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    Holigans No….Tifosi Si

    TifosiCiò che è successo in quella area di servizio non rientra tra le cose ipotizzabili quando si parla di violenza nel mondo del calcio e delle tifoserie ma in ben altre questioni, che non sono oggetto di questa mia riflessione. Ne tanto meno voglio riflettere sulle scene di guerriglia urbana e di palese attacco alle forze dell’ordine le cui cause ritengo vadano ricercate al di fuori dei fatti legati al mondo dello sport. Le scene dello stadio della partita dell’Atalanta mi riportano indietro con la mente ad oltre 20 anni fa, mi riferisco alla strage nello stadio Heysel di Bruxelles. Si giocava la finale di Coppa dei Campioni 1985 tra Juventus e Liverpool, il bilancio finale contò 32 italiani morti. Allora nessuno al mondo avrebbe scommesso un penny bucato sul fatto che il problema holligans avrebbe di fatto trovato soluzioni; Margaret Thatcher le trovò. E oggi gli inglesi fanno scuola, ci offrono un modello, una soluzione al problema.In Italia, invece, pur tendendo alla legislazione Inglese, siamo ancora molto lontani dall’ eguagliarla in efficacia. Dopo la strage, la lotta alla violenza negli stadi inglesi si orientò verso alcuni iniziative fondamentali: l’adeguamento degli stadi e la condivisione delle responsabilità delle società sportive con le forze dell’ordine con la l’introduzionie degli steward, “vigilanti” appositamente chiamati per garantire più sicurezza negli stadi. Inoltre si introdusse il biglietto numerato del posto a sedere per tutto lo stadio, furono installate le telecamere di videosorveglianza e si iniziarono a processare per direttissima i facinorosi individuati a cui veniva impedita la frequentazione degli stadi per molto tempo. L’introduzione di steward pagati dalla società ha poi consentito di responsabilizzare i dirigenti sportivi stroncando ogni rapporto, a volte di sudditanza, con i capi degli ultrà organizzati o comunque in generale con la “Curva” a meno di quelli tendenti ad evitare gli scontri. In Italia, gli organismi federali discutono sull’inserimento di un “esercito” di steward che garantisca la sicurezza negli stadi imitando il modello inglese. Anche Le forze dell’ordine, sono da allora organizzate in modo diverso e più efficace; è nata un’unità di polizia specifica e delicata, con agenti infiltrati tra i tifosi specialmente in trasferta, numeri di telefono per le segnalazioni dei facinorosi e ricompense per le delazioni che portano alla soluzione di indagini a seguito di crimini. La Thatcher riuscì, in un mondo di duri lei fu tenace e coraggiosa; poteva essere una scelta impopolare invece fu il riscatto di una nazione nei confronti del mondo intero. Saranno capaci i nostri governanti buonisti di capitalizzare l’esperienza della Lady di Ferro e di attuarla nel nostro Paese?

    15 commenti

    1. Gerone:

      Ma come mai per i fatti di Catania, L’italia ha condannato la citta` di Catania e l’intera Sicilia, e ora con quello che sta succedendo al nord italia nessuno alza la voce contro il nord????? Ma dove sono i politici Siciliani a difendere l’onore della Sicilia e il suo popolo Siciliano contro il razzismo del nord. Chi sara` il primo politico o giornalista Siciliano che lanciera` la prima pietra contro il centro-nord?????

    2. michele:

