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Insieme l’Ars e Noa per “Cessate il Fuoco Ovunque”
Oggi con la cantante Noa abbiamo tenuto in Sala D’Ercole un dibattito di fronte ad un’aula piena di studenti, con l’intento di esprimere una volontà forte: Combattere per trasmettere un messaggio di pace, far comprendere che la dignità dei popoli, delle civiltà non può identificarsi con la violenza come mezzo contro la diversità, la diversità è una ricchezza non va combattuta, va preservata.La Sicilia è la terra dove tolleranza e differenza sono regole, un modello, un impostazione mentale da esportare in tutto il mondo.
Update: sul canale youtube sono presenti brevi clip sull’arrivo al palazzo di Noa, sulla lettura dell’O.d.G. e sui doni consegnati a Noa
Ottobre 31st, 2007 at 09:54
ho imparato nel corso della mia vita a non giudicare Mai le persone ne per come appaiono ne per quello che dicono ne tantomeno per come sono rappresentate dagli altri.
Ho appreso semplicemente ad osservare le persone senza mai dare un giudizio di valore ma solo lasciarmi trasportare dal sentimento che sopravviene da questa semplice osservazione e dai comportamenti che essi pongono in essere. Ecco, io non giudico le persone ma i loro comportamenti, le loro azioni, i fatti.
Fatta questa dovuta premessa devo dire che comincio ad apprezzarla, le riconosco questa voglia di cambiamento, che se ho ben interpretato il suo pensiero, deve passare necessariamente dal cambiamento dell’Immagine che la Sicilia e i Siciliani danno di se a chi vive fuori da quest’isola. Si riconosce immediatamente la formazione e il background di Marketing nelle sue attività esterne. Ergo per questa iniziativa le faccio i miei piu vivi complimenti.
Badi bene pero che se oggi la sto elogiando potrebbe benissimo succedere il contrario domani…come é già successo.
Ottobre 31st, 2007 at 10:21
Per Informazione
CARI AMICI, HO IL PIACERE DI INVIARE IL LINK DE “L’ISOLA” , il quindicinale politicamente incorretto della diaspora siciliana, NUMERO 9 - ANNO IX – 1/15 novembre 2007.
clicca sul link per visualizzare o scaricare L’Isola: http://www.laltrasicilia.org/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=91
RICORDIAMO CHE ALCUNI ARTICOLI VENGONO PUBBLICATI ANCHE SUL SITO INTERNET DE L’ALTRA SICILIA “www.laltrasicilia.org” E POSSONO ESSERE FACILMENTE CONSULTATI E SCARICATI ANCHE DAL WEB.
VI RICORDIAMO CHE IL GIORNALE È APERTO AI VOSTRI SUGGERIMENTI E ALLE VOSTRE OSSERVAZIONI.
VI RINGRAZIAMO PER L’ATTENZIONE E PER L’EVENTUALE DIFFUSIONE AD AMICI E CONOSCENTI.
CORDIALI SALUTI
IL DIRETTORE RESPONSABILE
FRANCESCO PAOLO CATANIA
PER LA SICILIA, SOLO PER AMORE DELLA SICILIA
Ottobre 31st, 2007 at 10:26
PER LA PACE SOLO PER AMORE DELLA PACE!!!!
Ottobre 31st, 2007 at 11:05
Ciao Geda, sono Filippo una persona con disabilità e quanto hai scritto nei confronti di Gianfranco è pienamente condiviso.
Ho una conoscenza più che decennale con Gianfranco, anche se in sedi istituzionali siamo stati in fronti opposti non c’è stata ostilità odiosa, ma pareri divergenti.
negl’ultimi anni io e Gianfranco non ci frequentiamo molto (una volta ogni 12 anni), da politico Centrista Cattolico non posso che dire che la Sua iniziativa è lodevole.
Geda conoscendolo come politico del fare ed impegnato nella solidarietà civica ti posso dire che presto come ha fatto in passato (senza proclami) farà di tutto per diffondere il messaggio di solidarietà.
Per dirti da dove viene la mia certezza: nel 1996 tutti e due ricoprivamo il ruolo di consiglieri comunali a Terrasini (PA) e Gianfranco erra l’unico a non prendere il gettone di presenza per donarlo a favore di iniziative in favore della solidarietà.
E ci sono tanti suoi interventi istituzionali portava casa per casa dei cittadini solidarietà concreta, oppure per due anni aiutava finanziariamente un accattone, che io non provo a menzionare il suo nome perchè mi da fastidio solo a nominarlo.
Gianfranco come ha fatto a sopportarlo per due anni, ci sono prove incofutabil (i tabulati telefonici, lo assillava alla media di tre telefonate al giorno).
E ci sono tante azioni di solidarietà materiale che ha sempre fatto, ma non li menziono perchè cosi posso usarli per altri amici diffidenti nei suoi confronti.
cordiali saluti Filippo
Ottobre 31st, 2007 at 12:22
Ripeto la domanda al presidente Miccichè:Il suo pacifismo che le fa dire queste parole ” Combattere per trasmettere un messaggio di pace, far comprendere che la dignità dei popoli, delle civiltà non può identificarsi con la violenza come mezzo contro la diversità, la diversità è una ricchezza non va combattuta, va preservata.”Dov’era quando con il governo Berlusconi e lei era ministro?Perchè non si è dimesso in segno di protesta anche in seguito alla dichiarazione di Ambulanza Nazionale Gustavo Selva che affermava che la missione in Iraq era stata mascherata come missione di pace altrimenti il capo dello stato non avrebbe approvato?.
Ottobre 31st, 2007 at 12:24
Visti i tanti temi discussi su questo blog vi invito a prendere visione di questo importantissimo video. Buona visione.
http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo. Voltaire
Ottobre 31st, 2007 at 13:02
Alieno,
essere per la pace non vuol dire chiudere gli occhi di fronte al terrorismo, alla dittatura e a tutte le altre forme di soppressione o mortificazione dei diritti umani e civili. Al di là del pacifismo esasperato della sinistra estremista(la stessa che aveva mandato i militari in kossovo), ci sono degli obblighi di politica internazionale, cui le democrazie compiute, quali l’Italia, devono assolvere, nella speranza di potersi esse stesse trasmettere in quei posti del mondo dove di democrazia non c’è neanche l’ombra. “SI VIS PACEM, PARA BELLUM”.
Ottobre 31st, 2007 at 13:18
Art.11 della costituzione italiana
L’Italia ripudia la guerra.
Fare la guerra per la pace è come fottere per la verginità.
Saddam era un dittatore anche quando gli americani e i loro alleati lo foraggiavano con armi.
L’Iraq è stato attaccato perchè Bush,Blair e Berlusconi dicevano che aveva le armi di distruzione di massa dove sono?
Non c’erà un soo iracheno fra gli attentatori dell’11 settembre mentre la maggior parte erano sauditi perchè non si è attaccato l’Arabia Saudita?Etc.etc.etc.
Ottobre 31st, 2007 at 16:17
@Alieno:
Devi capire che la politca fatta in tutti i tempi, è la politica dei politici per i politici, fatta con altri politici.
Se capirai questo non perderai più tempo dietro certe cose.
Le rivoluzioni nascono in tempi come questi.
C’è una pace che si trova oltre la guerra.
Vi è anche una pace che può essere perseguita con la diplomazia, potremmo essere tutti noi sentinelle della pace, ma dobbiamo anche essere coerenti e lucidi sul fatto che la guerra esiste.
Come dicevi tu esiste l’industria delle armi, che vengono vendute a dittattori infami senza scrupoli sanguinari, che affamano e torturano i loro popoli.
E poi bisogna madare i nostri fratelli a rischiare la vita per madarli via.
Andreotti e tutti i capi di stato allora andavano da Saddam, non ti sembra assurdo, ma è cosi.
Ma questa è la logica del politico, che vuoi fare.
La mafia non esiste, W la pace, e il gran teatrino della politica,cinica, terribile, che uccide, che fa male, va vanti.
Che poi avanti ma come? e dove? non è lecito sapere.
E andiamo vanti.
E non ti permettere di criticare sai, che poi diventi anche guerrafonadaio caro indolenete.
Un saluto
Gaetano
Ottobre 31st, 2007 at 16:21
@ catania
Ma altri hobby tipo la pesca, le boccette, carambola all’italiana, dico niente, l’unica cosa che hai in mente è………….. non te lo dico per pura educazione nei miei confronti.
Addio
P.S speriamo
Ottobre 31st, 2007 at 16:57
vento di cambiamento tra le sale di Palazo Reale, grande presidente, continua a stupirci
Ottobre 31st, 2007 at 18:15
@Gaetano
non provocare che non mi va di litigare e fare guerre! il cessate il fuoco ovunque vale anche nel tuo caso sei furtunato oggi. domani è un’altro giorno e si verdrà.
Ottobre 31st, 2007 at 18:51
Dai, Gaetano, siamo in un post che parla di pace e cessare il fuoco e tu pizzichi i tutti i frequentatori del blog?
Ottobre 31st, 2007 at 19:23
Ok non litighiamo vedo che è scoppiata una rosa piena di pace in questo blog, bene.
Che bello, adesso tutto è armonia e pace, tutto è più profumato di gelsomino e rosa selvatica, e la pace va………
E’ scoppiata la pace a Palermo.
Non litighiamo un bacio a tutti in dono porto un fiore.
Ottobre 31st, 2007 at 20:00
PER QUELLI CHE AMANO LA SICILIA:
http://www.metasicula.altervista.org
Novembre 1st, 2007 at 00:23
Sarebbe bello!!!
Ma mi sembra una cosa impossibile..
La guerra smuove le economie di molti stati occidentali, praticamente gli USA senza l’industria bellica sarebbero messi molto peggio di come sono adesso.
Per non parlare delle lobbies bancarie che fanno affari d’oro con le guerre prestando soldi per ricostruire e far rinascere gli stati dopo le guerre.
il male dei mali su http://www.signoraggio.com
più tempo passa e più siamo portati verso il baratro economico mentre le banche continuano ad avere utili da capogiro, più evidente di così!!
Novembre 1st, 2007 at 11:01
Guardo i miei figli, i miei piccoli tre figli. Li osservo con attenzione. E lo faccio con periodicità attenta: quando si muovovo di giorno; quando parlano; quando riposano. E guadando loro e a quello che oggi hanno, di cui riescono a fruire. Di ciò che, in termini di società civile organizzata, il nostro Paese riesce a dare a loro. Rifletto sulla dimensione di contesto che vive in pace, senza conflitti bellici, senza drammi di disagio e sofferenza generalizzata. In termini di Paese Italia, democratico, liberale, intergrato e organizzato al suo interno e nel rapporto euro-internazionale con il resto del globo. E lì. Si, lì completo una forte riflessione. Una drammatica sensazione. La consapevolezza che in altri contesti, in altri paesi, in altri mondi del nostro pianeta, molti bambini soffrono. Soffrono attimi su attimi. Privati di tutto. Privati dei diritti umani e civili più esenziali. Privati della PACE; straziati dal dolore per il versamento di sangue; privati dagli affetti più cari, perchè con la violenza sottratti ai propri genitori che sovente gli vengono uccisi, trucidati. Bambini affamati, assetati. Senza giochi, giocattoli, merendine, televisione, internet, abiti confortevoli. SENZA PACE.
