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    Cessate il Fuoco Ovunque!

    No War!

     

    La Storia, la cultura, la civiltà, gli innumerevoli popoli che hanno attraversato - a volte anche sanguinosamente - la nostra regione sono tutte motivazioni che impongono alla Sicilia un ruolo attivo, anzi proattivo sulla scena internazionale, per garantire la stabilità e la pace di quei popoli costretti alle barbarie della guerra, ancor più nel bacino del mediterraneo di cui siamo terra di mezzo, dove la maggior parte dei conflitti nascono per questioni etniche o religiose.Credo che così come la storia ha insegnato ai Siciliani la tolleranza, i Siciliani hanno il dovere di trasmettere questo messaggio di temperanza e non violenza.


    L’Assemblea Regionale Siciliana - nostra voce - come istituzione democratica e garantista dei principi di libertà ha l’obbligo di promuovere la pace, rispondendo alla sua intrinseca vocazione di luogo del dialogo, trasmettendo questo messaggio anche a quelle terre dilaniate dalla guerra, che hanno dimenticato la libertà come condizione e diritto imprescindibile della vita di ogni cittadino; è orientato in questa direzione Ordine del Giorno 25-10-2007, firmato da tutti i presidenti dei gruppi parlamentari e votato all’unanimità, avvalorato dalla partecipazione attiva dell’Ars alla manifestazione “Cessate il Fuoco Ovunque” che vedrà lo svolgersi in sala d’Ercole di un dibattito sul tema tra la cantante di origine israeliana Noa ed un’aula gremita di studenti.

    67 commenti

    1. antonino:

      BRAVO PRESIDENTE!!!!!!!!
      lA GUERRA è MALE OVUNQUE E X QUALUNQUE MOTIVO. NON PUO’ ESSERE UNA GUERRA PORTATRICE DI DEMOCRAZIA NE TANTO MENO DI PACE.
      mENO MALE CHE GLI AMERICANI FINALMENTE LO HANNO CAPITO, NOI ITALIANI ANCORA FILO-BUSHIANI FCONTINUIAMO A FAR FARE LA NOSTRA POLITICA ESTERA AGLI USA. E MENO MALE CHE ERA BERLUSCONI A LECCARE IL CULO AGLI MERICANI!!!!

    2. Giovanni:

      Effettivamente la nostra storia potrebbe ritornare utile in questi tempi d’instabilità mondiale.
      La nostra sarà una terra difficile per mille motivi ma ha sicuramente il dono della tolleranza.
      Già la tolleranza, ch’è fondamentale in una società che tende giustamente a diventare cosmopolita.
      Oggi la maggior parte dei conflitti sono dovuti a diversità di religione, di etnia, ecc a diversità appunto e noi siciliani siamo sempre stati bravi a gestire le diversità.
      Non a caso tempo a dietro il Presidente Berlusconi propose Erice come sede per svolgere un incontro di pace tra Israeliani e Palestinesi.
      Si, sono d’accordo a questo ruolo della Sicilia e dei siciliani

    3. toto:

      cessate il fuoco ovunque! mi piace

    4. Carmelo:

      Approvo appieno il ruolo della Sicilia come terra promotrice di tolleranza e di pace. Scoperta e poi ambita come punto strategico nel cuore del mediterraneo, la nostra isola ha giocato un ruolo fondamentale nella storia dell’umanità. Del resto, abbiamo dei “tratti parlanti” anche dal punto di vista somatico, oriente e occidente, settentrione e mezzogiorno. All’osservatore straniero la Sicilia appare come terra dell’esotico e delle 1000 e una notte. Una regione piena di meraviglie e controsensi che, a buon diritto, può ergersi come isola detentrice della tolleranza. Quella tolleranza che unisce i popoli, le idee e le diversità di razza, religione e pensiero politico. Mi unisco al coro: cessate il fuoco ovunque!

    5. mao:

      Bene, allora come propone di diventare terra di mediazione? Quali sono le strategie messe in atto o da proporre?

    6. pippo:

      Smettetela con la guerra. E’ solo per pochi!!!

    7. Claudio Fazio:

      Certo, la nostra isola essendo in mezzo al mediterraneo , può svolge un ruolo di pacificatore fra popoli ed etnie diverse.

    8. roberto:

      Come possono finire le guerre quando c’è gente che spara minchiate a tutto spiano. Che il sottocitato personaggio venga a fare la spesa, non con i milioni di euro messi a sua disposizione, ma con i 1000 euri che un povero disgraziato guadagna. Non sarà lui certamente ad impiccarsi in una fabbrica, ma quei tonti che credono ancora alle parole di certi tristi personaggi.

      (AGI) “Non e’ vero che il costo della vita troppo alto sia colpa dell’euro, ci sono tante altre ragioni”. Lo ha detto Giorgio Napolitano intervenendo questa mattina ad una manifestazione di giovani organizzata dal Parlamento europeo al Campidoglio. A dimostrarlo, ha aggiunto, il fatto che in molti paesi dell’Unione Europea l’introduzione della moneta unica non ha portato ad alcun rincaro. (AGI) .

    9. Simon:

      Bene! Ora, cosa intende fare materialmente il Parlamento Siciliano per fermare la guerra in Iraq? E per indurre alla ragione i talebani? E far capire agli iraniani che non bisogna costruire la bomba atomica? e fermare il massacro in darfur? e finire la dittatura in Birmania? Auspicherà?

    10. L'indolente:

      @Simon
      Per il momento nulla è impegnato a far capire a te e quelli come te a cosa serve il parlamento siciliano. da come esordisci tutti capiscono che l’impresa non è affatto semplice, lasciamoli lavorare.

    11. Claudio Fazio:

      Simon
      Esiste una cosa chiamata diploamzia.

    12. amedeo:

      Da uomo profondamente di sinistra quale sono, con un nonno e le radici siciliane, mi fanno immensamente piacere i segni positivi di discontinuità, di creatività, di speranza che MIccichè, da solo, ci sta mettendo davanti.
      Che la ricostruzione delle regole della convivenza civile nella nostra amata terra possa essere opera del centrodestra del 61 a zero era francamente impensabile. Solo i siciliani possono dare una speranza al loro futuro, mettendo in discussione tutti gli errori che hanno fatto e continuano a fare, dando nuovi contenuti alle parole e collaborando con coraggio. Le divisioni tra destra e sinistra, in Sicilia come nel resto del Paese, hanno sempre meno senso. Il centrosinistra che ha perso le elezioni in sicilia si alzi in piedi e converga su tutte le azioni di buon senso che verranno progettate; se ne prenda la responsabilità. Allo stesso modo che si alzi unanime la protesta per tutte le politiche sbagliate. Tutti insieme, perchè non esiste altro modo per cambiare le cose. Una volta per tutte.

