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    Esercito in Sicilia: Domande e Risposte?

    Esercito…
    Interessanti quesiti posti da Giuseppe M, cerchiamo di dare qualche risposta.

    Secondo lei tutte queste voci che chiedono l’intervento dell’esercito in Sicilia perchè? Non credo che ci sia più emergenza rispetto agli anni scorsi, e pure qualcuno, anche autorevole, invoca l’intervento dell’esercito, perchè non lo richiedono in Campania che negli ultimi anni i morti ammazzati non si contano?? Perchè non in Calabria e proprio in Sicilia??

    142 commenti

    1. CICERI`:

      Affinche il popolo Siciliano non dice nente e non opporre nessuna resistenza allo stato italico. Lo stato italico continuera` a fare quello che vole in Sicilia. Non dobbiamo essere piu` colonia!! No all’esercito d’occupazione italico!! La Sicilia ai Siciliani!!!

      http://alphonsedoria.splinder.com/

    2. Il vespro:

      No ad un esercito italico. No all’occupazione militare della nazione Siciliana. Si alla Polizia sotto comando del Presidente Siciliano come vuole Lo Statuto d’autonomia della nazione Siciliana!

      http://www.meridiosiculo.altervista.org/

    3. Angela:

      Ribadisco il mio NO, ad una iniziativa inutile anzi dannosa. Le Forze dell’Ordine già presenti sul territorio non fanno fino in fondo il loro dovere e chiamiamo l’esercito? Per guardare cosa, le galline?
      Gli affari la mafia non li fa per strada.
      ……………………….

      Per cercare di dare una risposta al quesito del Presidente: ritengo che alcuni (soprattutto in AN) abbiano sempre dimostrato una gran simpatia per le “militarizzazioni” e quindi chiedono l’esercito per “tradizione” partitica… Forse.
      Gli altri (più a sx) probabilmente hanno un interesse nel mostrare e tenere la Sicilia sempre in un regime di EMERGENZA: per mostrare che il Governo di CDX non combatte la mafia, per chiedere finanziamenti speciali emergenziali, per fare gruppo intorno ad un “pericolo” (reale o presunto non importa).
      Dando la sensazione di una volontà di estirpazione della mafia, che in realtà è solo apparenza.
      La sostanza, in una lotta reale, è ben diversa.

    4. Luca:

      Perchè in Campania e non in Sicilia …?
      Non mi pongo il problema !
      In questo momento penso alla mia Sicilia e sono dall’idea che la presenza dell’esercito può portare sicuramente ordine e anche più tranquillità ai cittadini … si lo sò è un controsenso… avere i militari per le strade fa pensare ad un periodo di rivolte o crisi sociale e/o guerra criminale o chissà cosa…
      sicuramente la criminalità è in aumento… e la gente compreso il sottoscritto,baldo giovane di 27 anni non è tranquillo per le strade e noi paghiamo le tasse e siamo persone per bene e non criminali e abbiamo il DIRITTO di stare tranquilli in casa e per strada … come i turisti, che oggi mi creda Presidente, sono soggetti ad atti di micro-delinquenza -
      E comunque la mafia c’è non si vede ma c’è !
      I Negozi sono costretti a pagare il Pizzo …
      I ragazzini a Spacciare droga e a rubare
      Questa è mafia ! è una parte di economia della mafia!
      Nessuno penso desideri una guerra ma sicuramente ha voglia di “pulizia” !
      E poi mi chiedo, sti militari, non quelli che sono in missione bensì coloro che sono rinchiusi nelle caserme … che fanno ?
      perché non li sfruttiamo ad esempio per le votazioni nazionali/Regionali/cittadine ?
      invece di spendere sempre milioni e milioni di € ?
      Sò che l’immagine è di “colpo di stato” e/o dittatura , ma siamo tutti intelligenti da sapere e capire che così non è e poi basta comunicare un corretto messaggio !
      A presto
      Luca

    5. Luca:

      il Vespro non esageriamo …
      la polizia sotto Cuffaro ?
      uhauhauhaua !
      io ho votato Cuffaro !
      ma la polizia gestita da lui è eccessivo… fin troppo !
      uhuahuahua

    6. gaex:

      Spero che tutte queste dichiarazioni, di una nuova nazione siciliana, di popolo italico contrapposto a un popolo sicliano, siano come le fantasie hard delle donne, ma che poi nella realtà vogliono le coccole.

    7. gaex:

      Per quanto riguarda il post:

      Ogni mezzo per spazzare via la mafia, e cancellarla dalla faccia della terra a mio avviso è lecito.

      Figuriamoci l’esercito, qui in gioco vi è la dignità e la rinascita di un popolo.

      Se bastasse l’esercito ci metterei la firma.

    8. gaex:

      A proposito di militari in sicilia,

      A proposito di politica, e di sindaci sceriffi,

      A proposito di credibilità dei politici,

      A proposito di Rudolph Giuliani, prima che diventasse sindaco, e collabborava con Falcone, per arrestare tutti i mafiosi di New Work, per poi continuare, con l’arrestare i banchieri corrotti.

      http://www.youtube.com/watch?v=R6c_nnUaj2Q&mode=user&search=

    9. gaex:

      Nel senso che quando qualcuno,ha il coraggio, la volontà è il carattere di fare giustizia e pulizia in un paese, ci riesce, con o senza l’esercito.

    10. Adelaide:

      Gaex sei sempre un filosofo (e di uomini che capiscono le donne ccredimi ce n’è davvero pochini).
      Alcuni post fa’ ho detto la mia in merito. Ma quale esercito? Poliziotti che presidino certe zone, che creino un rapporto di fidelizzazione col cittadino, col commerciante, che diventi l’amico dei cittadini (onesti). Sig.ra Borsellino, mi scusi, ma perchè dare al mondo l’immagine che la Sicilia nn sia cambiata? La prego, ci eviti questa figura internazionale, i giornali scrivono, …e i giornalisti si arricchiscono….e poi quando andiamo all’estero torniamo a sentirci dire Sicilia?Mafia! Ca…volo, Berlusconi ha fatto tanto x ridarci dignità nel mondo! Dobbiamo tornare indietro? Fate sana opposizione. Non siamo in regime di guerra. Certo dalla cattura di Provenzano, rimango convinta che le cose sono cambiate, quando il gatto non c’è i topi ballano. Ma l’esercito che puo’ fare?

    11. GEDA:

      C’é un fervore in giro per il web, una presa di coscienza come non mai nella società civile, una voglia di lottare, una voglia di rinascita sociale che non possiamo sprecare e farci sfuggire. Se l’esercito puo rafforzare questo clima e queste volonta allora ben venga.
      E’ Ovvio che questo non possa bastare! occorre che una nuova ventata di etica e morale pervada gli spiriti di chi ci governa e che permetta di sopire gli egoismi e gli individualismi innati nell’uomo e esaltare il senso del dovere, della solidarietà e della carità anch’essi innati.
      Perché cari miei, la verità é che negli ultimi 147 anni i Sicilani non hanno mai percepito veramente la “presenza dello stato”. Quando dico STATO non mi riferisco solamente a chi dirige la stanza dei bottoni di Roma ma anche e di quella di Palermo e quando dico “presenza” non mi riferisco alle milizie armate ma all’esistenza dello “stato di diritto”.

    12. gaex:

      Cara Adelaide solo una vera donna, intelligente come te, con fascino da vendere può aprezzare,certe sfumature.

      Ma tornando all’argomento principale, è vero non è bella una sicilia presidiata dall’ esercito, ma non è più sopportabile una sicilia presidiata dalla mafia, su questo credo tu sia concorde con me.

      E’ vero l’osservazione della cattura di Provenzano,e di tanti altri che sono stati presi, che cioè lo stato non è stato in questi anni con le mani in mano.

      Il problema oggi si sposta sulle amministrazioni locali e sulla Politica, che dovrebbe adesso dare il colpo definitivo, tagliando ogni rapporto con questa civilita della morte che è la mafia.

      Mi ha fatto riflettere una frase che ho letto nel
      “Signore degli Anelli”, e che ho fatta mia,dove Tolkien sottolinea,questa caratteristica del male,

      “il male che non dorme mai”

      ecco mi ha fatto riflettere come il bene alcune volte volgee lo sguardo da un altra parte e fa proliferare il male, che non dorme mai, io ho giurato a me stsso di non distogliere mai più lo sgurdo, qualunque cosa cosa possa accadere.

    13. gaex:

      Anche perchè oggi se un politico alzasse la testa, avrebbe dalla sua un intero popolo.

      La società civile non è più, omertosa, e vile.

      La mafia sta diventando anocronistica.

      Può minacciare può uccidere ma non ha piu il rispetto.

      E adesso uccideteci tutti.