TUTTO CONSEGUENZA DELLE GUERRE. TUTTO CAUSA DEI CONFLITTI BELLICI. TUTTO CAGIONATO DAI FOCOLAI DELL’ODIO.
E proprio per combattere tale dolore, la politica, la società civile organizzata ha il dovere di attivarsi senpre più, affinchè si accellerino i processi di elisione di tali drammi.
Tante sono le organizzazioni nel mondo che si muovono in questa direzione. Un solo esempio: un bimbo Birmano può essere adottato a distanza con un contributo di 13 EURO al mese, salvandogli la vita e garantendogli la crescita. In Birmania, con 12.000 EURO è possibile costruire una scuola che salva la vita a 200 piccoli bambini indifesi, maltrattati e abbandonati. Infatti la struttura scuola gli consente di insegnargli a lavarsi; di dargli l’istruzione basilare per la vita; di fornirgli la possibilità di avere un luogo sicuro dove sfamarsi.
Potremmo contribuire tutti. E, sen lo facciamo ancora, potremmo contribuire anche noi del blog. quelli che frequentiamo i blog. Sarebbe un lusinghiero gesto.
Novembre 1st, 2007 at 11:47
Fare una campagna di sostegno all’iniziativa in Birmania è un idea praticabilissima. So di una signora, mi pare di una ex gioielliera che ha un’associazione che fà adozione a distanza ed è di Palermo. Bisognerebbe contattarla e vedere lei cosa ha di bisogno e cosa noi potremmo da questo blog fare. Sarà una cosa minima ma le campagne on line fatte con la firma della petizione, l’esposizione del banner nel proprio blog e le donazioni attraverso il bottone “Post Pay” sono cose che si fanno, perchè non farlo a partire da questo Blog? Michele per caso visto che sei informato magari puoi confermare o meno la mia informazione , magari la conosci, o ti puoi informare meglio, io non ricordo il nome.
Novembre 1st, 2007 at 11:54
Scusate il fuori tema..
Preparatevi all’esplosione delle questione derivati negli enti locali.
Dal Sole24ore di oggi:
Il “guru di Omaha” Warren Buffett, il 4 marzo 2003, li definì «armi di distruzione di massa». L’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, parlandone il 24 marzo 2004 in Parlamento a proposito degli enti locali, disse che «a volte assomigliano a droghe pesanti». Alessandro Profumo, amministratore delegato di UniCredit Group, il 17 ottobre ha detto invece che sono «strumenti che servono per chiudere i rischi finanziari, utili e usati da tutti». Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa il 24 ottobre ha affermato che i derivati non destano preoccupazioni per i conti di Comuni, Province e Regioni. Ma quantificare i contratti venduti dalle banche per la copertura dei rischi finanziari degli enti locali – copertura reale solo se le controparti sono davvero capaci di comprendere strutture e costi dei contratti – è difficile.
E’ evidente la differenza di ragionamenti, c’è chi considera i derivati per quello che sono, mentre chi ha interesse, Profumo e Padoa Schioppa(Schioppasse davvero lui e i banchieri di cui fa gli interessi) li considera degli strumenti utili.
SCUSATE LA DIVAGAZIONE!!!!
Novembre 1st, 2007 at 12:34
x giuseppe m
il 16 ottobre 2007 in vari post di questo blog scrissi:
Ragazzi, in un mondo di servi una voce veramente libera.
Milena Gabanelli di Reporter, una delle poche giornaliste coraggiose che ancora abbiamo in Italia. GRANDE. Il documento “Il Banco vince sempre” http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E37208,00.html, andato in onda su RAi TRE non ha avuto nessuno eco, nessun commento sulla stampa asservita al sistema, non ha sollevato nessun clamore.
Forse perché al governo abbiamo rappresentanti, che fanno parte di quei poteri che stanno mettendo in ginocchio l’Italia. Vedi il caso della sig.ra Pollastrini, di professione politicante ed attualmente ministro, sposa di un BOSS di Unicredit.
Questo documento sui derivati bancari ci dimostra l’assenza totale dello stato che non controlla gli enti locali con i loro relativi sprechi.
….
Si continua a fare aria fritta e discutere sul nulla invece di reagire? Se nessuno se la fila c’è un motivo….quel motivo si chiama VERITA’ ed oggi nessuno vuole conoscere la verità per la semplice ragione di non riconoscere di essere stato preso per il c…
Intanto i nostri (ir)responsabili, complici delle associazioni a delinquere, non di stampo mafioso in quanto tutti rigorosamente di origine nordica, continuano ad indebitarci svendendo il paese.
Mi ricordo di avere letto che anche gli irresponsabili della nostra piccola patria hanno fatto simili contratti.
Al sig. Gianfranco Micciché chiedo di fare luce su questi prodotti finanziari fatti dagli incapaci della nostra Regione
Novembre 1st, 2007 at 12:38
Terza guerra mondiale o nuovo ordine economico?
22 ottobre 2007 – In un articolo del 19 ottobre la presidente del Movimento Solidarietà tedesco Helga Zepp-LaRouche analizza la situazione mondiale in questi termini: “Quando il Presidente Bush parla di Terza Guerra Mondiale, trattando il tema del programma nucleare iraniano, il mondo intero farebbe bene a svegliarsi. Il pericolo di una guerra mondiale infatti esiste, ma non certo perché gli iraniani possono riuscire a costruirsi un’arma nucleare. Il governo russo ha già sottolineato di non avere alcuna indicazione dello sviluppo di armi nucleari in Iran, e su questo argomento è ben informato perché l’impianto del nucleare civile di Bushehr è stato realizzato da ingegneri russi. Anche i servizi segreti USA sono giunti alla conclusione, riportata nella National Intelligence Estimate, che da un punto di vista strettamente tecnico l’Iran avrebbe comunque bisogno ancora di cinque anni prima di arrivare a sviluppare un arsenale nucleare. Inoltre Mohamed El Baradei ha riferito che sono stati compiuti significativi progressi affinché gli ispettori dell’IAEA possano accedere agli impianti nucleari iraniani per effettuare i loro controlli.
“D’altronde, diverse fonti statunitensi, tra cui i candidati presidenziali Dennis Kucinich e Ron Paul, il giornalista Seymour Hersh e l’agente dei servizi Philip Giraldi, insieme a diversi generali in congedo, hanno lanciato moniti sul pericolo di una riedizione dell’incidente del Golfo del Tonchino nel 1964: un incidente orchestrato sul confine tra Iraq e Iran o sullo stretto di Hormuz da sfruttare come pretesto per un attacco militare contro l’Iran. Di conseguenza questo innescherebbe un sollevamento degli sciiti in Iraq e un colpo di stato dei fondamentalisti in Pakistan con la prevedibile conseguenza di un attacco preventivo dell’India contro questo paese - e dunque una terza guerra mondiale come risultato.
“Per la Russia, che dal punto di vista della sicurezza ha tutto l’interesse che l’Iran si limiti a sviluppare il nucleare ad uso esclusivamente civile, una minaccia più seria è costituita dai progetti americani di stazionare sistemi di difesa antimissile in Polonia e nella Repubblica Ceca. Una volta installati, infatti, questi sistemi possono essere rapidamente convertiti in sistemi offensivi per colpire Mosca nel giro di tre minuti. Di fronte a questa minaccia l’analista militare di Novosti Nikita Petrov ha messo in guardia dal rischio di una nuova crisi missilistica di Cuba al contrario, in cui non è chiaro se l’accordo che nel 1962 Kennedy e Krusciov raggiunsero all’ultimo minuto potrà essere raggiunto di nuovo.”
Purtroppo, come spiega Helga Zepp-LaRouche, questa realtà non è stata affrontata nel corso del “Dialogo di Pietroburgo” tenutosi a Wiesbaden tra il 13 ed il 14 ottobre. Il livello è rimasto molto al di sotto di quello che ha caratterizzato la conferenza dello Schiller Institut a metà settembre sul Ponte di sviluppo eurasiatico “come mezzo per promuovere la pace nel 21° secolo ed un rinascimento culturale e scientifico”.
Una prospettiva del genere è stata presentata all’Arctic Energy Summit tenutosi ad Anchorage in Alaska tra il 15 ed il 18 ottobre, in cui sono stati discussi i progetti per un collegamento ferroviario tramite un tunnel tra la Siberia e l’Alaska attraverso lo Stretto di Bering. Progetti di sviluppo di questo tipo sono la vera alternativa ad una nuova Guerra Fredda e ad una nuova Crisi Missilistica di Cuba.
Novembre 1st, 2007 at 12:55
In Italia moltissime persone non riescono più ad arrivare a fine mese, crisi dei mutui, crisi in tutti i settori, maaaa….
leggete
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Super-lobby-Goldman-Sachs/1467588
CHE SCHIFO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Novembre 1st, 2007 at 18:23
PER I SICILIANI INCAZZATI:
http://www.metasicula.altervista.org
Novembre 1st, 2007 at 23:59
Il caro totò cuffaro imputato di favoreggiamento alla mafia, ha revocato l’icarico a maria concetta caldara,era uno degli esperti che affiancano il presidente.
Direte voi chi è costei?
E’ un ex consulente di enrico la loggia al ministero per gli affari regionali.
Ora la signora è indagata perchè socia di pino lipari un prestanome di provenzano.
Cuffaro invece rimane al suo posto, si dimetterà solo se condannato.
E andiamo Avanti.
