Rapporto 2007 sulla legislazione: la riforma delle Assemblee Regionali
Il 29 e 30 Ottobre Palazzo dei Normanni ha ospitato i lavori del seminario interistituzionale in occasione della presentazione del “Rapporto 2007 sulla legislazione: la riforma delle Assemblee regionali, i nuovi rapporti con gli esecutivi per migliorare trasparenza, responsabilità e risultati” promosso dalla Camera dei Deputati e dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. Si è svolto un dibattito serio, interessante e propositivo nonostante le diverse appartenenze politiche. Dibattito che ha coinvolto esperti, professori e studiosi, che ha visto la partecipazioni di due Presidenti di Commissioni della Camera dei Deputati: Commissione Affari Costituzionale e Commissione Stato Regioni. Vi è stata anche la partecipazione della Presidenza del Parlamento Europeo qui rappresentata per delega dall’On. Francesco Musotto, Presidente della Provincia Regionale di Palermo. Lodevole tutto l’operato ed il lavoro svolto per la perfetta riuscita del seminario dal Presidente del Comitato per la Legislazione della Camera dei Deputati, On. Gaspare Giudice.
Ma più di tutto va evidenziata la partecipazione, il dibattito ed il lavoro dei Presidenti delle Assemblee Regionali che ha prodotto un documento in 12 punti; ”Il Documento di Palermo”. Tale documento è la sintesi di un percorso comune tra i Presidenti per affrontare le problematiche inerenti la “Legislazione”, per migliorare la qualità delle leggi e la qualità del confronto tra Assemblee Regionali , Parlamento Nazionale ed Unione Europea. Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che nel più vecchio Parlamento di Europa si segni una tappa importante del riequilibrio dei rapporti tra le rappresentanze democratiche elettive, resosi ormai necessario dallo scorrere dei tempi e dalla acquisita consapevolezza dei diritti naturali dei popoli e delle loro autonomie vitali.
Ecco i video dell’evento:
Discorso di Apertura
Dibattito
Intervista all’ On :Donini














Novembre 3rd, 2007 at 08:24
Molto interessante. Peccato solo che mi sono sfuggiti gli avvisi, mi sarebbe piaciuto molto partecipare.
Infondo il Buon Governo è anche questo. L’armonizzazione tra poteri della Regione è alla base del corretto funzionamento dell’apparato burocratico-politico delle Istituzioni regionali.
A parte Youtube (sempre utilissimo) vi sono per caso degli atti del convegno da poter reperire magari in Assemblea?
Novembre 3rd, 2007 at 10:20
Per informazione
Domani DOMENICA 4 NOVEMBRE, SU RAI 2 una nuova puntata di REPORT , sulle banche, sui soldi, sulla politica, che ci governa, che ci fa i conti in tasca, che ci ruba, e che rimane illegale e legalizzata e sopratutto, NON INQUISITA. Sul sito, oltre che le puntate di anni, visibili on-line, pure un forum per dialogare.
http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html
Novembre 3rd, 2007 at 10:22
Scusate leggere RAI 3.
