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Energia e Ambiente

Voglio continuare il dibattito sulla questione ambientale ed energetica, vi ripropongo un video girato per Opinion Leader, nota trasmissione che va in onda sulle reti locali Siciliane. Ditemi cosa ne pensate. Il Prof. Zichichi successivamente durante la sua visita all’Ars, ha rafforzato le mie convinzioni su alcuni temi cruciali trattati nel videoclip.
Novembre 22nd, 2007 at 16:34
Adesso se dico che è un ottimo video, che gli argomenti ivi trattati sono un utile banco di riflessione per dare un aiuto concreto al nostro ambiente, qualcuno mi accusa di essere il “signorsi” di turno.
Ma sai che c’è??? cu sinni futte!!! Sono d’accordo e lo grido ai 4 venti.
La riflessione sull’ambiente, le metodologie da impiegare per risolvere un grossissimo problema che è quello dell’inquinamento dovrebbero essere al centro di un megacongresso da svolgersi magari ad Erice coinvolgendo enti, istituzioni e scenziati.
Mi direte che ce ne sono stati già tanti, ma io vi rispondo: uno di questi si è mai occupato solo della peculiarità siciliana???
C’é mai stato un convegno dal titolo “Salviamo la Sicilia - proposte e soluzioni”???
Se avessi tempo e risorse lo organizzerei. Anche questo è Buon Governo!!
W l’ambiente!!W la Sicilia!!!
Novembre 22nd, 2007 at 16:37
Giusto per fare contento gaex :bravo Presidente!!!
Novembre 22nd, 2007 at 17:25
@ Gianfranco Miccichè
credici io con te ci credo per lo sviluppo della nostra Sicilia..
Sno pronto a fare iniziati eclatanti: scioperi della fame (tanto già li faccio per risparmiare i soldi per pagarmi le tasse Universitarie)occupazioni pacifiche di aule consiliari province regionii o stato (per aitare la gente per la fogna li abbiamo fatte queste iniziative) per l’ambiente con una barca a remi facciamo la traversataaa del tirreno per poi metterci incatenati sottoil palazzo dei bottoni. ciao vai avanti così che sono con te.
@ tutti ripeto aderite ad una iniziativa di solidarietà:
titolo del progetto aiuto ed assistenza sociale.
Novembre 22nd, 2007 at 17:45
bravo, parliamo di augusta di gela etc. etc.
prendiamoci la responsabilità di scegliere.
ottimo
Novembre 22nd, 2007 at 17:51
Sapete benissimo che io sono per il fotovoltaico, e continuo a crederci perchè può essere una buona possibilità di sviluppo oltre a salvare l’ambiente e le prossime generazioni.Gela,Augusta,Priolo,Milazzo sono il simbolo della distruzione che il petrolio ha creato nella nostra amata terra.Dobbiamo pensare ormai che il petrolio oltre a essere dannoso, sta finendo, quindi queste nuove forme di energia sono utilissime.
Poi nella terra del sole, vuoi che non venga sfruttato?
Per quanto riguarda invece l’eolico credo che sia oltre che inutile, anche dannoso perchè onestamente a me quelle eliche alte in mezzo alla conca d’oro o in mezzo alle saline non mi piaciono e poi producono pochissima energia.Il nucleare crea solo danni ambientali, se si troverà una forma di nucleare meno pericolosa e meno inquinante, allora si, ma fino ad allora il fotovoltaico e la via per il futuro.
Novembre 22nd, 2007 at 18:03
…ma allora la regione che fa in tal senso???
dice solo quanto sono belle e vere le ragioni di zichichi?
Fatti nn pugnette!
E basta cn i termoSvalorizzatori, basta con l’enel e tutte quelle fabbrichette dell’aglomerato industriale che ci avvelenano e ci fanno venire i tumori.
negli ultimi 3 anni a termini imerese e nel circondario l’incidenza dei tuomori, sopratutto quelli alla tiroide e ai polmoni sono più che triplicati!!
Volete fare qualcosa oppure a palazzo reale siete così lontani da quì da permettervi di soprassedere?
Novembre 22nd, 2007 at 19:21
Si, a Termini imerese se peschi trovi i pesci radioattivi, è qualcosa di imprensionante, quanto le industrie se ne freghino dell’ambiente solo per i loro affari, ma la colpa come sanno tutti è anche dell’amministrazione comunale e di quelle regionali e provinciali.
Novembre 22nd, 2007 at 19:53
da tutta questa discussione e dai vari commenti che si stanno susseguendo emerge, se mai ce ne fosse bisogno, che un motivo in più per sperare che prodi vada a casa,perchè con lui se ne andrebbe anche quel…. di pecoraro scanio
Novembre 22nd, 2007 at 20:03
@Eusebio
Certo al posto suo mettiamo quel maschiaccio di Matteoli e l’ambiente lo mandiamo al diavolo.Perchè è naturale che l’ambiente venga difeso dai petrolieri,dai palazzinari,dai cacciatori,dagli industriali,che vuoi che ne capiscano i verdi e gli ecologisti dell’ambiente,guarda Priolo e Augusta quanto son belli come è pulita l’aria in quei posti,se fosse per gli ecologisti sarebbero terre spoglie e improduttive.E poi non capisco perchè quest’ostinazione per impedire di costruire le case vicino ad uno dei templi di Agrigento che poi già le basi sfruttando le colonne ce le ha.Quanto sarebbe bello un pozzo petrolifero accanto ad tempio l’antico e il moderno insieme.
Novembre 22nd, 2007 at 20:30
Stamattina, sentendo la rassegna stampa su grparlamento, mi sono allarmata. Il clima è stravolto. Le energie non bastano. Ma in che direzione stiamo andando. Sarebbe ora che parlasse meno qualche politico (vedi pecoraro scanio)e un po’ di + qualche zichichi. Siamo nelle mani di ki?
Novembre 22nd, 2007 at 20:32
@Eusebio
Neanche io sopporto Pecoraro Scanio, ma su molte cose ha ragione.Certo non mi piace come persona(anche perchè non sopporto la gente che irrispetosamente si mette a ridere, in un funerale di una vittima di guerra che si è sacrificato per il proprio paese), ma ha ragione quando dice che il clima sta cambiando, e dobbiamo metterci subito in moto per migliorare questa situazione che va di male in peggio.Certo ha anche ragione Alieno che suppone che un ‘industriale non potrà mai occuparsi dell’ambiente o dell’agricoltura o della pesca.In questi settori si dovrebbero lasciare i colori politici e mettere gente che lavora nel settore o che comunque si occupa dell’argomento.
Novembre 22nd, 2007 at 20:42
@alieno
non dico che il governo precednte sia esente da colpe, ma quello di ora è improponibile e pecoraro è un oltranzista dll’ambiente, che fa più danni che altro. se vuoi te li elenco. Anzi, m’abbutta, vado a mangiare, pasta coi fagioli a badda, di polizzi generosa…buonissimi.
Novembre 22nd, 2007 at 20:53
@Michele P.:
BRAVO MICHELE………… SEMPRE SIMPATICAMENTE.
Novembre 22nd, 2007 at 21:11
sto vedendo una SCOMODA VERITA’ guardatelo tutti.Ciao
Novembre 22nd, 2007 at 21:46
@Michele P.:
Ti parlo come militante di forza Italia,ancora, e tra un po’ come un militante del
” Popolo delle Libertà”.
Ma davvero credi che l’unico che si è occupato del problema dell’ energia sia stato il P.Micciche?
E poi, addirittura proponi un convegno, sulle energie, sull’ ambiente, per trovare proposte per salvare l sicilia, e perchè no il mondo intero.
Ti metto al corrente, che questi temi sono stati affrontati in lungo e largo, e a molti di questi convegni io personlmente ne ho fatto parte.
Credimi come sempre il problema non sono le soluzioni, ma come e quando, cioè chi e in che tempi,possa attuare tale politiche, il presidente Miccichè dovrebbe riunire tutti gli assessori e le persone di volontà non gli amici stretti e compari, e dire da oggi si cambia.
Si cambia nel senso che non si tengono più presenti certi interessi di parte ma si fanno le cose che servono realmente alla Sicilia, e chi le fa le fa.
Anche se fosse la mummia di Lenin per dire.
Questo sarebbe parlare di cose concrete, perchè tutto questo mi sembra solo alzare sempre e solo polveroni, che si dissolvono una volta passato il venticello del momento.
Tu sai ad esempio che l’energia dell’eolico in Sicilia viene dispersa e non utilizzata, perché le reti elettriche non la possono utilizzare?
Sai queste cose e se non li sai cosa fai politica fatti l’avocato e ti ripeto non è un attacco personale e stanchezza, di sentire parlare di cose gravi e profonde come la responsabilità sulle generazioni future con leggerezza spaventosa, ci vuole studiare ma capire bisogna cambiare il sistema malato che vi è in Sicilia, che si chiama mafia, e illegalità diffusa mal funzionamento, degli enti pubblici e così via.
Tutto il resto verrà da solo.
Questo è il mio pensiero.
Perchè, se tu credi di creare un surplus di energia pulita in Sicilia creata dal vento rimandarla al vento, bhe come dire complimenti…………
Gaetano
Versione riveduta e corretta
Novembre 22nd, 2007 at 22:23
@ amministratore sito
Gli altri post uguali si possono cancellare per non creare confusione.
grazie
Novembre 23rd, 2007 at 01:32
@Presidente Miccichè
Le chiedo una cosa molta semplice.
Sappiamo tutti quale tragedie porta ogni giorno la raffineria di Gela con bambini nati malformati, e una percentuale di tumori altissima.
Le chiedo, domani chiude o non chiude questa raffineria di morte?
Le chiedo, domani cosa facciamo? andiamo a dare una tiratina di orecchie a quelli che in questi anni hanno gestito lo stabilemento di Gela o no?
Sa, i bambini nati malformati, è una cosa che uccide, che fà rinsechire il cuore, non credo che un pò di benzina valga la vita di un bimbo.
Ora che anche lei ha preso atto della gravità del caso Gela, come andiamo avanti? cosa facciamo?
Fare pilitica è prima di tutto eliminare i grandi mali, quelli che affligono un popolo,la politica è risolvere i problemi, é immaginare un nuovo modo di fare le cose, immaginare un futuro diverso avendo imparato dagli sbagli,del passato.
