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  • Giu
    24
    Mar

    L’istinto di colpevolezza

    ènews

    santarita.jpg

    Il tribunale del Riesame di Milano non è stato affatto indulgente con l’ex primario della clinica Santa Rita, Pier Paolo Braga Massone, descritto anzi nell’ordinanza come un chirurgo «socialmente pericoloso », dedito all’esercizio della sua professione come «strumento di indebito profitto». Riconoscendo che non esistono prove sufficienti per trattenerlo in carcere con l’accusa di omicidio volontario e per stabilire un nesso certo tra le operazioni del personale medico della clinica e la morte di alcuni pazienti, i giudici non smettono infatti di insistere sulla condotta riprovevole dei medici usi a «interventi chirurgici inutili, fortemente invasivi e mutilanti» per fini truffaldini. Nessun «innocentismo», dunque. Solo che tra un truffatore e un omicida esiste una differenza fondamentale. E questa differenza fondamentale finisce troppo spesso per essere ignorata da un diffuso istinto di colpevolezza preventiva, privo di filtro giudiziario, anzi animato e intensificato da un contesto verbale di orrore che suscita comprensibile furore e indignazione, ma mai l’attesa di riscontri che diano solidità alla certezza diffusa della colpa.

    Non c’entrano i magistrati. C’entra l’ansia sociale e mediatica di accorciare, semplificare, forzare l’esito di un’inchiesta destinata a un impatto micidiale sulla sensibilità pubblica, però prescindendo a priori dalle prove di un delitto mostruoso di cui si pensa di costruire preventivamente l’identikit. Nel 2007, a Rignano Flaminio, sulla base di parole rese ancor più terribili da quella commistione di immaginazione e di realtà tipica del lessico infantile, l’Italia si convinse che una banda di pedofili (oramai anziane maestre d’asilo, una bidella, un benzinaio cingalese) si fosse resa responsabile di inenarrabili violenze ai danni dei bambini deportati nell’orrore dei «castelli cattivi». Quella presunta banda venne poi scagionata: semplicemente non esisteva, come non esistevano le prove di un delitto che aveva già provocato la reazione allarmata e disgustata del grosso dell’opinione pubblica. Il caso dei medici del Santa Rita è diverso, perché il venir meno dell’accusa principale, l’omicidio volontario, non cancella i traffici di una rete di truffatori che millantavano rimborsi gonfiati per arricchirsi sulla pelle dei malati. Ma è l’accusa principale che, prima ancora delle verifiche, viene a essere immediatamente metabolizzata come un dogma, una verità indiscutibile e anzi antefatto di mostruosità ancora maggiori, foriera di verità ancor più raccapriccianti. Un meccanismo inesorabile che spazza via ogni dubbio, qualsiasi prudenza.

    I «discorsi» intercettati o registrati, con la loro potenza suggestiva e la sensazione potentissima di verità che da essi promana, si trasformano, prima ancora di ogni valutazione giudiziaria, in surrogati delle prove che devono essere ancora confermate. E i «mostri», che peraltro non hanno bisogno di additivi per confermarne, come scrivono i giudici, l’immorale «pericolosità sociale », vengono impiccati alle loro voci e agli spezzoni delle loro frasi prima ancora che alle conversazioni intercettate sia restituito un senso compiuto. Stavolta non la solita ed eterna disputa tra innocentisti e colpevolisti, ma la condanna morale preventiva che non ammette nessuna gradazione delle colpe. I giudici, invece, sono chiamati proprio a ricercare i gradi e la dimensione esatta di una colpa. Il contrario assoluto della fede in una verità preconfezionata.

    Pierluigi Battista

    Fonte: corriere.it

    69 commenti

    1. Walter Giannò:

      La domanda sorge spontanea: che c’azzecca con Micciché?

    2. L'Indolente:

      @Walter
      Direi di più che c’azzecca con un blog di un politico?

    3. L'Indolente:

      Questa magari sembrerebbe una è-news
      Opposizioni compatte, il provvedimento votato solo dal Pdl
      Sicurezza, via libera dal Senato
      Passa il decreto del governo che contiene l’aggravante di clandestinità e le norme blocca-processi

      ROMA - Il Senato ha votato a favore del decreto sicurezza. L’aula di Palazzo Madama ha licenziato il provvedimento con i voti del solo Pdl (e degli alleati Lega e Mpa). Il testo è stato licenziato con 166 voti a favore, 123 contrari e un astenuto (il senatore a vita, Francesco Cossiga).

      LA NORMA BLOCCA-PROCESSI
      - Il punto più contestato dell’intero decreto è quello riguardante la sospensione dei processi. Saranno infatti sospesi per un anno tutti i processi per reati punibili con meno di dieci anni di reclusione che si trovano in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado. Sono esclusi dal rinvio i processi in cui gli imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro minori, quelli della criminalità organizzata e tutti quelli commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, le cosiddette morti bianche. L’imputato può rinunciare alla sospensione e nel caso la prescrizione resta sospesa. Si amplia anche il numero dei reati per i quali non è concessa la sospensione della pena. Non sarà quindi più possibile sospendere la pena detentiva per atti osceni, violenza sessuale, singola e di gruppo, furto, e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità nonchè produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Per gli incensurati non scatteranno più automaticamente le attenuanti generiche ma sarà il magistrato a valutare caso per caso. Per accelerare i processi vi è l’obbligo e non più la facoltà per il pm di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per tutti quei reati per i quali sono previsti riti speciali.

      IL PD VOTA CONTRO
      - Come largamente annunciato, il Partito democratico ha votato contro le nuove misure che l’esecutivo intende adottare per intensificare la lotta alla piccola e grande criminalità. Due in particolare i punti di disaccordo: l’aggravante della clandestinità, che comporta pene maggiori nel caso di reati commessi da stranieri non in regola con il permesso di soggiorno, e, appunto, la norma che sospende i processi. «Ritiratela da questo decreto - aveva chiesto la presidente del gruppo del Pd, Anna Finocchiaro -. Non è questione di antiberlusconismo, il dialogo deve avere principi e regole condivisi».

      «STOPPA-PROCESSI NEL MIRINO»
      - La Finocchiaro ha fatto notare che il testo «ha in sè parti che condividiamo», come ad esempio quelle sul gratuito patrocinio e sui testimoni di giustizia. «Ma questo testo - ha sottolineato - ha in sè due norme che consideriamo sbagliate, pericolose, violative della Costituzione e dell’ordinamento comunitario». Quanto alla disposizione che sospende i processi, il Pd la considera un qualcosa che «viola il principio del diritto di difesa, quello di pari trattamento, quello della ragionevole durata del processo e che colpirà innanzitutto gli imputati innocenti, che hanno tutto l’interesse a una rapida definizione del processo, le parti civili, specie quelle più deboli economicamente». Inoltre, sottolinea l’esponente del Pd, «lascerà senza giustizia migliaia di parti offese, congestionerà i tribunali e le cancellerie, non determinerà affatto un’accelerazione dei processi per i fatti più gravi e recenti, comporterà un alto numero di prescrizioni, poichè è noto che la sospensione di un processo non è come il sonno della Bella Addormentata». Contro il decreto hanno votato anche l’Italia dei valori e l’Udc. I dipietristi, al omento del voto, hanno inalzato cartelli con le scritte «Vergogna» e «Il caimano è tornato».

      «QUELLA NORMA RESTA» - «Ritirare le norme del “blocca-processi” vorrebbe dire ritirare l’intero decreto - ha poi detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento a caldo dopo il voto -. Non vedo perchè dovremmo farlo, la maggioranza ha votato compatta e non darà ascolto alle polemiche pretestuose e inutili dell’opposizione». Riguardo alla possibilità di uno «scambio» tra lodo-Schifani e ritiro delle norme sul «blocca-processi», Maroni ha sottolineato che «se il governo deciderà di presentare un provedimento come il Lodo-Schifani o Lodo Maccanico può farlo senz’altro, ma le due cose sono distinte e separate. Il decreto che abbiamo approvato oggi contiene norme durissime contro la mafia e la criminalità organizzata, le stesse norme che Giovanni Falcone ha voluto per lungo tempo».

    4. L'Indolente:

      Stessa fonte corriere.it stessa rubrica “primo piano” solo che l’argomento è politico e non di cronaca.
      Forse si vuole che riflettiamo sulla malasanità? ma a quella ci pensano i procuratori-assessori di Lombardo! :-)

    5. Mirko:

      Diciamolo senza fare gli ipocriti berluskini:
      Il berluskone vuole la sospensione per un’anno dei processi fino al 2002 perchè gli manca un anno per arrivare alla prescrizione.
      Il giochetto del Banana per tirarsi fuori dai guai ha funzionato fino ad ora e sarebbe paradossale che adesso non metta in moto la sua combriccola di maggiordomi dentro il Parlamento della Repubblica. Suvvia.
      Ancora un paio di leggine ad personam e, per Sua Innocenza, il percorso di beatificazione non avrá più ostacoli da superare.

      Italia,rialzati,Oooooolè!

    6. Walter Giannò:

      Un’altra e-news:

      Il Senato della Repubblica ha votato a favore del pacchetto sicurezza ed ora tocca alla Camera dei Deputati. Ecco le novità fondamentali del testo:

      • L’esercito nelle grandi città: circa 3000 soldati saranno impiegati, per un periodo massimo di 6 mesi e rinnovabile una sola volta, per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili in modo tale da potenziare l’attività di controllo e di presidio notturno in alcune zone particolarmente a rischio.
      • Ergastolo per chi uccide un agente delle forze dell’ordine con la modifica dell’articolo 576 del codice penale.
      • La clandestinità è un’aggravante: pene aggravate di un terzo se il reato è commesso da una persona che è presente illegalmente in Italia. Si applica sia agli extracomunitari che ai cittadini di un Paese membro dell’Ue irregolarmente entrato nel nostro Paese.
      • Espulso il clandestino condannato a pene superiore ai 2 anni: con la legislazione precedente il rimpatrio era previsto dopo una pena di almeno 10 anni. Se il clandestino, nonostante il mandato di espulsione o allontanamento, rimane in Italia, è punito con la reclusione da 1 a 4 anni. I Cpt diventano “centri di identificazione ed espulsione”.
      • Carcere e confisca dell’immobile se affittato a clandestino: Si rischia la galera da 6 mesi a 3 anni e la confisca dell’immobile per chi dà alloggio ad uno straniero illegalmente presente in Italia. Badanti e colf sono esclusi da tale provvedimento e si applica solo nel caso in cui il proprietario vuole trarre ingiusto profitto dall’inquilino, lucrando sulla sua situazione di irregolarità.
      • Pugno duro contro i pirati della strada: pene più severe per chi guida in stato di ebbrezza o in preda a sostanze stupefacenti. E’ prevista, infatti, l’aggravante della sanzione penale in caso di lesioni gravi o gravissime a persone e di omicidio colposo. Carcere da 3 a 10 anni, confisca definitiva del veicolo, ritiro della patente. Chi non si ferma a prestare soccorso non rischia più soltanto la sanzione amministrativa, ma quella penale: arresto da 3 mesi ad 1 anno, sospensione della patente. Confisca, infine, dell’autoveicolo per chi si rifiuta di sottoporsi ai controlli antialcol e antidroga.
      • Cambia il 416-bis: Le pene di mafia aumentano di 2 anni e si estendo il reato anche alle mafie straniere. Confisca dei patrimoni mafiosi in via definitiva ed i mafiosi già condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio. Divieto di patteggiamento per i reati di mafia.
      • Blocco dei Processi: blocco dei processi per i reati che non creano allarme sociale commessi fino al giugno 2002 (per dare priorità a quelli per fatti gravi e gravissimi). Sono sospesi, dunque, tutti i processi per reati fino a 10 anni di reclusione, quando lo stato del processo sia tra l’udienza preliminare e il dibattimento di primo grado. Sono esclusi dalla sospensione i processi in cui gli imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro i minori, di criminalità organizzata e quelli commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Non sarà possibile, inoltre, sospendere la pena detentiva per atti osceni, violenza sessuale, singola e di gruppo, furto, e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità nonché per la produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. L’imputato può rinunciare alla sospensione; in ogni caso la prescrizione resta sospesa. Per le parti lese, è possibile trasferire l’azione in sede civile. Per i processi che andrebbero sospesi, le parti possono proporre patteggiamento, anche se la richiesta era già stata presentata o erano scaduti i termini. I processi potranno essere accelerati con l’obbligo (e non la facoltà) per il Pm di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per tutti i reati per cui sono previsti riti speciali.
      • Lotta alla contraffazione: nuove norme specifiche in materia di distruzione delle merci contraffatte sequestrate, semplificando le procedure relative

