IL MEDIATORE E IL SEGRETARIO

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Post di redazione

Ebbene sì, ci risiamo! Ieri sera Gianfranco Miccichè ha colpito ancora, tanto da far emettere al compassato Gad Lerner un inaspettato “Olè’!”, un’esclamazione di sorpresa, mista al godimento, per l’audience che presumibilmente lievitava ad ogni parola del Sottosegretario.

Incalzato dalle domande del giornalista “Infedele” sul ruolo della Lega all’interno della maggioranza e sugli equilibri in essa determinatisi (con un sempre più evidente strapotere del partito di Bossi, oggi unico interlocutore del Premier), Miccichè immagina un Pdl che, per avere più peso all’interno della coalizione, sia strutturato diversamente, cioè come un vero partito, quale esso ancora non può definirsi. Ciò, secondo il Sottosegretario, sarebbe già stato possibile se alla nascita del Pdl, il Presidente del Consiglio, Berlusconi, avesse assunto l’incarico di Presidente del partito, lasciando il ruolo di Segretario all’altro leader e co-fondatore, Gianfranco Fini.

“Una provocazione”: cosi l’ha definita lo stesso Miccichè. Anche se, più che una provocazione, a molti è apparsa come il disegno lucido di un Pdl che, così strutturato, consentirebbe al Premier di esercitare il ruolo, a lui congeniale, di mediatore tra i partiti della coalizione (“ruolo – afferma Miccichè – che oggi non è in condizione di svolgere, avendo soltanto il rapporto con la Lega”); e consentirebbe al partito di far sentire di più la sua voce, di far valere con maggior forza le sue idee.

E’ insomma, il disegno di un Pdl più forte, che possa sedersi al tavolo delle trattative, occupando il posto d’onore che ad esso spetta, senza dover subire la straripante forza della Lega e del Senatur, il quale continua a ripetere che gli basta una visitina ad Arcore, per ottenere ciò che vuole.

Provocazione o disegno lucido? Non importa! All’orizzonte le elezioni regionali si scorgono sempre più nitide e vicine: forse una riflessione seria andrebbe comunque fatta.

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17 Commenti a “IL MEDIATORE E IL SEGRETARIO”

  1. PAOLO scrive:

    LA LEGA HA LEGATO BERLUSCONI LA VERA REALTà è CHE SIAMO TUTTI NOI ITALIANI IN MANI LEGHISTE, CAPACI DI CONDIZIONARE IL GOVERNO E TUTTA LA POLITICA.ESISTONO 2 ITALIE, IL NORD E IL SUD. SE VOGLIAMO TAGLIARE QUESTO FILO CHE UNISCE BERLUSCONI E BOSSI,è S…EMPRE PIU’ NECESSARIO SE NON UN PARTITO X IL SUD ALMENO UN PATTO X IL SUD CHE CI PORTI AD UN CARTELLONE ELETTORALE ALLE PROSSIME POLITICHE

  2. marione scrive:

    se il caro miccichè la smettesse di portare avanti provocazioni ed agisse sul serio e sul serio per il bene del sud, sarebbe una piccola speranza.
    al momento invece qui, al sud, speranza nulla!

  3. valerio ragusa scrive:

    gianfranco, la tua analisi politica è talmente chiara che il percorso intrapreso risulta allo stato attuale l’unico possibile per il sud e per la sicilia.
    vai avanti siamo con te.