    14. Siciliaradicale:

      L’esercito in Sicilia? a me pare che dal 1860 in poi ce sempre stato. Se si parla di una nuova “Operazione Vespri Siciliani” mi pare inutile, superflua e dannosa, stante il fatto che li metteremmo agli angoli dei palazzi presidiati dentro le garitte. Tra l’altro allora l’esercito era di leva e non costava tanto , oggi abbiamo un esercito di professionisti che mandiamo in giro in scenari di guerra a fare le forze di pace (sic!) e sarebbe forse spropositato ed eccessivo l’uso in tempo di pace in territorio nazionale. ma non sarebbe meglio e più efficace un centinaio di ragazzi della PS con gli attributi che si infiltrino, che indaghino, che facciano operazione di inteligence? In fondo parliamo di dare la caccia a gruppi di delinquenti di bassa lega che si atteggiano a mafiosi di rango. Cresciuti con il mito della cinematografia sulla piovra, con libri, giornali e con le trasmissioni dal sapore sinistro che hanno contribuito al sogno del nuovo miracolo mafioso per decine e decine di giovani impregnati di sub-cultura- In fondo sono rimaste vittime della mitizzazione di un fenomeno distorto e non reale, a pensarci bene i primi ad essere fregati sono proprio gli affiliati che incendiano, che fanno estorsione e che vengono puntualmente arrestati. No proprio adesso che la mafia militare è stata sconfitta i militari stiano nelle caserme. semmai poniamoci il problema di come arginare il fenomeno innescato dagli arresti e dal successivo mantenimento delle famiglie dei mafiosi per il tramite delle estorsioni. come rompere questa spirale?. E poi cribbio un po’ di certezza della pena, un estorsore è fuori in due/tre anni e poi ritorna in circolazione in minicar!!! Aboliamo il reato specifico dell’associazione mafiosa e perseguiamo i reati contro la persona e la proprietà con pene più certe. Ad AL Capone, gli americani, lo hanno arrestato e fatto fuori per evasione fiscale!!! qui da noi un pentito reo confesso di tentato omicidio lo hanno scarcerato perchè non riuscivano a dimostrare in tribunale il vincolo associativo, sembra una barzelletta ma è verità la vittima predestinata era l’On. Lumia componente della Commissione antimafia . ironia della sorte lui che studio la questione da anni vedere fuori quello che lo voleva fare fuori e che si era pentito confessando il tutto. Qui qualcosa non funziona e l’esercito non risolve il problema semmai lo aggrava.

    15. gaex:

      Lo sapete che in svizzera, una volta finito il servizio militare, l’arma d’ordinanza viene portata a casa.

      Cosi ogni cittadino svizzero ha l’arma con cui ha fatto il militare, pronta ad utlizzarla.
      Io credo che in un paese con questa usanza a nessuno verrebbe in mente di inporre niente a nessuno.

      Perche ci sarebbe subito una risposta,la libertà è sacra in questo paese, e non si scherza.

      Vedi siciliaradicale, la mafia si difende da sola, ma a te e a me e a tanti altri chi ci difende?

      L’esercito e l’intesficazione dei controlli da parte dei militari, porterebbero via alla mafia il controllo del territorio,che lo controlla molto meglio di tanti sindaci,e di tante casernme di polizia e di carabbinieri.

    16. gaex:

      E’ difficile combattere contro chi, non ha niente da perdere.

    17. L'Altra Sicilia:

      300.000 euro per parlare di mafia: chiesta una commissione d’indagine
      ———————-
      Con una durissima e circostanziata lettera inviata al Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Osservatorio permanente per la tutela dell’immagine della Sicilia e l’Associazione di diritto internazionale L’Altra Sicilia hanno chiesto che venga disposta un’inchiesta amministrativa sul finanziamento ottenuto dal prof. Girolamo Lo Verso per una ricerca sulla psicologia della mafia.

      La mafia dei padrini e dei picciotti, arcaica che esiste solo nell’immaginario dei professionisti dell’antimafia. Non potendo parlare della mafia, quella del terzo millennio, potente, che ha un giro d’affari annuo pari ad una finanziaria dello Stato, perchè impenetrabile, inserita nel contesto economico finanziario, politico nazionale ed internazionale, la mafia dei colletti bianchi che si insinua silenziosamente all’interno delle amministrazioni e che ha sopraffatto l’arcaica organizzazione che ci vogliono ancora mostrare come viva, i professionisti dell’antimafia ripropongono per la loro esistenza deviazioni locali di delinguenza e di prevaricazione che hanno terreno fertile in aree dove lo Stato è assente.

      In particolare l’Osservatorio e l’Associazione hanno rappresentato la vacuità della ricerca in quanto tale che nulla ha novellato di quanto già noto attraverso la lettura dei quotidiani, delle riviste ed appreso da inchieste giornalistiche televisive.

      Si chiede inoltre al Ministero di accertare come sia stato possibile accettare, finanziare e definire di rilevante interesse nazionale una ricerca sul nulla. Sciascia molto tempo fa ha gridato al mondo che nel nome della Mafia vivono e prosperano tante antimafie e professinisti dell’antimafia.

      Tanti, troppi professionisti dell’antimafia, soprattutto siciliani, sopravvivono grazie solo ai finanziamenti pubblici buttando continuamente addosso alla Sicilia ed ai Siciliani fango e vergogne.
      E’ ora che qualcuno intervenga per mettere fine al paradosso tipicamente italiano di vivere parlando di mafia.

    18. L'Altra Sicilia:

      Non dimenticate: la mafia è “italiana”! La mafia è al servizio della sottomissione della Sicilia all’Italia.

      La mafia tutela sì taluni sporchi interessi locali, ma con il benestare sostanziale del sistema politico italiano e delle sue ramificazioni partitiche in Sicilia. Così sarà vana, addirittura fuorviante, la lotta alla mafia se concepita -come piace ai professionisti dell’antimafia, soprattutto della “sinistra” nazionale, che hanno fondato su questo la loro fortuna politica- come fatto puramente siciliano, non ultimo perché si fa passare un messaggio (errato) subliminale che la “mafia è siciliana”, disponendo favorevolmente nei suoi confronti l’opinione pubblica alla quale si dice in sostanza “o abiuri la tua sicilianità o abiuri la mafia” e non è detto che tutti vogliano abiurare la seconda. Diverso sarebbe se si capisse che la mafia è un “prodotto d’importazione”, messo al potere da Garibaldi nel 1860. Il mafioso apparirebbe subito per quel che è, un volgare criminale o un patetico “ascaro”, e sarebbe immediatamente isolato.

      Ricordate il famoso terzo livello?

      Ormai è chiaro come il sole e confermato anche da talune sentenze, ma è tabù parlarne, perché si infrangerebbe il mito dell’Italia “pulita” e della Sicilia “mafiosa” su cui si fondano gli equilibri tra Sicilia e Continente dal 1860 ad oggi e i relativi ruoli identitari assegnati.

      Ai Siciliani non resta che prendere atto che c’è chi li vuole mettere a tacere, per poi infamarli nel mondo come se non bastasse.

      Fate la prova, ai quattro angoli della terra, a dire prima che siete italiani (sorrisi, pacche sulle spalle, luoghi comuni su mandolino, pizza e “rinascimento”) e poi ad aggiungere siciliani (allora si fanno seri e vi dicono “mafia”). Proprio a noi, che la mafia la subiamo dagli italiani da centocinquant’anni, tocca pure quest’onta…

      L’attuale classe politica dirigente della Regione Siciliana è, anche quando non personalmente coinvolta, la migliore referente politica per il sistema di Cosa Nostra. In una parola anche l’uomo della strada sa che la mafia vota e fa votare soprattutto per Forza Italia e per l’UDC.

      Quale l’alternativa allora? Se anche nell’opposizione di centro-sinistra non mancano episodi di contaminazione, di inquinamento, qual è il vero male oscuro che impedisce la formazione di una classe poltiica nuova?

      Questo male sta nella subalternità politica alla Penisola che causa incapacità di progettazione autonoma dello sviluppo siciliano. Viceversa un’alternativa siciliana, non potendo dipendere da protezioni o trasferimenti dal Continente, non può che puntare su un sano sviluppo autonomo e, quindi, sulla depurazione dell’economia e della società dai gruppi di potere malavitosi a cui l’Italia ci ha consegnato.

      Forse, con tutta la mafia che c’è in Cina o a Singapore, qualcuno descrive quei posti come il paese della mafia? Forse Napoli, con tutta la mafia che c’è (anche se chiamata camorra), è chiamata la “città della mafia”? No! Assolutamente no! Ma Sicilia = Mafia è un assioma, un postulato del quale la pubblicistica italiana non sa fare a meno.

      La conclusione è che la vera mafia è a Roma e che i Siciliani farebbero bene a stanarla lì e a voltare le spalle per sempre a quelli che (altro che “primule rosse”!) non sono che schiavetti del potere romano con le mani grondanti di sangue i quali, sempre col consenso di Roma, sono stati e sono latitanti per tanti anni.

    19. Angela:

      @Gaex!
      Ma tu pensi che avendo un’arma in casa ci metteremmo a sparare al nemico?

      Combattere sul serio la mafia, significa sì combattere la delinquenza generica.
      Ma significa soprattutto combattere la possibilità che qualcuno abbia qualcosa che NON GLI SPETTA, che qualcuno ottenga ciò che dovrebbe essere DELLA COMUNITA’, che qualcuno abbia la possibilità di chiedere ed ottenere denaro pubblico che dovrebbe servire per TUTTI NOI.