Novembre 3rd, 2007 at 16:25
Finalmente emergono tutte le criticità proprie della legge sull’elezione diretta dei presidenti di regione, dei sindaci e dei presidenti delle provincie. E’ questo uno degli aspetti tra i più interessanti che sono emersi dal dibattito apertosi durante i lavori. Mi sono particolarmente compiaciuto quando, gli interventi dei segretari generali di alcune regioni d’Italia, hanno messo a nudo lo svuotamento dei poteri e del ruolo delle assemblee politiche con l’attuale legge. Hanno messo in evidenza la debolezza delle assemblee per effetto dell’erosione delle competenze (sia per norma, che per fatto). Ed è chiaro un aspetto: bisogna riformare la legge sull’elezione diretta dei capi di giunta, che condiziona fondamentalmente il ruolo e la funzione dell’organo politico, molto spesso mortificato anche dalla volontà dell’esecutivo di non dare seguito all’indirizzo politico: basti pensare come vengono snobbate le mozioni. Altro aspetto emerso è quello della necessità di dotarsi di uno strumento di “messa in mora dei presidenti” nel caso di cattiva conduzione. Oggi l’eventuale sfiducia dei presidenti (o sindaci) da parte dell’assemblea, causerebbe lo scioglimento dei consiggli e delle giunte per tornare a votare. Tale evenienza con l’aggravante dello scioglimento dell’assemblea che vota la sfiducia, rende - praticamente - quasi innaturale (”non conveniete…”) l’adozione del provvedimento per il proponente che - di fatto - si penalizza esso stesso decadendo dalla carica. Ecco che - come proposto dal Presidente Luciano Violante - andrebbe introdotto uno strumento legislativo di “messa in mora” che consentirebbe - attraverso una pre/sfiducia (diffida) - l’aggiustatura in corsa della conduzione di governo e, quindi, il rispetto di programmi ed accordi politici. Tutto quanto senza che l’assemblea veda compromesso il proprio mandato per colpe non sue, e senza avere intrapreso iniziative di recupero della legislazione in corso. Ed ancora, appare sempre di più forte attualità, la necessità di riformare la legge in linea sinergica con la legislazione elettorale nazionale ed europea in modo tale che ogni organismo, ogni istituzione abbia una propria funzione ma, nel contempo, contribuisca alla funzione complessiva, integrata. E’ valido l’esempio sempre del presedente Luciano Violante delle colonne del tempio che, hanno una funzione statico-fisica propria ma - insieme ad altri elementi strutturali - contribuisce a sorreggere il timpano, la copertura; contribuisce a fare il tempio.
Personalmente, ritengo che una nuova legge elettorale - anche per gli enti locali - dovrebbe tenere in considerazione di fornire all’organo politico la possibilità di partecipazione all’amministrazione della giunta, di fare parte dell’esecutivo. Ebbene si, togliendo percentualmente (una percentuale sul complessivo dei rappresentanti di giunta) la incompatibilità tra la funzione di consigliere e quella di assessore anche negli enti locali siciliani. Mentre per i consigli regionali, andrebbe resa obbligatoria una giunta con il 40% dei componenti prelevati dai consiglieri eletti, che rimarrebbero in duplice carica (assessori e consiglieri nel contempo).Mi parrebbe un ottimo deterrente per guidare gli esecutivi verso il rispetto dei programmi di governo.
Novembre 3rd, 2007 at 17:48
Armonizzare i rapporti fra le istituzioni e assolutamente necessario, fare delle buone Leggi è indispensabile; ma ricordiamoci che prima di fare una Legge occorre sapere se e come si farà perchè venga rispettata.
Molte Leggi sono state fatte e non vengono rispettate, lo Stato non è nella possibilità di farle rispettare. Questo è gravissimo: perché da la sensazione che si possano infrangere impunemente.
Novembre 3rd, 2007 at 20:01
NON DIMENTICATE che Domani DOMENICA 4 NOVEMBRE, SU RAI 3 una nuova puntata di REPORT , sulle banche, sui soldi, sulla politica, che ci governa, che ci fa i conti in tasca, che ci ruba, e che rimane illegale e legalizzata e sopratutto, NON INQUISITA.
Sul sito, oltre che le puntate di anni, visibili on-line, pure un forum per dialogare.
http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html
Novembre 3rd, 2007 at 23:44
I DuoSiciliani si sono risvegliati!!!!!
02 novembre, 2007
VIA GARIBALDI DAI NOSTRI PAESI!
in tanti paesi della Calabria è tutto un florilegio di corsi dedicati a Garibaldi, Mazzini, esponenti dei Savoia o , peggio, esponenti della spedizione dei Mille. Ci sono anche dei dementi che celebrano lo sbarco e rendono omaggio ad un manipolo di delinquenti che ha ucciso e depredato, magari uccidendo propri gli avi dei dementi di cui sopra. E’ civile e auspicabile che le vie dei paesi del sud siano dedicati a personaggi del posto che han dato qualcosa allo sviluppo e alla storia del proprio territorio.
ecco dunque una petizione per cacciare Garibaldi e soci dai nostri Paesi. E’ l’ invito a prendere coscienza della propria storia e reagire ad un momento storico attuale, davvero triste. Le popolazioni meridionali devono conosxcere il loro fulgido passato per trarre insegnamento e affrontare il presente, senza una rassegnazione e un fatalismo da fine della Storia.