Con molta speranza
Gaetano
Novembre 23rd, 2007 at 01:38
Su 13.000 nati in 10 anni quasi 700 hanno problemi
Soprattutto ai genitali. Indaga la magistratura
Gela, nella città dei veleni è record di bimbi malformati
Studio della Regione: dove ci sono raffinerie ci si ammala di piùsi muore sempre di più dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI
L’impianto industriale del Petrolchimico di Gela
GELA - Dove volevano morire di cancro piuttosto che morire di fame i veleni hanno portato altri orrori. Ed è lì, solo lì tra le ciminiere che sputano fiamme che l’aria è un morbo. E’ in quella Sicilia che un tempo sognava per i suoi giacimenti e per le sue trivelle che nascono bambini malformati, tanti. Più che a Porto Marghera. Più che a Taranto. Più che nell’inferno di Priolo e di Melilli. “Per le ipospadie un dato così alto non si era mai ufficialmente registrato in realtà industriali del mondo intero”, rivela la relazione che un’équipe di periti ha appena consegnato alla magistratura di Gela. Sono numeri da paura.
Un’indagine scopre che su 13 mila nati tra il 1992 e il 2002 quasi 700 presentano malformazioni cardiovascolari, agli arti, all’apparato digerente, ai genitali esterni soprattutto. Queste ultime risultano superiori alla media nazionale più del 250 per cento. “In letteratura non è riportato nulla di simile, certi valori per le ipospadie si erano sfiorati fino ad ora solo nell’area di Augusta”, spiega Fabrizio Bianchi, primo ricercatore del Cnr, coordinatore italiano delle rete europea sulle malformazioni congenite e anche uno degli esperti che sta “analizzando” i danni provocati dai camini che buttano fumi mortali dentro e intorno alla quinta città siciliana per abitanti, 100 mila, una striscia di terra dove in certi giorni il mare davanti è color dell’inchiostro. Ma paura fanno anche quegli altri risultati venuti fuori da uno studio del Ministero della Salute e dall’Osservatorio epidemiologico della Regione sui “siti industriali” dell’isola, il “triangolo” a nord di Siracusa, Milazzo, Biancavilla. Dove ci sono raffinerie ci si ammala sempre di più, si muore sempre più facilmente, l’incidenza dei tumori è del 50 per cento in più che nel resto della Sicilia.
E’ Gela il caso più spaventoso. Ed è a Gela che un’inchiesta giudiziaria proverà a stabilire il nesso di causalità tra veleni chimici e malformazioni.
Sono già state esaminate 50 mila cartelle cliniche, un’esplorazione a vasto raggio sui bimbi nati male e un’altra sulle morti sospette tra i 7 mila dipendenti transitati nei reparti degli stabilimenti dell’Anic e dell’Agip fin dal 1959, l’anno di apertura del Petrolchimico, l’anno del signore in cui Gela e quella Sicilia ammaliata da Enrico Mattei inseguirono il miraggio dell’oro nero.
La ricerca sugli effetti tossici è stata ordinata dal sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo, lo stesso che nel 2002 fece chiudere quattordici serbatoi e due depositi di carbone della raffineria. L’inchiesta procede sulla base dei numeri che fornisce un pool di esperti: Fabrizio Bianchi Cnr, Sebastiano Bianca, genetista, Pietro Comba, Iss, Annibale Bigeri, statistico. Sono loro che hanno raccolto ed elaborato i primi dati. “Ci sono picchi che lasciano sgomenti”, racconta il sostituto procuratore Alessandro Sardo Sutera. La percentuale di bimbi malformati a Gela è di 40 su mille. Di quei 40 casi, 5 sono ipospadie. Ma tante sono anche le malformazioni cardiovascolari.
Ecco un passo della relazione degli esperti trasmessa alla procura: “L’eccesso di rischio osservato a Gela per i difetti dei setti cardiaci e dei grandi vasi è consistente. In particolare eccessi positivi sono stati riportati in associazione con contaminazione di metalli pesanti e/o solventi organoclorurati presenti nelle acque ad uso civico, piombo in aree contaminate, solventi organici in ambiente lavorativo o residenziale, composti fenolici, per l’esposizione materna e paterna a pesticidi e per la residenza vicina a discariche di rifiuti”. Le sostanze che appestano sono tante altre. Idrocarburi aromatici. Diossine. Mercurio. Arsenico.
I quasi 700 bambini con handicap sono stati tutti individuati, rintracciati e visitati. “E cinque di loro sono stati salvati per miracolo, operati d’urgenza negli ospedali di Catania”, ricorda il magistrato di Gela. La sua inchiesta scava sulle malformazioni ma punta anche a verificare un collegamento “tra la presenza del petrolchimico e i tumori”. Una prima analisi ha accertato quanti morti di cancro ci sono stati negli ultimi 40 anni tra i dipendenti: 641. Una seconda analisi ha selezionato 195 casi, quelli di “elevata probabilità di ricondurre la morte all’esposizione” dei veleni dello stabilimento. Gli esperti stanno lavorando su questi 195 decessi. Per tumore al polmone se ne sono andati in 60, 35 quelli morti per un male all’apparato respiratorio e 34 per leucemia. Tutti gli altri per mesoteliomi, nefropatie, morbo di Parkinson. A Gela è stato riscontrato un tasso di mortalità superiore alla media italiana del 57% in più per i tumori allo stomaco per i maschi e del 74% in più al colon retto per le femmine, più del 13% gli uomini e più del 25% le donne gelesi decedute per malattie cardiovascolari, 20% in più le cirrosi diagnosticate a maschi e femmine. “Fino a questo momento abbiamo individuato 25 casi sicuri di persone colpite da tumore che lavoravano là dentro”, dice Sutera Sardo, dipendenti del petrolchimico morti di petrolchimico.
Per le esalazioni di acido solforico e per l’amianto, per l’ammoniaca respirata, per il benzene e per il benzolo, per il mercurio. L’inchiesta giudiziaria sull’impianto di Gela sarà probabilmente chiusa alla fine dell’anno. Ma già i primi numeri raccontano quanto è costato il sogno industriale siciliano.
(14 luglio 2005)
Novembre 23rd, 2007 at 01:41
Perchè ancora nessun autorità si è preoccupata di ispezionare l’impianto e misurare gli inquinanti emessi, e dando un parere tecnico sui risultati circa, sulla sua conformità a norma di legge oppure no , esprimendo un giudizio sotto il profilo ambientale e sanitario?
Novembre 23rd, 2007 at 09:59
@P.Miccichè
“Dopo la catastrofe della centrale atomica di Cernobyl nel 1986, un piccolo gruppo costituto da genitori preoccupati si riunirono a Schönau per riflettere su come trovare dei modi per abbandonare l’energia nucleare. Un tema ancora attuale, anche se il governo federale della Germania si e´giá assunto l ´impegno di abbandonare il nucleare - piú le centrali atomiche (in Germania sono ancora 19) producono energia, tanto piú ci sono detriti radioattivi da deporre in un luogo sicuro per 250 000 anni - cioé per 10 000 generazioni. Per avere un’idea di quel periodo di tempo basta pensare che Gesù ha vissuto 80 generazioni fa - e l’uomo di Neandertal 250 000 anni fa!
L’abbandono rapido dell’energia nucleare é un tema molto attuale anche perché si é osservato che il tasso di leucemia dei bambini é decisamente piú elevato nelle immediate vicinanze delle centrali atomiche e di quelle dove si effettua la rigenerazione di uranio. Queste centrali emanano una basso tasso di radioattivitá anche durante il funzionamento normale - il governo federale tedesco ha ordinato delle perizie relative a questi casi poco tempo fa.
Ma ci sono anche tante altre ragioni per abbandonare l’energia nucleare il piú presto possibile:
La distruzione delle condizioni di vita delle popolazioni indigene causata dall’estrazione dell’uranio, poi l’inquinamento radioattivo dell’acqua e della terra - e anche il pericolo che una centrale atomica possa rappresentare per terroristi un obbiettivo di attacco (non c’é una centrale atomica in Germania che sia sicura se ci dovesse cadere un aereo sopra).
Negli anni 90 la coscienza pubblica venne messa a confronto con un altro grande problema del rifornimento d’energia che spreca le risorse naturali: gli sconvolgimenti climatici a livello mondiale causati principalmente dal consumo sfrenato di combustibili fossili e di conseguenza delle emissioni di CO2.
Gli esperti del clima sono oggigiorno concordi nel ribadire che il continuo aumento delle temperature, lo spostamento delle zone climatiche, lo scioglimento dei ghiacciai polari nonché i ripetuti allagamenti ed uragani sono dovuti all´effetto serra - e non sono da considerare quindi come catastrofi naturali bensí problemi intrinsechi creati dagli abitanti di questo pianeta.”
——————————————
Novembre 23rd, 2007 at 10:00
Ho riporto l’articolo di cui sopra, per mettere in evidenza il fatto che mentre gli altri investivano in nucleare noi impiegavamo risorse nel petrolio e nel gas,adesso che gli altri investono in fonti di energia rinnovabile noi pensiamo al nuclerae.
Le posso dare un consiglio il nucleare lo lasci perdere.
Piu interessante sarebbe, investire risorse,in settori, “ad alto potenziale innovativo”, comprendente i settori del fotovoltaico, della bioenergia e dei biocombustibili, dell’idrogeno, della cogenerazione dell’ efficensa energetica ecc………..
E magari dare la possibilita hai cittadini di diventare padroni dell’energia che potrbbero produrre.
Rimodernare le reti elettriche.
Insomma il settore energia è un settore serio e ogni decisione deve essere presa con la massima attenzione e dopo una profonda riflessione, perchè come a bene detto lei Presidente, ne va di mezzo anche la salute nostra e dei nostri figli.
Pensiamo ai bambini di Gela.
Cosdiali Saluti Gaetano
Novembre 23rd, 2007 at 10:18
Energia e ambiente. Mi pare proprio che se ne stiano occupando no? Non a caso il Prof. Zichichi ha avuto un incontro col Presidente. Quelli di Gela e di Termini non sono fatti da poter trascurare. Occorre agire con tutti i mezzi per “risanare” l’ambiente dei luoghi maggiormente sottoposti a rischio. Percepisco fervore ed entusiasmo. Sono ottimista. Gaex, sottoponiamo i problemi, prima o poi (mi auguro prima), giungeremo alle soluzioni.
Novembre 23rd, 2007 at 10:34
quoto il commento di gaex n 21. é quella la strada da percorrere.
per quanto riguarda il commento n.18, sono sconcertato. Sono di Niscemi che dista solo 10/15 km in linea d’aria da Gela. Quel cacchio di petrolchimico non mi é mai piaciuto, oggi ho scoperto perché!
e se c’é da fare causa allo stato o all’ENI o alla Regione Siciliana per i danni subiti spero che la gente colpita lo faccia…
Novembre 23rd, 2007 at 13:59
@Carmelo:
Si amico mio l’ambiente insieme a quello della mafia, e della mal funzionamento degli enti pubblici, sono le cose su cui concentrare, tute le nostre forze, e per nostre forze intendo le forze della nostra generazione.
