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    TREMONTI: IMPEGNO PER REDDITI FAMIGLIE E PENSIONATI

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    02 Lug. - Prima dell’estate il governo formalizzerà un impegno in favore dei redditi delle famiglie e dei pensionati, dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti durante l’audizione sul Dpef. “Se c’é sviluppo e ricchezza da distribuire questa va distribuita in termini fiscali a favore di redditi da lavoro dipendente, delle pensioni e della famiglia - ha detto -. E’ un impegno che pensiamo di formalizzare e prendere prima dell’estate”.

    Il deficit 2008, dice Tremonti, è stimato attorno al 2,5% contro 1,9% dell’anno precedente. Si tratta di un “dato oggettivo” che mostra un cambiamento perché il deficit, a differenza del passato, “ha ora cambiato direzione, è in salita”. “L’andamento delle entrate fiscali - ha aggiunto - fa escludere l’esistenza di tesoretti”.

    La crisi partita dagli Usa “e’ qualcosa di più di un ‘turbamento finanziario’, come lo definiva qualcuno: gli effetti non sono limitati al dominio dei finanzieri ma sono estesi alla vita della gente”. Il ministro dell’Economia esclude inoltre che ci sia stata una ‘traslazione’ della Robin tax sull’utenza e avverte che in tal caso si interverrebbe con un ulteriore appesantimento fiscale: “Escludiamo fatti di traslazione - dice durante l’audizione sul Dpef - in tal caso aumenterebbe la tassazione in modo da scoraggiarli”. Oltretutto - secondo il ministro - la Robin Tax ha colpito settori “che hanno potuto assorbire, e non in modo drammatico”.

    Ci sono delle “criticità di copertura” sulla riforma fiscale “fatte dal precedente governo in favore delle imprese” riducendo l’Ires dal 33 al 27,5%. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, illustrando i problemi che si potrebbero presentare sul fronte delle Entrate. Tra le criticità anche la possibile “sentenza della Corte Costituzionale sulla deducibilità dell’Irap dall’ Ires”.

    Fonte: Ansa

    72 commenti

    1. L'Indolente:

      Il nuovo divo Giulio oggi all’ASPEN Istitute farà faville.

    2. Adelaide:

      Alla Finanziaria del Governo Prodi dobbiamo dire: “Grazie!”
      Immobili, il Fisco farà il pieno La soglia di esenzione scende da 3.000 a 500 euro. Chi la supera pagherà il 23% Fisco più pignolo con i piccolissimi proprietari immobiliari. Con l’eliminazione della no tax area di 3.000 euro, che esonerava dalla dichiarazione chi aveva redditi da fabbricati e terreni fino a questa soglia, molti contribuenti saranno da quest’anno costretti a compilare il 730 o il modello Unico. Il caso classico è quello della moglie casalinga che possiede solo redditi immobiliari d’importo minimo. Dal 2007 l’esonero dalla dichiarazione è previsto solo se i redditi immobiliari non superano i 500 euro. Un limite davvero basso, e il Fisco non ha precisato se al netto o al lordo dell’abitazione principale. Assisteremo, quindi, a un’inutile moltiplicazione di dichiarazioni.
      Molti di Voi avranno già avuto modo di apprezzare le grandi manovre del precedente governo… mi chiedo solo una cosa a questo punto: hanno forse introdotto una tassa sull’aria che respiriamo? Non vorrei mi fosse sfuggita..poi magari mi arriva direttamente la cartella esattoriale…
      Silvio, pensaci tu.

    3. Beppe Vicari:

      Stamani nella posta elettronica ho trovato questo decalogo inviatomi da un amico aderente all’Associazione Famiglie Numerose.
      Caro Gianfranco, ti sono grato se gli dai un occhiata-

      LE 10 INIQUITA’ CHE COLPISCONO LE FAMIGLIE NUMEROSE

      1. Dell’Ingiustizia delle Tariffe: L’attuale sistema tariffario di acqua, luce e gas viene attualmente gestito con il sistema degli scaglioni crescenti in base al consumo, con il risultato che più aumentano i componenti della famiglia, e maggiore è il costo pro-capite del singolo metro cubo d’acqua, kWh di elettricità o metro cubo di gas;
      2. Del Vantaggio di separarsi: Grazie all’attuale sistema fiscale e di accesso agevolato ai servizi pubblici, una coppia ha economicamente convenienza a separarsi, piuttosto che rimanere sposata. Il coniuge economicamente più debole, che si tiene a carico tutti i figli, può usufruire di maggiori assegni famigliari, ha un ISEE più basso che gli consente di accedere a tutte le agevolazioni sui servizi, mentre l’altro coniuge può scaricare l’assegno di mantenimento. Per dare una idea, una coppia con un reddito mensile di 2.500 Euro, avrebbe un beneficio tra i 500 e gli 800 euro al mese;
      3. Della Tassa sulla procreazione: Alla nascita di un figlio, la coppia vede automaticamente ridotto il proprio reddito disponibile. A fronte di un costo per figlio che, dalla nascita fino alla laurea, costa dai 200 ai 300.000 Euro, lo Stato riconosce ora unicamente, attraverso le detrazioni e gli assegni famigliari, un beneficio che va da un massimo di 2.550 € all’anno (per i redditi meno abbienti) fino a zero;
      4. Della Certificazione ISEE: Ai fini dell’ISEE, il totale dei redditi e del patrimonio mobiliare e immobiliare viene diviso per un coefficiente, in base al quale il primo figlio ha un valore di 0,47, il secondo 0,42, il terzo 0,39, e dal quarto in poi 0,35. Se in Italia il valore dei figli è decrescente, in Francia avviene il contrario: per il quoziente famigliare, al primo e secondo figlio viene dato un valore pari a 0,50, dal terzo figlio in poi un valore pari ad 1;
      5. Dell’ICI: Le famiglie numerose abitano per necessità case più grandi; la detrazione però è fissa, e non tiene conto del numero dei componenti, con il risultato che il beneficio della detrazione è forte per il single (che spesso non pagano per questo l’ICI sul mono o bilocale), mentre è praticamente nulla per i nuclei con più figli;
      6. Delle Addizionali Irpef Regionali e Comunali: Con il passaggio dal sistema delle deduzioni a quello delle detrazioni, a parità di reddito, una famiglia con 4 o più figli paga le stesse addizionali di un single o di una coppia senza figli; ma sappiamo che il reddito disponibile pro-capite non è certo il medesimo;
      7. Del Voto di Rappresentanza: Ogni cittadino deve poter essere rappresentato dai propri governanti, in quanto portatori di diritti inalienabili. Ma ai minori, questo diritto di rappresentanza non viene concesso. Finché non verrà introdotto il principio di ‘Un Figlio, Un Voto’, Una famiglia con 5 figli minorenni, continuerà ad avere lo stesso potere di rappresentanza di due scapoli;
      8. Della Tariffa sui rifiuti: La tariffa sulla spazzatura viene ora conteggiata sia sul numero dei componenti, sia sulla metratura dell’abitazione; in questo modo le famiglie numerose, nonostante siano quelle più attente agli sprechi, devono sostenere un maggiore onere di tariffa;
      9. Dei privilegi della donna lavoratrice senza figli rispetto a quella con figli: Una mamma lavoratrice che ha partorito e coltivato più figli, molto probabilmente avrà rinunciato alla carriera, e magari avrà fatto ricorso al part-time per accudire la prole; in base all’attuale sistema contributivo, la pensione che maturerà sarà facilmente quella minima. Quando i figli lavoreranno, con i loro contributi pagheranno non solo la sua pensione, ma anche quella della donna lavoratrice che, per scelta (o per necessità) non ha messo al mondo alcun figlio, e magari ha avuto così modo di fare carriera e godere quindi di una pensione sensibilmente superiore a quella della madre lavoratrice con 4 e più figli;
      10. Del diritto allo studio per i figli delle famiglie numerose: Un figlio unico ha il 35% di probabilità di accedere agli studi universitari, contro l’11% di un figlio con tre o più fratelli: del resto, se ogni figlio da quando nasce a quando si laurea, costa dai 200 ai 300.000 Euro, un perché ci sarà….

    4. Adelaide:

      Caro Beppe, hai fatto bene a pubblicare questo articolo.
      La condizione del cittadino (EX) medio peggiora sempre più.
      Tasse, utenze, rincari sui carburanti, affitti (per chi li paga), assicurazioni auto (CIOE’ SPESA DI BASE) finisce con l’assorbire tutto uno stipendio.
      La situazione é gravissima.
      Per nn parlare degli enti che pagano gli stipendi una volta ogni tanto……………………..
      BUONE VACANZE A TUTTI……………………….

    5. Daniela G.:

      La settimana scorsa ho visto Miccichè sulla fabntastica autoblù che si è autoregalato l’ultima notte da Presidente ARS con una normetta ad hoc… Complimenti… spero che la Corte dei Conti prima o poi indaghi sulla vicenda e Miccichè paghi per il furto

    6. L'Indolente:

      @Daniele G
      Non so se è la prima cattiveria che ti è venuta da scrivere e lo hai fatto, però la potevi anche scrivere nel post che Miccichè ha fatto sulla vicenda. Avresti scoperto che le cose non stanno come pensi tu e forse cmq avresti scritto un’altra cattiveria. Per adesso và di moda dire al politico che capita la cose più spregevoli che passano in mente. Andiamo Avanti….lo stesso.
      ps: chiaramente niente di personale, tutto è comprensibile. Ognuno di noi, della Libertà di parola e delle opportunità del suo uso, ne fà ciò che vuole.

    7. bravo ragazzo ma inaffidabile:

      il presidente Cascio ha sospeso quella norma.Miccichè non ha l’auto blu dell’ARS

    8. Frittitta Francesco:

      Daniela G per cattiveria dove ti servi?non mi dire che “l’ultima notte “ti abbia contattata per l’acquisto dell’auto blu’ che poi la possiede grigia

    9. Mirko:

      La Robin Tax?

      “Rischia di essere un bluff. Di più: rischia di pesare troppo su un singolo settore di impresa e di avere effetti negativi per i consumatori. L’allarme è lanciato da Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, durante l’audizione alle commissioni congiunte Bilancio e Finanze di Camera e Senato su Dpef e dl manovra riconosce il valore degli obiettivi della Robin Tax ma mette in guardia da un duplice rischio.

      Da un lato si teme che “la previsione di un prelievo differenziato sui profitti di alcuni settori e categorie di imprese, pur giustificata da fattori contingenti, si configura in realtà come un inasprimento strutturale del prelievo a carico di uno specifico segmento imprenditoriale”. Anche per questo si afferma che “è concreto il rischio che il maggior prelievo possa essere traslato sui consumatori (attraverso un aumento dei prezzi praticati sui prodotti) o su altri soggetti economici.
      —————————————————————–
      Treconti non perde il pelo ma neanche il vizio. Della sua “finanza creativa”, ovviamente a sbafo, se ne sono accorti gli italiani durante la legislatura 2001-2006 la quale portò il Paese ai limiti della bancarotta.
      Tanto che Fini volle, e ottenne, di cacciarlo akkusandolo di tarokkare i konti.