    13. Sicano:

      Ma pensate che i Siciliani siano arrivati a questo punto???????

      “Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro ed assumere tra le altre potenze della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell’umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione. Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso di governanti; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo …”

    14. Sicano:

      Ma pensate che il popolo Siciliano arrivera` a questo??

      Alla ricerca dell’identità siciliana
      Pubblicato il Monday, 29 October @ 17:39:49 EDT di admin

      Certe volte ci si chiede perché le formazioni autonomiste (vere) o nazionaliste o indipendentiste in Sicilia non abbiano mai sfondato in termini elettorali nonostante il diffuso e palpabile sicilianismo in ogni settore della società e nonostante il forte ed indubbio attaccamento all’identità da parte dei Siciliani.

      Si attribuisce la colpa al bisogno, al clientelismo, ma altri popoli, più bisognosi di noi, sembrano più orgogliosi e soprattutto più coerenti nelle loro scelte politiche.

      A nostro avviso il problema sta nel fatto che l’identità nazionale siciliana è debole nella percezione comune, sfocata, quasi in crisi, ed è da quest’analisi che bisogna partire per riconquistarla, altrimenti, come diceva lo storico Titone, si degrada fatalmente da “Nazione a Regione”, senza che ce se ne accorga, perdendo con la nazionalità tutti i propri diritti di Popolo.

      In questo la Sicilia sembra accomunata nella sventura ad un altro popolo, quello bielorusso, che ha sì l’indipendenza ma che quasi non la vuole, delegando ad una classe politica ed a un dittatore filorusso la propria vita, quasi vergognandosi della propria storia. La Bielorussia, diventata indipendente per abbandono, soffre di nostalgia per essere di nuovo colonia russa; talvolta ci viene da pensare che la Sicilia, se l’Italia si sfasciasse, farebbe la stessa fine.

      Si legge qua e là che l’identità nazionale sarebbe figlia di tre cose, tutte carenti in Bielorussia (e in Sicilia): la presenza di una classe dirigente, di un’élite compatta e diffusa alla guida della società e consapevole della propria missione storica di avanguardia di una nazione, la presenza di uno stato (da noi solo una “regione” sia pure con tanti secoli di stato, lì uno stato che …non era mai esistito prima), una tradizione letteraria ininterrotta (no comment sul siciliano, pure vivissimo come lingua parlata).

      Tentiamo di generalizzare l’osservazione e di capire quali sono i punti che “fanno” una nazione e che si può fare per rafforzarli. Tentiamo così una TRILOGIA DELLA NAZIONE SICILIANA

      A - AREA: ECONOMIA E SOCIETA’

      1) presenza di una classe dirigente, di un’élite politica, economica e sociale compatta: da noi la massima aspirazione è farsi “rotariani” (con tutto il rispetto per la meritoria associazione) o entrare nella “massoneria” in logge che si chiamano “Mazzini”, “Garibaldi”, o nell’Opus Dei a servizio del centralismo della curia romana; a quando una “eterìa” che raccolga imprenditori, professionisti, professori universitari, burocrati pubblici votati alla causa della Sicilia?
      2) avere interessi economici propri e contrapposti a quelli del paese che tenta di assimilarci: qui va meglio, si tratta però di spiegare ai Siciliani che qualunque cosa, o quasi, fa l’Italia lo fa contro i nostri interessi. Molti non lo sanno…o sono rassegnati.
      3) avere un giusto grado di autosufficienza economica, energetica, etc.: anche qui non ci sono dubbi, ma il popolo siciliano, drogato dall’assistenza è come sotto incanto della Fata Morgana. Sa di essere povero, glielo inculcano sin dalla nascita. Sa che la maggior fortuna è “emigrare al continente”, ma per fortuna non è affato così per legge divina, ma solo per la subalternità che ci siamo scelti.
      4) avere confini geografici dati dalla natura: è l’unica cosa che ci salva sempre, come diceva il “catechismo politico del sicilianismo” di Michele Amari. Anche se facessero il ponte, Dio non voglia, i confini della Sicilia e la sua indivisibilità sono un fatto incontrovertibile.
      5) avere un associazionismo, sportivo, sindacale, da tempo libero, culturale, etc. su base siciliana: qui c’è molto, molto, da fare, ma non è impossibile, bisogna solo capirlo…nelle comunità all’estero va già meglio che in Sicilia ad esempio…

      B - AREA: POLITICA E DIRITTO

      6) avere uno stato proprio: anche una “regione siciliana” che di fatto è uno stato confederato, con il Parlamento più antico del mondo, non è un cattivo punto di partenza. Si tratta di valorizzarlo, anziché di picconarla ogni giorno, anche se ad amministrarla sono dei fantocci dell’Italia. Bisogna sempre distinguere l’istituzione da chi la governa.
      7) avere tradizioni giuridiche e ordinamenti giudiziari propri: qui stiamo male. Le leggi siciliane sono le brutte copie di quelle italiane e l’ordinamento giudiziario è autonomo in minima parte. Ma una forma di associazionismo popolare potrebbe portare all’ARS chissà quante proposte di legge e quindi…
      8) avere una capitale riconosciuta storicamente: così così… Palermo è senza dubbio la capitale siciliana, ma è anche simbolo di un odiato centralismo regionale inefficiente. Bisognerebbe distinguere l’amministrazione, da decentrare, dal ruolo di “capitale-vetrina”, da valorizzare. Il gioco dell’Italia è, però, quello di mortificare le antiche capitali del sud, soprattutto Napoli, per evitare che diventino di nuovo centri di aggregazione. Divide et impera, no? Ma abbiamo l’asso nella manica. Se Messina, Catania e Palermo si alleano (idealmente) chi può fermarle? Costruiamo una Sicilia policentrica, con ruoli differenziati, e risaniamo l’antica capitale…Ma avremo l’Italia contro…
      9) avere un sistema scolastico autonomo che valorizzi statuto, lingua, letteratura e storia proprie: qui siamo proprio all’anno zero.
      10) avere tutele internazionali alla propria autonomia: e da chi? Sono tutti “amici” dell’Italia, a iniziare dagli USA? Forse la Russia, ma è un discorso molto lungo che qui si può solo accennare…