    7. SRG:

      SICILIA: BRIGUGLIO “NO AL MERIDIONALISMO PIAGNONE”
      PALERMO (ITALPRESS) -
      “Farsi ricevere dal Capo dello Stato puo’ essere un atto di galateo istituzionale per un presidente della Regione neo-eletto o anche un tentativo di scavalcare il quadro politico e il sistema di alleanze che si e’ liberamente scelto o anche un modo per guadagnare visibilita’. Speriamo che non sia l’ennesimo capitolo di un meridionalismo piagnone e assistenzialista che fa molto deja vu, strada battuta e gia’ fallita che sta alla base di tutti i nodi irrisolti dello sviluppo della Sicilia”. Cosi’ Carmelo Briguglio, vicecapogruppo del Pdl alla Camera commenta la visita che il governatore siciliano Raffaele Lombardo rende oggi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Dopo la nomina ad assessore regionale di due magistrati inquirenti di cui ancora oggi sfugge la motivazione politica - continua Briguglio - e’ singolare che l’iniziativa di Lombardo venga accreditata in versione anti-Lega: l’accordo con Bossi, benedetto da Berlusconi, garanti’ nel 2006 l’ingresso degli uomini del Mpa in Parlamento e su invito di Lombardo molti siciliani votarono un’alleanza inedita che vedeva nello stesso simbolo i contrassegni degli autonomisti siciliani e dei lumbard della Lega Nord. Staremo a vedere - conclude il vicepresidente dei deputati Pdl - dove portano certi mutamenti di rotta che, a me pare, costituiscano mine vaganti per il centrodestra in Sicilia e nel Paese, dai quali peraltro l’inascoltato Gianfranco Micciche’ aveva messo in guardia”.

    8. Walter Giannò:

      E che ne dite di questa?

      Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo, prima sezione, ha annullato oggi le 2 ordinanze del sindaco del capoluogo siciliano che istituivano due zone a traffico limitato in città (Ztl). Lo ha reso noto, Massimo Merighi, presidente di Bispensiero, l’associazione per la tutela dei diritti civili che ha promosso uno dei tre ricorsi al Tar con 150 adesioni.

      http://palermo.blogolandia.it/2008/06/24/il-tar-ha-annullato-le-ztl-di-palermo/

    9. Mirko:

      Anche l’UDC di Casini voterà no al decreto sicurezza. Lo annuncia il capogruppo, Gianpiero D’Alia, che torna a chiedere al governo di togliere dal DL la norma “blocca-processi”.
      D’Alia attacca la scelta del governo “di introdurre a maggioranza una infausta norma che, per il capogruppo centrista oltre che incostituzionale è sbagliata, la cui introduzione vanifica il lavoro della commissione”.

      E se lo dice Casini che per cinque anni ha fatto il reggipanza del nano c’è di che buon sperare.

      Quando si dice che non è mai troppo tardi per rincominciare a ragionare con la propria testa e smetterla di fare di mestiere lo yes-yes men..
      “comandi, badrone”.

    10. Mirko:

      Sul Corsera (noto quotidiano kommmmmmmmmmmmmmmunista)
      un sondaggio chiede se “Siete favorevoli a un nuovo “lodo” che preveda l’immunità per le più alte cariche dello Stato?
      Il risultato attuale (ore 19.04):

      74,5% No
      25,5% Si

      Aggiungo una domanda da cherubino: non mi è dato di sapere che altre alte cariche dello Stato, a parte ovviamente Berluskoni, sia indagato dalla magistratura.

    11. MIchele P.:

      Le modifiche all’articolo 416-bis puzzano di incostituzionalità.
      Ma mi domando se ci sarà qualcuno che lo dirà infischiandosene di essere appellato “amico dei mafiosi”.

      Mi sa che ci scrivo su un articolo.

    12. cittadino della libertà:

      @ 9
      casini e l’udc non votano il decreto sicurezza e la norma “blocca-processi” solo perchè il loro padrone cuffaro non può approfittarne…

      @ 10
      quello sul corsera non è un sondaggio, ma un voto…senza valore statistico…i sondaggi fatti in questi giorni dicono che la maggioranza degli italiani non ha fiducia nella magistratura ed è a favore dell’emendamento “blocca-processi”

      @ 11
      forse è davvero incostituzionale…perchè sono accusati di reati di mafia e quindi innocenti fino a prova contraria, quindi non possono essere trattati diversamente dagli altri imputati innocenti…certo che però una bella stretta ci vorrebbe per tutti, non solo per i mafiosi…non pensi?

    13. cassandra:

      La dottrina giurisprudenziale, negli anni, ha espresso opinioni divergenti, in merito al concorso esterno, in quanto, o si fa parte o si è estranei (tertium non datur). E l’art. 416 bis, per essere applicato, il giudice deve intravedere un dolo specifico e non generico. Negli anni, le sezioni unite della Cassazione, hanno riconosciuto la configurabilità del concorso esterno, rilevando che partecipe è soltanto il soggetto accettato come tale; poiché, tuttavia, chi “fa parte” dell’ associazione è inserito nella fisiologia della vita associativa, pur non essendo inammissibile una partecipazione solo temporanea, il concorso esterno sarebbe ravvisabile unicamente nel contributo, idoneo al mantenimento o al rafforzamento dell’ associazione, prestato in momenti di FIBRILLAZIONE della stessa.
      Recentemente, un’altra interpretazione discredita la precedente, poichè, pur riconoscendo il reato di concorso esterno, viene però comprensibilmente ritenuto “spurio”, perché non previsto dalla legge né correttamente argomentabile, oltre che fonte di gravi incertezze applicative, il requisito dello stato di difficoltà o fibrillazione dell’ associazione.

      Quindi, in ultima analisi, poichè tutto è ad interpretatio prudentium, di volta in volta, che possa essere incostituzionale, una modifica, non credo proprio, l’importante è come si modifica.

      Perchè poi, vorrei spiegato come mai il nostro ex governatore non è stato idoneo per la sicilia ma idoneo per il senato! Che vuol dire, tutto ciò? Secondo un mio modesto parere, si sarebbe dovuto attendere l’esito del giudizio di terzo grado.
      E ci si preoccupa della incostituzionalità?

    14. Mirko:

      Mi potrei anche sbagliare ma mi sembra che Cuffaro non è che faceva poi tanto schifo al berluskone per raccattare voti siciliani.
      Forse sì, mi sbaglio, se vado a considerare la.. statura da statista di Silviuzzu da Arcore.
      L’aurora, il sole, la certezza e la speranza per questo paese.
      In Europa ce lo invidiano.

    15. Mirko:

      Sempre Silviuzzu da Arcore:

      “(….) Appena vedrò i miei legali dirò che io non voglio approfittare di questa norma, perché voglio allontanare qualunque sospetto. E’ una norma salva tutti e non una norma salva premier, come scritto su molti giornali”.

      P.S.: tra non molto, ci scommetto, Faccia di Bronzo giurerà pure sulla testa dei suoi figli.
      Garantito!

      Olè!

    16. SANTINO:

      Ammesso e non concesso ,che questo sia un provvedimento salva Premier ,mi sta bene.Perche’.
      Stiamo iniziando una nuova era politica.
      Abbiamo ridotto il numero dei partiti , non abbiamo piu’ al parlamento elementi sovversivi e SFASCISTI , si è aperto un dialogo con una opposizione piu’ disponibile ad affrontare i reali problemi del paese ; bloccare tutto cio’ per un processo che vedrebbe il Premier imputato per cose di non grave rilievo , sarebbe DELEBILE per il processo di rinnovamento e di RILANCIO del nostro Paese.
      L’opposizione lo sa , ma data la GRAVE sconfitta ,prima alle politiche e poi alle amministrative ,non le resta che fare un po di SCRUSCIO.
      PER FAVORE , FATELO LAVORARE.

    17. SANTINO:

      Quello che mi da piu’ fastidio è che se i fatti avvenuti al S.RITA fossero accaduti in SICILIA , avremmo tirato fuori : Dirigenti regionali , politici collusi , pentiti di turno , infermieri , uscieri e portantini.Se poi la clinica in questione fosse stata della moglie di un politico , apriti cielo..
      Ma è accaduto a Milano ,e la non c’e’ collusione ,non ci sono mazzette,non c’è mafia ,i politici non possiedono case di cura.

    18. SANTINO:

      U.D.C.
      enigma tutto siciliano

    19. L'Indolente:

      Una giurisprudenza che utilizza articoli bis e trattamenti binari per analoghi reati in luoghi diversi dello stesso territorio e che non riesce ad uscire da una situazione emergenziale per oltre 50 anni anzi allargando il fenomeno è una giurisprudenza fallimentare. Il 416 Bis e il 41 bis in un Paese Normale non dovrebbero esistere. Infatti esistono solo in Italia e sono applicati solo ai nativi di una porzione del Paese quello colonizzato ad opera dei Piemontesi da più di un secolo e mezzo. Se Alfano avesse le palle da Siciliano farebbe qualcosa in merito ma non dobbiamo dimenticare che è il compare di Schifani il quale si pregia di avere reso definitivo il 41 bis. Aguzzini!!!. Basta con gli articoli bis, tris, ect.

    20. Giuseppe:

      SICILIA: BRIGUGLIO “NO AL MERIDIONALISMO PIAGNONE”
      Ma ci rendiamo conto che il PDL siciliano sulla vicenda della politica economica del governo Berlusconi sta giocando il ruolo del traditore della sua stessa terra? E allora va bene, Briguglio, facciamocela mettere dove vogliono da Bossi e Tremonti, così non saremo “piagnoni” ma contenti.
      Vergogna! Dentro il PDL non si può più difendere la Sicilia, la vicenda di Micciché alle ultime regionali è stata la cartina di tornasole.
      Ognuno deve difendere i propri figli, i propri interessi. E qui non li difende nessuno. Non vi meravigliate della persistenza dei voti UDC o del fenomeno MPA. Il vero corpo estraneo alla Sicilia è quello dei ruffiani berluschini del PDL. Scusate la crudezza, ma un partito che non difende il proprio territorio a che serve? A farci colonizzare meglio? A fare emigrare meglio i nostri laureati? Mah, vallo a capire…

    21. Giuseppe M.:

      BRIGUGLIO ma cuè???
      E’ uno di quelli che appena parla il capo si mette la coda tra le gambe ed esegue quello che dice??
      Fino a prova contraria il presidente della regione Siciliana può andare benissimo dal capo dello stato senza rendere conto a nessuno, almeno se esiste ancora la democrazia.
      Molto spesso noto, in queste dichiarazioni, la paura che il Presidente Lombardo riesca a fare qualche cosa di buono per la Sicilia.
      Quello che non sono riusciti a fare dal 2001 fino ad oggi tutta la coalizione, perchè mi pare che oggi il Pdl, ma ieri Fi, AN, UDC etc. sono al governo della Sicilia da quel lontano anno e mi pare che le cose non siano migliorate.
      Quindi consiglio a chi critica Lombardo di guardare prima la propria coalizione, in quanto al fatto che Lombardo è criticato per essere un ex democristiano….
      mi pare che il Pdl sia pieno di ex Dc e non mi pare che sia un fatto così grave, persino il Presidente dell’ARS Francesco Cascio è un ex DC.

