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    28
    Mer

    Sicilia 2.0 E’ Tempo di Riflettere

    Mi sembra il momento di fare alcune riflessioni sul convegno Sicilia 2.0 di cui sono stato promotore. Come prima cosa bisogna onestamente dire che non è andato bene come ci aspettavamo: un’opportunità del genere non capita certo ogni giorno, nonostante ciò, ritengo comunque utile l’operazione complessiva e, quindi, non intendo fermarmi, da buon Siciliano quando mi metto in testa una cosa, difficilmente mollo. Intanto grazie a www.siciliaduepuntozero.it abbiamo cominciato ad entrare in contatto con voi che prima non conoscevamo e abbiamo oggi un gruppo di persone che, se disponibili, possono rappresentare la base da cui partire sul progetto di diffusione di internet in Sicilia; siciliaduepuntozero.it vuole diventare un punto di riferimento, oltre che di partenza, per il mondo tecnologico Siciliano. Ho in mente alcune iniziative, ma ne aspetto altre attraverso i vostri commenti perchè credo che nessuno meglio degli utenti e operatori di settore possa meglio esprimere cosa è possibile realizzare.

    Pubblico volentieri l’opinione apparsa su sottorete, il blog di Stefano Hesse, Responsabile Public Affairs Google Italia e relatore del convegno:

    “Non tornavo a casa da 10 giorni, ma sono volato da Londra a Palermo molto volentieri, per partecipare al convegno Sicilia 2.0. Per due motivi: uno è l’entusiasmo e la voglia di combattere i luoghi comuni che ho trovato in Gianfranco Miccichè, che sulla tecnologia ha intrapreso una strada ben decisa (ho tra l’altro capito che tutte le strade che prende sono molto decise :-) l’altro è la voglia di andare a tastare di persona il polso di una situazione regionale che, soprattutto per mancanza di tempo, non avevo ancora avuto l’opportunità di capire.

    Infine, compito di una azienda come Google è anche quello di andare a portare esperienza, condividere storie e imparare ascoltando.

    Incontrare gli studenti mi stimola sempre moltissimo: da una parte ricordo la sete di conoscenza che avevo io nei loro panni, quando avevo la possibilità di incontrare aziende che avevano qualcosa da dirmi, dall’altra lo spendere tempo dopo i convegni con loro ti dà sempre una carica di energia, stimoli e discussioni che a volte non trovo con giornalisti, politici e uomini di business.

    Insieme a me, hanno deciso di dedicare del tempo all’iniziativa anche Enzo Biagini di Apple e Massimo Martini di Yahoo!, insieme ad altri, tra cui Paolo Liguori. Dati gli speaker, e considerando che parlavamo alla facoltà di ingegneria, mi aspettavo un’aula magna stracolma di giovani, come succede quando ci capita di parlare in Università. Così non è stato. Presente la stampa, presenti gli invitati dell’Ars, completamente latitanti gli studenti (qualcuno c’era, e mi ha fatto molto piacere leggere le loro mail oggi pomeriggio). Addirittura, Cris Nulli di MTV, presente all’evento, poco prima che parlassi è sceso nella biblioteca dell’Ateneo a chiedere se fossero a conoscenza del fatto che Google, Yahoo! ed Apple stessero parlando in aula un piano sopra le loro teste, riscontrando facce basite e disinformate.

    Non una comunicazione, non un manifesto, niente. Se io fossi uno studente di ingegneria sarei notevolmente incazzato col rettore ed il preside della mia facoltà, i quali non mi dicono nulla, non interagiscono minimanente con tali aziende per verificare se ci possa essere qualche sbocco per il mio campo lavorativo o qualche occasione di formazione. Niente. Una apatia completa e inspiegabile alla quale non ho trovato spiegazione. A tal punto che è dovuto intervenire Miccichè a chiedere a noi aziende supporto in educazione e know how per la crescita tecnologica della Sicilia.

    Gli interventi dei due cattedratici sono stati del tutto fuori contesto.

    Una occasione mancata. Signori: noi volevamo parlare coi vostri ragazzi, non con voi.”

    109 commenti

    1. Cris:

      L’Università di Palermo ha perso l’opportunità data dall’ARS di essere per un giorno come l’Università di Stanford.

    2. eusebio:

      L’università di Palermo ha perso un’oopportunità. Questo dimostra quanto il mondo cattedratico sia ancora stantion e cronicamente seduto su se stesso e sul suo ancestrale immobilismo ideologico- culturale. Per esempio, perchè non c’era la platea gremita? Per un piano di comunicazione inadeguato? Forse! Per il fatto che le masse sono ancora poco sensibili a questo tipo di convegnistica? Forse! Ma sicuramente non c’è stato da parte del mondo-docenti della focoltà ospitante un’opera di sensibilizzazuione necessaria a mobilitare tutto il mondo studentesco. Pazienza. E’ stata comunque un’iniziativa lodevole e utile,utilissima se, come credo, il convegno sarà un punto di partenza(e non d’arrivo) d’un percorso, quello delineato dai relatori. Ciò sarebbe di vitale importanza per la Sicilia e sapere che la politica è presente mi conforta.

    3. Catalano:

      Non e` solo l’universita` di Palermo che ha perso un oppurtunita`, ma e` anche la Sicilia.
      Il popolo Siciliano ha perso il senso di popolo e di nazione. Dopo 147 anni di colonialismo e 61 anni di inganni del non-statuto non ha piu` la forza di reagire a qualsiasi iniziativa. Il popolo e` deluso e frustrato. Non crede piu` in nente perche` oramai e` stancu delle stesse bugie e false promesse. I siciliani sono un popolo ombra che cammina nel buio. Ha perso la sua identita` di popolo fiero, orgoglioso ed indipendente e diventatu un clono italico trasparente senza nessuna importanza. Tutti sti chiacchiere non servano a nente picchi alla fine un cambia nente. Non sappiamo se il popolo Siciliano si risvegliera` mai!

    4. Walter Giannò:

      Per quanto mi riguarda, uno straordinario alla Wind mi ha precluso la partecipazione, ma ho pubblicizzato l’evento sul mio modesto blog…

      Comunque, l’errore sta naturalmente nella Facoltà di Ingegneria, che non ha sponsorizzato al meglio l’evento (che aveva davvero un piatto davvero gustoso non solo per gli appassionati di internet). Certe cose fanno capire quanto si tenda a politicizzare tutto nella nostra città. Se il convegno fosse stato a Catania l’affluenza sarebbe stata diversa. E’ un dato di fatto, purtroppo. Palermo è una città “politica” (quindi tutto si giudica con il parametro del colore e non con quello dei contenuti).

    5. Luca:

      E’ triste … ma è così ! ciò da siciliano-Palermitano-Studente Lavoratore(Accenture) e forte promotore del www - mi ha lasciato basito ma non ha diminuito in me la volontà nel credere in un migliramento ! penso sia il caso di affronrare in altro modo il tutto caro Presidente … per prima cosa il prox evento facciamolo all’aperto capisco che non permette il poter vedere uno schermo ma per protesta all’università stessa ! ma non gli studenti bensì chi gestisce male una struttura fondamentale nella formazione di ragazzi come me !
      All’università la Location ma all’aperto sperando che ciò possa esser da stimolo per chi “decide” il futuro di questa struttura… in modo polemico !
      L.

      Ps: tutto ciò mi fa incxxxxxe

    6. Finocchiaro:

      @ Catalano. Penso che a molti la verita` che tu scrivi fara` molto male. Forse solo guardandosi nello speccio e leggendo i tuoi commenti il popolo Siciliano si risvegliera` e dichierera` ad alta voce che e` ancora vivo, e prendera` le redine del suo destino e incominciera` ad essere veramente autonomi come vole u Statuto!

    7. Luca:

      e poi a me non mi frega di aver tra gli speakers il Rettore che non dice nulla di rilevante anzi, non saprà neanche cosa sia un Blog …
      E lo stesso è andato via dopo aver proferito parola … ma mi chiedo, visto la disponibilità delle azinede ospiti per eventuali Stage etc. etc. l’Università o chi di dovere ha preso i contatti per dare seguito a qualche progetto ? o se ne son fregati ?

    8. Angelo Chiello:

      Sia il Rettore che il Preside della facoltà di Ingegneria sono provenienti da settori della Chimica.
      Ora, chi è ingegnere lo sa, elettronici ed informatici valgono in ingegneria e ordine degli ingegneri come il 2 di coppe con la biscola a mazze.
      Mi ha stupito non vedere il Prof. Chella, Presidente del consiglio corso di studi in Ingegneria Informatica, presente all’evento (o magari c’era, ma io non l’ho visto). Forse sarebbe stato carino farlo parlare e di certo avrebbe detto cose più interessanti o quanto meno pertinenti degli altri accademici.
      In linea di massima un ingegnere informatico è per i più “il mago del computer” uno che vive di aria e ringraziamenti e non deve essere pagato perché lui non lavora “fa cose” con il computer perché si diverte e solo lui le capisce.

    9. Luca:

      Io avrei voluto li come speakers docenti che studiano il fenomeno del Web 2.0 e/o sono interessati all’argomento ! e lo conosco ! no chi saluta e va via o chi come il Preside della facoltà fa accenni alla storia intervenedo e aggiungendo al dire di Massimo Martini di Yahoo in modo assolutamente spropositato !