  4. Per i telespettatori che ieri sera hanno seguito la trasmissione di Gad Lerner, è stato facile comprendere che il Sottosegretario ha le idee chiare sulle criticità, attualmente insite nella neonata formazione del PdL. Anche chi era in sala ha percepito le trame nascoste ma direttamente proposte dallo storico Leader siciliano del Popolo della Libertà. L’attuale partito, che ha in Berlusconi il suo presidente nazionale, difetta nella strutturazione attuale e ne emergono con immediatezza le lesioni, sia giustappunto nella mancanza di un conferito ruolo politico al co-fondatore Gianfranco Fini, che nella cronica “anomalia Sicilia” guidata da due co-coordinatori regionali, inizialmente e apparentemente d’accordo sulle linee guida, e di recente in forte disaccordo; in evidente contraddizione. Altro che provocazione quella di Gianfranco Miccichè!
    Berlusconi non può pensare di continuare a condurre – da solo – il rapporto con la Lega (perchè ad oggi solo quello nuoce ed insidia) pensando di affidarsi al solo sostegno di coloro che da “centometristi…” riescono a posizionarsi più in fretta degli altri in sedie più vicine all’uomo di Arcore, per consigliarlo – forse – bene. Non può il Cavaliere, ignorare il ruolo politico storico, culturale ed elettorale che ha svolto Gianfranco Fini dal ’94 ad oggi. Come si potrebbe chiedere ad un promittente socio fondatore dotato di 1/3 delle quote azionarie, di offrire il suo fondamentale contributo per la costituzione della stessa, per poi tenerlo fuori dal Consiglio d’Amministrazione? Fini, nella sostanza e nei fatti non è più stato chiamato, coinvolto, nelle scelte politiche nazionali, mettendolo fuori con uno stratagemma già collaudato da altri governi (vedasi l’incarico a Bertinotti nell’ultimo governo Prodi): un incarico sopra le parti ed istituzionale di Presidente della Camera dei Deputati. Qualcuno potrebbe contestare dicendo che AN è stata premiata coinvolgendola politicamente e nel governo del Paese attraverso la presidenza dei senatori PdL a Maurizio Gasparri e con il Ministero della Difesa ad Ignazio La Russa. Detto e fatto: i due ex AN, oggi, sembrano e si atteggiano da forzisti della prima ora; berlusconiani incalliti. Altro che eredi del MSI di Giorgio Almirante ringiovanito dalle scelte di rinnovamento politico attuate da Gianfranco Fini.
    L’altra anomalia, che svilisce ed indebolisce il PdL, alberga in Sicilia, dove il Cavaliere, per non mettere il naso nei fatti dell’isola mediterranea – dispiacendosi un paio di amici di lungo corso politico – permette che nella terra che fù di Pirandello abbia vita un duro scontro politico frontale e fratricida; scontro che – ad oggi – delegittima le scelte nazionali sul coordinamento regionale del Popolo delle Libertà. Contesto siciliano, dove Castiglione è riuscito a commettere errori in maniera seriale al punto tale che, intento a lottare contro l’alleato di coalizione e governatore di Sicilia Raffaele Lombardo, si è ridotto ad essere Coordinatore regionale PdL solamente all’interno del perimetro della cittadina etnea di Bronte (CT).
    Altro che provocazione, quella di Gianfranco Miccichè. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, da grande politico e fedelissimo prova a mettere la pulce nell’orecchio al Premier. Prova a raccontare che non tutti i suggerimenti ricevuti sull’attuale gestione sono buoni e bisogna, invece, rettificare il tiro. Prova a suggerire a Berlusconi che andrebbe bilanciato il confronto politico e dialettico con Bossi; che andrebbe effettuata una compensazione equa dentro il PdL per rendere merito a chi, come Fini, ha permesso l’esistenza della CdL fino al PdL; che, senza remore o timore, il Capo del PdL dovrebbe dare più attenzione al sostegno politico che parte dalla Sicilia: fondamentale per il governo dell’intero Paese; che andrebbe scelto l’auriga più bravo, autorevole e competente per la guida siciliana del Popolo della Libertà. Altrimenti…………? Avanti tutta in direzione SUD.

  5. peppe scrive:

    gianfranco la verità è una sola solo tu puoi fare il partito dei siciliani che pensi al sud in generale vai avanti la sicilia è con te

  6. Claudio scrive:

    Condivido la necessità di introdurre nel PDL la figura del segretario di partito lasciando quindi a Berlusconi il ruolo di presidente del consiglio e di mediatore, ma questo incarico non può certo essere assegnato a Gianfranco Fini visto il suo continuo appiattimento su posizioni di sinistra e rigorosamente politically correct…
    I leghisti hanno sicuramente troppo peso all’interno dell’attuale governo, usano spesso toni rozzi e beceri, tuttavia diverse delle proposte da loro presentate in materia di immigrazione sono assolutamente condivisibili, insomma, non tutto ciò che proviene dalla Lega è da buttare.