      C - AREA: CULTURA E LINGUA

      11) tradizione letteraria: è stata sempre sottomessa a quella italiana, anche ai tempi dell’indipendenza, ma dal 1860 è stato un disastro.
      Ci vuole un vero revival della lingua e cultura siciliana.
      12) avere una koinè linguistica siciliana: perché non ripartire dal siciliano letterario (arcaico e delle persone colte) per poi adattarlo alle necessità di ogni giorno. Anche Israele e la Grecia moderna ci sono riuscite, persino la Bielorussia col dialetto di Minsk. E noi? Inseguiamo le “parlate” e l’ortografia fonetica, l’imbarbarimento di ogni giorno e le mescolanze con l’italiano?
      13) avere un bilinguismo ufficiale: anno zero.
      14) avere un sistema autonomo di media e TV: anno zero o quasi.
      15) avere una religione distinta dal paese “assimilante”: improponibile e comunque non è la nostra situazione (anche se una maggiore autonomia organizzativa interna della chiesa cattolica siciliana, la cui autocefalia da Roma è durata fino al 1870, dovrebbe entrare nella nostra agenda, così come un riavvicinamento di questa alle sorelle chiese orientali con le quali è stato troncato ogni rapporto storico, ma pur sempre nel quadro di uno stato laico e liberale).

      Su questi temi si potrebbe avviare una riflessione più profonda, ma qui si vogliono appena sollevare.

      Senza questi caratteri la Sicilia rischia di restare espressione geografica o terra di conquista.
      Thipheus

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    15. Sicano:

      Pensate che il popolo Sicilianoce lo po fare???

      Alla ricerca dell’identità siciliana

      Certe volte ci si chiede perché le formazioni autonomiste (vere) o nazionaliste o indipendentiste in Sicilia non abbiano mai sfondato in termini elettorali nonostante il diffuso e palpabile sicilianismo in ogni settore della società e nonostante il forte ed indubbio attaccamento all’identità da parte dei Siciliani.

      Si attribuisce la colpa al bisogno, al clientelismo, ma altri popoli, più bisognosi di noi, sembrano più orgogliosi e soprattutto più coerenti nelle loro scelte politiche.

      A nostro avviso il problema sta nel fatto che l’identità nazionale siciliana è debole nella percezione comune, sfocata, quasi in crisi, ed è da quest’analisi che bisogna partire per riconquistarla, altrimenti, come diceva lo storico Titone, si degrada fatalmente da “Nazione a Regione”, senza che ce se ne accorga, perdendo con la nazionalità tutti i propri diritti di Popolo.

      In questo la Sicilia sembra accomunata nella sventura ad un altro popolo, quello bielorusso, che ha sì l’indipendenza ma che quasi non la vuole, delegando ad una classe politica ed a un dittatore filorusso la propria vita, quasi vergognandosi della propria storia. La Bielorussia, diventata indipendente per abbandono, soffre di nostalgia per essere di nuovo colonia russa; talvolta ci viene da pensare che la Sicilia, se l’Italia si sfasciasse, farebbe la stessa fine.

      Si legge qua e là che l’identità nazionale sarebbe figlia di tre cose, tutte carenti in Bielorussia (e in Sicilia): la presenza di una classe dirigente, di un’élite compatta e diffusa alla guida della società e consapevole della propria missione storica di avanguardia di una nazione, la presenza di uno stato (da noi solo una “regione” sia pure con tanti secoli di stato, lì uno stato che …non era mai esistito prima), una tradizione letteraria ininterrotta (no comment sul siciliano, pure vivissimo come lingua parlata).

      Tentiamo di generalizzare l’osservazione e di capire quali sono i punti che “fanno” una nazione e che si può fare per rafforzarli. Tentiamo così una TRILOGIA DELLA NAZIONE SICILIANA

      A - AREA: ECONOMIA E SOCIETA’

      1) presenza di una classe dirigente, di un’élite politica, economica e sociale compatta: da noi la massima aspirazione è farsi “rotariani” (con tutto il rispetto per la meritoria associazione) o entrare nella “massoneria” in logge che si chiamano “Mazzini”, “Garibaldi”, o nell’Opus Dei a servizio del centralismo della curia romana; a quando una “eterìa” che raccolga imprenditori, professionisti, professori universitari, burocrati pubblici votati alla causa della Sicilia?
      2) avere interessi economici propri e contrapposti a quelli del paese che tenta di assimilarci: qui va meglio, si tratta però di spiegare ai Siciliani che qualunque cosa, o quasi, fa l’Italia lo fa contro i nostri interessi. Molti non lo sanno…o sono rassegnati.
      3) avere un giusto grado di autosufficienza economica, energetica, etc.: anche qui non ci sono dubbi, ma il popolo siciliano, drogato dall’assistenza è come sotto incanto della Fata Morgana. Sa di essere povero, glielo inculcano sin dalla nascita. Sa che la maggior fortuna è “emigrare al continente”, ma per fortuna non è affato così per legge divina, ma solo per la subalternità che ci siamo scelti.
      4) avere confini geografici dati dalla natura: è l’unica cosa che ci salva sempre, come diceva il “catechismo politico del sicilianismo” di Michele Amari. Anche se facessero il ponte, Dio non voglia, i confini della Sicilia e la sua indivisibilità sono un fatto incontrovertibile.
      5) avere un associazionismo, sportivo, sindacale, da tempo libero, culturale, etc. su base siciliana: qui c’è molto, molto, da fare, ma non è impossibile, bisogna solo capirlo…nelle comunità all’estero va già meglio che in Sicilia ad esempio…