Novembre 2nd, 2007 at 00:34
Propongo che i participanti di questo blog: quelli che vorrebbero una migliore Sicilia Autonoma scrivano dei e-mail ai politici del Parlamento piu` antico del mondo. Deti che vogliamo che il nostro Statuto Speciale per L’Autonomia della Nazione Siciliana sia applicata per intero immmediatamente!!!! Ecco gli indirizzi e-mail dei nostri rappresentanti Siciliani!!
presidente@ars.sicilia.it, scuffaro@regione.sicilia.it, gadamo@ars.sicilia.it, rammatuna@ars.sicilia.it, aantinoro@ars.sicilia.it, gapprendi@ars.sicilia.it, gardizzone@ars.sicilia.it, aaulicino@ars.sicilia.it, gbarbagallo@ars.sicilia.it, ncappadona@ars.sicilia.it, scaputo@ars.sicilia.it, fcascio@ars.sicilia.it, scintola@ars.sicilia.it, gconfalone@ars.sicilia.it, acracolici@ars.sicilia.it, gcristaudo@ars.sicilia.it, vculicchia@ars.sicilia.it, ccurrenti@ars.sicilia.it, adaquino@ars.sicilia.it, adasero@ars.sicilia.it, rdebenedictis@ars.sicilia.it, gdibenedetto@ars.sicilia.it, adiguardo@ars.sicilia.it, adina@ars.sicilia.it, ffagone@ars.sicilia.it, dfalzone@ars.sicilia.it, cfiorenza@ars.sicilia.it, sfleres@ars.sicilia.it, sformica@ars.sicilia.it, ggalletti@ars.sicilia.it, mgalvagno@ars.sicilia.it, ggennuso@ars.sicilia.it, ggianni@ars.sicilia.it, ggranata@ars.sicilia.it, bgucciardi@ars.sicilia.it, cincardona@ars.sicilia.it, slamanna@ars.sicilia.it, glaccoto@ars.sicilia.it, eleanza@ars.sicilia.it, ileontini@ars.sicilia.it, glimoli@ars.sicilia.it, gloporto@ars.sicilia.it, fmancuso@ars.sicilia.it, gmanzullo@ars.sicilia.it, gmicciche@ars.sicilia.it, smisuraca@ars.sicilia.it, coddo@ars.sicilia.it, eortisi@ars.sicilia.it, apagano@ars.sicilia.it, fpanarello@ars.sicilia.it, gpanepinto@ars.sicilia.it, mparlavecchio@ars.sicilia.it, aparrinello@ars.sicilia.it, spogliese@ars.sicilia.it, oragusa@ars.sicilia.it, fregina@ars.sicilia.it, frinaldi@ars.sicilia.it, ssanzarello@ars.sicilia.it, gsavarino@ars.sicilia.it, rsavona@ars.sicilia.it, fscoma@ars.sicilia.it, cspeziale@ars.sicilia.it, rstancanelli@ars.sicilia.it, stermine@ars.sicilia.it, dterrana@ars.sicilia.it, ctumino@ars.sicilia.it, gturano@ars.sicilia.it, gvillari@ars.sicilia.it, gvitrano@ars.sicilia.it, szago@ars.sicilia.it, azangara@ars.sicilia.it, corecom@regione.sicilia.it, gruppoAN@ars.sicilia.it, gruppoDS@ars.sicilia.it, gruppoMISTO@ars.sicilia.it, gzappulla@ars.sicilia.it, GruppoMPA@ars.sicilia.it, segreteriaruggirello@libero.it, gdimauro@ars.sicilia.it, gbasile@ars.sicilia.it, cdeluca@ars.sicilia.it, nleanza@ars.sicilia.it, alombardo@ars.sicilia.it, nmaniscalco@ars.sicilia.it, rnicotra@ars.sicilia.it, arizzotto@ars.sicilia.it, pruggirello@ars.sicilia.it, segreteriaorlando@gmail.com, alessandrasiragusa@libero.it, danielatornatore@hotmail.com
Novembre 2nd, 2007 at 09:59
La signora 73enne che dal 1998 fa volontariato per i bambini della Birmania, presso i quali si reca con periodicità per concretizzare gli aiuti, le adozioni e la costruzione di strutture per salvare la vita a quei poveri bambini è Maria Pia Scibona.
E’ rintracciabile attraverso la “ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO FRATELLANZA” che ha creato appositamente per i bimbi birmani. La sede si trova in via Rodi n. 1 - 90138 Palermo con utenze telefoniche 091.583263 e 091.323682.
Novembre 2nd, 2007 at 10:33
Quoto L’indolente e il suo commento di cui al punto 18.
Quoto la continuità che da alla mia proposta di cui al commento 17. E lo fa con la concreta proposta di dotarci di strumenti per passare dalle parole, parole, parole,….. ai fatti. Finalmente ai fatti, contribuendo con un semplice gesto ad aiutare il mondo a crescere a migliorasi. Partendo dalle adozioni a distanza amche dei bimbi della ex Birmania, partendo da questo blog.
E, se allora non saremo stati capaci di passare - almeno noi - dalle parole ai fatti, alla concretezza, ciò vorrà dire che in questo blog ci potremo vantare di attestare l’esistenza di una folta rappresentenza di “veri politici contemporanei….”.
Chiaramente mi riferisco solo a quelli che godono dello status, e basta. Come se i problemi della collettività non fosse un problema loro.
Novembre 2nd, 2007 at 13:34
@Gaex
immagina un sistema in cui un politico debba lasciare il proprio posto nel momento in cui venisse indagato: sarebbe un sistema Procurocratico(scusa il neologismo),in cui le toghe(e sono più quelle rosse che quelle “azzurre”)finirebbero per determinare assetti ed equilibri politico-istituzionali. Lo capisci questo? Capisci che, al di là delle tue simpatie o antipatie per Cuffaro, c’è un sistema di diritto, su cui poggia la nostra democrazia,che DEVE prevedere anche delle garanzie, oltre che pene e restrizioni, altrimenti esso risulterebbe sommario? Lo capisci che Totò Cuffaro, fno a quando una sentenza passata in giudicato non avrà stabilito il contrario, è innocente, quanto lo sei tu e quanto lo sono io? E lo capisci quanto è importante questo principio? Possiamo discutere sul fatto che questa benedetta sentenza dovrebbe essere celere e che non è giusto che la si attenda per anni; ma questo è un altro discorso, che se vuoi possiamo anche fare, tanto in questo blog si fanno sempre altri discorsi e non si sta mai al tema(ANZI, PER LA VERITà SE NE FA UNO SOLO:MAFIA, PERCHè SEMBRA CHE A CERTI SICILIANI NON INTERESSI PARLARE D’ALTRO, CHE PER CERTI SICILIANI LA SICILIA SIA SOLO MAFIA, PIZZO e CUFFARO CON LA COPPOLA. forse aveva ragione G.Miccichè…)
Novembre 2nd, 2007 at 13:36
ps:
tanto per stare al tema, quoto anch’io l’indolente
Novembre 2nd, 2007 at 14:31
Nelle tue parole c’é molta molta molta dietrologia Eusebio. Dimmi un po Eusebio, che credibilità puo avere agli occhi del popolo che che é tenuto a rappresentare, un governatore per il quale, nella realtà dei fatti che leggiamo, un PM ha richiesto 8 anni per favoreggiamento alla mafia e diffusione di notizie riservate riguardanti indagini sulla Mafia.
In altre nazioni per molto meno lo avrebbero costretto a dimettersi e obbligato quanto meno a bussare porta a porta chiedendo umilmente perdono. In Sicilia e in Italia sembra quasi abbia preso un verbale per eccesso di velocità….
Novembre 2nd, 2007 at 14:32
Ma si poi vedremo se Cuffaro è innocente o no, fino ad allora resta il governatore della regione siciliana, se invece lo incastrano(come credo faranno), mi sa che si riandrà alle elezioni, sempre se lui avrà il coraggio di dimettersi.Però il tema è un altro in questo post.Scusate se sono andato fuori tema.
Novembre 2nd, 2007 at 15:06
L’on Cuffaro e` il Presidente Siciliano. Potete mandare e-mail a tutti i politici al parlamento Siciliano. Vedi post #25
Novembre 2nd, 2007 at 16:09
@geda
il tuo è un ragionamnto politico e anche io ritengo che se cuffaro verrà condannato già in primo grado dovrà dimettersi, ma solo per opportunità politica, per l’appunto; peraltro, adesso non è neanche un condannato in primo grado e c’è chi, come gaex, ne vorrebbe già le dimissioni.
Da un punto di vista, invece, giuridico-legale, ribadisco, Cuffaro è innocente, oggi. E non c’è nulla di dietrologico. SUMMUM IUS, SUMMA INIURIA!
Novembre 2nd, 2007 at 16:13
Concordo con Eusebio, finchè non c’è una sentenza definitiva è inutile fargli pressioni per dimettersi.
Novembre 2nd, 2007 at 16:34
ultimo mio commento su questo argomento (visto che siamo fuori tema) solo per la precisione:
Eusebio, la dietrologia sta in questo tuo commento :”….immagina un sistema…… sarebbe un sistema Procurocratico(scusa il neologismo),in cui le toghe(e sono più quelle rosse che quelle “azzurre”)finirebbero per determinare assetti ed equilibri politico-istituzionali. Lo capisci questo?…..
Tra l’altro, un avvocato piu bravo di me puo correggermi, non si parla di un governatore INDAGATO che riceve un avviso di garanzia.. qui siamo ben oltre il rinvio a giudizio… siamo arrivati alla richiesta di condanna a 8 ANNI e non per lavori socialmente utili.
Infine Eusebio, ovvio che il mio sia un puro e semplice ragionamento politico….infatti di politica si parla, non stiamo mica parlando del fruttivendolo che vende gamberoni reali corretti con quintali di ammoniaca…. ma del capo di una Nazione…
Ovviamente come semplice cittadino Italiano, il sign. Cuffaro é innocente davanti la legge fino a sentenza passata in giudicato.
Novembre 2nd, 2007 at 16:59
@ eusebio
Il problema è che si fanno due pesi e due misure.
Come vedi in nostro caro cuffaro non ci ha pensato due volte a revocare l’incarico a maria concetta caldara,
la quale prima è stata assunta senza nessun problema di chi fosse e che affari facesse e con chi,( o facendo i maligni sapendolo benissimo).
E poi solo perchè indagata inquanto socia di pino lipari è stata licenziata.
Quindi dal mio punto di vista due errori gravissimi.
che un presidente non può permettersi.
Io credo che prima di licenziare qualcuno di meno importante di lui il presidente dovrebbe dimettersi per digninita personale e per il bene della sicilia tutto qui.
Mica possiamo dire che sono tutti innocenti che nessuno fa niente di niente e si è sempre attaccati da una magistratura impazzita.
Lui sta per essere condannato, vi è piu di un pentito che lo tira in ballo, vi sono intereccettazioni telefoniche, se ha sbagliato deve dimettersi.
I politici devono prima degl’ altri cittadini essere, ireprensibili e inattaccabili, difronte la legge.
Questo è quello che penso, credo che alla nostra amata terra avere un presidente come cuffaro faccia male sia dal punto di vista economico, che dal vista di immagine, ci degrada davanti agli occhi del mondo.
Gaetano
Novembre 2nd, 2007 at 17:08
E meno male che il tema del post è “Cessate il fuoco ovunque”!
Qui, pur di sparare a zero.. su chiunque, siamo disposti ad andare sempre fuori tema.
SIAMO SOLO ETERNAMENTE IN GUERRA…..
Novembre 2nd, 2007 at 17:23
GEDA:
Alcuni non capiscono che ragionando in questo modo, non si fa male solo alla politica, ma anche al tessuto sociale ed economico di un paese.
E’ incocempibile per molti che un politico sia indagato e condannato per reati gravissimi.