  7. antonio scrive:

    Per come la vedo io,è leggittimo che ogniuno di noi esponga le proprie opinioni,ma dovremmo,a priori,fare un’analisi politica della situazione elettorale odierna,mi spiego meglio,è fuori di dubbio che oggi,in Italia,è vigente una popolazione elettorale che è troppo influenzata troppo dai mezzi di comunicazione,quindi tende ad indirizzare il proprio voto secondo “l’aria che tira”,secondo me Silvio Berlusconi,soprattutto ultimamente,indirizza la sua politica un po’ troppo in questo senso;lo ha sempre fatto,per carità,ma negli ultimi tempi lo fa’ un po’ troppo,da quì le politiche presunte “leghiste” che non rispecchiano il modo di fare politica del PDL,esoprattutto cozzano con le idee degli ex AN.
    Il segreto dei “vecchi” politici,vedi Andreotti,Cossiga,etc. era la mediazione,riuscivano a mediare all’interno dei loro partiti seguendo sempre una linea precisa,tenendo in considerazione le idee degli altri senza mai discostarsi dalla linea politica del partito,in questo modo si riusciva a conciliare una tenuta all’interno dei movimenti e,cosa molto piu’ importante una politica di lungo respiro fuori dai dibattiti giornalieri.
    Per questo condivido pienamente la linea politica del Sotto Segretario Miccichè.

  8. stefania scrive:

    Condivido perfettamente l’analisi di michele pergolizzi ed aggiungo nella mia profonda ignoranza e’ che secondo me ora Berlusconi paura della Lega.
    Alla fine potrebbe cadere vittima del suo legame ad un partito che rapprenta il nord.
    Cioe’ mi spiego. Secodme i leghisti se potessero in cuor loro taglierebbero l’Italia in due, metterbbero la loro moneta, lingua locale (la loro!) nazionale, ecce ecce.
    Le idee folli sono pericolose. Perche’ creano razioni esagerate. Berlusconi non e’ uno stupido, sa benissimo che noi terroni per quanto del sud siamo una grossa forza elettoraleche lui non vuole e non puo’ perdere.
    Lo si e’ visto ultimamente quando si e’ interessato alla quesione del sud capendo che se succede un’altra (vedi: indennizzo per le raffinerie siciliane che va alle societa’ de nord, trenitalia che non vuole la sicilia, i fondi fas dirottati, un ponte mai voluto dai siciliani e che viene imposto…) noi agiamo sino a quando non troveremo una degna guida, molto intellgente e saggio da capire che a storia e’gia’ scritta e’ solo questione di tempo…

  9. SoloSud scrive:

    Berlusconi non è stupido e capisce che la reazione del Sud può essere determinante per i nuovi equilibri politici. E’ solo questione di tempo ma tutti noi dobbiamo proseguire nel cammino che porterà alla rinascita della nostra terra. Senza se e senza ma e senza divisioni ideologicheche oggi non hanno piu’ senso. Soprattutto bisogna dire basta alle farse e alle ipocrisie e a quei nordisti che pensano di potere impartire lezioni. Solo un esempio, piccolo ma significativo: oggi a Villa Filippina c’è un convegno dove si parla di sud e dello sviluppo della Sicilia. E a chi viene data la parola? A un editore del nord arrivato in Sicilia a caccia di fondi pubblici che ha ottenuto grazie al precdente governo e ricambiando con lo sfruttamento piu’ abietto dei dipendenti siciliani. Che senso ha un dibattito del genere?