      Ooooolè!

    10. Stampa di regime Giornalisticocratico:

      ATTENZIONE LEGGERE ATTENTAMENTE
      INTERNET: STORICI, NO A CHIUSURA BLOG PER STAMPA CLANDESTINA
      RACCOLTA FIRME SUL CASO DI CARLO RUTA (ANSA) - ROMA, 2 LUG - Suscita nuove proteste la chiusura del blog accadde in sicilia.net ordinata l’8 maggio scorso dal Tribunale di Modica, che ha condannato il curatore Carlo Ruta per il reato di ’stampa clandestina’. Sessanta storici italiani hanno firmato un documento che esprime solidarieta’ a Ruta e ‘preoccupazione’ per gli effetti della sentenza sull’attivita’ di ricerca.
      Il documento contesta l’inedita valutazione dei siti digitali con le norme della carta stampata. ‘La sentenza - si afferma inoltre - richiama alla memoria metodi censori propri di regimi politici non compatibili con una piena liberta’ democratica e potrebbe ripercuotersi contro chiunque svolga coraggiosamente funzioni di informazione civile in contesti ambientali sfavorevoli’. L’appello, diffuso nell’ambito della Societa’ Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO), e’ stato lanciato da alcuni noti ricercatori e storici: Carlo Spagnolo, Universita’ Bari; Stefano Vitali, Archivio Stato Firenze; Simone Neri Serneri, Univ. Siena; Elena Sodini, Univ.
      Verona; Teresa Bertilotti, Univ. LUMSA, Roma; Serge Noiret, Istituto Univ. Europeo Fiesole e webmaster WWW-Virtual Library; Giovanni Focardi, Univ. Padova; Silvio Pons, Univ. Roma Tor Vergata; Tommaso Detti, Univ. Siena; Luigi Masella, Univ. Bari; Patrizia Vayola, Asti, webmaster di ‘Bibliolab.
      ‘La sentenza - spiega il primo firmatario, Carlo Spagnolo - ci preoccupa, ma non arriva del tutto inattesa. Purtroppo anche fra noi storici finora non tutti hanno percepito le implicazioni di queste cose con la liberta’ di ricerca, di documentazione e di espressione delle libere opinioni specialmente in una materie delicate quali i rapporti fra mafia, politica e affari di cui si occupava, fra l’altro, il sito oscurato’. (ANSA).

    11. Mirko:

      I magliari della destra in campagna elettorale predicavano bene, mentre oggi razzolano male, molto male.

      Altro che sicurezza.

      Si è parla di esercito nelle città, di impronte prese ai bambini rom, ma nessuno ci ha detto che il piano del governo è un progetto di tagli alle forze dell’ordine di una una pesantezza straordinaria: 1,2 miliardi di euro, che contraddice tutti gli impegni presi.

      Mezzo popolo tre mesi fa ha bevuto le loro balle in grande quantità, adesso tutto il popolo amaramente deglutisce.

      Così va il mondo.

      Ooooolè!

    12. Beppe Vicari:

      La Betancourt libera! mi è arrivato un sms dall’ansa e stò commentando dal palmare. Appresi la sua storia da questo blog qualche tempo dopo l’uscita del video di novembre. Ricordo che me ne parlo meglio Micciché. Mi chiese anche di documentarmi su quello che si faceva in rete come campagna di sostegno per la liberazione e si chiedeva anche se come Presidente del Parlamento Siciliano poteva sostenere qualche iniziativa. La ricerca portò a scoprire una campagna di sostegno a base di conferimento di cittadinanze onorarie. Frattanto fu natale e poi piovvero i cannoli. Qualche giorno fà vi furono segnali di cedimento delle Farc. Oggi è un gran giorno per i Diritti Umani e per suoi ‘Defender’ .

    13. Angela:

      La Betancourt LIBERA!!!!!!
      Finalmente…

    14. bravo ragazzo ma inaffidabile:

      Betancourt libera: noi abbiamo Napolitano e loro hanno Sarkozy

    15. Mirko:

      x sopra.
      ..abbiamo, anzi avete, pure Schifani, Bondi, Cicchitto e Alfano. Più una truppa di pregiudicati che siedono belli comodi in Parlamento grazie ai voleri di Sua Impunità.

      Cosa Vostra, teneteveli pure. Senza invidia.

    16. L'Indolente:

      @Mirko
      Alla Normale di Pisa per sintetizzare il commento da te fatto sopra , si direbbe semplicemente che è “na pisciata fora rinale”.

    17. Mirko:

      Capisco che per voi berluskini la realtà è come una “pisciata”. D’altronde siete stati svezzati da Sua Impunità a prendere fischi per fiaschi.
      Plagiati, come si usa dire.
      Contento tu…
      Ribadisco: Cosa Vostra.

      Oooolè!

    18. Adelaide:

      Mi sono un po’ emozionata stamattina quando ho sentito che il figlio del Betancourt dopo sei anni rivedeva la madre…

      Questo post tratta di politica economica, un argomento caldissimo in questo periodo se si pensa ai problemi del paese.
      Capisco che siete tutti ricchi e felici di pagare le tasse messe da Prodi, ma anzichè pensare all’auto di Miccichè, pensate ai reali problemi del paese.

    19. Mirko:

      Perchè sforzarsi? Ci pensa il berluskone appena finisce di occuparsi a sistemare i suoi problemi con la giustizia. Tra non molto penserà alla monnezza campana, alla lotta senza respiro alle mafie, al carovita (colpa del Mortadella o del quinquennio scellerato del reggipanza Tremonti?) penserà a dare a tutti un posto di lavoro,il precariato sparirà, il Ponte verrà costruito (sic!), l’Alitalia risanata (ari-sic!), l’evasione fiscale azzerrata, i conti dello Stato portati in surplus, i pm messi al manicomio, i giornalisti che non fanno i servi in galera, i rom catalogati.. e chi ne ha più ne metta

      Dimenticavo: continuerà a prendere per utili idioti chi lo ha votato.
      Ma questo si sa.

      Italia, rialzati, olè!

    20. missy:

      a proposito di PRODI e SALUTE.

      Mia mamma, malata celiaca, mi ha informata che con Prodi il bonus per pasti aglutinati, tipo pasta, pane, biscotti, etc. (che come sapete tutti sono carissimi, anche se non si capisce perchè) è sceso a 96 euro mensili.

      Mi ha pure detto che lei ha sforato fino ad agosto, cioè è andata oltre con la spesa in farmacia.

      Mi ha pure detto che le donne hanno 96 euro, gli uomini 130 euro.

      Vorrei sapere perchè questa DISCRIMINAZIONE ALIMENTARE TRA I SESSI.

      Ricordo che i malati celiaci non possono neanche prendersi l’ostia della comunione, perchè contiene farina di grano.

      Quindi loro hanno bisogno di pane e pasta.

    21. L'Indolente:

      @Mirko
      Dimentichi che risolverà anche il problema dell’acqua , dei depuratori e delle fogne. Cosi’ finalmente potrai tirare lo sciaqquone e contemporaneamente ti farai la doccia per la gioia tua e di Folco Quilice il Re della mutanda di “pile”.
      PS: attento ai Biodischi dei depuratori, se non stai attento quando ci passi in mezzo puoi restarci segato. Occhio.

    22. Paola:

      Oggi è un giorno di festa…
      Ingrid Betancourt libera, finalmente!! :D
      Queste sono le notizie che vale la pena di commentare, non gli stupidi pettegolezzi che “qualcuno” puntualmente propone…

    23. Mirko:

      Vedi, caro indolente, quando uno si informa (come faccio io, tra i tanti) diventa estremamente difficile prenderlo per il c…
      Provaci. Informati.

      Buon apprendimento.

    24. L'Indolente:

      Vedi, carissimo Mirko, sò bene e da tempo che parli semprem conoscendo ciò che dici. Quello che critico in te è il fatto che quando ti informi sei prevenuto e non aperto alla conoscenza di ciò che leggi.

    25. Angela:

      Missy:
      confermo, mi consta personalmente.

    26. Mirko:

      Òh! vabbè..mica tutti possiamo avere il cervello di Einstein. La sua teoria della relatività, poi, non sono ancora riuscito, dopo tanti anni di…, a farmela entrare in testa. Pensa un pò che sfiga.
      Succede, ma mi accontento. Nonostante il mio QI (secondo te) piuttosto scarso, sono riuscito anche questa volta a non votare il guitto di Arcore o qualcuno dei suoi lanzichenecchi a libro paga.
      Ti sembra poco?

      Oooolè!

    27. giancarlo:

      Salve a tutti amici del Blog… Sono davvero contento che Ingrid Betancourt è stata liberata, questo grazie ad un’operazione di altissimo livello militare e strategico. Non è giusto che chi vuole diffondere la democrazia debba essere rapito o ucciso come succede in Colombia e in altri paesi del Mondo. Viva la Democrazia e la Libertà.

    28. giancarlo:

      News: Berlusconi ha rinunciato alla partecipazione della serata organizzata a Matrix da Mentana.
      Secondo me perchè ha capito (mi auguro) che i veri problemi sono altri, come la perdita incessante del potere di acquisto dei salari dovuti alla crescita dei prezzi in generale e del Petrolio in particolare.
      Qual’è la vostra preoccupazione mattutina appena uscitidi casa: A che punto è arrivato il prezzo della benzina/gasolio oppure ma sarò intercettato??? Chi è onesto può rimanere con i megafoni aperti, l’importante è non sputtanare la gente a seguito di indagini che non hanno portato a nulla di penalmente rilevante.

    29. L'Indolente:

      Non ho fatto apprezzamenti sul tuo QI che chiaramente non è basso.Sei solo antropologicamente “cogli…e”. Sarai nato e cresciuto in una famiglia koooooomunista ed operaia. Molto probabilmente sei tu stesso un operaio almeno specializzato e pergiunta lavoratore italiano all’estero. Forse anche il primo che ha studiato in famiglia ed i padroni ti fanno tutti schifo. Berlusca rappresenta il mondo che tu odi. E’ tutto normale appartieni a quel terzo di elettori che piuttosto che votarlo si taglierebbe la mano. La tua massima ambizione sarebbe una Dacia nei dintorni di Mosca come Buon Ritiro ed il socialismo reale universale. Ora ti saluto Kompagno. Su tante cose sarai più a conoscenza di me certamente sulla vita e sulle opere di Marx, Lenin, Mao e Stalin. Forse ti manca una buona lettura del “Libro nero del Comunismo”.Provvedi. Ciao ora sloggo.

