Camera, via libera al lodo Alfano
La Camera ha detto sì al ddl Alfano, che sospende i processi per le quattro massime cariche dello Stato. I voti a favore sono stati 309, quelli contrari 236 e 30 gli astenuti (il gruppo dell’Udc). La maggioranza richiesta era di 273 su 575 deputati presenti. Il testo passa ora al Senato per l’approvazione.
“Siamo contenti. Abbiamo fatto un buon Lavoro” Così il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha commentato l’ok della Camera al lodo che porta il suo nome. Al momento dell’approvazione, ci sono state le proteste dell’Italia dei valori, espresse in un coro non molto convinto: “Vergogna, vergogna”.
L’IdV come il Pd ha votato contro il lodo, ma nell’esprimere il loro no i due partiti sono distanti. Di Pietro ha puntato il dito contro Berlusconi (”presidente del Consiglio contumace, non ci degna della sua presenza in Aula”), Veltroni ha ribadito che il lodo non è l’urgenza in Italia e che “è oggettivamente una legge per una sola persona”. Il leader del Pd ha sottolineato la rapidità con la quale è stato approvato il provvedimento: “Sei anni per i disabili, 48 ore per il Lodo Alfano”, ha detto Veltroni, rimarcando che “se le questioni riguardano il Paese c’è grande lentezza, se riguarda una persona grande velocità”.
Casini ha giustificato l’astensione dell’Udc come “un contributo alla serenità, finalizzata anche a togliere dal decreto sicurezza il ‘blocca processi’”. Un gesto elogiato da Cicchitto.
L’approvazione del lodo Alfano alla Camera è arrivato dopo una lunga giornata di lavori, in cui si è temuto anche lo slittamento del voto.
Bocciate le due pregiudiziali di costituzionalità presentate da IdV e Pd con 296 voti contro 230 favorevoli, è iniziato l’esame dei 283 emendamenti e con esse pure le arringhe pro o contro il lodo.
Il più duro è D’Alema, che ha definisce il provvedimento “una soluzione pasticciata e confusa. E’ una leggina che è un errore politico volto a tutelare l’interesse per presidente del Consiglio e lo espone al dibattito umiliante di questi giorni”.
D’Alema non si ferma qui e invita Berlusconi a rinunciare all’immunità e ad affrontare “il giudizio per accuse che ha sempre respinto”.
Poi ritorna sul No Cav Day, dicendosi preoccupato per la “virulenza e la volgarità” di manifestazioni come quella di Piazza Navona.
Dopo la sospensione di metà giornata, i lavori riprendono verso le 16 con l’ulitmo esame degli emendamenti e le dichiarazioni di voto.
Alle 18.20 circa arriva la prevista approvazione dell’unico emendamento (su 280) presentato dal Pd: è l’emendamento Mantini sulla reiterabilità della sospensione. Il testo prevede che lo stop dei processi penali non si applichi nel caso di successiva investitura in altra carica o funzione.
Poi le diverse posizioni partitiche e infine il voto. Vittoria scontata del governo e soddisfazione del ministro Alfano: “Il testo votato consentirà un sereno svolgimento del lavoro per le alte cariche”.
Fonte: Tgcom















Luglio 11th, 2008 at 11:46
Penso che una volta che il lodo Alfano è passato bisogna eliminare immediatamente dall’Agenda politica italiana la legge sospendi-processi.
Questo rappresenterebbe un ulteriore indulto che minerebbe la Sicurrezza dei cittadini.
Luglio 11th, 2008 at 16:50
azz….dopo Schifani Alfano!!
Sparirà anche lui???
Il prossimo chi sarà? Vizzini? o Cascio?
Luglio 11th, 2008 at 21:54
@Giancarlo
Giusto, prima fanno tutta la campagna elettorale sulla sicurezza e poi fanno un’altro indulto.
Luglio 11th, 2008 at 22:59
«chi pensa di processare i propri avversari politici in modo sommario tramite intercettazioni illegali, si pone fuori dal terreno della civiltà»
Sono le parole di Berlusconi, no, sono del più fico del reame… baffino in arte Dalema per il caso Unipol
infatti è stato così coraggioso nel farsi giudicare…. che grazie alla complicità del CSM dell ANM fece mettere sotto processo la Forleo
Alessandro
Luglio 12th, 2008 at 08:34
Ma perchè il nostro caro sottosegretario non degna il SUO blog di un SUO commento? Per le regionali lo faceva quasi ogni giorno, certo adesso non c’è più in ballo la candidatura alla regione. Micchichè ci faccia partecipe dei SUOI pensieri, della sua attività per il mezzogiorno, altrimenti sembra di parlare con un muro.