      Ritengo che i fatti di cui al tragico incidente di Arezzo, rappresentino un attendibile e preoccupante campanello d’allarme dello stato di forte disagio sociale in cui vive oggi una buona parte del giovane popolo italiano. Il calcio è uno sport che genera passioni e, in quanto tale, il suddetto fenomeno non può che essere foriero di stimoli alla vita vissuta bene, nell’eseltazione, nella gioia, nel puro divertimento. Calcio come sport; calcio come fenomeno sociale; calcio forte momento culurale; economia, industria; simbolo educativo per le giovani generazioni; calcio come piattaforma di sviluppo della politica, delle politiche.
      Quanto accaduto, nella sua esasperata reiterazione, nulla ha a che vedere con la dimensione VERA del calcio, ma strumentalizza il calcio come veicolatore di notizie, di comunicazione, per denunciare a tutti un grave allarme: IL PAESE VA RESTAURATO! Il Paese va restaurato nel rapporto con le istituzioni e nell’uso e considerazione pertinente delle istituzione. E ciò, nella giusta misura dei diritti e dei doveri dei cittadini. E ciò, nella fondazione e sviluppo delle legittime aspettative che i cittadini, i giovani (e meno giovani) di questo Paese meritano di potere sostenere.
      Ritengo, che tutto quanto accaduto in Italia negli ultimi mesi e che coinvolge il dibattito politico, istituzionale, giudiziario ed economico, incida sensibilmente sulle manifestazioni di intolleranza e evidente terrorismo (guerriglia urbana) registrato ad Arezzo, Bergamo, Roma.
      Nulla ha a che vedere con quanto genera il calcio.
      Piuttosto, il grillismo con il suo “fomentatore del non rispetto istituzionale” (Beppe Grillo); le vicende esplose attorno ai giudici Forleo e De Magistris; i crimini del connubbio Saladino-Mastella-Prodi; i coinvolgimenti in inchieste di Fassino e D’Alema; le presuntuose filippiche rivolte - a più riprese - da Montezemolo al governo, alla politica, ai politici e a tutte le istituzioni. Tutto ciò invita i più deboli, i più fragili, i disagiati ad intraprendere iniziative di cui non conoscono effettivamente gli effetti. Stimola alla mancanza di rispetto delle istituzioni. Induce al dispregio della società e delle sue istituzioni: Stato, forze dell’ordine, magistratura, politica e politici, leggi, religioni, etnie, ecc., ecc.
      Pertanto, credo che sia giunto il momento di dare una raddriozzata alla rotta. E per iniziare, nel rispetto della memoria di coloro che hanno - nei secoli - sacrificato la propria vita per costruire il ns. Paese, ritengo vadano intrapresi con urgenza provvedimenti legislativi forti (basterebbe un solo decreto legge per tutti) che inaspriscano pene per chi con gesti, comportamenti, crimini e quant’altro, ATTENTI ALLO STATO, ALLO STATO DI DIRITTO, ALLA SICUREZZA DEL PAESE E DEI SUOI CITTADINI, e in una sola parola ALLA BANDIERA. E ciò, per tutti, a cominciare dai politici che, pretendendo rispetto nei ruoli istituzionali ricoperti, se corrotti e disonesti vanno esautorati e condannati. Per continuare con le forze dell’ordine e magistrati, se abusanti del potere, ma certamente riconoscibili per l’alto ruolo espletato a garanzia della società civile. Per finire con i cittadini comuni, che vanno tutelati nei diritti, nella salute e nella sicurezza, ma che non possono delinquere infangando le istituzioni della nostra società italiana. Delegittimando lo stato di diritto costituito.
      Quindi, per TUTTI!

    3. eusebio:

      Dubito che i nostri governanti riusciranno mai a risolvere il problema, se continueranno a insistere con palliativi, come i tornelli, gli stop per una domenica, le diffide, ecc. Ci vogliono le LEGGI! Occorre una legge ad hoc che consenta alle forze dell’ordine di arrestare sul momento i facinorosi(specificando meglio limiti e caratteristiche della flagranza) e che consenta ai magistrati di tenerli dentro. PENE CERTE E ASPRE!!!!! Provino a metterne uno, due di questi denntro e a farlo rimanere lì per un bel pò e vediamo se questi delinquenti continueranno a fare cioò che vogliono. Si, perchè il problema vero è che gli stadi sono per questi qua una sorta di porto franco, dove poter commettere atti di enorme gravità e rilevanza penale(lesioni, resistenza, OMICIDI…) e farla sempre franca. Pertanto, va bene gli steward, i tornelli, i biglietti personali, le trasferte vietate, va bene tutto, ma se non si avrà il coraggio di intervenire in termini di coercizione e repressione(quello che effettivamente succede in Inghilterra) il problema non si risolverà mai.

