il calcolo delle priorità: garantire maggiori garanzie (scusate il gioco di parole) alle più alte cariche dello Stato, giusto o sbagliato, costituzionale o no, non credo sia una di queste priorità, nè per l’Italia nè tanto meno per la Sicilia.
    L’errore che facciamo, soprattutto noi siciliani che più di tutti dovremmo rimboccarci le maniche e lavorare per migliorare il Sud e per non dovere più dare ragione (perchè a volte ce l’hanno!)ai nordisti prepotenti, è proprio quello di non perdere di vista l’obiettivo fondamentale,
    anche se, a volte, mi chiedo se questo sia per tutti lo stesso…
    Che senso ha parteggiare, a favore di uno o l’altro, quando non abbiamo ancora parteggiato per i nostri interessi, e cioè per la nostra terra?

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