Invito i bloggers ad operare una sorta di ammutinamento su questo blog, ossia non commentare post che siano palesemente copiati e incollati da altri siti.
Luglio 12th, 2008 at 10:07
I post delle e-new sono uno spunto importante per il confronto.
invito eugenio B a non scrivere più se lo ritiene. Gli altri bloggers decideranno ognuno da se.
Luglio 12th, 2008 at 10:25
PERDONATEMI NON CI AZZECCA NULLA, MA MI SEMBRA MOLTO IMPORTANTE…. “DAL SOLE 24ORE”
Ci sono volute appena 4 ore e 20 minuti, compreso il tempo perso tra saluti e stesura del verbale, perché il 28 aprile il Coordinamento dei direttori generali delle tredici Aziende sanitarie campane deliberasse in gran silenzio l’aumento dei propri stipendi, elevandoli a 154.983 euro all’anno.
Non da maggio 2008 – come gli improvvidi potrebbero credere – ma retroattivamente dal 1° gennaio 2006. E con i loro, aumenti a catena per tutti i dirigenti delle Asl.
La Campania – gravata da un debito certificato a fine 2005 di circa 8 miliardi, sul filo del commissariamento e con spericolate operazioni di cartolarizzazione del credito – si trova dunque a fare i conti con i super-stipendi dei manager che quel disastro stanno governando o hanno provocato.
La storia, proprio mentre ai campani si chiedono nuovi sacrifici sul fronte della spesa, salta fuori grazie a un’interrogazione presentata in consiglio regionale dal capogruppo di An Enzo Rivellini.
Due giorni dopo quella riunione, l’Asl 3 di Napoli aveva già deliberato e digerito l’aumento: non soltanto per il direttore generale ma anche per il collegio sindacale, il nucleo di valutazione, il direttore amministrativo e quello sanitario. Ciascuno per la propria quota percentuale, parametrata su quella del direttore generale.
Ripensamenti? Pentimenti? Macchè: abbiamo agito nel rispetto della legge e per salvaguardare il potere d’acquisto, hanno strillato in massa. E poi si poteva tollerare che un capo dipartimento guadagnasse 185mila euro, molto più del proprio direttore generale? Per lavare l’onta, aumenti in massa per tutti anche se il gap non è stato ancora colmato.
Tutti allineati e coperti tranne uno: il direttore generale dell’Asl di Benevento, Bruno De Stefano. Ha fatto mettere a verbale che è d’accordo solo sull’adeguamento contrattuale e sulla relazione del chiarissimo Prof. Avv. Vincenzo Cocozza che quell’aumento aveva legittimato con un parere pro veritate. «Non ho deliberato nessun aumento e non lo delibererò per questioni di correttezza e opportunità, soprattutto alla luce di quanto sta accadendo in Campania. Autonomia delle Asl non vuol dire automatismo degli adeguamenti salariali». Insomma, nel regno di Clemente Mastella, un mastelliano doc ha salvato la faccia oltre che le apparenze
Luglio 12th, 2008 at 12:40
eugenio b.
invitare altri bloggers a non scrivere più ti espone solo a cattive figure. è evidente che si continuerà a scrivere qui
Luglio 12th, 2008 at 13:39
@Eugenio b ma chi ti ha cercato?ma che vuoi?passa avanti se non ti va’ di fare commenti sul blog -è
Luglio 12th, 2008 at 18:08
Dai era solo una provocazione. Volevo solo far notare come il blog sia stato letteralmente abbandonato dal suo “titolare”. Il confronto è sempre benvenuto e lo si può fare ovunque in rete. Ma un blog di un politico ha la sua funzione proprio nella possibilità di confrontarti anche con lui. Se si limita a incollare servizi da TGCOM permettetemi di dissentire da questa sua scelta, magari se ci lamentiamo un po’ ritorna tra noi. Ci mancherebbe, non voglio imporre scelte a nessuno.
Luglio 12th, 2008 at 20:00
.. ma non avendo nulla da fare scrivo qui sol perchè un tale mi ha invitato a non farlo.
A Micci non và di scrivere perchè lamentarsene? Liberi di non venire, di scrivere e di leggere.
Il blog è suo e ne fà quello che vuole.
Conosco blog vivi e vegeti ad un anno dalla morte del proprietario. Stesso post da un anno e commenti anche fino ad oggi.
Un blog non muore mai! resteranno per sempre on line tutte le cose scritte anche gli irricevibili inviti a chiusura , o dichiarazioni di presunta morte ecc. di anonimi naviganti.
Eugenio B ha per caso letto i post vecchi? si faccia un giro e comprende il valore del politico che dialoga in la rete.
Nei post precedenti vi è il pensiero di Miccichè su molti argomenti interessanti, se non ci sono novità si può sempre cercare nell’archivio qualcosa d’interessante.