    30. Mirko:

      Ettepareva! Quando non si sa argomentare la si butta su quegli sporki kommmmmmmmmmmmmmmunisti. Semplice.
      La skuola beluskina (beluskina=belante) non per niente ha così tanto gregge.
      Così va il mondo, purtroppo.

      P.S.: mio padre era un sottotenente e mia madre una dignitosissima casalinga e i miei fratelli, compreso il sottoscritto, hanno avuto la fortuna, grazie a loro, di poter studiare per quel che si è potuto e saputo.
      Hai troppa fantasia, non lasciarti rimbambire più di tanto, dammi retta.
      Hasta la vista.

    31. giancarlo:

      L’Assessore Antinoro vuole concedere i Templi in affitto per 30 anni per fare cassa. Ma si puo??? Signori miei ora, pur di mantenere i privilegi si svendono la Storia della Sicilia.
      Ma finiamola…. se la Regione vuole recuperare inizi a fare una revisione delle società, Centri Studi, e minkiate varie create a doc per gli amici dei nostri politici. E poi se si vuole tagliare iniziamo dal dimagrimento del servizio del 118 e dai tanti corsi di formazione inutili.
      Dal Nord, incazzato, come qualche amico del blog… dico Basta.

    32. Angela:

      Giancarlo, se in Sicilia sapessimo scrivere i contratti e li sapessimo far rispettare potremmo dare in affitto qualsiasi cosa, con la sicurezza che non modificherebbero o maltratterebbero neanche una molecola.
      E qualche bravo gestore internazionale potrebbe solo portare benessere e darci l’opportunità di imparare come si fa a guadagnare con tutte le opere d’arte che si trovano sul nostro territorio!
      Anche tu mi pare che mantieni una certa chiusura mentale e provincialismo…
      (e di certo non si può dire di me che io tifi per Antinoro, manco per niente!)
      Ma non possiamo imbalsamare tutti i Beni Culturali e guardarceli tra di noi…
      Siamo la Regione che trae meno profitto dai suoi BB.CC. proprio perchè manteniamo queste chiusure mentali.
      Certo se poi li dobbiamo affittare ai soliti noti, parenti e conoscenti, incapaci e truffaldi, raccomandati senza onore, allora meglio farli ammuffire!

    33. Angela:

      ….oltre a tutti i tagli di cui parli, che mi trovano assolutamente d’accordo.

    34. girogau:

      I CAPOLAVORI DI CAMMARATA
      (questo potrebbe essere il titolo di un libro da scrivere, perchè ogni giorno che passa viene a galla una sua grand’opera….)

      Puntata del giorno:

      Dopo i pass, zone blu nella bufera
      I giudici: “Multe illegittime”
      Dal 2006 la società alla quale il Comune ha affidato la gestione applica le sanzioni per chi non espone la scheda
      di Antonio Fraschilla
      I giudici di pace bocciano le multe dell´Apcoa «perché una società privata non può comminare sanzioni amministrative e i termini della notifica stabiliti dalla legge non sono rispettati». A stabilirlo sono i giudici che hanno esaminato i ricorsi presentati dai cittadini dal 2006, quando l´Apcoa è sbarcata in città. «I palermitani non devono pagare le multe, ma aspettare l´eventuale ingiunzione», dicono adesso le associazioni dei consumatori. Mentre l´azienda precisa: «Nessuno ha mai parlato di multe, si tratta di un rapporto civilistico che va rispettato e i giudici di pace non hanno competenza in questa materia». Il tutto mentre l´Apcoa, a chi non ha pagato le multe, non ha mai chiesto soldi, avviando in due anni e mezzo «un solo decreto ingiuntivo», come hanno affermato i legali della società di Mantova durante l´udienza di opposizione all´unico decreto comminato. In sintesi a chi non ha pagato l´Apcoa non ha mai mandato avanti un procedimento per avere dei soldi in cambio.

      Da due anni la società ha colonizzato i posteggi del centro: incubo di residenti e commercianti (che hanno formato anche un comitato), l´azienda di Mantova ha di fatto dimezzato il numero di posti lungo i quali è possibile parcheggiare per chi è possessore di pass. Dei 2.701 posti in gestione dall´Apcoa per contro della Gecopre, che sta realizzando il parcheggio del Tribunale, solo 861 sono gratuiti per chi ha il pass. Anche i residenti, quindi, per non beccare la sanzione sono costretti a girare per ore in cerca di un posto. Con la beffa che di liberi ce ne sono sempre, soprattutto la sera, ma solo lungo i marciapiedi dove il posteggio è a pagamento per tutti. Lasciare lì l´auto, anche per chi ha pagato il pass, significa ritrovarsi con il foglietto giallo sul parabrezza. E cosa succede se l´automobilista si rifiuta di pagare? Niente. I giudici di pace infatti accolgono sempre più spesso i ricorsi dei cittadini e rimandano il tutto al giudice ordinario, visto che per sanzioni di questo genere non sono competenti.

      Ma c´è di più. L´Apcoa, famosa anche per aver ideato una penale di 15 euro che scatta se il pagamento della “multa” avviene più di quindici giorni dopo che la sanzione è stata affibbiata, ha un solo strumento per rivalersi: un decreto ingiuntivo. Ma quante volte Apcoa li ha avviati? Una sola. Lo ha ammesso la stessa società davanti ai giudici di Mantova. Apcoa infatti è sotto processo: il malcapitato automobilista che ha ricevuto il decreto ingiuntivo si è rivolto subito all´avvocato Julo Cosentino, che lo ha impugnato. Durante l´ultima udienza Apcoa ha annunciato di aver fatto partire il decreto ingiuntivo solo quella volta. «Abbiamo sollevato due questioni davanti ai giudici - spiega Cosentino, che ha due processi pendenti contro la società intrapresi dall´associazione dei consumatori Adoc - innanzitutto sosteniamo che le sanzioni sono illegittime perché violano il codice del consumo. In secondo luogo contestiamo il fatto che secondo Apcoa il foro competente in caso di opposizione sia quello di Mantova, cioè la città in cui la società ha sede. Per noi il foro competente è quello del consumatore: in questo caso Palermo».

      Anche i giudici di pace sostengono che l´Apcoa non può comminare sanzioni amministrative, lasciando foglietti sul parabrezza delle auto: «Ho esaminato una decina di ricorsi da parte di cittadini “multati” dall´Apcoa - dice il giudice di pace Agostino Mannino - La società a chi parcheggia sulle strisce blu da essa gestite dovrebbe imporre una penale di natura civilistica, e non quella che sembra invece una sanzione amministrativa, con tanto di penali previste se non si paga entro 15 giorni. Il tutto senza alcuna notifica. Mi è capitato di non poter riconoscere la parte ricorrente, proprio perché non c´è alcuna notifica». Se difatti i vigili urbani quando comminano una sanzione al foglietto sul parabrezza fanno seguire un verbale notificato al proprietario del veicolo, al quale si può fare opposizione nei termini di legge, questo con Apcoa non avviene.
      Per i giudici di pace dunque quello tra cittadino e Apcoa deve essere un rapporto di natura civilistica: «Se l´Apcoa pretende del denaro deve inviare dei decreti ingiuntivi, come avviene tra privati», aggiungono i giudici. Ma fino a oggi di decreti nemmeno l´ombra. Le associazioni dei consumatori invitano adesso a non pagare le multe e ad aspettare in ogni caso l´eventuale decreto ingiuntivo, che però l´azienda fino a oggi ha inviato solo una volta: «Finalmente abbiamo chiarito che le multe dell´Apcoa non esistono - dice Benedetto Romano, presidente dell´Adiconsum - Non c´è alcuna violazione del codice della strada se io non pago sulle strisce blu». Daniele Zanca, a capo del comitato contro l´Apcoa, chiede un intervento del sindaco Diego Cammarata e del consiglio comunale: «Da tempo chiediamo che si affronti il nodo Apcoa - dice Zanca - Siamo tartassati da anni e nessuno degli amministratori di Palazzo delle Aquile ci ha mai ascoltato».
      «Noi riteniamo illegittimo tutto l´impianto burocratico tra Comune, Gecopre e Apcoa che ha portato al proliferare delle strisce blu nel centro della città - dice Luigi Ciotta, presidente dell´Adoc - In ogni caso invitiamo i cittadini a rivolgersi alle nostre sedi per avere tutto il supporto legale».
      (Repubblica ed. Palermo 03 luglio 2008)

    35. girogau:

      I CAPOLAVORI DI CAMMARATA

      Titolo della puntata:

      Pass e zone blu, business da 5 milioni
      Dall´Apcoa alla Td Group così il traffico è diventato affare per i privati

      di Antonio Fraschilla e Sara Scarafia

      Un affare da 5 milioni di euro all´anno. È il business del traffico cittadino per le società private sbarcate in città con bandi e delibere poi modificati in corsa. Modifiche che hanno danneggiato i conti del Comune e delle sue aziende, Amat e Sispi in testa. Così la Gecopre-incaricata di costruire il parcheggio del tribunale - che all´inizio doveva gestire 861 posti in zone blu è arrivata a gestirne 2.701 togliendo incassi all´Amat e la Td Group ha vinto un appalto da 16 milioni di euro solo per l´erogazione dei pass, nonostante Palazzo delle Aquile abbia già una società nel settore del software, la Sispi.

      La calata dei privati sul business traffico comincia con la Gecopre, colosso nel campo edilizio che vince un bando per la realizzazione in project financing del parcheggio del tribunale. È l´inverno del ‘98 quando i manager della società, Alessandro Turno e Vittorio Secchi, si presentano all´allora assessore al Centro storico, Emilio Arcuri, che aveva pubblicato un primo bando per la realizzazione di quella struttura. Di strisce blu, a quel tempo, non c´è traccia e la Gecopre presenta un progetto da 15 milioni di euro per la sola realizzazione del posteggio. Nasce però un contenzioso con i dirigenti del tribunale che stoppa l´iter. Tutto rimane fermo fino al 2001, quando sotto la gestione del commissario Guglielmo Serio si trova un accordo tra tribunale e Comune. L´amministrazione giudiziaria dà il via libera al parcheggio, ma in cambio chiede posti auto riservati.

      Intanto, alla guida di Palazzo delle Aquile arriva Diego Cammarata. È il suo assessore, Lorenzo Ceraulo, a firmare la prima convenzione con la Gecopre: la società dovrà realizzare 711 posti auto all´interno del parcheggio e da subito potrà gestire 865 posti auto in superficie «nell´area limitrofa al tribunale». Ma nasce un secondo contenzioso: il tribunale non vuole pagare alcun canone per i posti riservati. La soluzione? Pagherà comunque un affitto, se pur minore di quello stabilito inizialmente, e in cambio avrà gratis 128 posti a raso. È proprio la cessione dei posti a raso agli uffici del tribunale il cavillo utilizzato dalla Gecopre per ampliare il suo potere sulle strisce blu. La società batte cassa e chiede nuovi stalli.

