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    12
    Sab

    Banco di Sicilia…


    Sono tornato adesso a casa.
    Abbastanza amareggiato ed ho bisogno di sfogarmi con voi: in questi giorni il protagonista della mia vita politica è stato il Banco di Sicilia. Vi racconto cosa è successo, poi voi giudicherete:
    il Banco è passato tempo addietro alla romana Capitalia (ex Banca di Roma). Il passaggio si rese obbligatorio quando Banca d’Italia, per evitare l’invasione delle banche straniere, decise una strategia a mio avviso legittima, quella di creare dei grossi gruppi di credito italiani che potessero contrastare lo strapotere europeo tedesco, francese ed inglese.

    Successivamente, sempre in virtù di questa strategia Capitalia è stata assorbita dalla più potente UNICREDIT. In pratica, con BANCA INTESA, in Italia si sono creati oggi due potentissimi gruppi bancari. Questa è la prima premessa. La seconda è che la Regione Siciliana aveva una quota azionaria nel Banco di Sicilia eche oggi. invece, vanta una molto più piccola quota di Unicredit il cui valore assoluto rimane comunque pressocchè invariato ed pari ad oltre 1 miliardo di €uro. La Regione Siciliana però, a differenza di tutti gli altri soci di Unicredit, è l’unica che partecipa al capitale con denaro pubblico in forza di una legge dell’Assemblea Regionale che stabilisce i motivi dell’investimento e la destinazione delle risorse impiegate. (se non dovessero essere chiare le premesse tanto vale non proseguire a leggere).
    Cosa è successo recentemente? che Unicredit ha presentato un piano di gestione che, di fatto, toglierebbe al Banco di Sicilia il potere di decidere come impiegare le risorse raccolte in Sicilia tramite i depositi dei siciliani (persone ed imprese) facendo venire meno l’interesse della Regione al mantenimento delle quote azionarie. Il Banco allora ha deciso di ribellarsi a tale decisione e, disobbedendo alla casa madre, in totale e legittima autonomia, ha nominato, in una recente riunione del Consiglio di Amministrazione, un Direttore Generale siciliano che avrebbe in sostanza disatteso le indicazioni milanesi di Unicredit.

    Credetemi, è stata portata a termine un’operazione straordinaria di vera autonomia regionale in barba all’arroganza dei vertici di Unicredit. Ma, come al solito, la politica siciliana è stata capace di rovinare tutto! perchè si è scoperto che 15 giorni prima lo stesso Consiglio di Amministrazione per accontentare una ventina di stupidi politicanti che facevano pressione ha assunto, senza concorso e senza criteri 20 figli di papà, 20 figli di sindacalisti, politici di tutti i partiti e burocrati. A questo punto è stato fin troppo facile da parte di Unicredit mandare tutti a quel paese sostenendo, a ragione, che la sacrosanta battaglia condotta in precedenza era invece solo figlia di una squallida operazione di mercato delle vacche condotta su pressione della politica locale pur di ottenere facili ed illegittime assunzioni in culo ai siciliani. E così quello che era oro è diventato merda, con il solito sputtanamento della povera, incolpevole ed infelice terra nella quale viviamo.

    Adesso rischiamo che l’idea milanese diventi realtà ed il Banco di Sicilia non sarà più in condizione di deliberare un solo prestito, un solo aiuto a nessuno dei siciliani. Forse, causa l’ora tarda e l’incazzamento non sono stato chiarissimo e domani tornerò sull’argomento, ma la morale di questa storia è comunque che io non ne posso più.

    O si cambia metodo o la Sicilia è finita, o spazziamo via questa cancerogena classe dirigente politica, sindacale e burocratica o la Sicilia non avrà dove andare!!! Sapete tutti quanto io continui ad essere ottimista sul nostro futuro e lo sarò ancora quando avrò smaltito quest’ultima figura di merda. Continuo a vergognarmi per poi riprendermi, ma mi sento veramente solo in questa battaglia di libertà della nostra terra.

    Oggi, però, il mio pensiero è che, prima di tutto, dobbiamo liberarci di alcuni di noi. E intanto, anche stanotte, mi passerà ad insonnia e Maloox contro la gastrite. A domani, ma con più rabbia e più forza di oggi!

    Gianfranco Miccichè

    149 commenti

    1. ettore:

      pare tutto chiaro gianfranco, ma noi, alcuni di noi, quelli che la politica fino ad oggi la subiscono e l’osservano con rassegnato distacco, ti vorrebbero sempre piu incazzato, sempre piu capace di dire ad alta voce come stanno le cose affinchè ci si produca in un tentativo di cambiare, di migliorare, di rimediare alle figure di merda ed alle stronzate di tanti tuoi colleghi.
      leggere quanto scrivi in questo articolo mi fa sperare che ci sarà un seguito alle incazzature, che si produca qualcosa di positivo, partendo dal banco di sicilia per proseguire sugli ATO in sicilia, sulla pubblica amministrazione, sugli aiuti ed il sostegno alle imprese sane, alle famiglie.
      allore starò in questo modo a guardare la rabbia e la forza di cui parli, pronto a sostenere anche un politico come te che non ho mai pensato fino ad oggi di sostenere in alcun modo ne votare.
      Ettore Salimbeni
      Siciliano
      Disoccupato

    2. santino:

      Buon giorno Presidente,
      non si incazzi piu’ di tanto xchè ci teniamo alla Sua salute.Nel post degli “impuniti”non ho sentito commenti riguardo la casta dei “sindacalisti”.A mio parere i sindacalisti sono persone che sfruttano l’ideale del sindacato ,per farsi i cavoli propi, fingendo di difendere i lavoratori.Qualcuno é anche in Assemblea Regionale con il figlio “sistemato” e lui canta…”lavoro-lavoro”.La prego se nel prossimo post vorra’ chiarirci cosa e come intende quando dice”liberarci di alcuni di noi”.Buona Domenica

    3. santino:

      nota x il webmaster:non sono le 11:02 ,bensi’ le 10:21

    4. FILIPPO ROBERTO:

      @ Gianfranco so quanto sei sensibile e non ti ammalara a causa di politicanti ed economisti che pensano tanto i Siciliani sono dei pecoroni senza identità e palle.
      sai Gianfranco tempo fa ti ho detto che sei tu il leader della Sicilia LIBERA, non fatti venire LA CRASTITE NERVOSA con il despota del dio denaro frutto di corruzione e disoccupazione dilagante.
      DEVONO PASSARE SUL NOSTRO CADAVERE PRIMA DI OCCUPARE TOTALMENTE LA NOSTRA SICILIA!!!!!
      UN ANARCO CAPITALISTA SICILIANO , DISOCCUPATO VERO E VERO DISABILE
      DENUNCIAMO I FALSI INVALIDI UNA DELLE CANCRENE SICILIANE..

    5. FILIPPO ROBERTO:

      @ SANTINO, NOI SICILIANI CON LE PALLE CI GIRANO A RITMO VERTIGINOSO DUNQUE SIAMO SEMPRE AVANTI RISPETTO I PECORONI..

    6. Angela:

      GRRRRRRRRRRRRRRRR!!!
      Presidente si potrebbero pubblicare i nomi dei RACCOMANDATI DI MER.. DA????

      In fondo non sarebbe poi così grave farsi raccomandare, quando un posto di lavoro c’è ed è necessario. Ma questi hanno superato se stessi!!
      Con queste “innoque” assunzioni sono riusciti a servire su un piatto d’argento anzi di platino una stramaledetta occasione ad Unicredit (che forse l’andava cercando, per poterla usare nel momento giusto - a far cattivi pensieri a volte si azzecca!) di poter gettare intere fosse Imhoff di liquami sui gestori siciliani di BdS. SU SE STESSI!

      CHI ha dato il suo avallo a questa porcheria? chi sono i raccomandati inutilmente occupati? Bisognerebbe sputtanare sistematicamente questa gente!

      Perchè questi signori rovinano la Sicilia!

    7. Messina non è Sicilia:

      messinanonesicilia.blogspot.com
      Vada avanti così Dott. Profumo.Nessun siciliano al vertice dell’Unicredito.Cuffaro rappresenta i siciliani, non noi messinesi.

      Il Presidente della Regione Siciliana Cuffaro sempre più ridicolo nelle sue dichiarazioni politiche. La quota dello 0,6% posseduta dalla Regione Sicilia nell’Unicredit «non è in discussione sino a quando la nostra presenza istituzionale avrà una specifica funzione per gli interessi della Sicilia e dei siciliani». Il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro spiega con un comunicato le sue intenzioni a pochi giorni dall’incontro - previsto per martedì 15 - con l’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo. E parla per avvertire che se sul caso Banco di Sicilia - dove il presidente Salvatore Mancuso, sostenuto proprio dalla Regione, si è messo in rotta di collisione con Unicredit nominando un direttore generale alternativo a quello scelto dalla holding - non si troverà una mediazione, se insomma «dovesse entrare in crisi la tradizionale vocazione di sostegno al territorio del Banco di Sicilia, ogni opzione andrebbe riconsiderata». AH AH AH. E certo Profumo sta tremando tutto a sentir Cuffaro e le Sue dichiarazioni. Forse Cuffaro, che non rappresenta noi messinesi, ma solo i siciliani, dimentica che la sua Sicilia non è ricordata nel mondo per essere una forza economica, industriale o altro ,ma per altre , davvero assai meno positive, questioni.Cuffaro forse non ricorda che sul management di Unicredit la sua Regione metta sul mercato solo il suo 0,6%.. AH AHA AH.Mentre i manager di Unicredit GIUSTAMENTE hanno come interlocutori i loro investitori, i grandi azionisti ma anche i fondi anglosassoni che con le loro mosse sul mercato possono decretare il successo o la crisi di un titolo, per i politici-soci siciliani l’interesse precipuo è il «rapporto con il territorio». Roba da Medievo economico. Quindi tirando le somme il Dott. Profumo vuole tirare fuori la Sicilia dall’anonimato economico industriale, e Cuffaro che gestisce una regione, la sua, che è una ode all’inefficenza, al disastro economico, sociale e produttivo, rifiuta. Speriamo che martedì il comitato nomine di Unicredit avvii l’azione di responsabilità nei confronti di Mancuso. Dott. Profumo vada avanti. Nessuna resa ai siciliani. I messinesi sono con Lei e contro i siciliani e la Sicilia!
      messinanonesicilia.blogspot.com

    8. FILIPPO ROBERTO:

      @ SANTINO IL PRECEDDENTE POST NON NE’ RIFERITO ALLA TUA PERSONA, PERCHE’ SE SCRIVI QUA’ NON SEI AFFATTO CON PREGIUDIZI E STERIOTIPI DI SCHIAVO DEI POLENTONI CHE CI VOGLIONO ANNIENTARE.
      CIAO FORZA INTER SQUADRA FATTA CON IL SUDORE DEI SICILIANI OCCUPATI…

    9. Michele P.:

      Caro Gianfranco,
      dato per assodato che condivido le tue parole, credo che il problema sia che per gestire una classe politica come quella dei siciliani ci vorrebbe un vero e proprio Ràs, un monarca con potere di vita o di morte sui politicanti.
      Soo che il Ràs in questione dovrebbe avere un consenso popolare talmente ampio da metterlo a riparo da qualsiasi critica, dovrebbe essere libero da obblighi di qualsiasi natura e dovrebbe essere giovane ma con tanta esperienza di vertice. Inoltre dovrebbe essere un decisionista. Riconosci qualcuno ?…..e allora…..io credo che questo sia un tema che nell’ambito del convegno di giorno 19 (CUI OVVIAMENTE INVITO TUTTI I BLOGGER) possa essere dibattuto e sviluppato.