      E contro questi reati cosa pensi potrebbe fare l’esercito?

      Basterebbe solo invece che si mettessero in atto I CONTROLLI che tanto mancano: controlli su “dove vanno a finire i finanziamenti”, controlli sui lavoratori in nero, controlli sui finti disoccupati (che invece magari sono esattori), controlli sui finti assunti, controlli sulle strade, chi le percorre, chi commette infrazioni, cosa porti sulla tua auto, e via discorrendo. E d’altra parte anche: controlli sui posti di lavoro, negli uffici, su dove sono gli impiegati quando non li si trova, se compiono il loro lavoro e il loro dovere, etc etc etc…

      Questa sarebbe la maniera di soffocare mafia e delinquenza!

      Ma se qui invece ognuno è libero di andare, fare, disfare, disporre come crede, cosa pensi che se ne facciano molti di questa illimitata libertà??

      Non immaginare mafiosi in casolari di campagna. Pensali in ufficio, in negozio, in banca, nei palazzi, in giro. Sono tutti in giro, ti assicuro. E non hanno contrassegni.

      Come dice bene SiciliaRadicale, Al Capone lo hanno preso per evasione fiscale.
      Qui del resto se ammazzi 4 ragazzi ti fai solo 6 anni in residence! Figurati se rubi o estorci…

      @L’altra Sicilia:
      Eccome se avete ragione!

    20. gaex:

      L’Altra Sicilia:

      Ma lei è fissato, e pure un po sprovveduto, ma perche non indaga sulle collusioni fra mafia e politici,e mi publica una ricerca su quanti soldi la mafia fa perdere alla sicilia, a parte il valore della liberta di un popolo.

      Cosi dicendo mi fa pensare che è dalla parte dei mafiosi.

      Lei è un altro di quelli che afferma che la mafia non esiste?

      Prima di parlare di popolo siciliano e di sicilia come una delle terre piu belle del mondo, si rende conto che alla fine quello che scrive, è una mancanza di rispetto verso, chi tutti i giorni deve sopportare il peso di un oppressione che si chiama mafia e non certo come tante volte , lei ha affermato stato italiano.

      Guardi che lei deve riflettere bene.

      Lei parla dei coletti bianchi, e da dove arrivano i soldi, e da dove arriva il controllo del territorio, da dove arriva la non libertà di mercato che cè in sicilia, calabria, campania, e ormai i quasi tutta l’italia ormai?

      Mi spieghi la cocaina chi la vende.
      Mi spieghi il pizzo chi lo chiede.
      Mi spieghi le bomebe chi li mette.
      Mi spieghi chi ammazza chi alza la testa.
      Mi spieghi chi minaccia.

      Mi spieghi per favore.

    21. Angela:

      @L’altra Sicilia:
      mi riferivo al commento 21., quando dico che avete ragione.
      Sul commento 22. in realtà ho alcune (grosse) perplessità….

    22. gaex:

      Cara angela quando un delinquente meschino si presenta davanti un negoziante, davanti un industriale, e semplicemnte gli chiede delle percentuali sul suo lavoro, se quello gli potesse rispondere a tono, credimi il vigliacco ci penserebbe 10 volte.

      Ma siccome sa che il malcapitato non ha possibilita, alcuna di potere reagire, gli mette i piedi in testa.

      Se denunciare questo stato di soce al commerciante deve significare vivere una vita da recluso, mentre il picciotto che ha denunciato, cammina industurbato per le strada, io mi sto buono e zitto.

      Come bene dici tu:
      “Qui del resto se ammazzi 4 ragazzi ti fai solo 6 anni in residence! Figurati se rubi o estorci…”

      Appunto che non c’è giustizia, che mi si dia la possibilità di farmela da solo.

    23. L'indolente:

      Pensando al tema posto in discussione ed a chi a fatto la proposta dell’invio dei militari, non avendo parole neanche per commentare l’inutile idiozia, prendo in prestito questa citazione trovata navigando nella rete.
      ____________________________

      “Una stupida coerenza è l’ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi. Con la coerenza una grande anima non ha, semplicemente, nulla a che fare. Tanto varrebbe che si occupasse della sua ombra sul muro. Dite quello che pensate ora con parole dure, e dite domani quello che il domani penserà con parole altrettanto dure, per quanto ciò possa essere in contraddizione con qualunque cosa abbiate detto oggi.”
      [Ralph Waldo Emerson, Fiducia in se stessi]

    24. L'indolente:

      Che si portino via anche i militari di stanza in Sicilia. Alla fine i Carabinieri sono un esercito di occupazione coloniale che non si è ancora ritirato in Piemonte, ed è dal 1860 che sono qui. Ora ci vuole meglio gli sceriffi eletti come in America.
      Forse domani mi pentirò e la penserò in modo opposto ma adesso qui ed ora questo mi viene da dire. Domani si vedrà.

    25. eusebio:

      Ho l’impressione che questo, dell’esercito, sia un tema che qualche partito voglia cavalcare per fare sensazione e proseliti, perdendo, però, di vista quali siano, a mio sommesso avviso, le vere misure che dovrebbero essere adottate per sconfiggere non la mafia (perchè la mafia non la sconfiggi con l’esercito e l’esprerienza dei Vespri ce lo insegna),ma la microcriminalità: più poliziotti di quartiere; pene più severe per reati cosiddetti minori; e quindi, cetezza della pena;più asprezza nel contrastare il fenomeno, spesso genitore di micro delinquenza, della dispersione scolastica;maggiore presenza delle istituzioni nei quartieri a rischio(tipo Brancaccio);maggiore diffusione della cultura della legaltà; una politica dell’occupazione più efficace; ecc, ecc…
      Se poi, qualcuno mi spiega come l’esercito riuscirebbe a sonfiggere la mafia, come riuscirebbe a evitare che qualcuno enrti in un negozio a chiedere il pizzo, come riuscirebbe ad eliminare l’intreccio tra mafia, politica e mondo della finanza, come riuscirebbe a catturare qualche latitante, come riuscirebbe…fate voi,se qualcuno,dicevo, me lo spiega ritiro il mio commento.

    26. Ferdinando:

      No ad un’altra invasione della Sicilia dagli italici. Lo statuto speciale per l’autonomia della nazione Siciliana da il controllo di tutta la Polizia in Sicilia alla regione(nazione)Siciliana con a capo il Presidente Siciliano. I veri Siciliani non staranno fermi e saranno ai porti e aereoporti a fermare questa invasione. La forza del Vespro li fermira`!!!!!!!!!

      http://www.neoborbonicisicilia.it/

    27. Il Vespro:

      Il vespro sara` con Ferdinando ai porti ed aereoporti a fermare l’esercito d’invasione italico!!!!!!!!

      http://laurentius.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/42475/La%20nuova%20Europa.png

    28. Angela:

      E poi è semplice: una Sicilia ricca, occupata, fiorente non darà mai spazio alla mafia.

      Diamo benessere alla Sicilia!

    29. Il Vespro:

      Angela…..Una Sicilia libera con la propria Polizia ci dara`ricchezza e prosperita`. Viva la nazione Siciliana!!!!!!!!!!!!

      http://loradelvespro.blogspot.com/2007/10/se-il-sud-fosse-uno-stato-indipendente.html

    30. eusebio:

      FINITELA CON QUESTA SUDDIVISIONE IDEOLOGICO- TERRITORIALE E CON PROCLAMI ALL’IDENTITà ISOLANA E SIMILI. LA SICILIA E L’ITALIA SONO UN’ UNICA COSA. IO MI SENTO SICILIANO TANTO QUANTO MI SENTO ITALIANO. NESSUNA INVASIONE, NESSUNA IDENTITà REGIONALISTA CHE SI PONGA IN CONTRAPPOSIZIONE CON GLI “ITALICI”. QUESTO è IL MIO PENSIERO, ANZI è QUELLO CHE SENTO DENTRO!
      SE, INVECE, PARLIAMO DI UTILIZZARE E OTTIMIZZARE STA BENEDETTA AUTONOMIA, INTESA SOLO COME AUTONOMIA STATUTARIA, ALLORA POSSIAMO ESSERE D’ACCORDO.

    31. L'indolente:

      cara Angela aggiungerei alla tuo chiusura “Padoa Schioppa” permettendo.

      SCHIOPPETTATECI TUTTI

    32. L'Altra Sicilia:

      x Angela -

      Mafia - Consulenza medica per Mercadante

      PALERMO - Saranno due medici dell’ospedale “Gemelli” di Roma, lo psichiatra Gino Pozzi ed il medico legale Antonio Oliva, ad effettuare entro dieci giorni la perizia clinica sull’ex deputato regionale di Forza Italia, Giovanni Mercadante, accusato di associazione mafiosa. Lo ha stabilito la seconda sezione del Tribunale presieduta da Antonio Prestipino, che ha conferito ufficialmente gli incarichi stabilendo la scadenza del 18 ottobre per il deposito della perizia.