  10. ci sono anch'io scrive:

    l’avevo intuito fin dall’inizio che le posizioni di miccichè non erano solo propaganda o provocazioni.
    credo ci sia nella scelta per il SUD un grande convincimento prima umano e poi politico
    credo ci sia una visione straegica che solo i primi possono intravedere appunto prima di tutti gli altri
    e miccichè, sto imparando a conoscerlo, credo appartenga alla categoria dei primi, di quelli che vedono molto più lontano e prima di tutti dove andremo a finire se continuiamo così o dove non andremo a finire se il SUD si realizzerà come un vero partito strutturato sul territorio
    viva la sicilia e viva i siciliani…malgrado tutto
    vai avanti presidente di certo non sei solo in questa battaglia

  11. Rosy scrive:

    Caro Gianfranco, nessuno di noi forzisti dimentica che sei stato il fautore del 61-0 di quelle elezioni non tanto lontane nel tempo. Con te la Sicilia è stata il contrappeso naturale nell’equilibrio del governo nazionale e sarebbe ben ora che si ritornasse ad avere quel ruolo, ultimamente dimenticato da alcuni. Vai avanti, quindi, nel rivendicare per tutti noi quelle attenzioni che sono necessarie, vitali, per il rilancio della nostra economia e e la promozione della nostra identità culturale e sociale della quale essere soltanto orgogliosi. Mi chiedo, però, sul piano meramente interno al nostro partito: a quando i congressi per l’elezione dei quadri di coordinamento? nascono come funghi le varie sezioni, spesso accavallate nello stesso contesto cittadino, con nomine ad personam di coordinatori non si capisce da chi e su quali basi attribuite e via discorrendo… la confusione regna sovrana soprattutto in provincia quando invece si dovrebbe puntare soprattutto sulla radicalizzazione nel territorio e la presenza capillare di organismi di riferimento per la gente e tra la gente…
    Mi aggiungo al saluto di tutti, viva la Sicilia e viva i Siciliani, esprimo un vivo cordoglio per i lutti “inutili” di Messina e ti invito ancora una volta, a nome della nostra Terra, a rappresentare il nostro Popolo, sempre e comunque, come sai fare tu!

  12. Rosy scrive:

    P.S. dimenticavo un commento sul progetto del Ponte sullo Stretto. E’ indispensabile collegare la nostra regione al resto del territorio italiano. Un collegamento che deve essere, finalmente fisico, ma non solo: anche e soprattutto di appartenenza, di condivisione… Impensabile accettare che resti affisso, a Villa San Giovanni, quel cartello, ignobile, offensivo e che è lì da mille anni che recita a quelli appena sbarcati dalla Sicilia “Benvenuti in Italia”…! Io mi sento italiana, oltre che siciliana sempre orgogliosa di cantare l’inno della nostra Regione, che purtroppo in pochi ancora conoscono: ….. Tra le tue braccia è nata la Storia – sulla tua bocca « Fratelli d’Italia »! –
    e per difenderti io morirei – Madreterra di Uomini e Dei…
    Viva la Sicilia, Viva i Siciliani!

  13. Adelaide scrive:

    Di primo acchito si potrebbe pensare che l’incostituzionalità sia data dal fatto che il Ministro Alfano avrebbe escluso il Presidente della Corte Costizionale, perchè carica nn elettiva….? (con il Lodo Schifani erano infatti 5!!…)

  14. staffsud scrive:

    Siamo rovinati!!!! Il Sottosegrtario ha ripreso a commentare….. speriamo non torni a tenerci svegli fino alle 3 del mattino come era solito fare qualche tempo fa!!…. :-D

  15. erasmo scrive:

    sono convinto che la tua lungimiranza e il tuo fare politica ,sempre vicino alla gente e con la gente,sarà una ”faro” per tutta la sicilia………vai avanti con il tuo progetto …….no del SUD ne abbiamo proprio bisogno!!!

  16. erasmo scrive:

    noi del sud,scusate

  17. [...] l’articolo originale: IL MEDIATORE E IL SEGRETARIO Tags: Audience, Gad Lerner, [...]

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