      Fammi dire che quando tu t’incaxxi io mi diverto molto…..perchè sono seguace del detto “non c’è tuono senza tempesta”.

    10. Angela:

      Michele P.
      parlaci del convegno cui ci inviti….

    11. Michele P.:

      Angela carissima,
      rischierei di innescare una discussione che esulerebbe il titolo del post del Presidente.
      Sul mio Blog, su quello del mio Circolo e su ForzaItaliaPalermo.Org trovi la locandina.
      Non me ne volere, lo faccio solo per non annacquare questo interessante argomento.
      L’incazzatoria di Gianfranco porta sempre buoni frutti ;-)

      Piuttosto ti aspetto insieme a tutti coloro che vorrai portare.

      Un abbraccio

    12. santino:

      Per favore,leggete con molta attenzione cio’ che il Presidente ha scritto.Se non ho capito male,Unicredit ha detto al B.d.S. :Le risorse che tu raccogli in Sicilia siano esse imprese o privati,decido io come impiegarle.In parole povere “portami i soldi che poi lo vedo io cosa fare”.Cio’ significa che se io impresa SICILIANA chiedo un finanziamento ,non sara’ la sede regionale ad avallarlo ma i MILANESI.
      E torniamo al discorso di Sicilia occupata.
      Senza nessuna presunzione , questo é cio’che ho inteso.
      Se poi a seguito di verifiche si scopre che in sicilia ,dietro pressione,sono state fatte assunzioni di figli o parenti di politici o sindacanialisti,l’Unicredit, ha maggior ragione ,notando le ingerenze,getta discredito sul direttore generale del BdS.
      L’avere un cda con un direttore generale è simbolo di Autonomia.Ma con quello che è accaduto,tutto va a farsi benedire.In poche parole questo ha provocato ,e dico io a ragione,l’accentuarsi dei fenomeni gastrici del nostro Presidente. Domanda:ma quannu ni nnamu a niasciri.Decidiamolo assieme con chi vuole del bene al futuro di questa terra.

    13. Angela:

      Certo, ottimo leggerlo sul tuo blog.
      Non ci avevo pensato.
      Grazie dell’invito, sembra mooolto interessante.

    14. Antonio:

      Gentile Presidente.

      Mi sembra un pó tardi per piangere sul latte versato.

      Le pretese di Unicredit non hanno senso se esistono leggi precise che garantiscono autonomia al Banco di Sicilia. Quindi non si utilizzi la scusa dei raccomandati per coprire l’incapacitá dei politici siciliani di lottare per la propria terra, incapacitá dovuta proprio alla dipendenza da Roma.

      Il Banco di Sicilia è oramai perduto.

      Si ricominci da capo con una nuova banca. Le basi ci sono, anche se a Palazzo dei Normanni tutti fanno finta di niente.

      Un’altra cosa: dire che allora l’accorpamento del Banco di Sicilia si svolse in maniera legale è sbagliato e pericoloso, perchè esistono precise sentenze che dicono il contrario.

    15. santino:

      @Angela ,commento n°6
      dici bene,fuori i nomi,e se sono di F.I.,meglio ancora.
      Specie che quanto prima ci saranno le Provinciali.Cominciamo a scremare.

    16. Adelaide:

      Caro Presidente,
      sentirti parlare così genera in parte l’aspettativa nei siciliani che esista ancora qualcuno che crede in certe cose, dall’altra, la certezza che la situazione sia davvero preoccupante.
      Un gruppo bancario che viene assorbito ha assolutamente diritto a mantenere all’interno del Cda del gruppo madre un suo amministratore.
      A questo punto se la pecca del Bds sono le assunzioni (DEVO ANCORA CAPIRE QUANDO ACCADRA’ CHE I GIOVANI SICILIANI POSSANO TROVARE LAVORI DIGNITOSI SENZA SCOMODARE ALCUN PRINCIPIO ETICO!!!!) si puo’ trovare comunque il modo di giungere ad un accordo, ma se invece l’obiettivo di Unicredit è togliere potere al Bds, sarà meglio che la regione i soldi dei siciliani li cominci ad affidare ad un altro, nostro, istituto. Voglio vedere con milioni di euro in meno se lor signori non rivedrebbere lo loro posizioni.
      Che facciamo sempre figure da 2 lire….beh su questo…la Sicilia era quella degli uomini d’onore, oggi onore non ne ha + nessuno e si vendono tutti x 1.000 euro.
      Presidente, che dire…è tutto un sistema che nn va.
      Perchè le assunzioni? La gente non sa come fare per lavorare, sono tutti disperati; o ti aiuta qualcuno o vieni sfruttato..In Sicilia c’è sempre bisogno di arrangiarsi, proprio perchè le cose non hanno un ordini ed un criterio.
      Un cane che si morde la coda da millenni….
      Almeno tu non mollare

    17. anonimo siculo:

      Che rabbia!
      Chissà però quante assunzioni di raccomandati in altre banche di cui non si sa niente e qui salta fuori strumentalmente per distruggere ciò che resta della sicilianità del banco.
      Ma non confondiamo i peccati veniali (le assunzioni truccate) con quelli mortali (la perdita del Banco per la Sicilia tutta)! Mortali perché a questi non c’è facile rimedio ai primi, per quanto gravi, sì.
      E poi, che fine hanno fatto i patti parasociali siglati all’atto della svendita del banco (che lei giustifica fin troppo facilmente presidente, me lo lasci dire).
      Una proposta però l’avrei.
      La Regione, se avesse le palle, potrebbe minacciare di sensibilizzare tutti i correntisti siciliani per ritirare i loro depositi ed andarli a riversare in un’altra banca di nuova costituzione.
      Se tutti lo facessimo, magari mandando un’e-mail a UNiCREDIt… ci trimassi u piddizzuni a tutti.
      Gentile Unicredit, sono un correntista siciliano…
      Le recenti notizie etc. mi hanno lasciato sconcertato.
      Se Codesto spett. Istituto dovesse continuare su questa linea sarò costretto a risolvere il contratto di deposito in c/c ed aderire a…
      Se ricevessero 1000 e-mail di queste non farebbero marcia indietro? Ma solo la politica può far questo…

    18. Angela:

      Santino:
      perchè “se sono di F.I. meglio ancora”??

      Leggo sulla stampa che si tratta di “autorevoli esponenti di centrodestra e del Partito democratico”

      In questo caso ci resti male? la scrematura si chiama così solo se si tratta di F.I.??

    19. Angela:

      Bravo ad Anonimo siculo.

      (ma poi perchè ti contrassegni “anonimo”? vuoi essere più anonimo degli altri che sono anch’essi di fatto anonimi coi loro Vito, Angelo, Antonio, Giuseppe, Fabio o Romualdo… Un nome proprio cosa vuoi che sia?)

    20. francesco:

      Ci delle assunzioni nelBanco di Sicilia, ma non di quella del figlio del viceministro all’Economia Visco in Sviluppo Italia…

    21. francesco:

      Ripeto il post perchè è saltata una parola: Ci meravigliamo delle assunzoni nel Banco di Sicilia ma non per quella del fglio del viceministro dell’Economia Visco in Sviluppo Italia…

    22. santino:

      @Angela
      nel post il Presidente scrive:si è scoperto che il C.d.A ha assunto 20 figli di papà,politici di TUTTI i partiti.Mi sento veramente SOLO in questa battaglia di liberta’. ERGO??
      Per quanto attiene gli altri partiti,la scrematura se la vedano loro,io penso per il mio di cui da anni sono TESSERATO.Ciao

    23. Alieno:

      Guardate cosa hanno scritto in merito alla vicenda

      http://www.finanzaonline.com
      Link modificato dal Web Master perchè non funzionante

    24. trinacrio:

      angela forse non hai capito, che è quella sà di scusa.
      poi non ho capito bene, ma il presidente ritiene una mossa vincente dare il bds all’unicred?
      se è cosi, appostu semu…

    25. rapsodia:

      Caro Presidente
      è la prima volta che scrivo un commento nel suo blog, anche se lo leggo da sempre.
      Sono pienamente d’accordo con Lei e Le voglio raccontare una storia:
      mia moglie si è laureata in architettura, a Palermo, con il massimo dei voti, ha all’attivo diverse pubblicazioni, ha svolto un master all’estero della durata di un anno e ne sta portando a termine un secondo, nel campo della conservazione dei beni culturali e monumentali.
      Parallelamente collabora con l’università e con società del nord per lavori qui a palermo… ed altri corsi di aggiornamento che non sto qui ad elencarli perchè faremmo notte…
      Dopo tutto ciò, ancora oggi, ogni qualvolta cerca, con la professionalità acquisita, di far domanda presso un ente pubblico, o a partecipazione pubblica, la risposta che Le viene data è sempre la stessa: si trovi un referente politico se no è unitile presentare domanda….
      Poichè non abbiamo nessun riferimento politico a cui rivolgerci mia moglie sta alla porta, invece persone non professionalmente preparate, in quanto forniti di amicizie politiche si trovano dentro.
      Quindi, alla luce di quanto Lei ha scritto stanotte, non posso fare altro che darle ragione.
      Infatti, non potendo inserirsi nel mondo del lavoro troppo pieno di gente inutile raccomandata, i migliori sono costretti ad andare via dalla nostra amata e martoriata terra…
      Tutto questo, mi permetta di dirlo, è causa anche e soprattutto della coalizione di cui Lei fà parte….
      Adesso basta oppure è veramente finita… altro che ottimismo…

    26. Claudio Fazio:

      Come ha già proposto qualcuno, perchè non si istituisce un vero Banco di Sicilia? Tanto quello di unicredit ormai è perso, e poi non credo che a nessun siciliano piace prendere ordini dai milanesi. Il Banco di Sicilia deve contrastare la concorenza delle banche all’estero, ma lo può fare bene anche da solo. Non c’è bisogno di unicredit.

    27. nebròs:

      salve entro per pubblicizzare il mio forum che ho creto, dove si potrà sicute sulla su storia, la cultura, la politica, l’attualità di Capo d’Orlando, della Sicilia e non solo…
      c’è anche una sezione dedicata al 1860, con testimonianze dirette e vari articoli che testimoniano cosa in realtà è stata l’unità d’italia e cioè un atto di colonizzazione di cui ancora oggi ne vediamo i risultati.
      vi invito a visitarlo e a postare
      questo il link
      http://duecentonoveac.forumup.it

      ma vi rimando ad un post attinente a questa dicussione, è un articolo del foglio del 2006 che spiega come hanno colonizzato le banche della sicilia
      http://duecentonoveac.forumup.it/about38-duecentonoveac.html

      saluti a tutti

    28. Claudio Fazio:

      Ah! mi sono dimenticato, i raccomandati fuori a calci nel sedere, più meritocrazia e più giovani dalle università.