Qui non si va contro il diritto di essere innoccente prima del terzo grado di giudizio, qui si parla di un politico, che ha avuto rapporti con persone poco lecite e deve dare conto e ragione di quello che fa che ha fatto davanti i cittadini e alla legge.
Fare politica non significa fare quello che si vuole, significa responsabilità e rispetto delle persone che subiscono nel male nel bene tutte le decisioni che un politico prende.
Io difenderò sempre questo modo di vedere la politica come al servizio dell’altro e non dei miei interessi di politico.
Come scrissi già una volta la politica, l’economia lo statto appartengo al regno dei mezzi e nond dei fini, l’uomo e il suo benessere è il fine.
La politca al servizio del cittadino non il cittadino al servizio della politica.
Cuffaro non è il migliore presidente, che la sicilia può avere, io non attaco lui come persona ma quello che ha fatto si, per me non è un buon presidente.
Non se sei d’accordo con me geda
Gaetano
Novembre 2nd, 2007 at 17:27
Che vuoi, Michele, ormai i siciliani sono diventati un popolo di giustizialisti.Anch’io mi sono accorto che stavo andando fuori tema.Cerchiamo di ritornare nel tema del forum.
Novembre 2nd, 2007 at 17:35
Gaetano avremo modo di parlare dell’argomento…giacché la Mafia é comunque la prima industria siciliana.
comunque concordo….e Kakkamo approverebbe.
Novembre 2nd, 2007 at 17:41
@michele
credo proprio di si che siamo in guerra,ancora la mafia non è stata sconfitta.
Ancora in sicilia si ammazza si paga il pizzo, la droga viene venduta, in ogni angolo di strada.
Quando tutto questo finirà potremmo considerare almeno qusta guerra chiusa.
Ma fin quando la politica, non dirà basta alla mafia il cittadino onesto che non si arrende a questo stato di cose deve lottare lottare e lottare.
La politca può fare molto,ma finchè la politica difenderà se stessa senza fare pulizia al suo interno la guerra continuerà, tra il bene e il male.
Una lotta fra chi è per una politica onesta al servizio del bene comune, e chi fa politica per se stesso e per i propri amici affogando un’ intera nazione, facendo prosperare la mafia pur di salire al poetere.
Tu michele che ne pensi, questo significa sparare a zero su tutti?
Novembre 2nd, 2007 at 17:48
Purtroppo il ragionamento di Gaex(e dico purtroppo perchè è vero quello che dice)è giusto, finchè i politici non sapranno fare autocritica, saranno pure discposti a lasciare la Sicilia in mano alla mafia.
Novembre 2nd, 2007 at 17:58
George W. Bush precetta i diplomatici per la guerra in Iraq, e al dipartimento di Stato scoppia la rivolta. L’Amministrazione ha introdotto nuove regole che, per fare i conti con la mancanza di volontari, costringeranno i funzionari americani ad accettare missioni a Baghdad. E le norme, introdotte da fine ottobre, hanno scatenato una vera insurrezione nei ranghi della diplomazia.
Durante un’assemblea con centinaia di funzionari, convocata per spiegare la direttiva, il responsabile delle risorse umane del dipartimento di Stato Harry Thomas è stato travolto da cori di rabbia e proteste. Il diplomatico di carriera Jack Croddy, stando a resoconti ottenuti dal quotidiano Washington Post, ha definito un incarico a Baghdad come «una potenziale condanna a morte». Qualcuno ha aggiunto che, nelle condizioni della capitale irachena, «altre ambasciate sarebbero già state chiuse».
I ricchi non vogliono morire mentre un povero soldato di una qualsiasi periferia americana non può ribellarsi.
Novembre 2nd, 2007 at 18:14
Gaex,
smettila di dire castronerie… ma se in Sicilia ci sono meno omicidi che a Milano!
La droga in ogni angolo di strada….
Ma non farmi ridere….
I nemici della Sicilia sono i suoi stessi politici, questo si, ma basta con questo falso arsenale antimafioso… scomparsi gli ascari scomparirá anche la mafia! Facciamo guerra agli ascari! Altro che pace…
Novembre 2nd, 2007 at 18:22
@gaex
Sai bene che io mi riferivo al fuori tema del post, che ha preso il sopravvento.
Io mi trovo daccordo, con le linee generali del vs. pensiero. La mafia, la criminalità organizzata va vinta.
Ma ritengo, e sono le condizioni mondiali della lotta al crimine che ne dimostrano l’entita del fenomeno, che noi possiamo piuttosto che abbaterla, combatterla e contrastarla. Lo possiamo e dobbiamo fare rassegnandoci alla speranza che si possa sconfiggerla definitivamente senza parlarne più.
Infatti, ritengo - ed è una mia sensazione - che ci dobbiamo organizzare, come società civile, per combatterla attimo dopo attimo oggi, domani e per sempre. Con tutti gli strumenti possibili e dalle leggi consentiti. I criminali hanno bisogno di essere sempre guadati. Sul processo Cuffaro, è chiaro che fino al completamento dei tre gradi di giudizio, esiste la presunzione di innocenza. Anche se la politica ha bisogno di condizioni di eccellenza per potere governare i suoi cittadini. Ha bisogno che chi governa abbia solo il problema di governare. E, non sono sicuro che una eventuale sentenza con condanna in primo grado contro Cuffaro, fornirebbe condizioni di serenità di governo al capo della Regione Siciliana. Poi, il problema dell’immagine dei siciliani e della Sicilia, sono un’altra cosa. Altra cosa su cui potremmo disquisire per chilometri di letteratura. Forse anche di letterature.
Comunque gaex, stai tranquillo che il prossimo presidente della Regione Siciliana, non potrà essere più lo stesso, per legge. E oltre a non essere più lo stesso non sarà più di un uomo dell’UDC siciliana. Immagino, quale risultato di una riflessione logica, che potrà essere di Forza Italia. E per le stesse componenti logiche, posso immaginare che possa essere Gianfranco Miccichè.
Novembre 2nd, 2007 at 18:28
@Antonio
Che in alcuni quartieri ci sia uno spaccio di droga enorme è verissimo, e lo so pèerchè in Estate stando alla Guadagna mene accorgo, sai quanti ne hanno arrestati.Le uccisioni per fortuna sono diminuite di moltissimo negli ultimi anni , grazie ai magistrati che sono riusciti a sventare guerre quasi in procinto di iniziare, arrestando moltissimi boss mafiosi.Poi i politici-mafiosi sono forse il maggior male di questa terra perchè sono dispèosti a sacrificare la propria terra per applicare gli ordini di un qualsiasi boss-mafioso.
Novembre 2nd, 2007 at 18:30
Michele
Molti gia propongono lomabardo dell’mpa.
Novembre 2nd, 2007 at 18:33
La politica ai cittadini. E i cittadini vanno rappresentati da chi ha la dignità, la competenza, la cultura per rappresentarli. La mafia e i mafiosi vanno interrotta e individuati per bloccarli ed isolarli.
Novembre 2nd, 2007 at 18:37
@Antonio:
Ascari??????????????
Chi sono mai.
Ma che sei uno della flotta dei sicani?
Molto bene abbiamo fatto bingo.
Novembre 2nd, 2007 at 18:40
Le proposte sono solo proposte. Fuori dalla provincia di Catania, Lombardo ha il peso e la storia di un politico ordinario. Miccichè, rappresenta la storia di Forza Italia in Sicilia dalla nascita ad oggi e per oltre 13 anni. Quello del 61 a 0 (zero). Ha esperienza parlamentare nazionale; di sottogoverno e governo nazionali (già sottosegretario, vice ministro, ministro). Miccichè è l’attuale Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana: capo dell’organo politico. Ha voglia di revisionare la politica siciliana. Ha voglia di generare le condizioni del cambiamento per lo sviluppo socio economico e per la crescita dell’innovazione tecnologica.
Ma questo MPA, quanti mesi di vita ha?
Ma abbiamo visto chi sono coloro che lo rappresentano nei comuni e nelle provincie siciliani? E a livello nazionale: NON ESISTE!
Novembre 2nd, 2007 at 18:49
@ michele
Immaginavo anche io?
Novembre 2nd, 2007 at 18:53
Se propongono lombardo allora avranno la guerra che meritano.
Dopo cuffaro lombardo col cavolo.
Vedremo.
Novembre 2nd, 2007 at 18:57
Bhè caro Michele neanche a me sta simpatico mpa, però ho sentito di vari assessori dell’mpa che se la cavano molto bene, fra cui Rosaria Interlandi(mi sembra) nella provincioa di Siracusa.E hanno anche più di ottocento rappresentanti in tutta l’isola, e in molti comuni.A livello nazionale hanno solo un senatore.
Comunque anch’io preferirei Miccichè che ha più esperienza.
Novembre 2nd, 2007 at 18:59
Comunque volevo ancora dire che se fossi maggiorenne e potrei votare sicuramente fra i due mali(le due coali zioni) sceglierei il male minore:Un candidato di centro- destra.
Novembre 2nd, 2007 at 20:07
x Claudio
non capisco… tra due mali ne scegli uno?
Bene bene… poi non lamentiamoci se la Sicilia é in questo stato!
Stiamo ancora a scegliere tra i mali!
Se vi sono due mali le cose sono due o si sceglie un bene o, se il bene non c’é, si lascia scheda bianca!
Incredibile… ancora con sta bufala del male minore!
Se i Siciliani si rifiutassero di scegliere uno dei mali saremmo liberi nel giro di una tornata elettorale!
Sconfiggeremo gli ascari con la nostra flotta sicana e la nuova capitale sará Morgantina. Dopodiché saremo liberi di aprire una casa da gioco ed il bingo scomparirá dalla Sicilia. Poi pianteremo la bandiera del Regno di Sicilia sulla luna e raggiungeremo Marte.
Novembre 2nd, 2007 at 20:08
Gaex,
ora sei contento?
Novembre 2nd, 2007 at 20:46
Antonio
Sei a dir poco fantasioso.Certo che dovevi andar bene nei tema di fantasia.Complimenti.
Adesso si l’autonomia(e magari anche qualcosa di più), ma addirittura piantare la bandiera della Sicilia su marte mi smebra a dir poco fantasia.
Novembre 2nd, 2007 at 20:49
@Antonio:
Se tu sei felice e ti senti realizzato così; si sono contento per te.
Anche se ti vorrei suggerire una presa di coscienza su quello che dici.
Fatti un bel viaggio magari in moto per l’europa scoprirai tante cose altrentanto belle come la sicilia e allargherai le tue vedute.
Ritornerai dal punto in cui sei partito e lo vedrai completamnete diverso.
Novembre 2nd, 2007 at 20:54
@Antonio:
Io sono per la creazione di un’unica bandiera, una bandiera che un giorno rapresenterà l’umainità.
Forse solo allora potremmo pensare per una pace mondiale.