Dei 20-45 enni massimo, che hanno il compito a mio avviso di cambiare il mondo.
Un 68 della ragione.
Gaetano
Novembre 23rd, 2007 at 15:49
@GEDA
Grazie del tuo consenso ma spero che si possa davvero aprire una riflessione seria e produttiva per il bene nostro e di chi abita questa terra siciliana e questo pianeta.
per quanto riguarda l’articolo è da avere davvero paura e sdegno, è per questo che lo riportato, perchè se hai fatto attenzione e datato 2005 non so se qualcuno ha fatto nulla.
Caro GEDA qui se non si interviene civilmente ci porteranno alle soglie di una guerra civile.
Credimi ci sono delle cose, che avvengono sulle nostre teste, che sono gravissime.
Per questo sono incaz..to nero e molti scambiano questo mio attegiamento per uno che attaca sempre.
Novembre 23rd, 2007 at 16:18
Gae, credo che sia il commento, tra i tuoi, che maggiormente approvo. Io sono giunto a 32. Pochi risultati importanti, ma molto entusiasmo e voglia di attivarsi, il tutto cosparso da umiltà, curiosità e impegno. Ce la faremo!
Novembre 23rd, 2007 at 18:13
Gaex, no comment.
Novembre 23rd, 2007 at 22:41
@cermelo
Ce la faremo ne sono sicuro, quesllo che conta e crederci, tempo e molto impegno.
Novembre 24th, 2007 at 16:02
Possiamo sbatterci quanto vogliamo ma fin quando non saremo autonomi anche dal punto di vista legislativo su questa materia non potremo combattere battaglie a sostegno della nostra terra. Io sono a favore delle centrali nucleari.
In Francia ce ne sono 54 e 7 funzionano solo per l’Italia. Le moderne tecnologie consentono uno smaltimento senza rischi delle scorie.
Se in Sicilia piazzassimo 2 centrali nucleari potremmo dire addio a tutto l’inquinamento prodotto fin ora.
Ma purtroppo questo non si può fare perchè occorre l’autorizzazione di ministeri, enti e roba varia. Tutte cose che dipendono dal governo di Roma.
Novembre 24th, 2007 at 16:08
Ovviamente Michele P. parla da persona competente e se lo dice lui si può stare sicuri.
Novembre 24th, 2007 at 16:15
@Michele p.
Secondo me ti sbagli, il nucleare per quanto possa essere utile inquina, e come se inquina.Di sicuro nessuno vorrebbe una centrale nucleare dietro casa.E poi spiegami come facciamo per le scorie?Le buttiamo in mare come fanno i russi?Preferisco puntare sul fotovoltaico.
Novembre 24th, 2007 at 17:53
@Claudio:
Claudio non c’è dubbio che l’optimum sarebbe eolico e fotovoltaico, ma ne faccio un problema di resa effettiva.
Ti sei mai chiesto quanti impianti fotovoltaici ed eolici ci vorrebbero per arrivare alla stessa produzione di una piccola centrale nucleare??
Roba da coprire tutta Lampedusa di cellule solari.
Facciamo cosi, una centrale nucleare piccolissima e poi tutto eolico e fotovoltaico, ok??
Novembre 24th, 2007 at 17:55
@Alieno
sono competente più o meno quanto lo sei tu.
Comunque se vuoi posso informarmi meglio: il vice presidente del mio Circolo è dirigente all’Enea sezione energie rinnovabili o qualcosa di simile!!!
Attento che se mi impegno scrivo un trattato alla Zichichi in 9 minuti e 48 secondi netti!!!!!!!
Novembre 24th, 2007 at 18:01
Certo che se la resa energetica dell’eolico e del fotovoltaico aumentasse sarebbe la soluzione migliore!
Novembre 24th, 2007 at 18:09
@ Michele p.
Come qui? http://www.youtube.com/watch?v=DKPoxnC7cYg
Novembre 24th, 2007 at 19:03
Michele apprezzo la tua voglia di dialogare, ma ti dico il fotovoltaico sta facendo grandi passi avanti.Secondo me tutti i nuovi quartieri tutte le nuove abitazioni che le amministrazioni comunali dovrebbero essere approvigionati di riscaldamento con fotovoltaico e anche l’elettricità.Lo stato deve essere il primo a fare la mossa decisiva.
L’eolico invece lo sconsiglio vivamente, perchè non solo non crea molta energia , ma rovina anche i paesaggi, per questo motivo in Molise si stanno avendo grandi lamentele.
Tu dici mettiamo una piccola centrale nucleare, ma è difficile, il discorso è sempre quello :dove mettiamo le scorie?
Questo credo che sia il più grande quesito che dobbiamo riporre.Non si può costruire una centrale nucleare ,se non sai neanche dove mettere le scorie.Comunque mi sembra che molti scienziati del pianeta si stanno già attivando per creare una forma di nucleare meno inquinante e sopratutto meno pericoloso.
Novembre 24th, 2007 at 21:36
Negli Stati Uniti è nata una società quotata al Nasdaq di nome “Octillion Corporation” che sta sviluppando un prodotto alternativo e rivoluzionario ai pannelli solari e cioè: uno spray che applicato sui vetri di casa si spalma in particelle di silicio che reagendo col fotone solare produce energia fotovoltaica che può essere utilizzata per gli usi domestici.ecco il sito:
http://www.octillioncorp.com/
1′ considerazione: negli States sono sempre 10 anni avanti all’Europa… vi lascio immaginare quanti anni rispetto alla Sicilia; per una semplice semplice ragione: si investe nella ricerca per l’innovazione. da noi si investe su come conservare la poltrona per la vita…
Novembre 24th, 2007 at 23:03
@Geda
Loro sono davanti a l’Europa 10 anni e alla Sicilia 30 anni.Hai pienamente ragione, da noi non si investe sulla ricerca, eppure nella nostra c’è nato un certo Archimede.Le menti ci sono ,non ci sono gli investimenti dovuti dello stato.
Il mortadella aveva fatto tante promosse, ma ancora di
ricerca non ne ho sentito parlare, idem Berlusconi.Ormai credere in queste persone e come giocare d’azzardo.
Novembre 26th, 2007 at 16:31
ho i progetti e le proposte. abbiamo la struttura di riferimento e le ipotesi di finanziamento. con un patrocinio istituzionale potremmop fare cose … di alto livello.
Novembre 27th, 2007 at 11:17
in sicilia soffriamo, principalmente, per ignoranza.
lo dimostrano i vari vincoli del territori ambiente. non rieco a capire perchè alcuni ignoranti continuano a percepire stipendi .. solo per mettere i bastoni tra le ruote.
in puglia si possono fare campi fortovoltaici senza V.I.A.
in sicilia si deve avere il VIA perr impianti sopra 1 mw. ma vi sembra normale?
stiamo perdendo ogni possibilità di sviluppo.
la sicilia.. diciamolo pure è una minghiata. inutile che ricordiamo la nostra storia, federico ii.. e robe simili.
la sicilia è una cazzata. classe dirigente inadeguata, arrogante, ignorante. sistema pubblico carente ad ogni livello. sistema dela gestione rifiuti.. da 8° mondo. classe politica parassitaria e inutile. imprenditori del .. ficodindia. innovazione zero mercedes tante, ……
megli che mi fermi
Novembre 27th, 2007 at 14:31
@Ragusano dop
La Sicilia non è una min……., ma l’hanno resa una min……
Novembre 27th, 2007 at 17:57
Claudio hai ragione
l’hanno reso una min…. chi pensa solo a percepire stipendi, e siccome sanno che piccioli non c’è ne sono più s’inventano “in autonomia” (questa è l’unica capacità autonomistica che hanno) balzelli e giochi dell’oca burocratici per giustificare la loro esistenza, quando in altri parti si cerca in tutti i modi di ridurre la burocrazia.
La Sicilia la uccidono quelli che si sono assittati sopratutto per garantire un clientelismo elettorale.
Non conta il colore politico, lo fanno tutti quelli dell’arco costituzione e non, l’unica preoccupazione a comando che hanno è non applicare la legge costituzione dello Statuto-Patto tra la Sicilia e il regnuccio d’italia/repubblicatz. E sti panzi che pensano solo a riempirsila, altro che classe dirigente brava solo all’estero a sciorinare meraviglie e in patria a salvare il posto e gli interessi degli amici.
Novembre 27th, 2007 at 18:38
@Rrusariu
Si, un esempio è proprio l’ambiente, di cui molte amministrazioni pubbliche se ne fregano.Ho letto per esempio molte critiche da parter di qualche sindaco di un comune all’interno del parco delle madonie che diceva che il parco era dannoso all’economia della città.Veramente ignoranti.Il parco potrebbe essere un vantaggio per tutti i comuni della zona, non solo come pulizia dell’amabiente e dell’aria ma anche economicamente.Basti pensare al turismo che si potrebbe creare attorno a questi parchi.
Novembre 27th, 2007 at 18:59
Signori miei,
vi invito caldamente a leggere quest’articolo. http://www.isolapossibile.it/article.php3id_article=3537
tratta del Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente.
la particolarità é che é stato copiato largamente dal piano della regione Veneto.
Ora diamo a Cesare quel che é di Cesare: é vero che molti politici lasciano a desiderare… ma forse é la burocrazia il vero male. Beh qualcuno obietterà con una domanda: ma chi glieli ha messi in quelle funzioni questi burocrati? ovviamente i politici!!
Povera Italia, povera Sicilia, poveri noi tutti! che futuro ci aspetta
Novembre 27th, 2007 at 19:01
scusate, il link non era corretto:
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=3537
Novembre 27th, 2007 at 21:24
Ho visto il link di isolapossibile.
Sig. Presidente
questi dirigenti copiaeincolla dovrebbero essere denunciati per falso ideologico ed a comunciare dal suo collega assittatu che deve dimettersi per aver decretato in merito.
Sinceramente preferisco che questa montagna di cucuzze “vuote” se ne torni a casa e si torni a votare un nuovo Parlamento. Che come in Scozia da una parte ci sia chi veramente vuole un’Autonomia vera, e dall’altra i telecomandati di roma ovvero i panzadicanigghia. Solo così sapremo cosa vogliono i Siciliani.
Novembre 27th, 2007 at 22:49
@GEDA:
Complimenti geda per avere messo in eveidenza questo aritcolo.