      B - AREA: POLITICA E DIRITTO

      6) avere uno stato proprio: anche una “regione siciliana” che di fatto è uno stato confederato, con il Parlamento più antico del mondo, non è un cattivo punto di partenza. Si tratta di valorizzarlo, anziché di picconarla ogni giorno, anche se ad amministrarla sono dei fantocci dell’Italia. Bisogna sempre distinguere l’istituzione da chi la governa.
      7) avere tradizioni giuridiche e ordinamenti giudiziari propri: qui stiamo male. Le leggi siciliane sono le brutte copie di quelle italiane e l’ordinamento giudiziario è autonomo in minima parte. Ma una forma di associazionismo popolare potrebbe portare all’ARS chissà quante proposte di legge e quindi…
      8) avere una capitale riconosciuta storicamente: così così… Palermo è senza dubbio la capitale siciliana, ma è anche simbolo di un odiato centralismo regionale inefficiente. Bisognerebbe distinguere l’amministrazione, da decentrare, dal ruolo di “capitale-vetrina”, da valorizzare. Il gioco dell’Italia è, però, quello di mortificare le antiche capitali del sud, soprattutto Napoli, per evitare che diventino di nuovo centri di aggregazione. Divide et impera, no? Ma abbiamo l’asso nella manica. Se Messina, Catania e Palermo si alleano (idealmente) chi può fermarle? Costruiamo una Sicilia policentrica, con ruoli differenziati, e risaniamo l’antica capitale…Ma avremo l’Italia contro…
      9) avere un sistema scolastico autonomo che valorizzi statuto, lingua, letteratura e storia proprie: qui siamo proprio all’anno zero.
      10) avere tutele internazionali alla propria autonomia: e da chi? Sono tutti “amici” dell’Italia, a iniziare dagli USA? Forse la Russia, ma è un discorso molto lungo che qui si può solo accennare…

      C - AREA: CULTURA E LINGUA

      11) tradizione letteraria: è stata sempre sottomessa a quella italiana, anche ai tempi dell’indipendenza, ma dal 1860 è stato un disastro.
      Ci vuole un vero revival della lingua e cultura siciliana.
      12) avere una koinè linguistica siciliana: perché non ripartire dal siciliano letterario (arcaico e delle persone colte) per poi adattarlo alle necessità di ogni giorno. Anche Israele e la Grecia moderna ci sono riuscite, persino la Bielorussia col dialetto di Minsk. E noi? Inseguiamo le “parlate” e l’ortografia fonetica, l’imbarbarimento di ogni giorno e le mescolanze con l’italiano?
      13) avere un bilinguismo ufficiale: anno zero.
      14) avere un sistema autonomo di media e TV: anno zero o quasi.
      15) avere una religione distinta dal paese “assimilante”: improponibile e comunque non è la nostra situazione (anche se una maggiore autonomia organizzativa interna della chiesa cattolica siciliana, la cui autocefalia da Roma è durata fino al 1870, dovrebbe entrare nella nostra agenda, così come un riavvicinamento di questa alle sorelle chiese orientali con le quali è stato troncato ogni rapporto storico, ma pur sempre nel quadro di uno stato laico e liberale).

      Su questi temi si potrebbe avviare una riflessione più profonda, ma qui si vogliono appena sollevare.

      Senza questi caratteri la Sicilia rischia di restare espressione geografica o terra di conquista.
      Thipheus

    16. Angela:

      Thipheus (o Sicano?):
      la questione fondamentale è che “il siciliano non ci crede più”. Se provare a parlare di autonomismo (io intendo come Regione autonoma innanzi tutto, non sto parlando di Stato autonomo) significa vedere dei flop come ad esempio l’MPA o altri del passato che sono implosi, beh…. Come fai a dare torto all’amico, al parente, che ti risponde che non gli va di dare un voto “perso”.
      Al momento nessuno, dico nessuno, pare abbia iniziato attività tali da portare il Siciliano medio a “crederci”. O puoi smentirmi?
      Diciamolo! :-)

    17. FILIPPO ROBERTO:

      BENE UN’INIZIATIVA DEL GENERE VA SVILUPPATA TRA POLITICA SICILIANA E SOCIETA’ CIVILE, MA SOPRATTUTTO L’UNIVERSITA’ PALERMITANA. COME SI VEDE DA STATISTICHE NAZIONALI L’ATENEO PALERMITANO E’ AL 24° POSTO DELLE GRADUATORIE IN MERITO ALLA VIVIBILITA’, UNO FRA GL’ILYIMI ATENEI D’ITALIA PER PROGAMMI DIDATTICI (OBSOLETI ED ARCAICI, E’ VERO!!! DATI INCONFUTABILI. LA FACOLTA’ DI LINGUE, LETTERE E FILOSOFIA, SCIENZE POLITICHE ECC… INSEGNANO ARABO SOLO COME MATERIA OPSIONALE, LA FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA,MEDICINA,INGENGHERIA, ARCHITETTURA ECC… NON L’INSEGNANO AFFATTO. COME DIALOGHIAMO DI PACE CON I POPOLI ARABI?.
      SEMPRE DA DATI EMPIRICI LA MEDIA DEI LAUREATI SICILIANI CHE LAVORA E VIENE RICERCATA E’ ALTA, DUNQUE SI PUO’ DIRE PER CERTO CHE SIAMO AL1° POSTO PER FUGA DEI CERVELLI, ALLORA SOLE 24 ORE PERCHE’ CI DENIGRA DICENDO CHE SIAMO UN’UNIVERSITA VECCHIA E OLTREPASSATA CIOE’ DEI PUPI.
      FATE SAPERE CON ORGOGLIO CHE LA SICILIA IN MODO PARTICOLARE LA FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE DI PALERMO HA CREATO IL C.O.O.P.E.M. COOPERAZIONE EURO MEDITERRANEA E SEMPRE PALERMO E LA CAPITALE DI QUESTA ISTITUZIONE. POTENZIAMO QUESTA ISTITUZIONE E COSI’ POTREMMO PARLARE DI NOSTRI LAUREATI CHE PER LAVORARE DEVONO ANDARE VIA DALLA SICILIA E VALORIZZARE LA RICERCA ACCADEMICA SCIENTIFICA DELLA PACE.
      CON UN SALUTO DI PACE SCIALOM ARRIVEDERCI A PRESTO

    18. eusebio:

      MA CHE CABBASO C’ENTRA LA SICILIANITà E I SOLITI COMMENTI FILO REGIONALISTI ESASPERATI CON IL POST? UN ARGOMENTO SACRO, DI CUI è IMPORTANTISSIMO IL SOLO PARLARNE, PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE CI SI ABITUI ALLE SCENE DI GUERRA, CHE DA DIVERSE PARTI DEL MONDO, LA TV CI MOSTRA QUASI CON LA NATURALEZZA DI UN FATTO ROUTINARIO.