      Il Comune nel 2003 l´accontenta e con un tratto di penna, una piccola modifica di un rigo al contratto iniziale, ecco che i posti a raso che la Gecopre potrà gestire passano da 865 a 2.701. Tutti dimenticano, o forse ignorano, il giudizio negativo dell´allora preside di Economia Vincenzo Fazio che ritiene la convenzione «antieconomica» per l´amministrazione. E finisce nel dimenticatoio anche il parere contrario all´operazione dell´allora ragioniere generale del Comune Leonardo Brucato, secondo il quale il nuovo accordo crea «un danno nei confronti del Comune»: i posti dati ai privati fino a quel momento erano infatti gestiti dall´Amat.

      È solo adesso che entra in scena l´Apcoa, la società di Mantova che ormai da due anni gestisce le zone blu in tutto il centro, dal tribunale al porto e che da quando è a Palermo ha quasi triplicato i propri utili passati dai 700 mila euro del 2005 agli 1,8 milioni del 2007. La Gecopre le cede la gestione sia dei posti in realizzazione che di quelli a raso. Come? Attraverso un articolo della convenzione firmata dal Comune e dall´impresa che dà la possibilità alla Gecopre di cedere a terzi la gestione di quello che è un vero e proprio affare. Un affare da almeno due milioni di euro all´anno. Tanto contano di guadagnare Apcoa e Gecopre dall´operazione Palermo attraverso la gestione sia dei posti dentro al parcheggio in costruzione che delle zone blu.

      Ma i privati delle strisce blu, che non hanno nessun rapporto diretto con il Comune guadagnano eccome anche se il posteggio non è ancora pronto. Incassano almeno 51 mila euro al mese come scritto nella convenzione firmata tra la società di Mantova e la Gecopre. Dei 2.701 posti a raso ben 891 sono infatti a pagamento per tutti, residenti e non. E le multe fioccano. Nonostante non siano contravvenzioni ma semplice sanzioni amministrative, migliaia di palermitani sono costretti a pagare 20 euro se posteggiano senza tagliando, che diventano 35 se passano più di 15 giorni prima del pagamento. E gli incassi, secondo le previsioni messe nero su bianco nella convenzione tra i privati, sono destinati a crescere di anno in anno fino a superare i due milioni di euro.
      Contro l´Apcoa sono nati comitati civici e c´è anche un ricorso presentato dall´associazione dei consumatori Adoc che chiede l´annullamento del punto della convenzione tra Gecopre e Apcoa che prevede la cessione a terzi dei posti. E mentre si aspetta l´udienza per la sospensiva degli accordi fissata ad ottobre, anche la Gecopre esce di scena. Pochi mesi fa la società ha comunicato di aver ceduto l´appalto per la realizzazione del tribunale alla società Safab, che la controllava al cento per cento. Ma può un´azienda che ha vinto un project financing cedere l´appalto a un terzo, sia pur- come in questo caso- controllante? E soprattutto, l´Apcoa può gestire posti auto pubblici a pagamento senza aver alcun rapporto diretto con il Comune?

      Nel 2006, invece, piomba sul business del traffico palermitano la Td Group, società toscana che vince l´appalto per la gestione del rilascio dei pass per la Ztl. Un affare da 16 milioni di euro in cinque anni per la realizzazione di un software ad hoc per la gestione dei tagliandi e l´organizzazione della vendita. Con un incasso annuo per la Td Group di 2,5 milioni di euro. Soldi che, nonostante il Tar abbia bocciato il provvedimento, il Comune inevitabilmente dovrà ugualmente versare alla società.
      (Repubblica ed. Palermo 29 giugno 2008)

    36. girogau:

      Non c’è che dire: complimenti davvero Diego!

    37. girogau:

      Da: I CAPOLAVORI DI CAMMARATA

      titolo della puntata:

      Dalle bollette video alla segnaletica le spese inutili per il piano bocciato

      di Sara Scarafia

      Cinque milioni di euro. Tanto è costato ai cittadini acquistare i pass Ztl diventati carta straccia dopo la sentenza del Tar. Ma i permessi comprati da quasi 300 mila automobilisti per mettersi in regola, non sono l´unica voce di spesa dell´operazione Ztl.

      Dalle telecamere ai pass per gli autobus, dalla segnaletica ai costi sostenuti dall´amministrazione per pubblicizzare il nuovo provvedimento. Senza contare i costi “morali” sostenuti dai cittadini per affrontare le code davanti ai distributori della Td Group, e quelli pagati dai vigili urbani impegnati per settimane in diverse attività, dal prendere le multe ai disobbedienti allo spulciare le 17 mila targhe registrate dalle telecamere, che si sono poi rivelate assolutamente inutili. Ecco tutte le voci di spesa del piano traffico finito nel cestino, costato almeno 500 mila euro.

      Le prime spese, anche se si tratta di quelle irrisorie delle marche da bollo, il Comune le ha affrontate per pubblicare il bando di rilevanza europea per selezionare una società che si occupasse di gestire il database delle targhe. Una volta scelta la Td Group, per l´amministrazione i nuovi costi sono arrivati con la firma del contratto: l´accordo siglato tra i toscani e Palazzo delle Aquile prevedeva infatti che l´amministrazione versasse alla società un contributo di 19.500 euro per la pubblicità dell´iniziativa.
      E le telecamere? I dieci occhi elettronici rappresentano di certo la voce di costo più consistente. Nel 2004 attraverso una gara d´appalto il Comune acquistò le telecamere e i collegamenti dalla ditta Project automation di Monza per un importo che superò i 400 mila euro. Ed anche se i varchi sono entrati in funzione solo per due settimane tra mille intoppi, già da un anno il Comune paga bollette da 3 mila euro a bimestre alla Telecom per avere la linea e mantenerle sempre accese. L´ultima bolletta pagata, quella relativa a maggio-giugno, è costata 3.242,50 euro.

      Spese su spese. Perché anche piazzare i cartelli che segnalavano l´ingresso e l´uscita dal perimetro che era vietato alle auto inquinanti ha avuto un costo. La segnaletica la piazza l´Amat, ma la paga il Comune che, per queste attività, ha stipulato un apposito contratto di servizio con la società comunale. Ma quanti sono i pali piantati per segnalare le Ztl? Più di cento se si considera che c´è un cartello piazzato davanti a ogni varco d´accesso alla zona a traffico limitato, quelli per entrare nella Ztl sono 51, e davanti a ogni varco d´uscita. E quanto costa piantare un palo? Circa cento euro se si considera anche il costo della manodopera che deve installarlo. Ma si paga anche per rimuoverli, più o meno 5 euro. E adesso i cartelli, dopo la sentenza del Tar che ha cancellato con un colpo di spugna il provvedimento, dovrebbero essere tutti rimossi. Perché da ieri non esiste più nessuna zona a traffico limitato. Ma le voci di spesa non si fermano qui. Se i mezzi comunali sono stati salvati in corner dall´ultima ordinanza del sindaco Diego Cammarata che li esentava dall´acquisto del permesso, tutti gli autobus dell´Amat invece, che sono più di 500, si sono dovuti munire di tagliando “A+B”. Con una aggravante. Che il prezzo del pass per i bus è di 100 euro. Che per 500 mezzi fa lievitare la cifra a circa 50 mila euro. I tagliandi per le auto blu? Li hanno invece pagati assessori e burocrati di tasca loro.

      I costi, poi, sono anche «morali». I vigili urbani che per due settimane hanno spulciato la valanga di foto di targhe registrate dalle telecamere, non hanno di certo ricevuto un bonus nello stipendio. E, se fosse quantificabile, a quanto ammonterebbe invece il prezzo da pagare ai cittadini che hanno passato intere giornate in coda per acquistare un pass diventato carta straccia?
      (Repubblica ed. Palermo 26 giugno 2008)

    38. girogau:

      GRANDE DIEGO!

    39. giancarlo:

      @ Angela: Ma perchè darli ai privati quando i nostri politici in campagna elettorale dicono che possono fare i miracoli. Penso che i Beni Culturali della Sicilia siano solo ed esclusivamente patrimonio dei Siciliani e che per loro devono essere gestiti al meglio.

    40. Angela:

      Ma la realtà è che i politici i miracoli non li sanno fare e che non hanno per nulla capacità imprenditoriali. E ciò in realtà non è loro richiesto.
      Per me, se trovano una azienda che li lancia sul mercato, mettendoli al centro di na montagna di iniziative, portando in Sicilia navi intere di visitatori, per me questa sarebbe la migliore scelta. Senza mettermi a fare campanilismo ottuso…
      Anzi, manderei tutti i nostri ragazzi a fare stages all’interno della azienda, per imparare come si fa.

    41. Claudio Fazio:

      si, certo se ci fidiamo de “la Repubblica” che equivale alla carta igienica di casa mia , siamo messi proprio male.

    42. Mirko:

      Tò, che coincidenza! Libero e Il Giornale io li uso per incartarci gli scarti di pesce per la differenziata.

      Quando si dice ad ognuno il suo…proprio così.

    43. Mirko:

      Chissà perche Indro Montanelli reputava Feltri e poco tempo dopo Belpietro, come dei “pennivendoli”.
      Forse intendeva pescivendoli? màh!

      Traduzione: Pennivendoli= giornalisti(si fa per dire) che vendono la propria professionalità a chi paga meglio.
      In vulgus: servi.
      Proprio così.
      Ooooolè!

    44. Franco:

      40 Angela: io sono daccordo con te se la privatizzazione porta benefici. Ma il più delle volte spremono e danno poco. Forse sarebbe il caso di assumere un vero manager (non raccomandato) il quale dovrebbe gestire al meglio le nostre risorse. Se fallisce pedata nel sedere e vai con un altro. Se riesce guadagna, altrimenti nulla.

    45. Mirko:

      Una delle poche volte che Baffino D’Alema dice cose sensate evitando la sua saccenza indisponente:

      “E’ impressionante come, in pochi giorni, Berlusconi sia riuscito a dare un colpo durissimo all’immagine di uomo di stato che dialoga con l’opposizione”. Lo afferma Massimo D’Alema, durante l’intervista alla festa del Pd a Roma. “Berlusconi era riuscito a dare l’immagine di un profilo nuovo, di un uomo di stato attento al dialogo. In due-tre settimane e’ riuscito con furia a demolire qeusta immagine nuova e ci ha riproposto esattamente il profilo che conoscevamo, cioe’ di un uomo di potere preoccupato solo dei suoi problemi, e che il ruolo di governo e’ funzionale a risolvere i suoi problemi”. Per questo, e’ sbagliato ricorrere ad un decreto per le intercettazioni perche’ “e’ impensabile che sia urgente per il paese. Che l’urgenza ce l’abbia lui e’ un altro discorso, ma la Costituzione non prevede urgenze personali”.