    22. Walter Giannò:

      C’è una notizia che mi riguarda, purtroppo:

      La Wind Telecomunicazioni Spa di Palazzo Gamma avrebbe deciso di non rinnovare il contratto interinale ai circa 50 ragazzi palermitani che lì lavorano dal 13 novembre, in scadenza il 30 giugno, aggiungendosi così agli altri che non sono stati rinnovati il 31 marzo ed il 31 dicembre.

      Per aggiornamenti qui:

      http://waltergianno.splinder.com/post/17596686/La+Wind+ha+deciso+di+non+rinno

      Ed ora 50 palermitani in mezzo alla strada… ma chi parlerà di noi?

    23. cassandra:

      a l’indolente

      il problema va rivisto anche nel tessuto sociale, perchè qui in sicilia, si applicano gli articoli antimafia, al nord anticrimine e anticorruzione.

      Ma, in fondo, non è la stessa cosa?
      Ma chi lo dice che la mafia si configura solo e sempre in Sicilia?
      Uno che delinque, delinque e basta; un altro che corrompe, corrompe; ovvero, un tizio che chiede una parcella, chiede un pizzo; ancora, gli scandali finiti con omicidi e finti suuicidi, come li chiamano?Dove sta la differenza fisiologica, indi giurisprudenziale?

    24. andry:

      aveco ragione io elettiin FI tutti incompetenti e dilettanti ma professionisti nell’accaparrare potere e clientele, vedi a a palermo con la decisione del TAR annullamento delle ZTL. meditate gente meditate

    25. Michele Pergolizzi:

      NELLA SS. 624 PALERMO – SCIACCA, SI E’ CONSUMATA L’ENNESINA TRAGEDIA.

      Questa notte, nel tratto iniziale della SS. 624 che da Palermo conduce a Sciacca, si è verificato l’ennesimo incidente automobilistico mortale in cui ha perso la vita un giovane automobilista di diciannove anni.
      Sono consapevole di andare off top, ma sento l’esigenza di manifestare il mio personale disagio per il perdurare di uno stato di fatto di forte pericolosità che, da un quarto di secolo, caratterizza il tratto iniziale della Strada Statale che da Palermo conduce a Sciacca. Troppi incidenti mortali e gravissimi che, anno dopo anno, si sono ripetuti con alta frequenza, e sempre nel medesimo punto: nel secondo curvone che si presenta all’ingresso da Palermo – in corrispondenza della Casa Circondariale Pagliarelli – a partire dal chilometro 0,800. Tanti anni fa, era l’estate del 1998, provai ad evidenziare il difetto che caratterizza tale Scorrimento Veloce a sole due corsie, riuscendo a farmi pubblicare una segnalazione sul periodico mensile della Provincia Regionale di Palermo (Ente che partecipò alla costruzione dell’importante arteria viaria interprovinciale).
      Ed in occasione di quella breve segnalazione giornalistica, suggerii di inserire per il tratto iniziale da Palermo, tra le due corsie a senso di scorrimento contrapposto, una barriera spartitraffico in elementi prefabbricati assemblabili di conglomerato cementizio armato, da collocare nei primi 2 chilometri del tratto iniziale palermitano. Sono passati dieci lunghi e luttuosi anni, durante i quali si sono verificati ancora numerosissimi incidenti gravi e mortali, e nulla è stato ancora fatto. Ancora oggi, e mi avvalgo anche di questo strumento del Web 2.0, suggerisco, lancio uno appello, alle Autorità competenti affinché si costruisca la barriera sparti traffico citata, per salvare la vita agli automobilisti che fruiscono di tale infrastruttura viaria.
      Troppe sono le notti in cui, i residenti di quella parte di città, abbiamo vissuto ore di angoscia; giorni di angoscia per effetto delle acquisite notizie su vite perse in quel tratto di strada maledetta. Troppe sono le vite perse e le famiglie distrutte per la omessa realizzazione di una variante che è divenuta oramai indispensabile; obbligatoria.
      Mi piacerebbe che anche da questo blog partisse un continuo e forte appello per togliere il difetto ed il pericolo, dallo scrivente, qui rappresentato. Forse sarebbero necessari appena 50 mila euro o poco più; o poco meno. Ma ne vale veramente la pena.
      Proviamo a fare funzionale internet, il Web 2.0, e la blogsfera per migliorare alcuni aspetti e contesti della società civile organizzata ed urbanizzata.

    26. Maria Pia:

      Caro Walter mi dispiace, per quello che ti è successo,
      ma sò che sei un ragazzo in gamba vedrai che le cose si risolveranno in bocca al lupo

    27. cassandra:

      a M.Pergolizzi

      mi associo, non in qualità di competente in materia, ma di cittadina.

    28. da: www.effedieffe.com:

      da:
      http://www.effedieffe.com

      Presidente di (quasi) tutti

      Giuliano Rodelli 23 giugno 2008

      Finalmente abbiamo privatizzato il presidente della repubblica e, visto che ci si trovava, anche la democrazia.
      Quel giovanotto vuole essere il sindaco di tutti i romani; quell’altro il governatore di tutti i pugliesi. Ma insomma! D’altra parte chi è il presidente di Mario Rossi, pensionato? La moglie.
      E il presidente di Antonio Bianchi, fruttivendolo? Il grossista.
      Ognuno ha il suo presidente. Ma pure voi, che pretese!
      Sollecitare i grandi politici a tenersi la sovranità nazionale; immaginare, se proprio va male di essere arrestati dal vostro poliziotto, magari di quartiere; lo farà magari un portoghese ed il vostro giudice naturale, proprio così lo chiama il codice, naturale, non ne saprà nulla e non potrà chiedere nulla al «re del Portogallo».
      Napolitano l’ha detto con chiarezza: io non ci sto!
      Non ci sto a fare il presidente di quelli che non vogliono farsi impiccare o ghigliottinare, come sembra statuire una norma spersa fra i monumenti giuridico-politici-economico-finanziari elaborati a Bruxelles.
      Io non ci sto a fare il presidente di meno della metà degli irlandesi.

      Ma porca miseria, credete che scherzi?
      Quando si è trattato del voto espresso dagli irlandesi con il referendum indetto per ratificare il Trattato di Lisbona, Il Corriere del 13 giugno ha avuto l’ardire di attribuire al presidente di (quasi) tutti gli italiani un «concetto ben più pesante»: «E’ l’ora di una scelta coraggiosa - ha detto Napolitano - da parte di quanti vogliono dare coerente sviluppo alla costruzione europea, lasciandone fuori chi - nonostante impegni solennemente sottoscritti - minaccia di bloccarli».
      Che cosa volete che sia la maggioranza degli elettori irlandesi: ben poca cosa se si azzardano a tentare di arrestare «l’indispensabile processo di riforma» voluto dalle grandi istituzioni europee. Mica si può eccepire che male hanno fatto le élite del potere unionista a spingere tanto in là la realizzazione dei progetti architettati dalle stesse élite ad andamento generazionale da farli diventare trappole senza uscita.
      E voi, molto giustamente, direte: ma questa è deriva bulgara.
      Beh si, ci è voluto molto coraggio nell’immaginare che qualcuno possa sanzionare, precisamente possa «lasciar fuori», credo niente meno che dall’Unione Europea, quella parte di Europa, cioè l’Irlanda per intero - giacché la maggioranza ha dato voce all’intera nazione, secondo uno dei principi che reggevano, ma che sembrano non reggere più, la democrazia.
      Il torto grave dell’Irlanda, se non ho capito male, sarebbe quello di non aver passivamente ratificato un trattato «solennemente sottoscritto».

      La solennità sarebbe caratteristica di che cosa?
      Degli apparatcik che anni addietro da più parti convennero a Lisbona o in altra località?
      Del rito laico con cui, fra grandi sorrisi, si persegue una volontà, quella delle istituzioni europee che farebbero il bene degli europei e di cui tutti noi saremmo inconsapevoli, mentre gli «illuminati» ah, quelli sì che lo sanno bene il nostro bene?
      Saranno mica gli stessi illuminati cui si rifaceva Tremonti?
      O forse è solenne tutto ciò che serve a smantellare per un solenne intero le solenni tradizioni millenarie dei solenni popoli europei, tradizioni di cui si perdono le tracce nel tempo e di cui forse sarebbe opportuno, magari di tanto in tanto, ripercorrere l’evoluzione per lasciare che esse ci riconducano a maggior misura, a minore hybris e a più modesta, molto più modesta, solennità?
      D’altra parte il presidente Napolitano, se la memoria non mi inganna, non è nuovo ad espressioni piuttosto forti e, occorre dirlo, poco pensose delle ricadute che esse potrebbero avere sulla fiducia che i popoli nutrono nei confronti della democrazia.

      Un anno fa, circa, credo che abbia dichiarato in un incontro a Siena «E’ terrorismo psicologico ventilare lo spettro di un super-Stato europeo».
      La frase fu riportata dal Sunday Express.
      Scusate, ma non trovo parole! Perché partendo da simili dichiarazioni non riesco a trovare un riferimento minimo che rimandi il senso dell’affermazione all’immagine del comunista degli anni scorsi che il tempo credevo avesse consolidato.
      Tra l’altro, per questa via il presidente non sarebbe neppure il presidente di tutti gli italiani; sarebbero terroristi, sarebbero individui «fuori» dal sistema morale e giuridico europeo tutti quelli che temono legittimamente la distanza che intercorrerebbe fra le istituzioni europee ed i cittadini che ne sono governati in un tempo, come il nostro, in cui si vorrebbero, al contrario, avvicinare gli ammi-nistratori al contribuente.

      Ho provato un forte disagio nell’aver dato una scorsa a «Il linguaggio notturno», di Altiero Spinelli.
      Comunista, un tempo, come Napolitano, attento al linguaggio delle oligarchie economico finanziarie inglesi (secondo la nota di Stefania Vaselli) come il presidente di alcuni italiani, e come lui fervente europeista.
      Ma spero che Napolitano non condivida quanto Spinelli scrisse fra l’altro: «I veri amatori del prossimo sono i creatori di dispotismi, di autorità in cui le stupide bestie possano vivere tranquille e soddisfatte».
      Richard Gardner, ambasciatore USA in Italia dal ‘77 all’ 81, ebbe a dichiarare ad una rete televisiva americana di considerare Napolitano «un sincero fedele (credente) della democrazia» e «un amico degli Stati Uniti che espleterà il suo mandato con imparzialità e onestà» nonché «un uomo capace su cui si può contare per l’espletamento della sua funzione in un modo che sarà gradito agli Stati Uniti».
      Probabilmente gli anni e il processo federativo europeo entrato, ad opera dei grandi costruttori, in una fase irreversibile, hanno appannato la fedeltà alla democrazia.
      Forse aveva proprio ragione Bobbio, quando denunciava la gravità del fatto che i liberali, dopo essersi disfatti di socialismo e welfare, stiano attaccando direttamente la democrazia.
      Il 21 giugno scorso al Giornale RAI delle 8,45 l’Istituto di Affari Internazionale riferiva che sì, si sarebbe potuto andare avanti lo stesso ignorando l’esito del referendum irlandese.

      Mi preoccupa il fatto che troppe e troppo disinvolte dichiarazioni «che contano» si stiano allineando a quella enunciata dall’IAII che probabilmente ha dato la linea.
      Se non sto sragionando, deduco che, se passasse, questa linea porterebbe alla formazione di un precedente che, nelle mani delle oligarchie unioniste, verrebbe utilizzato per inficiare qualunque esito referendario futuro.
      Dopo di che si potrebbe considerare liquidato l’unico strumento idoneo a connettere i cittadini europei alle istituzioni europee, sempre più chiuse nella loro turris eburnea brusselliana.
      Devo precisare a questo proposito un concetto di cui mi sono state contestate le conseguenze: non difendo la democrazia come sistema tuttavia difendo le sue applicazioni fino a quando non verranno intravisti credibili superamenti.
      Perché il regime liberale alla Kojeve e alla Fukuyama che sembra delinearsi sarebbe infinitamente peggiore di una qualche realizzazione democratica, specie se dovesse trattarsi di quella partecipativa, strangolata in culla prima di nascere.