E’una situazione allucinante, veramente apocalittica, se si pensa che “solo” due secoli fa i calabresi erano reputati in Europa i più intransigenti e reattivi
ed ora sono i più rassegnati e chiusi in se stessi… ed è allucinante
che questo paradosso che da solo potrebbe smuovere milioni di coscienze, non venga nemmeno colto
Via Giuseppe Garibaldi dalle nostre piazze, strade e paesi… La povertà era ed è il nodo cruciale di tutte le vicissitudini che il caro Sud ha dovuto sopportare, prima e dopo l’unità. L’erario del Regno delle Due Sicilie contava ben 443,2 milioni di lire; la Lombardia 8,1; il Ducato di Modena 0,4; Parma e Piacenza 1,2; Roma 35,3; Romagna-Marche e Umbria 55,3; l’Impero Sardopiemontese 27,0; Toscana 85,2 e Venezia 12,7.Questi dati provengono da Francesco Saverio Nitti, facoltà Scienze delle Finanze)
Garibaldi era anche uno schiavista e lo comprovano le sue scorribande in America Latina. Garibaldi e i suoi Mille partono da Quarto (Genova) imbarcati sui piroscafi Piemonte e Lombardo alla volta del Regno delle Due Sicilie. A Garibaldi era stata segretamente versata dal governo inglese e dal Piemonte l’immensa somma di tre milioni in piastre d’oro (molti milioni di dollari odierni), che sarebbe servita soltanto a corrompere i dignitari borbonici e comperare il loro tradimento. Nemmeno un soldo fu preso dal nizzardo e servì tutto per la corruzione. I soldi per comprarsi Caprera furono proprio quelli rubati dall’erario in Banco di Napoli e poi un “contentino” fu versato da Vittorio Emanuele II e dagli Inglesi per un totale di 3 milioni. Entrata cosí a far parte del Regno d’Italia, la Sicilia, nel giro di pochi anni si vide spogliata dell’ingente patrimonio di quei Beni Ecclesiastici che fruttarono allo Stato 700 milioni del tempo, della riserva d’oro e d’argento del suo Banco di Sicilia, e vide portato il carico tributario a cinque volte di piú del precedente. Come accertò Giustino Fortunato, mentre per l’anno1858 esso era stato di sole lire 40.781.750 per l’anno1891 le sue sette province registrano un carico di lire 187.854.490,35 (5). Si inasprirono inoltre i pesi sui consumi, sugli affari, sulle dogane, le tasse di successione che prima non esistevano, quelle del Registro che erano state fisse, quelle di bollo, per cui nel 1877 queste tasse erano già pervenute a 7 milioni e nel 1889-90 avevano raggiunto i 20 milioni. La vendita del patrimonio dello Stato - ossia del demanio dell’ex Regno della Due Sicilie- impinguato dai beni dei soppressi Enti Religiosi e sommato alla vendita delle ferrovie, aveva fruttato allo Stato italiano oltre un miliardo, senza contare il capitale dei mobili, delle argenterie e tutta la rendita del debito pubblico, posseduta dalle Corporazioni religiose, che venne cancellata del tutto. E non erano “beni della Chiesa di Roma”, ma frutto dell’accumulazione di famiglie siciliane investito sul “figlio prete”.
L’invasione di uno Stato in pace senza dichiarazione di guerra, agevolata da fenomeni di corruzione e dalla connivenza della Massoneria. Questo fu lo sbarco. L’epopea dei Mille è nota in tutto il mondo. Mille uomini, e per di più ‘civili’, che conquistano un regno vecchio di oltre settecento anni. Un regno ricco, che vantava la seconda marina del continente dopo quella inglese.
Pubblicato da Fortunato Vadalà a 8:43 PM
Etichette: Giuseppe Garibaldi, intitolazione strade, Regno delle Due Sicilie.
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Novembre 4th, 2007 at 02:08
Purtroppo i Borbone avevano una cosa che Garibaldi invece aveva.
Il filibustiere era Massone, ed era appoggiato dalla Gran Loggia d’Inghilterra (nonostante lui fosse Gran Maestro del rito simbolico ossia il rito Egiziano). Gli inglesi gli fornirono una nave carica d’oro con la quale corrompere tutto l’apparato militare borbonico.