    4. Alieno:

      @Michele
      Mi sembra che si stia un pò esagerando,le spiego perchè:è stato ucciso un ragazzo in un Autogrill da un poliziotto che ha sparato dalla corsia opposta,allarmato dal parapiglia scatenato da una rissa contro dei tifosi di una squadra avversaria.Premesso che questo poliziotto non ha scusanti di sorta in quanto l’uso delle armi deve essere l’estrema ratio, dico che se quei ragazzi si fossero fermati a prendere un caffe soltanto oggi una madre non piangerebbe il figlio morto.Non vedo il nesso nell’accusare come fa lei Grillo,Fassino,Dalema De Magistris ecc.con i fatti di Arezzo e di Roma anche perchè e questo non lo dico io, ma indagini della magistratura e inchieste giornalistiche la tifoseria italiana è a maggioranza legata a gruppi di estrema destra tranne qualche sacca di resistenza come Livorno e Perugia a maggioranza di sinistra,basta entrare comunque in un qualsiasi stadio italiano per vedere un tripudio di croci celtiche e “boia chi molla” e saluti Romani simboli non certo tipici del comunismo o di Fassino e Dalema,nè tantomeno di Grillo.Oltretutto queste tifoserie sono accomunate tutte da un odio contro la polizia,facilitato anche da discutibili comportamenti di alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine a cui ricordo che il manganello non si usa dalla parte del manico.Soluzioni per risolvere il problema non ne ho però visti gli ottimi risultati ottenuti in Inghilterra forse sarebbe bene studiare come ci sono riusciti,anche se li il peggiore parlamentare in confronto ai nostri è uno statista.E soprattutto loro sono un paese molto piu civile del nostro.

    5. FILIPPO ROBERTO:

      ehiii!!!!
      alle famiglie delle vittime di quest’evento luttuoso per la nazione non ci pensa nessuno.
      il polizziotto che ha sparato in cuorv suo cosa vive, i figli con i compagni di scuola ecc.. VERRANNO ADDITATI COME I FIGLI DEL POLIZZIOTTO ASSASSINO.
      La mogli come vivrà ora che al marito è sospeso dallapolizia senza stipendio e depresso perchè gli organi giudicanti fanno più confusione che altro.
      come cosa mangieranno, mentre chi non ha fatto luce subito luce di questo incidente alla nazione. le istituzioni guidate da certi certi buoni a nulla e fotti soldi allo stato sanno intervenire con patetico ritardo e scaricando la colpa sui tifosi ultras, definendoli terroristi.
      LE COLPE SONO DEI GOVERNANTI E POTENTI DI TURNO, SONO PAGATI LAUDAMENTE PER NON PREVENIRE NIENTE…
      TUTTI A CASA FANULLONI C.OOO…

    6. Claudio Fazio:

      Io onestamente da appasionato di calcio quale sono devo dire che domenica mi sonoschifiato per quello successo a Bergamo, veramente vergognoso, anzi apprezzo quello che ha fatto la società Atalanta che da ora in poi i posti dedicati agli ultrà saranno dati ai bambini.Giusto così fuori gli ultrà e dentro i veri tifosi:i bambini.
      Comunque secondo me quello che è successo a Roma è sintomo dei problemi che ci sono nella società italiana, e l’odio, ingiustificato, contro la polizia che non so perchè da alcuni è guardata male, si sentono più minacciati da loro che da Bin Laden.Che cosa gli avranno fatto mai?Bho..
      Il fatto del ragazzo ucciso all’autogril è stato un tragico fatto di cronica, ma col calcio non centra assolutamente niente.
      La signora Melandri invece di dire baggianate come “sospendere il Campionato” (che non serve assolutamente a nulla, anzi iela dai vinta ai teppisti), deve pensare a fare delle leggi serie.E inutile mattere i tornelli.Si devono fare delle leggi che fanno finire questi teppisti direttamente in galera, e ci devono restare per molti anni, e non dovrebbero neanche entrare più allo stadio per il resto delle loro vite.
      Ma che dico, tanto secondo voi alleanza nazionale ,per fare un esempio penalizzerà mai la curva della Lazio?o i comunisti italiani penalizzeranno mai la curva del Livorno?Mai!!Perchè entra nei loro interessi.
      Poi finchè in parlamento c’è gente che c’è l’ha con la polizia come mister No-global Caruso, cosa ci possiamo fare?Questa situazione della società la ereditiamo dal g8 di Genova, quando è morto un teppista, che per carità pace all’anima sua, ma se attacchi le forze dell’ordine o un ufficiale è obbio che quello ti risponderà.Se le cercata lui la morte.