      Urgerebbero molte altre domande, per la verità, ma sono costretto a scegliere quelle che risultano essere le più dolenti perché più gravi per le genti europee.
      Me ne concedo un’ultima.
      L’Irlanda, guarda caso Paese a forte componente cattolica, si è servita di uno strumento messo a disposizione dalla democrazia, dello strumento democratico per eccellenza.
      Credo che sia corretto pensare che l’Irlanda potrebbe andar fuori dall’Unione in forza di un atto di pari democraticità quale sarebbe l’esito di un referendum europeo, o sbaglio?
      Perché non vorremmo essere costretti ad immaginare, che uomini certamente democraticissimi componenti l’apparato unionista possano mediante un ukase azzerare lo spirito democratico che si sforza di aleggiare per le arie europee.
      Anche perché dovremmo esigere che si chiarisse la posizione, tutta speciale, dell’Inghilterra che in Europa sembra starci in forme, come dire, un po’ troppo pragmatiche?
      E anche da troppo tempo?
      E nella poca soddisfazione di moltissimi?
      Ed in violazione di qualunque senso di giustizia, dal momento che gode degli utili e «riparte» le perdite?

      Forse Napolitano potrà plaudire a chi riuscisse a sbattere fuori l’Irlanda ma dovrebbe, con voce altrettanto tonitruante e con altrettanto coraggio, esigere dalla Gran Bretagna che si pronunci una volta per tutte se star dentro all’Unione o starne fuori, perché se decidesse in quest’ultimo senso - democraticamente questa volta, non è così ? - e il presidente converrà con me, che tutti, ma proprio tutti, potrebbero ambire a ricoprire la carica di presidente della Commissione Europea, ma non un inglese e tantomeno Tony Blair.
      Credetemi, per quanto l’abbia rivoltata ho tentato di «salvare» il senso della dichiarazione del presidente Napolitano, ma non ci sono riuscito.
      Probabilmente perché non riusciamo a scrollarci di dosso la fastidiosa percezione di un radicale conflitto che spesso subiamo e che ci lascia quasi spettatori impotenti sol perché nutriamo aspettative legittime nei confronti dei nostri governanti e delle loro logiche e dei loro criteri operativi che, non c’è verso, menano lontano da noi, dal bene dei nostri cari, dal giusto per i nostri compatrioti, dalla saggezza storica per gli europei.

      E’ così che si perviene, nostro malgrado, al punto di concordare con quanti, italiani e non, vedono le gerarchie istituzionali di qualunque livello, assumere rotte in progressivo allontanamento dalle necessità dei popoli che, al contrario, sono costretti a prendere atto che quelle élite non esitano a convocare i comizi ogni volta che necessitano di mere ratifiche, di legittimazioni postume pur lasciando i popoli «liberi» di sottoscrivere quanto già è stato da loro progettato e deciso.

      Giuliano Rodelli

    29. MIchele P.:

      ma qualcuno dotato di buon senso davvero spera che messaggi cosi lunghi vengano letti????

    30. broru di...:

      @ Michele P.

      Invece di porti domande idiote, leggi se non vuoi che il tuo intelletto affoghi nel mare delle amenità.

    31. cassandra:

      a broru di…:

      Io non so di che brodo sei fatto tu. Comunque sia, si può sintetizzare tutta sta manfrina e, chi vuole, può leggersela dal sito originale, indicato da chi posta.

      Idiota è chi pretende.

    32. girogau:

      CAMMARATA COLPISCE ANCORA!

      Traffico, Ztl addio
      Il Tar annulla il provvedimento
      Automobilisti in campo: “Ora il Comune restituisca i soldi dei pass”
      di Sara Scarafia

      Addio alle Ztl. Il Tar, che ieri si sarebbe dovuto esprimere sulla richiesta di sospensiva del provvedimento, a sorpresa ha invece deciso di annullare la misura adottata dal sindaco Diego Cammarata per combattere l´inquinamento.

      I giudici del tribunale amministrativo, presidente Giorgio Giallombardo, relatore Salvatore Veneziano, terzo componente Roberto Valenti, hanno accolto tutti i ricorsi presentanti contro l´operazione pass. I due presentati da Confcommercio, Confartigianato, Adiconsum, Federconsumatori, Unione nazionale consumatori e Federalberghi, guidati dall´avvocato Alessandro Palmigiano, e quello depositato da 130 cittadini sostenuti dall´associazione Bispensiero. Il Tar ha ritenuto illegittima l´ordinanza del Comune perché adottata in assenza del Piano urbano del traffico senza il quale le Ztl possono essere istituite solo temporaneamente e senza richiedere un corrispettivo. Il Put è una sorta di piano regolatore della mobilità che, come recita il codice della strada, i comuni con una popolazione superiore ai 30 mila abitanti sono costretti ad adottare. I giudici del Tar hanno deciso di inviare la sentenza anche alla corte dei Conti per valutare l´eventuale ipotesi di danno erariale.

      Il Comune ha 60 giorni di tempo per presentare appello al Consiglio di giustizia amministrativa. Ma Palazzo delle Aquile non sembra interessata a ricorrere. Almeno per ora. Ieri il sindaco Diego Cammarata ha sottolineato che la misura è stata adottata «nel solo intento di tutelare la salute dei palermitani, che considero di prioritario interesse, e non certo per determinare disagi ai miei concittadini.

      Aspetto di leggere le motivazioni del tribunale. Su questa spinosa vicenda riapriremo il tavolo di confronto, nel quale terremo conto delle motivazioni del Tar, per arrivare a soluzioni efficaci e condivise». Una linea che lascia pensare che le Ztl, almeno nella maniera portata avanti fino ad ora, siano definitivamente archiviate. Due settimane. Tanto è durata la misura antismog con le dieci telecamere accese (sette se si considerano anche le settimane in cui le limitazioni erano in vigore ma gli occhi elettronici non attivi) che ha costretto 300 mila palermitani ad acquistare pass per circolare in un´area di sette chilometri. Adesso, dopo l´annullamento delle ordinanze, i cittadini potranno chiedere sia il rimborso del costo del permesso che la cancellazione delle multe affibbiate dai vigili.

      «Il Tar ci ha dato ragione in pieno - dice l´avvocato Alessandro Palmigiano - siamo veramente soddisfatti. I giudici sono stati seri e coraggiosi. Alle associazioni che rappresento interessa la lotta allo smog, ma fatta in modo rigoroso e attraverso provvedimenti condivisi». Soddisfatti anche gli attivisti di Bispensiero, che ieri sera si sono riuniti in piazza Pretoria per festeggiare. Il loro ricorso, che raccoglieva le istanze di 130 cittadini, è stato discusso ieri in aula da Nadia Spallitta, avvocato e consigliere comunale di Un´Altra storia. Per Massimo Merighi, presidente di Bispensiero «si trattava di un provvedimento talmente illegittimo e infondato che il Tar non ha esitato a prendere una decisione così forte e così immediata».
      (REPUBBLICA 24 giugno 2008 ED. PALERMO)

    33. girogau:

      I cittadini presentano il conto: “Ridateci i soldi”
      Il rimborso dei pass costerebbe alle casse di Palazzo delle Aquile 5 milioni
      di Antonio Fraschilla

      «Faremo avere ai cittadini palermitani il rimborso dei 5 milioni di euro che hanno speso per comprare un pass che adesso non serve più, ma chiederemo al Comune anche il risarcimento danni per il tempo perso per fare i tagliandi»: le associazioni dei consumatori annunciano battaglia contro Palazzo delle Aquile e nei prossimi giorni Adiconsum e Federconsumatori convocheranno una conferenza stampa per spiegare «a tutti i palermitani che hanno speso soldi per il pass, oppure ricevuto delle multe per violazione delle Ztl, cosa fare per essere risarciti». E il presidente di Confcommercio, Roberto Helg, annuncia anche una richiesta di risarcimento danni per «i tanti commercianti che hanno perso clienti in questi ultimi due mesi di avvio delle Ztl».

      In ballo ci sono circa 5 milioni di euro che Td Group e Comune hanno già incassato dalla vendita di 285.786 permessi per le Ztl “A” e “B”. «Tecnicamente basta una raccomandata per avere il rimborso dei soldi spesi per comprare il pass - dice Alessandro Palmigiano, l´avvocato che ha curato il ricorso accolto ieri dal Tar che ha così stoppato le Ztl - La raccomandata deve essere inviata alla Td Gruop che tecnicamente ha venduto il tagliando, ma soprattutto al Comune che ha istituito le Ztl». Comune rappresentato dal sindaco Diego Cammarata e dal direttore generale Gaetano Lo Cicero.

      Ma le associazioni dei consumatori si stanno già attivando per delle richieste collettive: «Una raccomandata costa 5 euro, quasi un terzo di quanto il cittadino dovrebbe avere indietro dall´acquisto del pass - dice Benedetto Romano, presidente dell´Adiconsum - Non appena avremo studiato per bene le motivazioni della sentenza ci attiveremo per fare delle richieste collettive sia di risarcimento per i soldi spesi per il pass, ma anche per i danni subiti: c´è gente che si è presa uno o due giorni di ferie per fare la fila e comprare il tagliando nelle postazioni Td Group e adesso deve avere indietro il compenso della giornata di lavoro persa». I consumatori organizzeranno anche i moduli per le richieste di risarcimento dalle multe, oltre 150, fatte dai vigili urbani da maggio a giugno ai cittadini non in regola con le Ztl. «I vigili urbani devono subito cancellare tutti i dati registrati dalle telecamere dall´inizio di giugno», dice Romano. «Insomma siamo pronti a dare battaglia per riavere quanto questa amministrazione ha tolto ingiustamente dalle tasche dei cittadini», aggiunge Lillo Vizzini, presidente di Federconsumatori.

      Le azioni dei consumatori però non finiscono qui. A Palermo nascerà un comitato “vittime delle Zone a traffico limitato e delle strisce blu”. «A coordinare il comitato ci sarà l´avvocato Paolo Di Stefano, al quale abbiamo dato mandato di valutare la possibilità di avviare azioni legali di risarcimento a tutela dei consumatori palermitani», annuncia Francesco Tanasi, leader nazionale dei Consumatori italiani. «Attendiamo - dice Tanasi - di conoscere nel dettaglio la sentenza, ma nel frattempo chiediamo al sindaco Diego Cammarata di avviare le procedure per il rimborso delle spese sostenute dai cittadini per i pass e le multe subite e pagate. Per quanto riguarda le multe non ancora pagate chiediamo che vengano immediatamente annullate».

      La Lega consumatori Sicilia, invece, metterà a disposizione dei cittadini palermitani «gli sportelli e gli operatori dell´associazione per assisterli nella richiesta di rimborso dei soldi versati al comune di Palermo per l´ottenimento dei pass», come assicura il presidente regionale, Angelo Capitummino. Sul piede di guerra anche l´associazione Movimento in difesa del cittadino: «La verità è che l´amministrazione comunale si è solo preoccupata di fare cassa - dice il presidente Giuseppe Messina - Adesso dovrà subire anche il danno economico derivante da tutti i ricorsi che saranno presentati per avere indietro i soldi». Legambiente invece si dice «assolutamente contraria a questo modo di fare cassa: non si può pagare per inquinare permettendo a tutte le auto catalizzate e non di entrare comunque nelle zone a traffico limitato».
      Oltre ai cittadini anche i commercianti sono pronti a presentare al Comune richieste di risarcimento danni: «Chiederemo il rimborso dei soldi persi a causa delle vendite crollate anche del 30 per cento - dicono dalla Confcommercio - Dati che hanno registrato i negozianti dal maggio scorso, da quando cioè sono scattate le due Ztl».

