La patologia italiana
30 Giu. - Chi legge un po’ di giornali e ha qualche conoscenza della scena pubblica del Paese sa benissimo che anche l’attuale opposizione di sinistra così come l’opinione pubblica che in essa si riconosce sono in stragrande maggioranza d’accordo su almeno tre punti decisivi della patologia che affligge la giustizia italiana. Questi: 1) l’obbligatorietà dell’azione penale da parte del pubblico ministero, astrattamente prescritta dalla Costituzione, ha dato luogo nella pratica, a causa della sua assoluta impraticabilità tecnica, al più totale arbitrio d’iniziativa del pm stesso. Da guardiano autonomo e imparziale della legge il pubblico ministero si è trasformato per forza di cose in padrone discrezionale e incontrollabile della stessa; 2) il procedimento giudiziario italiano manca in misura rilevantissima del necessario criterio di terzietà. Nonostante qualche piccola modifica apportata, magistratura inquirente e giudicante sono virtualmente una cosa sola: ogni imputato italiano si trova così a essere sempre giudicato da un magistrato che è un amico e/o collega di colui che lo ha messo sotto accusa; 3) il protagonismo mediatico- politico dell’apparato giudiziario in genere e in modo tutto speciale dei pubblici ministeri è ormai diventato un male gravissimo, oggettivamente esaltato e protetto da un Consiglio superiore della magistratura al quale una malfatta legge istitutiva, e ancora di più un infame sistema elettorale, consentono di esercitare abusivamente i poteri di una virtuale terza Camera del sistema costituzionale. Come dicevo all’inizio, anche una buona parte della sinistra e del suo elettorato è convinta nel proprio intimo che le cose stiano così.
Si tratta, infatti, di fenomeni troppo clamorosamente evidenti, che tra l’altro non esistono in alcun altro Paese dell’Occidente, e di cui fanno quotidianamente le spese migliaia di cittadini, com’è ovvio senza distinzione di destra e di sinistra. La domanda che a questo punto è (o dovrebbe essere) naturale porsi è la seguente: è ragionevole o no pensare che gli aspetti patologici della giustizia italiana sopra descritti abbiano qualcosa a che fare, c’entrino qualcosa, con le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi? E’ ragionevole o no immaginare, sospettare, che l’immane mole di procedimenti giudiziari collezionati da costui (in una quantità, credo, superiore a chiunque altro nella storia d’Italia, ma aspetto precisazioni da Marco Travaglio) abbiano qualcosa a che fare con l’arbitrio dell’azione penale, con la mancanza di terzietà, con la ricerca di visibilità mediatico-politica da parte dei pm? E’ ragionevole pensare una cosa simile, che esista un nesso di qualche tipo tra questi due universi di fatti, o invece è una pura assurdità, un’insinuazione senza fondamento, un volere dare corpo ai fantasmi? La sinistra riformista (cioè più o meno l’intero Partito democratico), pur essendo convinta che Berlusconi in qualche problema con la giustizia sia effettivamente incorso (e personalmente mi unisco a questa convinzione), pensa però che un nesso ci sia.
Pensa cioè che nelle vicende giudiziarie dell’attuale Presidente del Consiglio si manifestino anche, e in misura spesso decisiva, tutti i parossismi patologici della giustizia italiana. Ma non riesce a dirlo. La sua classe dirigente tace o tutt’al più farfuglia, sospira a mezza bocca, perché non sa che pesci pigliare, ricattata com’è dal suo passato recente, dal suo legame con la corporazione dei magistrati e dalla paura di apparire complice con il nemico. Un’altra parte del Paese, invece, diciamo una metà abbondante degli Italiani, anch’essa pensa che sì, che è ragionevole credere che un nesso ci sia. E poiché non ha le remore storiche della sinistra le basta questo, le basta vedere le patologie presenti nelle vicende giudiziarie di Berlusconi, per considerare queste comunque superiori alle sue eventuali colpe, e continuare a votarlo. Non già perché sia una parte del Paese formata da uomini e donne dediti al malaffare o moralmente ottusi, come invece pensa qualche moralista esagitato. Ma se le cose stanno così, allora vuol dire che proprio i caratteri patologici della giustizia italiana stanno rivelandosi i migliori alleati dell’eterno inquisito Silvio Berlusconi. Che proprio questi caratteri gli hanno consentito e gli consentono tuttora di apparire ragionevolmente una vittima, di nascondere dietro di essi i problemi veri che ha: insomma di volgere a proprio favore le sue disgrazie giudiziarie. Ma se le cose stanno così ciò vuol dire anche, per concludere, e non è conclusione di poco conto, che il principale interesse della Sinistra italiana dovrebbe essere, anzi è, uno solo: togliere ogni alibi al proprio rivale. E cioè mettere fine una buona volta, lei per prima, alla devastante patologia che affligge da decenni il nostro sistema giudiziario. Che poi, in tutta questa faccenda, è anche il vero interesse del Paese.