      Mercadante si trova attualmente agli arresti ospedalieri presso una struttura sanitaria di Roma, perché affetto da una grave sindrome ansioso-depressiva.

      La Sicilia - 08/10/2007
      ***********************************
      Sappiate che la Regione Siciliana è stracolma di inquisiti ma non fanno nulla per buttarli fuori.
      IL PESCE PUZZA DALLA TESTA e le nostre chiacchiere, fin quando resteranno chiacchiere, non servono proprio a nulla anzi diamo loro delle idee per trovarsi una onorabile via d’uscita.
      A questo servono i blog che alcuni lestofanti, non certo tutti, hanno aperto non per redimersi ma comu fari per fotterci ancora…
      ********************************

    33. GEDA:

      quindi “l’altra Sicilia” pensa che la Borsellino é al servizio degli “Italiani” che gli avrebbero ammazzato il fratello!! bah ho qualche dubbio

      penso che state esagerando

    34. SiciliaBeddaMia:

      Eusebio u spagnolu. la nazione millenaria Siciliana esiste. Esiste anche il suo popolo Siciliano. Noi siamo i veri Siciliani non colonizzati. Purtroppo in Sicilia ci sono i pseudo siciliani colonizzati come te. Viva la Sicilia!!

      http://ilconsiglio.blogspot.com/2007/10/provate-censurare-questo.html

    35. L'indolente:

      eusebio a me stanno simpatici, in fondo dicono la verità. Non dirmi che una Sicilia nazione , neutrale e porto franco del mediterraneo, insomma una grande Malta non non ti piacerebbe. Non riesci a vedere un futuro fuori dall’Italia? non pensi che in quanto Stato Autonomo le politiche di marketing territoriali fatte dell’Irlanda da noi sarebbero attuabili, cosa che allo stato attuale non è possibile per la palla al piede del Mezzoggiorno D’Italia? e che dire dell’ultimo capitolo del ponte? Io ti dico che dovremmo rispondere platealmente ! Non passano 10.000 cavi per il Ponte? allora neanche 5 cavi per l’energia elettrica di cui siamo produttori ed esportatori. Qui produciamo l’energia ( a caro prezzo ambientale e sociale) e loro producono le 500 con l’aria condizionata nelle fabbriche e poi rompono i cogg.. con la storia dell’assitenza. ma quante persone conosci che prendono la cassa integrazione quando i carciofi o i broccoli o le arance non si vendono o si vendono senza ricavo?. Eusebio sono d’accordo che il vecchio separatismo e la 55° stella degli USA non và ma non dirmi che un rafforzamento e completamento dell’autonomismo non è doveroso. Che fine ha fatto l’Alta Corte di Giustizia Amministrativa?

    36. SiciliaBeddaMia:

      @L’indolente.. grazie per aver mostrato il suo orgoglio Siciliano!!!

      No all’esercito!!

    37. L'indolente:

      ritengo che il riferimento a Mercadante sia fuori luogo. E la sicilia è cosa diversa della calbria dove si trova il 50% di deputati inquisiti. Per me mercadante o altri compreso cuffaro sono dei siciliani per bene fino a prova e sentenza contraria e non è la giustizia deviata italiana nei confronti del popolo siciliano che mi farà cambiare idea. Non sono i siciliani che devono dimostrae che sono innocenti sono gli accusatori che devono dimostrare che sono colpevoli. Altra Sicilia informati bene su Mercadante, nel mio blog ci sono un paio di articoli che dovresti leggere attentamente. E informati pure sullo stato della giustizia in italia.

    38. EuropaUnita:

      Certe affermazioni, in italiano scandaloso, mi fanno pensare che la Sicilia sia il cancro dell’Italia. Lo dico da siciliano per niente fiero di quello che siamo e scandalizzato dal fatto che potremmo essere veramente diversi.

      L’Esercito Italiano dovrebbe essere dispiegato in tutte le regioni del Meridione d’Italia, nelle quali il principio dell’autogoverno ha ceduto il posto al principio del “futti-futti-ka-u-signuri-pidduna-a-tutti”.

      Le preoccupazioni del Presidente del Senato, Franco Marini, sono fondate (vedi Corriere della Sera del 7 ottobre): fra poco ai politicanti la gente comincerà pubblicamente a sputargli addosso.

      E per un nugolo di mezzecalzette e scansafatiche, la democrazia italiana andrà a farsi fottere.

      La Sicilia, in questo, ha un ruolo di grave compartecipazione alla distruzione del Paese. Dovremmo vergognarci, fare ammenda, e ripristinare il buon senso, invece che rivendicare indipendentismi fondati sul nulla: abbiamo leccato il culo a tutti, negli ultimi 3000 anni, perché siamo collettivamente incapaci di essere seri.

      Se non fossimo immersi nel Mediterraneo - con tutte le conseguenze geostrategiche che ne conseguono - gli italiani (per loro fortuna) ci avrebbero mandati al quel paese da tempo e gli arabi avrebbero fatto dei nostri orgogliosi culi carne da macello, senza “sputazza”.

      Auguri.

    39. L'Altra Sicilia:

      x europa unita

      non risponderemo alla tue italiote provocazioni fino a quando non firmerai con il tuo vero nome.

      Penso che sia giusto sapere con chi si sta dialogando Non credi?

    40. L'Ingegnere Volante:

      EuropaUnita, non trova di meglio che offendere il proprio stesso popolo? Perché non se la prende con altri popoli che hanno trasformato il mondo in un bagno di sangue, come gli inglesi o gli americani? Vogliamo parlare dei russi, con il loro beneamato comunismo? O dei cinesi? O dei tedeschi con il nazismo?

      Ma mi faccia il piacere! La propaganda mass-mediatica è arrivata ormai a insinuare anche nelle menti dei siciliani l’ultimo pregiudizio ancora possibile, cioè offendere il siciliano!

      Lei comunque ammette, con la sua ultima frase, che noi serviamo agli italiani. E che non servissimo a loro serviremmo a qualcun’altro… forse alla fine ha avuto un minimo di lucidità:

    41. L'Ingegnere Volante:

      … Mi scusi, mi è scappato il “Submit”.

      Volevo chiudere dicendo: Lei comunque ammette, con la sua ultima frase, che noi serviamo agli italiani. E che se non servissimo a loro serviremmo a qualcun’altro… forse alla fine ha avuto un minimo di lucidità: si tratta comunque di un buon segno!

      Comunque, complimenti per il registro “aulico” del suo intervento, soprattuto quando parla ciò che ci avrebbero fatto gli arabi.

    42. Claudio Fazio:

      Esercito?assolutamente no!!A parte che rovinerebbe l’economia dell’isola, e poi che siamo l’Iraq?Come già hanno detto in tanti ci sono polizia e carabinieri che invece di stare in ufficio a prendersi il caffe sulla loro bella poltrona devono agire e rimboccarsi le mani.L’esercito non risolverebbe un bel niente.Dobbiamo essere noi siciliani di tutte le classi e l’età a combattere questo cancro che ci distrugge da un secolo e mezzo.La mafia si batte con l’azione dei siciliani.

      A tutti quelli che vogliono l’esercito in Sicilia

      Le parole di Pietro Grasso,presidente anti mafia:

      “L’esercito in Sicilia sarebbe una sconfitta per lo stato.”

    43. Claudio Fazio:

      “presidente anti mafia:”
      Scusate volevo dire presidente nazionale anti-mafia.

    44. CICERI`:

      europaunita? Ma che dice?? Il Popolo Siciliano aveva l’esercito e marina navale piu’ potente dell’europa dal 1100 fino ai 1400. La flotta Siciliana salvo il Re di Sicilia e Aragona quando l”aragona-Catalonia fu invaso dagli eserciti del re di francia e dal re di napoli angioino. La flotta Siciliana distrusse le due flotte francesi-angioini che avevano formato il blocco navale della spagna e ribaltando le sorte della guerra a favore del Re di Sicilia che stave per perdere le sue terre d’aragona-catalonia. eu.. prima che apri la bocca leggi la storia se non vuoi essere preso per uno stupido e pensi al tuo culo

    45. riki:

      Credo che sia arrivato il momento in cui qualcuno si fa carico di compilare un
      ELENCO DI ATTIVITA’
      da fare svolgere all’Esercito.
      Inizio io
      1.Militari in borghese a sorvegliare l’operato degli
      Operatori Ecologici.
      2.Militari che verificano i tempi di risposta
      telefonici delle chiamate a Enti Pubblici
      di qualsiasi natura.
      3.Ispezioni a sorpresa nei posti di lavoro pubblico
      per verifica delle presenze
      4.Militari in divisa che stazionano nei luoghi
      piu’ intensamente frequentati dai Turisti
      al fine di prevenire atti di microcriminalita’
      5.Militari che verificano i tempi di espletamento
      delle pratiche relative al Welfare,ETC.
      6…………………….
      7.etc. etc. continuate Voi
      QUANDO MI DIMOSTRERETE CHE QUESTE E SIMILI
      ATTIVITA’ POSSONO ESSERE FATTE
      E VERRANNO FATTE
      DALLE FORZE OGGI IN CAMPO,
      ANCH’IO DIRO’ NO ALL’ESERCITO.