      Si annuncia quindi una vera stangata per Palazzo delle Aquile: oltre ai 5 milioni di euro spesi dai palermitani per comprare i permessi, potrebbe arrivare anche la richiesta di risarcimento danni della Td Gruop, la società che ha vinto un appalto da 16 milioni di euro per la vendita dei pass nei prossimi 5 anni. Nel contratto è prevista una fideiussione di 3,5 milioni di euro, che in caso di rescissione del contratto il Comune si impegnava a versare nelle casse della società toscana. Per non parlare dei 7,80 centesimi a permesso che, secondo contratto, ha incassato la Td Gruop stessa, altri 2,2 milioni di euro.
      (REPUBBLICA ED PALERML 25 giugno 2008)

    34. girogau:

      E ORA, TUTTI QUESTI SOLDI CHI LI PAGA?
      MA TUTTI NOI NATURALMENTE….
      GRANDE CAMMARATA!

    35. girogau:

      DIMETTITI DIEGO!

    36. cassandra:

      L’insostenibile leggerezza della legge…
      da repubblica online

      Lodo Schifani non per decreto
      Csm: “Sospendere i processi
      è un’amnistia occulta”
      —-
      “Foggia, ha ucciso tredici persone
      Uscirà per decorrenza termini”

      …Allora, è vero, che decidono i magistrati e che applicano la legge quando e come vogliono……

    37. cassandra:

      FOGGIA - E’accusato di 13 omicidi, ma tra un mese sarà scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare. L’imputato è il foggiano Gennaro Giovanditto, ritenuto uno dei sicari del clan Libergolis, protagonista della sanguinosa faida del Gargano.

      Altri quattro imputati, tra cui tre presunti assassini, torneranno in libertà domani per lo stesso motivo. Tra loro uno dei presunti boss protagonisti della faida del Gargano.
      —–
      e POI, QUALCUNO SOSTIENE CHE BERLUSCONI AVREBBE TORTO…!!!!!

      due pesi e due misure.
      La Legge è uguale per tutti….
      ma…. Non tutti sono uguali di fronte alla legge

    38. Mirko:

      Lo sostengo io.
      Il berluskone ha fretta, tanta fretta.
      Chissà perchè..

      Lo vogliamo domandare a Travaglio?
      Quello che mette i puntini sugli i e che fa venire il singhiozzo al nano, meglio conosciu(n)to come Sua Innocenza Silviuzzu da Arcore?

      Oooooooolè!

    39. Mirko:

      Anche al congresso della Conferercenti lo hanno mandato a quel paese fiskiandolo. Il berluskone, ovviamente.
      Capiranno i berluskini e berluskette che se arriva a Natale sarà un miracolo?
      Io spero che ve la cavate…

    40. Mirko:

      tòh, Travaglio.
      Nominato e letto:

      “El Doctor e Il Dottore

      “Nel 2003 i sostenitori di Berlusconi approvarono una legge sull’immunità, ma la Corte Costituzionale la bocciò l’anno successivo… E’ possibile che di questo tipo di leggi qualcuno possa abusare. E’ noto che Pablo Escobar, il barone della cocaina (detto El Doctor, ndr), negli anni 80, ha evitato un processo facendosi eleggere alla Camera dei Rappresentanti” (Christopher Caldwell, Financial Times, 21 giugno 2008)

      “I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l’inchiesta della P2, andò in carcere e perse l’azienda” (Marcello Dell’Utri intervistato da Antonio Galdo per il libro “Saranno potenti?”, Sperling & Kupfer, 2003)

      “Sì, Berlusconi è entrato in politica per impedire che gli portassero via la roba” (Giuliano Ferrara, La Stampa, 25 febbraio 1994)

      “La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori” (Fedele Confalonieri, la Repubblica, 25 giugno 2000)

      Bananeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

    41. SRG:

      pc-SICILIA/DA ASSESSORE 2 DDL PER SBUROCRATIZZARE L’ISOLA
      Ilarda presenta a Giunta schema per riordino amministrazione

      Palermo, 25 giu. (Apcom) - L’Assessore regionale alla Presidenza Giovanni Ilarda ha presentato oggi in giunta di governo due attesissimi provvedimenti. Si tratta del disegno di legge sul riordino dell’amministrazione regionale e dello schema di ddl sulla sburocratizzazione.
      Il disegno di legge sul riordino dell’amministrazione regionale è stato introitato dalla Giunta per l’analisi da parte di tutti i componenti dell’esecutivo e la successiva trattazione. In esso è contenuta quella che potrà diventare la nuova mappa dell’amministrazione regionale.
      Gli assessorati restano 12 ed alla guida di ciascuno viene nominato, dal Presidente della Regione, un assessore al quale spettano specifici compiti e competenze fissati dalla medesima legge, oltre a quelli di competenza presidenziale di volta in volta delegati. Nel nuovo organigramma pensato dall’assessore alla Presidenza scompaiono, ad esempio, lo stesso assessorato alla Presidenza, quelli al turismo, all’Industria, alla Cooperazione, mentre ne nascono di nuovi accorpando le competenze in base alle affinità delle materie trattate e nell’interesse del corretto e veloce funzionamento della macchina amministrativa. Fra i nuovi assessorati compare, ad esempio, un assessorato unico per beni culturali e turismo, un secondo nasce legando fra loro istruzione, formazione e lavoro e così via.
      Per quanto riguarda la sburocratizzazione ovvero la semplificazione del quadro burocratico e normativo, l’assessore Ilarda ha presentato alla Giunta uno schema di disegno di legge, recante le linee guida di intervento.
      Questo schema di ddl è stato approvato ‘politicamente’” dalla Giunta di Governo che ha dato mandato all’Assessore Ilarda di acquisire, entro 15 giorni, le osservazioni da parte di tutti gli assessorati per poi definire il disegno di legge vero e proprio.
      Lo schema predisposto dall’assessore alla Presidenza prevede l’imposizione di precisi vincoli temporali per la definizione di pratiche e procedure, l’indicazione dei tempi di rilascio dei pareri, la generalizzazione dell’istituto del silenzio - assenso e del ricorso all’autocertificazione (salvo eccezioni tassative), indennizzi a carico dell’amministrazione in caso di mancato rispetto dei termini e sanzioni disciplinari per il dipendete responsabile del procedimento, nonché valutazioni negative per i dirigenti responsabili. Ancora uffici specifici per l’informatica e servizi di rilascio on line.

      Lo schema di disegno di legge prevede anche interventi di semplificazione nel settore delle attività produttive come la dichiarazione di inizio attività con il rinvio dei controlli regionali alla fase successiva rispetto all’avvio dell’attività medesima, uno sportello unico per le attività produttive ed uno per le concessioni in materia urbanistica, l’obbligo per tutte le amministrazioni compresi i comuni e gli enti regionali, di siti internet completi ed efficienti che garantiscano, fra l’altro, l’accesso ai servizi da parte dei cittadino via internet, i pagamenti telematici e corsie preferenziali per l’erogazione di servizi destinati alle fasce deboli.

    42. Walter Giannò:

      E’ ufficiale: la Wind non rinnoverà i contratti di oltre 60 lavoratori interinali che prestano servizio a Palermo.

      Domani mattina, a partire dalle ore 9, ci sarà un sit-in davanti a Palazzo Gamma, che si trova di fronte al Velodromo Paolo Borsellino.

      Io sono uno dei 60 che dal primo luglio dovrà trovarsi un nuovo lavoro per campare. L’azienda Wind Telecomunicazioni Spa ha deciso di non rinnovare il contratto per una questione di bilancio, anche se da questa notizia non sembra proprio che le casse dell’azienda di Sawiris siano in deficit, anzi. Misteri dell’economia. Dal primo luglio decine di ragazzi dovranno cercarsi un altro impiego e Palermo non offre che briciole. Alcuni di loro hanno una famiglia alle spalle, altri vorrebbero farsela ma non possono. Vi chiedo, pertanto, se domani mattina doveste passare dalle parti di Palazzo Gamma, di fermarvi per dimostrare fisicamente la vostra solidarietà. Più siamo, meglio è.

    43. Walter Giannò:

      Ci sono voci che sostengono che domani mattina saremo in pochi. Non è assolutamente vero! Ci saranno anche alcuni ex-colleghi, nonché rappresentanti dei sindacati. Ho pure contattato il Giornale di Sicilia e soprattutto il giornalista che si occupa di tali faccende. Non si trattano più di voci ed i comunicati stampa ne sono una prova. Quindi domani partecipate! Non pensate che sia inutile manifestare! Non rassegnatevi! Non accontentatevi! Dimostriamo che ci teniamo al nostro futuro! Una nostra scarsa presenza farebbe il gioco dell’azienda che ci ha dato il benservito dopo neanche la terza proroga. Perché, dunque, non tentare di cambiare le cose? Non abbiamo nulla da perdere e tutto da guadagnare. Uno degli stratagemmi aziendale è quello di contare sull’inerzia del lavoratore precario, perché mica può perdere tempo dietro a vertenze, in quanto deve cercarsi un nuovo posto di lavoro. Se noi stessi, inoltre, riteniamo inutile partecipare ad una manifestazione per protestare contro quest’atteggiamento aziendale, solo perché pensiamo che saremo pochi, allora a che serve lamentarsi? Dov’è la vostra voglia di futuro? Dobbiamo avere il coraggio di rischiare quel poco che abbiamo per cercare di ottenere di più.

      C’è chi non verrà domani mattina perché pensa di avere ancora l’1% di possibilità di rimanere: domani non è il 30 giugno ma è il 25. Mi ha sostenuto che anche altri la pensano in questo modo e so che è così. Essi ritengono che bisogna fare rumore solo a partire dal primo luglio, dimenticandosi che già è stato stabilito che quel giorno non saremo nelle nostre postazioni. L’inerzia è il guaio del nostro tempo, dovuto proprio al precariato, che è anche uno stato d’animo e non solo una condizione lavorativa. Mi dispiace vivamente per i colleghi che la pensano in questo modo, consapevole che non si cerca di riottenere una cosa quando siamo certi di averla definitivamente persa: la si mantiene quando l’abbiamo tra le mani. A voi che ritenete che domani il sit-in sarà poco partecipato e di conseguenza inutile, scrivo che quei pochi che ci saranno, quei pochi che domani mattina si alzeranno ed andranno davanti a Palazzo Gamma per esprimere la loro frustrazione di non potere guardare negli occhi il futuro, lo faranno anche per voi che ve ne starete a casa. Mi auguro che possiate cambiare idea stanotte, perché la voce diventa rumore quando sono in tanti a parlare nello stesso tempo.

    44. ciccio:

      walter hai la mia solidarietà!

    45. SANTINO:

      @ Walter :
      spero di esserci,spero che si risolva bene per te e per i tuoi colleghi.
      Ricordiamoci in quale periodo e con quale assenso furono adottati i lavori interinali.

    46. SANTINO:

      Buon giorno Presidente , buon giorno a tutti.
      Oggi ,alle ore 6 e 50 minuti , mi sono recato al bar per comprare le sigarette.Ho dato 5 euro ed ho ricevuto come resto 1 euro e 40 centesimi , anziche’ 1,50.Il tabbaccaio mi ha detto che c’è stato un aumento di 10 cents.
      Ho ridato resto e sigarette e mi sono fatto ridare i miei 5 euro .
      Grazie SILVIO , lo so ,lo hai fatto per la mia salute.