Dato che abbiamo individuato il bambino prodigio, che ha fatto questo straordinario copia e incolla, il dott. Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente.
E dato che lo stiamo denunciando pubblicamente nel blog del Presidente del’ ars Gianfranco Micciche, vediamo cosa fanno, vediamo se qualcuno si degna di convocarlo per dirgli che è licenziato o rimosso dall’ incarico.
Vedremo, ma la speranza è morta.
Novembre 27th, 2007 at 23:48
Che mala figura!Voglio vedere chi prova a difenderlo.
Poi dice che c’è l’antipolitica.Andate a zappare la terra che almeno fate qualcosa di utile alla collettività.
Novembre 28th, 2007 at 07:59
@Claudio
purtroppo quando avremo ancora sindaci messi lì perchè il comitato d’affari locale ha interesse solo a sfruttare fregandosi dell’ambiente cosa possiamo sperare di meglio. Questa gente non sa vedere al di la mero interesse. Invece di progettare strutture che possono dare lavoro con il turismo e tutte le attività collaterali, questi pensano solo a fare palazzine,villette e strade e s’ammuccano al momento i soldi!!!
Poi abbiamo il livello superiore che non sa partorire niente, con la burocrazia clientelare che pensa solo a perpetuare se stessa e a scopiazzare dagli altri.
Persone che non hanno il coraggio di confrontarsi, scantati perchè prendono stipendi che fuori fanno gridare allo scandalo e ciossà di quariari la seggia unni sunnu assittati non sanno fare, poi vanno in giro in missione …!!!
Novembre 29th, 2007 at 18:15
Riporto una notizia apparsa nei giorni scorsi su “libero” e senza alcuna successiva eco. Conoscendo uno dei due studiosi peraltro stimato professore universitario e quindi a mio avviso sufficientemente attendibile mi domando di cosa in realtà si tratta?
Nucleare “pulito”, che ne pensate ?
Due fisici italiani, Fabio Cardone e Roberto Mignani, hanno annunciato la
realizzazione di reazioni nucleari prodotte con gli ultrasuoni.
La scoperta, che si inserisce nel filone della cosiddette “reazioni nucleari ultrasoniche”, è stata descritta in un volume intitolato Deformed Spacetime,
che è in corso di pubblicazione (I trimestre 2007) presso la prestigiosa casa editrice tedesca Springer Verlag di Berlino.
In quest’opera i due fisici affermano di aver generato neutroni immettendo ultrasuoni in varie soluzioni di acqua ed acidi di ferro. I neutroni sono stati misurati con rivelatori termodinamici in uso per sistemi di difesa ottenendo il 100% della ripetibilità dell’esperimento.
Il fenomeno scoperto ispira facilmente la concezione di un reattore ad ultrasuoni, i cui vantaggi nella produzione di “energia pulita” sono più che evidenti.
——-
Presidente, fosse vero! e pensare che Mignani si è laureato a Palermo…
Novembre 29th, 2007 at 18:34
@Angali
Magari si trovasse una forma di nucleare più pulita, sarei felicissimo però fino ad allora preferisco di gran lunga il fotovoltaico.
Dicembre 12th, 2007 at 16:05
ma perchè spargete notizie di cui non conoscete la vera essenza? il Piano di ccordinamento per il risanamento dell’aria della Sicilia non è stato copiato, e se lo denunciate pubblicamente anche sul blog di Miccichè, è bene, così finalmente si potrà fare luce su questa vicenda. Avete verificato?, solo per un paio di refusi credete veramente che il Piano sia copiato? avete visto i contenuti? no, perchè di quelli nessuno parla.Ragazzi svegliatevi è l’ora. C’è chi ha voluto infangare il nome di qualcuno per interessi privati, c’è chi da bravo galeotto ha saputo manovrare movimenti politici e associazioni ambientaliste, pronte a cadere nella trappola pur di attaccare il Governo regionale. La nostra terra ha bisogno di altri di galeotti na abbiamo a bizzeffe. guardate più in là del vostro naso! sapete che il ministero ne ha una copia? che probabilmente ne ha già mandato una copia a Bruxelles? e’ vero bisogna che ognuno si prenda le proprie responsabiltà, infatti c’è chi per anni non ha fatto ciò che doveva ha lasciato che la Sicilia, la sua terra, fosse inadempiente in materia di risanamento dell’aria, doveva e poteva fare il Piano di risanamento ma non l’ha fatto (forse perchè è meglio così perchè altrimenti come si fa a dire che la Sicilia non fà quel che dovrebbe) e quando viene sostituito e il suo sostituto, lavora e produce il Piano, si fa di tutto per infangarlo e offendere il lavoro di chi non sputa nel piatto dove mangia. Non lasciatevi ingannare, verificate personalmenete, usate la vostra testa e poi giudicate.
Dicembre 12th, 2007 at 16:18
cara maria mi sa che sei tu che non sai le cose.
è stato un link che spiega e riporta alcuni contenuti scandalosi dei codesto piano; inoltre se l’ass. interlandi si è scusata, a dir la verità si sarebbe dovuta dimettere, allora significa che è vero, altrimenti non l’avrebbe fatto
Dicembre 12th, 2007 at 16:26
Maria:
Hai la possibilità di mostrarci che ciò che dici ha riscontri? Ad es. un link al piano presentato per la Sicilia ed un link al piano che sarebbe stato oggetto di copia (del Veneto?). Così tutti noi potremo verificare di persona.
O con un altro metodo, se ce l’hai…
Dicembre 12th, 2007 at 16:36
Maria,
mi auguro che le cose sono come dici te anche se ho forti dubbi. E se fosse vero, i giornalisti e i giornali che hanno pubblicato e sollevato il polverone potrebbero essere passibili di querela per diffamazione. non mi sembra che nessuno (ne la interlandi ne il dirigente responsabile) abbia preso questa iniziativa, anzi sembra che hanno solo cercato di giustificarsi…
ma ti prego condividi con noi la fonte da cui hai tratto le tue conclusioni.
Dicembre 12th, 2007 at 16:53
Bhè i giornali di solito c’è le hanno questa sparate, ma credo che come ha detto Geda già sarebbe scattata qualche denuncia.
Dicembre 12th, 2007 at 17:59
Molto bella l’iniziativa di G. Micciché di ospitare a Palermo il Dalai Lama, in barba alle “direttive” del governo di Pechino, che è riuscito a intimidire altri politici italiani.
In Cina i diritti umani vengono calpestati brutalmente e la vita non vale assolutamente nulla, se è vero che, a causa della politica crudele di controllo delle nascite, l’aborto è una pratica obbligatoria e nelle grandi città è ormai nell’indifferenza generale dei passanti che i cadaverini di bambine appena nate vengono abbandonati sotto i marciapiedi, in prossimità dei cassonetti dell’immondizia.
Sono milioni i maschi cinesi che non possono sposarsi per la drastica diminuzione di femmine, da cui paradossalmente consegue il traffico di donne. Alla fine siamo sempre noi che paghiamo il prezzo più alto delle politiche più efferate.
Come donna, ho un grande sogno: che un giorno, non troppo lontano, si possa ospitare a Palazzo dei Normanni anche Ingrid Betancourt, la senatrice colombiana che recentemente è apparsa in un video sequestrato ai guerriglieri narcotrafficanti del suo paese; ancora viva dopo cinque anni di prigionia nella foresta!
Nel fissare a lungo quei tratti così dignitosi nel dolore, così disarmanti nella loro vulnerabilità, ho avuto l’emozione impagabile di scoprire una cosa che, in fondo, ho sempre saputo, per il semplice fatto di essere una donna. E cioè che la luce che irradia dalla bellezza interiore di una persona è di gran lunga più forte di qualsiasi violenza.
Ci sono tutta la sapienza e la forza, fatte proprie dalle donne nel corso dei millenni, in quell’immagine fragile e delicata che ha fatto il giro del mondo.
Come possono gli aguzzini della Betancourt non essersi resi conto che, diffondendo quel video, hanno fatto sì che un raggio di luce abbagliante sfuggisse ai loro neri tentacoli portatori di morte? Forse perché la violenza è anche e soprattutto ottusità, stupidità e bieca cecità; e in questo consiste la sua debolezza.
Lei è ancora viva, grazie a Dio, e lo sarà comunque per l’eternità; ma loro, sin da ora, sono morti che camminano.
Dicembre 12th, 2007 at 19:06
@Brigida Fagone
Bello il tuo commento. Ho visto la foto di un neonato cinese buttato per strada sotto un marciapiede e ripensandoci mi ritornano i brividi. Mentre della Betancourt ne ho sentito parlare ma non ho mai visto il video di cui parli. Puoi rilasciare un link? si trova su Youtube ? sai come posso vederlo? Grazie e benvenuta in questo blog.
Dicembre 12th, 2007 at 19:13
@Maria
Su questa cosa io ho saputo intanto che nelle premesse il dirigente specificava chiaramente in premessa da dove era preso spunto e inoltre ho saputo che all’interno dell’assesorato qualcuno di estrama sinistra ha fatto un brutto scherzo al nuovo dirigente. In partica per anni non si e fatto nulla appena qualcuno ha fatto una cosa tutti a dargli adosso. Tu sai qualcose del genere? puoi confermare quanto ho appreso? le mie fonti non sono molto attendibili. Benvenuta anche a te.
Dicembre 12th, 2007 at 19:24
“nelle premesse il dirigente specificava chiaramente in premessa da dove era preso spunto e inoltre ho saputo che all’interno dell’assesorato qualcuno di estrama sinistra ha fatto un brutto scherzo al nuovo dirigente. In partica per anni non si e fatto nulla appena qualcuno ha fatto una cosa tutti a dargli adosso”
ma che stai dicendo? ma che modo di ragionare è?
ora riporto l’articolo così tutti lo possono leggere
IN SICILIA SI RESPIRA ARIA DEL VENETO PADANO
- 21 novembre 2007
Dopo l’intervento di qualche giorno fa della Magistratura che ha posto i sigilli all’area di costruzione del mega inceneritore previsto a Bellolampo, un’altra bufera si abbatte sull’Amministrazione Regionale.
Questa volta si tratta di una mega “bufala” che, tuttavia, sembrerebbe avere anche i connotati di una mega truffa : si tratta del Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente.
Ma vediamo di che si tratta.