    29. giuliana:

      vorrei fare una domanda a michelep! come mai ieri ti difendevi tanto i politici ed i loro parenti assunti a caso all’ato ed oggi alla denunzia del presidente sulle assunzioni clientelari difendi le sue parole in maniera spropositata? cambiato idea?

    30. santino:

      nnofriu: u sintisti ca sta arrivannu a munnizza ri napuli?
      virticchiu: e unni a mittiamu?
      nnofriu:unni amu a mettiri l’unicredit

    31. santino:

      nnofriu : cumpari u sintisti u fattu ru bancu ri sicilia??

      virticchiu: ma chi ci fu’ na rapina?

      nnofriu : cca’ quasi!

      nnofriu : e micciche’?

      virticchiu : fa abbili!

    32. missy:

      Presidente, grazie alla tua premessa ai fatti di ieri, ho finalmente capito cosa è avvenuto e quindi ho possibilità di farmi una opinione, basata su una testimonianza diretta e dietro le quinte, qual è la tua.

      Il clientelismo è la vera droga della nostra democrazia. L’oppio dei popoli occidentali, che invece dovrebbero esser fieri di fronte al mondo intero per il livello di pensiero civile prodotto nella storia. In Sicilia, poi, peggio ancora. E immagino anche quali tradimenti alle spalle tu abbia sentito.

      Certo rimango un po’ basita quando penso che per ben 3 volte rifiutai il posto in Banca lasciato da mio padre, solo perché con i conti non ci incastro per niente e volevo occuparmi di Dioniso e Arte. Scelta in parte rovinosa, come quando si rimane innamorati del primo ragazzo. Ma anche libera e inviolabile, perchè mia… coccolata come un gioiello.
      Quando penso a quelle “chiamate” però sento ancora lo schifo che provavo, per esser una privilegiata senza curriculum. Ma ebbi l’orgoglio di poter rifiutare e andare avanti. Non mi sono mai pentita neanche nel peggior giorno della mia vita.

      Quindi, continua così! Se la chimica del Maalox fa bene, prendila.
      Ma poi ricorda che qui, tra gli Amici che sei riuscito a raccogliere e dimostri di coltivare con attenzione, è come una vecchia canzone di Pino Daniele che faceva più o meno così “ma basta na’ iunnata i’ sole, e quaquaruno che te viene a pijià…” e quindi spero ti torni l’energia e la forza della battaglia!

    33. santino:

      nnofriu : cumpari u sapisti co 15 i stu misi sa gghiunciri u consigghiu ri unicredit??

      virticchiu : veramenti ntisi riri ca o 15 avi arrivari a munnizza ri napuli

      nnofriu : nca’ sempri PROFUMU è

    34. rrusariu:

      Assà bbinirica a tutti.

      Oggi è sabato, e bisognerebbe riposare, ma mi siddìa.

      Prendendo spunto da un mio post precedente, visto che la Regione Autonoma Siciliana di cui Gianfranco è Presidente del Parlamento, in virtù del suo miliardo di euro di quota azionaria, potrebbe seguire l’esempio del Credit Agricole francese che si è dissociata dalla fusione di Banca Intesa-SanpaoloImi chiedendo in cambio la cessione degli sportelli ed ha costituito una banca propria CariParma e FriulAdria.
      Gianfranco legalmente si puo’ fare, cioe:
      lo scorporo del Banco di Sicilia dal Gruppo Unicredit-Capitalia, tanto piu’ che dovrà cedere gli sportelli per l’antitrust o antimonopolio. Tenersi il nome Banco di Sicilia propriamente, e fare una sottoscrizione nazionale Siciliana a supporto del nuovo Banco di Sicilia. Mantenere aperti anche gli sportelli d’oltremare ovvero quelli principalmente sparsi nel continente. Poi selezionare nuovi dirigenti Siciliani o di origini siciliane, senza taliari a nuddu. Se figli di sindacalisti-politici, pregasi i rispettivi genitori di dimettersi da qualsiasi carica.
      Il nuovo Banco di Sicilia, tramite un apposito fondo tipo “venture capital” per sostenere le varie iniziative come suggerito dal laboratorio per le nuove idee.
      Se avremo la nostra Lingua, e i nostri soldi putèmu iri unni è-gghi-è e nun ci scantamu ri nuddhu.!!!
      Semu 5 e passa in Sicilia, autri 5 ncapu a penisola, n’atra para nta l’Europa, e autri 30 nto munnu, nun ci scantamu!!!!!!!

      VIVA LA SICILIA!!!

      AN.TU.DO. u curaggi è nostru signuri.

    35. Giuseppe m.:

      Sapete che il Bds possiede un immensa collezione di arte greca, che da sola, probabilmente vale più della stessa banca??
      La collezione proviene dagli scavi di Selinunte.
      E’ finita pure nelle mani dei Milanesi??

    36. Claudio Fazio:

      Ma anche i risparmi dei siciliani sono finiti nelle mani dei milanesi.

    37. Giuseppe m.:

      Monnezza !!!! Monnezza !!! che siamo felici
      Cuffaro, pur di costruire i famosi termovalorizzatori, si fà ricattare dal governo accettanto migliaia di tonnellate di immondizia campana.
      Finirà come in Sardegna??
      Gli Ato sono sempre 27 e non 9 si continua ad assumere personale, in barba a più elementari criteri di selezione, e le perdite generate da questi serbatoi clientelari sono immensi.
      La raccolta differenziata è bassissima e non esiste un piano per integrato per lo smaltimento dei rifiuti, non possiamo bruciare tutto.
      Dobbiamo riciclare quanto più possibile, e cercare di far diventare un vero business lo smaltimento di rifiuti e il loro riutilizzo per la produzione di energia, come fanno in Germania.
      Caro presidente, esiste un sistema, sviluppato interamente in Italia dal CNR e da soggetti privati, chaimato Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici), non capisco perchè puntiamo tutto sui termovalorizzatori e non su questo sistema che costa forse anche meno.
      Sarà che per costruire i termovalorizzatori le convenienze per i politici sono maggiori??
      Quindi accettiamo i rifiuti, così fra non molto si crea l’emergenza pure da noi e Cuffaro potra andare a chiedere più soldi a Roma per l’emergenza, ovviamente non per i Siciliani ma per i suoi amici..
      Ma …. Sardegna Docet, la gente non è più fessa ed è sopratutto stanca di pagare pagare pagare e vedere tutti questi sprechi.
      Presidente la invito ad aprire un dibattito pure sulla questione immondizia.

    38. francesco77:

      BISOGNA CHIEDERE LE DIMISSIONI DEI POLITICANTI COINVOLTI NELL’AFFARE BDS.
      Presidente Miccichè prenda in considerazione questa ipotesi…

    39. Claudio Fazio:

      Concordo in pieno con Francesco77.

    40. francesco77:

      FUORI LA LISTA COMPLETA DEI RACCOMANDATI E DEI RACCOMANDANTI… i cittadini elettori devono sapere. Abbiamo il diritto di conoscere i nomi e i cognomi di tutti quelli che hanno utilizzato impropriamente una carica pubblica per raccomandare dei furbetti il cui unico merito è quello di intrattenere rapporti con chi utilizza il clientelarismo come strumento di consenso!

    41. ROMANO:

      In linea di massima sono d’accordo con il presidente. Ma su Repubblica ho letto che tra i “segnalatori” ci sono esponenti, anche di vertice, di Forza Italia. Non è il caso di essere più conseguenti nei comportamenti?. Mi sembra che dal clientelismo DC e PSI della prima repubblica, si sia passati al nepotismo della seconda.

      Prsidente, perchè non propone di disdire questa ventina di contratti, visto che devono anora passare i due mesi di prova? Sarebbe un bel segnale…

    42. Lorenzo:

      Caro Gianfranco,
      hai ragione ma non ti scoraggiare. In questi giorni leggendo i giornali ho pensato che l’orgoglio siciliano stesse trionfando contro i moderni GARIBALDI. Purtroppo come hai ben detto, quello che era oro è diventato merda. Ho letto i nomi dei figli di papà e non mi sono meravigliato. Nulla potrà rimanere oro se prima non mandiamo a casa una classe dirigente vecchia (non solo all’anagrafe) e marcia (iniziamo da F.I.). Ci sono tanti giovani siciliani onesti e volenterosi che aspettano di essere messi alla prova e tu sei l’unica persona che può garantire questo processo.
      FORZA GIANFRANCO

    43. Lorenzo:

      Caro Gianfranco,
      hai ragione ma non ti scoraggiare. In questi giorni leggendo i giornali ho pensato che l’orgoglio siciliano stesse trionfando contro i moderni GARIBALDI. Purtroppo come hai ben detto, quello che era oro è diventato m….. Ho letto i nomi dei figli di papà e non mi sono meravigliato. Nulla potrà rimanere oro se prima non mandiamo a casa una classe dirigente vecchia (non solo all’anagrafe) e marcia (iniziamo da F.I.). Ci sono tanti giovani siciliani onesti e volenterosi che aspettano di essere messi alla prova e tu sei l’unica persona che può garantire questo processo.
      FORZA GIANFRANCO

    44. L'indolente:

      STI CAZ…I!!!!
      Però calma e gesso, non fare mala vita, calmo riposati, dormi anticchia, mollali 24 ore, chi ti pigni sti maloxx ca su veleno , magari fatti na tazzina di camomilla, furriati o loco, taliati l’arburi, respira aria pulita. rilassati magari sulu oggi e domani.
      Cosi da Lunedi riprendi a fargli il cu… a cappeddo di parrino come piace a tia e a tutto u popolo siciliano ca la pigliato sempre no rarrreee!!!!
      MICCICHE’ FOR PRESIDENT.

    45. Messina non è Sicilia:

      Spero che la pregevole azione del Dott. Profumo possa essere il viatico perchè la Sicilia si distacchi dall’Italia e quindi anche da Messina.

    46. nebròs:

      indolenti, ci vò dari puru a tachipirina.
      ma porca put..

    47. rrusariu:

      CHIEDO AL WEBMASTER DI BANNARE I POST DEL SUDDETTO MNES IN QUANTO OFFENSIVI NEI RIGUARDI DEI CITTADINI SICILIANI.
      QUI NON SI TRATTA DI LASCIARE LIBERTA’ DI PAROLA, SI TRATTA DI UN TIZIO PROVOCATORE E PERTANTO A NORMA DI LEGGE POTREBBE ESSERE PENALMENTE PERSEGUITO.
      LE SUE ELUCUBRAZIONI MENTALI SE LI TENGA NEL SUO SITO DESERTO.

    48. Catalano:

      La soluzione per la Nazione Siciliana per il Banco di Sicilia e` l’esproprio e la nazionalizzazione (Siciliana) del Banco di Sicilia sotto controllo della nazione Siciliana.