    47. andry:

      Meditate gente non pensanti e con il cervello all’ammasso

      Al Sig Presidente della Repubblica Italiana

      Lei è la massima carica garante della nostra Costituzione. In questi mesi sto assistendo ad una deriva dell’Italia dal punto di vista politico, economico e sociale. Altri italiani le hanno già scritto lettere in cui le chiedono di far sentire la sua voce in questa fase delicata del Paese, in cui si sovvertono i principi che ispirarono i padri costituenti. L’ultimo epilogo riguarda il disegno di legge sulle intercettazioni, che impedisce ai cronisti di giudiziaria di pubblicare notizie utili al formarsi dell’opinione pubblica. Questa legge, insieme alla norma “salva-premier” e “blocca-processi”, ha suscitato il suo disappunto per i metodi adottati, creando un conflitto istituzionale mai registrato prima. Come cittadino italiano e come ex cronista di giudiziaria de “La Voce di Montanelli” aderisco all’iniziativa di Marco Travaglio e pubblicherò anch’io eventuali intercettazioni che potrò procurarmi su temi rilevanti, correndo il rischio di essere arrestato. Con Travaglio cii a!
      ccomuna lo stesso giornale in cui Montanelli insegnava fedeltà alla notizia e libertà di espressione, sancita dall’articolo 21 della Costituzione italiana. Chi impedisce ciò, attenta sul serio ai valori della nostra democrazia.
      Abbiamo attualmete al governo Silvio Berlusconi che:
      • ha varato una legge elettorale “porcata” che aveva l’obiettivo di impedire alla parte politica avversaria di governare, e ci è riuscito. Allo stesso tempo, senza la preferenza elettorale, gli italiani non hanno potuto scegliere le persone in cui credono veramente.
      • fa politica non rispettando una legge dello Stato che impedisce ai titolari di concessioni pubbliche di far politica.
      • non rispetta la recente sentenza della Corte Europea che stabilisce l’assegnazione a Europa 7 delle frequenze occupate da Rete 4, limitando il pluralismo dell’informazione.
      • si ritrova una casa editrice, la Mondadori, che è stata conquistata grazie alla corruzione dei giudici.
      • il lodo Schifani (che evita i processi alle 5 massime cariche dello Stato) è stato dichiarato incostituzionale ed ora egli tenta di ri-proporlo nei prossimi mesi.
      • ha numerose processi in corso, l’ultimo dei quali (vicenda Mills) lo vede coinvolto con l’accusa di corruzione in atti giudiziari: in questi giorni si è parlato di norma “salva-premier” e “blocca-processi” e lui afferma pubblicamente che certe procure non possono attentare alla democrazia.
      Non sono forse tutte queste anomalie ad attentare alla democrazia? Non sono forse un tentativo pianificato di svilire la Costituzione italiana, che lei ha visto nascere? Non rappresentano un micidiale tentativo di bloccare il formarsi dell’opinione pubblica, mortificando l’informazione e la magistratura (organo che lei presiede) quali elementi basilari della nostra democrazia?
      Le chiedo allora di resistere, resistere, resistere. Non firmi queste leggi. L’Italia sprofonda per la salvezza di un solo uomo. Confido nel suo ruolo di garante della Costituzione italiana e chiederò ad altri blogger di far sentire la loro voce in Internet, cioè la nuova forma di memoria storica.

    48. Walter Giannò:

      Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro alla Wind Telecomunicazioni Spa. Il mio contratto scade il 30 giugno ma è inutile che io rimanga fino a quella data: chiederò le ferie. Dal primo luglio, dunque, dovrò cercarmi un altro lavoro e già ho i brividi, perché so che a Palermo ci sono soltanto briciole. Nella mia stessa situazione ci sono altri 67 colleghi: giovanissimi che sperano che un futuro migliore li attenda, giovani che cominciano a non crederci più, meno giovani che hanno il disagio di dovere mantenere una famiglia senza l’entrata a fine mese, almeno finché non troveranno un altro impiego che li possa aiutare a sopravvivere. Ma alla Wind non importa e per l’azienda non è una novità. Ciò è avvenuto con i colleghi che hanno avuto il contratto scaduto il 31 dicembre; con gli altri che non sono più entrati a Palazzo Gamma a partire dall’1 aprile. Ed ora noi, buttati per strada all’inizio dell’estate, quando le offerte di lavoro a Palermo sono senza dubbio minori di quelle già poche che si potrebbero trovare a settembre. Con un’altra differenza: avevamo, stando alla legge, a disposizione altre 2 proroghe, almeno per arrivare al 31 dicembre. La Wind ha detto che non può regalarci altri mesi in azienda perché il bilancio non glielo consente. Chissà come mai, però, in questo articolo de’ Il Giornale si legge che l’azienda di Sawiris “ha chiuso il primo temestre 2008 con un utile di 39,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 6,6 milioni di un anno prima”. E’ una presa per i fondelli, ma non tutti siamo stupidi. Ritengo che l’azienda abbia deciso di buttarci fuori per paura, in quanto hanno sulla testa una vertenza che gli pesa come un macigno e sa che questo è un tempo in cui i precari vincono quando c’è da vincere. La Wind, quindi, ha pensato bene di darci il benservito prima del tempo in modo tale da ridurre il numero dei beneficiari dell’azione dei sindacati, essendosi stancata delle loro pressioni. Altro che problemi di bilancio, inesistenti.

      A Palazzo Gamma ci sono, almeno fino al 30 giugno, più lavoratori interinali che dipendenti ed i primi sono incastrati nei secondi, nel senso che non sono stati resi necessari per coprire le lacune lasciate da coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, sopravvenendo alla causa della fattispecie del contratto a tempo indeterminato. Già c’è un vizio di forma grande quanto la densità di un atomo e ce la discuteremo in tribunale, ma non in quello di Palermo in cui i processi durano troppo ma in quello di Roma, dove si è più lesti e chiederemo pure il risarcimento del danno esistenziale, perché il precario è così anche nell’animo.

      Alle 9 ci sarà un sit-in davanti a Palazzo Gamma, che si trova nella strada di fronte al velodromo Paolo Borsellino. A proposito di ciò, ieri sera sono andato a letto sfiduciato ed iracondo. Alcuni colleghi mi hanno detto che non parteciperanno perché “non ci sarà praticamente nessuno”, perché “è inutile ed in fondo c’è l’1% di possibilità di rimanere”; “il bordello si fa dopo il 30 non ora che siamo ancora lì dentro”. Facendo ragionare la logica, se in un insieme di tre persone, ognuno degli elementi da sé ritiene che l’altro non andrà in un dato posto, nessuno ci andrà. Non riesco ad essere comprensivo con costoro, in quanto è facile lamentarsi, è facile prendersela con i politici, con le aziende, con il tipo di contratto, con la sfortuna di essere giovani e non raccomandati nel 2008. Siamo tutti bravi con le parole, capaci di costruire opere ben più imponenti di tutte le piramidi messe insieme. Ma nulla si edifica facendo ricorso soltanto alla parola, perché essa è un mezzo per raggiungere un fine e da sola non serve a nulla: è spreco di tempo, abuso di materia grigia.

      Poniamo il caso che stamattina saremo davvero pochi; quelli che ci saranno faranno “bordello” anche per chi ha deciso di starsene a casa, anche per chi ritiene che quelli “non concluderanno nulla”. Ma si sa, per chi conosce la storia, che le più grandi conquiste sociali sono state ottenute non grazie all’intervento della massa, bensì mediante il coraggio di una parte di essa. Il menefreghismo, l’egotismo, la rassegnazione che nulla può cambiare, sono elementi tipici dell’uomo che ritiene che sia l’altro quello che deve fare qualcosa per lui. Sapeva questo, ad esempio, John Fitzgerald Kennedy, il quale un giorno disse una frase che fa tremare le pareti della muraglia cinese: “Non chiederti che cosa lo Stato fa per te, ma chiediti cosa fai tu per lo Stato”. Ma pochi se lo chiedono ed è stato, è e sarà sempre così; nonostante tale certezza, però m’innervosisco lo stesso. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, però taluni dovrebbero fare a meno di lamentarsi quando si mettono da parte nel momento della protesta per manifestare pubblicamente e concretamente una lamentela con consistenza sociale. In siciliano si dice che queste persone siano quaquaraquà. Hanno paura di essere beccati dall’azienda, ad esempio, perché pensano che ancora ci sia qualcosa di salvabile, quando non vogliono capire che la decisione è stata ormai presa; hanno paura di non partecipare alle vertenze perché temono di avere il cartellino professionale compromesso, ma non sanno che l’azienda b non può conoscere se il lavoratore x ha posto in essere una vertenza contro l’azienda a, a patto che non sia lo stesso lavoratore x che ne dia la comunicazione. E poi costoro sono travolti dalla rassegnazione cronica, un aspetto del nichilismo, che trova avido nutrimento nel precariato, nei confronti del quale tutte le parti politiche hanno finalmente aperto gli occhi, altrimenti non si vincerebbero tutte le cause, di cui abbiamo spesso notizia. Però poi qualcuno di loro si sveglia quando tutto è perso ma lo fa per disperazione, perché sa che il mercato del lavoro del palermitano non offre che impieghi di poco conto, remunerati malissimo con i quali arrivi alla sopravvivenza per intercessione divina. Ma la loro lotta non dura che una settimana o al massimo due, giacché si stancano presto perché il nichilismo se li riprende, sbattendogli in faccia la rassegnazione di cui è costituita la loro volontà.

      A questo punto, a che serve battersi per gli altri? Perché non pensare esclusivamente a me, in quanto senza di me nessuno ci penserebbe? Perché non cominciare ad essere totalmente egoista? Ma chi me lo fa fare? Ieri, da quando ho saputo la notizia del mancato rinnovo per mezzo di un sms di un collega, ho dato il meglio di me: ho speso 30 euro di telefonate, ho scritto in ogni dove, ho contattato chi dovevo contattare, ho partecipato alla riunione di ieri pomeriggio, i cui partecipanti sono stati avvisati sempre da me… ed a che pro? Ho agito anche per coloro che stamattina non ci saranno perché il sit-in è “inutile” e perché c’è ancora “l’1%” (illusorio) di possibilità di rimanere a Palazzo Gamma. Il gioco vale la candela? Eppure, non ce la faccio a stare con le mani in mano, perché sono abituato ad essere così, perché non ci riesco a farmi travolgere dalle cose senza tentare di schivarle, nonostante per il 99% dei casi non serve a nulla, perché io sugnu nuddu immiscatu cu’ nenti. Però non mi piace il silenzio rassegnante; non sopporto l’inerzia; sono nemico dell’assenza di volontà. E tra poco sarò dove so che dovrò essere.

      Nonostante la notizia non sarà diffusa e di conseguenza pochissimi lo sapranno, stamattina non si agirà solo per i precari della Wind di Palermo ma anche per tutti gli altri, perché il problema è condiviso da troppi giovani che non chiedono altro di potere guardare in faccia il proprio futuro, anziché doverlo ammirare da lontano alla stregua di una stella. Il precariato, frutto acerbo dell’abuso delle aziende dei contratti che lo pongono in essere, è una peste che ci fa dire: “essere giovani è una colpa”, ma non siamo colpevoli di non essere vecchi, di non essere nati qualche decennio prima in cui a calci e a morsi si poteva avere un lavoro dignitoso tale da non essere sopraffatti dal costo della vita. Che lo vogliamo o no, questo è il nostro tempo e dobbiamo pretendere che tale tempo sia vissuto nella maniera migliore possibile, giacché siamo ragazzi con dignità ed uguali sostanzialmente e formalmente agli altri. Non andiamocene in silenzio.

    49. andry:

      x santino n° 17 ma dove hao vissuto fino ad ora, credi ancora alle favole, di statisti nel centrodestra , nenche a a pagarne ne trovi, anche se qualcuno fosse bravo Il nano non lo metterebbe in evidenza in quanto offuscherebbe la sua nullezza

    50. andry:

      santino n° 17 ma dove hai vissuto fino ad ora, credi ancora alle favole, di statisti nel centrodestra , nenche a a pagarne non ne trovi, anche se qualcuno fosse bravo Il nano non lo metterebbe in evidenza in quanto offuscherebbe la sua nullezza

    51. SANTINO:

      Sig. Presidente ,
      Come Lei sapra’ , presto ci sara’ un aumento della “luce” ;dovuta dicono al caro petrolio.
      Aumento che si sommerà ai precedenti gia’ avvenuti.
      Questa volta si parla dell’8%.
      Stiamo parlando iva esclusa.
      Non sarebbe il caso di diminuire l’IVA.
      Perche’ lo stato deve speculare sull’aumento del costo del petrolio , incassando piu’ IVA.
      Se lo ritiene giusto se ne faccia carico e ci dia una risposta ,almeno a questi quattro gatti che seguiamo il Suo blog.