Luglio 12th, 2008 at 23:49
Finchè c’è lingua ,c’è speranza.
Luglio 13th, 2008 at 00:01
@Santino
Non era finchè c’è vita ?
Luglio 13th, 2008 at 10:36
qualcuno sa chi ha redatto il depliant esplicativo sulla Cappella Palatina???????????
Se viene fuori il nome lo impaliamo a piazza marina e rimprendiamo le buone usanze di un tempo!
A nome dei siciliani: Grazie per l’immensa figura di MMEERR….AA che ci ha fatto fare!!!!
Luglio 13th, 2008 at 10:50
@eusebio tranquillo,certo i suoi commenti ci mancano ma suppongo per il momento sia troppo incasinato tra politica nazionale e le problematiche interne del regionale in tutti i sensi,bisogna capire che tutti gli elettori e politici battono come si suol dire cassa,e naturalmente tutti i giorni a sentire lamentele e di gente che chiede convinta sempre che si voti solo per avere in cambio cose solo personali,sicuramente si va’ in tilt,non hanno capito che Gianfranco fa’ l’alta politica per il bene comune e non su singole persone,magari qualcuno del suo gruppo senza dubbio usa certi metodi ma Lui no,anzi conoscendolo piu’ ha pressioni in tal senso piu’ evita di incontrare gente anche se a lui il rapporto col cittadino piace molto,ma chiunque incontra ha sempre pretese di AVERE-e-AVERE personalmente.
Per cui io capisco e non critico piu’ di tanto la sua assenza dal blog,se deve farlo per forza di cose magari per dare il contentino che e’ presente preferisco il suo silenzio,forse fra un paio di giorni ci fara’ sapere qualcosa in piu’ del suo Sottosegratoriato e le prospettive future della regione Sicilia
Luglio 13th, 2008 at 12:11
@14) Su Palermo.Blogolandia.It ho appena pubblicato un post in relazione a ’sta mala fiura…
http://palermo.blogolandia.it/2008/07/13/ritirato-il-depliant-della-cappella-palatina-troppi-errori/
Luglio 13th, 2008 at 12:47
Finch è c’è dito , l’uomo non E’ finito.
Luglio 13th, 2008 at 19:03
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Decreto-Sanjust/2032799&ref=hpsp
Luglio 14th, 2008 at 09:30
Quoto al 1000% Tony al n°15
Luglio 14th, 2008 at 10:56
Penso che il dialogo arricchisca le persone, quindi ritengo che anche un sottosegretario potrebbe dire qualcosa. Mi auguro che almeno legga e faccia proprie le proposte + interessanti fatte da chi frequenta questo blog.
Dal Nord, con temperatura +19, tanti saluti a tutti gli e-amici che stanno in Sicilia.
Luglio 14th, 2008 at 11:24
I tagli previsti alla Giustizia produrranno, secondo Castelli, la paralisi del sistema.
Secondo quanto disposto all’art. 60, c. 1, elenco 1, infatti, nel 2009 le spese per i consumi intermedi - quelli cioè che tengono in vita i tribunali: acqua, luce, gas, carta, fax, armadietti, benzina - verranno abbattute del 22%. Quota che salirà al 30 nel 2010 e al 40 nel 2011. Una contrazione che, secondo Castelli, “non consentirebbe di garantire il regolare funzionamento degli uffici giudiziari che in questi anni hanno esaurito il magazzino di materiale e non hanno più adeguate risorse”. Già peraltro dimezzate nel corso del quinquennio berlusconiano: dai 202 milioni destinati nel 2002 alle spese vive della giustizia, ai 107 del 2006. “Tra l’altro il taglio non fa i conti con le spese non comprimibili” cui si deve far comunque fronte: “Contratto per la verbalizzazione degli atti, contratto per l’assistenza tecnica unificata, acquisto e spese per le autovetture blindate”.
Castelli rileva che “questi tagli inevitabilmente investono direttamente un settore strategico quale l’informatica, su cui peraltro (e giustamente) si punta anche nel decreto legge”. Significa che mentre da un lato l’esecutivo scommette sul processo telematico per sveltire i tempi della giustizia, dall’altro cancella gli strumenti per realizzarlo.
Inoltre, per ogni 10 cancellieri o segretari o giudici che vanno in pensione, ne entrerà uno solo. Misure che “rischiano di portare al blocco degli uffici giudiziari”, specie in quelli piccoli o al Sud.
E’ QUESTA LA POLITICA DELLA SICUREZZA DI QUESTO GOVERNO???
Luglio 14th, 2008 at 12:39
Incredibile e inimmaginabile ciò che si legge su questo blog:
http://paolofranceschetti.blogspot.com/