Il Piano, approvato ed adottato con Decreto dell’Assessore Interlandi n. 176/GAB del 9 agosto scorso, avrebbe dovuto essere lo strumento di programmazione e pianificazione degli interventi di risanamento contro l’inquinamento atmosferico e per la tutela della qualità dell’aria su scala regionale. Un documento, quindi, dai contenuti politici, amministrativi e tecnico-scientifici di elevato profilo e di importantissimi risvolti applicativi, stante la delicatezza della materia e gli aspetti connessi alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della salute dei cittadini siciliani.
I redattori materiali sono stati funzionari del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”, diretto dal dott. Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente, che per tale “lavoro” hanno ricevuto anche un encomio scritto da parte dell’Assessore Interlandi, funzionari dell’ARPA, docenti universitari dell’Università di Palermo e Messina ed alcuni professionisti in veste di collaboratori.
Purtroppo, l’opera monumentale, partorita con celerità a dir poco sospetta, si è rivelato un indecoroso e letterale “copiato” dell’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, con in più varie aggravanti, un cumulo di ridicolaggini e probabili ipotesi di truffa.
Per quanto riguarda le aggravanti, a parte l’operato disdicevole ed aprofessionale dei redattori, che si sono appropriati di un lavoro intellettuale altrui, resta innanzitutto grave il discredito dell’immagine istituzionale subito dall’Amministrazione Regionale, in primis nei confronti della Regione Veneto e poi da tutto il resto.
Ma al danno si aggiunge anche la beffa, se solo si considera che il manipolo degli sconsiderati e sprovveduti redattori è andato a copiare un Piano che proprio per la sua inidonea impostazione strutturale di base, aveva già ricevuto a suo tempo una bocciatura da parte dell’Unione Europea. Insomma, si trattava di un assemblaggio di ipotesi, intenti e di previsioni piuttosto che di un Piano di programmazione e di pianificazione d’interventi concreti basato su descrittori essenziali e sperimentali, primo tra tutti l’inventario delle emissioni.
La trasposizione è stata così “fedele” e “letterale” rispetto all’originale da generare ridicole quanto inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia.
Si citano, ad esempio : il “noto” sistema aerologico padano della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all’inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima dell’isola, ecc.
Gli improvvidi redattori non hanno neppure tenuto conto delle differenze di statuto tra le due Regioni, tant’è che all’interno del Piano la Sicilia si trova “trasformata” in regione a statuto ordinario e, tra le varie cose, essere retta dal Consiglio Regionale.
Ovviamente, non solo i Capitoli ed i paragrafi hanno gli stessi titoli e contenuto pressoché uguale, ma anche gli errori di battitura e di ortografia sono stati fedelmente trasposti.
A dire il vero, tuttavia, i redattori, in uno slancio di “trasparenza”, alla fine del paragrafo 1.6 hanno finanche lasciato il link originale da cui hanno attinto a pieno “copia e incolla” : http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm
Per quanto riguarda gli aspetti prettamente istituzionali, la situazione appare oltremodo grave. Si è in presenza di atto di programmazione fasullo e inapplicabile, organizzato ai danni dell’Amministrazione, dell’ambiente e dei cittadini, dai possibili risvolti truffaldini specie nel caso in cui tramite lo stesso si fossero programmati interventi finanziari o, caso ancor più grave, fossero già attivati interventi finanziari.
Per quanto sinteticamente esposto si ritiene che vi sia la necessità dell’immediato ritiro del Piano, dell’accertamento delle responsabilità della sua redazione ed organizzazione, di provvedimenti nei confronti di quanti hanno operato fraudolentemente ai danni dell’Amministrazione e dei cittadini siciliani, nonché la verifica di ipotesi di danno per il pubblico erario che ne potesse derivare.
Dicembre 12th, 2007 at 19:38
@trinacrio
manco lo leggo. forse non ci siamo capiti. Un giornalista si legge una agenzia e fa un pezzo di opinione. un giornalista vede un agenzia e fa un indagine , raccoglie interviste prove ecct. Maria mi sembra che ne sappia più di questa storia di quanto ne puoi sapere tu o chi a letto i giornali. Tu non conosci i fatti se non attraverso gli articoli che leggi scritti da altri che esprimono le loro opinioni. Dal giornale prendi la notizia e fatti una tuo opinione. Io ho sentito gente che lavorano in assesorato che parlano di ” attentato di un fannulone di brigatista” che ha creato tutto sto casino perchè lo hanno rimosso dall’ufficio che si occupava del piano, che lo ha avuto un mare di anni per le mani e non ha fatto nulla, poi è arrivato il dirigente nuovo ed in un paio di settimane a dovuto fare il lavoro. Tu queste cose le sai ? io credo che Maria ne sappia qualcosa di come parla e siccome la mia fonte la ritengo meno attendibile dei tuoi giornalisti voglio verificare. Credo di più nelle rete che nella stampa! e una mia opinione che ti prego di rispettare tu tieniti i giornali a me non bastano.
Dicembre 12th, 2007 at 19:45
Beppe Vicari
Grazie per il benvenuto.
Se vuoi vedere il video, vai su libero.it,
clicca su video e cerca betancourt.
Se vuoi notizie precise su tutta la storia, posso segnalarti il sito betancourt.info
è in varie lingue, anche in italiano.
Dicembre 12th, 2007 at 19:55
“manco lo leggo. forse non ci siamo capiti.”
questo dimostra la tua inteliggenza.
all’interno dell’articolo sono riportate le frasi presenti nel Piano ad es:
” sistema aerologico padano della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all’inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima dell’isola, ecc.”.
cmq a quelli come te, che ragionano per partito preso e che negano l’evidenza, non ho altro da dire che RIDICOLO!!!
Dicembre 12th, 2007 at 20:06
comunque sia,diamo ol benvenuto a Maria e Brigida Fagone, nell’auspicio che possano diventare assidui e liberi frequentatori del blog
Dicembre 12th, 2007 at 20:24
Benvenute anche da parte mia.
Dicembre 12th, 2007 at 20:49
@ eusebio aquoto con te vero comunista comunista vero,
sei vero con un cuore grande accogliente e serio uomo affettuoso, ora molti potrebbero dubitare sulla mia mascolinità o che sono un tuo compagno, nulla affatto siamo dei blogger che danno il benvenuto a maria e brigida vi invitiamo a scriverci presto per convolgervi nel progetto libro L’ISOLA NELL’ISOLA.
CIAO
Dicembre 12th, 2007 at 20:53
Oltre al danno, però, c’è da registrare una beffa. Legambiente ha denunciato nel corso di una conferenza (svoltasi mercoledì 21 novembre) come il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con decreto dell’assessore Interlandi n. 176/GAB del 9 agosto scorso, sia molto poco “originale”, per usare un eufemismo. “Lo strumento di programmazione e pianificazione degli interventi di risanamento contro l’inquinamento atmosferico e per la tutela della qualità dell’aria su scala regionale”, scrive Legambiente nel suo comunicato, “si è rivelato un ‘copiato’ dell’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, tra l’altro, per la sua inidonea impostazione strutturale di base, già bocciato a suo tempo dall’Unione Europea. La trasposizione è stata così ‘fedele’ e ‘letterale’ rispetto all’originale da generare inedite ‘comunanze’ e ‘similitudini’ tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia. Si citano, ad esempio: il ‘noto’ sistema aerologico padano della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all’inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima dell’isola. Inoltre, non è stato tenuto neppure conto delle differenze di statuto tra le due Regioni, tant’è che all’interno del Piano, la Sicilia si trova ‘trasformata’ in regione a statuto ordinario e, tra le varie cose, essere retta dal Consiglio Regionale. Non solo i Capitoli ed i paragrafi hanno gli stessi titoli e contenuto pressoché uguale, ma anche gli errori di battitura e di ortografia sono stati fedelmente trasposti”.
Scoperto il plagio, l’assesspre Interlandi non ha potuto che arrendersi all’evidenza. “Faremo un’inchiesta interna, avevamo una gran fretta”, ha promesso. “ Speriamo, ha sospirato, che il piano non abbia avuto come riferimento la Regione dei ghiacciai dell’Antartide”. Leggendo il testo, comunque, è legittimo chiedersi perché mai la Regione non abbia bozze il documento prima di ufficializzarne il contenuto.
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/3491/piano-ambiente-presentato-dalla-regione-copia-conforme-quello-veneto.htm
Dicembre 12th, 2007 at 22:24
supponiamo che questa frase della Interlandi sia vera: “faremo un’indagine interna”
se fosse vera sono indignato e parecchio: come fa a dire “faremo un’indagine interna”? Se avesse tenuto in debito conto quale era il suo ruolo e la sua responsabilità (che in questo caso non é solo politica) cioé di leggerlo questo piano prima di firmarlo si sarebbe resa conto delle stupidaggini che conteneva, perché trattasi di refusi (scusate l’eufemismo) che non potevano passare inosservati.
Ergo penso che non l’abbia manco guardato.
boh. Siamo sempre piu una repubblica delle banane…
Dicembre 12th, 2007 at 22:52
@Beppe Vicari
Il tuo commento n°59 in gergo tecnico si chiama “buttare letame in un ventilatore”.
Dicembre 13th, 2007 at 09:10
@Alieno e Trinacrio
Ognuno e libero di pensare quello che vuole. Scusete se vale anche per me. Mi sembra che Maria sappia qualcosa che ne voi ne io ne la stampa filo e contro governativa conosce. Sulla vicenda vi è un Tam-Tam inquietante, sembra più che altro una montatura, forzature, chiamatela come volete. Resta il fatto che il plagio cè stato e la malafiura pure. Per il resto credo che non avrò più il tempo di rispondere a ragazzini presuntuosi.
Dicembre 13th, 2007 at 13:23
Il presuntuoso sei tu,ogni volta vi lamentate dei curtigghi e poi se lo fai tu o maria sono informazioni attendibili?Chi è Maria se sà qualcosa denunci alle autorità competenti e produca prove,altrimenti sono illazioni punto e basta.Avete una concezione di quello che è giusto o sbagliato agghiacciante.
Dicembre 13th, 2007 at 13:23
Igor Marini e Scaramella docet.
Dicembre 13th, 2007 at 15:31
beppe Vicari, e lei si limita a chiamarla “malafiura”? non riesce ad andare oltre l’apparenza?
in questo fatto siamo al limite del falso ideologico o del falso materiale se non sbaglio…
la cosa é molto piu grave caro signore e a quanto pare nessuno se ne rende conto.
trattasi di un piano/programma sulla base del quale si sarebbero dovuti investire soldi pubblici (cioé soldi miei, suoi e di tutti i siciliani). investimenti fondati su un documento probabilmente falso e per lei si tratta solo di malafiura.