      Il tempo e` arrivato per dichiarare l’autonomia totale della Nazione Siciliana. Il sud si sta ribellanno al colonialismo italico, ora la Sicilia deve forzare la mano per essere veramente Nazione autonoma in tutti i sensi.

      Siciliani col coraggio del Vespro fatevi avanti, e` giunto il nostro momento per riscrivere la storia Siciliana di 147 anni!!!!

    49. GERLANDO:

      riguardati e non regalare la salute a questi 4 cornuti…. non vale la pena…la vera mafia e’ dentro i palazzi…non si chiede piu’ il pizzo ma le raccomandazioni…il bds e’ il villaggio vacanze …

      sei il numero 1 !

    50. roberto:

      Commento rimosso dal Web Master perchè contrario alla policy dei commenti

    51. eusebio:

      Presidente Miccichè, fino a quando farà queste battaglie lei non sarà certamente solo, ma al contrario potrà aver la certezza d’esser alla testa di un esercito formidabile, l’esercito dei cittadini siciliani che insieme a lei vogliono pensare alla Sicilia, perchè ce l’hanno nel cuore e per questo, come lei, si vergognano. Io mi arruolo.

    52. Sicilia radicale:

      Fonte Adnkronos
      “Secondo Micciche’, “e’ stata portata a termine un’operazione straordinaria di vera autonomia regionale in barba all’arroganza dei vertici di Unicredit. Come al solito, la politica siciliana e’ stata capace di rovinare tutto! Perche’ si e’ scoperto che 15 giorni prima lo stesso consiglio di amministrazione per accontentare una ventina di stupidi politicanti che facevano pressione ha assunto, senza concorso e senza criteri 20 figli di papa’, 20 figli di sindacalisti, politici di tutti i partiti e burocrati”.
      ed ancora
      ” Sulla vicenda continuano gli interventi della politica. Per il senatore di Forza Italia Renato Schifani ”la sicilianita’ va difesa si’, ma con maggiore prudenza. E, alla luce di ‘parentopoli’, chi ha sposato cause che si sono rivelate scomode e ingloriose, dovrebbe, oltre che fare ammenda, considerare anche che se c’e’ chi ha pressato c’e’ anche chi ha lasciato convincersi”. Anche il senatore Carlo Vizzini (Fi), presidente nazionale dei Circoli di Iniziativa Riformista, invita alla cautela: “Adesso fermiamoci. Occorre che facciamo una riflessione seria e urgente sui comportamenti della politica”. (fine)

      ORA VI CHIEDO,ma secondo voi come fà qualcuno a non perdere occasione per dire fesserie? ops scusate rettifico; per dire cose scontate vestendole di intelligenza e correttezza politica!!

    53. Sicilia radicale:

      Apc-UNICREDIT/ IOPPOLO(DESTRA): INADEGUATA CLASSE POLITICA SICILIANA
      ”Esprimiamo solidarietà al presidente Miccichè‚”

      Palermo, 12 gen. (Apcom) - Esprimiamo solidarietà al presidente Miccichè: ha pienamente ragione quando lamenta l’inadeguatezza di gran parte della classe politica siciliana nel rilanciare economicamente, socialmente e culturalmente la nostra terra. Così
      il portavoce regionale siciliano de La Destra-Alleanza siciliana Gino Ioppolo in merito allo sfogo del presidente dell’Ars Gianfranco MiccichŠ sulla vicenda del Bds.

      “Miccichè non è solo nella sua battaglia - aggiunge l’esponente del Movimento di Storace e Musumeci - perch‚ è da anni che noi de La Destra-As sosteniamo con forza la necessità del ricambio politico, ma soprattutto dello scatto di mentalità che non
      continui a subordinare la Sicilia alle scelte centralistiche dei grandi imperi finanziari. E’ così che la Sicilia ha perso in pochi anni tutti i suoi poli bancari: dalla Sicilcassa al Bds, ai numerosi istituti privati che sapevano sostenere la nostra economia”.

      Per Ioppolo “è una prassi ormai consolidata quella del vecchio clientelismo, oggi ribattezzata `cuffarismo’, che frena gli slanci presenti nella società siciliana, pagando il caro prezzo della marginalità pur di ottenere da parte dei soliti qualche posticino di lavoro per i figli o per i loro portaborse.
      Sentiamo, comunque, di essere alla vigilia di una svolta possibile soltanto se - conclude Ioppolo - tutti i siciliani sapremo cambiare mentalità e anche classe dirigente”.

    54. L'Assistente:

      Caro Presidente,
      lei presiede un parlamento in cui una buona parte dei deputati se esercitasse una qualunque attività sul mercato (libera professione, titolare di azienda) fallirebbe. E sono queste le persone che ci rappresentano, che nominano i manager, che fanno tutte le porcherie di cui leì si lamenta.
      Per essere propositivo, ed anche un pò idealista : perchè in Sicilia le segreterie dei Partiti non decidono, a partire dalle prossime elezioni, che i candidati devono avere maturato esperienze significative fuori dal contesto della politica. Lo sò, il rischio è che i banchi di sala d’ercole rimangano vuoti, non perche in sicilia non ci siano persone oneste, serie e professionali, ma perchè la politica non avrà mai il coraggio di cambiare, considerato che questo modo di procedere è la loro linfa vitale. Che vergogna. La colpa è di noi elettori che ancora li stiamo a sentire e non li mandiamo a fare in culo.

    55. Messina non è Sicilia:

      Viva la liberà d’espressione
      Indipendenza per la Sicilia dall’italia
      Indipendenza per Messina (dentro l’Italia) dalla Sicilia

    56. emiliano:

      la cura per la politica malata, clientelare, affarista, ecc.. che giustamente Lei denuncia, è LA DEMOCRAZIA! dare la possibilità ai cittadini di sapere e poter selezionare i candidati del proprio schieramento… il grande difetto della legge elettorale attuale è che dà troppo potere alle segreterie di partito! BISOGNA ARRIVARE A PARTITI (DUE COME IN AMERICA MAGARI!!!) VERAMENTE DEMOCRATICI: CON PRIMARIE VERE E NON VELTRONIANE!!!! e credo che se in Italia ci fosse più democrazia i politici siciliani ci penserebbero bene prima di fare porcate alle spalle della propria terra per interessi privati, non potrebbero farlo perché sarebbero cacciati via dai cittadini alle successive primarie!

    57. francesco:

      Presidente capisco la sua incazzatura, del resto non deve essere facile gestire l’enorme peso della sua carica, avendo a che fare con i soliti “perciapagliari” che si travestono da politicanti e pretendono di gestire la cosa pubblica in questa maniera. E’ ora di finirla la mia generazione ha ancora fiducia in uomini come lei che hanno il coraggio di incaxxarsi e di gridare anche contro i propri colleghi, perchè dobbiamo finirla di nasconderci dietro ad un dito, è ora di mandare a casa quelli che ogni giorno gettano merda, ha detto bene, sulla nostra terra.
      La vicenda del BdS è solo un’altra delle cazz..volate tirate fuori magistralmente per mettere in ridicolo le enormi capacità che risiedono nella nostra terra, la sicilia vera non è questa, la sicilia vera le chiede di proseguire nella sua, e anche nostra battaglia, per mandare a casa tutti coloro che ci mettono in ridicolo nei confronti anche di milanesi che una terra come la nostra se la sognano.

    58. FILIPPO ROBERTO:

      @ Gianfranco, eusebio, michele p,beppe vicari, angela, ecc..
      non rammaricatevi per i nomi dei raccomandati raccomandati delle varie istituzioni pubbliche o private o nelle varie segreterie di partiti e dentro l’A.R.S..
      pensate alla Sicilia resa schiava, disperata, disoccupata che è di sicuro pronta a schierarsi alla nuova rinascita della nostra isola con a capo Gianfranco pure io che sono un anarchico capitalista sono di sicuro con voi, se mi volete,la mia PRIMA DENUNCIA CON NOMI E COGNOMI è PRONTA PER I FALSI INVALIDI DELLa Sicilia (e un buon numero sono messinesi)
      @ messina non è sicilia sei con noi per questa iniziativa? ora sbarriamo il porto di messina perchè ammomenti arriva la monnezza e cittadini arrabiati e strumentalizzati da frange politiche doll’oltre streto piloteranno a loro compiacimento il primo politico che fara’ questo è pecoraro scanio e company attenti Siciliani non facciamo la guerra fra i poveri e ricordate che dietro tutto c’è prodi per fomentare la guerra politica con Cuffaro che noi Siciliani abbiamo eletto.
      CIAO

    59. Euno:

      Il senatore Vizzini doveva fare e farsi questo richiamo quando nella Prima Repubblica un esercito di falsi invalidi fu arruolato alle Poste e negli altri contenitori occupazionali. Frattanto che lui eriflette su Unicredit assume il controllo totale e completo della riserva di capitale, 1 miliardi di euro, destinati alle imprese ed al popolo siciliano che sono garantite dalla legge dell’ARS. Picchi Cateno de Luca non si denuda davanti la sede di Unicredit. Picchi l’assenteista Savarino non denuncia e prende atto , che chi di competenza non da l’imput?.
      Ma perfavore. e poi Schifani scontato e insignificante Che fà licenziamo Profumo oltre che i 20 neo assunti. ma mi faccia il piacere..

    60. Michele P.:

      stiamo attenti a non fare di tutta l’erba un fascio.
      Adesso essere parente di un politico non può diventare un handicap.
      Uno può anche essere parente del politico più in vista ma se partecipa lealmente ad una selezione non deve essere additato come un usurpatore.

      Dovremmo imparare a valutare caso per caso

    61. eusebio:

      io, comunque, non mi rammarico per la questione-raccomandati. per me una persona che viene assunta è UNA PERSONA DISOCUPATA IN MENO E UNA FAMIGLIA SERENA IN PIù. L’importante è che chi viene assunto sia in possesso dei requisiti richiesti; e un “raccomandato” non è detto che non ce li abbia. So di dire una cosa impopolare, ma la raccomandazione, la segnalazione è una cosa naturale, normale, umana, perchè è “UMANO” favorire un amico o un parente (sarebbe strano il ontrario). L’importante, ripeto, è che non si mettano le persone sbagliate nel posto sbagliato, perchè da ciò, come purtroppo a volte accade, deriva un detrimento per la collettività; e l’imporante è che,parallelamente, si garanticano metodi e forme di accesso al lavoro ampie e democratiche. Ma soprattutto, l’importante è che tutto venga sempre fatto rispetando la LEGGE.

    62. Claudio Fazio:

      Ragazzi, ha ragione Michele, meritocrazia poi non vuol dire buttiamo fuori dalla società i parenti dei politici e dei burocrati, meritocrazia vuol dire che tutti hanno la possibilità di partecipare a concorsi e selezioni lealmente, e poi naturalmente chi dimostra di avere grandi capacità viene premiato, anche se è figlio di un postino.

    63. missy:

      Presidente, grazie alla tua chiarissima premessa e alla tua “denuncia” sofferta ma poderosa, ho finalmente capito cosa è avvenuto e quindi ho possibilità di farmi una opinione, basata su una testimonianza diretta e dietro le quinte. Il primo grazie, quindi, per questo.