      E poi, è mancata l’interazione con il pubblico …
      cmq…

    10. rrusariu:

      Cosa gliene frega ai rettori degli stage offerti agli studenti. A loro interessa solo mantenere lo “status quo” del proprio stipendio. Ovvero può cambiare il mondo lì intorno all’università palermitana, basta che loro mantengono la seggia sicura, gli altri si arrangino. Ogni tanto si fanno le elucrubazioni mentali o mast…….ioni per dire che sono lì, poi come i ns onorevoli “cucuzze vacanti”, partoriscono elementi che son solo capaci di copia/incolla (quello è il loro livello informatico).
      Invece di essere la punta di diamante per generare persone che possono dare lustro ed occasioni di futuro al ns. Popolo, loro all’università insegnano solo ad ammucciarsi, con lo sconforto di avere la maggior parte dei laureandi che emigra fuori dalla Sicilia!!!
      Questa dell’emigrazione è una piaga.
      Famiglie che si svenano per mantenere i figli fino a 24-26 anni, dopodichè tutti questi investimenti vanno “in fumo”, perchè tutta la conoscenza acquisita viene usata altrove e non in Sicilia.
      Non siamo capaci di attrarre gli investimenti perchè non sappiamo trattenere nella nostra neanche chi ha le capacità intellettuali per rispondere alle sfide del futuro.
      L’unica via è l’Autonomia Integrale!!!!!!

    11. Luca:

      e poi ci si lamenta della Fuga di cervelli !
      mha ?

    12. FILIPPO ROBERTO:

      STIMATISSIMO ON. PRESIDENTE, CHE la S.S.V.V. credeva che ad una iniziativa del genere avrebbe dovuto esserci una denza rappresentativa studentesca, di docenti, di imprenditori e società civile, non si amareggi perchè stai parlando ai sordi e come si dice JUCCè PEGJIU SURDU CA UN VUOLI SENTIRI.
      sai bene che l’Ateneo di Palermo è ideologicamente dell’ANTI……e alcune facoltà monopolizzate da un partito contrario a F.I. è Voi rappresenta il leadr di F.I.SICILIANO allora per questo il convegno è stato boigottato.
      La tua tenacia la conoscco bene e ti do tutto il mio sostegno per continuare con queste iniziative e posso dirti che il convegno è andato bene come affluenza di varie categoriee erano presenti giovani studenti, qualche Dr. disoccupato, un paio di imprenditori,molti amici che credono nello sviluppo della nostra Sicilia.
      nel tavolo della presidenza c’erano rappresentanti illustri, solo due rappresentanti erano fuori luogo ed in più hanno avuto un comportamento offensivo nei Suoi confronti, il Magnifico Rettore senza salutare ha abandonato l’aula, il preside di ingegneria come ospitante avrebbe dovuto chiudere l’incontro dandoci un arrivederci.MA DAI CO……TI c’è d’aspettarselo.
      ti prego la prossima volta lo faccia in piazza pubblica e pubblicità in ogni dove, come il primo convegno la rappresentanza della voce dei disabili siciliani ci sarà.
      web 2.0 potrebbe portare amolti disabili una voce autorevole per i loro diritti, io parlo di diritti quannu immeci sugnu stuortu, e se autonomino voce dei disabili siciliani è come sai che mi hanno tolto la voce in capitolo ma sono pronto a farlo con te vicino.
      buon lavoroVOLLI, SEPRE VOLLI, FORTISSIMAMENTE VOLLI.
      FORZA SONO CON TE!!!!!!

    13. FILIPPO ROBERTO:

      @ TUTTI e dopo l’intervento precedente fu così che l’Ateneo palermitano mi farà fare il disoccupato a vita, già mi hanno trombato nel 2004 ora che mi faranno? scusatemi tutti se nel comm. precedente sono stato lungo………ma nè avrei schifezze del nepotismo e neocomunismo dell’ateneo…

    14. Beppe Vicari:

      Amici io questa storia del’Università non la rimarcherei più di tanto. Si capisce che chi era al corrente dell’iniziativa non ha comunicato a quelli d Ingegneria elettronica che si doveva tenere questo convegno. Vi assicuro, li conosco di persona, che mancavano quelli che per l’università si occupano di queste cose. Sono attenti e preparati. Sicuramente i vertici non avevano capito chi interessare. Sono venuti il rettore ed il preside di ingegneria. I più seccati saranno quelli del Centro di Calcolo.
      CMQ Ho fatto il mio Reportage del convegno per chi cera e per chi non cera. Buona visione.
      http://www.beppevicari.eu
      http://www.beppevicari.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=136&Itemid=1

    15. Beppe Vicari:

      vabbè gli apostrofi sono saltati

    16. rrusariu:

      @beppe vicari
      @filippo roberto

      Sinceramente vedere all’università palermitana l’assenza di studenti direttamente interessati, vorrebbe significare di vedere le cose con la presbiopia politica romana.
      Ciò che propone una persona che rappresenta bene o male il nostro antico Parlamento Siciliano, benchè esso rappresenti una parte politica, va invece sfruttata, com’è questo blog, per dar segnale invece di come le cose non vanno e che da parte istituzionale ci deve essere più impegno per realizzare ambiti di sviluppo.
      La fuga dei cervelli e dei neolaureandi si ha anche perchè non ci sono spazi aperti per la discussione.
      All’estero, se sei capace ti sostengono, e basta anche la partecipazione ad un pubblico dibattito/briefing/meeting o quant’altro per essere adocchiati e aver richieste di approfondimento.
      Non sto incensando il Presidente Miccichè, ma voglio ribadire che spesso quelle poche occasioni non vengono valorizzate dalle stesse istituzioni che potrebbero avere interesse a raccogliere fondi per incrementare la ricerca.
      Siamo qui sempre a piangerci addosso, ma almeno sfruttiamo le poche occasioni. Abito vicino a Milano, ma sinceramente mi sarebbe piaciuto essere presente.
      Se ci fossero state tante persone penso che la cosa avrebbe avuto un maggior risalto nei media, e di conseguenza maggior cassa di risonanza per stigmatizzare la nostra classe dirigente sia politica che economica e soprattutto di sprone alle “mummie cattedratiche”, non si vive solo guardando la realtà con i paraocchi rosso-nero-verde. Ogni lassata è pirduta!!!

    17. antonino:

      caro presidente e cari tutti voi delusi dagli ingegneri…

      Io ci sono stato, ma sono subito ritornato al piano di sotto sui libri!
      Avete ragione nn c’è stata molta pubblicità, almeno nn più di quella che c’è per una qualsiasi altra iniziativa o convegno degno di merito.
      La differenza che adesso c’era in mezzo la politica.
      da tempo in noi giovani studenti, che nn siamo pagati da nessuno per avere un ideale ma che ne abbiamo di nostri propri, da molto tempo siamo stati colti da un grande senso di sfiducia nei vostri confronti.
      Perchè vediamo che dopo tutto sto studiare dobbiamo andare a lavorare al nord (Perchè quì lavori per ingegneri nn ce ne è)! e molti come me credono che questo sia dovuto esclusivamente alla mal politica che abbiamo avuto e che abbiamo.
      X quanto riguarda gli interventi… quelli di google & co. erano solo commerciali, mentre il suo sembrava un discorso alla maggioranza all’ARS.
      X questo, capito che i miei pregiudizi sul mondo della politica e su questo “convegno”erano fondati… ho deciso di nn perdere altro tempo. e con me altri.
      Persidente lei nn può dire agli studenti di incaz…arsi con il rettore e con l’uni, le non ha questo diritto! Invece lei ha il dovere di “sistemare” il rettore e tutta l’UNI se vede che questa nn funziona bene. Xkè se l’uni nn funziona è sopratutto x colpa vostra.

    18. Claudio Fazio:

      Questa volta Antonino hai ragione, deve essere il presidente a incavolarsi con il rettore dell’università, dato che occupa una carica istituzionale molto importante nel nostro territorio.

      Comunque mi sa tanto che ormai te ne devi andare all’estero altro che nord Italia, visto che l’Italia sta diventando tutta una cosa, nord e sud.

    19. GERLANDO:

      caro Presidente , il prossimo convegno consiglio di farlo All’ ars …gli studenti li portiamo noi! e’ questa la nostra sfida . ti chiedo soltanto di creare un atmosfera da dibattito e non da fiera campionaria…

      una mia amica al convegno nonostante le critiche mi ha detto che cmq e’ stata la prima volta che si e’parlato di internet a Palermo ad alti livelli

      complimenti .

    20. Angela:

      Antonino, non la penso come te.
      Le battaglie non devono sempre farle gli altri. Se vai al Nord ti insegneranno che se non ti metti a fare qualcosa in prima persona, non ottieni niente. Ma finchè si sta in Sicilia si aspetta che siano gli altri a provvedere. Se volevi dissentire, se gli altri insieme a te volevano dissentire, si alzavano dalla sedia, interrompevano il relatore di turno e gli chiedevano di parlare d’altro, di affrontare un quesito diverso, o di proporsi con un altro approccio.

      Non è difficile. Se vuoi puoi.

      Se il dissenso fosse stato manifestato da quello che in quel momento era l’ospite (il Presidente Miccichè), come tu chiedi, sarebbe stato uno sgradevole segno di non gradimento verso i suoi stessi invitati, atteggiamento di certo poco gentile e certamente non vero.
      Del resto se TU non gradivi, non potevi di certo pretendere che qualcun’altro si facesse portavoce del tuo pensiero.
      E non sto parlando di mera contestazione dei relatori ma di SPUNTI reali di discussione, di richiesta, di spiegazioni, di ampliamenti di orizzonte.
      Vedendoci così passivi anche gli stessi relatori si saranno convinti che venire in Sicilia è una passeggiata, basta raccontarci 2 favolette commerciali.

      Ragazzi smettetela di aspettare, mettetevi in gioco.

    21. Angela:

      Mi chiedo inoltre, ma Aziende Siciliane, ce ne erano? In incognito?

    22. Angela:

      Ad ogni modo, sono ben contenta di esserci stata, nonostante la tendenza di quasi tutti allo spot commerciale, qualche cosuccia interessante è venuta fuori. Qualche spunto mi pare sia stato dato.

      (E probabilmente, come usiamo da sempre noi siciliani, ce lo stiamo coltivando nel segreto della nostra area vitale, per vedere se riusciamo a inventarci qualcosa di decisivo DA SOLI. Le associazioni, le corporazioni non fanno per noi. Ognuno di noi è un’isola….)

      Ma la prossima volta saremo di più, tanti di più.