Dicembre 13th, 2007 at 16:07
La Interalandi ha sbagliato e per questo si dovrebbe dimettere, anche se mi dicono che ha fatto tante lotte per la nostra terra.E un peccato che abbia rovinato tutto.
Dicembre 13th, 2007 at 16:15
@GEDA
Ok Spariamo al pir…la che ha copiato e si fatto beccare . Non ci ha fatto fare malafiura ma una bellisima figura . Per primo tira il grilletto GEDA poi gli altri, io do il colpo di grazia cosi vi sta bene? Non ho capito come si dovrebbe definire il fattaccio se non una malafiura come è stato definito. Per gli aspetti penali, se ve ne sono, e per gli aspetti amministrativi si dovranno attivare chi di competenza. Poi si è trattato di un piano che andava esaminato ed alle Direzioni Generali della UE non sono mica fessi. O ce qualche fesso che pensa che la UE avrebbe finanziato qualcosa di un piano sbagliato? Qui di sbagliato cè il convicimento che i professori sono disoccupati che bloggano e tutti i cogl.. sono seduti dietro le scrivanie della Regione o negli Scranni dei palazzi del potere. A Ragazzini datevi una regolata che le cose non sono mai come appaiono.
Caro GEDA vallo a fare tu l’Assessore che si legge la produzione dell’assessorato prima di decretare . Ma ti rendi conto cosa dici? Un Assessore non è tenuto a leggere nulla prima di fare un Decreto! ma a che servono i Burocrati a fare errori da farsi correggere con la penna rossa dai Politici?
Ma fatemi il piacere….
Ha ragione Vicari siete ragazzini presuntuosi e con voi si perde tempo. Vi saluto Kompagni alienati, anzi manco vi saluto.
Dicembre 13th, 2007 at 16:35
Quindi un assessore secondo la logica indolente è soltanto un mero apportatore di firme.Tanto varrebbe mettere una scimmia non ci costerebbe nulla solo un paio di banane al giorno.
Dicembre 13th, 2007 at 17:18
@Alieno
Bhè in alcuni casi in Sicilia ,le scimmie farebbero meglio.
Dicembre 13th, 2007 at 19:51
Appello al Popolo Siciliano
http://video.libero.it/app/play?id=d089e5957cc26280a11c2e6076f65f3a
Per la Sicilia, solo per amore della Sicilia
Dicembre 13th, 2007 at 23:17
caro indolente, ti sei mai chiesto perchè un’assessore o un dipenente che sta nei luoghi decisionale prendono un bel po di soldi?
perchè per fare queste cose ci vuole professionalità, prudenza, buon senso, umiltà; un po come in tutte le cose, ma un assessore non può permettersi uno sbaglio del genere; è un’errore di superficialità, pergiunta su una cosa che riguarda la salute.
i politici quando sbagliano si dimettono, anzi dovrebbero in italia non si usa ed a quanto pare fanno bene, visto che c’è gente come te che li incoraggia a continuare nel loro menefreghismo.
pure i re, in sicilia, davono conto del proprio operato al popolo ed oggi invece i politici che sono persone che noi demandiamo per svolgere compiti di cui noi non siamo in grado di svolgere, ma siamo in grado di cpaire quando sbagliano, ignorano questa prassi.
è dovere del politico dare conto di del proprio operato ai cittadini ed è diritto del cittadino richiederne conto.
ora caro indolente io non so che idea abbia tu di Stato, ma a quanto pare non è quello di uno Stato di diritti.
IL CITTADINO RECLAMA?
IL POLITICO DEVE DARNE CONTO!
IL POLITICO HA SBAGLIATO?
SI DIMETTE!
Dicembre 14th, 2007 at 14:54
ho appena letto il commento n. 75.
volevo chiedere al titolare di questo blog (che magari potrebbe argomentare la sua risposta considerato che dovrebbe saperne piu di noi) e a tutti voi presenti se siete d’accordo con la frase seguente estrapolata dal commento n. 75:
“Un Assessore non è tenuto a leggere nulla prima di fare un Decreto!”
risposte possibili:
- sono d’accordo
- non sono d’accordo
- non saprei
PS: l’assessore in questione é una mia concittadina che tra l’altro apprezzo, ergo non é una polemica ma solo un modo per farci un’idea di cosa si aspettano i cittadini Siciliani (di destra di centro e di sinistra)dai loro rappresentanti.
Dicembre 14th, 2007 at 14:58
obbiamente non sono d’accordo.
Dicembre 14th, 2007 at 15:38
La parola “obbiamente” non esiste…
Dicembre 14th, 2007 at 15:55
per chi non lo sapesse in questi giorni il Presidente ha a che fare con una cosetta chiamata finanziaria!!
Il tempo per il blog credo che possa anche mancare.
Che vogliamo un Presidente che sta al computer invece di lavorare per la Sicilia??
Quando potrà scriverà.
Dicembre 14th, 2007 at 16:17
Una domanda a chi si stupisce da quanto da me asserito. Che ruolo hanno le seguenti figure assessoriali: 1) Istruttore, 2) funzionario, 3) dirigente di gruppo, 4) Direttore di dipartimento, 4) Capo di gabinetto. Se l’assessore deve leggersi tutto quello che va in Decretazione che cribbio fanno i suddetti impiegati? anzi a che servono?
Dicembre 14th, 2007 at 17:00
Ho capito, Indolente però tutti i dirigenti , prima di firmare qualcosa si assicurano che cosa ci sia scritto.
Dicembre 14th, 2007 at 17:43
@Caludio
Dovrebbero assicurarsi!!! e a volte capita di no e si fanno malifiuri!
Cmq, caro amico a me sta storia mi ha fatto ribrezzo fin dall’inizio. ciò che è successo è vergognoso e non dovrebbe mai succedere.
Ciao
Ps: peccato che maria ancora non ci dica qualcosa di più
Dicembre 14th, 2007 at 18:28
mettiamo che ci possa stare il fatto che non leggano cosa firmano, ma appena si scopre che hanno firmato qualcosa di deleterio per il territorio o per la popolazione, cosa dovrebbero fare secondo te, indolente?
lo conosci il principio di responsabilità?
è quello a cui sono sono soggetti coloro che ci mettono la firma, cioè che occupano i loghi decisionali, nel settore pubblico come in quello privato
Dicembre 14th, 2007 at 18:38
Per me dovrebbero licenziare chi ha sbagliato! non so cosa ne pensino i sindacati. per il politico credo che il minimo sia procurarsi un nuovo capo di gabinetto. Le dimissioni della Interlandi no, nella fattispecie, non avendo recato danno erariale o altro fatto grave l’unica cosa che dovrebbe fare l’assessore e pretendere la rimozione e la destinazione ad altro incarico di tutti coloro che hanno contribuito a questa malafiura europea. Insomma non sono convinto che per quello che è successo la Interlandi vada rimossa. Ci tengo a precisare che per altri motivi non stimo affatto la stessa.
Dicembre 14th, 2007 at 18:53
chi ha sbagliato materialmente deve pagare, ma nache chi ha approvato con la propria firma il lavoro dei propri legati, quindi tutti a casa.
PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’!!!
Dicembre 14th, 2007 at 19:25
@Trinacrio
Credo che il principio di respinnsbilità a cui tu fai rierimneto non sia contenuto nello statuto dei lavoratori. non è possibile licenziare neanche i dipendenti pubblici che con il loro comportamento omissivo favoriscono la mafia figurarsi uno che fà dei copia incolla sbagliati.
Dicembre 14th, 2007 at 19:27
e poi la pena per l’errore commesso quale sarebbe? pagare quanto? cè danno erariale?
Dicembre 14th, 2007 at 20:25
Secondo me certa gente è inutile, che ci sta a fare lì,oltre a fare enormi danni?Vorrei tanto vedere certa gente negli ufficci degli assessorati, delle circoscrizioni,dei comuni, della regione, e dell’ars che cavolo fanno tutto il giorno.Voglio proprio vedere se questa gente riscalda soltanto la sedia e si frega un sacco di soldi delle tasse pagate dai siciliani, oppure lavora.E vorrei anche vedere le capacità che hanno questa persone, perchè molto spesso si possono incontrare dei veri incompetenti.
Dicembre 20th, 2007 at 23:29
L’ecologia e l’ambiente sono temi delicati. Io da anni mi occupo, per conto dell’Amministrazione Pubblica, di problematiche relative al corretto funzionamento e sfruttamento delle risorse idriche e dei sistemi di distribuzione ed ho partecipato alla creazione del nuovo PRGA. Dico che nel passato si è fatto pochino per salvaguardare le fonti idropotabili (mancata creazione di una reale autorità di bacino, mancata produzione di approfonditi studi idrogeologici, mancata chiarezza su cosa si intende per fonte idropotabile, ecc….). A livello statale si sono prodotte tante leggi più o meno valide, a partire dal D.Lgs. n. 152/99 sino ad arrivare alla Legge n. 152/2006. La Regione Sicilia ha prodotto Leggi a tema su specifiche problematiche, manca una legge che coordini ed adatti alla Nostra realtà territoriale idrologica ed idrografica alle specifiche esigenze della comunità, sulla scorta di status attuativi un po carenti, insomma c’è da lavorare tanto, e credo che con Gianfranco Miccichè lo si potrà fare, perchè è sensibile ai problemi dell’ambiente.
Dicembre 23rd, 2007 at 21:08
Ragazzi del sito,
intervengo perchè mi hanno segnalato che affrontate un argomento di cui pochi sanno di cosa parlano: il Piano di coordinamento della qualità dell’aria ambiente della Sicilia.
Sono sicuro che quasi tutti siete in buona fede.
Quasi tutti …
Ma visto che ci sono in giro degli ex-galeotti che non fanno altro che diffamare le persone per bene vi faccio una domanda: avete provato a collegarvi sul sito di Legambiente sicilia ? Provate ! Troverete articoli su tutto, tranne che su questo argomento. Lascio a voi di capire perchè, ma una delle motivazioni che vi suggerisco è che stanno per arrivare i processi per diffamazione … e le richieste di risarcimento saranno milionarie !
Rporto in calce una parte (per brevità) di una lunga lettera che ho dovuto scrivere al Presidente della Regione. Leggete e riflettete.
Chi volesse copia di altri documenti per comprendere meglio non deve far altro che chiedere alla mia mail : sanza@artasicilia.it
Ciao a tutti.
Salvatore Anzà
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Oggetto: Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente – Il silenzio omertoso, le menzogne ed il falso storico dei responsabili di Legambiente Sicilia – L’attività di una banda di lestofanti (Genchi, Fontana e Messina).