    46. Angela:

      L’Altra Sicilia:
      Sorry, quelle citazioni che mi portate ad esempio, non suscitano in me ciò che vi proponete.

      Non credo nella giustizia italiana, non ci credo dal profondo, e con dati di fatto. La giustizia italiana è asservita ad un disegno politico, ha uno scopo e lo persegue. Vi basti applicare un po’ di raziocinio (e vedo che ne avete tanto) ogni volta che il CSM si esprime. Considerate con lucidità le sue esternazioni.
      Fate caso se è razionale e se risponde a criteri di Giustizia vera, opporsi alla separazione di carriere, che dovrebbero per definizione esser separate: quelle del magistrato ACCUSATORE e quelle del magistrato GIUDICANTE. Ritenete sia giusto, onesto, a favore di un esame sereno, la possibilità che si svolga una volta un compito d’accusa e l’altra un compito di valutazione sulla stessa accusa?

      A proposito poi di inquisizioni di colletti bianchi e politici, vi siete mai chiesti come mai in Italia le pene per i reati amministrativi (corruzione, concussione, falso etc.) (che, per carità, non voglio sminuire in gravità) siano così smisurate rispetto ai reati contro la persona?
      Per fare un esempio: hanno comminato 6 anni e spiccioli al Rom che ha ucciso i 4 ragazzi, poi condannano per corruzione qualcun’altro, non so, a 20 anni. Oppure non so 15 anni per corruzione e 2 anni per stupro, violenze, etc. Faccio esempi, ma mi baso su sproporzioni reali, applicate centinaia di volte. Vi sembra qualcosa di accettabile? Sono ben applicate le leggi secondo voi in Italia? O state seguendo l’onda giustizialista perchè fa trend, o perchè fa voti?

      Non parliamo poi di cosa riportano i giornalisti, quando vogliono fare processi mass-mediatici (la pelle) a qualcuno…

      No No, non parlatemi della giustizia in Italia…

    47. Angela:

      Europaunita……………
      sono senza parole! scusi, ma che ci fa ancora in Sicilia?

    48. Angela:

      Riki:
      ci sono tante di quelle persone che percepiscono lo stipendio “ammàtula” in Sicilia, che se si alzassero dalla loro brava “siggitiedda” e si mettessero finalmente a guadagnarselo, forse potrebbero riscattarsi dal girone degli ignavi (o nullafacenti).
      Quei compiti, molti dei quali coincidono con le attività che anch’io ho segnalato come assolutamente utili, DEVONO essere svolte da persone che PAGHIAMO già, con le nostre tasse.
      Finiamola co st’esercito, dai….

    49. Il Vespro:

      @ ciceri`…. grazie per il link sull’ammiraglio Siciliano Ruggero di Lauria.. sono orgoglioso di essere Siciliano….NO all’esercito d’invasione italico. SI all’esercito e Flotta Siciliana!!!

    50. riki:

      Angela
      si,ma cerca di analizzare come si fa a sistemare
      queste situazioni.

    51. SiciliaBeddaMia:

      @ ciceri…ma come mai la maggioranza di noi Siciliani non siamo a conoscenza dei nostri grandi eroi come l’ammiraglio Ruggero di Lauria… Dobbiamo dettare noi Siciliani come si insegna la nostra storia nelle nostre scuole Siciliani agli alunni Siciliani.

      NO all’esercito dell’oppressore italico!

    52. Claudio Fazio:

      Per tutti quelli che vogliono l’esercito.
      Quando e venuto l’esercito in Sicilia dopo la morte dei due giudici Falcone e Borsellino cosa è cambiato?Nulla.Non capisco perchè dovremmo Chiamre l’esercito per qualche mese o qualche anno e poi la situazione ritorna alla normalità.L’esercito non serve a nulla.Mettetevelo in testa.Ripeto che dobbiamo essere soltanto NOI SICILIANI a prendere le dovute considerazioni e incomiciare ad agire.Dobbiamo cambiare la nostra mentalità e rimboccarci le maniche.E poi scusate ma il presidente della regione siciliana non ha fra i suoi poteri di costituire un nuovo esercito che difenda l’isola?

      @Europaunita
      Usa il cervello prima di parlare.Non credo che noi siciliani siamo messi così male come dici te.Per fortuna non siamo tutti cosi pessimisti e disfattisti come te.O altrimenti saremmo tutti allo sbando.

    53. riki:

      Angela
      come vedi,come al solito,bravo chi ci capisce qualcosa.
      Alla fine tutto resta come prima :
      chi vuole ammazzare ammazza
      chi vuole scippare scippa
      chi non vuole lavorare,e’ liberissimo di farlo.
      chi fa atti vandalici,continui pure.
      chi fa la fila abbia un altro po’ di pazienza
      (e nell’attesa non dimentichi un buon libro).

    54. Claudio Fazio:

      @Siclia bedda
      Di mettere il siciliano,la cultura siciliana e la nostra storia nelle scuole l’ho diciamo da molto tempo e credo che sia stato proposto in parlamento.Poi se l’anno fatto i sardi non vedo perchè non lo possiamo fare noi.

    55. Claudio Fazio:

      “Poi se l’anno fatto”
      Scusate mi sono dimenticato la h davanti a “Hanno.”

    56. Angela:

      Riki:
      commento 58.
      Ecco che mi diventi disfattista.
      Guardare la realtà senza reagire: è questa la peggior colpa!

    57. riki:

      questo e’ un tema talmente qualunquistico che
      ognuno puo’ dire la sua.
      Io valuto inutile questo Post .
      finche’ non emergono con chiarezza i COMPITI
      che verrebbero affidati all’Esercito
      nel caso di un suo intervento.

    58. riki:

      Angela
      MA COME FAI A SCIVOLARE PURE TU NELL’EQUIVOCO ?
      Io sostengo che c’e’ una alternativa :
      1.O si attiva il Governo Siciliano con i Poteri e le Forze di cui dispone e cambia le cose
      2. Oppure prima o poi ALTRI saranno costretti
      ad inviare l’Esercito.
      ******************************************************
      Comunque il clima del Post non mi piace
      perche’ noto commenti aggressivi (non Tuoi)
      verso quelli che si pronunciano in un modo o nell’altro

    59. Angela:

      @ L’indolente:
      commento 39.
      !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      Quoto tutto 2 volte!

      PRESIDENTE, ribadisco, secondo me i Siciliani, elettori ed eletti, Istituzioni in testa, dovrebbero chiedere a gran voce (per cominciare) 2 cose allo Stato italiano, subito:
      1) l’alta velocità o almeno un ammodernamento dignitoso delle Ferrovie Siciliane, strade ferrate e mezzi di trasporto;
      2)il ripristino dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto (in cui lo Stato metterebbe una piccola aliquota del costo complessivo), quindi non pianga miseria!

      Facendo pesare qualunque elemento che sia a nostro vantaggio, colpi bassi inclusi…

      Manifestazioni, referendum, petizioni, tutto avrebbe certamente successo.

    60. Marco B:

      …esco dal tema…ho visto il video del presidente su Opinion Leader…divertente la battuta…speriamo che questa sua attenzione a internet si trasformi in fatti.

    61. Claudio Fazio:

      I due punti di angela sono buoni.

    62. GEDA:

      quoto il commento n 49. di riki.

      proposte che meriterebbero un ulteriore approfondimento/ampiamento.

    63. Ruggero:

      Bravo a Ciceri` per il sito su l’ammiraglio Ruggero di Lauria

      No all’invasione italica.

      SI all’esercito e flotta Siciliana

    64. Giuseppe M.:

      Scusa europa unita!!!
      La domanda sorge spontanea..
      Ma l’Europa è davvero unita??
      A mè sembra di no, forse è unita solo perchè abbiamo la stessa moneta, ma di altro non vedo nessun unione, anzi.
      Ti voglio ricordare, che quando vai in giro in Sicilia magari apri gli occhi e guardi tutto cio che ti circonda, oltre qualche cumulo si spazzatura, per fortuna sempre più raro, macchine in doppia fila, traffico disordinato, ci sono pure una serie di testimonianze storiche che parlano da sole che ti illustrano il nostro passato.
      Ti ricordo pure i nostri emigrati in tutto il mondo, che hanno contribuito in ogni paese occidentale, in cui sono stati ospitati, al benessere e allo sviluppo.
      I tuoi giudizi li davo pure io prima di studiare e fare ricerche su internet sulle cause del disastro in cui viviamo al sud. Magari ti compri un bel libro di qualche storico Siciliano ti consiglio Santi Correnti.

    65. gaex:

      Ma è mai possibile che su ogni argomento in ogni discussione, i pseudo siciliani,di questa chat, devono creare confusione e deviare ogni discussione costruttiva, che potrebbe crearsi.

      Siete italiani rassegnatevi.Ed essere siciliani è un altra cosa.