    19. L'ALTRA SICILIA:

      X Sicano

      Grazie per avere postato il nostro comunicato stampa del 29 ottobre 2007.

      http://www.laltrasicilia.org/modules.php?name=News&file=article&sid=1137

      Per la Sicilia, solo per amore della Sicilia

      La Presidenza

    20. Fuoridalghetto:

      Ottima iniziativa!
      Purtroppo però nei convegni e negli incontri si invitano sempre le stesse persone: i pacifisti per la parte israeliana e i fondamentalisti rappresentanti di Hamas e Fatah. Così le cose che vengono dette sono sempre le stesse e non si esce mai da quel circolo vizioso che produce tanti pregiudizi.
      Bisognerebbe incentivare anche altre voci meno note al pubblico italiano.

    21. trinacrio:

      prima di proporre la pace agli altri, queste terra deve trovare la pace con se stessa

    22. antonino:

      @ simom
      …I talebani sono ex alleati di bush e la guerra la fanno solo a lui. In Iraq nn c’è bisogno di andare a portare la democrazia, e infatti nn ci stanno nemmeno provando, gli americani lì vanno solo a caccia di petrolio.
      La bomba atomica dell’iran e della russia… se bush nn schiera i suoi missili al confine di questi stati loro nn si armerebbero. Sinceramente a me fa più paura l’america che di ordigni nucleari ne ha già 300 e che sino ad oggi è stata l’unica ad usare armi di distruzioni su intere popolazioni.
      Il fatto della birmani e del darfull hai ragione, ma lì nessuno va a “portare democrezia” solo xke nn ci sono interessi in gioco.
      X Il ruolo che può avere la sicila, io credo che nn possa fare un granchè in questo senso(nn illudiamoci e sopratutto nn illudiamo di fare!) ma noi in quanto popolo che manifesta e grida contro la guerra possiamo fare tanto.

    23. Francesco:

      Dai vari interventi postati si rileva una voglia di fare qualcosa per ridare alla Sicilia un ruolo, sia a livello nazionale, sia in quello internazionale. La partecipazione sempre più numerosa a questi blog, a volte con pareri opposti, hanno tuttavia un comune denominatore. la difesa della Sicilia, della sua essenza più vera, spesso misconosciuta o denigrata dai media. Le differenze sono sul metodo, la sostanza rimane la stessa, la Sicilia innanzitutto. Perchè allora non proviamo a spogliarci delle infrastrutture ideologiche che si oppongono a un cammino comune dei siciliani verso un obiettivo più alto? Perchè, soprattutto i giovani, non approfittano di questo blog per un progetto comune, prima di tutto culturale, dove per cultura non s’intende solo apprendimento ma trasformazione di modo di pensare, di essere del tutto nuovi e proiettatri verso il futuro? Perchè per una volta non la smettiamo di fare processi al passato, che non può essere modificato perchè appunto è passato, e non costruiamo assieme qualcosa di nuovo? Fatto di idee, di proposte, da trasormare in un patrimonio sociale comune. Quando parlavo di “esercito siciliano” in un altro post ( quello riservato all’intevento delle Forze armate in Sicilia) intendevo proprio questo. Non essere più “anti” - perchè quello è scontato che lo si sia se si è persone perbene, ma “pro”. Tutti insieme, per la Sicilia.

    24. antonino:

      @ euserbio

      BRAVO!!!!

    25. Claudio Fazio:

      Filippo Roberto
      E molto interessante quello che dici te, perchè io vorrei fare proprio quell’università e quella facoltà appena finisco le superiori.Io avevo letto inevece che L’università di Palermo e in particolare la facoltà di Scienze politiche hanno rapporti con ben 16 università in tutto il mondo.Non mi sembra una università vecchia,obsoleta o arcaica.Mi sembra inevece una università molto ben organizzata e che riesce a socializzare con altre università e quindi con altri paesi e altre nazioni.Anche questo può entrare nell’argomento del post.

      Comunque fra parentesi che i nostri cervelli scappino all’estero, non è bello, e mi dispiace molto da giovane.Il presidente au questo argomento potrebbe fare un bel post.

    26. Alieno:

      Scusi ma lei non era al governo quando abbiamo mandato i nostri soldati in Iraq?Queste belle parole le ha dette allo psiconano?E lei in segno di protesta da siciliano tollerante perchè non si è dimesso?
      Le ricordo l’articolo 11 della costituzione e le parole di Gustavo Selva detto”ambulanza nazionale”

      il 21 gennaio 2005 il Presidente della
      Commissione Esteri Gustavo Selva ha dichiarato
      sul quotidiano Libero:

      “Basta con l’ipocrisia dell’intervento umanitario (…)
      Abbiamo dovuto mascherare Antica Babilonia come
      operazione umanitaria perché altrimenti dal Colle
      non sarebbe mai arrivato il via libera”.

    27. trinacrio:

      >
      la storia della sicilia, insegna (a chi la conosce) che i siciliani hanno sempre rispettato chi li ha rispettati e si sono sempre rivoltati furiosamente contro chi li ha traditi ed ha abusato della loro bontà.

      repetita juvant
      ricurdari giuva
      ricordare giova

    28. antonino:

      Post che nn centra niente ma che mi sembra doveroso!
      E’ ottimo parlare e dire no alla guerra, ma è un problema che le nostre istituzioni regionali nn possono risolvere. Pensiamo ad occuparci del fattibile, della guerra che tanti commercianti oggi intrapendono contro la mafia. AIUTIAMO LORO.

      @ tutti
      l’altra sera sn andato alla focaccieria san francesco e ragazzi quello che ho visto e che mi hanno detto è stato desolante.
      C’erano solo 2 tavoli e di soli turisti.. ma nn mi sono stranizzato, poi all’uscita mi sono complimentato cn un cameriere x come si sono ribellati al pizzo e lui mi ha detto:
      Si era una cosa che si doveva fare, mi ha fatto piacere pure a me, ma adesso scarseggiano i clienti nn è affatto come prima e dei mie colleghi si sono licenziati xkè minacciati.
      NON E’ GIUSTO!!!!
      LE ISTITUZIONI DEVONO FARE DI PIU’!

    29. Claudio Fazio:

      La cosa più brutta è che di casi come la focacceria san Francesco c’è ne sono milioni in Sicilia.Però questi vanno aiutati economicamente dalla Regione siciliana.Almeno per quello che può fare.