Si sa ogni uomo ha il suo prezzo, basta poter pagare!!
A quei tempi in Sicilia ci si comprava con poco, bastava garantire i feudatari e assoldare un pò di ignoranti.
Novembre 4th, 2007 at 02:17
IL BLOG http://WWW.GIANFRANCOMICCICHE.IT E’ IN HOME PAGE NEL NUOVISSIMO SITO DI FORZA ITALIA NAZIONALE. http://www.forzaitalia.it
Novembre 4th, 2007 at 03:22
Ma quando i partiti Siciliani cambieranno nomi?? Quando nascera` Forza Sicilia??
Novembre 4th, 2007 at 06:27
TORRONCINI DI CLEMENTE
DI ALESSANDRO GIGLIOLI
“Piovono Rane” - “L’Espresso”
Avvertenza: questa è una storia di quelle che innervosiscono il contribuente già stanchino di foraggiare con i suoi soldi gli sprechi di pochi eletti. Quindi se siete di cattivo umore pensando alla vicina scadenza fiscale non leggetela neppure.
E’ una storia che io farei iniziare dal blog di Clemente Mastella, anzi dall’ultimo post nel quale il ministro esprime solidarietà ai redattori del giornale dell’Udeur, Il Campanile.
Clemente non lo scrive apertamente, ma si riferisce al fatto che alla redazione del quotidiano l’altro giorno è arrivata la polizia giudiziaria, spedita nell’ambito dell’inchiesta Why not. Bene, si spera che i poliziotti abbiano trovato quello che ha trovato anche il nostro collega Marco Lillo, e che sarà pubblicato su “L’espresso” domani.
Vale a dire che il quotidiano dell’Udeur (finanziato da tutti noi in ragione di 1.153.000 euro l’anno per 5.000 copie scarse vendute) ha usato i suoi soldi nel seguente modo:
* 40 mila euro versati a Clemente Mastella stesso per collaborazioni giornalistiche.
* 14 mila euro per l’acquisto di torroncini di Benevento spediti dai coniugi Mastella agli amici.
* 12 mila euro versati allo studio di Pellegrino Mastella, figlio di Clemente.
* 98 mila euro per viaggi e trasferte di Sandra Mastella (moglie), Pellegrino Mastella (figlio), Alessia Mastella (nuora) ed Elio Mastella (figlio).
* 1.150 euro per beni acquistati al centro commerciale Cis di Nola da Sandra Mastella.
* 4.000 euro per la benzina del Porsche Cayenne di Pellegrino Mastella.
* 36.000 euro per un contratto con la società Acros, di cui è socio al 50 per cento Pellegrino Mastella.
E così via: fino all’assunzione come giornalisti al Campanile di Pellegrino e Alessia Mastella, e altro ancora. Chi vuole leggersi tutta la storia la trova domani su “L’espresso”. Io mi limito a sottoscrivere la piena solidarietà che il ministro esprime ai giornalisti del Campanile: se i soldi finiti alla famiglia Mastella fossero stati divisi tra loro, sarebbero molto più benestanti.
Alessandro Giglioli
Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it
Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/11/01/i-torroncini-di-clemente/
2.11.07
Novembre 4th, 2007 at 10:18
@Michele
è vero, l’elezione diretta di sindaci e presidenti ha creato una certa “scollatura”(voglio chiamarla così, ma in realtà si chiama assoluta assenza di potere contrattuale dei consiglieri) tra organo esecutivo e organo elettivo. Ma ammetterai che ciò ha anche garantito alle amministrazioni maggiore stabilità e ha liberato i sindaci e i presidenti dal “cappio” della sfiducia facile, del ricattuccio, dei mezzucci di chi(so che non è il tuo caso)interpreta il ruolo non come una missione(ciò che in effetti è la politica),ma solo come occasione di accaparramento di tutto e di più. Ciò che avviene anche oggi,del resto, ma, quanto meno,con minore facilità. Quello che tu proponi è un sistema che andrebbe bene solo in contesti politico-istituzionali maturi, diversi dal nostro, dove ci sono consiglieri, di tutti i tipi, pesi, e misure,che vanno in aula e aspettano di essere chiamati,solo per prendere presenza e gettone e poi andare via, che passano l’intera consiliatura o legislatura senza fare mai un intervento, senza presentare mai una mozione, senza mai compiere un solo, che sia uno, atto di esercizio della loro funzione,che pensano solo allo stipendio, ai biglietti dello stadio e ad assicutare il capogruppo per progettini inutili di alcune migliaia di euro….devo continuare? Non credo, perchè tu, che invece sei bravo, la conosci questa situazione. Quindi, credo che prima di riformare gli assetti dei nostri organi amministrativi, dovremmo preoccuparci di rinnovare e migliorare la classe politica di base, quella cioè che occupa i consessi elettivi, la quale, in queste condizioni, secondo me non sarebbe in grado di utilizzare, con costrutto civico, prerogative maggiori rispetto a quelle che le sono oggi riconosciute.