      @Angela

      E’ proprio perche esiste la mafia, che la sicilia è nelle condizioni in cui si trova.

      E’ il giogo della mafia che incapretta i giovani brillanti e tutte le energie, della tua amata terra.

    66. rrusariu:

      Sig. Gaex
      Quando il governo italiano riconoscerà di aver bombardato Palermu nel settembre 1866 per reprimere tanti Siciliani che chiedevano ciò che anche in questo sito chiediamo dopo 140 anni, allora potrò dirmi italiano.
      Ma fintanto si nascondono le stragi, e non solo Portella, non ci sentiremo mai italiani.
      Cmq Gaex & europaunita cercate, se siete veramente Siciliani, di togliervi i paraocchi.
      Spero che come me siate emigrati altrove e vedere altre realtà.

    67. gaex:

      @rrusariu:

      Credimi è una discussione cosi sterile, i paraocchi sono quelli che non ti fanno vedere, cosa la sicilia che tu tanto ami, o dici di amare ha veramente bisogno.

    68. gaex:

      @EuropaUnita:

      E’un parlare amaro il tuo, ma che non posso che condividere.

      Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità.

      Questa frase racchiude quello che finora sono stati i siciliani.

      Il riscatto dovrebbe partire da qua ma vedo che in questo blog pochi la pensano così.

      Poi sta cosa dell’orgoglio siciliano è un’ assurdità posta nei termini letti.

    69. L'indolente:

      @ Gaex
      concordo quando affermi che “Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” e ne condivido la battaglia e anche la mia.
      Ma io ritengo anche che:
      Un popolo che subisce la malaburocrazia è un popolo senza dignità;
      Un popolo che non onora i propri eroi è un popolo senza dignità;
      Un popolo che questua in campagna elettorale è un popolo senza dignità;
      Un popolo che non spezza le proprie catene , qualunque e quante esse siano è un popolo senza dignità e non merita la LIBERTA’.
      Io non appartengo ad un tale popolo. Io sono figlio di EUNO, e tutti i Siciliani sono miei fratelli!
      Non sai chi è Euno, se sei un Siciliano lo sai di certo ma voglio ricordare a me , a te e farlo sapere a chi non lo sà che ad Enna nel Castello dei Lombardi vi è una lapide con impresse le seguenti parole:” Duemila anni prima di Abramo Lincon liberasse l’infelice turba dei negri, l’umile schiava EUNO da questa sicana fortezza arditamente lanciava il grido di libertà per i compagni di sventura suoi, il diritto affermando di ogni uomo a nascere libero ed anche liberamente morire”. Il significato del gesto è stato rappresentato, nel 1960, con la posa di una statua in bronzo che raffigura un uomo con le mani tese verso il cielo con ai polsi le catene spezzate.
      E se ancora vene fosse bisogno aggiungo pure che a me “La mafia mi fa schifo” ed ai miei fratelli pure. Ai Siciliani la mafia gli fa schifo e la subiscono.

    70. gaex:

      L’indolente:

      ache io concordo con questo spirito.
      Uno spirito di riscatto anzi e questo il vero sprirto di un riscatto siciliano.

    71. Adelaide:

      NON C’è PIACERE, IL PUNTO DI VISTA E’ QUASI UGUALE X TUTTI. SIAMO TUTTI D’ACCORDO. LA MAFIA FA SCHIFO. E L’ESERCITO IN SICILIA E’ UNA STR…AMBATA. Perchè non parliamo delle ville del Sig. Grillo??

    72. gaex:

      Grillo li ammazza stecchiti, usa grillo spray per un disinfestazione del parlamento italiano.

      Questa settimana si fa il 3×2.

    73. L'indolente:

      Grillo è il Wanna Marchi della rete, il suo non è più un blog, è un negozio di DVD e di Libri. E’ un genovese tirchiaccio, è sempre in mezzo a storie di soldi, di azioni, di diritti televisivi. Il Buffone ha pensato a questa Mandrakata del V-Day sicuramente per fare il gruzzolo ed estinguere il mutuo a tasso variabile della villa che saliva alle stelle. Si dietro non cè nessuno e niente si è solo inc… i grillini e gli ha fottuto i soldi.

    74. L'indolente:

      Grillo è il Wanna Marchi della rete, il suo non è più un blog, è un negozio di DVD e di Libri. E’ un genovese tirchiaccio, è sempre in mezzo a storie di soldi, di azioni, di diritti televisivi. Il giullare ha pensato a questa Mandrakata del V-Day sicuramente per fare il gruzzolo ed estinguere il mutuo a tasso variabile della villa che saliva alle stelle. Si dietro non cè nessuno e niente si è solo inc… i grillini e gli ha fregato e continua a fregare i soldi.

    75. Adelaide:

      Ciao L’indolente!!!bravoooo. Questo qua, che nn si lava e sembra un pezzente è ricco sfondato e mi vuol far credere che i politici sono da silurare? ma perchè lui????Ha le ville!!L’impresona di famiglia, i soldi non ha + dove metterli. SOLDI DI GENTE CHE PAGA PROFUMATAMENTE I BIGLIETTI DEI SUOI SPETTACOLI XKè CERCA LA VERITA’!!!LA vERITà!!!UNA SPECIE DI SANTONE!!E POI E’ RICCO SFONDATO! GRILLO, come si dice dalle mie parti: ma va lavati!o..va lievati…che è meglio!

    76. gaex:

      Naturalmente era una battuta, ma non so fino a che certo punt.

      buona notte

    77. rrusariu:

      Sig. Gaex
      io lo so cosa ha bisogno la Sicilia, lo sa senz’altro anche Gianfranco Miccichè, ma purtroppo siamo legati ad Italia che interessa solo a gruppi di potere e per loro la democrazia è solo la facciata per coprire le loro malefatte.

      Alla fine destra o sinistra non sono niente, come dire due cosche che fintamente si lottano ma che sotto sono d’accordo a spartirsi gli “affari”!!!!

    78. SiciliaBeddaMia:

      Bravo L’indolente, noi siamo figli di Cocalo, di Ducezio, di Euno, di Dionisio,di Gerone, di Archimede, di RuggeroI e II, di Federico II e III, di Ruggero di Lauria, di Ruggero VII, di Giuliano, di Aprile Finocchiaro, di Falcone, Di Borsellino. Noi siamo i Siciliani veri pieno dell’orgoglio d’un popolo fiero!!!

    79. melissa:

      e cu eranu ? :
      CRISPI
      LA MASA
      ROSOLINO PILO
      ORSINI
      FRATE GIOVANNI PANTALEO DI CASTELVETRANO

    80. Luca:

      Marco B. Ho visto pure io l’intervista nella mitica e storica trasmissione Opion Leader e concordo con te ma sono certo che il Presidente Miccichè voglia concretizzare.

    81. gaex:

      rrusariu:

      Ma non si può sempre dare la colpa dei nostri fallimenti, e delle nostre mancanze, all’italia, o non so a quale complotto, che tu sostieni,( non solo tu) per rendere la sicilia povera e pazz.

      Sta cosa del complotto è una fesseria.

      Il fatto che l’italia è un sistema che non funziona possiamo essere d’accordo e fare qualcosa, nel nostro piccolo.

      Il fatto la sicilia,funziona peggio della media delle regioni italiane è una grave colpa delle persone che vi ci abitatno che l’amministrano, faremo bene a noi e alla nostra terra se ne prenderemo atto.

      Se andiamo ancora dietro a sta cosa del complotto italo-massonico-piemontese contro la sicilia andremmo dietro a delle grandi fesserie.

      E non risolveremo un bel niente.

    82. GEDA:

      questi signori presunti paladini della Sicilia sanno ma non dicono: tutto ebbe inizio con fine del feudalesimo intorno al 1812. In quel preciso periodo, allorché apparsero le prime forme di capitalismo agricolo che la Mafia ebbe origine. quindi ben prima dell’annessione all’Italia. in quei 50 anni la Mafia già dominava i mercati del bestiame, il commercio dei limoni e agrumi nel palermitano, e minacciava e intimidiva i suoi concorrenti economici e politici; era collusa con l’aristocrazia e la politica. ed era già la politica. Chi soffriva allora come oggi é la popolazione civile.

    83. vivian:

      miccichè su opinion leader ? … rimandato a settembre!

    84. emily:

      vivian sono daccordo con te, ma almeno cominciamo a conoscere un pò di + questo presidente !

    85. Antonio:

      Caro Geda, visto che sei cosí informato, perché non ci indichi le prove di quello che stai dicendo?

      Che so, qualche riferimento al fenomeno mafioso anteriore allo sbarco di Garibaldi?

      Ne abbiamo sentite di tutti i colori sulle origini della mafia: gli arabi, gli spagnoli, il feudalesimo.

      Personalmente, l’unica traccia che ho trovato anteriore al 1860 é nei Promessi Sposi.

      Dacci le prove (con documenti dell’epoca, non con la carta igienica dei professoroni dell’Antimafia di oggi…) cosí che si possa chiudere questa discussione ed accettere di buon grado che l’esercito italiano venga a redimere noi, poveri terroni incivili.