    7. Mirko:

      Potevate dirlo subito invece di farci i ghirigori portandola alla lunga con recensioni berluschine decisamente traballanti quali, mi si permetta di condensarlo,”è tutta colpa del governo in carica”.

      Però devo farvi un appunto: dove eravate quando nel famoso “quinquennio” negli stadi ci scappava lo stesso il morto? Chi era che governava? Chi era ministro dell`Interno?

      Vuoti di memoria duri da estirpare in questa Destra che dello sciacallaggio a scopi politici, pur di raccattare un pugno di voti, ne ha fatto quasi(ripeto: quasi) la ragione di esistere?

    8. Mirko:

      Ora, non vorrei passare per un provocatore (non lo sono) ma faccio questa mia considerazione: dopo la magra di ieri e gli “oroscopi” sulla caduta del Mortadella che il Vostro ci ha propinato per due mesi di fila senza azzeccarci mai, noto che Veltroni si sta facendo in quattro per approntare un tavolo di trattative per cambiare questa “porcata”(dal nome di chi,per delega,firmò quella legge) di legge elettorale chiedendo il contributo dell’opposizione. Fini, Casini, perfino la Lega, sembra siano d’accordo e danno risposte positive all’approccio di Veltroni.
      L’unico che sta sulle sue è Berlusconi, che nervosamente scalcia.
      Nessuno mi toglie dalla mente che questo signore viva la sua stagione politica, oramai in fase di eclissi, sullo scontro, sul rancore e sul “ghe pensi mì” che, diciamolo, ha fatto il suo tempo anche se andiamo a gardare l’anagrafe.
      Non sembra sia capace di accettare una verità che non sia la sua - spesso campata per aria, attorniato da quei yesmen che lo circondano (e che lo sfruttano).
      Ma chi glielo fa fare?
      A sentire lui, vorrebbe liberare l’Italia dai “comunisti”, dando la netta sensazione che sia rimasto l’unico politico in Europa a non sapere che il muro di Berlino è stato messo in condizione di non più nuocere nel lontano 1989. Basterebbe leggere dei giornali esteri che parlano (male) di lui. Non si accorge che dare, oggi, del “comunista” a un Bertinotti o a un Diliberto, lo rende ridicolo.
      Concludo: a parte le sue barzelllette che lasciano il tempo che trovano e che servono solo a mantenere consensi, Berlusconi non é uno stupido. Questo signore sa benissimo che se scende di un gradino e comincia ad ascoltare, moderandosi nelle sue uscite decisamente strampalate, anche le opinioni degli altri, significa il tramonto.
      Egoisticamente parlando gli può anche fare comodo, onestamente devo dire che non rende un buon servizio al suo Paese che dice di amare.