Ergo, stando così le cose, preferisco di gran lunga un Sindaco che neanche ricorda la faccia di alcuni consiglieri, ma che è libero di amministrare senza dover sentire il fiato di certuni sul collo; consapevole che, comunque, c’è qualcuno che continuamente gli fiata sul collo, cioè ognuno dei cittadini che egli rappresenta e al cui giudizio, allo scadere del quinquennio, dovrà rimettersi.
Novembre 4th, 2007 at 11:00
Si, eusebio ha ragione perchè cosi almeno il sindaco può amministrare senza subire ricatti da qualche consigliere comunale.
Novembre 4th, 2007 at 11:10
@ eusebio
Condivido le linee generali del tuo ragionamento; della tua forte considerazione, che fondamentamente rappresenta l’attuale specchio del sistema elettorale negli enti locali siciliani.
Ma, ed questo il mio pensiero, vanno strutturati, fortificati i partiti politici, tentando un vero ricambio generazionale che - nella fase transitoria di accompagnamento - si prepari a costruire una nuova classe dirigente impostata sulla meritocrazia. Una nuova classe dirigente che tenga conto delle fondamentali peculiarità di cui deve essere intriso un politico che rappresenta i cittadini e i suoi bisogni. Una nuova classe dirigente che premi l’appartenenza, la fede ed il credo politico, la pazienza, la serietà, l’onestà, la competenza, la professionalità, il livello culturale, lo spirito disinteressato di sacrificio personale, la storia e formazione politica personale e familiare.
Oggi, caro eusebio, la mancanza di forti e solidi partiti; la mancanza di identità politica; la mancanza di storia e formazione politica; la mancanza di tante altre cose; con tale sistema elettorale induce alle proliferazione delle LISTE (come si possono chiamare partiti?)e alla moltiplicazione di candidati che portano voti, nel collegato di scheda e nell’accordo di coalizione dichiarato all’atto dell’iscrizione, al candidato sindaco o presidente.
Oggi, poco importa se i candidati rappresentano il nulla, purchè siano l’espressione del potere del consenso: E NEL SENSO PIU’ SPREGEVOLE DEL TERMINE.
Poi, caro eusebio, con l’attuale sistema, poco importa se i capi di giunta si distraggono e non producono nulla e nemmeno l’attuazione del programma di governo. Poco importa se l’organo politico è sterile e non esercita indirizzo sano (ammesso che gli diano seguito) o controllo amministrativo. E’ UN SISTEMA CHE DEGRADA LA POLITICA. L’ATTUALE E’ UN SISTEMA CHE NON GARANTISCE LO SVILUPPO OGGETTIVO DEL TERRITORIO, DELLA SOCIETA’. E’ UN SISTEMA CHE SI FONDA SULL’ENERGIA CHE GLI FORNISCE IL CLIENTELISMO PIU’ BECERO!
Caro eusebio, abbiamo bisogno che le giunte si formino per risolvere i problemi della politica; per amministrare le città. Quelle di oggi, caro eusebio, nella stramaggioranza dei casi sono giunte formate per risolvere i problemi alla politica, e non sono al servizio dei cittadini. Sono giunte dove chi assume deleghe, le assume non anche perchè è l’uomo giusto per fare quello.., ma unicamente perchè al grosso politico di turno (grosso perchè è riuscito a procurare solo voti) gli spetta un posto in giunta e, allora, gli piazza… quello che ha disponibile. Poi se i sindaci o i presidenti non hanno le condizioni per compiere il proprio dovere, nulla importa.
