
A Palermo si bruciano i cassonnetti. Un’azione senza dubbio da condannare, perché crea inquinamento, aria irrespirabile e dannosa. Ma è la conseguenza della situazione costantemente critica della mancata o rallentata raccolta dei rifiuti, anche perché i turni suppletivi, promessi dal presidente dell’Amia, non sono bastati per ripulire le strade della città.
Nella notta scorsa, ad esempio, ci sono stati roghi a Brancaccio, allo Sperone, in Corso dei Mille ed in via Ernesto Basile. Lavoro straordinario, quindi, per i vigili del fuoco che sono intervenuti 25 volte e per un totale di 60 da venerdì scorso.
Tag: Diego Cammarata, immondizia, Palermo, roghi, Sicilia




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Il disastro AMIA è prima di tutto il frutto di scelte gestionali di un management autoreferenziale e selezionato solo per appartenenza politica. Non ne usciamo se le scelte politiche continuano a puntare al ritorno immediato e clientelare della proprie azioni a scapito di decisioni di vera proposta di sviluppo e di valorizzazione delle competenze. Tali decisioni allungano il lead time di un ritorno ma producono risultati più duraturi e maggiormente diffusi per la collettività. Basta con l’immagine di una classe dirigente siciliana cialtrona e priva di visione prospettica.