    9. Carmelo:

      Signori, io non voglio pensare che dietro i facinorosi urlanti e violenti dello stadio ci siano messaggi politici, rifiuto l’idea! Croci celtiche e saluti romani sono gesti nostalgici e anacronistici di chi, forse, non ha ben chiaro cosa sia successo in quei tempi in cui non esisteva la libertà di pensare, nonostante qualcuno dica che “si stava meglio quando si stava peggio”. Sono pretesti per lo scontro, enfatiche manifestazioni d’intolleranza. Eppure la tragedia non è avvenuta allo stadio! Intendo che, se parliamo di ultras violenti è un conto, se si prende in considerazione l’evento luttuoso di Arezzo è un altro. Esiste una procedura che determina l’estrazione di un’arma da fuoco da parte di un agente ed esiste una coscienza che detta le regole del buonsenso. Non voglio criminalizzare nessuno, mi guardo bene dal farlo. Tuttavi condanno sia chi suscita le risse, allo stadio o per la strada, sia chi, senza soffermarsi a riflettere sulle conseguenze di un’azione, estrae una pistola dalla fondina. In ambedue i casi, ne faccio una questione di buonsenso. Non ho mai provocato una lite per questo motivo: se dal parlato si passa al “picchiato” può scaturire l’imprevisto tragico, il fattore x. E in definitiva, condanno anche la terza parte, i vendicatori delle ingiustizie di uno stato che ci odia. Allora “armiamoci e facciamo la rivoluzione”, così avremo il nostro stato civile conquistato con l’inciviltà, magari come monarca mettiamo Grillo. Gli inglesi non sono migliori di noi, sono più attenti e meno cervellotici. Poche norme e dirette, pene severe e interdizioni.
      Che tristezza! Mentre l’Italia, governante e governata, si perde nelle polemiche, quella benpensante rifiuta che si possa ancora morire di calcio.

      A presto.

    10. Claudio Fazio:

      @Mirko
      Infatti ho detto che sono proprio tutti i politici che non vogliono fare leggi serie, perchè sanno che non gli conviene.I comunisti, i no-global come i fascisti, non cambia proprio nulla.Ognuno in questo stato del cavolo fa i propri interessi e si vede pure in queste cose.In Inghilterra le cose sono cambiate perchè la maggior parte dei loro politici hanno una coscienza pulita, i nostri sembra che c’è l’abbiano sporca ma non se ne accorgono.

    11. eusebio:

      @Mirko
      ti ricordo che Pisanu qualcosa l’ha fatta

    12. Claudio Fazio:

      Si, Eusebio, ma non ha risolto proprio un bel niente.Secondo voi è mettendo i tornelli che il problema si risolve?
      Allora siete fuori strada.

    13. Mirko:

      x Eusebio.

      Faccio presente, casomai ce ne fosse bisogno, che quel signore che occupava il Viminale, poco tempo addietro era stato membro di una loggia segreta, la P2 di Licio Gelli, che si si proponeva l’eversione dello Stato democratico.
      Sicuramente membro “in buona fede”, come del resto Berlusconi, tessera no. 1816.

    14. michele:

      @ a qualcuno che oltre a non sapere leggere “…in italiano”, ed ancora non sa - soprattutto - capire quando legge:
      HO PARLATO DI TESTIMONIANZA DEL GRANDE DISAGIO SOCIALE CHE VIVE IL PAESE.
      Ho sostenuto che - al Paese ed agli italiani, soprattutto ai giovani disorientati - non fa assolutamente bene assistere ai gratuiti “processi…” speculatori di cui già trattato. Acuisce il disorientamento e genera incentivo al non rispetto delle istituzioni. Alla perdita del senso delle istituzioni. Anche se il dibattito democratico fa bene alla democraziia.

    15. roberto:

      Destra e sinistra non cambia nulla. Sono tutti uguali. Oggi ne abbiamo le prove lampanti.

      I furbetti del quartierino sono stati sgominati.

      Clementina Forleo ha sputtanato con le intercettazioni Fassino e D’Alema che non possono più fare la parte delle verginelle pudiche. Berlusconi ha smesso di urlare allo scandalo, tronfio del fatto che anche gli altri rischiano di essere sputtanati giudiziariamente.
      Da mesi mesi che sembrava tristemente conclusa la stagione delle acquisizioni e delle fusioni bancarie. Il risico sembrava perfettamente riuscito. Ora trapelavano solo notizie di una possibile fusione-allenza tra UNIPOL (la grande delusa della storia) e Banca Popolare di Milano.