Caro eusebio, è necessario dare il giusto peso e le giuste misure a tutto. Una cosa, comunque, è certa: l’attuale sistema politico ed elettorale vanno RESTAURATI.
E tu, caro eusebio, lo sai bene, e so anche che come me lo auspichi.
BISOGNA RESTITUIRE “SERIETA’” ALLA POLITICA.
Anche a costo di scoprire di non essere degni di rappresentare i cittadini e, pertanto, rimanerne fuori a rappresentare solo se stessi.
Novembre 4th, 2007 at 11:22
I sindaci, i presidenti: sono i partiti forti che devono garantirne l’esistenza in vita. Se un capo di giunta mantiene le condizioni iniziali di serenità. Se il capo di giunta attua il programma rispettando gli accordi, gli impegni; rispettando gli alleati ed i cittadini elettori che lo hanno scelto; rispettando tutta la collettività che rappresenta.
E poi, una nuova riforma, potrebbe dare al vice-sindaco designato nella squadra di partenza degli assessori, la possibilità di sostituire il sindaco che viene rimosso. E ciò senza sciogliere giunta e consiglio. L’importante che il programma di governo trovi attuazione.
I cittadini votano un sindaco (o presidente), una programma di governo, una coalizione con le sue ragioni, i suoi valori, la sua storia o storie.
Ritengo che, in una riforma elettorale, andrebbe dato peso alle scelte iniziali pre elettorali, quando ai cittadini si presentano programma e squadra di partenza degli asessori. Pertanto se il capo viene rimosso, il suo vice potrebbe sostituirlo affidandogli la continuazione delle promesse elettorali: il programma e la coalizione.
Novembre 4th, 2007 at 11:36
Discussione di grande profilo quest’oggi. Complimenti. Mi riservo di esprime delle considerazione all’altezza in altra sede, forse faccio un mio post. Qui ed ora intendoo invece fare delle osservazioni.
1)Il rapporto tra amministrazione e scelta della classe dirigente dei partiti non è più affrontabile al di fuori di un’organica riforma del sistema elettorale. La elezione diretta dei vertici delle amministrazioni pubbliche non può non passare per delle serie e regolamentate elezioni primarie dei pretendenti la carica.
2)Il Rapporto tra il vertice della amministrazione eletto direttamente e le forze consiliari anch’esse elette deve essere riveduto anche in una logica di tagli dei costi della Politica. Si deve pensare nella direzione di una riduzione del numero degli eletti ed un numero maggiori di competenze delle assemblee elettive.
Novembre 4th, 2007 at 12:19
@Michele
forse abbiamo entrambi ragione, perchè entambi partiamo da un assunto incontestabile: LA POLITICA DEVE ESSERE RINNOVATA, rinnovata negli uomini, rinnovata nei metodi, rinnovata nello spirito. Fatto questo, potrà anche essere riformata. Ecco perchè apprezzo molto quello che fa l’onorevole Miccichè; e mi spiace se appaio compiacente, ma ritengo davvero che egli incarni questa voglia di rinnovamento.
Però, per favore, non mettiamoci a dire che il rinnovamento della politica debba passare dai partiti e dai leaders, perchè è una caz..ta, è un alibi che ho sentito parecchie,troppe volte: è vero,i partiti e i leaders giocano un ruolo importante in questo processo, ma credo che il ruolo fondamentale lo abbiano coloro che, fino a prova contraria, determinano la politica, quando, la Domenica, si recano dentro quelle urne e votano. Partiamo da questo e chiediamoci perchè spesso vengono eletti ai consigli comunali e provinciali(non so quelli regionali, ma non penso che sia tanto diverso) personaggi che con la politica non c’entrano nulla e consideriamo, in pejus, che proprio loro, soprattutto loro, che rappresentano il primo gradino della scala, dovrebbero fungere da veicolo di rinnovamento.
Senza offesa per nessuno,per carità. E’solo che credo che ognuno debba fare il proprio mestiere, mentre la politica rischia di diventare, anzi per moolti lo è, il mestiere, che non richiede nè arte nè parte, di tutti.