    23. Luca:

      No Angela, non vi era una sola azienda Siciliana ! la prox volta dovrebbero invitare Tutta Confindustria Sicilia !!!!
      a mio avviso !

    24. Claudio Fazio:

      Certo se non c’erano aziende allora a che è servito?

    25. Pidda sono:

      Della serie ritenta sarai più fortunato, la domanda, come direbbe Lubrano sorge spontanea, ma la facoltà di ingegneria quali “garanzie” di attenzione al fenomeno avrebbe dovuto dare? Non ritiene che se organizzato come un evento “qualsiasi” (tra virgolette qualsiasi) avrebbe potuto avere un’attenzione maggiore? Secondo me si. Lei ha la fortuna di avere collaboratori (questo blog ne è la conferma) assai in gamba che avrebbero potuto organizzare a puntino un convegno in un qualsiasi altro posto al di fuori dell’università riscontrando sicuramente, con una giusta attenzione pubblicitaria, maggior attenzione di quella che lei lamenta, giustamente, di non avere avuto.
      Che la Sicilia cresca anche da questo punto di vista è importante, le porto una testimonianza sicuramente minore di una che lavora all’aeroporto (attenzione aeroporto internazionale) di Palermo. Lei sa Presidente che in aeroporto non c’è adsl? Cosa non c’è adsl in aeroporto nel 2007? Si, si in un aeroporto internazionale, ribadisco internazionale, non c’è adsl, ma non solo, non esiste un punto internet dove chiunque può, se vuole, collegarsi.

      Quindi mi ascolti, coinvolga Yahoo! e Google, organizzi con loro un delivers per contattare i potenziali interessati siciliani, esponga un pò di banner su Yahho! con il geomarketing, faccia un pò di pubblicità in città, faccia cuocere a 180° e poi serva caldo.

      Io sarò li e vedremo assieme quale sia il riscontro.

      Un’ultima cosa io sono di sinistra ma è rincuorante vedere come, per fortuna, ci sia gente, di destra, in gamba come lei.

      W S. Rosalia!

    26. Claudio Fazio:

      Pidda, quello di cui ci hai parlato è gravissimo.In un aereoporto moderno ancora non c’è l’adsl, è veramente vergognoso.Comunque scusate per l’ot ma all’aereoporto gli hanno dato la concessione quarantenale.

    27. iovòpemare:

      L’aeroporto non serve per dare confort ai passeggeri serve per ricordare ad ogni viaggiatore che entra in sicilia di lasciare ogni speranza di modernità al varco e che qui siamo tutti antimafiosi se non si era capito quando si stava per arrivare. Caz.. ci fai con l’ADSL al Falcone-Borsellino? semmai qualche impianto di videoregistrazioneincontinuopurenelcesso per meglio intercettare!

    28. Mirko:

      Una domanda a Filippo Roberto:
      cosa significa nel suo intervento no.12 rivolto al signor Miccichè, “S.S.V.V.”?

      Grazie anticipate se vorrà darmi una risposta.
      M.R.

    29. Turiddu`:

      Bravo Catalano. Mi piace i tuoi commenti: “Non e` solo l’universita` di Palermo che ha perso un oppurtunita`, ma e` anche la Sicilia.
      Il popolo Siciliano ha perso il senso di popolo e di nazione. Dopo 147 anni di colonialismo e 61 anni di inganni del non-statuto non ha piu` la forza di reagire a qualsiasi iniziativa. Il popolo e` deluso e frustrato. Non crede piu` in nente perche` oramai e` stancu delle stesse bugie e false promesse. I siciliani sono un popolo ombra che cammina nel buio. Ha perso la sua identita` di popolo fiero, orgoglioso ed indipendente e diventatu un clono italico trasparente senza nessuna importanza. Tutti sti chiacchiere non servano a nente picchi alla fine un cambia nente. Non sappiamo se il popolo Siciliano si risvegliera` mai!”.

      e Bravo Finocchiaro per il tuo intervento: ”
      @ Catalano. Penso che a molti la verita` che tu scrivi fara` molto male. Forse solo guardandosi nello speccio e leggendo i tuoi commenti il popolo Siciliano si risvegliera` e dichierera` ad alta voce che e` ancora vivo, e prendera` le redine del suo destino e incominciera` ad essere veramente autonomi come vole u Statuto!”.

      e bravo RRusario per i tuoi commenti sulle “cucuzze vacanti” e “Cosa gliene frega ai rettori degli stage offerti agli studenti. A loro interessa solo mantenere lo “status quo” del proprio stipendio. Ovvero può cambiare il mondo lì intorno all’università palermitana, basta che loro mantengono la seggia sicura, gli altri si arrangino. Ogni tanto si fanno le elucrubazioni mentali o mast…….ioni per dire che sono lì, poi come i ns onorevoli “cucuzze vacanti”, partoriscono elementi che son solo capaci di copia/incolla (quello è il loro livello informatico).
      Invece di essere la punta di diamante per generare persone che possono dare lustro ed occasioni di futuro al ns. Popolo, loro all’università insegnano solo ad ammucciarsi, con lo sconforto di avere la maggior parte dei laureandi che emigra fuori dalla Sicilia!!!
      Questa dell’emigrazione è una piaga.
      Famiglie che si svenano per mantenere i figli fino a 24-26 anni, dopodichè tutti questi investimenti vanno “in fumo”, perchè tutta la conoscenza acquisita viene usata altrove e non in Sicilia.
      Non siamo capaci di attrarre gli investimenti perchè non sappiamo trattenere nella nostra neanche chi ha le capacità intellettuali per rispondere alle sfide del futuro.
      L’unica via è l’Autonomia Integrale!!!!!!”.

      Tutti i Siciliani veri non vogliono altro che l’autonomia vera come dettato nello Statuto Speciale per l”Autonomia Siciliana!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    30. trinacrio:

      i veri siciliani non vogliono l’autonomia; vogliono l’INDIPENDENZA

    31. junglebi:

      caro presidente.

      concordo con lei nell’attribuire colpe a rettore e preside di facoltà.
      non ho gradito i loro interventi, ma nemmeno il suo.
      specie quando ha parlato di informazione…
      chi l’ha mai detto che un giornalista deve chiedere autorizzazione al politico prima di parlar male di lui?
      ne parli, se il politico crede di essere stato diffamato c’è la magistratura!

      anche gli ospiti invitati non sono stati azzeccati. interessanti i loro interventi, ma assolutamente decontestualizzati! il nostro problema in sicilia è la diffusione dell’accesso a internet, non il suo contenuto.

      credo che a tal proposito un intervento interessate e tuttavia nemmeno difficile da realizzare, sia il creare delle wi-fi zone, nelle piazze principali del centro di palermo.
      tempo fa sentii che lei stava facendo qualcosa, ma poi il nulla, spero che se ne ritorni a parlare presto.

      un saluto
      junglegek

    32. Adelaide:

      Non ho letto tutti i commenti a questo post, in realtà il mio parere in merito alla media affluenza in aula magna nn è legato all’idea della “scarsa comunicazione”(paradosso x il tipo di evento)… o meglio, anche:come diceva Beppe i ragazzi di ingegneria sarebbero accorsi tutti…ma dovevano non andare all’università da non so quanto dato che su Viale delle Scienze vi erano Totem giganteschi che pubblicizzavano l’evento. E’ anche vero che mentre intervistavano il Presidente nella terrazza alle spalle dell’aula magna sento un ragazzo al balcone di fronte che dice, con tono sorpreso, ad altri ad alta voce:”Ma quello è Miccichè? Si si è Miccichè.” >questo per dire che erano d’ingegneria ma particolarmente sorpresi. Anyway, la mia idea rimane un’altra..caro Presidente, purtroppo un’alta percentuale di studenti universitari, quando iniziano la loro carriera universitaria, vengono adescati da tipi rasta che vanno all’università con i cani dietro, i quali li convincono presto che il sistema gli è nemico… quello che intendo e che temo è che dietro una non partecipazione, possa soggiacere un atteggiamento contro l’istituzione. Probabilmente mi sbaglio (con riferimento a quelo giorno), ma che ste povere matricole sono vittime innocenti è vero.
      Se tutto cio’ non c’entra, ahimè, allora c’è stata cattiva comunicazione. Certo, qualche manifesto si sarebbe anche potuto fare… ma a fatto bene a non farli fare, altrimenti l’avrebbero accusata di spendere denaro pubblico…
      Al di là della presenza, raramente a Palermo si tengono convegni del genere, con certi contenuti. Si respirava aria di sviluppo, di nuovo…..

    33. Adelaide:

      Ho letto alcuni post.
      Filippo Roberto la pensa come me. Ma forse è giusto anche andare nella tana del lupo e fargli capire che nn lo voglio ammazzare, ma voglio che mi aiuti ad ammazzare nemici veri: in questo caso l’ignoranza.

    34. Turiddu`:

      Bravo Trinacrio: ” veri siciliani non vogliono l’autonomia; vogliono l’INDIPENDENZA”.

      SE presto non abbiamo l’autonomia vera come dettato nello Statuto Speciale per l’Autonomia della nazione Siciliana si deve passare immediatamernte per l’indipendenza.!!

      Allora i dui presidenti datavi da fare presto per l’autonomia dello statuto prima che il popolo Siciliano si arrabbia e inizia la lotta per l’indipendenza!!!

      http://www.youtube.com/watch?v=pqt6yhfuN9g

      http://ilconsiglio.blogspot.com/2007/11/il-popolo-siciliano-tenta-lo-scacco.html

    35. eusebio:

      Ma perchè ci stupiamo tanto della media(mica scarsa) affluenza al convegno e del poco interesse che sembra aver esso suscitato? L’argomento è innovativo e ancor più di novità sa il fatto che la politica se ne interessi; e da sempre, da quando il mondo è mondo, alle innovazioni, ai nuovi processi, alle nuove sfide(e questa è una grande sfida!)all’inizio ci credono solo in pochi.
      E comunque, è vero ciò che dice Adelaide: probabilmente la presenza della politica(istituzionale) all’univeresità non viene da tutti accettata; meglio per loro qualche concerto di uno di sti gruppi metal- scafazzati, il cui vocalist manda a quel paese il potere, Berlusconi e il capitalismo-demonio, che un convegno promosso dall’adepto Presidente dell’ars. E ha ragione anche Beppe Vicari, quando dice che, comunque, non bisogna esagerare nel pessimismo dei commenti, perchè tutto sommato non è stato poi un insuccesso.