    46. Franco:

      AGRIGENTO - Privatizzare la Valle dei Templi. L’idea è dell’assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia, Antonello Antinoro, secondo il quale per “rendere il più possibile redditizia la gestione dei beni culturali nell’Isola dobbiamo affidare a un privato di qualità il pacchetto completo di un sito turistico per trent’anni. Penso ad esempio alla Valle dei Templi o al Teatro greco di Siracusa”.

      L’esponente dell’Esecutivo regionale ha anticipato il suo piano: “In cambio i privati dovranno garantirci un canone fisso e alcune opere da realizzare nell’indotto. Penso alle strade o a un certo numero di alberghi. Nel caso della Valle dei Templi potremmo chiedere ai privati di migliorare la Palermo-Agrigento e un eliporto”.

      L’idea sarà contenuta in una relazione che l’esponente dell’Udc proporrà alla giunta Lombardo. “L’elenco di siti dovrà essere concordato con l’assessorato regionale al Turismo - aggiunge - ma sicuramente potrebbero essere inseriti il Teatro antico di Taormina, Selinunte o la Cappella Palatina. Ma non solo: potremmo affidare anche gruppi di opere in cambio della realizzazione di un museo per ospitarle in Sicilia”.

      Il concessionario-tipo, per il titolare dei Beni culturali nel governo Lombardo, è “un’istituzione culturale di livello internazionale. Un soggetto da scegliere con un’attenta ricerca di mercato. Alla fin fine - specifica Antinoro - sarebbe solo un passo in più rispetto a quello che si fa oggi: già adesso nei nostri siti principali ci sono già privati che offrono servizi”.

      Sull’idea dell’assessore sono immediatamente piovute le critiche del Pd: “E’ un paradosso che nella regione che ha il più altro numero di dipendenti, si pensi di affidare i beni pubblici a soggetti privati”, dice Filippo Panarello, vicepresidente della quinta commissione Beni culturali dell’Ars.

      “Prima di lanciare ipotesi falsamente innovatrici - prosegue Panarello - Antinoro farebbe bene a spiegare come viene utilizzato il personale attualmente in carico alla Regione: oltre ai dipendenti di ruolo vi sono, infatti, articolisti, lsu, e dipendenti della società mista ‘Arte e Vita’”.

      “Non basta che ci stanno togliendo il presente e stanno pesantemente ipotecando il nostro stesso futuro - dice Mario Bonomo, deputato regionale siracusano del Partito democratico -. Adesso vogliono anche toglierci il passato, la storia della civiltà millenaria di una Terra che, oggi come oggi, meriterebbe certamente ben altra classe dirigente. Quest’idea di provare a fare cassa in tutti i modi, di trasformare in business anche la nostra stessa memoria mi fa semplicemente inorridire. E non faccio del moralismo spicciolo”.

      “Immaginavo, anzi auspicavo - ha detto Giacomo Di Benedetto, deputato del Pd all’Ars - che il primo atto dell’assessore regionale Antonello Antinoro andasse nella direzione di un vero e concreto rilancio dei beni culturali e ambientali in Sicilia. Invece no. Assistiamo ad una iniziativa con cui Antinoro intende affidare ai privati, per un periodo di 30 anni, il pacchetto completo dei siti turistici. Tutto questo è assurdo e incondivisibile”.

      Anche Nicola Cristaldi, deputato del Pdl e già sindaco di Calatafimi Segesta, ha ribadito: “Giù le mani dai siti archeologici”. “Le esperienze del passato mi hanno insegnato - ha affermato Cristaldi - a essere diffidente di quel privato che si sostituisce alla pubblica amministrazione nella gestione di luoghi culturali di alto livello. I privati possono essere partners ma non vanno individuati come elementi sostitutivi del potere pubblico”.

      Della stessa opinione il presidente del gruppo Pdl all’Ars, Innocenzo Leontini, che ha inviato una richiesta al presidente della commissione Cultura affinchè convochi una seduta per l’audizione dell’assessore Antinoro, e del suo capogabinetto e sovrintendente, Adele Mormino.

    47. Franco:

      Mirko non ti dananre… :) in fin dei conti Berlusconi ragiona da imprenditore non da statista… Non è importante come ma che si raggiunga…

    48. missy:

      GIANCARLO E ANGELA (sull’affitto della Valle dei Templi).

      Credo non possa esistere progetto più scellerato di quello ventilato da Antinoro, se vero.
      Non ho avuto conferma di tale colpo di ingegno, e provvederò ad informarmi al più presto.

      Dare in affitto un sito di quella portata è qualcosa che non si è mai visto in tutto il pianeta.

      Per tipologia, rarità, complessità e potenza non solo culturale ma evocativa, la Valle dei Templi vale forse anche più del Colosseo, se proprio vogliamo pensare in termini di marketing, e operando un confronto che nessun collega archeologo mi permetterebbe mai.
      Ma siccome si parla di soldi, mettiamola in altre parole: la Valle vale più del Colosseo.

      Bene, avete mai visto qualcuno soltanto ipotizzare di dare in affitto il Colosseo?

      Avete mai visto dare in affitto l’Acropoli di Athene?

      Ad Atene invece stanno procedendo ad un mega-galattico-super-extra-lusso progetto di ricomposizione di tutte le disiecta membra sparpagliate intorno ai monumenti e nei musei, e tra qualche anno vedremo l’Acropoli di Pericle com’era nel passato. Quello sì che è un progetto che farà business turistico, oltre che costituire un momento irripetibie per la ricerca e per la conoscenza archeologica. Sono censite una ad una tutte le parti dell’enorme complesso monumentale come mai prima d’ora fatto, con la partecipazione di fior fiore di esperti e università e centri di riecrca che hanno fatto la gara per investire nel progetto, che è pubblico, cioè dello Stato, senza nessun affitto.

      Perchè solo in Sicilia escono fuori cose creative così bizzarre come questa, o come quella di affidare la direzione totale (in regime di potere assolutistico imperiale) la Villa del Casale a Sgarbi, che:
      1. non è archeologo
      2. non è architetto
      3. non è restauratore
      4. non è uno storico dell’arte antica.
      Bastava solo una di queste qualifiche per renderlo compatibile. Invece no.

      Ora quest’altra illuminante pensata.
      Io inorridisco.
      Siamo provinciali, succubi di un colonialismo che anche se non esiste ce lo inventiamo (o meglio invitiamo nuovi colonialisti a venire a decidere per noi).

      Sono altre le cose da fare per rendere fruttuosa la Valle dei Templi. E sono cose che solo un amministratore pubblico o politico avveduto, ragionevole, esperto, cauto, intelligente, documentato, può realizzare, a beneficio di tutti.

      Poi si lamentano se gli Americani rubano le nostre cose. Almeno nei loro musei sono ben tenute e accessibili a tutti grazie a progetti meravigliosi che inducono il pubblico a visitarle tutto l’anno.

      Meglio tutto chiuso che in affitto ad estranei. Non si parla di un appartamento, ma di un momumento che gli antichi ci hanno consegnato.
      Che ne sappiamo come ce lo restituiranno dopo 30 anni?
      Non esiste nessuna assicurazione contrattuale che possa restituire un danno su quelle cose. Nessun risarcimento potrebbe essere adeguato.

      Un mio prof. disse: i Bronzi di Riace non possono essere ceduti per mostre. Per qualsiasi somma si possano assicurare, chi potrebbe mai risarcire un loro incidente aereo?

      Vergogna. Se uno non sa guidare, stia a casa.

      Se uno non sa cosa è la Valle dei templi, non faccia l’Assessore ai beni Culturali.

      E cmq, sto sempre parlando senza avere conferma della notizia. Mi scusino quindi gli interessati, se si tratta di una bufala.

      Ad ogni modo, però, sempre meglio aver occasione di chiarire alcuni concetti fondamentali.

      Cui tengo a cuore come la mia vita.

    49. missy:

      Ho perso mezz’ora della mia faticosissima fine giornata, per scrivere quello che ho scritto, quando pensavo invece di andare finalmente a dormire.
      Fatene tesoro.

    50. Franco:

      vedi missy, non abbiamo alcuna cura dei nostri beni. Sai quanto mi duole il cuore vedere il teatro greco di catania chiuso dopo le due mentre i turisti lo fotografano da fuori??? Eppure in questo periodo arrivano navi da crociera e basterebbe poco a valorizzare i nostri beni. Lo stesso dicasi per le terme sotto il duomo. Sono chiuse e aprono qualche ora a giorni alterni.Qualcuno si è anche lamentato che non è fruibile al singolo, ma bisogna prenotarsi. Quindi niente turisti.
      Altra fortuna sarebbe l’eruzione dell’etna con le sue fontane di lava… nessuno organizza niente per i turisti. Insomma, oltre a case abusive sulle costa non sappiamo gestire nulla.

    51. missy:

      FRANCO 50:
      Io ho la soluzione.
      Che poi non è mia, ma frutto dell’osservazione costante di tanti modelli di gestione culturale, in Italia e all’estero.

      Ma non la dico qui.
      E’ già capitato ad Angela che una sua idea di valorizzazione culturale sia stata copiata.
      Fosse solo copiata, mica male.
      Il danno è quando copiano male.

    52. Franco:

      Lo stesso dicasi per le chiese o altro che sono più conosciuti dagli stranieri che da noi che li abbiamo davanti tutti i giorni……

    53. Franco:

      51 missy: forse non volevano far capire che era sua…

    54. Franco:

      Tempo fa ho letto quest’articolo..