Novembre 4th, 2007 at 20:08
Cancellare la legge Bersani. La legge Bersani e’ stata fatta solo per fare comodo alle cooperative rosse e danneggia tante categorie come benzinai tassisti e molti altri. Molti lavoratori finiranno in mezzo a una strada schiacciati dalle cooperative rosse. Invito a aderire alla petizione per cancellare la legge Bersani su http://www.firmiamo.it/cancellarelaleggebersani-cooperativerosse
Novembre 6th, 2007 at 01:37
@ eusebio,
comfermo la condivisione di ciò che sostieni, che sostanzialmente assume parallellismo convergente con il mio umile pensiero sulla questione da entrambi trattata ed altri condivisa (vedi Beppe Vicari).
Ma, va prediletto un assunto: L’ORDINE, COME PRINCIPIO REGOLATORE. SPAZIO FORTE ALLE REGOLE DA RISPETTARE - ANCHE - NELL’ECCEZIONI CHE LE CONFERMANO.
E’ IMPOSSIBILE CHE UNA POLITICA SERIA, IN UN PAESE DEMOCRATICO E LIBERALE, POSSA ESPRIMERSI ATTRAVERSO LISTE ALL’UOPO COSTRUITE! E’ IMPOSSIBILE CONTINUARE A DARE LINFA AL SISTEMA POLITICO ITALIA RINUNCIANDO AL GRANDE VALORE SIMBOLICO E SOSTANZIALE CHE - NELL’ACCEZIONE DEI VERI E STORICI PARTITI CHE HANNO VISTO LA LUCE NEL NOSTRO PAESE - DEVONO SERIAMENTE E SOBRIAMENTE RAPPRESENTARE LA GARANZIA DEL FARE POLITICA. DEVONO RAPPRESENTARE LA DIFFERENZA DI POSIZIONE QUALE LIBERA ESPRESSIONE DI STORIA, FORMAZIONE, IDEE DIVRESE TRA DIVERSE COMPONENTI, DIVERSE COALIZIONI. DUE COALIZIONI, NON POSSONO ESSERE DIVERSE SOLO PERCHE SI SONO ESERCITATE A PRODURRRE PROGRAMMI DI GOVERNO DIVERSI, ALLA PARI DI UOMINI DI PARI DIVIGNITA DI LIVELLO. MA DEVONO ESSERE CULTURA, STORIA, FORMAZIONE, POSIZIONE IDEOLOGICA, UOMINI DIVERSI, CHE DEVONO STABILIRE - INSIEME AL RELATIVO PROGRAMMA - DA CHE PARTE DEVE STARE IL CITTADINO. DEVONO STABILIRE CHI E COSA CONVINE AL CITTADINO SCEGLIERE.
ALTRIMENTI RISCHIAMO DI CONTINUARE A BIVACCARE NELLA PIU’ CRUENTA CONFUSIONE POLITICA E SOCIALE.
E POI, UN INCISO: L’ITALIA, GLI ITALIANI, POSSONO MAI MERITARE UN MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, UN GUARDASIGILLI, COME QUEL MASCALZONE, ARROGANTE E FARABUTTO DI CLEMENTE MASTELLA CON RELATIVO NUCLEO FAMILIARE?!?
LA VICENDA DELL’ORGANO DI STAMPA DELL’UDEUR, “IL CAMPANILE”, PUBBLICATA SULL’ESPRESSO, E’ SEMPLICEMENTE VERGOGNOSA. TOGLIE DIGNITA’ AGLI ITALIANI, AL SUO GOVERNO, AL PRESIDENTE DI QUESTA REPUBBLICA, ECC. ECC., ECC..
COME SE “WHY NOT!”, E LA VICENDA DE MAGISTRIS NON BASTASSERO.
Novembre 6th, 2007 at 01:40
DIMENTICAVO: IN UN PAESE REPUBBLICANO. UN PAESE CHE HA BOCCIATO LA MONARCHIA.
Novembre 6th, 2007 at 10:01
@Michele ed Eusebio
per mancanza di tempo ho fatto un audiopost di commento alla ottima discussione che state facendo. lo trovate pubblicato sul mio sito.
“Audiocommento:Primarie e riforma degli EE.LL.”
Ciao e ditemi cosa ne pensate.