    30. eusebio:

      Quoto assolutamente Francesco

    31. antonino:

      non solo economicamente, anzi quella è l’ultima cosa.
      Se gli imprenditori fossero sicuri che i loro taglieggiatori nn nuoceranno più loro dopo la denuncia, e fossero sicuri di essere protetti dallo stato, dalla regione e dalle forze dell’ordine….
      …tutti denuncerebbero, perchè nessuno è contento di essere vittima di estorsione

    32. roberto:

      SVP aiutatemi a capire…

      Tutti i telegiornali diffondono la notizia delle minaccie ai giudici Forleo e De Magistris da parte di cariche dello stato stesse, come se niente fosse!!!!!! non riesco a capire perche in Italia nessuno si muove ad insinuazioni cosi forti!!!!!!!!quando….. se fossimo in Grecia o in Francia la gente sarebbe in piazza a protestare…

    33. Claudio Fazio:

      @Roberto
      Ormai i giudici e i magistrati non possono lavorare più in pace, perchè riescono ad andare cosi a fondo nelle indagini ,che toccano sempre politici importanti(sa perché?!!).

      @Antonino
      Certo poi gli devono offrire una difesa.

    34. Angela:

      Roberto:

      pensa… se alcuni giudici cominciassero ad accusare i politici che li intralciassero nell’ottenimento di potere, di plauso, di arbitrio oltre il consentito… rifletti…. cosa pensi farebbero per ottenere ciò che vogliono e mantenere la loro apparente correttezza?

      Luciano Violante, presidente commissione affari costituzionali ed ex-magistrato, risponde alle tue domande (rai3-in mezz’ora- lucia annunziata)

      http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-In1-2h%5E17%5E38949,00.html

      Buon ascolto!

    35. Angela:

      Antonino:
      ma mi vorreste far credere che la mafia tiene lontani i clienti della Focacceria S. Francesco? e come fa? fa la guardia nelle strade di accesso?
      Se un comune cittadino pensa di andare, viene fermato?
      Non mi dire che il cittadino qualunque ha paura di incontrare un mafioso nei dintorni, perchè con tutto lo schiamazzo mass-mediatico che c’è stato, non credo proprio che qualcuno si farebbe trovare nei dintorni a far proposte o minacce varie….
      Senza per questo sottovalutare l’iniziativa ed il coraggio del proprietario, che va solo preso ad esempio, (ci tengo a ribadirlo) ma non sarà anche un po’ di vittimismo per ottenere qualche sostegno economico in più, un aiutino…. ?
      (a pensar male si fa peccato ma a volte si azzecca :-) )

    36. Claudio Fazio:

      Angela
      E una questione di paura e di ignoranza che la gente ha.
      La mafia purtroppo ha anche in mano le teste delle persone.

    37. Angela:

      Claudio:
      ma che dici!
      La mafia ha in mano la testa delle persone? ma allora non c’è speranza………
      Dai, e poi le tue sono ipotesi, visto che sei lontano. Io vorrei risposte dai residenti a Palermo. Voi non ci andate perchè avete paura? ma veramente? io per reazione ci andrei più spesso…
      Forse sono fatta all’incontrario.

    38. Claudio Fazio:

      Angela
      Purtroppo che vuoi se i miei genitroi hanno deciso di portarmi a 1611 km da Palermo?
      Visto che abiti a Palermo spiegami te perchè la gente non ci va.
      Comunque non ho detto che non c’è speranza.

    39. eusebio:

      Ma in questo blog non si è capaci di parlare di altro che di Mafia?

    40. Claudio Fazio:

      Eusebio
      Si, hai ragione, ma è anche vero che è il problema più grande di questa terra.

    41. Angela:

      Claudio, scusami sono stata veemente… non volevo fartene una colpa, per carità!

    42. Mirko:

      Fonte: Carta Canta di Marco Travaglio,
      La Repubblica, 28.10.2007

      “ANTIMAFIA OMEOPATICA”

      “Vogliamo riprendere una grande tradizione, che in questa Regione è stata di impegno antimafia da parte di grandi democratici cristiani. Mi fa piacere che il tema della lotta alla mafia sia il primo di questo corso di formazione politica. Su questo tema non ci devono essere ambiguità, che non sono tollerabili”.

      (Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, inaugurando a Palermo il corso di politica ideato dal senatore Udc Calogero Mannino, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa dinanzi alla Corte d’appello di Palermo, alla presenza del governatore Totò Cuffaro, imputato per favoreggiamento mafioso dinanzi al Tribunale di Palermo, la Repubblica-Palermo, 24 ottobre 2007).
      ————————————————
      Che dire? Se fossi un cinico chiederei se per caso era presente pure Dell`Utri. Se fossi un maligno chiederei al signor Miccichè di preoccuparsi di quanto sopra invece di fare l’apprendista Mahatma Ghandi.

    43. L'indolente:

      @mirko
      ed invece siccome sei quel che sei pubblichi ciò che pubblichi.

    44. L'indolente:

      ovvero sei travagliato e ti incarti nelle parole altrui

    45. L'indolente:

      pessime carte ovviamente.

    46. L'indolente:

      A me il presindentetor che fà il Mahatma Ghandi mi piace molto, anzi attendo con ansia una qualche cosa sulla pena di morte e sulla Birmania anche la semplice firma di una petizione on line e di un bannerino nel blog. Vai Presidentetor vai!!!!

    47. Mirko:

      Capisco che i fatti difficili da contestare, perchè fatti e non chiacchiere, facciano venire qualche foruncolo e un pò di mal di fegato.
      Ma c’è un rimedio: andare nel merito del “travaglio” postato sopra e farci su delle considerazioni.
      Volendo, ovviamente.
      Repetia juvant, il ricordare giova.
      Mica bisogna essere per forza kommmmmmmmunnnnnisti(Berlusconi docet) come il sottoscritto…

    48. L'indolente:

      Nel merito potrei dirti che uno dei mali di questo paese e che ci si riscopre garantisti dopo che si passano i guai, Mentre bisognerebbe esserlo quando non si è stritolati ne tritacarne mediatico giudiziario, di contro se tu affronti tematiche legate allo strapotere della casta dei procuratori e delle loro elucubrazioni giuridiche processuali ti attiri addosso le ire e le persecuzioni degli stessi, appartenenti o mano all’ANM. Se togli oggi all’UDC il ritrovato garantismo praticamente togli tutto. lasciamoli tentare una difesa estrema del garantismo Italiano, a chi nuocciono?

    49. Mirko:

      A se stessi.
      Non si può, non si debbono fare “simposi” con certe presenze. Addirittura farli organizzare da questi signori.
      Pena la credibilità.
      E quella di Casini, diciamolo pure senza alcun margine di errore, non mi sembra eccelsa.