On.le Assessore
Dirigente Generale
Commissione d’Inchiesta
e p.c. Presidente della Regione
Legambiente Nazionale
Confindustria Sicilia
Legambiente Regionale
Premesse
…….
Considerazioni
…..
Al momento della sua rimozione dal Servizio 3 il dott. Genchi ha lasciato un ufficio ridotto in uno stato comatoso ed in pieno caos organizzativo e gestionale. Agli inizi del 2007 la Regione Siciliana risultava infatti titolare di due invidiabili primati:
- mancava la normativa regionale di settore in materia di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera (a livello centrale il dott. Genchi navigava a vista, in maniera personalizzata, disinvolta, e “molto” discrezionale; a livello periferico dilagava il caos amministrativo fra le province);
- non venivano riscosse le tasse sulle concessioni governative (tutte le autorizzazioni rilasciate sul territorio regionale erano, in base alla legge, inefficaci);
La Regione Siciliana era inoltre – e ciò vale ancora oggi, dato che non è semplice recuperare anni di inerzia assoluta – completamente omissiva rispetto alla normativa nazionale ed europea in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente. Ed in particolare:
- la Sicilia è priva di una rete di monitoraggio adeguata alla normativa vigente (non è stata svolta alcuna azione di coordinamento e razionalizzazione fra Arpa e i moltissimi gestori delle reti di rilevamento locali);
- non sono ancora stati realizzati né l’Inventario regionale delle emissioni né gli Inventari provinciali previsti da anni dalla normativa di settore;
- non è stata fatta la valutazione della qualità dell’aria ambiente di cui all’art. 6 del D. Lgs. 351/99;
- non sono stati elaborati i Piani d’azione di cui all’art. 7 del D. Lgs. 351/99;
- non sono state definite le misure da applicare nelle zone in cui i livelli sono più alti dei valori limite, ai sensi dell’art. 8 del D. Lgs. 351/99;
- non sono stati definiti i requisiti applicabili alle zone con i livelli inferiori ai valori limite, ai sensi dell’art. 9 del D. Lgs. 351/99;
- non sono state individuate le misure applicabili in caso di superamento delle soglie d’allarme, ai sensi dell’art. 10 del D. Lgs. 351/99;
- non sono mai stati attivati il sistema regionale di informazione al pubblico dei dati della qualità dell’aria ed il sistema di trasmissione dei dati di cui agli articoli 11 e 12 del D. Lgs. 351/99.
Alle gravissime omissioni di cui sopra sono correlati una serie di gravi problemi per i cittadini e per la pubblica amministrazione:
- pesanti ritardi nel rilascio delle autorizzazioni alle emissioni e nell’erogazione dei servizi resi all’utenza (alcune associazioni di categoria e diverse aziende si sono rivolte alla Magistratura; Allegati 4, 5 e 6);
- danni all’erario per la mancata riscossione dei tributi (è stato necessario avviare un lungo lavoro di rivisitazione dei fascicoli dell’ufficio, distogliendo diversi funzionari dai compiti di istituto ordinari, per attivare le procedure finalizzate al recupero delle somme non riscosse);
- l’impossibilità di accedere ai fondi nazionali e comunitari di settore, la cui erogazione viene oggi sistematicamente subordinata alla verifica del rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa vigente (oggi la Sicilia sta definitivamente perdendo i fondi del Piano Triennale di Tutela Ambientale e quelli relativi al Programma nazionale di finanziamenti per le esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualità dell’aria, bandito nel 2006 dal Ministero Ambiente per un totale di 210 milioni di euro; Allegato 7);
- l’attivazione di un contenzioso fra il Ministero Ambiente e la Regione Siciliana, con il rischio dell’apertura di più procedure di infrazione per violazioni delle norme UE, cui sono correlate responsabilità di tipo amministrativo-contabile (di recente è stata aperta nei confronti dello Stato la Procedura di Infrazione n. 2007/2182, per la violazione da parte della Regione Siciliana delle Direttive 96/62/CE e 99/30/CE in materia di qualità dell’aria; Allegato 8);
- danni per i cittadini e responsabilità civili e penali per l’assessorato, dato che le omissioni e le inadempienze in materia di tutela della qualità dell’aria hanno inevitabili refluenze sulla salute umana, oltre che sull’ambiente (è stata recentemente avviata un’indagine della Magistratura per la mancata attuazione in Sicilia del D. Lgs. 351/99; Allegato 9).
Tale gravissima situazione è maturata in anni di inerzia, anomalie, omissioni ed inadempienze, e soprattutto nella sostanziale acquiescenza dei responsabili di Legambiente Sicilia che, a fronte dell’interessata loquacità di oggi, sono stati spesso ciechi, muti e sordi, e si sono guardati bene dall’attaccare frontalmente il dipartimento con azioni analoghe a quelle recentemente adottate. Considerato che dal 2001 al 2007 il dirigente del servizio responsabile di tali devastazioni è stato il dott. Genchi, “ambientalista” di Legambiente e sodale di Fontana e Messina, non è difficile comprendere le motivazioni di tale atteggiamento omertoso.
Per affrontare i problemi ereditati dall’“ambientalista” Genchi lo scrivente ha dovuto operare contemporaneamente su più fronti, peraltro con gravissimi problemi organizzativi che sono stati tempestivamente e ripetutamente segnalati ai vertici dell’amministrazione.
E’ stata preliminarmente messa a punto la nuova normativa regionale per le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, che è stata adottata con il decreto assessoriale 175/GAB del 9 agosto 2007, e sono state emanate le prime direttive alle province per rendere omogenea l’attività degli enti locali su tutto il territorio regionale.
Contemporaneamente l’ufficio ha dovuto elaborare in pochi mesi, vista l’urgenza derivante dalle contestazione del Ministero Ambiente, considerato il rischio di rilevanti responsabilità penali per le omissioni in materia di tutela della salute, e preso atto dell’apertura di una procedura di infrazione comunitaria, una prima bozza di uno strumento di coordinamento regionale in materia di tutela della qualità dell’aria, documento che è stato elaborato avvalendosi della collaborazione gratuita dell’Università di Palermo, dell’Università di Messina e di Arpa Sicilia.
Il Piano è stato quindi formalmente adottato con il decreto assessoriale 176/GAB del 9 agosto 2007, e contrariamente a quanto sostenuto dal trio dei lestofanti non è, né potrebbe essere, un Piano di Risanamento o un Piano d’Azione ai sensi del D. Lgs. 351/99. Chiunque l’abbia letto con un approccio sereno – e senza astio o malafede – evince infatti chiaramente, già dalle premesse, che si tratta soltanto del primo stadio della pianificazione regionale di settore: un documento messo a punto con urgenza, e con risorse umane limitatissime, per cercare di tamponare l’emergenza rappresentata dalla gravissima situazione sopra descritta, e per tentare di evitare di perdere del tutto i fondi statali e comunitari che il Ministero Ambiente ha vincolato alla definizione, da parte della Regione Siciliana, di un quadro di iniziative progettuali organico e coerente mediante l’avvio di un percorso virtuoso ed una inversione di tendenza rispetto al passato.
A chi è competente del settore, tuttavia, risulterà evidente che si tratta di un tentativo che non offre sicure garanzie di riuscita, viste le molteplici finalità che il piano si prefigge di raggiungere, e considerato che tale strumento di coordinamento non ha le caratteristiche dei piani e dei programmi operativi previsti dalla legislazione europea e dal D. Lgs. 351/99. E’ quindi molto probabile, nell’eventualità che la Regione Siciliana non riesca ad uscire indenne dalla procedura di infrazione n. 2007/2182 per la violazione delle Direttive 96/62/CE e 99/30/CE, o se le indagini in corso dovessero accertare responsabilità penali in merito alla mancata attuazione in Sicilia della normativa in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente, che i dirigenti che si sono occupati del settore nel periodo 2002-2006 (gli “ambientalisti” di Legambiente Genchi e Cammarata) siano a breve chiamati a rispondere personalmente delle loro gravissime omissioni.
I contenuti del Piano regionale di coordinamento per la tutela dell’aria ambiente
Per quanto riguarda la sequenza dei capitoli del Piano regionale di coordinamento va chiarito che, nell’evidenziare platealmente in conferenza stampa l’analogia fra gli indici dei piani della Sicilia e del Veneto come prova del “plagio”, i tre illusionisti hanno fraudolentemente carpito la buona fede dei giornalisti presenti: da perfette canaglie hanno infatti omesso di dire che una norma dello Stato, il D. M. 1 ottobre 2002, n. 261, definisce in modo puntuale struttura e contenuti dei piani e dei programmi in materia di tutela della qualità dell’aria. Gli indici di tutti gli strumenti di pianificazione regionale, pertanto, tendono inevitabilmente a coincidere.
E’ indubbio inoltre che nell’elaborazione del piano i nostri tecnici abbiano utilizzato, per quanto riguarda l’impostazione metodologica complessiva ed anche per alcuni aspetti generali condivisibili ed immediatamente recepibili anche dalla Regione Siciliana, alcune parti del piano del Veneto. Ma non occorreva uno studio di “tre mesi” di uno staff di segugi di Legambiente Sicilia per verificarlo: bastava consultare il Capitolo 8 (Elenco dei documenti utilizzati per la compilazione) per trovare al capoverso n. 16 la dizione “Regione Veneto, Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, 2000”. L’utilizzo di parti di altri documenti, pertanto, è avvenuto citandone rigorosamente le fonti ed in modo assolutamente trasparente.
E’ indubbio anche che coloro che volessero cimentarsi troverebbero sicuramente riferimenti, richiami e citazioni dirette anche per tutti gli altri documenti utilizzati: una parte importante dei dati sulla qualità dell’aria, ad esempio, è stata fornita da Arpa Sicilia e vista l’urgenza trasferita tal quale nel piano, ma solo un imbecille potrebbe sostenere che si tratti di un “plagio” dell’Annuario dei dati ambientali 2006 di Arpa Sicilia.
Allo stesso modo soltanto una banda di cialtroni, incompetenti ed in malafede, animati esclusivamente dall’esigenza di assecondare rancori personali ed interessi privati, ed alla ricerca disperata di una improbabile vendetta, potrebbe sostenere che i dati contenuti nel Piano regionale di coordinamento per la tutela dell’aria ambiente siano quelli della Regione Veneto. E in questo senso l’evidenza dei fatti è tale che non occorre aggiungere altro.