    36. Luca:

      Eusebio stai scherzando vero ?
      Erano presenti i Big del Digital e l’aula era vuota !
      Non vorremmo dire che era piena … ti prego !
      Qui il passo falso lo ha commesso l’Università di Palermo che non ha coinvolto gli Studenti, sai quante università italiane vorrebbero avere la stessa occasione ? E sapete quanti amici universitari ho sentito che non erano a conoscenza di un bel nulla ?
      Svegliamoci pure noi cmq Eusebio ! altrimenti rimaniamo nella mediocrità ! se ci si accontenta di tutto !

    37. FILIPPO ROBERTO:

      @ Mirko,
      ciao ti chiedo venia se non sono stato celere nel risponderti.
      senti fratè non ci soffermiamo a querelare le abbreviazioni = rafforzamento, il comm.12 mirava a mettere in luce che se il convegno è stato boicottato dalla frangia accademica idealista è comunista nel dna.
      sai non sono di F.I. e parlo e scrivo un comm. di un Siciliano disoccupato, laureato e handicappato che non vuole andar via dalla Sicilia perchè credo che la Sicilia può CRESCERE||\CI CREDO.
      SARò l’uultimo inguaribile ottimista, ma sempre VEDO IL BICCHIERE MEZZO PIENO E NON MEZZO VUOTO (slogan tipico maxista).
      FORZA SICILIA CREDIAMOCI LA SICILIA E’ LA CAPITALE EUROMEDITERRANEA.

    38. eusebio:

      luca non ho detto che l’aula era piena, ma non vorrei che passasse l’idea che sia stato tutto un flop

    39. gaex:

      Avrei molte cose da dire,ma per stavolta,non voglio sparare sulla croce rossa e per stavolta passo il turno.

    40. Francesco:

      Caro Presidente, è giusta la Tua protesta. Ma ora bisogna passare all’azione. In due direzioni: la prima per creare soprattutto per i giovani, tutti i giovani, non solo gli studenti di ingegneria della comunicazione, una opportunità. Dall’altra con il coinvolgimento delle imprese. In questo caso sia quelle capaci di creare le infrastrutture necessarie, sia quelle che dall’utilizzo dello strumento internet possono trarre occasioni di sviluppo.
      Hai l’autorevolezza e i rapporti necessari per:
      1. Creare a beneficio degli studenti di ingegnaria della comunicazione una serie di borse di studio, finanziate oltre che dalla Assemblea regionale, dalle aziende che hanno partecipato al convegno. che inoltre - per i più meritevoli - potrebbero offrire degli stages o delle occupazioni stabili in Sicilia.
      Al progetto potrebbe partecipare anche il glorioso Banco di Sicilia, il cui presidente so - perchè lo conosco - che vedrebbe di buon occhio un progetto dedicato ai giovani.
      2. Coinvolgere le aziende, propugnando sempre di più l’uso di internet per lo sviluppo della propria attività. Internet può essere oltre che un mezzo di promozione dei prodotti siciliani, anche uno strumento per accorciare la filiera di distribuzione, a vantaggio dei produttori e dei consumatori.
      3. Fare la voce grossa con chi possiede la rete telefonica perchè provveda con urgenza a trasformarla in modo da offrire quei servizi in ADSL, veloci e capaci di trasmissione dati.
      Lo so, è un progetto complesso da sviluppare, ma credo che troveresti tante persone capaci ( soprattutto fra i giovani) pronti a darti una mano. Me compreso, ( malgrado l’età avanzata). Buon lavoro.

    41. FILIPPO ROBERTO:

      @antonino, padrone di casa di ingegneria studia bene gli organi istituzionali autonomi, e gli Enti per il diritto allo studi universitario, come gli Atenei come si regolantano e l’E.R.S.U. COME FUNZIONA.
      CARO Amico non lo faccio per sminuire la tua intelligenza, ma dato che in ingegneria non fate bene il diritto pubblico ti esorto amichevolmente a studiarlo.
      e ti dico gli studenti hanno il dovere di partecipare allo sviluppo dell’Ateneo, dunque in Sicilia abbiamo grandi accademici che sanno tanto e bene ma sono poltroni nell’agire e partecipare allo sviluppo della nostra Sicilia.
      @ gaex fratè ANTAMI SUOGGIRA E SIENTIMI SUOGGIRA, OK!!!! VI VOGLIO BENE

    42. trinacrio:

      x turiddu
      “SE presto non abbiamo l’autonomia vera come dettato nello Statuto Speciale per l’Autonomia della nazione Siciliana si deve passare immediatamernte per l’indipendenza”

      non ti sono bastati 61 anni?
      penso ormai si sia capito che non la vogliono attuare e se anche lo facessero ora, ormai è troppo tardi.

    43. eusebio:

      ma non si era detto di bannare tutti gli ot?

    44. antonino:

      @ angela
      la contestazione c’è stata, silenziosa ma c’è stata….
      e il presidente lo ha capito!

      Non dicevo di contestare google (lui faceva il suo lavoro), ma bensì l’università. Se l’università è statale, pagata pure cn i soldi della regione, allora tocca al presidente intervenire!
      E poi se è lui stesso a notare carenze….tanto meglio lo dovrebbe fare!

      E poi è stato superficiale pure e specialmente lui!
      Che centravano lì le accuse ai suoi commilitoni di minoranza? Mi sentivo in una tribuna politica della peggior specie.

    45. francesco:

      Anch’io ero al convegno, e non posso che confermare quanto hanno detto in molti prima di me.
      Io sono uno studente di ingegneria e mio malgrado ho saputo della manifestazione solo perchè il web è la mia passione, e quindi ho trovato notizie online del convegno.
      Che dire poi dei nostri cattedrati! Ha ragione Presidente! avrebbero proprio bisogno di alcuni corsi di aggiornamento prima di sedersi a discutere di web, e più ancora di web 2.0 con le maggiori intelligenze del settore.
      Cmq penso che siamo sulla buona strada; lanciato il sasso speriamo che si alzi anche un’onda del tipo tsunami…

    46. Mirko:

      x Filippo Roberto.
      Fa niente. Però il “S.S.V.V.” te lo potevi pure risparmiare. Senza andare nello specifico, c’è chi ci sguazza con le riverenze e gli ossequi. Prendiamoci i nostri diritti (e doveri) senza genuflettersi, porca miseria! L’emancipazione siciliana comincia da qui.
      Io, per esempio, sempre senza andare nello specifico, mi sono sempre rifiutato di chiamarli “onorevoli”.
      Onorevoli di che cosa, poi?
      Una buona serata.

    47. FILIPPO ROBERTO:

      @ antonino,
      mio caru ninuzzù prima di dire che le inefficienze dell’università le devono aggiustare gli altri, che l’ateneo è autonomo e il magnifico rettore è equiparato al presidente del consiglio dello stato, per informarti tu potresti aver voce in capitolo nel C.D.A. DELL’ATENEO, idem è per l’E.R.S.U.
      Anttonino fai politica universitaria è ti renderai conto che gli organigrammi accademici sono filo comunisti.
      se candidarti ti interessa contattami, ti aiuto a candidarti come indipendente…..

    48. FILIPPO ROBERTO:

      nu peggiu surdu ca un vuoli senti!!!! comm.12;13;37;41;47.vabbuo sintemuni dopu.

    49. FILIPPO ROBERTO:

      @ Mirko,
      se mi conoscessi sapresti che sempre sia in ambito universitario sono stato visto come un anarchico contro i formalismi, ti dico che triennio 2001/07 ho fatto parte del C.D.A. di Ateneo, il giorno in cui mi hanno silurato alcuni commentavano: sinniu stu vastasu, idem quando mi hanno trombato da assessore.
      per quanto riguarda la forma rivolta al Presidente è perchè qualcuno mi scambiato per il lecchino di Gianfranco perchè gli ho dato sempre del tu.
      inoltre per qualcuno sono F.I. …….ciao

    50. FILIPPO ROBERTO:

      @ MIRKO, opsiii!!! al C.D.A.di Ateneo ssono statodal 2001 al 2004………………………………………ok.

    51. L'Assistente:

      Caro Presidente,
      la scarsa affluenza della gente non dipende solo da un problema di natura organizzativa e di comunicazione, che c’è stato; dipende, a mio modesto parere, prevalentemente da una classe dirigente che non è nemmeno capace di valutare l’importanza di alcuni eventi. Mi spiego : Se ci fosse stato un Preside di ingegneria “bravo” le assicuro che gli studenti sarebbero stati molto numerosi, perche lui stesso avrebbe spiegato a questi l’importanza dell’evento. E cosi via passando da assindustria, politica, etc; Lei deve aiutarci a cambiare la nostra classe dirigente, mandiamoli a casa non ci rappresenta, non cura gli interessi della sicilia, non valorizza i giovani, sono vecchi di età anagrafica e soprattutto di testa. Non lo faccia solo con le parole, ci dimostri che qualcosa si può realmente cambiare in questa terra; Le parole già ce li ha raccontate cuffaro, a lei chiediamo fatti…
      La prego di non mollarci.
      L’assistente

      veda a mio modesto parere c’è una classe dirigente siciliana che va sostituita in blocco;

    52. L'Assistente:

      le ultime 2 righe del commento sono un refuso, che ribdisce il concetto, qualora non fosse chiaro

    53. Claudio Fazio:

      @L’assistente
      Speriamo che siano i giovani a mandare a casa questa gente, e magari si formerà una nuova classe politica migliore.Ciao

    54. FILIPPO ROBERTO:

      @ assistente, Mandiamoli tutti via diamo alla Sicilia uno sviluppo sostenibile, conla tecnologia nuova e la gente nuova c’è la faremo.
      mettiamoci a lavorare e non parlare “in questa Sicilia abbiamo uomini, mezzi uomini, ominicchi e quacquaracqua

    55. gaex:

      Che noia ragazzi!!!!!!!!!!!!