    50. roberto:

      Caso Forleo: un bavaglio istituzionale

      Al contrario del pm De Magistris che sotto il fuoco amico di Csm e governo ha deciso di tacere così non è per la gip Forleo che a testa alta dichiara di non volersi assoggettare a nessun diktat istituzionale, rivendicando il diritto di partecipare ad ogni dibattito pubblico e televisivo. A proposito del pm catanzarese che nella sua inchiesta Why not ha iscritto nel registro degli indagati il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia è ancora, mentre andiamo in stampa, davanti la prima commissione di disciplina del Csm. Invece, slitta alla prossima settimana la sua audizione in Cassazione in merito al suo trasferimento chiesto dal Guardasigilli. Ma torniamo al caso Forleo.
      Da quando la gip milanese ha deciso di andare avanti nella sua inchiesta sulle scalate bancarie di Unipol a Bnl, tanto da presentare al Parlamento un’ordinanza in cui inchioda alle loro responsabilità la leadership della Quercia, Fassino, D’Alema e Latorre, per la Forleo c’è stato un fuoco di sbarramento bipartisan. Le premesse di un rigetto della sua ordinanza contro Baffino in sede europea sono più che ipotizzabili visto che tra centrosinistra e centrodestra c’è una sorta di accordo di non belligeranza. Fi, infatti, ha già fatto sapere che voterà contro l’ordinanza del gip milanese.
      La coraggiosa Clementina Forleo è oggetto di un attacco senza esclusioni di colpi da parte della maggioranza, in primis dagli uomini della Quercia, per aver osato indagare sui rapporti tra D’Alema e Fassino, da una parte, e il numero due di Unipol Consorte, dall’altra, e dagli stessi ambienti giudiziari.
      Lo stesso vicepresidente del Csm Nicola Mancino, dopo la partecipazione della Forleo e di De Magistris ad Annozero, aveva invitato i propri adepti ad essere “sordi e muti”. Ma siccome la gip milanese ha giustamente rivendicato questo diritto di partecipazione con la premessa di non entrare nel merito delle inchieste in corso, ecco che l’ex diccì rinnova il cicchetto. “Chi dovrebbe essere tenuto al riserbo non vi si attiene”. E sul collegio di disciplina che dovrà giudicare l’operato del pm De Magistris dice che dovrebbe essere composto diversamente, con una partecipazione di ex presidenti della Consulta, o di ex presidenti di Cassazione estratti a sorte, perché solo così si potranno evitare casi d’incompatibilità.
      “Continuerò a parlare”, questa la legittima risposta della Forleo che da quando ha deciso di mettere sul banco degli imputati D’Alema e company è sotto il fuoco della leadership del Pd.
      “Finché non ci sarà un editto” ha detto la gip milanese “che stabilisca quali magistrati possono parlare e quali non possono, quando possono o non possono farlo, sempre al di là della riservatezza sulle questioni legate agli atti d’ufficio, io riterrò di parlare, come fanno gli altri miei colleghi, assumendomi tutte mie responsabilità. Ci sono molti magistrati indipendenti che vogliono far sentire la loro voce”.
      Tra i fautori del bavaglio alla Forleo e della sua delegittimazione si vocifera che ci sia l’ex magistrato e diessino Violante. L’ordinanza d’accusa nei confronti di D’Alema e Fassino invischiati nell’affaire delle scalate Unipol è al centro del casus belli tra la gip milanese e i dirigenti della Quercia. Che tra i cospiratori della Forleo ci fosse una commistione tra politici ed ex magistrati è avvalorato anche dalle dichiarazioni rese dall’ex presidente della Camera. Durante la trasmissione “In mezz’ora” su Rai3 dell’Annunziata l’ex pm Violante ha bacchettato senza mezzi termini sia la gip milanese che il pm catanzarese. “Un magistrato non deve utilizzare i mezzi d’informazione per cercare consenso o farsi pubblicità” ha sostenuto l’esponente di primo piano della Quercia.
      Peccato che certe posizioni non l’abbia condivise nel ’92-93, durante la campagna di Mani pulite, allorché l’ex Pci-Pds-Ds plaudì all’azione del pool milanese affiancato dalla cosiddetta società nell’eliminazione del Pentapartito e, soprattutto, del leader socialista Craxi.
      Clementina Forleo, autrice tra l’altro della famosa sentenza che fatto chiarezza tra guerriglieri e terroristi, ha mostrato ancora una volta un grande coraggio togliendosi il bavaglio bipartisan, ribadendo che “Borsellino ci ha insegnato che non bisogna cedere al ricatto dei poteri forti, qualunque colore essi abbiano e dietro qualunque colore si nascondano”.
      Intanto, dopo il fuoco amico del centrosinistra ovvero di chi si è sempre dichiarato a fianco dei magistrati il gip milanese si è indignato anche per le polemiche suscitate a seguito di una sua giustissima telefonata di rabbia nei confronti di carabinieri per le indagini a rilento sulla morte dei propri genitori, in uno strano incidente stradale avvenuto a Brindisi.
      La sommatoria di questi fatti l’ha spinta ad un gesto clamoroso: il rifiuto della scorta. E così, mentre riceveva a Pescara il premio Borsellino, la gip milanese ha deciso il gran rifiuto ovvero rinunciare alla scorta per protesta contro apparati istituzionali che non solo hanno fatto pressioni nei suoi confronti ma anche con espresse manacce nei suoi confronti e dei suoi familiari. (M.M.)

    51. Mirko:

      x sopra:
      Proprio così, il premio BORSELLINO datogli in mano dalla vedova di D’ANTONA. Il che la dice lunga, questi due nomi, quelli di due galantuomini, bisogna scriverli con le lettere maiuscole per ricordarseli meglio.
      Se lo ricordi, Roberto.
      Ne sentiremo delle belle. Diamo tempo al tempo.