Fonte: Corriere della sera















Giugno 30th, 2008 at 18:26
Io avrei messo questa notizia… perché? Si parla di Gianfranco Micciché, ovvero l’estensore del blog…
ROMA (Reuters) - Il presidente di Alitalia Aristide Police è convinto che entro la fine del mese di luglio si arriverà a una prospettiva “piena e condivisa” con i sindacati su come rilanciare la compagnia di bandiera.
Conversando con i cronisti a margine di un incontro con Enac, Police ha detto che il piano di rilancio di Alitalia, al quale sta lavorando l’advisor Intesa-San Paolo, prevede l’ingresso di “capitali freschi” necessari per procedere alla ricapitalizzazione.
“Vedrò nelle prossime ore Corrado Passera e Gianfranco Micciché che stanno lavorando a un piano industriale sostenibile per procedere in piena continuità aziendale ad un rilancio dell’azienda”, ha detto Police.
Il presidente di Alitalia ritiene “assolutamente prematuro” parlare di esuberi in questo momento e spiega: “Io sono certo che per fine luglio avremo una prospettiva molto piena e peraltro sono certo condivisa con le forze sindacali”.
Sulle voci di un’integrazione con Meridiana Police dice: “L’advisor sta lavorando al piano industriale. Poi le aggregazioni sono tutte benvenute”.
“Il piano prevede l’ingresso di capitali freschi che consentano la ricapitalizzazione. Poi ci sarà la ricerca di ulteriori consolidamenti o con le partnership internazionali esistenti ovvero di partnership alternative”, ha aggiunto.
Giugno 30th, 2008 at 21:59
Un’altro sondaggio appare sul quel foglio kommmmmmmmunista/booooooolscevìco chiamato “Corriere della Sera” che chiede ai suoi lettori se Di Pietro
dovrebbe scusarsi con Sua Impunità S.B. per averlo infilzato, verbalmente, come un tordo.
Domanda:
“Di Pietro deve chiedere scusa a Berlusconi per averlo definito un “magnaccia”?
No 71.8%
Sì 28.2%
Cosa dedurne, pur prendendo con le dovute riserve questi sondaggi?
Màh.
Luglio 1st, 2008 at 07:00
La domanda è più che lecito porsela certamente. Il PD non sarebbe capito dalla rimanente parte del suo elettorato se accondiscendesse al ragionamento logico e non tenterebbe invece di impiccare Berlusconi ai suoi processi.Berlusconi non sarà mai abbattuto sulla Giusizia solo perchè i problemi giudiziari reali (e non la stragrande maggioranza politici)sono quelli di uno qualunque che interessano i cittadini che vogliono intraprendere , lavorare e non essere parassiti dello stato ( dagli assegni a vuoti alla corruzione della GDF, ai paradisi fiscali ecct.). Gli elettori lo sanno e si fidano più di lui che di soggetti come impiegati dello Stato con il vizio del poker, che fanno centinaia di milioni di lire di debiti di giochi, che camminano con Mercedes a scrocco e porcherie di questo genere. Non cè paragone. Gli Italiani preferiscono Berlusconi a Di Pietro e gli intellettuali de’ sinistra si mettano il cuore in pace.
Luglio 1st, 2008 at 20:01
Ci dobbiamo pure mettere il cuore in pace nonostante il paese venga violentato da Sua Emittenza, con le sue priorità assolute pur di salvarsi il kuletto (basso) mentre la gente langue?
P.S.: le vecchiette vanno ancora alla chiusura dei mercati rionali per racimolare un pò di verdura a poco prezzo. Passi pure (a causa)di quel kommmmmmmmmmmmmunista che governava prima; mi domando: non era Sua Impunità che prometteva (come non lo si conoscesse) che saremmo stati, nel giro di un un paio di mesi, tutti meglio?
Le solite balle berluskine, lo so.
Beato te che vivi ancora nel mondo dei sogni..
Attento però al risveglio..
Luglio 1st, 2008 at 21:19
Terribile il principio secondo il quale le leggi devono proteggere il comportamento illecito dei politici, solo perchè sono politici.
Roba da Amin Dada, appunto. Poi si lamentano se lo chiamano Banana.
Ma io non me la prendo col berluskone, che ci sta provando, come da suo DNA. Da lui sarebbe stato lecito aspettarselo. Non è lecito che il popolo bue non muova un dito per impedirglielo. Non alzi le barricate. Veltroni fa la voce grossa ma è solo una finta. Di Pietro s’incazza come una biscia, ma è lasciato solo. Il popolo, va al mare.
Italia, rialzati, ooooooolè!