      L’Etna affascina i turisti, ma nessuno lo promuove
      GIUSEPPE BONACCORSI
      Traghetto per le Eolie, in un giorno qualunque della
      settimana. Un gruppo di turisti del Nord guarda l’orizzonte
      e, rivolto a un marittimo, chiede cosa sia quell’enorme
      montagna che si staglia sulla terraferma. E il
      marittimo: «Ma è l’Etna, il vulcano più grande d’Europa.
      E, per di più, è attivo. Pensate che anche in questo
      momento è in eruzione; una lunga scia di “fuoco liquido”
      sgorga da una delle bocche e finisce nella valle del
      Bove».
      I turisti, tra di loro, commentano: «Che peccato!
      Abbiamo sentito dell’eruzione in tv soltanto
      per caso e poco tempo fa. Se l’avessimo
      saputo prima, una visita sull’Etna non sarebbe
      mancata nel nostro tour».
      E ancora rivolti al marittimo: «Ma è pericoloso
      salire fin lassù? Chi può darci
      informazioni?». Il marittimo fornisce qualche
      indicazione utile e la discussione finisce,
      in pratica, così come era cominciata. E
      ognuno, conclusa la traversata, se ne va
      per la propria strada.
      Eppure se esaminiamo a fondo la discussione
      qualcosa non è andata per il
      verso giusto. I turisti erano occhio e croce una trentina,
      15 coppie. Tradotto in termini turistici 15 camere da
      letto in albergo, 30 coperti nei ristoranti, 30 ticket per
      le escursioni mai acquistati. E ancora gadget, spese varie,
      gelati volatilizzati…. Cosa non va è proprio l’organizzazione
      turistica che davanti a eventi naturali considerati
      tra i più belli al mondo, tra i più affascinanti, di
      maggiore richiamo, si lascia cogliere impreparata e
      mostra tutta la sua strafottenza dinnanzi a un turismo
      che non si vuole attrarre come si deve con una programmazione
      ad hoc.
      Un po’ forse per rilassatezza e un po’, forse, perché si
      è convinti che il turista venga in Sicilia ugualmente sol
      perché la nostra isola è piena di cultura, arte e bellezze
      naturali.
      La conferma di come manchi in molte aree dell’isola
      una mirata e lungimirante politica dell’attrattiva
      (in questo caso il riferimento è per l’Etna, che per fortuna
      è pur sempre strapiena di visitatori), purtroppo,
      viene anche dalle parole di un agente di viaggio, con
      agenzia a Catania, al quale, fingendoci turisti, abbiamo
      chiesto se per l’eruzione dell’Etna fosse previsto un
      pacchetto viaggio «tutto compreso». La risposta, come
      era prevedibile, è stata questa: «Al momento non esiste
      alcun pacchetto collegato al vulcano. Nessuna agevolazione.
      Ma se voi siete interessati sono a vostra disposizione
      per organizzarvi il viaggio e, naturalmente,
      l’escursione». «Ma scusi - domandiamo ancora - come
      mai davanti a un fenomeno di tale forza attrattiva non
      avete previsto nulla, né fatto pubblicità?» E l’operatore
      turistico: «Ha ragione - sbotta - la pubblicità è scadente
      e per il resto non c’è nulla, ma in Sicilia spesso
      va così. Si attende sempre che in quanto a pubblicità
      promozionale per primi si muovano gli enti preposti,
      quelli istituzionali: la Regione, la Provincia, il Comune.
      E quando questi non lo fanno, come è stato in questo
      caso, ognuno va per conto proprio e la promozione è
      affidata al singolo».
      Poi, come per cercare una scusa, l’agente di viaggio
      abbozza una tesi che non ci sembra tanto valida: « Forse
      - aggiunge - in questo caso specifico la mancanza di
      pubblicità in campo nazionale è da addebitare alle
      elezioni per il rinnovo di tutte e tre le cariche. Sono certo
      che la programmazione arriverà tra breve».
      Un vero peccato, visto che da più parti si preannuncia
      una estate all’insegna della crisi. Una terra che offre
      il fascino del vulcano, del mare, della cultura, non la
      trovi in Italia, né all’estero. Forse in Sicilia in troppi lo
      dimenticano. Così, in attesa della programmazione
      speriamo almeno che l’Etna, in sicurezza, continui ad
      eruttare.

    55. Giuseppe M.:

      Mentre si parla del più e del meno, Berlusconi causa di tutti i mali, Prodi…. e bla bla bla..
      Il presidente, Trichet, di un azienda privata, la BCE, che dai politici e non dal popolo, ha ricevuto il potere dei poteri per la società moderna, cioè quello di emettere moneta.. oggi decide, contro il parere di molti stati europei, di aumentare i tassi di interesse evocando l’autonomia in politica monetaria della sua banca…
      Perchè permettiamo a questi signori di fare questo??
      Ammesso che riesca a frenare i prezzi, e dubito molto su questo perchè, come dice il ministro Tremonti, l’inflazione è balzata in avanti per la speculazione selvaggia sul petrolio e sulle materie prime, noto che essendo una banca privata è in palese conflitto di interessi..
      Aumentando i tassi di interesse i primi a beneficiare di questo sono i banchieri usurai, suoi proprietari.
      Purtroppo la maggior parte delle persone è convinta che la BCE è un organo del parlamento europeo.
      Perchè molti evocano una nuova Bretton Woods??
      Forse perchè le banche centrali occidentali sono private ed hanno il potere di creare denaro dal nulla??
      Avete capito o NO, chi ha il potere nel mondo??
      Avete capito perchè ai cittadini sono stati tenuti nascosti questi sistemi di potere??
      “E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina” (Henry Ford)
      SIETE PRONTI????

    56. Angela:

      Missy:
      quando parlavo di affittarla, la Valle, io avevo in mente Enti quali il Metropolitan Museum of Art, il Paul Getty Museum, l’Hermitage ed altre piccole realtà del genere…
      Mica lo zio Peppe!
      ;-)

    57. missy:

      Cara Angela,
      io lo so che i tuoi riferimenti sono nobili, e a te affiderei l’amministrazione di buona parte della nostra disastrata Sicilia.

      Ma sospetto sempre, dinnanzi a certi annunci, una improvvisazione dettata da impreparazione e pressappochismo, oltre alla fretta di affidare a “qualcuno” incarichi poco idonei.

      Per esempio, quando con una legge speciale si sono affidati i servizi accessori di musei e parchi ad alcune società, alla fine abbiamo avuto:
      - calo di biglietti di ingresso
      - nessuna pubblicazione
      - nessuna attività educativa accessoria

      Il problema non è stato solo la cattiva gestione societaria ma anche le maglie complicatissime della nostra burocrazia, che per esempio aveva già affidato alcune voci ad altre realtà ed enti.

      Quindi, io diffido sempre e faccio pure bene.

      Specialmente perchè parliamo di patrimonio inestimabile, non di una produzione di patate che per un anno può andar male e l’anno dopo bene.

      Se si sbaglia, in questo settore, il danno è irreversibile.

      Quanto poi alle istituzioni che hai menzionato, credo che esse sappiano molto bene cosa sia fare accordi con la Sicilia. Ci hanno già conosciuti.
      E ti posso assicurare che esistono nel mondo altri Paesi, pieni di arte, anche poverissimi e più sottosviluppati di noi, con voglia di fare le cose bene e senza inganni, che hanno maturato rispettabilità ed un appeal maggiore del nostro a livello mondiale.

      Qui da noi le segreterie non rispondono neanche alle mail degli ambasciatori.
      La maggior parte dei politici siciliani non usa Internet;
      La maggior parte dei politici siciliani è reperibile solo attraverso il favore concesso da uno stuolo di collaboratori che fanno da filtro e che dall’esterno di quel giro nessuno conosce.

      In Tunisia, Grecia, Turchia, e ora anche i Paesi dell’Est conoscono l’inglese meglio di noi.

      La globalizzazione talvolta fa bene, specie quando si diffonde un modello corretto e competitivo su come tenere le PR.

    58. bravo ragazzo ma inaffidabile:

      scusate ma qualcuno in questa terra ha mai fatto nulla per i beni culturali?
      (a parte qualcosina fatta da ALessandro Pagano)

    59. L'Indolente:

      @Missy
      Ho appreso dalla stampa la notizia e non so se è stata resa corretta l’idea che ha in mente questo medico campione delle preferenze ora accomodato nella cadrega dei BB.CC.. L’Argomento mi ha provocato uno sgomento tale che non ho potuto leggere la notizia oltre il titolo. Comprendo il tuo stupore , la rabbia e l’allarme che lanci. Condivido quanto da te espresso al 1000 per cento. Parli da esperta quale sei e si vede. L’esperienza mi dice che la boutade del medico-assessore non farà molta strada e sinceramente me lo auspico come immagino tutti voi. Non sono un esperto di BB.CC però mi sono cimentato con ipotesi di valorizzazione ai fini di una maggiore fruizione turistica di siti archeologici. Un progetto in tal senso è stato portato avanti da Sviluppo Italia e serviva a far nascere imprese giovanili per creare i servizi necessari alla fruizione dei siti. Chiaramente questo è un aspetto della questione dei privati nei BB.CC. ma è certamente la meno preoccupante e la più necessaria per l’ospitalità turistica. L’Amministrazione Regionale ha voluto creare un carrozzone per imbarcare precari nulla facenti o quasi, impedendo nei fatti la creazione di imprese private fornitrici di servizi turistici nei siti archeologici. Tutto regolare, tipicamente nostrano.
      Un saluto a tutti , non ho mezz’ora di tempo ma soli cinque minuti, sia il mio commento considerato un semplice contributo di esperienza diretta.

    60. Claudio Fazio:

      Scusate, ma la cappela palatina, a Palermo è stata restaurata con fondi di un privato del trentino-alto adige, o forse austriaco, comunque da un privato se non erro.

    61. Angela:

      Claudio Fazio:
      il magnate tedesco Wurth (con grandi competenze nel campo dell’ARTE) però non l’ha “affittata”, la Cappella Palatina. Ha fornito il capitale per il restauro. Mi pare. Non so se si riesce a captare la “sottile” differenza..!!

    62. amdry:

      Libero è ub giornale satirico

    63. amdry:

      Lo psiconano sarà domani ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire “pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza”. Per lui.
      Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà a fanculo.
      Lo psiconano vuole abolire le intercettazioni per la maggior parte dei reati. Quelli in cui sono coinvolti politici e industriali.
      Telefonate a Matrix in diretta, 06/57787833, leggete a Mentana una riga tra le seguenti sulla situazione del Paese dei papponi accompagnata da un Vaffanculo

    64. amdry:

      Gli italiani pensano di non essere condizionati dalla televisione per lo stesso motivo per il quale in manicomio nessuno pensa di essere pazzo

    65. amdry:

      L’italiano è unico al mondo. Non esiste persona più allegra, socievole, casinara, intelligente, fantasiosa, bella, furba, elastica, ladra e criminale. Tutte caratteristiche che ci contraddistinguono in Europa, forse anche nel mondo. Ci guardano come popolo gioioso, ma allo stesso tempo ladruncolo e alle volte anche mafioso. Ma la caratteristica che spicca di più penso sia il masochismo. Come dire, siamo tutti un po’ Giovanni Verga. Pessimisti e da un certo punto di vista, antirivoluzionari. Siamo talmente masochisti che siamo riusciti ancora una volta a dare lo scettro del potere a Silvio Berlusconi. è inutile e noioso rocordare che persona sia il Biscione. Credo sia sotto gli occhi di tutti il suo operato. Ma all’italiano non importa. è tipico della nostra indole sottostare ad un certo sistema, senza agire per cambiare le cose. Ed ecco Giovanni Verga, persona di indole fortemente pessimistica. Egli diceva che dannarsi l’anima per poter vivere una vita migliore, non travagliata, fosse controproducente. Abbassare il capo e tirare a campare era l’unica soluzione possibile. Ed è perfettamente ciò che ci impone la nostra indole. Il fatto di pensare che un giorno le cose cambieranno da sole, a mio avviso è controproducente. Ma da un lato posso anche giustificare il nostro comportamento menefreghista e passivista: l’Italia ha vissuto dei periodi bui, quali il fascismo, le sue conseguenze, il terrorismo ecc. Magari l’italiano è stanco, troppo stanco. Abbiamo perso la voglia di crederci, di lottare (e non per forza armati). Ci incazziamo solo quando tocchiamo il fondo, e lo toccheremo prima o poi. Guardiamo la Guerra di Liberazione. Se non avessimo mai toccato il fondo grazie a Mussolini con le sue leggi fascistissime e alla sua politica economica, probabilmente la dittatura avrebbe regnato incontrastata per anni. L’italiano o vede e non agisce, o non vuole vedere. Poche le eccezioni. Mazzini, Foscolo, i partigiani, Grillo, Di Pietro e quant’altro. Non capisco perchè ci vogliamo far male per forza. Non siamo reattivi. Pensiamo che il male comune sia una pera che un giorno cadrà dall’albero da sola.
      Mi preoccupo soprattutto per la mia generazione, imbevuta di televisione spazzatura, discoteche, ignoranza, razzismo e menefreghismo. La mia non è una generazione sana. Tantissimi oramai hanno come modello quello del Grande Fratello, dell’Isola dei Famosi, di Amici di Maria de Filippi, Uomini e Donne, Fabrizio Corona e chi più ne ha più ne metta. I giovani vedono questa gente con invidia, sognando una vita all’insegna dell’oro apparendo in televisione, magari vendendosi ideali anche sessualmente, per soldi, fama e per una felicità apparente. è la televisione il principale responsabile di questa rovina. è la televisione che ha inculcato nella testa dei ragazzi il desiderio o la convinzione di poter essere qualcuno senza vantare alcun merito. Che ci vuole, basta un provino per il Grande Fratello!!!!
      Andremo sempre peggiorando, e credo che non ne usciremo fino a quando non avremo toccato veramente il fondo. Perchè l’italiano è fatto così. Piano piano si lascia usare, consumare. Solo al momento di decidere se essere buttato nella spazzatura o meno non si lascia vincere. O almeno ci prova. Italia bella e dannata.”

    66. amdry:

      Intanto il romanzo criminale continua.
      Il Capobanda ha bisogno di chiudere in fretta. Ha imposto l’approvazione entro la pausa estiva della legge sulle intercettazioni (ne ha bisogno a Napoli), dell’emendamento blocca-processi (ne ha bisogno a Milano) e del Lodo Schifani Bis (ne ha bisogno a vita). Non vuole essere giudicato, né indagato, né criticato. Per questo ha messo all’opera i servi. Lavori parlamentari a tappe forzate. Cavilli dilatorii nelle aule d’udienza. Emendamenti nascosti dentro maxi-decreti. Cambi di procedura repentini, secondo le urgenze tattiche di giornata. Pressioni paramafiose su Quirinale e Consiglio Superiore della Magistratura. Messaggi estorsivi agli oppositori dialoganti. L’ennesima manipolazione mediatica di taglio vittimistico.
      Sa di contare su un’opinione pubblica in gran parte cloroformizzata, oppositori in gran parte pavidi, un giornalismo in gran parte addomesticato.
      E’ uno spettacolo desolante, di violenza del potere, che già conosciamo. Ed è giusto manifestare pubblicamente il nostro sacrosanto dissenso. L’otto luglio in piazza Navona è l’occasione più vicina. Una delegazione Qml ci sarà.

    67. amdry:

      La conversione impossibile
      di Franco Cordero
      Nel dialetto subalpino circolava una metafora romanesque: “l’hanno cambiato
      a balia”; forse lo dicono ancora d’uno che improvvisamente risulti diverso (i
      dialetti e relativa sapienza vanno estinguendosi); l’ubriacone diventa asceta, il
      codardo compie gesta eroiche et similia.
      Stanno nel fisiologico le metamorfosi lente operate da lunghi esercizi (Freud
      le chiama forme reattive, Reaktionsbildungen). Qui è innaturalmente
      fulminea. Tale appariva la conversione del Caimano in homme d’Etat
      pensoso, equanime, altruista. Impossibile, natura non facit saltus. Nessuno
      cambia d’un colpo a 72 anni, tanto meno l’egomane insofferente delle regole
      (etica, legalità, grammatica, buon gusto), specie quando sia talmente ricco in
      soldi e voti da mettersele sotto i piedi. Era molto chiaro dall’emendamento pro
      Rete4, in barba alla disciplina della concorrenza, ma i cultori del cosiddetto
      dialogo perdonano tutto o quasi.
      Nell’aria del solstizio, lunedì sera 16 giugno, Leviathan (nome biblico del
      coccodrillo archetipico) batte due colpi. Partiamo dall’arcinoto retroscena.
      Come gli capita spesso, soffre d’antipatiche rogne giudiziarie: in un
      dibattimento milanese prossimo all’epilogo è chiamato a rispondere del solito
      vizio, definibile lato sensu “frode”; stavolta l’accusa è d’avere pagato David
      Mills, avvocato londinese, affinché dichiarasse il falso su fondi neri esteri;
      l’aveva incautamente svelato l’accipiens. Inutile dire quanto gli pesi la
      prospettiva d’una condanna: il massimo della pena è otto anni, art. 317 ter c.
      p., o sei, se fosse applicato l’art. 377 (indurre al falso chi abbia la facoltà
      d’astenersi); appare anomala l’ipotesi d’un presidente del Consiglio interdetto
      dai pubblici uffici, né sarebbe pensabile l’insediamento al Quirinale nell’anno
      2013; punta lì, lo sappiamo, in un’Italia ormai acquisita, patrimonio familiare,
      dépendance Mediaset. La posta è enorme. Altrettanto i mezzi con cui
      risponde al pericolo.
      Esiste un dl sulla sicurezza pubblica. Palazzo Madama lavora alla
      conversione in legge. Gli emendamenti presentati dai soliti yes men
      prevedono la sospensione d’un anno dei processi su fatti ante 1 luglio 2002,
      la cui pena massima non ecceda i 10, pendenti tra udienza preliminare e
      chiusura del dibattimento; così tribunali e corti sbrigheranno il lavoro grosso.
      Lo dicono senza arrossire i presentatori del capolavoro e lo ripete Leviathan
      nella lettera al presidente del Senato, sua devota creatura, annunciando un
      secondo passo, ripescare l’immunità dei cinque presidenti, dichiarata invalida
      dalla Consulta quattro anni fa.
      Sarà sospeso anche uno dei processi inscenati a suo carico “da magistrati
      d’estrema sinistra”: gliel’hanno detto gli avvocati; che male c’è?; un
      perseguitato politico deve difendersi; e ricuserà il presidente del tribunale, lo
      rende noto en passant. Ma è puro caso che l’emendamento gli riesca
      comodo. La ratio sta nell’interesse collettivo. Discorso molto berlusconiano,
      chiunque glielo scriva. Tra un anno sarà immune: se non lo fosse ancora,
      basterebbe allungare la sospensione; tra cinque da palazzo Chigi scala
      Monte Cavallo, sono due passi; nel frattempo vuol essersi riscritta la Carta
      vestendo poteri imperiali (davanti a lui, Charles-Louis-Napoléon, III nell’ordine
      dinastico, è un sovrano legalitario). In sede tecnica riesce arduo definire
      questo sgorbio, tanto straripa dalla sintassi legale. Ciurme parlamentari
      sfigurano il concetto elementare della legge: va al diavolo la razionalità
      immanente i cui parametri indica l’art. 3 Cost.; l’atto rivestito d’abusiva forma
      legislativa soddisfa solo l’interesse personale del futuro padrone d’Italia.
      Vengono in mente categorie elaborate nel diritto amministrativo: “le
      détournement du pouvoir”; mezzo secolo fa Francesco Carnelutti configurava
      l’ipotesi “eccesso di potere legislativo”. Siamo nel regno dei mostri, studiato
      dal naturalista Ulisse Aldrovandi. L’espediente appare così sguaiatamente
      assurdo in logica normativa, da sbalordire l’osservatore: perché sospendere i
      processi su fatti ante 1 luglio 2002, mentre seguitano i posteriori?; e
      includervi i dibattimenti alla cui conclusione manchi un giorno?; tra 12 mesi
      l’ingorgo sarà più grave, appena ricadano nei ruoli. Che nel frattempo il
      taumaturgo d’Arcore abbia quadrato il cerchio allestendo una giustizia rapida,
      è fandonia da imbonitori: la pratica abitualmente, quando non adopera le
      ganasce; o forse sottintende una tacita caduta nella curva dell’oblio;
      spariscono e non se ne parla più, amnistia anonima. Oltre alla patologia
      amministrativa, l’incredibile pastiche ne richiama una civilistica: il dolo, nella
      forma che Accursio chiamava “machinatio studiosa”, stretta parente della
      frode, tale essendo la categoria sotto cui è definibile l’epopea berlusconiana
      (avventuriero piduista, impresario delle lanterne magiche, grimpeur d’affari
      risolti con trucchi penalmente valutabili, intanato in asili fiscali a tenuta
      ermetica, spacciatore d’illusioni elettorali): gli emendamenti galeotti hanno
      come veicolo un dl firmato dall’ignaro Presidente della Repubblica su materie
      nient’affatto analoghe, e s’era guardato dal dire cosa covasse; in
      nomenclatura romana, dolus malus.
      Gli sta a pennello l’aggettivo tedesco “folgerichtig”, nel senso subrazionale:
      ha dei riflessi costanti (finto sorriso, autocompianto, barzelletta, morso,
      digestione); non tollera le vie mediate; sceglie d’istinto la più corta, come il
      caimano quando punta la preda. Con questa sospensione dei processi
      sotterra l’azione obbligatoria: Dio sa cos’avverrà nei prossimi cinque anni ma
      gli obiettivi saltano all’occhio: la vuole a’ la carte; carriere distinte, ovvio;
      Procure agli ordini del ministro, sicché il governo disponga della leva penale;
      procedere o no diventa scelta politica (se ne discorreva nella gloriosa
      Bicamerale sotto insegna bipartisan: Licio Gelli, fondatore della P2,
      rivendicava i diritti d’autore riconoscendo le idee del suo “Piano” d’una
      “rinascita democratica” anno Domini 1976; l’ancora invisibile demiurgo
      frequentava la loggia in quarta o quinta fila). A quel punto nessuno lo
      smuoverebbe più se fosse il superuomo cantato dai caudatari, invulnerabile
      dal tempo. Le altre due mete è chiaro quali siano: prima, uscire dall’Unione
      europea, compagnia scomoda; seconda, moltiplicare lo smisurato patrimonio.
      Sul quale punto nessuno con la testa sul collo ha dubbi: anni fa gli contavano
      40 mila vecchi miliardi; crescono come la vorace materia prima evocata da
      Anassimandro.