    52. SANTINO:

      @Andry 50
      Scusami ma non capisco il nesso del tuo 50 col mio 17

    53. SANTINO:

      @Andry 47
      Ma ,da chi è firmato questo messagio al Presidente.
      Chi è u cavuru???
      E poi se uno é non pensante e con il cervello all’ammasso come fa a “meditare”.
      Vatinni a RRUMAGNUALU e ti rinfrischi

    54. Giuseppe M.:

      Apriamo un dibattito su questo blog sul trattato di Lisbona??
      Perchè non facciamo pure un referendum in Italia??
      Perchè Vi interessate tanto della ZTL di Palermo, e non Vi interessate del fatto che il ns. futuro democratico è in pericolo già da un bel pezzo??
      Avete provato a leggere il trattato?? E’ una cosa fatta apposta per non capirci nulla….

    55. Beppe Vicari:

      Un saluto a tutti ed in particolare al tenutario, ancora latente per impegni elettorali, ci sono i ballottaggi, per Palermo si vota a Partitico e Capaci, ma non solo anche per i nuovi impegni di governo nella delicata fase dello star up. Vi sono stamani delle novità sul blog, non mi riferisco certo alle campagne Travagliate e Grillesche contro Berlusconi, messe in atto con invio di lettere-appelli e “Gite su Roma”. Mi spieghino i promotori come è possibile in uno Stato normale che un “Individuo” dal momento che inizia a fare politica in appena 14 anni accumuli sulla sua testa ben 789 procedimenti giudiziari nei fatti inconcludenti.
      Una novità emerge dal resoconto della malamattinata di Santino, si capisce bene da quanto postato da Santino che se per caso gli aumentava anche la tazzina di caffé, stamani volavano schiaffi al Bar, e questa la dice lunga sul punto in cui siamo ridotti. Di chi è la colpa? Non ha importanza il problema è come ne veniamo fuori. Personalmente confido in Giulio, ha iniziato bene la partita. Un suggerimento: in questo momento tutti guardano, parlano e discutono della Robin-Tax. Ebbene la Luna , e non il dito, va cercata nelle altri tre parti della manovra.
      Lisbona. Parlarne vuol dire capire cosa significhi l’Europa dei trattati , delle Direttive e della Burocrazia. Lisbona è molto lontana da una politica europea per l’immigrazione , la difesa, la giustizia, per i rapporti con gli stati extraeuropea. La Costituzione dei popoli europei resta un miraggio al più è Trattabile appunto un’Europa delle regioni. Referendum a che serve? Dove si è scelta tale strada per l’adozione, significa che la classe dirigente ha preferito delegare una responsabilità ai cittadini i quali non hanno compreso il senso della chiamata alle urne. Hanno votato fischi per fiaschi.
      La Novità è il Sit-in alla Wind. Ho sentito Walter, ci sono trenta persone fuori i cancelli e venti lavoratori praticamente presi in ostaggio nelle postazioni. Gli ultimi vorrebbero abbandonare il posto di lavoro ma sono indispensabili e la Wind non da il permesso di scioperare o manifestare. Alcuni vorrebbero uscire anche con la forza. Walter predica la non violenza e la calma facendo giustamente rilevare che è incomprensibile la motivazione del diniego. Se oggi 20 precari sono indispensabile per portare avanti il lavoro al Call center perché non lo saranno dal 1 luglio?
      Non conosco bene gli argomenti ma credo il contratta di tali operatori non contempli il diritto di scioperare, ma forse sto dicendo una corbelleria, mentre abbandonare senza permesso il posto di lavoro potrebbe essere preso a scusante per il licenziamento. Comunque il mio sostegno e la mia solidarietà va alla battaglia non violenta e per il diritto che Walter ed i suoi colleghi stanno facendo in queste ore a Palazzo Gamma.
      La mia pausa caffé è finita , la sigaretta pure, ritorno al mio lavoro. Buona Giornata

    56. da www.disinformazione.it:

      Ecco cosa riporta il “Rapporto Urban Operations in the Year 2020” redatto dalla RTO (Studies Analysis and Simulation Panel Group, SAS-030).
      La RTO, l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO è il centro di convergenza delle attività di ricerche/tecnologiche (R&T) per la difesa in seno della NATO.
      L’Operazione Terrestre o Operazione Urbana (UO-2020) all’orizzonte dell’anno 2020 è uno studio che esamina la natura probabile dei campi di battaglia, i tipi di forze terrestri le loro caratteristiche e capacità.
      Lo studio ipotizza l’andamento della popolazione mondiale entro l’anno 2020. Entro questa data il 70% della popolazione mondiale vivrà all’interno di zone urbane.
      Il numero delle persone nel mondo supererà i 7,5 miliardi e ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città e/o metropoli incrementando l’urbanizzazione, provocando povertà, scontri e tensioni sociali.
      La necessità di una presenza (militare) massiccia e dominante, tanto morale quanto psicologica, spesso su periodi di tempo prolungati, resterà una caratteristica unica e persistente delle Operazioni Urbane. Questa necessità entrerà nel conflitto attraverso la domanda pressante da parte del mondo politico e del grande pubblico per azioni rapide, decisive e chirurgiche…

      Ricapitolando:
      - le guerre future saranno all’interno delle città;
      - avremo eserciti lungo le strade (NATO o forze militari preposte);
      - dal punto di vista psicologico sarà normalissimo avere militari armati in città;
      - politici e cittadini richiederanno l’intervento dell’esercito;
      - le forze militari utilizzeranno ogni sorta di arma (letale e “non-letale” ad alta energia);
      - sommosse, scontri sociali, manifestazioni potranno essere sedate dall’esercito…
      - stiamo andando verso la costituzione di uno “Stato militarizzato”.

      ——————–

      Esercito a pattugliare le strade delle grandi città.
      Ma solo per pochi mesi?
      Antonio Camuso – Osservatorio sui Balcani – 25 giugno 2008

      Manovra propagandistica del governo Berlusconi o naturale conseguenza di piani decisi da oltre dieci anni da alcuni paesi della NATO?

      Questa affermazione non è l’ennesimo tentativo maldestro di voler accollare a carico dell’Alleanza militare occidentale oscuri disegni di militarizzazione della nostra società, bensì il frutto di nostre ricerche su alcuni progetti, condotti sotto la guida del Pentagono e riguardanti l’uso degli eserciti nelle megalopoli del futuro.
      Si tratta del lavoro di esperti NATO UO 2020 nel gruppo di studio SAS 30 Urban Operation in the year 2020 , al quale partecipano dal 1998 esperti di sette Nazioni della NATO ( Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Stati Uniti d’America ) e che ha gettato le basi per l’evoluzione dell’impiego dello strumento militare nello scenario più probabile del prossimo futuro.

      Lo studio NATO U.O. (Urban Operations) 2020
      Questo studio, ultimato negli ultimi mesi del 2002 e reso pubblico nei primi mesi del 2003, prima della guerra in Iraq, rende esplicito come in maniera omogenea il nocciolo duro del militarismo mondiale ritiene più che probabile le città del futuro come campo della Battaglia Finale, quella per la sopravvivenza del sistema capitalista e che il ruolo dello strumento militare avrà un carattere dominante anche in quelle che sembrerebbero essere normali operazioni di polizia urbana.
      E’ l’ambiente urbanizzato che si qualifica come il contesto nel quale l’Umanità del ventunesimo secolo condurrà una difficile vita: le sterminate megalopoli abitate da decine, se non centinaia, di milioni di esseri umani concentreranno nel loro interno tutte le contraddizioni della società capitalista allo stadio supremo.

      Differenze di classe e azzeramento dei servizi sociali capaci di attutire il senso diffuso di ingiustizia, degradamento delle complesse regole di interazione tra diversi strati della popolazione, scarsità di cibo e di lavoro genereranno forti conflitti tra diversi strati sociali,coinvolgendo il sistema statale locale e/o organismi e attività multinazionali
      In questo contesto che le normali forze di polizia non saranno in grado di condurre operazioni tra folle “ostili” o semplicemente “complici” dei nemici da colpire e neutralizzare senza il rischio di forti perdite o addirittura ritirate catastrofiche da banlieus in fiamme. Rischi di effetto domino su scala mondiale con scene di folle tumultuanti, affamate e disperate che assaltano centri commerciali, quartieri dell’alta borghesia e centri di potere provocherebbe il panico nell’intero sistema capitalistico. L’invio dell’esercito condotto con armi tradizionali e all’ultimo momento potrebbe essere addirittura controproducente scatenando ancor più le folle e i partiti di opposizione.
      Per questo motivo nello studio UO2020 si consiglia così di iniziare gradatamente in base alle necessità ad utilizzare l’esercito in funzione di ordine pubblico man mano che la crisi mondiale quella che è ipotizzata per il 2020, si avvicina.

      Piccoli interventi crescono.
      Nel frattempo ogni paese aderente a questo gruppo compresa l’Italia deve finalizzare reparti appositi che si specializzino per condurre le operazioni di contenimento delle folle e di controllo del territorio compresi i rastrellamenti a caccia di sovversivi ed agitatori nei quartieri.

      Il ruolo italiano nella costituzione dell’esercito internazionale antisommossa
      L’Italia in questo campo ha proposto la possibilità di sviluppare nuove specializzazioni e di preparare personale addestrato a muoversi e combattere negli ambienti urbani ove occorre isolare quartieri, edifici, abitazioni, ma anche padroneggiare gli impianti di comunicazioni e distribuzione dell’energia e dell’acqua.
      In effetti l’Italia è considerata da USA e Gran Bretagna come uno di migliori fornitori di personale addestrato ad operazioni antisommossa a partire dai reparti dei Carabinieri che sono inquadrati, principalmente nell’area balcanica nelle MSU.

      Da quando l’Italia si è impegnata a fornire personale nelle guerre umanitarie, aree militari sono state attrezzate per ricostruire ambienti urbani e rurali dove si addestrano carabinieri, parà, assaltatori e bersaglieri che vanno ad operare all’estero, mentre gli stessi reparti di polizia militare sono addestrati realmente, nell’ambiente metropolitano, con l’impiego di ordine pubblico quotidiano sul territorio nazionale e sono gli stessi che presto grazie al nuovo decreto sulla sicurezza del governo berlusconi vedremo operare nelle grandi città e a guardia di siti di rilevanza nazionale: discariche centrali nucleari in costruzione, termovalorizzatori ecc.
      Addestramenti sul territorio nazionale sono stati condotti da tempo come per esempio quello del 28 febbraio 2003 che si concludeva presso il Centro di Addestramento alle CRO (Crises Response Operation/Operazioni di risposta alle crisi) di Cesano con la certificazione del 2° Corso per Istruttori della Forza Armata di “Controllo della folla” .
      Corso svolto alle porte della capitale dal 17 al 28 febbraio condotto da istruttori della 2a Brigata mobile dei Carabinieri a cui hanno preso parte 7 Ufficiali, 19 Sottufficiali e 3 Vfb. E in cui a far da comparse nel ruolo dei sovversivi tumultuanti c’erano 50 Volontari in Ferma annuale del 7° Reggimento Bersaglieri.
      La ricerca ossessiva di sistemi di controllo della popolazione ha nello studio NATO UO2020 alcune parziali risposte di natura tecnologica.

      Il Reparto Logistico - Progetto tecnologie avanzate.
      Nello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano è il Reparto Logistico- Progetto tecnologie avanzate che sta curando l’applicazione di quanto appreso nel Gruppo di lavoro NATO Urban operations 2020.
      Lo Scenario URBAN WARFARE coniugato alla lotta al terrorismo globale, ovvero a tutto ciò che potrebbe essere pericoloso all’Impero Globale è affrontato su tutti i suoi aspetti, fuorchè le motivazioni che potrebbero essere le radici di forme di contestazione “estreme” , quale anche quella del passaggio dalla opposizione politica a quella armata.

      I ROBOCOP imperiali.
      Il futuro soldato che l’Esercito Italiano impiegherà per le operazioni urbane sarà dotato oltre che da armi convenzionali ultratecnologiche, come già spiegato nel paragrafo “il sistema soldato”, anche di sistemi d’arma bivalenti letali /non letali. E’ un esigenza che nasce dalle numerose operazioni di “guerra umanitaria” nelle quali il nostro esercito da oltre un decennio è pienamente coinvolto con le operazioni all’estero, ma anche dall’esperienza di operazioni di polizia ed ordine pubblico interno nelle quali esso si è trovato a collaborare con altre forze di polizia ( es. Vespri siciliani) o operare autonomamente (operazioni antimmigrazioni controllo coste del Salento)od infine in occasione di summit internazionali (es. Genova 2001 o Pratica di Mare 2003).