      Il clientelismo è la vera droga della nostra democrazia. L’oppio dei popoli occidentali, che invece dovrebbero esser fieri di fronte al mondo intero per il livello di pensiero civile prodotto nella storia. In Sicilia, peggio ancora. E immagino anche quali tradimenti alle spalle tu abbia sentito.

      Certo rimango un po’ basita quando penso che rifiutai il posto in Banca lasciato da mio padre, solo perché con i conti non ci incastro per niente e volevo occuparmi di Dioniso e Arte. Scelta rischiosa e in parte rovinosa, come quando si rimane innamorati del primo ragazzo. Ma anche libera e inviolabile. Quando penso a quella “chiamata” sento ancora lo schifo che provai, rischiando di esser una privilegiata senza curriculum. Non mi sono mai pentita neanche nel peggior giorno della mia vita. La fedeltà verso un ideale non ha prezzo.

      Quindi, continua così! Se la chimica del Maalox fa bene, prendila.

      Ma poi ricorda che qui, tra gli Amici che sei riuscito a raccogliere e dimostri di coltivare, è come una vecchia canzone di Pino Daniele che faceva più o meno così “ma basta na’ iunnata i’ sole, e quaquaruno che te viene a pijià…”
      …. e quindi spero ti torni l’energia e la forza della battaglia!

      Quanto poi a chi incita il Presidente a fare i nomi, non mi sembra sia lui a doverlo fare. Saranno i giornalisti a scoprire la matassa…e le coscienze di chi siede i 20 immeritati posti –senza pubbliche selezioni- con i quali è stata praticamente svenduta la Sicilia.

    64. DUCEXIUS:

      IL FOGLIO, 19 gennaio 2006

      Quanto costò alla Sicilia lo sbarco delle banche del centro-nord

      Le banche in Sicilia del tempo di Fazio. Ovvero come la Sicilia ritrovò, suo malgrado o per sua colpa, la millenaria vocazione di granaio d’Italia, nutrendo e rifornendo le casse degli istituti del centro-nord, alcuni di partenza minuscoli o insignificanti, grazie ai cosiddetti “accorpamenti” operati a partire dalla seconda metà degli anni 90 con la benedizione, e spesso sotto la guida, dell’ormai ex Governatore. E poiché senza di lui nessun istituto poteva batter cassa, verrebbe da pensare a una regia, a un disegno per rendere il sud sempre più sud, e il nord sempre più nord.

      Nel senso però piemontese post-risorgimentale: Meridione porta-braccia ed enorme mercato da sfruttare; Meridione da spogliare e colonizzare. E c’è chi azzarda il paragone con l’Unità d’Italia, quando il “Banco delle Due Sicilie”, istituto d’emissione e zecca, fu scisso nel 1867 in “Banco di Sicilia” e in “Banco di Napoli”, con i forzieri ancora ricolmi d’oro perché i borboni non riuscirono a svuotarli in tempo. Perché nel sud i soldi ci sono.

      Miliardi di miliardi di depositi negli sportelli bancari da parte dei milioni di siciliani. Euri che quaggiù (o laggiù) perlopiù sono depositati e non investiti. E qui sta il punto. “Le banche del nord – illustra Giuseppe Lo Giudice, docente di Storia economica alla facoltà di Scienze politiche di Catania e autore di tutto lo scibile sulle banche isolane – avevano bisogno di risparmi, di raccolte, di denaro contante. Così sono venute qui per approvvigionarsi e reinvestire al nord. Certo, anche per colpa dei siciliani, spesso alle prese con dissapori interni e guerre di potere. Invece quelli del nord, badano al sodo, è gente del mestiere”.

      Scendono alla spicciolata tra il 1988 e il 1990
      Questa gente di mestiere sbarca in Sicilia all’incirca fra il 1988 e il 1990. Operazioni che viste oggi appaiono preliminari al terremoto che si sarebbe scatenato fra il ’94 e il 2002. Alla spicciolata “scendono” per prime la Popolare di Novara (oggi Verona e Novara), la Montepaschi, il San Paolo. Ma il primo colpo è l’acquisizione della Mercantile da parte della “Lodi”.

      Particolarmente attivi, i lombardi, non ancora “Bipielle”, capitanati da Angelo Mazza, “gran galantuomo, morto d’infarto a 58 anni”, commenta Piero Di Prima, ex europarlamentare di Forza Italia ed ex direttore generale e amministratore delegato del Banco di Credito siciliano di Canicattì, Agrigento, istituto fondato dal nonno nel 1886. “Avevamo 33 sportelli e un mare di clienti – racconta Di Prima – ma nel ’95 ci mandarono a chiamare dalla Banca d’Italia e ci dissero che dovevamo trovarci un partner. partner. Ci siamo consumati”. Il partner praticamente imposto fu la Bipielle. “Fummo costretti a vendere – insiste con colorito linguaggio – poi Fiorani s’impossessò della Lodi e mandò in crisi il management siciliano. A mmia mi licenziò, poi ho vinto la causa. Vennero i loro dirigenti: ordine di fare rientrare i clienti in scopertura, niente più fidi, e si portavano i soldi là in Lombardia”. E come un rullo Bpl acquisisce la Banca del Sud, le popolari di Belpasso e Bronte, altre minori. “La Lodi fu usata come assorbitrice di piccole e medie realtà – ricorda Corrado Pedalino, sindacalista – su volontà della Banca d’Italia. Il credito siciliano fu equiparato alla mafia. Si passò all’eccessivo rigore, si susseguirono ispezioni costanti e rigorose”.

      L’accelerazione brusca del cambiamento avviene in piena Tangentopoli. Per esempio la Banca agricola etnea, di proprietà del cavaliere Graci, sotto ispezione, doveva cercarsi un partner, che trovò nel “Credem”, offerta 30 miliardi, ma le azioni erano sotto sequestro. Seguì l’asta pubblica e la “Bae” divenne “Antonveneta” per 14 miliardi. Era in incubazione però l’operazione più colossale: l’accaparramento del Banco di Sicilia, colosso che vacillava per via delle esposizioni a favore dei “cavalieri” catanesi, ma che con gli anni ha dimostrato consistenza. “Era in mano ai politici – spiega lo storico Tino Vittorio – e fortemente esposto e svalutato. Al primo scuotimento dell’albero venne giù”. Elia Randazzo, addetta commerciale in una filiale palermitana e segretaria della Fiba nazionale, chiarisce i termini della contesa: “Il Banco non era affatto in sofferenza. Si trattava di un ente di diritto pubblico passato in una stagione a una banca privata nel ’98”.

      Un’autentica operazione “pesce grande mangia pesce piccolo”. Dapprima il Banco di Sicilia assorbì la “Cassa centrale di risparmio per le province siciliane Vittorio Emanuele”, anno di fondazione 1862, un portafoglio pensioni di 800 miliardi di lire. A sua volta viene acquistato dal Banco di Roma per 1.500 miliardi nel 1999. In parallelo decolla l’invenzione “Capitalia”, da una costola di via Nazionale. Il 1° luglio 2002 si realizza la fusione per incorporazione del Banco di Sicilia spa con Banca di Roma e la contemporanea creazione della holding “Capitalia”, nella quale confluiscono anche “Bipop-Carire”, “Fineco” e “Medio Credito Centrale”. Nello stesso periodo il Banco di Napoli è trasvolato verso il San Paolo di Torino. Risultato: cancellazione di ogni tipo di banca di degne dimensioni da Roma in giù, tranne eccezioni come la Banca agricola popolare di Ragusa, che affonda le sue radici in una Provincia a se stante, con una economia fiorente.
      “Il sistema fu interamente smantellato”
      Elia Randazzo racconta che l’operazione Banco di Sicilia fu seguita personalmente da Fazio, che più volte si recò a Palermo e difese l’operazione. Lo fece al “Centro Borsellino”, allora gestito dal prete manager Giuseppe Bucaro, successivamente inquisito. Il Centro è stato messo in liquidazione da un paio di mesi da Manfredi Borsellino, il figlio del magistrato ucciso dalla mafia, come il Foglio apprende da fonte diretta. “Il sistema creditizio siciliano fu interamente smantellato con la copertura della Banca d’Italia – sostiene convinto Paolo Mezio, segretario regionale della Cisl – La situazione non era così devastante. Ammesso che ci fosse una sofferenza, al nord la banca della Lega l’hanno salvata.

      Qui nessuno si oppose, tranne il sindacato”. In realtà i siciliani rimasero a guardare. In pratica tutti i politici, centrodestra e centrosinistra, assistettero allo stravolgimento del sistema bancario siciliano senza batter ciglio. Soprattutto senza produrre un briciolo di idea alternativa. Qualcuno anzi sotto sotto plaudiva e apriva le porte. “Fazio usò Capitalia come in altre stagioni fu utilizzata l’Iri – dice Giuseppe Mineo, docente di Diritto privato e consigliere d’amministrazione del nuovo Banco di Sicilia, che ha formalmente sede a Palermo – Dietro l’immagine sacerdotale di Bankitalia si sviluppavano trattative, intrecci, contatti. La lettura delle sofferenze di Sicilcassa e Banco fu particolarmente rigida. Così il territorio siciliano fu trasformato in luogo di profitto. I nostri sistemi furono emarginati, non più pensati da noi e per noi”. Ne è convinta Elia Randazzo, che vive quotidianamente vertenze e palpitazioni: “Il pericolo è che il Banco di Sicilia sia trasformato in una rete di sportelli. Il 31 dicembre il patrimonio immobiliare, per 675 milioni, è passato a Capitalia spa. Pagheremo l’affitto in quegli immobili che erano nostri. Non solo, ma da Roma decidono ormai tutto: pensi che hanno concesso un appalto a una ditta di pulizie di Genova, che poi ha subappaltato, e che le nuove insegne sono state realizzate da una ditta di Bassano del Grappa, per 5 milioni di euro. Così muore anche l’indotto e le duemila piccole aziende che ci ruotavano intorno”. Nel dettaglio Capitalia ha incassato 339 immobili tramite un atto che formalmente si chiama “scissione parziale d’azienda”.

      Immobili che saranno immessi sul mercato. Tutti tranne due, che sono rimasti in casa: i prestigiosi Palazzo Branciforte e Villa Zito, gioielli liberty nel cuore di Palermo. Villa Zito è la casa storica della “Fondazione Banco di Sicilia”, e come tutte le fondazioni ha un proprio capitale. Ebbene, prima della fine dell’anno 2005, prima della transazione del patrimonio Bds a “Capitalia spa”, la stessa “Capitalia” ha venduto alla “Fondazione” i due storici edifici. Costo complessivo 21 milioni di euro più Iva; totale 25 milioni. Un’operazione ideata e realizzata da Gianni Puglisi, presidente della “Fondazione”, che ci pensava già da “vice”, operazione avallata dal direttore generale di vigilanza sulle Fondazioni del ministero delle Finanze, Roberto Ulissi. “Abbiamo acquistato – racconta Puglisi – al valore patrimoniale fissato da Capitalia prima del 31 dicembre, evitando che questi beni diventassero oggetto di mercato. Un favore? Perché usare questi termini? Si è trattato di una normale compravendita fra privati”. Non solo, ma la Fondazione non ha mica prosciugato le proprie casse, anzi: ha chiesto e ottenuto dalla medesima Capitalia un mutuo trentennale appunto di 25 milioni da scontare a tasso di mercato. Quindi Capitalia cede alla Fondazione due immobili d’inestimabile valore artistico-culturale, e a sua volta ne finanzia l’acquisto.