      Ecco invece la novità. Con un colpo a sorpresa Banca Monte Paschi di Siena mischia le carte in tavola e torna a riaccendere il risiko bancario Italiano. MPS ha annunciato infatti di aver raggiunto un accordo con il Banco Santander per l’acquisto del 100% di Banca Antonveneta per una cifra pari a 9 miliardi di euro in contanti, al netto delle partecipazione di Interbanca. Per chiudere la partita con gli spagnoli del Santander ai senesi (che sono banchieri dal 1472) sono bastate 24 ore.

      Un matrimonio tra toscana e veneto, tra la banca senese e quella padovana (l’operazione dovrebbe essere chiusa entro il primo semestre del 2008) darà vita al terzo gruppo bancario italiano dopo Intesa Sanpaolo e Unicredit-Capitalia, ma in pole position per numero di sportelli (mille quelli di Antonveneta più 2mila di Mps) e dipendenti.

      Al di là della cattiva reazione dei mercati, ci sono altri corollari a questa acquisizione. Il primo è che Antonveneta torna a essere italiana. Il secondo è il prezzo: 9 miliardi sono tanti. Ma se si pensa che due anni fa la banca è passata agli olandesi per quasi 8 miliardi, e se si calcola che dentro al suo “perimetro” c’era anche la banca d’affari Interbanca, valutata circa un miliardo, ed esclusa da questa operazione (resta al Santander) allora si conclude che Mps paga oggi 9 miliardi quello che due anni fa è stato stimato 7.

      Sulla vicenda UNIPOL - Antonveneta Berlusconi e la CDL al completo avevano gridato allo scandalo, si erano stracciati i capelli, come pazzi. Ora solo silenzio.

      Antonveneta è stata non è stata acquistata dalle cooperative, che qualche leader del Centro-Destra usa spesso per gettare fumo negli occhi ai sui elettori indottrinati. La fusione con una Banca non desta preoccupazione.

      Ma tra Unipol e Montepaschi cambia qualcosa, almeno in termini di proprietà? Unipol è direttamente legata ai DS. Ma lo e’ anche Montepaschi, cassaforte laica senese, da sempre vicina agli uomini della sinistra. Quello di Siena è l’unico istituto bancario la cui maggioranza (58%) non sta sul mercato ma è di una Fondazione, controllata dagli enti pubblici (Comune e Provincia su tutti). Enti pubblici governati dal dopoguerra da solide maggioranze Pci, poi Pds, poi Ds. E presto Pd.

      Il Manifesto, è stata l’unica voce fuori dal coro in questa vicenda. Ha osato titolare “Ora anche il Partito democratico ha una banca”. Fassino e D’Alema, legati ad uno stile ex-comunista avevano miseramente fallito nell’operazione. Mentre San PD, grazie anche all’amore palese tra Draghi e Veltroni, è riuscito nell’operazione con l’approvazione di gran parte dell’opposizione.

      In conclusione, abbiamo l’ennesima riprova che il centro-destra e il centro-sinistra sono del tutto uguali, con le mani in pasta negli stessi affari. Che non si fanno la guerra, ma solo scaramucce per differenziarsi un minimo agli occhi degli elettori.
      E quando li chiamano Casta si arrabbiano pure definendo chi li attacca “anti-politici”. Per quello che mi riguarda preferirei un altro aggettivo “anti-affaristi”. Adesso Berlusconi ha Mediolanum e Mediobanca, il PD ha Montepaschi, Unipol e Antonveneta. Le altre banche (e assicurazioni) sono un po’ meno schierate. anche se per ognuna e’ possibile trovare una precisa collocazione politica.

      La Casta così aumenta il proprio potere e lo paghiamo noi con le spese bancarie e il signoraggio estorto ai cittadini da una banca privata: la Banca d’Italia.

      Ing. Trancossi Michele / Università di Modena e Reggio Emilia


     
     
     
     
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