E naturalmente,questo non significa che quel giorno non si mangeranno piu le panelle.
Novembre 2nd, 2007 at 21:00
caro michele, forse non hai capito che la sicilia non ha bisgno di politici che hanno fatto esperienza “nazionale” o meglio italiana, a noi servono politici che sappiano fare il bene della sicilia.
i politici siciliani non devono avere niente a che fare con i partiti italiani, perchè questo entra in contrato con l’applicazione dello statuto.
Novembre 2nd, 2007 at 21:10
@trinacrio:
Certo che con te la sicilia altro che marte.
Con te la tua amata sicilia, affonderebbe sotto un carico di cretinate, scomparirebbe affondando nel mare del non senso.
Arripigghiati.Per il bene della sicilia.
Novembre 2nd, 2007 at 21:21
@Gaetano
Lasciamo stare il discorso di Marte, per favore.Comunque quelle dette da Trinacrio non sono del tutto cretinate.Che i politici siciliani sono troppo influenzati dai partiti italiani è vero, tanto che fanno gli interessi del partito nazionele e se ne fregano degli interessi dei siciliani e della Sicilia.
Ciao
Novembre 2nd, 2007 at 21:29
Penso che Vi sbagliate riguardo i giudizi su Lombardo e sull’Mpa. Mi pare che Lombardo sia uno dei pochi che si sta battendo contro le raffinerie, contro l’Eni, contro il Pet Coke, l’assessore Rossana Interlandi è una persona encomiabile ha detto e fatto cose che nessun assessore di nessun partito aveva mai fatto prima in difesa della Sicilia.
Vi sbagliate se pensate che solo una persona o un partito possa contribuire alla rinascita della Sicilia.
Sinceramente mi pare che neanche in Forza Italia ci sia tutto questo nuovo, a parte il Presidente, vedo molti ex DC, PSI, PSDI che continuano a fare la solita politica DC, PSI, PSDI.
Credo che sia opportuna una coalizione che guardi agli interessi della Sicilia e dei Siciliani senza che nascano invidie tra i vari partiti politici .
Novembre 2nd, 2007 at 21:57
queste coalizioni di cui parli, servono solo a fare gli interessi di qualche “siciliano”
Novembre 2nd, 2007 at 22:04
Dal sito di Beppe Grillo !!!
Giuseppe Fava era un giornalista italiano. Fu fondatore del giornale “I Siciliani”. È stato ucciso nel gennaio 1984 dalla mafia. Pubblico una sua intervista, presente in Rete, su richiesta di molti blogger. Le sue parole sembrano profetiche.
Biagi: Giuseppe Fava, giornalista, scrittore catanese, autore di romanzi e di opere per il teatro. Fava, per i suoi racconti a cosa si è ispirato?
Fava: alle mie esperienze giornalistiche. Io ti chiedo scusa ma sono esterrefatto di fronte alle dichiarazioni del regista svizzero. Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. Questo signore ha avuto a che fare con quelli che dalle nostre parti sono chiamati “scassapagliare”. Delinquenti da tre soldi come se ne trovano su tutta la terra. I mafiosi sono in ben altri luoghi e in ben altre assemblee. I mafiosi stanno in Parlamento, sono a volte ministri, sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Bisogna chiarire questo equivoco di fondo: non si può definire mafioso il piccolo delinquente che ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale… quella è piccola criminalità che credo esista in tutte le città italiane e europee. Il problema della mafia è molto più tragico e importante, è un problema di vertici della nazione che rischia di portare alla rovina, al decadimento culturale definitivo l’Italia.
Biagi: Tu hai fatto conoscenza diretta del mondo della mafia, come giornalista?
Fava: Sì, ho conosciuto diversi personaggi dell’una e dell’altra parte. Attraverso le cronache, le indagini che andavamo conducendo e che abbiamo puntualmente riferito sui nostri giornali.
Biagi: Chi ricordi di più di questi tipi? Dei vecchi mafiosi, ad esempio? Sono cambiati?
Fava: Un uomo sì. C’è un abisso tra la mafia di vent’anni fa e quella di oggi. Allora il mafioso per eccellenza era Genco Russo. Io sono stato a casa di Genco Russo e, mi si perdoni il termine, sono stato l’unico ad avere l’onore di intervistarlo. Ad avere un memoriale firmato che iniziava con le parole “Io sono Genco Russo, il re della mafia”. Genco Russo governava il territorio di Mussomeli dove, da vent’anni, non c’era stato non dico un omicidio ma nemmeno uno schiaffo. Non c’era un furto, tutto procedeva in ordine, nella legalità più assoluta. Era la vecchia mafia agricola, la quale governava un territorio di una forza straordinaria che il mondo di allora non poteva ignorare. Controllava tra i 15 e i 40mila voti di preferenza.Nessun uomo politico poteva ignorare questa potenza determinate. Era sufficiente che Russo spostasse quei voti non da un partito all’altro, ma anche all’interno dello stesso partito per determinare la fortuna o meno di un uomo politico.Ecco perché poteva andare alla Regione Sicilia e spalancare con un calcio la porta degli assessori: lui era il padrone.Poi la società si modificò e i mafiosi non furono più quelli come Genco Russo.I mafiosi non sono quelli che ammazzano, quelli sono gli esecutori. Anche al massimo livello. Si fanno i nomi dei fratelli Greco. Si dice che siano i mafiosi vincenti a Palermo, i governatori della mafia. Non è vero: sono anche loro degli esecutori. Sono nella organizzazione, stanno al posto loro. Un’organizzazione che riesce a manovrare centomila miliardi l’anno. Più, se non erro, del bilancio di un anno dello Stato italiano. E’ in condizione di armare degli eserciti, di possedere flotte, di avere una propria aviazione. Infatti sta accadendo che la mafia si sia impadronita, almeno nel Medio Oriente, del commercio delle armi.
Gli americani contano in questo, ma neanche loro avrebbero cittadinanza in Italia, come mafiosi, se non ci fosse il potere politico e finanziario che consente loro di esistere. Diciamo che questi centomila miliardi, un terzo resta in Italia e bisogna riciclarlo, ripulirlo, reinvestirlo. E quindi ecco le banche, questo prolificare di banche nuove. Il Generale Dalla Chiesa l’aveva capito, questa era stata la sua grande intuizione, che lo portò alla morte. Bisogna frugare dentro le banche: lì ci sono decine di miliardi insanguinati che escono puliti dalle banche per arrivare alle opere pubbliche. Si dice che molte chiese siano state costruite con i soldi insanguinati della mafia.
Biagi: una volta si diceva che la forza dei mafiosi è la capacità di tacere. Adesso?
Fava: Io sono d’accordo con Nando Dalla Chiesa: la mafia ha acquisito una tale impunità da essere diventata perfino tracotante. Le parentele si fanno ufficialmente. Certo, si alzano le mani quando qualcuno sta per essere ammazzato, si cerca di tirare fuori l’alibi personale e morale. Io ho visto molti funerali di Stato. Ora dico una cosa di cui solo io sono convinto, quindi può non essere vera: ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità.
Biagi: cosa vuol dire essere “protetti”, secondo il linguaggio dei mafiosi?
Fava: Poter vivere dentro questa società. Ho letta un’intervista esemplare, a quel signore di Torino che ha corrotto tutto l’ambiente politico torinese. Diceva una cosa fondamentale, una legge mafiosa che è diventata parte della cultura nazionale: non si fa niente senza l’assenso del politico e se il politico non è pagato. Noi viviamo in questo tipo di società, dove la protezione è indispensabile se non si vuol condurre la vita da lupo solitario. Questa vita può essere anche affascinante, orgogliosamente soli fino all’ultimo, ma 60 milioni di italiani non potranno farlo.
Biagi: Vorrei fare a tutti una domanda: secondo voi cosa si deve fare per eliminare questo fenomeno?
Fava: A mio parere tutto parte dall’assenza dello Stato e al fallimento della società politica italiana. Forse è necessario creare una seconda Repubblica, in Italia, che abbia delle leggi e una struttura democratica che elimini il pericolo che il politico possa diventare succube di se stesso, della sua avidità, della ferocia degli altri, della paura o che possa anche solo diventare un professionista della politica. Tutto parte da lì, dal fallimento degli uomini politici e della politica. Della nostra democrazia, così come con la nostra buona fede l’abbiamo appassionatamente costruita e che ci si sta sgretolando nelle mani.
Dalla Chiesa: Io ci ho pensato a lungo, credo che la regola principale sia far capire che il delitto non da potere, ma che anzi lo toglie.
Novembre 2nd, 2007 at 22:53
per la precisione: Rossana Interlandi non e’di Siracusa ma di Niscemi. Detto questo aggiungo che l’avv. Interlandi e’una persona perbene e molto rispettata nel suo paese, da sempre impegnata nel sociale e nel volontariato. Mi auguro che duri a lungo in Regione perché é qualcuno che puó dare tanto se la si lascia lavorare.
Novembre 2nd, 2007 at 23:51
Collegatevi a http://www.nwo.it e mi dite cosa nè pensate.
Novembre 3rd, 2007 at 02:49
Ho lavorato con Pippo Fava per anni, e ne ho un ricordo struggente. A “Espresso sera” era il mio capocronista, e ho collabrato con lui a quella inchiesta sulla Mafia, quella della quale lui parla a proposito di Genco Russo. Un’inchiesta pubblicata sul settimanate Tempo, diretto d Tofanelli, e che contribuì notebolemnte alla creazione della Commisione antimafia.Era un giornalista che non scendeva a compromessi, non aveva barriere o inclinazini ideologiche: La lotta alla mafia era per lui “essenziale”: In questa intervista riportata da Grillo, vi è ona affermazione importante ancora viva: la complicità delle banche attraverso le quali si muovono i capitali della delinquenza organizzata, sia essa mafia, ndrangheta, camorra, sacra coronaa unita, ecc. Poteri forti, forse ancor più dei cosiddetti mafiosi.Rileggere le parole di Pippo, me lo fa ricordare, quando d’estate dopo il lavoro si andava a capomulini, a peendere il sole. Rileggendo le sue parole provo un rimpianto per quei giorni e per quelle battagie combattute assieme. Ci divertivamo a fare il nostro mestiere, avevamo anche la libertà di esprimerci compiutamente, senza condizionamenti.Ricordo quando andai a palermo, inviato alla inaugurazione dell’ aeroporto di Punta Raisi, sospesa perchè un “vento di caduta” impedì
l’atterraggio del primo aereo. Scrissi il pesso, e con lui facmmo un titolo: Inaugurato l’aeremorto di Punta Raisi”. Nessuno ebbe l’ardire di protestare.