      Nel pacchetto sono compresi i locali che ospitano l’archivio storico del Banco di Sicilia, che comprende fra l’altro una tavola pecuniaria del ’500. Toccherà alla Fondazione curarlo, e di ciò è ben lieto Puglisi, docente di Letteratura comparata e attuale rettore della “Iulm” di Milano. Inoltre sia Palazzo Branciforte sia Villa Zito erano sottoposti ai vincoli storico artistici e quindi inalienabili. “Tutto in regola – dice Puglisi – del consiglio d’amministrazione della nostra Fondazione fa parte la sovrintendente Adele Mormino, che ci ha assicurato che a suo avviso l’operazione era esemplare”. Così, mentre non si è ancora spenta l’eco della cessione della storica “Villa Igiea” ai Caltagirone, unanimemente definita “svendita” nella capitale siciliana, arriva sul mercato il fior fiore di edifici che hanno fatto la storia dell’architettura del ’900 siciliano. A quanto si mormora, la prossima vendita sarà il palazzotto di piazza Archimede a Siracusa, talmente liberty che neppure Mussolini osò abbatterlo per il suo “Corso Littorio”. Oggi il Banco di Sicilia conta 464 sportelli nell’isola. Le altre cifre (con approssimazioni minime) recitano che Antonveneta e Banca popolare di Lodi hanno 130 sportelli a testa, 140 circa il Credito siciliano (che non è siciliano, come vedremo), un centinaio la Banca nuova, una settantina Credem e Bancaintesa.

      Infatti si scrive “Credito siciliano”, ma si legge “Credito valtellinese”. Un tragitto che nasce come Popolare Sant’Angelo di Licata, Agrigento. Finché dall’altro capo della penisola, dalla lontana Sondrio, gli imprenditori alpini, già proprietari della Popolare Santa Venera e della Cassa San Giacomo di Caltagirone, prelevate in precedenti discese sciistiche, sentirono il bisogno di bagnarsi nel caldo Mar Mediterraneo. Così nell’anno di grazia 2002 i valtellinesi sbarcarono a Licata e costituirono coi tre istituti il Credito siciliano con sede ad Acireale, dove hanno investito alcuni milioni di euro per un centro direzionale faraonico diretto da Carlo Negrini. “Certo, lo scenario è cambiato e si lavora di più – dice Salvatore Battaglia, addetto commerciale di una filiale catanese – però non abbiamo moltissimo da lamentarci. Anzi, hanno promesso pure 200 assunzioni e l’apertura di un centinaio di sportelli”.

      Un’altra fantastica cavalcata
      Una cavalcata fantastica quanto quella di Francesco Majolini, 44enne romano che Mediocredito inviò a Palermo nel ’97 come capo del personale del Banco di Sicilia. Dapprima si occupò della “fusione” con Sicilcassa. Poi gestì le trattative del trasferimento del Banco e dei cosiddetti esuberi: “Riducemmo il personale da 11 mila a 8 mila addetti. E’ stata la fusione più importante d’Italia”, riferisce con orgoglio. Completata l’opera, esce da Mediocredito assieme agli altri quattro colleghi inviati in precedenza da Roma a Palermo e si mette a corteggiare nientemeno che Gianni Zonin, a Vicenza. Obbiettivo: creare una “Banca nuova” in Sicilia. “Zonin ama la Sicilia e ci dette fiducia”, aggiunge Majolini. Diede soprattutto i soldi. Fu un’operazione velocissima. La prima filiale di Banca nuova viene inaugurata a Palermo il 5 ottobre del 2000. Per farla nascere, fu trasferita la licenza dell’istituto “Celestino Piva” di Valdobbiadene, la capitale del prosecco.

      Venticinque filiali ex novo, quindi venti sportelli di Banca intesa in Calabria nel 2001, e l’anno dopo l’incorporazione della Banca del popolo di Trapani. Un colpaccio, questo di Trapani, che ha lasciato uno strascico di polemiche e sospetti. Lo dice a chiare lettere Eleonora Lo Curto, deputata regionale autonomistica trapanese: “C’era molta liquidità di risparmiatori e imprenditori agricoli. Centinaia di miliardi. La banca era attiva, raccoglieva e produceva denaro. Non appariva in sofferenza. Però sono arrivati e si sono comprati lo stesso gli sportelli. Una tale espropriazione non può accadere per caso. C’è dietro un disegno, una strategia”. Banca nuova, sede a Palermo dalle parti di viale Libertà, capogruppo la Popolare di Vicenza cresce impetuosamente e da Rieti in giù conta 105 sportelli. Nega Majolini di aver condotto una campagna acquisti di sportelli e personale a spese del Banco di Sicilia: “Assolutamente.

      Abbiamo assunto intelligenze provenienti da tutte le banche, quasi mille, anche internazionali. Siamo l’unica spa commerciale sorta in Italia nel dopoguerra. Operiamo con attenzione per le piccole e medie imprese. Pur con azionisti del nord, abbiamo conquistato la fiducia dei siciliani”. Rimpiange il professor Lo Giudice, che nasce bancario e intraprese la sua carriera universitaria grazie a una tesi proprio sul Banco di Sicilia, i tempi in cui il credito siciliano non aveva rivali nemmeno in Lombardia e Veneto, un secolo fa, più o meno, a cavallo fra ’800 e ’900, ai tempi di Crispi, grazie anche al movimento cattolico, alle casse rurali e urbane, quando ancora l’impero dei Florio dominava i mari. “A questo punto la nostra salvezza può venire solo dalla globalizzazione. E’ una battaglia di retroguardia difendere i confini dell’Italia”. Tanto i siciliani ci sono abituati: normanni o piemontesi, valtellinesi o angioini, vicentini o aragonesi: che differenza fa?

      Giuseppe Mazzone

    65. Messina non è Sicilia:

      se ci sono reati sia che siano siciliani, sia che siano messinesi, vanno denunciato
      certo son d’accordo
      io spero che i messinesi blocchino l’arrivo della immondizia da Napoli
      ma solo perchè non amo Napoli ed i napoletani
      fosse venuta da qualunque parte d’Italia (dalla Sicilia alla Valle D’Aosta) l’avrei accettata
      ma da Napoli no
      mi spiace
      la portino a trapani, a palermo ,in sicilia, ma non a Messina

    66. Euno:

      Intervista sole 24 ore sulla vicenda.
      (link)

    67. DUCEXIUS:

      OCCHIO RAGAZZI CHE IL SIGNOR “MESSINA NON E’ SICILIA” E’ IN REALTA’ UN AGENTE CHE APPARTIENE A QUEI POTERI CHE TENTANO DI SMEMBRARE LA SICILIA PER CREARE UNA SPECIE DI REGIONICCHIA TRA LA PROVINCIA DI MESSINA E QUELLA DI REGGIO CALABRIA!

      LA SUA “STRANA” ENTRATA IN SCENA E’ PURTROPPO UN BRUTTO SEGNALE CHE CONFERMA CHE IL PROGETTO SOPRA ACCENNATO (CHE ALCUNI MOVIMENTI SICILIANISTI E INDIPENDENTISTI, COME IL FRONTE NAZIONALE SICILIANO, DENUNCIARONO TEMPO FA) HA AVUTO INIZIO NEL MODO PEGGIORE!

    68. gino ioppolo:

      Esprimiamo solidarietà al presidente Miccichè che ha pienamente ragione quando lamenta l’inadeguatezza di gran parte della classe politica siciliana nel rilanciare economicamente, socialmente e culturalmente la nostra terra.
      L’.on. Miccichè non è solo nella sua battaglia perché è da anni che noi de La Destra-As sosteniamo con forza la necessità del ricambio politico, ma soprattutto dello scatto di mentalità che non continui a subordinare la Sicilia alle scelte centralistiche dei grandi imperi finanziari. E’ così che la Sicilia ha perso in pochi anni tutti i suoi poli bancari: dalla Sicilcassa al Bds, ai numerosi istituti privati che sapevano sostenere la nostra economia.
      E’ una prassi ormai consolidata quella del vecchio clientelismo, oggi ribattezzata ‘cuffarismo’ che frena gli slanci presenti nella società siciliana, pagando il caro prezzo della marginalità pur di ottenere da parte dei soliti qualche posticino di lavoro per i figli o per i loro portaborse. Sentiamo, comunque, di essere alla vigilia di una svolta possibile soltanto se tutti i siciliani sapremo cambiare mentalità e anche classe dirigente.

      Gino Ioppolo

    69. Walter Giannò:

      Il malumore politico del Presidente dell’ARS è un malumore che serpeggia da troppo tempo nei confronti del sistema politico contemporaneo, in cui sopravvivono ancora i dinosauri della Prima Repubblica. Ci vorrebbe una scossa e magari l’epicentro sarà prodotto proprio da gente come Gianfranco Micciché. Non si va da nessuna parte con chi, ad esempio, accetta per solidarietà nazionale l’immondizia altrui (e guarda caso nella provincia agrigentina). La Sicilia non può essere considerata da Roma solo per risolvere i problemi e poi lasciata sola nelle politiche che la riguardano direttamente. Anche questo suscita malumore.

    70. Luca:

      Presidente !!!!non è solo ! Walter… non sopravvivono affatto i dinosauri della Prima Repubblica… purtroppo !ma sopravvivono chi non aveva stoffa nella prima repubblica e si è salvato il chiuuulo !
      Oggi nella classe politica viene a mancare l’etica che prescinde dal clientelismo che fa da padrone nel sistema Italia…
      Oggi, pur di ottenere qualcosa mettono a repentaglio privilegi come quelli che il Banco ha sempre reservato e riservato a noi Siciliani… e adesso per 20 assunzioni che potevano cmq farle dopo ci rimettiamo noi… tutti ! cavolo… fatele le cose, ma bene !

    71. Cicalo:

      Bravo@ Catalano per i tuoi commenti sulla nazionalizzazione del Banco di Sicilia!!!

      “Catalano:
      Gennaio 12th, 2008 at 18:22
      La soluzione per la Nazione Siciliana per il Banco di Sicilia e` l’esproprio e la nazionalizzazione (Siciliana) del Banco di Sicilia sotto controllo della nazione Siciliana.

      Il tempo e` arrivato per dichiarare l’autonomia totale della Nazione Siciliana. Il sud si sta ribellanno al colonialismo italico, ora la Sicilia deve forzare la mano per essere veramente Nazione autonoma in tutti i sensi.

      Siciliani col coraggio del Vespro fatevi avanti, e` giunto il nostro momento per riscrivere la storia Siciliana di 147 anni!!!!”