    68. amdry:

      Leggende spacciate per verità

      Una sfilza di luoghi comuni, spacciati per verità, compromette la serietà della discussione
      sull’annunciato intervento legislativo sulle intercettazioni. Che siano «il 33% delle spese
      per la giustizia», come qualcuno ha cominciato a dire e tutti ripetono poi a pappagallo, è
      un colossale abbaglio: per il 2007 lo Stato ha messo a bilancio della giustizia 7 miliardi e
      700 milioni di euro, mentre per le intercettazioni si sono spesi non certo 2 miliardi
      abbondanti, ma 224 milioni. Però è una leggenda ben alimentata. Si lascia credere il falso
      giocando sull’ambiguità del vero, cioè sul fatto che le intercettazioni pesano davvero per
      un terzo su un sottocapitolo del bilancio della giustizia: quello che sotto il nome di «spese
      di giustizia» ricomprende anche i compensi a periti e interpreti, le indennità ai giudici di
      pace e onorari, il gratuito patrocinio, le trasferte della polizia giudiziaria. Spese peraltro
      tecnicamente «ripetibili», cioè che lo Stato dovrebbe farsi rimborsare dai condannati a fine
      processo: ma riesce a farlo solo fra il 3 e il 7%, eppure su questa Caporetto della
      riscossione non pare si annuncino leggi-lampo.
      «Siamo tutti intercettati» è altra leggenda che, alimentata da una bizzarra aritmetica
      «empirica», galleggia anch’essa su un’illusione statistica. Il numero dei decreti con i quali i
      gip autorizzano le intercettazioni chieste dai pm non equivale al numero delle persone
      sottoposte a intercettazione.
      Le proroghe dei decreti autorizzativi sono infatti a tempo (15 o 20 giorni) e vanno
      periodicamente rinnovate; inoltre un decreto non vale per una persona ma per una utenza.
      Dunque il numero di autorizzazioni risente anche del numero di apparecchi o di schede
      usati dal medesimo indagato (come è norma tra i delinquenti).
      «Le intercettazioni sono uno spreco» è vero ma falso, nel senso che è vero ma per due
      motivi del tutto diversi da quello propagandato. Costano troppo non perché se ne facciano
      troppe rispetto ad altri Paesi, dove l’apparente minor numero di intercettazioni disposte
      dalla magistratura convive con il fatto che lì le intercettazioni legali possono essere
      disposte (in un numero che resta sconosciuto) anche da 007, forze dell’ordine e persino
      autorità amministrative (come quelle di Borsa).
      Invece le intercettazioni in Italia costano davvero troppo (quasi 1 miliardo e 600 milioni dal
      2001) perché lo Stato affitta presso società private le apparecchiature usate dalle polizie; e
      in questo noleggio è per anni esistito un Far West delle tariffe, con il medesimo tipo di
      utenza intercettata che in un ufficio giudiziario poteva costare «1» e in un altro arrivava a
      costare «18». Non a caso Procure come la piccola Bolzano (costi dimezzati in un anno a
      parità di intercettazioni) o la grande Roma (meno 50% di spese nel 2005 rispetto al 2003 a
      fronte di un meno 15% di intercettazioni) mostrano che risparmiare si può. E già il ddl
      Mastella puntava a spostare i contratti con le società private dal singolo ufficio giudiziario
      al distretto di Corte d’Appello (26 in Italia).
      L’altra ragione del boom di spese è che, ogni volta che lo Stato acquisisce un tabulato
      telefonico, paga 26 euro alla compagnia telefonica; e deve versare al gestore circa 1,6
      euro al giorno per intercettare un telefono fisso, 2 euro al giorno per un cellulare, 12 al
      giorno per un satellitare. Qui, però, stranamente nessuno guarda all’estero, dove quasi
      tutti gli Stati o pagano a forfait le compagnie telefoniche, o addirittura le vincolano a
      praticare tariffe agevolate nell’ambito del rilascio della concessione pubblica.
      «Proteggere la privacy dei terzi», nonché quella stessa degli indagati su fatti extrainchiesta,
      non è argomento (anche quando sia agitato pretestuosamente) che possa
      essere liquidato con un’arrogante alzata di spalle. Ma è obiettivo praticabile rendendo
      obbligatoria l’udienza-stralcio nella quale accusa e difesa selezionano le intercettazioni
      rilevanti per il procedimento, mentre le altre vengono distrutte o conservate a tempo in un
      archivio riservato. E qui proprio i giornalisti dovrebbero, nel contempo, pretendere
      qualcosa di più (l’accesso diretto a quelle non più coperte da segreto e depositate alle
      parti) e accettare qualcosa di meno (lo stop di fronte alle altre).
      Prima di dire poi che «le intercettazioni sono inutili»andrebbe bilanciato il loro costo con i
      risultati processuali propiziati. Ed è ben curioso che, proprio chi ha imperniato la
      campagna elettorale sulla promessa di «sicurezza» per i cittadini, preveda adesso di
      eliminare questo strumento che, per fare un esempio che non riguarda la corruzione dei
      politici, ha consentito la condanna di alcune delle più pericolose bande di rapinatori in villa
      nel Nord Italia, e ancora ieri ha svelato a Milano il destino di pazienti morti in ospedale
      perché inutilmente operati solo per spillare rimborsi allo Stato. Senza contare (c’è sempre
      del buffo nelle cose serie) che proprio Berlusconi ben dovrebbe ricordare come un anno fa
      siano state le intercettazioni, che ora vorrebbe solo per mafia e terrorismo, a «salvare» in
      extremis da un sequestro di persona il socio di suo fratello Paolo.
      Ma il dato più ignorato, rispetto al ritornello per cui «le intercettazioni costano troppo», è
      che sempre più si ripagano. Fino al clamoroso caso di una di quelle più criticate per il
      massiccio ricorso a intercettazioni, l’inchiesta Antonveneta sui «furbetti del quartierino».
      Costo dell’indagine: 8 milioni di euro. Soldi recuperati in risarcimenti versati da 64 indagati
      per poter patteggiare: 340 milioni, alcune decine dei quali messi a bilancio dello Stato per
      nuovi asili. Il resto, basta a pagare le intercettazioni di tutto l’anno in tutta Italia

    69. amdry:

      Sabato scorso il presidente di Mediaset Confalonieri esultava giulivo perché «Rete4 va
      avanti tutta: ha la sua autorizzazione a trasmettere, e la Corte di giustizia europea aveva
      detto semplicemente al Consiglio di Stato che tutelasse e giudicasse se Europa7 avesse
      diritto a un risarcimento. Lo sapevano anche quelli che han fatto una batracomiomachia in
      Parlamento. Rete4 non è mai stata in dubbio, la stampa non ha informato bene. Di Pietro
      ha cavalcato una causa che sapeva non essere nei termini che lui diceva». Balle spaziali.
      Rete4 è sempre stata in dubbio, visto che due volte la Consulta, nel 1994 e nel 2002, ha
      stabilito che non può trasmettere sull’analogico terrestre e dev’essere ceduta o passare su
      satellite, e nel 1999 ha perso la concessione anche se nessun governo ha mai avuto il
      coraggio di spegnerla, consentendole anzi di proseguire in «fase transitoria» con
      abilitazioni provvisorie che il 31 gennaio la Corte europea ha giudicato fuorilegge per il
      diritto comunitario. Quindi nulle rispetto al diritto di Europa7 di avere non solo la
      concessione (regolarmente vinta nel ‘99), ma anche le frequenze per esercitarla. Lo si
      intuiva già sabato, dalla lettura del comunicato del Consiglio di Stato. Confalonieri ha
      preferito cantarsela e suonarsela, per rassicurare gli azionisti. Ma lunedì, alla riapertura
      della Borsa, il titolo Mediaset è crollato di 1,8 punti. Si può mentire ai giornali e ai tg, ma
      non al mercato. E infatti ieri la pubblicazione delle sentenze del Consiglio di Stato ha
      tagliato la testa al toro.
      1) Il ricorso di Europa7 contro l’abilitazione transitoria di Rete4 è stato bocciato non perché
      Rete4 abbia ragione (anzi, è definita più volte «rete eccedente» rispetto a quelle con diritto
      a trasmettere), ma solo perché il ricorso di Europa7 arrivò fuori tempo massimo.
      2) Le frequenze se le accaparrarono gli attuali detentori ai tempi del Far West legislativo, e
      poi autorizzate ex post con leggi illegittime.
      3) Rete4 e l’Avvocatura dello Stato sua incredibile alleata per conto dei ministri Gasparri e
      Gentiloni, sosteneva che lo Stato non ha rilasciato alcuna concessione a Europa7: il
      Consiglio di Stato afferma che la concessione c’è e dev’essere accompagnata dalle
      relative frequenze («interesse legittimo») fin qui negate con una «illegittima
      determinazione dilatoria».
      Spetta al governo, cioè a Berlusconi padrone di Rete4, assegnargliele, applicando la
      sentenza e quelle del Consiglio di Stato. Queste diffidano il governo dal rispondere che la
      concessione sarebbe scaduta nel 2005: altrimenti riconoscerebbe che fino al 2005
      Europa7 aveva diritti sempre calpestati. A dicembre il Consiglio di Stato vedrà che avrà
      fatto il governo e quantificherà i danni subiti da Europa7 in questi 9 anni. Avvertendo fin da
      ora che potrebbero pure superare di mezzo miliardo i 3 richiesti da Di Stefano. E chi li
      dovrebbe pagare? Berlusconi? No: Pantalone

    70. Claudio Fazio:

      Bravo amdry, immagino quante persone leggeranno i tuoi piccoli commenti.

    71. missy:

      INDOLENTE 59,
      Ti ringrazio per le belle parole. Abbiamo avuto alcune occasioni di scambio opinioni sull’argomento e mi fa piacere vedere che almeno c’è qualcuno che sa quanto delicata sia la questione della privatizzazione dei Beni Culturali.

      Quanto poi alla bellezza unica (questo si, è un onore e un primato tutto italiano a livello mondiale) della legislazione in materia di beni Culturali, anzi della Storia pluricentenaria della tutela legislativa dei Beni Culturali … beh credo ci farò una bella lezione su questo blog, come quelle che appassionano i miei studenti all’univ. perchè è uno degli argomenti più brillanti e nobili del nostro Paese.

      Certo che il nuovo Assessore non poteva fare un ingresso più infelice alla sua nuova carica. Peggio di così non poteva scegliere.
      Ma perchè non sceglieva un altro argomento?
      Lui si credeva di fare il figo… con una idea originale.
      Bah, così originale che neanche i Talebani l’avrebbero pensata.

    72. SRG:

      BB.CC.: LA CAPPELLA PALATINA TORNA AL SUO ANTICO SPLENDORE
      PALERMO (ITALPRESS) - La Cappella Palatina di Palermo torna al suo antico splendore. Sono stati presentati stamattina i lavori di restauro della chiesa, che si trova all’interno del complesso monumentale di Palazzo dei Normanni, iniziati il 21 marzo 2005.
      Grazie ad un protocolo d’intesa firmato con la Regione Siciliana il 16 giugno 2003, la Fondazione Wurth, guidata dal magnate Reinold Wurth, ha finanziato per intero il progetto di restauro, per un importo di 2,3 milioni di euro.