Novembre 3rd, 2007 at 02:54
Ho lavorato con Pippo Fava per anni, e ne ho un ricordo struggente. A “Espresso sera” era il mio capocronista, e ho collabrato con lui a quella inchiesta sulla Mafia, quella della quale lui parla a proposito di Genco Russo. Un’inchiesta pubblicata sul settimanale Tempo, diretto da Tofanelli, e che contribuì notevolemnte alla creazione della Commisione antimafia.Era un giornalista che non scendeva a compromessi, non aveva barriere o inclinazini ideologiche. La lotta alla mafia era per lui “essenziale”. In questa intervista riportata da Grillo, vi è una affermazione importante ancora viva: la complicità delle banche attraverso le quali si muovono i capitali della delinquenza organizzata, sia essa mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona unita, ecc. Poteri forti, forse ancor più dei cosiddetti mafiosi.Rileggere le parole di Pippo, me lo fa ricordare, quando d’estate dopo il lavoro si andava a Capomulini, a prendere il sole. Rileggendo le sue parole provo un rimpianto per quei giorni e per quelle battagie combattute assieme. Ci divertivamo a fare il nostro mestiere, avevamo anche la libertà di esprimerci compiutamente, senza condizionamenti.Ricordo quando andai a Palermo, inviato alla inaugurazione dell’ aeroporto di Punta Raisi, sospesa perchè un “vento di caduta” impedì
l’atterraggio del primo aereo. Scrissi il pezzo, e con lui facemmo un titolo: “Inaugurato l’aeromorto di Punta Raisi”. Nessuno ebbe l’ardire di protestare.
Novembre 3rd, 2007 at 11:05
per informazione
x gli amici dell’MPA
Un comunicato stampa diramato da L’Altra Sicilia il 14 luglio /2006….Buona lettura
A CHE SERVONO ASSESSORI, DEPUTATI E CONSIGLIERI ”AUTONOMISTI” ?
Palermo, 14 luglio 2006
Tempo addietro L’Altra Sicilia aveva indirizzato una lettera aperta, ovviamente disattesa, ai cosidetti autonomisti per sfidarli sul terreno delle più elementari prese di posizione per un vero identitarismo siciliano.
Questa volta, prendendo spunto da una pubblicazione gravemente antisiciliana della Mondadori editore, vogliamo sfidarli costruttivamente ad attivarsi per valorizzare al massimo la loro posizione nell’unico interesse della Sicilia.
Ricordate la nostra denuncia contro i depliant della MSC crociere che dipingevano la Sicilia come “l’Isola della mafia” e il successo ottenuto nel far ritirare quei fogli infamanti?
Il problema si ripropone ad ogni angolo.
La guida siciliana della Mondadori recita a pag. 25 che “la storia della Sicilia ha un aspetto principale …: è una storia non siciliana, non generata internamente dall’isola ma sempre imposta dall’esterno. Anche i Sicani, gli Elimi e i Siculi … provenivano da fuori…”. E giù poi a dire che tutte le popolazioni che hanno composto l’identità siciliana non sarebbero state altro che “una successione di dominazioni” (come recita una scheda pseudo-storica denominata “I dominatori della Sicilia”). Quindi neanche i Sicani erano Siciliani ma erano una dominazione straniera! Ma bene! E noi Siciliani da chi discendiamo? Dai mostruosi Ciclopi e Lestrigoni? Archimede o Empedocle non erano Sicelioti discendenti da Greci installati nell’isola da molte generazioni, ma … di passaggio… Federico II non sarebbe cresciuto piccolino tra i vicoli di Palermo, ma sarebbe un dominatore bavarese. I “Siqilli” dell’epoca araba sarebbero solo Beduini di passaggio… Insomma magari anche Falcone e Borsellino sono stranieri… Ma … dulcis in fundo … una cosa l’abbiamo saputa fare in 3.000 anni di storia: “alla fine del XIX secolo, la spedizione di Garibaldi …. l’unificazione ha voluto dire, per i Siciliani, la speranza di potersi governare [ah! finalmente con l'Italia finiscono le dominazioni e siamo "liberi"! Quanto siamo liberi!], anche se alcuni nodi caratteristici, come la lotta alla mafia [e ci mancherebbe altro se la mafia non stava in una guida turistica, specialmente in chiusura delle note storiche], restano da sciogliere”.
E così è servita la storia siciliana ad uso degli italiani, da tradurre poi in tutte le lingue: popolo di imbecilli, che non ha scritto una pagina di storia propria in 3.000 anni, ma che ha almeno avuto il merito di battere le mani al “liberatore”, anche se, pur ormai finalmente “italiani”, siamo e resteremo sempre prima che ogni altra cosa “mafiosi”.
Forse, con tutta la mafia che c’è in Cina o a Singapore, qualcuno descrive quei posti come il paese della mafia? Forse Napoli, con tutta la mafia che c’è (anche se chiamata camorra), è chiamata la “città della mafia”? No! Assolutamente no! Ma Sicilia = Mafia è un assioma, un postulato del quale la pubblicistica italiana non sa fare a meno.
Non ci pigliamo nemmeno la briga di dire quanto queste “note storiche” siano aberranti, offensive, razziste. Ci limitiamo a dire che la “mafia”, di cui nessuno aveva sentito parlare prima del 1860, l’ha inventata proprio quel delinquente di Garibaldi cui sono dedicate strade, vie, piazze, scuole e teatri; quel delinquente da radiare defintivamente dalla nostra toponomastica e le cui ricorrenze andrebbero ricordate come giornate di lutto nazionale.
Gireremo questa nostra denuncia alla Mondadori ed apriremo una campagna di boicottaggio di questa casa editrice in Sicilia se la stessa non ritirerà dal mercato subito la guida infame! Ma non possiamo correre dietro ogni cosa se c’è un “sistema Italia” che denigra sistematicamente tutto ciò che è siciliano fino a far parlare con accento siciliano persino i gangster ed i cattivi dei cartoni animati o nelle pubblicità della Renault!
Ma ai problemi sistematici bisogna reagire in modo sistematico! A che servono rappresentanze “sicilianiste ed autonomiste” nei comuni, nelle province “regionali”, alla Regione, se poi queste rappresentanze tacciono sull’identità siciliana e sulla sua tutela? Non volete fare gli autonomisti veri sull’Alta Corte, sulle grandi questioni istituzionali ed economiche? Pazienza! Ma sul terreno dell’identità e dell’onore della Sicilia speriamo che qualcuno raccolga il nostro invito, abbia un sussulto di dignità!
Perché non….
1)- Costituire un Osservatorio permanente sull’immagine della Sicilia, dei Siciliani e della Sicilianità con il compito di monitorare continuamente l’editoria, la cinematografia, la pubblicità etc… che, laddove fossero gravemente e gratuitamente denigratorie per la Sicilia, aprissero tutte le procedure legali ed attivassero tutte le iniziative politiche e comunicative per colpire i denigratori? Sapete quale ritorno anche economico avrebbe l’operazione? Sapete bene che questo non significa minimamente abbassare la guardia nella lotta contro la mafia o impedire di parlarne apertamente nei contesti appropriati!
2)- Dare davvero esito alle promesse sulla compagnia aerea siciliana per abbattere i costi proibitivi che non solo impediscono in genere di raggiungere la Sicilia persino agli stessi Siciliani, ma che impediscono al “mondo” di venire in Sicilia a constatare la vergognosa falsità di molti stereotipi?
3)- Dare davvero “esito” alle promesse del neo-assessore regionale sull’introduzione della Storia di Sicilia in tutte le scuole siciliane (ed aggiungiamo della Lingua e dello Statuto, ed aggiungiamo purché la storia non sia quella della “Mondadori” ma quella scritta da Siciliani che non siano traditori della patria) per consolidare e difendere la nostra secolare identità?
4)- Tappezzare di bandiere siciliane tutte le città, in particolare gli itinerari turistici, i monumenti, i punti d’accesso in Sicilia e nei principali centri, etc.
5)- Costituire una commissione per la revisione di tutta la toponomastica “coloniale”: fare sparire i “macellai di Siciliani” Francesco Crispi e Nino Bixio, quanto meno, oltre ai vari Vittorio Emanuele, Garibaldi, etc.. restituendo soprattutto ai luoghi i loro nomi storici (per fare un esempio: a Palermo il “Teatro Carolino” che è diventato “Garibaldi”, il Foro Borbonico che è diventato “Italico”, il Cassaro che è diventato “Via Vittorio Emanuele”) e cancellando le vergogne (altro esempio le tante “Vie del Plebiscito”, come a Catania, che celebrano la più grande truffa elettorale della storia siciliana). Questa Commissione dovrebbe valutare se le indicazioni dei Comuni possano anche essere opportunamente bilingui (Palermo / Palermu, Piazza Armerina / Chiazza, Agrigento / Girgenti, Enna / Castrugiuvanni, Messina / Missina …);
6)- Introdurre il bilinguismo legislativo ed amministrativo dietro lavoro di una Commissione di linguisti per la costituzione di un “Siciliano standard”, da promuovere anche con produzioni per un servizio radiotelevisivo pubblico siciliano da istituire.
Mancu chistu putiti fari? Ma allura chì Siciliani sìti? Chì ci stati a fari ddhocu? Juncìtivi cu nuàutri! Luttamu pi na Sicilia lìbira a accuminciari di l’identitati! ‘U restu appoi veni sulu sulu!
Antudo!
Novembre 3rd, 2007 at 11:46
Mi trovo d’accordo su molti di questi punti, che tutti i partiti autonomisti dovrebbero esigere, almeno questi che sono alla base della nostra autonomia.Però se continiamo così andiamo fuori tema.
Novembre 3rd, 2007 at 17:35
Ma stu MPA ppi chi cosa lotta oltre per il ponte miraggio??
Bravo a L’altra Sicilia per le sue proposte concrete!!
Ma i Siciliani che sentono il grido del Vespro nelle loro vene dove sono???
Speriamo che non si trovono tutti all’estero!!
Ma se c’e` qualcuno con questo coraggio rimasto in Sicilia per favore fatti avanti!!!!
Novembre 3rd, 2007 at 20:05
Mi parrebbe riduttivo considerare soggetto politico che guarda agli interessi della Sicilia e dei siciliani, solo quello (o quelli) che si fregia di aggettivi, nomi o altro che fanno riferimento all’autonomia.
Ritengo che innanzitutto, un partito, una componete politica può assurgersi ad “alfiere” di istanze localistiche solo se ha già costruito connessioni, pesi, valenze condivise e condivisibili a livello extraregionale. Direi meglio nazionale con peculiarità conteporanee che la relazionano ed accreditano (come realtà) in contesti più ampi e di livello del dibattito continentale (vedi l’Europa).