      Il programma armi non letali.
      Nel programma “non lethal weapons” redatto dallo Stato Maggiore Esercito sono previste le forniture ai reparti di una nuova famiglia di bombolette spray al peperoncino di diverse dimensioni e portata, tali da essere utilizzate efficacemente contro gruppi composti da numerose persone o contro singoli. Queste bombolette diventeranno così una dotazione base montata sui mezzi dell’esercito, blindati, carri armati, jeep ma anche come “arma da fianco” per ogni singolo soldato impiegato in “operazioni umanitarie”.
      Con queste specifiche l’esercito italiano sta finanziando piani di ricerca e sviluppo in collaborazione con le industrie interessate sia italiane che estere.

      Per le operazioni antisommossa e di controllo urbano lo stato maggiore dell’esercito italiano sta definendo un programma di sviluppo di armi letali/non letali, in particolare fucili automatici dotati di puntamento ottico, che farebbero uso di “proiettili ad alta deformabilità e ad energia cinetica costante.”
      A causa di problemi di bilancio solo poche risorse finanziarie sono state potute esser destinate a questi avveniristici progetti, ma ora che con il plauso del parlamento e dell’opinione pubblica spaventata da clandestini e microcriminalità, vedremo i blindati dell’esercito aggirarsi per i nostri quartieri, le richieste di migliori e più consone dotazioni si faranno pressanti.

      Grandi affari quindi per le industrie che con molta discrezione da 10 anni (con l’assenso di governi di centro sinistra e centrodestra succedutisi alternativamente) a questa parte stanno tessendo una lunga rete trasversale di simpatie e di interessi e che non vedono l’ora di mostrare l’efficacia dei nuovi prodotti sui corpi di clandestini, accattoni, prostitute, drogati e scippatori, prima o poi su sovversivi contestatori di una società che produrrà miliardi di diseredati e un pugno di nababbi, infine sull’umanità sofferente del terzo millennio.

      Antonio Camuso
      OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI
      Stralcio e integrazione di uno studio sulla militarizzazione nelle megalopoli del futuro, ad opera dello stesso autore

    57. ah...:

      Dopo il “No” dell’Irlanda: cancellare tutti i trattati UE!

      16 giugno 2008 – «Dopo il “No” dell’Irlanda: cancellare tutti i trattati UE!» Questo è il titolo che Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institut, ha dato alla sua dichiarazione del 13 giugno sulla sconfitta del Trattato di Lisbona nel referendum in cui il 53,4% degli irlandesi ha votato per il “No” e il 46,6% ha votato per il “Sì”.

      “Gli irlandesi hanno fatto avverare la previsione dello scorso novembre del presidente francese Sarkozy” scrive Helga Zepp-LaRouche, “secondo cui il nuovo trattato dell’Unione Europea sarebbe stato respinto in qualsiasi paese in cui fosse votato per via referendaria. La crisi creata dal ‘No’ irlandese offre alle nazioni europee un’eccellente opportunità di liberarsi della camicia di forza dei trattati UE, da Maastricht a Nizza, e di optare invece per un sistema di cooperazione europea tra nazioni sovrane nello spirito di Charles de Gaulle”.

      Il venerdì 13 si è rivelato un giorno molto fortunato per la salvaguardia della democrazia in Europa, visto che il Trattato di Lisbona non può più entrare in vigore il 1 gennaio 2009, come si pianificava. “I fautori dell’UE sostengono che il trattato modificato è necessario per rafforzare l’Europa rispetto agli Stati Uniti e all’emergere della Russia, della Cina e dell’India, ma questo argomento non sta proprio a galla. Quel trattato rafforzerebbe soltanto la politica del neo-liberismo e dunque conferirebbe poteri semi-dittatoriali alla fazione liberistica britannica ed alla burocrazia dell’UE.

      “Questa è la stessa politica neo-liberista che negli ultimi undici mesi ha provocato disastri sempre più gravi. Adesso si prospetta il crac di Lehman Brothers, la quarta banca di Wall Street, in quella che è solo l’espressione più recente di una crisi finanziaria e bancaria che ormai sta erodendo ogni fiducia residua nel sistema. L’iperinflazione delle materie prime e del cibo, alimentata dai mega speculatori, minaccia il bene comune e la vita stessa di un miliardo di persone nei paesi in via di sviluppo — un’iperinflazione sul modello della Germania del 1923, ma questa volta su scala mondiale”.

      In questa situazione, continua Helga Zepp-LaRouche, la globalizzazione e i governi mondiali sono sempre più screditati e si fa sempre più accentuato il divario che separa chi propone il liberismo e chi propone una politica dirigista. “Proprio per questo motivo non soltanto il trattato UE, ma anche il cosiddetto Doha Round dell’Organizzazione mondiale per il commercio (WTO) è recentemente fallito. Ad un incontro del 12 giugno a Nuova Delhi, 30 rappresentanti delle organizzazioni agricole indiane hanno approvato una risoluzione che respinge gli accordi della WTO: “L’India deve abbandonare la WTO e non deve sacrificare i mezzi di sussistenza di 800 milioni di agricoltori, Adivasis, Dalits [intoccabili] e donne di campagna’.”

      Dopo aver ricordato che la crisi attuale minaccia di assumere la forza di uno Tsunami nel corso dei prossimi mesi, Helga Zepp-LaRouche sottolinea come il fallimento del Trattato di Lisbona presenti una nuova opportunità “di aprire il dibattito sulla nuova architettura finanziaria nella tradizione della Bretton Woods del presidente F.D. Roosevelt, come ha proposto Lyndon LaRouche”.

      “La base assiomatica della globalizzazione — che in realtà altro non è che un tentativo di soggiogare il mondo al dominio britannico — e del Trattato di Lisbona, che è parte della stessa politica, è andata in frantumi. L’antropologa Ida Magli ha correttamente scritto che il trattato dell’UE si fondi sull’ideologia di Immanuel Kant. L’utopia della pace perpetua, che non fu sostenuta solo da Kant, si fonda sul presupposto che tutte le nazioni possano essere unite da un’unica legge comune e da un’unica cultura uniformata. Gli errori di fondo di Adam Smith e della sua dottrina del libero mercato furono smascherati da Friedrich List che ne ricondusse le radici ad un’analoga nozione di pace eterna dell’Abbé de St. Pierre. List scrisse che Adam Smith pubblicò le sue opere al solo scopo di imbrogliare la popolazione, per conto dell’Impero Britannico”.

      In conclusione Helga Zepp-LaRouche afferma: “Le diverse nazioni e le rispettive culture ed interessi rappresentano una molteplicità che non va appiattita, ma che dovrebbe anzi rallegrarci. Esse rappresentano la molteplicità dell’unità di cui parla [il filosofo rinascimentale] Nicola Cusano. Tale unità non si costruisce con delle strutture sovrannazionali, ma grazie al coesistere di repubbliche sovrane con pari diritti che si impegnano agli scopi comuni dell’umanità … Noi in Europa possiamo e dobbiamo cooperare, ma dobbiamo farlo in un’Europa delle patrie sovrane”.

      (da http://www.movisol.org)

    58. SANTINO:

      @beppe55
      Il tenutario al femminile fa’ tenutaria.
      Ai miei tempi la tenuteria era la persona che gestiva una casa chiusa,detto anche casino.
      Ai casini potevano accedere tutti,purche’ maggiorenni.
      Come qua’.
      Soltanto che i gay e i komunisti , qua’ non li vedi.
      Senti a to fre’,un fumari cchiu’!

    59. SANTINO:

      @walter
      Ho letto sul GdS che era presente soltanto l’UGL.
      E i confederati???

    60. giancarlo:

      Ritengo che bisogna concordare con i cittadini eventuali perdite di potere Nazionale a vantaggio dell’UE amministrata dal duopolio Francia-Germania.
      Ma pensate a che serve avere un Euro così forte se l’inflazione cresce lo stesso??? Ma intanto Trichet mantiene i tassi di cambio invariati, così i prodotti estratti dalle miniere Franco-Tedesche aumentano di valore e di conseguenza l’Economia di questi due paesi.
      Rivolgo un appello ai nostri amministratori affinchè approfittino delle opportunità di VERO SVILUPPO offerte dal POR 2007/2013.
      Dalla Lombardia, di nuovo ahimè, tanti saluti a tutti.

    61. Beppe Vicari:

      @Santino.
      Sono tra la maggioranza dei Siciliani che è a favore della riapertura delle case chiuse e l’abrogazione della legge Merlini. Ma ho anche un età che non mi ha consentito la conoscenza dei bordelli e delle tenutarie. Appartengo invece alla generazione che ha conosciuto i papponi, i magnacci, gli sfrutattori, i negrieri e gli schiavisti dei nostri giorni. Tenutario in gergo sulla rete è il titolare del blog o del sito ovvero del dominio.
      Per quanto attiene i Comunisti, se ne ospitano a bizzeffe da queste parti, secondo me Miccichè non li caccia perchè gli fanno tenerezza, gli ricordano quando era ragazzino ed anche lui come tanti, me compreso, subivano il fascino dei collettivi, delle manifestazioni ecct. Ci prendevano per i fondelli. Ieri come Oggi; non è cambiato nulla. Per i gay non sarei così sicuro come te , ed anche quando fosse frequentato da loro non mi farebbe nessuno effetto e credo anche a Miccichè. Non siamo, noi liberali, come gli organizzatori del gay pride di Bologna che non hanno consentito la partecipazione alla manifestazione del rappresentante dell’associazione ” GayLib” l’organizzazione dei gay e lesbiche Liberali. La libertà è partecipazione e non esclusione. Questo , è notoriamente luogo di LIBERTA’ ed il suo “proprietario” è un Araldo delle Libertà.
      Ciao Santino.
      PS: I toscani sono aumentati pure?

    62. SANTINO:

      @beppe
      Hai ragione sui gay , ma ci sono elementi eredi del barone DE SADE , che pur avendo l’intelligenza di capire che i komunisti ci hanno rovinato , continuano ha protestando ed inveiendo contro chi non gli ha piu’ consentito la GODURIA.
      Io non fumo piu’ , questa volta invece di suc..re, me la faccio su….re .

    63. SANTINO:

      @ 57
      APOCALISS NOW
      Tiratilla navutra

    64. Mirko:

      Se qualcuno dei berlusketti volesse rendersi conto a chi ha dato il voto (e continua a darlo) gli consiglio, domani, di comprare l’Espresso il quale pubblica le intercettazioni di Sua Impunità l’Unto da Signore in arte
      Silvio Berlusconi con i suoi schiavetti del servizio pubblico.
      Buona lettura.
      Cercate poi, però, di non spararvi nelle mutande…

      Ooooooolè!

    65. L'indolente:

      @ Mirko (tratto da http://www.daw.ilcannochiale.it) sparagnate i soldi dell’espesso già l’intercettazione è in rete.

      Wow, ma che scoop!

      Wow che scoop. Domani l’Espresso pubblica mirabolanti intercettazioni gentilmente offerte dal Tribunale di Napoli. Comunque sia, ecco le intercettazioni (leggete su Dagospia), ecco le raccomandazioni dei politici a Saccà. Ma che sorpresa, leggere di Berlsuconi che consiglia di assumere una certa attricetta. O che lo fa Rutelli. Non c’è politico al mondo a non averlo mai fatto. Raccomandare è un mestiere antico, tanto quanto la prostituzione. Purtroppo. Chi si scandalizza fa la finta vergine. L’articolo dell’Espresso è stilisticamente divertente: questo ha fatto Berlusconi, questo ha detto, questo dimostra che a) è cattivo b) c’è il conflitto di interessi!! c) parla con suo figlio! d) chissà che altro nasconde!!