Per quanto riguarda alcune incongruenze nel testo del piano, infine, si ringrazia lo stuolo di presunti “ambientalisti” di Legambiente Sicilia i quali, improvvisandosi correttori di bozze, hanno spulciato il documento alla caccia spasmodica dei refusi, evidenziando alcuni errori dei quali proporremo la correzione all’On.le Assessore. Si tratta, obiettivamente, dell’unico elemento positivo che questa amministrazione può recepire dalle azioni sconsiderate della cricca di mascalzoni che ha dato l’avvio, nascondendosi sotto le insegne di Legambiente, a questa indegna gazzarra.
La polemica sulle convenzioni, la presunta truffa, ed i presunti danni ai cittadini ed all’erario
Per quanto riguarda le convenzioni, argomento sul quale il trio di cialtroni si è esibito in un uno sospetto accanimento, sembra di dover dire che la lingua batte dove il dente duole: la pervicacia con cui il dott. Genchi e di suoi amici insistono sul “ritiro” delle convenzioni da parte dell’assessorato fa ritenere infatti che ci sia un interesse specifico e personale sull’argomento. Solo per la cronaca, e dato che sul tema sono stato chiamato in causa direttamente dal dott. Genchi, sono costretto a fare alcune osservazioni.
- Nell’attivare forme di collaborazione con enti pubblici di ricerca la Regione Siciliana esercita autonomamente le proprie prerogative, si attiene alle procedure previste dalla legge, e per portare avanti i propri compiti istituzionali non ha bisogno del permesso e/o dell’imprimatur di una banda di canaglie che si fanno scudo delle bandiere di Legambiente Sicilia.
- Le convenzioni cui probabilmente fanno riferimento i nostri emeriti cialtroni sembrano quelle relative all’assistenza tecnico-scientifica richiesta alle Università di Palermo e Messina per attivare strumenti conoscitivi finalizzati alla valutazione dello stato dell’ambiente, ed alla definizione di strategie di contrasto dell’inquinamento e di risanamento ambientale tramite specifici studi e ricerche di settore. Sono convenzioni ancora in fase di avvio, con enti rigorosamente pubblici, ed i cui atti sono perfettamente trasparenti ed a disposizione dei cittadini (Allegati 12 e 13). Si tratta peraltro della prosecuzione di una attività di collaborazione tecnico-scientifica con l’università che è stata avviata proprio dal dott. Genchi (Allegati 14 e 15), e che poi è stata misteriosamente sospesa ed abbandonata per motivazioni che ancora oggi risulta difficile comprendere.
- Il dott. Genchi, con i suoi amici lestofanti, si dimostra oggi stranamente contrario a trasparenti rapporti di collaborazione fra pubblica amministrazione ed enti pubblici di ricerca, ed è invece un fan delle aziende private. Nel 2006 infatti ha avviato una convenzione per la realizzazione dell’Inventario delle Emissioni affidando ad una ditta privata, senza alcuna gara, compiti che invece avrebbero dovuto essere affidati a soggetti pubblici (Arpa, Province, CNR, Università), e programmando anche il rinnovo di tale convenzione per la redazione del Piano Regionale di Risanamento della qualità dell’aria (Allegato 16). E’ probabile pertanto che sia rimasto fortemente contrariato per lo stop che lo scrivente ha imposto alla seconda fase di questa strana operazione. E sembrerebbe che anche Legambiente Sicilia preferisca le convenzioni con ditte private avviate dall’“ambientalista” Genchi, piuttosto che quelle con l’Università avviate dallo scrivente.
- Il dott. Genchi ha mostrato in passato parecchia disinvoltura nel gestire rapporti con le aziende private, anteponendo il proprio interesse a quello della pubblica amministrazione. Questa inclinazione lo ha portato a suo tempo a subire alcuni processi, alla fine dei quali è stato riconosciuto colpevole di aver operato, nella qualità di pubblico ufficiale, “una non consentita commistione fra interesse pubblico e privato mortificando, quindi, il principio d’imparzialità posto a presidio dell’attività della pubblica amministrazione” (Corte di Cassazione, Sezione VI - Penale, Sentenza n. 1928 del 12 dicembre 2000).
Alla luce di quanto sopra pertanto, e con riferimento alle convenzioni attivate dal dipartimento con enti pubblici di ricerca, il dott. Genchi farebbe bene ad astenersi per decenza dal mettere in dubbio la correttezza dei funzionari di questo ufficio, dai quali non può che imparare elementari principi di buona amministrazione dei quali, peraltro, appare fortemente carente.
Risulta infine di tutta evidenza che anche i proclami sulla truffa, sul danno ai cittadini, all’amministrazione ed all’erario, insieme alle altre idiozie correlate, costituiscono la sublimazione e l’estrinsecazione di un vuoto mentale: si tratta di una cascata di castronerie buttate al vento da un gruppo di manigoldi, professionisti della propaganda e della diffamazione, che non sanno a quale santo votarsi e quali argomentazioni utilizzare per cercare di supportare a qualunque costo tesi inverosimili.
Conclusioni
Il direttivo di Legambiente Sicilia, addormentato per anni rispetto alle gravissime inadempienze dell’ufficio diretto dal “compare” Genchi, si sveglia improvvisamente quando l’amico, posizionato al vertice di una struttura strategica, viene rimosso dall’incarico per grave responsabilità dirigenziale: la Regione Siciliana ha infatti deciso di fare qualcosa in materia di tutela della qualità dell’aria, avviando un processo di razionalizzazione del settore con l’adozione del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente. Risvegliatosi dal letargo Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Regionale, sguinzaglia allora un manipolo di segugi incaricandoli di spulciare “per mesi” il documento elaborato dall’assessorato: non per formulare proposte e critiche costruttive, ma alla ricerca spasmodica degli errori e dei refusi, e per tentare di dimostrare a tutti i costi la tesi precostituita del falso e della truffa.
Nel portare avanti la propria attività investigativa, tuttavia, la banda dei lestofanti confonde il Piano di coordinamento adottato dalla regione con il Piano di risanamento o il Piano d’azione previsti dal D. Lgs. 351/99. Sono inoltre tanto incompetenti che non sanno neanche che la normativa statale definisce un indice puntuale dei capitoli di ogni strumento di pianificazione regionale, e pervengono quindi alla infelice conclusione che la corrispondenza dei numeri dei capitoli sia la prova del “plagio”.
Non hanno nemmeno guardato il piano dal punto di vista dei contenuti, e considerano assolutamente irrilevante il fatto che la Sicilia abbia finalmente attivato una serie di iniziative virtuose in materia di tutela della qualità dell’aria sul proprio territorio:
- avviando il Tavolo tecnico regionale di coordinamento sulla qualità dell’aria ambiente, una struttura regionale che ha il compito di coordinare le iniziative finalizzate a dare attuazione alle direttive europee ed alle norme nazionali che regolano la materia;
- istituzionalizzando l’Inventario delle sorgenti di emissioni in aria ambiente, sia a livello regionale che a livello provinciale;
- rimodulando i limiti alle emissioni per le polveri nella regione, ed in particolare nelle Aree ad elevato rischio di crisi ambientale;
- impostando il lavoro di razionalizzazione della rete di rilevamento della qualità dell’aria;
- avviando il lavoro di elaborazione dei piani e programmi previsti dal D. Lgs. 351/99;
- gettando le basi per fare partire l’attività di informazione al pubblico sui dati della qualità dell’aria nella nostra regione.
Sono invece “molto” interessati alle convenzioni del dipartimento: beninteso non contestano quelle con ditte private (avviate dal compare Genchi), ma quelle con enti pubblici di ricerca (avviate dallo scrivente). Solo di queste ultime infatti, e senza addurre uno straccio di motivazione, viene richiesto a gran voce il “ritiro”. Come se l’assessorato fosse soggetto ad una sorta di vigilanza da parte di questa banda di cialtroni, o avesse bisogno del loro benestare per portare avanti i propri compiti istituzionali.
Il trio dei lestofanti convoca quindi una conferenza stampa nella quale, facendo ricorso a colpi di teatro degni dei migliori illusionisti, imbroglia i giornalisti per utilizzarli come cassa di risonanza al fine di gettare fango sul lavoro dell’assessorato e influenzare negativamente la pubblica opinione. Da notare che nell’ambito di questa conferenza-burla il presidente di Legambiente Sicilia, con una faccia di bronzo senza limiti, denuncia apertamente le gravissime inadempienze della Regione nel settore della tutela della qualità dell’aria, portando a supporto, come testimonial, proprio il dirigente dell’ufficio responsabile di tali omissioni (Genchi).
Per concludere si sottolinea che questa indegna sceneggiata è stata allestita da una cricca di imbroglioni che sembrano afferire ad un settore “deviato” di una grande associazione ambientalista, e che perseguono obiettivi che nulla hanno a che vedere con l’interesse dell’amministrazione, con la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e dei cittadini. Per il dott. Genchi va detto che non si tratta di una novità. Per quanto riguarda la posizione dei sig.ri Fontana e Messina, invece, è necessario evidenziare che con le loro menzogne hanno seriamente compromesso la credibilità dell’associazione che rappresentano, e si ritiene che, se avessero un minimo di dignità, dovrebbero immediatamente dimettersi dai vertici di Legambiente Sicilia.
Ci si chiede inoltre come tali soggetti, visto il ruolo ricoperto all’interno di una associazione che dovrebbe tutelare gli interessi diffusi, piuttosto che quelli privati, possano essere ancora convocati a tavoli istituzionali regionali, dopo che hanno pubblicamente mentito cercando di coprire le magagne di un “compare” le cui gesta sono ormai conosciute dall’intera regione. La questione viene comunque portata all’attenzione dei vertici nazionali di Legambiente per le valutazioni di competenza.
Infine si propone ai vertici dell’assessorato di valutare l’opportunità di attivare l’Avvocatura dello Stato per avviare, nei confronti dei responsabili, ogni iniziativa legale – compreso il risarcimento dei danni – a tutela dell’amministrazione a fronte delle notizie diffamatorie riportate nei giorni scorsi dai media.
Il Responsabile del Servizio 3
Tutela dall’inquinamento atmosferico
(Dott. Salvatore Anzà)
Dicembre 24th, 2007 at 02:41
Sti Cazz…!!! ALIENOOOOOO, TRINACRIOOOOO come vi mettetete.
@ Dott.Anzà lei conferma, le voci che io avevo sentito.
Alieno ha sotenuto che io al n° 59 avevo tecnicamente buttato Merda nel ventilatore. Ora lei dimostra che se ciò io ho fatto il risultato è finito in facci a tal Genchi pare di lega ambiente, non so se l’ex galeotto sia allo stesso riferito ma è certo che il tale sia stato rimosso tante che lei pare ne abbia preso il posto.
Intanto invito il mio geme