      Fate voi.

    56. gaex:

      Qua si parla di tutto non si realizza nulla.

      La vita va avanti anche senza l’ARS, anzi secondo me meno i politici si interassano alle aziende e più sviluppo avremo.

      Parlando di internet basta creare un ambiente sano dove le aziende possano investire tempo denaro e fare così sviluppo, ma qua si parla di aria fritta vendendola per la modernità.

      Che la politica eviti di avere collusioni con la mafia, di dare da mangiare agli amici, che crei infrastrutture, che poi quando un azienda come il caso stmicroeletronics a Catania si stabilisce in un territorio si crea autonomamente e naturalmente sviluppo e lavoro.

      Che Dio salvi lo sviluppo dalla politica maldestra, ed inefficente.

      Meno politica e piu società civile meno poilitica e più mercato.

      Che noia ragazzi!!!!!!!!!!

    57. Turiddu`:

      Bravo Trinacrio: ” veri siciliani non vogliono l’autonomia; vogliono l’INDIPENDENZA”.

      SE presto non abbiamo l’autonomia vera come dettato nello Statuto Speciale per l’Autonomia della nazione Siciliana si deve passare immediatamernte per l’indipendenza.!!

      Allora i dui presidenti datavi da fare presto per l’autonomia dello statuto prima che il popolo Siciliano si arrabbia e inizia la lotta per l’indipendenza!!!

      http://www.youtube.com/watch?v=pqt6yhfuN9g

      http://ilconsiglio.blogspot.com/2007/11/il-popolo-siciliano-tenta-lo-scacco.html

      Vota il commento: +2

    58. michele:

      Continuo ad insistere:
      Il sistema va resturato, forse addirittura rifondato. E l’affermazione è valida in senso lato, riferendosi, alla politica del Paese, all’architettura dei suoi attuali soggetti politici (mi piacerebbe definirli tout-court, partiti), alle leggi elettorali (nazionale e negli enti locali), al sistema Italia che “..parla con le genti”; mi riferisco anche all’università. Palermo, il Rettore dell’Università di Palermo, i presidi delle relative facoltà (parliamo partendo dalla facoltà d’Ingegneria), il sistema studio RISULTANO VECCHI. Constato che l’universo Università Palermo è ancora fermo a 30 anni fa, quando la frequentavo anch’io: chi studia è scollegato dal mondo che gli gira intorno, e gli studenti devono solamente dare le materie sui soliti impolverati libri. Poi, se esiste innovazione, ricerca vera, evoluzione; se esiste Google, Yahoo, Youtube, Web 2.0 e quant’altro, poco importa. Gli studenti ascoltano lezioni pre-contemporanee.., costruiscono piani di studio pre-contemporanei.., si confrontano docenti figli della “rivoluzione industriale..” , rimanendo avulsi dal mondo che gli gira intorno. Quando usciranno, studi completati, dalle università, saranno “ANCORA” pesci fuor d’acqua e in un habitat che no riconosceranno. Le responsabilità? intanto del Rettore. Poi dei Presidi. E poi ancora dei docenti, i professori. E’ impossiile ed inconcepibile che un evento come quello del convegno Sicilia 2.0, sia passato inosservato a coloro a cui era principalmente destinato: i giovani palermitani e non solo. Gli studenti della facoltà d’ingegneria, gli studenti dell’Ateneo di Palermo, sono giovani anch’essi. A loro era destinato pure e, il poco Magnifico Rettore ha dimostrato di non amare i suoi studenti: ha snobbato per se e per gli studenti, l’evento.
      Vecchia Università di Palermo. Vecchio Rettore. Un suggerimento: lavoriamo per mandarlo a casa. Le cariatidi fanno parte della letteratura iconografica; fanno parte di stilemi classici dell’architettura. Mandiamo a casa Silvestri, e sostituiamolo con freschezza: mettiamo al suo posto un giovane e contemporaneo cattedratico.

    59. michele:

      Badiamo: io ero presente al convegno Sicilia 2.0, e ho verificato di persona.

      Per il commento precedente: parlo di sistema che va RESTAURATO.

    60. Turiddu`:

      Ma perche la Regione Siciliana a statuto speciale butta i nostr soldi al vento?

      Leggete:

      http://loradelvespro.blogspot.com/2007/11/come-i-siciliani-finanziano-comunisti-e.html

    61. Angela:

      Beh, finiamola di dire che il convegno non era sufficientemente pubblicizzato. Prima del convegno ho fatto un giro per la facoltà di ingegneria e i manifesti erano ovunque, scale, corridoi, ingressi ai dipartimenti.
      Ho fatto anche una mia piccola indagine, limitata a qualche persona. Nessuno sapeva cosa volesse dire “2.0″, nè la cosa li aveva incuriositi più di tanto. (parlo del gruppo docenti e ricercatori).
      L’innovazione non li incuriosisce. Voglia di eccellere, molto scarsa.

      La mia idea è che per coinvolgerli bastava inserire un “buffet” libero. Quando si mangia, si precipitano tutti. (lo dico per esperienza, ho organizzato convegni… :-) )

    62. Nanni:

      L’evento doveva essere anche un’opportunità per i giovani non iscritti alla sola Facolta di Ingegneria. Credo che il fenomeno web 2.0 coinvolga molti campi. E’ nell’interesse di tutti, o almeno di chi imprende o svolge un lavoro professionale, conoscere l’uso e le potenzialità dello strumento internet.

      Molti, come è stato scritto in un precedende post, non conoscono il significato di Web 2.0. Però, cari utenti, non si può sempre additare la colpa alle istituzioni o all’Università, siamo anche noi giovani siciliani che non aggrediamo le cose, che molto spesso non ci informiano, non vogliamo interpretare i tempi, non vogliamo raccogliere e affrontare le sfida che il mondo ci pone.

      Io scrivo dalla Provincia di Ragusa, mi sarebbe piaciuto assistere al convegno, ma per motivi di lavoro, così come tanti altri interessati all’evento, non mi è stato permesso. Qui, ad esempio, non è stato affatto pubblicizzato. Nessun sito web ha pubblicato l’evento. E’ sempre la stessa storia, in Sicilia non circola l’informazione. La gente non sa.

      Nonostante tutto voglio essere ancora ottimista. Non credo che l’evento sia stato un disastro. Se lo si guarda da un’altra prospettiva: ha seminato, ha fatto parlare noi utenti siciliani della rete intorno a questo argomento.Prima non c’era stata occasione.

      Un lungo viaggio inizia sempre con un passo.

    63. Adelaide:

      @Gaex: vedo che non ti togli il vizio di fare discorsi persi.
      Il lavoro dell’ARS in questa direzione è stato encomiabile, solo che ti viene forte ammetterlo e dici che nn c’è bisogno.
      Continui a deludermi.

    64. Walter Giannò:

      Adelaide.. “guata e passa” in questi casi…

      :-)

    65. gaex:

      @ adelaide

      Cara adelaide non ho detto che non c’era bisogno,questo lo stai dicendo tu, ho detto che la politica ha altri compiti, non per questo la politica o le isituzioni non devono,occuparsi dei problemi dell’aziende o come fare sviluppo.

      Intedevo dire come la penso.

      Penso che la politica deve venire incotro a chi deve fare impresa a chi si impegna per sviluppare le sue idee, chi è innovatore.

      Ecco la politica molte volte, ma vorrei dire sempre,ostacola l’innovatori che sono alla fine coloro che portano in avanti l’umanità.

      Ma queste cose tu li sai perchè te ne ho parlato molte volte, se poi ormai sei,o hai assunto una connotazione di parte come molti qui presenti nel blog, dimmelo e non avremo più motivo di pizzicarci.

      Basta essere chiari nella vita, io tento sempre di esserlo.

      Ciao e mi raccomando, lucidità.

    66. antonino:

      @ angela
      x coinvolgerli bastava noin dire che era organizzata dall’ARS.
      Tanti miei amici sono ricercatori e dottorandi all’università di palermo. Non sai nemmeno cosa si inventano per fare il loro lavoro. Sono rinchiusi tutto il giorno in 2 aule di 4 x 4 metri con tre PC e qualche strumento che per le ricerche che devono fare sono paragonabili a giocattoli!!
      Parlo di alcune ingegnerie, di geologia e matematica (delle altre facoltà nn sò, ma credo siano tutte sulla stessa barca).
      E sanno che sono rilegati lì a non potere fare quello che sanno fare, xkè lo stato taglia in continuazione i fondi alla ricerca e nn trovano aiuto alcuno dalla regione.
      L’unico modo affinchè il convegno potesse essere più serio e utile era quello di farlo organizzare direttamente al rettore, senza influenza ne ingerenza alcuna da parte dell’ARS e del presidente!!

      @ filippo
      no grazie non voglio candidarmi a un bel niente.
      non sono un politico, non ne ho “la stoffa” e non la voglio avere.

    67. FILIPPO ROBERTO:

      @ antonino,
      se non ti canditi e non vivi l’università in modo in modo propositivo, la casta dei culattoni raccomandati che non fanno ringiovanire l’università, noi che sputiamo sentenze a destra e a manca che caiser facciamo.
      tiro la pietra e dico A CU PISCU PISCU UN”IMMINTERESSA.
      scrivimi all’E-MAIL: filipposantamaria@libero.it dai impegniamoci con fatti e non parole, invito rivolto a tanti universitari presenti.
      il motivo principale del non sviluppo Siciliano siamo noi.
      CIAO

    68. Manfredi:

      mi avete rotto le palle sempre a dare la colpa al governo e per riflesso anche all’ars che questa volta non c’entra niente! ho 20 anni e soo studente di economia a palermo e ti posso assicurare che bene o male è stato pubblicizzato questo evento e ti assicuro che se l’aula magna era vuota non è stato per un fatto politico bensì per il solito menefreghismo di noi palermitani; non ci meritiamo niente e non sappiamo neanche ricevere ciò che ci viene dato..
      condivido anche io chi diceva che a catania sarebbe stato molto meglio.! li c’è un altra mentalità

    69. gaex:

      @Manfredi

      Bel modo di esprimerti complimenti.