L’MPA, non ha nulla di tutto ciò. Lombardo, allontanandosi da Misterbianco…., da Mascalucia…, da Motta S.Anastasia…, si perde come Cappuccetto Rosso nel bosco ed in preda del lupo cattivo. Lombardo è un parlamentare europeo, grazie ad una gentile concessione di Totò Cuffaro, che rinunciando al seggio comunitario, gli ha staccato il biglietto di volo per Bruxelles. Lombardo ha messo in vendita… containers carichi di specchietti per le addole. Ma poi, cosa ha del “dolce stil novo…” della politica terzomillenaria? E’ UN MODESTO DEMOCRISTIANO. Anzi ha avuto il privilegio di ereditare la sana tradizione della vecchia DC., mimetizzandosi nel timido e deserto CCD della Sicilia occidentale degli anni novanta.
E poi, l’MPA ha 4 assessori in giunta di governo regionale, perchè Cuffaro ha dovuto costruirsi un governo di garanzia, con tecnici esterni depositari delle deleghe, lasciando poco spazio ai politici eletti all’Assemblea Regionale (solo 3): esiste il problema del processo “Talpe”.
Per guardare agli interessi dei siciliani; per costruire le condizioni di sviluppo socio economico ed occupazionale della Sicilia, e per costruire una nuova e vera stagione della innovazione tecnologica applicata alla Sicilia, ci voglio uomini che amano davanti a tutto e a tutti la propria terra, rinunciando alle priorità dell’egocentrismo. Credo che Lombardo, dai più chiamato “Raffaele”, non abbia nulla di tutto questo. Devo solo riconoscergli che parla benino (nei concetti e nei propositi), e si sa vendere… (politicamente) bene: va poco in pubblico da politico attento. O forse, lo fa solo in provincia di Catania.
Novembre 3rd, 2007 at 20:37
Geda, e non ci torno più
un avvocato più bravo di me direbbe che non importa, perchè oggi lo status processuale di Cuffaro, seppur più avanzato rispetto allo stadio dell’avviso di garanzia, non è diverso da quest’ultimo.
Lo so che parliamo di politica, ma forse ti è sfuggito che la mia risposta a gaex voleva avere un taglio prettamente tecnico-giuridico, proprio perchè ritengo che sino a quando Cuffaro non verrà condannato, appunto, il problema politico non si pone.
Ora basta, torniamo all’ultimo post. Ora me lo leggo in santa pace e poi commento.
Presidente, domani legnate.
Novembre 4th, 2007 at 11:27
Leggete i giornali??
Avete letto della divergenza di opinione sui rigassificatori tra Rossana Interlandi(MPA) e Stefania Prestigiacomo(FI)??
A chi date ragione??
A Prestigiacomo di Siracusa chè favorevole affinchè si faccia il rigassificatore a Priolo?
O alla Interlandi chè contro il rigassificatore, che peraltro è stato bocciato anche da un referendum popolare tra i Priolesi??
A chi giorva il rigassificatore se poi, vedi la benzina, il prodotto lo paghiamo quanto gli altri e forse qualche cosa in più??
Dobbiamo continuare a svendere la Sicilia solo per qualche posto di lavoro e al nord i lauti guadagni??
Prima di dare giudizi, Vi prego di informarvi bene.
Io non parlo per partito preso, sono per tutti quelli che si battono per una Sicilia migliore di qualsiasi partito.
Novembre 4th, 2007 at 12:14
http://www.signoraggio.com/signoraggio_ingannodeldollaro.html
Ma tanto se non si risolve il problema dei problemi possiamo scrivere fiumi, mari, oceani di parole tutto rimarrà come prima, anzi, le cose stanno precipitando.
Italiani che non arrivano a fine mese, indebitati fino all’osso, molti non riescono più a pagare le rate del mutuo, case pignorate dalle banche.
Palermo negli ultimi tempi è una delle prime città Italiane come aumento del costo della vita, adesso aumentano pane pasta ed altri generi di prima necessità.
Buona notte a tutti!!!!
Novembre 4th, 2007 at 12:36
Giuseppe M.
Ho sentito parlare della signora Interlandi come un bravissimo assesore.Sicuramente fra le cose buone che ha fatto l’Mpa c’è la questione di Priolo e dei rigassificatori.Secondo me la Prestigiacomo si sta dimenticando di essere siciliana per favorire i piaceri del partito.Una volta l’ammiravo ,adesso non più.Poi io dico se c’è stato un referendum dove il popolo sovrano ha detto chiaramente no a sti rigassificatori è inutile ancora parlarne.Anzi io dico che si dovrebbe fare la stessa cosa con il Ponte sullo stretto di Messina(che interessa alla regione siciliana e alla regione Calabria).Certe cose devono essere di competenza delle popolazioni locali.
Novembre 4th, 2007 at 17:23
@Claudio:
cosa sai dei rigassificatori?
Novembre 4th, 2007 at 17:54
servono a salvare il cul all’italia (cioè il nord), per evitare di farsi stringere nella morsa della russia e dell’algeria.
che se li facciano al nord questi rigassificatori, già ci bastono le raffinerie che ci intossicano, raffinando il petrolio che produciamo, togliendoci l’acqua (sì, l’acqua, perchè oltre il 50% delle acque siciliane, finiscono nelle raffinerie e a noi ci lasciano senza acqua nei rubinetti), per regalare l’energia al nord.
Novembre 4th, 2007 at 18:27
Quindi desumo che non sia cosa da poco la lotta che porta avanti l’MPA contro i rigassificatori e contro l’utilizzo del pet-koke nella centrale Eni di Gela ed a Isola della Femmine alla Italcementi.
Novembre 4th, 2007 at 18:36
la lotta non la sta portando avanti l’mpa, ma i cittadini di priolo e dell’interland e i tutti quelli l’appoggiano; e cmq il fatto chi ficiru na cosa bona, non significa ca sù ipocriti e fausi e dà parola “autonomia” ‘nta dù partito non ci trasi nenti
Novembre 4th, 2007 at 18:38
@angela
Te la spiegato benissimo trinacrio.
@Giuseppe m.
Io credo che tutti i siciliani ,autonomisti e non, devono impegnarsi per difendere la propria terra e la propria dignità di cittadino da questi colonialisti.Non possimao faci mettere i piedi in testa.Già l’abbiamo fatto per 147 anni, adesso basta.Non posso sopportare che i gelesi o la gente di Priolo non possano vivere tranquillamente nella loro citta perchè quattro def…..(per fare un eufemismo) , devono dare petrolio e gas ai settentrionali.Se la vadano a prendere da qualche altra parte.Come non sopporto che fino alla primavera scorsa ci volevano rendere la discarica di Napoli e company.Se le costruiscano loro le discariche ,noi già dobbiamo fare di tutto per smaltire di nostri di rifiuti.Quindi questa battaglia la devono fare tutti i siciliani orgogliosi non solo l’mpa.
Novembre 4th, 2007 at 18:48
Ovviamente approvo Claudio Fazio, la battaglia la devono fare tutti i Siciliani, comunque continua a credere che l’Mpa rappresentio un elemento di novità nella nostra regione, sicuramente molte cose sono condannabili, come la proposta di voler istituire una ulteriore provincia in Sicilia (Caltagirone), ma sinceramente ho visto solo Raffaele Lombardo al porto di Catania a respingere la nave che stava portando in Sicilia la monnezza della Campania.
Non facciamo i soliti Siciliani che quando qualcuno di noi cerca di fare qualche cosa di utile viene bollato sempre e comunque.
Novembre 4th, 2007 at 19:47
Si, come se le province di adesso non bastino già.Le nove province che succhiano un sacco di soldi alle tasche dei siciliani già bastano e avanzano.Se fosse per me le abolirei.Tanto a cosa servono?Come le circoscrizioni de resto.Servono solo a dare lavoro a qualche disoccupato.Che poi cosa fanno questi?Niente, stanno semplicemente sulla poltrona tutto il giorno.
Novembre 4th, 2007 at 22:46
Ma come mai il parlamento e` muto sulla guerra contro la Sicilia da parte degli italici?????????
19 ottobre 1944: una strage per soffocare la voce del Popolo Siciliano
A Palermo in via Maqueda quel giorno ci furono 24 morti e 158 feriti
[Tratto dal periodico "EnnaOnLine" di aprile 2007]
Nell’atrio di Palazzo Comitini, sede dell’amministrazione provinciale di Palermo, una sola lapide, collocata dopo mezzo secolo, ricorda i nomi delle ventiquattro vittime, in maggioranza molto giovani, della strage avvenuta a Palermo, nella centralissima via Maqueda, il 19 ottobre 1944. Troppo poco per Palermo. Troppo poco per la Sicilia. Troppo poco per quelle povere care vittime che con la loro morte hanno testimoniato e testimoniano, fra l’altro, quali fossero i metodi della polizia dell’epoca in una Sicilia che, in quel 1944, restituita dagli Alleati al Governo e all’Amministrazione italiana, reclamava il diritto dell’autodecisione e a un plebiscito sotto controllo internazionale per la sua Indipendenza.
Metodi durissimi, coloniali, per la Sicilia e i Siciliani. Soprattutto se si considera che i militari della Divisione Sabauda, con funzione di polizia, per il servizio di ordine pubblico erano dotati di mitra e di bombe a mano. Sì, perché il Popolo Siciliano era il nemico da tenere sotto controllo, con ogni mezzo. Se così non fosse stato non avrebbe avuto luogo quella strage, a conclusione di una manifestazione pacifica iniziata da una manifestazione spontanea contro il carovita dopo che uno sciopero ufficiale dei dipendenti comunali era stato revocato. Una manifestazione che, strada facendo, si sarebbe trasformata in un corteo enorme arricchito di tante altre motivazioni. Ma un corteo di gente civile, disarmata, che andava a dialogare con le autorità del momento presso il Palazzo Comitini, appunto, allora sede della prefettura.
È utile ricordare che, in quell’ottobre del 1944, tutti i partiti italiani (di destra, di centro e di sinistra), intanto ricostituitisi e riconosciuti dal Comitato di Liberazione Nazionale, erano rappresentati nel Governo italiano capeggiato da Ivanoe Bonomi. E che il maggiore partito in Sicilia, seppur non rappresentato nel Governo, era il Movimento Indipendentista Siciliano (Mis) che vantava il più ampio consenso e il più alto numero di iscritti e che, soprattutto, rappresentava meglio e più direttamente i bisogni di pane, di lavoro, di giustizia, di libertà e di progresso del Popolo Siciliano. In quel triste giorno, però, i dirigenti indipendentisti erano assenti da Palermo perché partecipavano al loro primo congresso che si svolgeva a Taormina.
Il Popolo Siciliano (e in particolare i cittadini di Palermo, città semidistrutta dai bombardamenti) era al colmo della disperazione e del malcontento, anche perché letteralmente stremato dalle sofferenze della guerra e afflitto da vent’anni di regime fascista nonché da oltre sessant’anni di governi “unitari, centralismi e filonordisti” che ne avevano mortificato ogni aspetto della vita politica e ne avevano massacrato l’economia. Se questa non fosse stata la reale situazione dell’epoca, anche dal punto di vista delle responsabilità politiche, non si spiegherebbe la ostinata avversione di forze politiche e di istituzioni a ogni valutazione storico-politica di quei fatti, a ogni lapide o monumento in memoria di quella tragica giornata di sangue innocente.