    86. GEDA:

      Antonio la tua richiesta é fuori luogo. prima di questo commento ho sentito di tutto e il contrario di tutto, decine e decine di commenti a volte molto opinabili. Ho letto, mi sono fatto un idea di quello che leggevo e ho cercato altre fonti altrove per avere altri punti di vista. Non ho mai chiesto a nessuno in questo blog di portarmi le prove. mica siamo al tribunale e non sono nemmeno un pubblico ministero. Sei libero di credermi oppure no. Queste sono le conclusioni a cui sono arrivato.

    87. Francesco:

      Esercito? Si, ma non quello dipendente dal Ministero della difesa. Fatto invece delle centinaia di migliaia, dei milioni di siciliani onesti, pronti a mobilitarsi, tutti assieme per “sorvegliare” la propria terra, affrontare uniti la mafia in tutte le sue manifestazioni, lavorare uniti per migliorare le condizioni di vita, rafforzare il patrimonio sociale dell’Isola, non lasciar sole le vittime del racket, denunciare alle autorità competenti tutto ciò di cui sono a conoscenza diretta, senza cadere nella delazione, ma facendo sparire perfino dal vocabolario la parola “omertà”, anche quella che può nascere dalla paura, per sostituirla con la parola “onestà”. Superare i limiti dell’ideologia, che spesso avvelena gli animi, e procedere tutti uniti per cambiare, cominciando ciascuno da se stesso, dai propri comportamenti, iniziando finalmente a identificarsi come membro di una collettività capace di risolvere i propri problemi, senza affidarli ad altri, a poteri che per la loro stessa natura non possono conoscere e apprezzare in pieno il fenomeno. Non abbiamo bisogno di “cani da guardia” ( il paragone non vuole essere offensivo nei confronti dei militari)per difendere la Sicilia, se per primi non lo fanno i Siciliani. Dove sono andati a finire l’orgoglio, la fierezza di un popolo come il nostro? Possibile che si debba sempre abdicare affidando ad altri il nostro futuro? Farlo significa in un certo senzo accondiscendere all’esistenza della mafia ( alla quale molti o pochi si affidano per un effimero benessere che conduce verso il baratro). Diamoci una mossa, specialmente i più giovani, condanniamo con il nostro atteggiamento di ogni giorno, con l’azione, prima ancora che con le parole, un modo di essere, di comportarsi, scrolliamoci di dosso una servitù anche psicologica. Diamo vita a un nuovo esercito, non militare, di persone che non scendono a nessun compromesso e che tengano in alto il prorio onore. Non quello malinteso
      dei cosiddetti “uomini ‘onore”, che dell’onore non conoscono affatto il significato. Forza, ragazzi, date l’esempio, convincete tutti i vostri amici, i vostri conoscenti, se volete - come è giusto che sia - affermare con orgoglio di essere siciliani.

    88. Antonio:

      Geda,

      tutti i commenti sono opinabili, compresi i miei ed i tuoi, altrimenti sarebbero Sacra Scrittura.

      Comunque se tu con le cose che hai visto, che hai vissuto, che hai letto ti sei fatto questa idea bene. Semplicemente ti suggerisco di scavare un po meglio nella faccenda. Per esempio potresti iniziare appunto ri-leggendoti il primo capitolo dei Promessi Sposi: potresti notare tante cose di cui prima non ti eri accorto.

      Buono studio!

    89. D&G:

      blog / spot / opinion leader … il presidente miccichè è uscito dal letargo ???????

    90. Marco:

      MAFIA E DOPPIOPESISMO MEDIATICO

      (tratto da “INVIATI TROPPO SPECIALI”
      di Giuseppe Litrico (1975)

      In principio era la mafia siciliana. Anzi sol­tanto dell’Occidente siculo. Un autorevole roto­calco, anni fa, pubblicò persino una geografia della mafia i cui confini correvano netti da Nord a Sud nel cuore dell’Isola. Nessuno a quel tempo avrebbe immaginato il suo travalicare dai secolari confini e poi lo sbarco in Calabria e quindi via via la travolgente risalita della Penisola.

      A tanti cronisti del Nord non parve vero. O meglio, non si chiesero nemmeno fino a che punto fosse vero tanto dilagare mafioso. A loro bastava che qua e là fosse segnalato qualche epi­sodio criminale che implicasse una presenza mafiosa o semplicemente la facesse sospettare. A in­gigantire, a travisare ci avrebbero pensato loro.

      Nel frattempo anche la dialettica politica si appropriava del termine facendone un aggettivo per bollare le prevaricazioni, vere o presunte, de­gli avversari; un aggettivo truce ed evocatore di malefica, insondabile potenza.

      Per la stampa del Nord che ha spesso trattato gli avvenimenti meridionali con una superficiali­tà pari soltanto alla iattanza di certi suoi croni­sti, queste metamorfosi mafiose, vere o presunte, rappresentano altrettanti motivi per dimostrare che al Nord la criminalità cresce perché la mafia tira le fila dalla lontana Palermo; la mai abba­stanza vituperata Palermo che al Nord viene im­maginata come un’immensa mafiopoli a organiz­zazione piramidale: al vertice i Don Calo’ di tur­no chiamati a presiedere il governo dei padrini; alla base un vero e proprio esercito clandestino, agguerrito e spietato. Ogni tanto le spaccature verticali, come per le correnti dei partiti: scontri di fazioni, di gruppi, di interessi ed ecco la dia­lettica della lupara.

      Settembre 1975: la stampa settentrionale scopre la “ndrangheta”, cioè la mafia calabrese. L’episodio scatenante della nuova ondata di inchieste giornalistiche è il sequestro e l’assassi­nio di Cristina Mazzotti organizzato dalla mafia calabrese con la complicità di criminali del Nord. I rotocalchi, soprattutto, spillano mafia e violen­za da ogni anfratto della terra calabra, integran­do i loro servizi con le consulenze di esperti mafiologhi che sanno sceverare fra i misteriosi sim­bolismi della “ndrangheta” e tracciare paralleli e confronti con la mafia siciliana.

      L’ “Europeo” guarda al nuovo fenomeno mafioso con severo distacco intellettualistico for­mulando dotte derivazioni e puntigliose analisi socio-economiche.

      Ma è lo stesso “Europeo”, il 26 settembre 1975, a pubblicare una inquietante intervista con i poliziotti svizzeri che catturarono il ticinese Ballinari le cui rivelazioni permisero di risalire ai responsabili diretti del fatto criminoso.

      Salvo un colpo di fortuna eccezionale — af­ferma un funzionario della polizia di Chiasso — non arriveremo mai a chi tiene le fila di questa attività. Teniamo presente che, tra qui e l’Italia, abbiamo messo in carcere una ventina di perso­ne: la gang al completo, si dice. Eppure abbiamo trovato soltanto cento milioni del riscatto paga­to dai Mazzotti. Manca un miliardo tondo. Quei cento milioni sono le paghe dei manovali, il re­sto, più o meno, è ciò che è andato alla “men­te”, al vero capo. E questo miliardo sarà diffici­le recuperarlo, perché occorrerebbe dare un nome e un volto a chi ne è in possesso. Noi siamo sicu­ri che un capo, potente e insospettabile, esiste, così come siamo sicuri che se ne sta nel Nord Ita­lia, e non in Calabria. “Voi non potete nemmeno immaginare chi c’è dietro questa storia”, ha det­to Ballinari in un interrogatorio, ma non è anda­to più oltre. E’ probabile che non ne sappia di più, come gli altri. Non è gente da miliardi, quel­la che abbiamo preso, non è gente che da ordini. Sono esecutori. Tra loro ci può essere un capo, ma è come in un’impresa di costruzione, il geo­metra o il capo operaio. L’ingegnere, l’imprendi­tore, quelli clic firmano i piani, se ne stanno al sicuro, nessuno li ha mai visti, l: godono di pro­tezioni, di attenzioni; è gente che non si può “di­sturbare” nemmeno se ci sono di mezzo dei mi­liardi, e dei morti ammazzati. E’ duro ammetter­lo, ma questa è la nostra sensazione.

      Manovalanza meridionale, “azionisti” setten­trionali. La storia si ripete: è quella di sempre. Del resto se le industrie del Nord si giovano della manovalanza meridionale, perché non dovrebbe fare altrettanto la fiorentissima industria del se­questro?

      Sarebbe quasi divertente — se non si trattas­se di un fatto tragico — il notare come in taluni articoli di stampa si è parlato di Libero Ballinari, o meglio come ne hanno parlato le persone che lo conoscevano: un balordo, si, un contrab­bandiere, certo, ma uno che ha fatto quel che ha fatto perché si spaventava della “ndrangheta”. Povero ragazzo, rovinato dai calabresi cattivi. Che strazio!

      Ma intanto la stampa del Nord si guarda be­ne dall’applicare altrettanto massiccio zelo inqui­sitorio nel mondo dei contrabbandieri che agi­scono ai confini con la Svizzera e che la crisi del­la loro abituale attività ha costretto a cercare un nuovo “lavoro”, (gente un tempo abituata ad avere il denaro facile e che oggi è in difficoltà. Sono sempre i poliziotti svizzeri di cui sopra che parlano.