    52. antonino:

      NO MIRCO, MA QUì NON SI FA COSì, MOTI FREQUENTATORI DI QUESTO BLOG SONO CERTI CHE LA MAFIA IN SICILIA NON ESISTE, NE TANTO MENO LA COLLUSIONE POLITICA-MAFIA.
      SE PARLI DI COSE DEL GENERE DICONO CHE QUELLI CHE HANNO GUAI GIUDIZIARI SONO SOLO POVERINI PERSEGUITATI DAI MAGISTRATI.
      SE FAI IL NOME DELLA MAFIA TI VENGONO TUTTI ADDOSSO E DICONO CHE LA MAFIA SEI TU XKè INFANGHI IL NOME DELLA SICILIA.
      X QUANTO RIGUARDA TRAVAGLIO…. E’ L’UNICO GIORNALISTA A CUI HO SENTITO PARLARE DEGLI AFFARI SICILIANI IN MANIERA COMPLETA E CON COGNIZIONE DI CAUSA. PUNTUALMENTE LO QUERELANO, MA LUI LEGGE SOLO DELLE DICHIARAZIONI FATTE DAI VARI POLITICI E DAI PENTINTITI, LEGGE SOLO DEGLI ATTI PUBBLICI RIGUARDANTI PROCESSI E INDAGINI. SOLO CHE QUESTO NN DEVE ESSERE FATTO, PERCHè LE PERSONE NON DEVONO SAPERE CHE CUFFARO ERA AMICO DELL’ING. AIELLO (COSTRUTTORE DI STRADE, POSSESSORE DI VARIE CASE DI CURA SOVVENZIONATE AD OGGI ARRESTATO X ASSOCIAZIONE MAFIOSA IN QUANTO PRESTANOME DI PROVENZANO). NN SI DEVE SAPERE NEMMENO CHE A QUANTO DICE IL MAFIOSO PENTITO ANGELO SIINO EGLI INCONTRò IL TUTT’OGGI GOVERNATORE… AND SO ON.
      I PUNTI SONO 2 O L’INFORMAZIONE PUBBLICA è ASSOGGETTATA O HA PAURA. ALLORA W TRAVAGLIO DOVREBBE ESSERE TUTTI I GIORNI IN TV

    53. eusebio:

      CERTO, SE IL SIGNOR TRAVAGLIO FACESSE A MENO DI COLLABORARE CON LE TRASMISSIONI DELL’ONOREVOLE SANTORO, FORSE(FORSE)CONTRIBUIREBBE ALL’AUREA DI GIORNALISTA IMPARZIALE E DIVULGATORE DELLA VERITà, CHE CERCA DI MOSTRARE.

    54. Claudio Fazio:

      Travaglio sarebbe un bravo giornalista se fosse più obbiettivo e neutrale.

    55. eusebio:

      Claudio, sono concordo.
      Però, ha la faccia verde, quella dei comunisti.

    56. Mirko:

      Capisco che Travaglio gli vada di traverso.
      Noto rompiballe, cercano (come fa questo sopra)di trovargli un pelo storto.
      Se non ci riescono con lui, ci provano con Santoro.
      Storia vecchia, bulgara.
      Ma mai una volta, dico una, che vadano sul merito.
      La tecnica degli aficionados del Patacca di Arcore, il quale contro Marco ci ha sbattuto il naso diverse volte tanto da renderlo benestante con i risarcimenti processuali, è sorpassata, drammaticamente obsoleta come chi la commissiona.

    57. Mirko:

      x Antonino.
      La mafia non esiste come ci ripetono spesso i vasa-vasa.
      Però come io purtroppo temo, esiste e si dedica pure, tra l’altro, alla produzione di “eccellenti” manufatti artigianali.
      Come il pizzo.

    58. Claudio Fazio:

      Ma chi mai ha detto che la mafia non esiste?

    59. Mirko:

      Totò Riina.

    60. trinacrio:

      riina durante un processo affermò di essere il discendente di quei picciotti che consegnarono la sicilia ai savoia.

      mmmm cosa avrà voluto dire????

    61. Giuseppe M.:

      E’impossibile che le guerre finiscano.
      Gli Usa sono una nazione fondata sulle guerre, a clicli quasi regolari intervengono con il loro esercito, con scuse più o meno plausibili, nei vari scenari internazionali (ovviamente ove loro conviene) dove ci sia un conflitto, molto spesso sè il conflitto non c’è lo generano.
      Industria bellica, soldi per la ricostruzione degli stati bombardati prevalentemente da loro contribuiscono a mantenere una nazione ormai in declino.
      La cosa grave è che stà tornando pure la Russia e la Cina non scherza con l’industria bellica.
      Putin mi sembra un pò troppo esaltato ultimamente, ma certo il presidente di una ex superpotenza(ancora per poco ex) non può farsi piazzare missili al proprio confine senza incaz…arsi.
      Per quanto riguarda l’11 Settembre, più tempo passa e più sono convinto che i poteri forti americani o hanno orchestrato tutto, oppure hanno lasciato fare i terroristi, senza entrare in altri dettagli, ma come c.zzo è possibile che la nazione più potente al mondo lasci volare nei propri cieli un aereo senza controllo per più di 1 ora senza intercettarlo?
      Se riflettete bene la storia della Sicilia e della mafia dopo il 1860 è parecchio simile a quella dell’Iraq e dell’Afghanistan dei giorni nostri.

    62. antonino:

      @ giuseppe
      sicuramente nn sono stati gli usa a complottare l’11 settembre, ma una cosa è certa. sicuramente sapevano che sarebbe dovuto succedere qualcosa del genere e li hanno lasciati fare, poi le cose gli sono sfuggite di mano.
      Bush nn poteva prendere bin laden quando poteva e quando doveva…allora erano ancora amici e in affari!!!!

    63. Michela Palizzotto:

      Il modo di fare politica è come il modo di vivere; ve ne sono tanti e indefiniti e tu sei unico!

    64. trinacrio:

      “Se riflettete bene la storia della Sicilia e della mafia dopo il 1860 è parecchio simile a quella dell’Iraq e dell’Afghanistan dei giorni nostri.”

      quoto.
      possiamo dire che sono quasi identiche.
      nel 1860 si attaccò il regno delle due sicilie, con la scusa di aiutare i siciliani a liberarsi dalla tirannia borbonica, portandoci poi la mafia e il caos.
      lo scopo reale della missione consisteva, invece, nell’impossessarsi dei soldi delle nostre banche e non solo, delle nostre 412 miniera di carbone, oltre che eliminare la prima marineria d’europa.

      nel 2003 mi pare, gli Usa attaccarono l’Irak con la scusa di liberare gli irakeni dalla tirannia di Hussein ed hanno lasciato il caos, con i fondamentalisti islamici che sono entrati in un territorio dove prima non erano riusciti a metter piede.
      lo scopo reale della missione consisteva, nell’immpossessarsi del petrolio creando un governo fantoccio che regalasse l’oro nero agli Usa.

      chissà se l’irak avrà altri 147 anni di calvario e soprattutto chissà quanti ancora noi ne doremmo subire.

    65. trinacrio:

      errata corrige
      carbone=zolfo