    72. Serena:

      Egregio Presidente,

      oggi 13/01/2008 ho raggiunto il massimo livello di saturazione.
      Sono indignata, delusa e sconsolata;la lettura giornaliera dei quotidiani non fa altro che acuire uno stato d’animo già fortemente demoralizzato.
      Ritengo di avere fatto quanto possibile per meritarmi un futuro dignitoso (ho terminato gli studi universitari all’età di 23 anni, ho conseguito un master, ho approfondito quanto ritenevo fosse importante per il mio futuro lavorativo)e invece no….
      Ho inviato il mio curriculum al BdS in data 15/11/2007 e naturalmente non ho ricevuto alcuna risposta…….
      Quanto è triste conoscere la chiave per realizzare mio sogno lavorativo, ma non avere alcuna possibilità di ottenerla con sacrificio e impegno costante….!!!!!!
      Egregio Presidente,non sono ahimè la figlia nè la fidanzata di figli di esponenti politici,mio padre non è magistrato e neanche un sindacalista mi suggerisca Lei come fare per evitare di abbandonare la mia amata terra per cercare fortuna altrove!!!!!!

      P.S.
      Ritengo sia necessario conoscere i nomi degli altri assunti al Bds visto che già alcuni di essi sono venuti fuori.

    73. Messina non è Sicilia:

      Duceiux sono contento se ci sono politici che hanno preso a cuore la situazione
      Mi puoi fare i nomi così li contatto?
      Grazie

    74. rrusariu:

      Ho letto un po’ di commenti e vari link.
      Ribadisco, con la quota azionaria posseduta nel nuovo unicredit, si puo’ costituire una nuova banca Siciliana.
      Lanciamo anche una pubblica sottoscrizione!!!
      Che poi Profumo sia pure di Palermu, fa solo gli interessi degli altri, è solo un’amministratore delegato, si sono altri soci che ancora comandano, come Geronzi.
      Miccichè vuole difendere la Sicilia?
      Faccia una banca nuova e conferisca la quota azionaria, ci sono le competenze e capacità per portar avanti questa nuova impresa!!!
      Ricordiamoci che la Sicilia ha la competenza in materia bancaria secondo lo Statuto!!!

    75. Emanuele:

      Geronzi???????????????? Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo difendendo? Di chi sentiamo la mancanza?
      Ma allora è inutile fare tanti bei discorsi e scandalizzarsi se poi c’è ancora chi rimpiange Geronzi e lo vede come una salvezza per una regione che di ben altro avrebbe bisogno.
      Sveglia!!!!!
      E anche questo farne una questione di Milano contro Palermo… non sarebbe ora di crescere e spostare l’attenzione su quello che i politici e gli amministratori che ci governano NON hanno fatto invece di incolpare un gruppo bancario di voler ‘colonizzare’ la Sicilia!
      Ma per piacere…. siamo seri! Di retorica ce n’è fin troppa in giro. E così non arriveremo mai da nessuna parte, e forse è quello che alcuni personaggi che qui vengono tanto difesi vogliono.

    76. Giuseppe m.:

      Non per essere sospettoso….
      Chi ha in mano le sorti dell’Italia negli ultimi anni??
      I nomi sono tutti scritti in questi link:
      http://www.disinformazione.it/massoniesinistra.htm
      Tutto quello di cui state discutendo è frutto della globalizzazione, fatta solo per far diventare straricchi sempre meno persone e rendere sempre più schiavi tutti gli altri..
      Bisogna riflettere, ormai non è più nord contro sud.
      Se pensate alla vita che fate, Vi sembra di essere delle persone libere, oppure schiavi di un sistema che ingurgita sempre più risorse a danno sempre dei più deboli??
      A chi stà giovando la globalizzazione??
      Alle multinazionali che fanno utili paurosi o alla popolazione che non riesce più ad arrivare alla fine del mese??
      Non è solo la vicenda Bds ma tutto il sistema che ci stà strangolando.

    77. ROMANO:

      Tutti si rimpiono la bocca di creare una nuova banca siciliana. In Sicilia vi erano già due antiche banche: la Cassa centrale di risparmio Vittorio Emanuele e il Banco di Sicilia. LA prima dopo che la Regione vi ha bruciato mille miliardi di nostri soldi (praticamente il suo valore) per ripianare le perdite, è stata incorporata nel BdS (che se ne è fatto del fondo pensione da 800 milioni di euro?). Una fusione fatta per creare un unico grande istituto, ma poi proprio queando lo scopo era stato raggiunto è stata ceduta a Mediocredito centrale (perchè Gianfranco?) che a sua volta l’ha donata al Banco di Roma. Ora che la frittata è fatta, si pensa che basti un manager siciliano alla direzione generale, per salvaguardarne la sicilianità? Con Profumo o Zonin, o Geronzi, cambia poco…

    78. Antonio:

      Profumo é nato a Genova nel 1957.

      Anche se suo padre era siciliano, ora lui potrebbe esserlo quanto Amato o Rutelli.

      Non ci scordiamo che anche Cuccia (mediobanca) era di origini siciliane. Ma che ha fatto per la Sicilia?

      Fino a quando avremo questa classe politica le banche ce le potremo scordare.

      Se i politici siciliani si occupassero della Sicilia i manager potrebbero essere anche cinesi. State sicuri che farebbero il loro dovere.

    79. Chiara:

      E quindi che fare per salvarci dalla rovina, in cui, a mio avviso navighiamo da tempo?
      Soluzioni non ce ne sono. La classe politica è quella che è e mi astengo da ogni commento in merito.
      I politici siciliani non si occupano della regione, bensì la sfruttato per raggingere l’ambita meta del parlamento nazionale. Chi arriva in cima spesso dimentica le vere motivazioni (se ci sono mai state) che hanno spinto il tale uomo a fare politica. La politica è attiva, almeno dovrebbe esserlo. Chiacchiere, ideologie, aiutini ad amici, parenti e conoscenti. Ecco quello che abbiamo. Alla fine, non abbiamo nulla. Magari chi vorrebbe davvero dare una mano sia a Palermo, sia alla regione viene ostacolato in tutti i modi possibili. L’interesse di pochi vince purtroppo sugli interessi e bisogni di tutti. E’ politica?
      No. E’ solo uno schifo.

    80. Walter Giannò:

      C’è il commento numero 76 che ha sfasato il template. Consiglierei di evitare permalink così lunghi… ;-)

    81. trinacrio:

      a serena, post 72
      “Egregio Presidente,non sono ahimè la figlia nè la fidanzata di figli di esponenti politici,mio padre non è magistrato e neanche un sindacalista mi suggerisca Lei come fare per evitare di abbandonare la mia amata terra per cercare fortuna altrove!!!!!!”

      te lo dico io cosa bisogna fare, unirci tutti insieme e lottare per l’indipendenza da questo colonizzatore stato italiano e mandare a calci nel cu… tutti i politici “siciliani” che stanno alla regione.
      lo sapete che l’incompetenza dei nostri politicanti alla regione ha fatto perdere alla sicilia un sacco di finanziamenti?

    82. Aretuseo:

      UNICREDIT: BDS; GRANATA, SI FACCIANO TUTTI I NOMI DEI 22 ASSUNTI

      (ANSA) - PALERMO, 13 GEN - “E’ gravissima la vicenda denunciata dal presidente dell’Ars Gianfranco Micciché: ora si faccia chiarezza, a cominciare dalla pubblicazione dei nomi degli assunti al Banco di Sicilia. L’opinione pubblica deve sapere chi svende grandi battaglie nell’interesse della Sicilia per piccoli interessi personali, che offendono soprattutto le migliaia di giovani che studiano e si preparano e poi vengono umiliati da questi meccanismi”.
      Lo dice Fabio Granata, dell’esecutivo nazionale di An, commentando la notizia delle “assunzioni facili” al BdS.
      “Si pubblichino i nomi - aggiunge Granata - e partiti, ad iniziare dal mio, siano conseguenziali verso i protagonisti di questa pagina vergognosa per la politica siciliana”.

      COM-TE/GIU S45 QBKS

    83. Michele P.:

      Cui prodest? Vorrei sapere a chi giova avere i nomi dei 22 se non al malcelato desiderio di soddisfare la propria morbosa curiosità.
      Io direi invece vediamo se questi 22 hanno le carte in regola per occupare legittimamente quei posti.
      Io parto da una presunzione di innocenza dei 22.
      Non potete escludere a priori che in mezzo a quelli ce ne sia anche uno soltanto in perfetta buona fede.
      Si inizi a colpire il malcostume ab origine, poi si affondi il colpo nel merito della vicenda.

      A scanso di interpretazioni in malafede NON STO DICENDO DI NON INDAGARE E DI NON ANDARE FINO IN FONDO sto dicendo solo che esporre al pubblico ludibrio delle persone che fino a prova contraria possono anche essere vittime di un certo gioco non è la cosa giusta da fare.

      P.S.
      Ibra ha incantanto ancora una volta!!!

    84. Mirko:

      x sopra.

      Quale “certo gioco”? I giocatori chi sono?
      E chi fa l’arbitro?
      Si parte dalla presunzione di innocenza solo quando fa comodo?

      Sono tutto orecchia (si fa per dire, essendo davanti un palmare)

    85. ROMANO:

      Ma che vorrebbe dire “Cui prodest?” Se nell’ultima infornata prima del prevedibile cambio del Cda, si fanno 22 parenti imposti da politici, sindacalisti e magistrati, quando il BdS deve fare centinaia di prepensionamenti, e ha un migliaio di precari, che almeno hanno un’esperienza lavorativa diretta nell’istituto, non si deve indagare? E almeno sapere tutti i nomi d chi approfitta del proprio ruolo nelle istituzioni per fare becero nepotismo?
      Una cosa è se, per esempio, Miccichè come presidente dell’Ars “segnalasse” un giovane che ha collaborato con lui e che ritiene sia valido, altra cosa se lo facesse per suo figlio (non so se ne ha…)

    86. Salvatore Presti:

      penso che ormai di frittate irreparabili riguardo il banco di sicilia e le altre banche siciliane se ne siano fatte abbastanza. secondo me l’unica alternativa è creare una nuova banca che possa realmente sostenere lo sviluppo e gli interessi della sicilia, fino ad ora tratta come una colonia da saccheggiare. Immaginate cosa succederebbe se tutti i siciliani correntisti del banco di sicilia ( unicredit) dal oggi al domani cambiassero banca.

    87. FILIPPO ROBERTO:

      avendo letto tutti i comm. trovo il minimo denominatore in comune.
      @angela la prima sei tu che chiedi i nomi dei culattoni raccomandati a ruota tanti altri giustizialisti o meno, è chiaro che un pò tutti conn il nostro tono sia anarchicco capitalista, di destra, di sinistra o radicali siamo tutti esasperati per la situazione che tortura la nostra Sicilia.
      @michele p. il tuo comm. 60 non è stato capito dagli estremisti, ma noi Siciliani disoccupati si, non si fa di un filo d’erba un fascio.
      il fasciio lo fanno i fascisti, i comunisti l’erba sa fumanu, i disoccupati quannu è buona sa cuocinu e sa mancianu, i Missinisi la calpestano come calpestano la propria regione.
      michele p. eusebio ecc.. la super squadra fatta con il frutto Siciliano ha stravinto, il CATANIA PARTE DELLA GRANDE sicilia CALCISTICA ha battuto la juve, noi possiamo festeggiare ma Gianfranco no e qualche campanilista.
      CIAO FORZA INTER

    88. Claudio Fazio:

      In pratica ci vuole una banca siciliana, aiuti i siciliani in difficoltà senza interessi pazzeschi(come fanno le banche italiane), guardi all’estero come terreno di conquista, ma deve anche mantenere la sua sicilianità, e abbia dei dirigenti con grandi capacità, che investano sui giovani talenti usciti dalle università. Naturalmente alla base di tutto la meritocrazia.