Ai 24 morti bisogna, lo ricordiamo, aggiungere gli oltre 150 feriti più o meno gravemente. Non è un caso che l’unica lapide esistente (dopo tante richieste) sia quella collocata all’interno di Palazzo Comitini soltanto nel 1994, ossia dopo cinquant’anni, grazie alla disponibilità del presidente della provincia Francesco Musotto. E questo la dice lunga sull’intera vicenda, i cui termini si vogliono oggi ulteriormente ingarbugliare inventando magari altri soggetti a cui attribuire la responsabilità di quei fatti.
Ma a chi attribuire il silenzio dei libri scolastici, il silenzio della toponomastica cittadina, il silenzio di tanti decenni? A chi attribuire la mancata collocazione di una lapide sul luogo dell’eccidio? E non dimentichiamolo. I fatti sono fatti! Riteniamo che il miglior modo per onorare le vittime della strage di via Maqueda sia quello di lottare ancor di più per il recupero della verità, di tutta la verità. Ivi compreso quel “pezzo” prezioso di “memoria storica” del Popolo Siciliano. E rivendichiamo altresì il diritto alla giustizia. In questa come in altre circostanze. Anche per smantellare le tanti ignobili “congiure del silenzio” e, peggio, le congiure delle manipolazioni dei fatti delle prove, diventate ricorrenti su tutte le grandi e tragiche vicende della Sicilia, in Sicilia.
Giuseppe Scianò (Sikritariu du Frunti Nazziunali Sicilianu - “Sicilia ‘Ndipinnenti”)
Novembre 4th, 2007 at 22:50
E` arrivato il momento di cambiare i politici falsi-siciliani del parlamento!!!!!
La classe politica dirigente siciliana cerca un alibi per il suo fallimento.
Dice che è tutta colpa dello Statuto Speciale, della Sicilianità e del Sicilianismo.
Palermo, 17 uttùviru 2007 - Tranne pochissime lodevoli eccezioni, i mass media, in Sicilia, hanno mantenuto in vigore quella congiura del silenzio, che ben li caratterizza (nel senso che possiamo solo intuire), nei confronti del Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia ‘Ndipinnenti” - Fronte Nazionale Siciliano “Sicilia Indipendente”. Silenzio soprattutto sulle proteste e sulle denunce avanzate nei confronti delle manovre, messe in moto dai partiti italiani, di fatto legati al più bieco centralismo antisiciliano di taglio ottocentesco (anche se ovviamente non dichiarato).
Questi partiti in concreto fanno di tutto per smantellare lo Statuto Siciliano e la stessa Autonomia. Lo fanno a tappeto, in fretta e furia per impedire che il Popolo Siciliano di oggi (deculturizzato e narcotizzato dall’opera colonizzatrice degli stessi partiti) possa scoprire il valore e le potenzialità dei diritti costituzionali dello Statuto Siciliano. E quindi rivalutare la “specialità” dello Statuto stesso (conquistato dopo una dura e sanguinosa lotta di massa), il suo ruolo di strumento di autogoverno e di democrazia, la sua particolarissima natura giuridico-costituzionale, le sue ampie prerogative e le “guarentigie”. Nonché, la sua funzione riparatrice rispetto ai danni subìti dalla Sicilia a causa della conquista del 1860.
Si ricorre quindi a tutto. Dalle astuzie più raffinate, come quella del campanilismo esasperato, a espedienti rozzi e arroganti. Dalle falsità storico-giuridiche ai martellamenti televisivi. Il refrain più in voga è quello di attribuire alla “specialità” dello Statuto le nefandezze, le disfunzioni, i pasticci, le incapacità, gli imbrogli, il malgoverno, le infiltrazioni affaristico-mafiose, il clientelismo “scientifico”, gli sprechi, i tradimenti, i fiaschi, le meschinità, gli scandali, gli inciuci che sono stati concretizzati, dal 1946 in poi, proprio alla classe pseudo-dirigente, dai partiti politici italiani (peraltro “centralismi” come sempre) e dai loro proconsoli in Sicilia. Quelli cioè che hanno gestito, sequestrato, usato la Regione Siciliana in nome (non già dell’Autonomia o del Popolo Siciliano) ma in nome del “centralismo” del partitismo dell’ascarismo.
Tutto questo in un clima di colonialismo culturale, morale e politico da terzo o da quarto mondo. E, in questo quadro, le eccezioni, rarissime, ma che pur ci sono, confermano la regola generale. Il grosso della classe pseudo-dirigente, così facendo, può crearsi un alibi al proprio fallimento politico e acquistare così benemerenze e referenze verso gli attuali vertici di potere reale. Ma non basta. Si vuole di più, molto di più. Si vuole salvare l’immagine e la sostanza. Si pretende, cioè di amnistiare, in modo informale e automatico, un reato, molto grave, che diventa più pesante in uno Stato democratico, in uno Stato di diritto.
Un vero e proprio cadavere nell’armadio dei moralisti di turno e dei professionisti della legalità e della democrazia. Il reato, cioè, di aver violato e di continuare a violare la Costituzione. Sì, perché lo Statuto Siciliano è parte integrante della Costituzione. Violando lo Statuto Siciliano, si viola la Costituzione e si tradisce il “pactum” con il Popolo Siciliano. Avanti tutta, dunque!
La responsabilità di oltre mezzo secolo di pessimo governo e di schifosa amministrazione? La mancanza di acqua? La pessima qualità della vita e tutti gli altri disastri che abbiamo accennato poco fa? Semplicissimo: tutta colpa dello Statuto Speciale, anche se mai applicato integralmente e orrendamente mutilato. E altre colpe, quelle che ovviamente non si possono addebitare allo Statuto, si devono allora attribuire alla Sicilianità, al Sicilianismo, alla insularità e via dicendo. E così facendo, non si corre peraltro neppure il pericolo di passare per razzisti, perché, si sa, parlare contro la Sicilianità fa tanto fine, tanto chic, tanto intellettuale. Fa tendenza.
Conclusione. Eliminare lo Statuto Speciale di Autonomia “necesset”. Eliminandolo o facendolo retrocedere al rango di un semplice statuto ordinario, tutti i problemi per chi ha violato e vuole continuare a violare e a calpestare lo Statuto Siciliano, infatti, si risolverebbero. E, chissà, l’avere eliminato uno statuto, “assassino” e rompiscatole, potrebbe essere annoverata come opera meritoria per gli attuali politicanti egemoni. Altro che reato!
I farabutti di tutto il mondo sono avvisati. Anche per loro si prospettano amnistie generali e probabili beatificazioni laiche. A condizione, ovviamente, che diano la loro coltellata alle spalle dello Statuto Speciale di Autonomia e, perché no, del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. Ci provino, se ne sono capaci.
Giuseppe Scianò (Sikritariu du Frunti Nazziunali Sicilianu - “Sicilia ‘Ndipinnenti”)
Novembre 5th, 2007 at 00:26
infatti un movimento autonomista che propone l’istituzione di una nuova provincia (manciasoddi), dove per Statuto non dovrebbero esistere, è un controsenso incredibile e fa capire come con l’autonomia non abbia niente a che vedere
Novembre 5th, 2007 at 10:52
LETTERA APERTA AI DEPUTATI SICILIANI c.d. AUTONOMISTI
Bruxelles, 10 giugno 2006
L’Altra Sicilia rileva che, stando alle pure denominazioni delle liste elettorali, il Parlamento Siciliano non ha mai avuto in tutta la sua storia un numero così elevato di rappresentanti che si richiamano ai valori dell’autonomia.
Noi riteniamo che questa “dizione” sia puramente nominale e lo dimostriamo sfidando tutti questi pseudo-autonomisti proprio sul terreno che a loro dovrebbe essere il più congeniale: l’autonomia della Sicilia.
1) Considerato che la c.d. Devolution rende modificabile ad arbitrio del Governo centrale lo Statuto siciliano, dichiarato pattizio da una sentenza celeberrima dell’Alta Corte per la Regione Siciliana, e che perciò è illegittima nella parte che modifica i rapporti tra Sicilia ed Italia a tutto favore di quest’ultima, siete disposti a votare NO e ad impegnarvi per una seria campagna referendaria in tal senso?
2) Considerato che l’Italia ha unilateralmente sciolto l’organismo giurisdizionale terzo previsto dal nostro Statuto per dirimere i conflitti tra Italia e Sicilia (l’Alta Corte) e che quindi da mezzo secolo l’Italia occupa illegalmente la Sicilia in regime incostituzionale, siete disposti a portare avanti una battaglia legale, politica, culturale, che giunga sino alle corti di giustizia internazionali per ripristinare la legalità nella Nostra Terra?
3) Siete disposti ad impugnare quelle parti dei trattati europei e della normativa europea in cui lo Stato italiano ha contrattato anche per nostro conto, non avendone la facoltà secondo il diritto costituzionale interno, per scavalcare ed annullare ogni nostra forma di autonomia?
4) Siete disposti a trasferire ogni amministrazione statale in Sicilia sotto il controllo regionale (o degli enti locali) come prevede lo Statuto?
5) Siete disposti a riprendervi quell’autonomia tributaria e di politica economica che poteva essere strumento di sviluppo e che invece suona come un’amara beffa contro tutti i Siciliani?
6) Siete disposti a regionalizzare gli interni, la polizia e in genere la tutela dell’ordine pubblico che, ad evidenza, in sessant’anni lo stato italiano non ha voluto o non ha saputo mantenere?
7) Siete disposti ad una politica culturale significativa a tutela della lingua, della cultura e dell’identità del Popolo Siciliano?
9) Siete disposti a bloccare la costruzione del “ponte”, mito speculativo improponibile per almeno otto validissime ragioni (infattibilità tecnica, effetto di spiazzamento su altri investimenti essenziali, mancato equilibrio finanziario, dannosità economica per la Sicilia, devastazione ambientale, assurdità logistica, infiltrazioni mafiose inevitabili, ma soprattutto alterazione dell’identità e della geo-politica siciliana)?
10) Siete disposti a regionalizzare tutte le aziende di servizi pubblici essenziali, a costruire o ricostruire un sistema bancario, assicurativo e finanziario autonomo, a fare riappropriare alla Sicilia proventi, tributi ed ogni beneficio delle risorse naturali che si trovano nel nostro sottosuolo o nelle nostre acque territoriali?
Se non volete fare nemmeno questo … cambiate nome per favore … tanto prima o poi ci penseremo noi!
L’Altra Sicilia - Antudo !
http://www.laltrasicilia.org
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Novembre 5th, 2007 at 11:42
No Claudio:
non me l’ha spiegato Trinacrio. Quello che ch