      A questo non l’avete bannato bravi.

    70. gaex:

      Non vi seguo più e con questo do addio per sempre al blog .

      Auguri per tutto ciao

      Gaetano

    71. FILIPPO ROBERTO:

      @ gaex,
      se non ti vanno a genio alcuni commenti scurrili non significa che devi lasciare il blog.

      Non mi dire che sei di quelli che hanno sempre ragione e quanto senti qualcosa che non condividi lasci tutto, c’è uno slogan che diceva BOIA CHI MOLLA!!!!,non interpetrare queste parole provenienti da una parte politica.
      dai Amico non mollare, non fare come qualcuno che ci governa che per non vedere mette la testa sotto la sabbia.
      CIAO

    72. Claudio Fazio:

      @Manfredi
      Sei il pessimismo in persona e credo che se tutti i palermitani onesti leggessero il tuo commento si offenderebbero molto.Non mi piace quando si fa di tutta l’erba un fascio, non mi è mai piaciuto questo atteggiamento stupido e da ignoranti.

    73. Claudio Fazio:

      @Gaex
      Non te ne andare o se non con chi si litiga più in questo blog?

    74. maurizio:

      Ciao a tutti scusate se uso questo spazio utilizzato di solito per argomenti importanti ma vi volevo raccontare una conoscenza che ho fatto ieri sera con un ragazzo Francese laureato in economia che era a Milano per un master sui derivati alla Università Bocconi.

      Premetto che ho avuto il piacere un paio di settimane fà di parlare con un paio di mie amiche studentesse alla Bocconi sul tema del signoraggio sulla bolla immobiliare negli States: temi che trattate da tempo su questo spazio e mentre parlavo vedevo materializzarsi sopra le loro teste un enorme punto interrogativo come se stessi parlando di Babbo Natale di draghi (non quello li) e folletti.

      Bene ieri sera faccio conoscenza con questo ragazzotto Francese:ci presenta un amica in comune,lui non parla Italiano e io non parlo Francese,va bene l’inglese ok.

      Mi dice quello che sta facendo in Italia,Che è laureato in Economia col massimo dei voti e che si stabilisce a Milano fino a Giugno per seguire un master alla Bocconi.

      Io mi presento gli dico che sono un Musicista e che la poca conoscenza di economia che ho e è grazie (MA GRAZIE DAVVERO) alla consultazione di alcuni siti come centrofondi etc…

      Insomma (mi sto dilungando) attacco a parlare del signoraggio sulle origini della moneta delle banche del debito e sorpresa….NON NE SAPEVA NIENTE e mi ha risposto (in Inglese) ‘ veramente in italia i soldi ve li fate prestare?’dice in tono sarcastico, e poi orgogli(one) ‘noi in Francia no’ allora non ce l’ho fatta gli rido in faccia e gli dico che in tutta la zona euro esiste il signoraggio e affondo dicendo che la seconda guerra mondiale è “stata creata ad arte dalla finanza” per arrivare a questo, un europa controllata da una moneta etc…(in effetti mi sono lanciato un po troppo) e qui mi sono fermato perchè iniziava a prenderla davvero a male.

      Prima di salutarci mi consiglia entusiasta di leggere Opzioni, futures e altri derivati di John C. Hull (se ho capito bene) che è il libro di riferimento del Master e mi dice che sicuramente mi sarebbe utile consultarlo per capire davvero l’Economia.

      Io non so chi sia sto Hull ma stamani mi sono alzato e ridendo tra me pensavo questo ragazzo di cui non ricordo il nome che parlando ad un suo compagno di corso gli dice “pensa che ieri sera ho conosciuto un pazzo che sosteneva che i soldi gli stati se li fanno imprestare dalle banche creandoli dal nulla”

      Ciao a tutti scusate il disturbo…

    75. Angela:

      Ma che disturbo, Maurizio, vai così.. e resta qui, che servono i ragazzi svegli!

    76. trinacrio:

      menomale che era laureato con il massimo dei voti in economia.
      maliditta ignuranza!!!

    77. rrusariu:

      @Gaex

      Tanuzzu nun ti nni iri!!!
      Meglio un rompiscatole come te, che uno che si sente già rotto. A 20 anni bisognerebbe sognare…. all’estero, e non penso che a Katania ci fosse stata la folla a Sicilia web 2.0 le cose sarebbero migliorate.
      Come ho detto in altri post, il problema che abbiamo è delle nostre “cocuzze vuote” che ci rappresentano e a cui si appiccicano spesso “mummie cattedratiche” che generano dei dirigenti dediti al copia-incolla.
      Il vuoto mentale figlio della arraffa-arraffa genera solo disamore anche per le occasioni che si possono presentare.
      Non sto a incensare o criticare il Presidente Miccichè, voglio dire che spesso le cose proposte sembrano calate dall’alto dei cieli …. e la gente non le sente proprie.
      Stavolta mi azzardo a chiedere al Presidente di sostenere qualche iniziativa che possa veramente partire dal basso e che possa dare supporto per la funzione che ricopre. Non ha importanza che debba avere speaker di rilievo, ma sappia coinvolgere Siciliani e non per progetti di utilità per tutti.

    78. Turiddu`:

      Per quelli che non sentono il sicilianismo dentro e che purtroppo sono stati colonizzati leggete questo articolo:

      http://ilconsiglio.blogspot.com/2007/11/il-vuoto.html

    79. antonino:

      filippo, mica ci dobbiamo candidare tutti x fare sentire le nostre idee.
      x questo ci sono i rappresentanti, e da alcuni di questi mi sento davvero rappresentato.
      Il fatto di nn entrare in campo nn mi impedisce di dire la mia e fare la mia parte.
      Io la faccio sia da cittadino che da studente, quando una cosa nn è giusta nn esito a dirla e a gridarla ai mie rappresentanti affinche facciano ciò che è meglio x “me”.
      Non entrare in politica nn significa subirla!!
      Se ciò che ho detto è sbagliato vuol dire che chi nn è politico con potrà mai dire la sua.
      Credo sia questo il ragionamento sbagliato.

    80. eusebio:

      Che verso certi enventi, come il convegno, c’è scarso interesse e difficoltà di coinvolgimento è vero.

    81. Claudio Fazio:

      ma oggi dovesono tutti?A fare i lecchini a Berlusconi a Piazza Politeama?

    82. Alieno:

      E allora come è finita lo fate o non lo fate sto partito nuovo?Ma ancora andate dietro al peracottaro di Arcore?

    83. Claudio Fazio:

      Io dico sempre, che il più grande errore dei siciliani e credere nelle parole di certi politici scesi da Roma.Oggi si sta compiendo questo.Con l’inganno del lavoro e del futuro per le loro famiglie votano per quei quattro bacucchi.Complimenti, cosi vedrete dove andrà a finire la nostra terra.

    84. Giuseppe M.:

      Tema in classe!!!!!!!
      Parlatemi dell’Italia
      Svolgimento….
      L’Italia è un paese (??) di antiche tradizioni che nella sua storia ha dato un fondamentale contributo alla nascita della democrazia e degli stati moderni, purtroppo adesso la democrazia non esiste più, i cittadini sono stati lasciati in mano agli speculatori, in media costa tutto più caro rispetto agli altri paesi europei, mentre i politici sono impegnati a fare partiti e a prendere per i fondelli i cittadini.
      La benzina è la più cara d’europa, ci speculano i petrolieri e lo stato che guadagna cifre astronomiche dalle tasse sui carburanti.
      Le banche sono le più care d’Europa e lo stesso i mutui, ma questa è argomento per il prossimo tema!!
      In Italia vige sempre di più la regola “Aiutati che Dio ti aiuta”

    85. Claudio Fazio:

      Giuseppe m.
      E se ne potrebbero aggiungere di cose in questo tema.

    86. Turiddu`:

      Ci vuole un partito solo per i Sicliani per fare grande la Sicilia

    87. Claudio Fazio:

      Turiddu
      Bhè potrebbe essere un ottima idea.

    88. Un Siciliano:

      Ma il popolo Siciliano del passato era veramente forte!!!!

      Bravo Trinacrio: ” veri siciliani non vogliono l’autonomia; vogliono l’INDIPENDENZA”.

      Se presto non abbiamo l’autonomia vera come dettato nello Statuto Speciale per l’Autonomia della nazione Siciliana si deve passare immediatamernte per l’indipendenza.!!

      Allora i dui presidenti datavi da fare presto per l’autonomia dello statuto prima che il popolo Siciliano si arrabbia e inizia la lotta per l’indipendenza!!!

      http://www.youtube.com/watch?v=pqt6yhfuN9g

      http://ilconsiglio.blogspot.com/2007/11/il-popolo-siciliano-tenta-lo-scacco.html

    89. Alieno:

      La Nazione Siciliana,un parra!Siciliani semu.

    90. Giuseppe M.:

      TEMA in classe….
      “le banche”
      le banche sono quelle aziende private talmente brave ma talmente brave che ti prestano i soldi anche se non li hanno, ad esempio se a tè servono 100.000 € e vai in banca per farteli prestare loro sono così bravi e di cuore che anche se possiedono solo 16.000€ ti danno lo stesso 100.000€.
      Adesso che siamo a fine anno siccome le banche hanno bisogno di liquidità si rivolgono ai loro amatissimi amici a cui hanno prestato i soldi così generosamente e chiedono un aumento del contributo per i loro bisogni (Euribor).
      La cosa più bella comunque è quella che l’inflazione aumenta grazie agli speculatori(che solitamente coincidono con i proprietari delle grosse banche), aumentano pane, pasta, benzina e i poveri cittadini si trovano sempre più in difficoltà, ma….. per fortuna arriverà prima o poi il governatore della BCE che aumenterà i tassi per frenare l’inflazione, facendo un’altro grosso favore ai poveri proprietari delle banche.