    89. Claudio Fazio:

      Filippo, veramente il Catania ieri ha pareggiato 1-1 contro la Juventus, rigore di del Piero all’ultimo minuto.

    90. FILIPPO ROBERTO:

      @ Gianfranco,
      nel comm. 83 non ho sbagliato a dire che il Catania ha vinto ma dovevo precisarre che non ha perso, sai per gl’interiisti chi blocca la juve giocando da padrona è vincente.
      credo che come me la pensino tanti Amici antijvenntini.
      dato che in Sicilia ci sono molti juventini sono certo che con questa affermazione rimarrò disoccupato a vita, vero?

    91. FILIPPO ROBERTO:

      @ claudio fazio chiedo venia pure a te e il comm.. 89 lo dedico pure a tte. FATTENE UNA RISATA AMICO, tanto sempre MAGICA INTER

    92. michele:

      Stim.mo Presidente, quando nel 1994 decidesti di assumere l’onere di organizzare Forza Italia in Sicilia su diretto incarico di Silvio Berlusconi, noi siciliani impegnati in politica riponemmo in Te le nostre concrete speranze. Si doveva voltare pagina e, sotto i colpi picconatori dell’inquisizione, drasticamente si sbriciolava la Prima Repubblica, veniva eliso un vecchio ed oramai obsoleto sistema politico. Erano gli anni delle grandi ed infauste stragi di mafia e degli omicidi eccellenti. Erano gli anni in cui il Paese aveva bisogno di un vero e concreto cambiamento.
      E se l’Italia doveva fare i conti con i processi politici e l’abbattimento dei vecchi e storici partiti, la Sicilia pativa l’oppressione della delinquenza organizzata; subiva lo stragismo terroristico della mafia con le conseguenze che tutti coloro che vivemmo quei giorni, ancora oggi percepiamo – al solo ricordo – l’acre odore di morte che subdolamente impregnava la nostra pelle,i nostri abiti, lo spazio, la “tossica” aria che respiravamo.
      Ricordo che qui, in Sicilia, riuscisti ad organizzare rapidamente una squadra di uomini che – in ragione di solidi e limpidi principi di trasparenza e legalità – abbandonando le loro professioni vennero “prestati” alla politica, per rappresentare i valori e le ragioni dei siciliani onesti che guardavano all’avanzante nuovo, rappresentato dalla neo nata FORZA ITALIA di Silvio Berlusconi, con gli occhi ed i cuori intrisi di grande speranza. Andava contrapposto un contenitore nuovo, al vecchio. Andava creato un partito che superando vecchie logiche politiche, si contrapponesse alla trappola predisposta dagli ultimi agonizzanti comunisti che, da storici vampiri, stavano per attaccarsi alle carotidi degli italiani moderati, per rinsavirsi e impadronirsi definitivamente del Paese. Sarebbe stata la fine della libertà.
      Tanta cautela venne adottata nel raccogliere le adesioni al nuovo partito. Andava costruito un partito nuovo e pulito, liberato dalle consuetudini che dal dopoguerra avevano caratterizzato la politica locale. Ci volevano uomini fidati. Necessitava evitare il rischio di subire vessazioni territoriali. Non era possibile rischiare che eventuali infiltrazioni mafiose facessero – sul nascere – sparire drasticamente la nuova Forza Italia siciliana. Fuorono aperti Club Azzurri in tutta la Sicilia, per essere – precauzionalmente – immediatamente chiusi su Tua determinata disposizione.
      Gli anni dal 1994 al 2006, furono anni in cui, stim.mo Gianfranco, dovesti lasciare la Sicilia per occuparti delle questioni politiche da sostenere a Roma negli interessi della Sicilia. Finalmente avemmo la possibilità di instaurare un filo diretto con la politica che contava in un ponte ideale che – attraverso lo stretto e fiduciario rapporto con Silvio Berlusconi – univa la Sicilia con Roma e con Milano.
      Forza Italia cresceva, e la Sicilia – ad ogni appuntamento – dimostrava concretamente di essere il granaio elettorale di Forza Italia e Silvio Berlusconi. Sublime il risultato elettorale alle politiche del 2001. Irripetibile il 61 a zero che da coordinatore regionale e leader indisturbato di Forza Italia in Sicilia, consegnasti Silvio Berlusconi in quella storica primavera in cui venne battuto Francesco Rutelli. Il Parlamento nazionale; la nomina a sottosegretario; quella a Vice Ministro; la consacrazione a Ministro con deleghe concernenti lo sviluppo del Paese e del mezzogiorno d’Italia.
      Tutto con grande impegno. Tutto con grande sacrificio. Finanche quello di dovere affidare ad altri la permanenza in Sicilia per garantire il controllo delle dinamiche politiche; per rappresentare l’intera classe dirigente siciliana di Forza Italia.
      Ma, a mio modesto, parere un “incidente di percorso” fummo costretti a pagarlo. Impagabile l’errore commesso per avere ceduto la candidatura della Presidenza della Regione Siciliana ad altro partito.
      Io non so, se fu lo spauracchio Orlando a far scegliere un uomo come Cuffaro (del CDU) quale candidato alla presidenza da contrapporgli. Ma sono certo, che sulla scia dell’onda stravittoriosa delle politiche (vedi il 61 a zero) la Casa delle Libertà avrebbe comunque stravinto anche se il candidato fosse stato di Forza Italia.
      Cuffaro, era giovanissimo, bravo e reduce da un eccezionale risultato elettorale alle europee del 1999, caratterizzato da più di 90.000 voti di preferenza da candidato dell’Udeur di Clemente Mastella.
      Forse, quando gli venne offerta la candidatura, a Cuffaro – che avrebbe percorso a piedi il giro del pianeta Terra se gli avessero proposto di fare il sindaco di Palermo – gli sarà sembrato di sognare. Chissà per quanti giorni di sarà fatto pizzicare.. la pelle per vedere se la vita che stava vivendo era figlia della realtà o dei sogni.
      Eppure, da quel momento, incominciò a svilupparsi un processo regressivo di ritorno, terribile ritorno al passato. Un ritorno all’adozione del “cuffarismo”. Un fare politica, un metodo politico che non lascia scampo allo sviluppo alla modernizzazione dell’intero sistema. Non so proprio pensare come potrebbero coesistere – in Sicilia – due o più partiti all’interno della medesima coalizione, dove uno pratica il “cuffarismo” e gli altri propagandano la politica nell’interesse generale: che dal generale poi arriva al particolare, al singolo cittadino. Sono certo che i partiti contrapposti al praticante il “cuffarismo”, immediatamente sparirebbero. In Sicilia, oggi più che mai, ci troviamo in una condizione di bisogno, e chi vota pretende ancora che gli si risolva il problema personale, infischiandosene degli interessi collettivi. Ciò lo si deve al ritorno prepotente del “cuffarismo”.
      La vicenda di questi giorni, concernente le 20 assunzioni clientelari al Banco di Sicilia, a parenti di politici e personaggi facoltosi, testimonia in quale stato ci troviamo. I potenti che riescono a garantirsi i pochi posti di lavoro disponibili, infischiandosene dei cittadini; di quelli che li hanno votati; che li hanno scelti per rappresentarli per la tutela dell’interesse collettivo.
      Ma questa è diventata una “consuetudine..” che dimostrano il concreto e cruento risveglio del “cuffarismo”: le assunzioni dicembrine (30.12.2007) al COINRES di Bolognetta finite all’attenzione della Procura e dell’Antimafia nazionali; quelle effettuate in questi ultimi anni in altre società partecipate di enti pubblici.
      Sono d’accordo con te Gianfranco, quando sostieni che va cambiato sistema. Sono d’accordo con Te quando ti batti per modificare il metodo adottato per fare politica in Sicilia. Sono d’accordo per uscire dal partenariato Capitalia-Unicredito, per indirizzare il miliardo di euro della Regione Siciliana in una sana banca in cui potremmo dire la nostra e negli interessi del popolo siciliano.
      Un elemento mi consola. Una speranza, comunque, rimane in me sempre più viva. So che dal giugno del 2006 Tu sei tornato in Sicilia, per aiutarci a trovare le vie dello sviluppo; sei tornato per creare le condizioni del cambiamento della politica siciliana, ed appena concretizzato, dare luogo allo sviluppo socio economico della Sicilia e dei siciliani. Sei tornato per occuparti di Politica.
      Io sarò lì. Con qualsiasi ruolo, finanche da spettatore, ma certamente a sostenere – anche con la sola forza delle idee – il lavoro che Tu stai portando avanti con entusiasmo. Un entusiasmo che, sono certo, nessuno avrà la forza di toglierti. Forza Gianfranco, ci troverai sempre al tuo fianco.
      Michele Pergolizzi

    93. rrusariu:

      @Claudio Fazio
      è quello che dico pure io.
      In pratica la regione Autonoma SICILIANA deve ritirare il suo capitale, cioè la quota azionaria e farsela liquidare tramite lo scorporo degli sportelli in Sicilia e nella penisola, cosi’ possa servire anche gli emigrati, e creare una nuova banca.
      L’ha fatto recentemente il Credit Agricole, gli ex soci della Cariplo che hanno costituito la Carimilo, etc.
      Se abbiamo coraggio, possiamo proporlo.
      Ma in settimana, come segnala il link di Angela, sarà di fuoco, con Unicredit che proporra il suo board all’approvazione dell’assemblea dei soci del BDS, e successivamente il tribunale dovrà decidere in merito alle accuse rivolte a Totò Cuffaro.

      AIERI ERA L’ANNIVERSARIU DI LA RIVOLUZIONI DU 1848, QUANNU PO FICIRU PRISIDENTI RRUGGERU SETTIMU, NUN LU SCURDAMU!!!!!!!

      PS: Poi i Siciliani correntisti sono liberi di cambiare banca, parlare male o cmq dire falsità si rischia il reato di aggiotaggio.

    94. Claudio Fazio:

      Si, questa settiamana sarà importante per la Sicilia. Vedremo…..

    95. CHIAMALASICILIA:

      La Sicilia e i Siciliani hanno perso il Banco e i Tesori da esso posseduti, già da diversi anni, da quando è stato regalato al Banco di Roma, ci pare troppo tardi per recuperare…

    96. Sicilia dell'estero:

      Ci vuole la nazionalizzazione Siciliana del Banco di Sicilia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    97. peppino:

      Mi scusi Presidente, perchè non usciamo dal Banco e usiamo quelle ris