    91. Catalano:

      @alieno, questi siciliani colonizzati non sono i Siciliani della Nazione Siciliana!!!!!

    92. michele:

      Dobbiamo creare una nuova classe dirigente. E, chi vule snobbare gli eventi non ne farà parte. Almeno me lo auguro.

    93. Claudio Fazio:

      Michele
      E secondo è fondando un nuovo partitello del cavolo che si creerà una nuova classe dirigente?
      Io la vedo molto dura.

    94. massimo:

      Art. 40 dello Statuto della REGIONE SICILIANA

      **********************
      E’ incredibile come questa concessione sia sfuggita all’Italia e altrettanto incredibile come i Siciliani non sappiano neanche di che arma dispongono, se solo lo volessero e se solo avessero ancora un’Alta Corte imparziale a decidere sulle proprie competenze.>
      ***************************

      Le disposizioni generali sul controllo valutario emanate dallo Stato hanno vigore anche nella Regione. E’ però isitituita presso il Banco di Sicilia, finché permane il regime vincolistico sulle valute, una Camera di compensazione allo scopo di destinare ai bisogni della Regione le valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane, dalle rimesse degli emigranti, dal turismo e dal ricavo dei noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani.

      **********************
      “Il primo comma non dice altro, in sostanza, che la Sicilia è in unione monetaria con l’Italia (e oggi si direbbe con l’Europa). Non si comprende fino in fondo perché Einaudi, primo presidente e sì valente economista, fosse tanto preoccupato che con l’art. 40 noi ci facessimo la “lira siciliana”, ma forse il solo esplicitare dell’unione monetaria, come dell’unione doganale al precedente articolo, dà ragione più dell’eccezionalità che della specialità dello Statuto. In altre parole è come se, all’infuori dei legami espressamente previsti per Statuto, tutto fosse lecito alla Sicilia alla pari di un vero e proprio stato sovrano.

      Il secondo comma, invece, più delicato, va intanto spiegato tecnicamente per capire come, per lo stesso, si sia potuto parlare di un abbozzo di politica valutaria autonoma della Regione Siciliana.

      Il “regime vincolistico” delle valute non è altro che la funzione pubblica della banca centrale di essere il “regolatore di ultima istanza” dei movimenti monetari internazionali attraverso le proprie riserve auree e valutarie. Non ci pare che questo regime sia venuto meno, almeno nella sostanza.

      Il comma dice che, nel territorio della Sicilia, le funzioni “monetarie” sono spossessate alla Banca d’Italia ed affidate ad un organismo autonomo. Questo è definito “Camera di compensazione” ed è affidato ad un ente di diritto pubblico che oggi, purtroppo, non esiste più: il Banco di Sicilia.

      Questo, privatizzato, assorbito da gruppi bancari italiani, smembrato, non è individuabile oggi in alcun modo come il soggetto di una così importante disposizione costituzionale. Tale organismo pubblico va, quindi, ricostruito ex novo con qualunque nome, purché sia PUBBLICO come lo era nello Statuto: istituto monetario siciliano, ente monetario siciliano, o che dir si voglia. Anzi, forse, è stata proprio la “privatizzazione” del Banco, investito di funzioni pubbliche, anzi costituzionali, ad essere stata illegittima, anzi incostituzionale, e per questa ragione la Regione avrebbe ben modo di chiedere conto allo Stato dello scippo.

      E’ notizia recente che, dopo le filiali continentali, anche il patrimonio immobiliare del Banco, pubblico e perciò di tutti i Siciliani è stato regalato al sistema bancario nazionale (e internazionale), alla vera sanguisuga, quindi, dei nostri tempi. L’opera era cominciata nel 1926, con il regalo alla Banca d’Italia delle riserve auree (ma la battaglia era iniziata nel 1860! e la sconfitta rinviata solo dall’eroismo del nostro Francesco Ferrara) ed oggi appare completa.
      Ma tralasciamo le liti, infinite, che la Sicilia potrebbe intentare all’Italia in materia bancaria, e torniamo al nostro articolo.

      Questo individuava il Banco perché ente pubblico, perché la moneta è e deve essere pubblica e pubblica deve essere la Camera di Compensazione preposta alla tenuta delle riserve auree e valutarie siciliane.
      In pratica, in regime di lira (più avanti vedremo come ciò sia attuabile con l’euro), l’articolo voleva tornare ad una situazione simile a quella ante 1926: un istituto centrale di emissione, ma le riserve auree decentrate in più istituti in modo che ciascuno di essi potesse emettere moneta in funzione delle proprie disponibilità e in modo coordinato con la banca centrale.

      Le diverse previsioni contemplate dalla norma (esportazioni, noli, rimesse, etc.) non esprimono altro che il saldo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti. In altre parole gli scambi con l’estero, allora nettamente attivi, avrebbero generato un surplus di valute estere e di oro. Con queste il Banco avrebbe potuto: o emettere moneta (implicitamente per un valore strettamente pari alle riserve) o donarle al pubblico (alla Regione).
      In entrambi i casi la Regione (e gli enti pubblici siciliani, locali e no, che da quella finanziariamente derivano) avrebbe pagato servizi pubblici direttamente o indirettamente mediante emissione di moneta.

      Ovviamente la emissione non sarebbe stata libera, perché, in regime di unione con l’Italia, le lire complessivamente circolanti nel territorio nazionale, non avrebbero dovuto alterare il livello dei prezzi più di quanto voluto dalle politiche monetarie e valutarie nazionali. Ma, come avviene oggi per la Bank of Scotland (ma anche per le piccole emissioni di San Marino e del Vaticano), queste “emissioni concordate” avrebbero costituito una fonte di finanziamento del pubblico in Sicilia DISTINTA DALL’IMPOSIZIONE FISCALE E NON GRAVATA DA ALCUN INTERESSE e, cosa da non poco conto, GARANTITA DAL SURPLUS VALUTARIO E AUREO DELLA BILANCIA COMMERCIALE, cioè moneta “reale” con un minimo signoraggio legato ai costi di emissione o poco più!

      Quale altro significato potrebbe avere l’espressione “destinare ai bisogni della Regione” se non quello di acquistare beni e servizi vendendo moneta straniera o oro? E che differenza c’è tra la vendita di moneta straniera o oro e l’emissione di moneta garantita dalle stesse riserve?

      Forse, a ben pensarci, Einaudi aveva visto bene, anche se certo la Sicilia non sarebbe poi stata del tutto libera nel gestire la propria politica monetaria.
      Se uniamo questa norma con quella della competenza della Regione in materia di credito, assicurazioni e risparmio, ciò avrebbe significato la completa esautorazione delle “autorità finanziarie italiane” (Banca d’Italia, ISVAP, CONSOB) nel territorio della Regione (fatti salvi però i “principi e gli interessi generali” che pur sempre il Parlamento poteva porre). Se si pone mente al fatto che, anche per i banali pagamenti bancari “nazionali” oggi non esiste in Sicilia nemmeno una normale camera di compensazione (si trovano solo a Roma e a Milano) si vede quanto siamo lontani dal dettato statutario.
      E questa “indipendenza finanziaria e monetaria” ci avrebbe sottratto del tutto al potere usuraio della Penisola nei nostri confronti.

      L’Italia, asservita ad una banca centrale privata, controllata da privati, ha concesso in un momento di crisi che la Sicilia si gestisse almeno la moneta che serviva alle proprie transazioni interne! Ovvio perché neanche è passato dalla mente a qualcuno di porre mano all’attuazione dell’art.40.

      La sua attuazione sarebbe rivoluzionaria e consentirebbe alla Regione di ottenere servizi ad una tassazione molto più contenuta rispetto a quella italiana, asservita al debito bancario ed al pagamento dei conseguenti interessi.
      Due problemi si pongono a chi oggi volesse dare piena attuazione a questo articolo:
      - la lira non c’è più;
      - il surplus commerciale non c’è più (grazie, Italia, grazie).

      Il primo problema è in realtà un falso problema. La stessa norma che valeva con l’unità monetaria italiana può ben valere per l’unità monetaria europea. Il punto è che bisognerebbe negoziare un aggiustamento dei trattati che contempli il rispetto di questa norma costituzionale italiana. Questa rinegoziazione non minerebbe l’unità monetaria europea (qualunque sia il giudizio che se ne voglia dare) e le soluzioni tecniche non mancherebbero.

      Ne diamo due:
      - l’istituto siciliano pubblico che gestisce la camera di compensazione diventa istituto di emissione per il territorio siciliano e partecipa, anche con quota minima, al SEBC di Francoforte (lo fa la Slovenia e vuoi vedere che solo noi non sappiamo farlo?); le sue eccedenze valutarie si tradurranno in emissione solo nella misura decisa dalla BCE, ma anche in quella minima misura, saranno “profitto” per la Regione Siciliana e quindi minori imposte - meglio di niente;
      - la Sicilia lascia sempre all’Italia il diritto/dovere di rappresentarla a Francoforte nel SEBC e concorda con la BCE l’utilizzo delle riserve valutarie eccedenti (un po’ come i micro-stati: Monaco, Andorra, Vaticano, San Marino): in questo caso, oltre a qualche “monetina divisionale”, l’istituto monetario siciliano potrebbe immettere nel mercato regionale solo buoni garantiti dalle proprie riserve, il cui valore reale sia garantito (a differenza degli euro), pur lasciando l’euro come moneta di conto.
      Si pensi ad esempio ai seguenti tipi di emissione possibili:
      -piccioli (monete divisionali di piccolo taglio in parità fissa con l’euro usate per mezzo di scambio: beneficio è che il piccolo signoraggio resta in Sicilia facendo diminuire le imposte);
      - grani (monete complementari o franche, con deprezzamento, ovvero buoni-spesa: beneficio è agevolare la domanda interna, impiegare risorse inutilizzate e stimolare la produzione interna di beni e servizi);
      - tarì (monete utilizzate contemporaneamente come mezzo di scambio e come riserva di valore, garantite da valute straniere e argento e in cambio fluttuante, in quanto titoli, con l’euro: beneficio è l’immissione in Sicilia di una moneta dal valore reale costante per difendere il potere d’acquisto dei redditi siciliani e utilizzare, ai sensi dell’art.40 il surplus valutario per benefici interni al posto delle imposte);
      - onze (monete utilizzate unicamente o prevalentemente come riserva di valore e garantite pienamente dalla conversione in oro, derivanti dall’utilizzo di surplus valutari e, come i tarì, in libera fluttuazione con l’euro: beneficio è dare ai risparmiatori Siciliani un bene-rifugio o un bene di accumulazione transitoria, oltre che - come sopra – essere utilizzate per l’ottenimento di servizi pubblici).
      In altri termini la Sicilia può utilizzare i margini, anche contenuti,
      di autonomia valutaria dell’art.40 con l’Europa non meno che con l’Italia. Il problema è - al solito - di volontà politica.
      L’altro problema appare più serio. Sei decadi di assistenzialismo hanno compromesso la tradizionale vocazione all’esportazione della Sicilia e, per qualche tempo, i benefici dell’art.40, potrebbero restare solo sulla carta. Ma il pessimismo non è da sopravvalutare. La bilancia commerciale di oggi non è infatti quella che si avrebbe in regime di piena attuazione dello Statuto, comprese le norme valutarie appena descritte.
      Basterebbe una ventata di libertà e di efficienza dell’azione pubblica per rimettere in sesto la nostra disastrata economia. E poi, anche oggi,nel baratro in cui siamo, le statistiche parlano chiaro. Il deficit
      commerciale è imputabile soprattutto al parassitismo degli organi pubblci di consumo. Il settore privato mantiene una sua vitalità, testimoniata dai saldi attivi, ancorché modesti, del commercio estero in 8 province su 9. Il risultato migliora se si considerano anche i prodotti energetici che oggi “si trovano in Sicilia” ma “non sono” della Sicilia e che domani invece lo sarebbero. E, infine, le statistiche non parlano delle transazioni con l’Italia, non viste come estere, verso la quale la sola esportazione di prodotti energetici e le rimesse degli emigrati ribalterebbero già nel breve termine la questione.
      Nel medio e lungo termine, poi, sarebbe la stessa autonomia monetaria a fare il resto.”

      Per la Sicilia, solo per amore della nostra Patria

    95. massimo:

      Art. 40

      Le disposizioni generali sul controllo valutario emanate dallo Stato hanno vigore anche nella Regione. E’ però isitituita presso il Banco di Sicilia, finché permane il regime vincolistico sulle valute, una Camera di compensazione allo scopo di destinare ai bisogni della Regione le valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane, dalle rimesse degli emigranti, dal turismo e dal ricavo dei noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani.
      ————
      E’ incredibile come questa concessione sia sfuggita all’Italia e altrettanto incredibile come i Siciliani non sappiano neanche di che arma dispongono, se solo lo volessero e se solo avessero ancora un’Alta Corte imparziale a decidere sulle proprie competenze.>
      **************
      “Il primo comma non dice altro, in sostanza, che la Sicilia è in unione monetaria con l’Italia (e oggi si direbbe con l’Europa). Non si comprende fino in fondo perché Einaudi, primo presidente e sì valente economista, fosse tanto preoccupato che con l’art. 40 noi ci facessimo la “lira siciliana”, ma forse il solo esplicitare dell’unione monetaria, come dell’unione doganale al precedente articolo, dà ragione più dell’eccezionalità che della specialità dello Statuto. In altre parole è come se, all’infuori dei legami espressamente previsti per Statuto, tutto fosse lecito alla Sicilia alla pari di un vero e proprio stato sovrano.
      Il secondo comma, invece, più delicato, va intanto spiegato tecnicamente per capire come, per lo stesso, si sia potuto parlare di un abbozzo di politica valutaria autonoma della Regione Siciliana.

    96. Ingegnere Volante:

      Invece di fare un nuovo partito perché non fate cose serie tipo ricacciare a Siena la Montepaschi? Come mai una Regione (Siciliana) guidata dalla destra finanzia le amministrazioni comuniste toscane?

      Come i Siciliani finanziano comunisti e musulmani

    97. Claudio Fazio:

      Ingegnere volante
      Se le banche vengono attirate dalla Sicilia è una cosa positiva,se aiutano i giovani, le famiglie e le imprese.Poi che la regione finanzi le banche è assolutamente sbagliato.

    98. Angela:

      Claudio, le banche sono attirate dal Sud perchè qui raccolgono il risparmio, poi gli investimenti li fanno e li fanno fare al Nord. Hanno tutto il mio bleahhh..

    99. Claudio Fazio:

      @Angela
      Guarda, te lo dice uno che abita al nord, le banche italiane non invenstono neanche qua, aiutano soltanto i ricconi e fanno i loro interessi.Vieni qua e prova a chiederli un prestito, ti sputano in faccia.Infatti le banche italiane sono quelle che in Europa concedono meno prestiti e meno mutui.Non hanno propio nessuna fiducia nei giovani che magari vorrebbero crearsi una famiglia e una casa.Sono quasi dei usurai ormai.Al massimo se ti concedono un mutuo , te lo concedono con interessi , che equivalgono quasi a mentenere un’altro figlio.

      Ma ormai non mi schifio più perchè credo che ci siamo tutti un pò abituati.

    100. Ingegnere Volante:

      @Claudio,

      Con tutto il rispetto, se non hai ancora letto l’articolo ti consiglio di farlo. Qui non si tratta di finanziare una banca. Qui si tratta di una banca che lucra sui Siciliani reinvestendo in Toscana i soldi rapinati in Sicilia (Come i Siciliani finanziano comunisti e musulmani
      ).

      Poi sappi che le banche sono una truffa in quanto tale: stampano danaro dal nulla. Ti prestano degli “impulsi elettronici” che chiamano debiti e che poi tu devi ripagare col sudore della fronte.

      Hai mai sentito parlare di signoraggio?

    101. Claudio Fazio:

      L’ho letto l’articolo.
      Che i soldi nostrani vadano in Toscana o in altre parti d’Italia non è una novità, ma le banche italiane son così.E noi ne ripaghiamo tutte le conseguenze, perchè nessuno difende i nostri interessi.Lo stesso banco di Sicilia, fa parte del gruppo unicredit, ed ormai fa da colonizatore in Sicilia.
      Però il discorso resta sempre che le nostre banche non investono sui giovani,sulle imprese e sulle famiglie come si fa all’estero.Gli interessi sono i più alti d’Europa, e concedono pochissimi mutui.
      Se vorrebbero potrebbero essere tutt’altra cosa che falsatrici.

    102. DuoSiciliano:

      Basta con le chiacchiere, avanti col nuovo vespro!!!!!!!!!!!!!!!!

    103. trinacrio:

      claudio, è vero le banche vengono qui per prendere i profitti dei correntisti siciliani e finanziare quelli del nord; a riguardo, difatti, fino a pochissimo tempo fà c’era la differenza nel tasso d’interesse del prestito tra noi ed il nord, ovviamente da noi era più alto

    104. Claudio Fazio:

      @Trinacrio
      Credo che tutt’ora per avere un prestito o un mutuo c’è molta più difficoltà in Sicilia che in Piemonte.Non so il perchè però da certi fattori si può intuire questo.

    105. Pietro Bonanno:

      Secondo la mia opinione, che è quella di un ingegnere che si è dovuto reinventare e ha praticamente buttato gran parte delle idiozie che gli hanno insegnato a Palermo, la colpa + che politica, è culturale.
      Non diciamo idiozie, perfino Punto Informatico aveva parlato di questo evento in anticipo. Se l’ho saputo io, com’è che dei giovani dinamici, immersi nella conoscenza e in una gran rete di contatti come l’Università, non lo sapevano?
      Da noi abbiamo fatto alcuni stage aziendali, e le 4-5 persone che abbiamo selezionato provengono tutti da Ingegneria.
      La carenza di conoscenze è colossale. Ragazzi, non penserete mica di affrontare il mondo del lavoro con il teorema di Nyquist? C’è tutta una serie di conoscenze operative che *dovete* conoscere.
      E’ vero che L’Università è arretrata in maniera cronica, e magari, accanto al teorema di Nyquist, potrebbe favorire stage aziendali, camp estivi, esercitazioni + allineate agli standard attuali del software, che sono molto ma molto alti.
      Ma voi studenti, non lagnatevi e basta. Pretendete, e nel frattempo, imparate da soli a casa. Fate qualche esercitazione in meno e sporcatevi le mani. Capite come funziona il sw oggi, colmate le vostre carenze. Qui lo studio ingegneristico vi sarà utile, perchè tutto sommato insegna ad imparare come pochi altri.
      Poi la partecipazione a questi eventi verrà da sè, oltre a una richiesta di preparazione + forte. Da che mondo è mondo sono i consumatori a decidere.

    106. trinacrio:

      “Ma voi studenti, non lagnatevi e basta. Pretendete, e nel frattempo, imparate da soli a casa.”

      non lagnetevi?
      ma tu lo sai a quanto ammontano le spese universitarie per uno studente?
      e poi per avere cosa?
      NULLA, solo angoscia per il misero futuro che ci spetta.
      l’università non è più il luogo della cultura, ma il luogo della politica (nel senso dispreggiativo del termine)

    107. Claudio Fazio:

      E non avete visto certe scuole superiori.Quelle proprio sono un disastro completo.