      Manco a farlo apposta, mentre la solita stam­pa si occupava della Calabria, fa la sua apparizio­ne nel Sud la salmonellosi. I grandi inviati non si lasciano sfuggire l’occasione: risalgono, a grandi passi, la penisola per convergere rapidamente su Avellino e ricominciare la tiritera sui mali del profondo Sud.

      Microbi, fogne all’aperto, basse manovre dei notabili, coppole, malcostume politico, agricoltu­ra in crisi: un potentissimo intruglio in dose urto di profondo Sud del quale, come al solito, si parla come se si trattasse di un altro pianeta distante da Roma e dal Governo migliaia di chilometri: un pianeta dove gli inviati atterrano come astronau­ti solitari alla ricerca di organismi sconosciuti.

      L’”Europeo”, ovviamente, intellettualizza le sue cronache affidandole a Enzo Magri (un gior­nalista siciliano che a giudicare dal tono dei suoi articoli, appare ormai gravemente contagiato dal­la spocchia meneghina), che dedica spazio oltre­ ché alle salmonelle anche a Guido Dorso. Ad Avellino infatti l’insigne sociologo nacque, e, in barba alle salmonelle di quel tempo, sopravvisse.

      Dalle salmonelle al trasformismo politico meridionale il passo è obbligato per un cronista settentrionale. Scandalizzato, Magri, rivela che un tizio di quei paraggi — monarchico — ha fatto il salto della quaglia passando dalla monarchia al PCI; che un ex missino è approdato al PSI; che un democristiano è scappato dalla DC per andare nel PLI, ma poi ci ha ripensato ed è tornato alla DC.

      Peccato che Guido Dorso morì troppo presto per potersi occupare anche del trasformismo set­tentrionale e vedere per esempio come tanti fer­venti fascisti avrebbero scoperto l’antifascismo e il prezioso bene della democrazia nonché l’amore sviscerato per il popolo lavoratore. E co­munque non era questo il trasformismo stigma­tizzato dall’illustre meridionalista, o, perlomeno, non solo questo. Si aggiunga anche che il Dorso non attribuì l’arretratezza meridionale esclusiva­mente alle classi dirigenti del Sud e al loro tra­sformismo, ma soprattutto alla cosiddetta con­quista piemontese da lui definita grigia, fredda uniforme che a mano a mano che progrediva la­sciò insoluti tutti i dati ideali della rivoluzione. Scrisse anche che il problema meridionale non è una questione tecnica o un coacervo di questio­ni tecniche ma un problema politico, anzi istitu­zionale e quel trasformismo ha permesso (e per­mette) lo sfruttamento del Mezzogiorno a favore delle minoranze antiliberali e cleptocratiche del Nord. Ed è sempre Guido Dorso — che tanto pia­ce a l’”Europeo” — a scrivere che l’Italia settentrionale per ottantacinque anni non ha fatto al­tro che lavorare per tenerci, più o meno forzata­mente, nella posizione di mercato di consumo.

      Ed è sempre Guido Dorso a dire: Sostanzial­mente noi siamo soggetti ad una doppia tirannide: dello Stato su tutta la vita pubblica meridio­nale e della vecchia classe dirigente sul popolo meridionale.

      E ancora:Con l’emigrazione il contadino me­ridionale non è riuscito che a porre le basi di una altra truffa storica: l’impossessamento da parte dello Stato, attraverso i prestiti di Stato, i rispar­mi postali e le sonde bancarie, di tutte le rimesse per irrobustire le industrie parassitarie del Nord e finanziare la politica di megalomania naziona­le.

      Concetti attualissimi ancora oggi ma la stam­pa del Nord si volge al Sud soltanto per denun­ciare carenze “endemiche” o parlare delle salmonelle trasformiste di Avellino; trasformiste al punto che ai primi esami riuscirono a far credere di appartenere ad altro schieramento microbico, ingannando le autorità sanitarie.

      Più capacità trasformistiche seppero esprime­re tuttavia le salmonelle di Latina, se è vero — co­me scrive il “Borghese” — che avevano fatto ca­polino già un anno prima nella città laziale.

      Sono pochi a sapere — afferma infatti il “Bor­ghese” (12 ottobre 1975) — che la salmonellosi non è esplosa ad Avellino, ma che casi di neonati colpiti da questa malattia si sono verificati nel nostro Paese sin dall’anno scorso. Nel luglio del settantaquattro infatti, a Latina, due bambini morirono per la salmonellosi ed altri quattordici ne furono contagiati. Sarebbe stato logico — con­tinua il “Borghese” — che si fosse lanciato un allarme sanitario a livello nazionale, che si fossero prese tutte quelle misure atte a circoscrivere il fenomeno.

      L’inviato del “Borghese” pone al medico provinciale di Latina un pesante quesito: Dotto­re, oggi si fa un gran parlare dell’epidemia di salmonella scoppiata ad Avellino eppure già un anno fa a Latina si moriva per questa malattia senza che l’opinione pubblica ne fosse informata. Come lo spiega?

      il sanitario non sa spiegarlo. E ciò lascia aper­to il campo alle ipotesi e agli interrogativi a cate­na. Perché la stampa nazionale non si è avventata su Latina, sviscerandone le vergogne e le “proble­matiche” come ha fatto per Avellino? Forse per­ché Latina è al di sopra del Garigliano e più vici­na a Roma? Non fanno notizia i microbi di Lati­na? E quelli di Roma? E quelli di Brunico? La verità è che alle vergogne del Centro-Nord un certo giornalismo guarda senza lenti colorate e quando si prova a denunciarle lo fa con la nor­male, scarna metodica cronistica, senza derivazio­ni folkloristiche, scandagli sociologici, considera­zioni gratuite;in poche parole,senza quel contor­no, più o meno velatamente razzista,che trasforma in un fenomeno da baraccone qualunque episodio di una certa gravità che viene segnalato dal Sud.

      Come dicevamo, 1′”Europeo” si è abbondan­temente occupato della salmonellosi di Avellino e della “ndrangheta” calabrese. Per l’occasione Lamezia Terme si è vista così ribattezzare, con un titolone ad effetto, “‘La capitale dei sequestri’”.

      Ora anche a voler concedere un buon margi­ne alla esigenza giornalistica del titolo stuzzican­te, la forzatura è eccessiva per non dire mostruo­sa anche tenendo nel dovuto conto la situazione obiettiva della zona, relativamente ai crimini mafiosi e a certi legami con alcuni sequestri av­venuti al Nord: un fenomeno, quello dei seque­stri, ancora tutto da definire e i cui vaghi contor­ni se non altro dovrebbero consigliare una certa prudenza nel trarre conclusioni e giudizi che pe­sano come un marchio di infamia su intere popo­lazioni.

      Il resto era scontato. L’elencazione di caren­ze, il solito rosario di problematiche, la solita fo­tografia della strada principale con i giovani che fanno lo “struscio”: ed ecco il “servizio” bello e pronto, in confezione intellettualizzata. Non è mancato anche in questo caso il rilievo su l’ec­cessivo numero di negozi, in rapporto al livello economico generale della zona, quasi una impli­cita allusione a un ipotetico, vorticoso giro di de­naro sporco (ben riciclato però) che starebbe po­nendo le premesse per un decollo economico del Sud più di quanto non abbiano fatto le politiche meridionalistiche e la “Cassa”.

      Ma sentiamo ancor meglio perché l’”Europeo” (19 settembre 1975) si è occupato di Lamezia. L’articolo contiene e sintetizza tutti i “perché” dell’inchiesta, in un prologo vagamente archeologico:

      Ora che abbiamo sepolto Cristina andiamo a dissotterrare ’sta Lamezia Terme.

      Sia pure un frammento d’un qualcosa lo tro­veremo per capire i perché.

      Una cosa è certa a questo punto: sia pure in­consciamente, l’autore dell’articolo rivela incli­nazioni da tombarolo. Avrebbe potuto realiz­zarsi meglio (come si dice oggi) nella terra che fu degli Etruschi; invece no: eccolo a Lamezia a dis­sotterrare cocci e “perché”.

      E continua: Perché qui, proprio qui, c’è la centrale dalla quale sono partiti gli ordini di un sequestro di persona che, proditoriamente o ca­sualmente, si è trasformato nel più abominevole crimine che si sia mai verificato in Italia. Perché qui, proprio qui, hanno ammazzato un avvocato generale dello Stato.

      Perché qui, proprio qui, c’è un tragico sospet­to sulla morte di un magistrato che faceva il suo dovere.

      Perché qui, proprio qui, la mafia in versione calabra, detta pure “ndrangheta”, vive alligna e comanda. Solo che una volta spaccata la crosta — continua l’articolista, nel suo raptus archeologico — e si superi la sedimentazione di trent’anni di stra­potere democristiano, di vent’anni di impostime fascista e il deposito millenario dell’abbandono, bisogna pur fermarsi un tantino di più in questa stazione di cambio delle locomotive per esami­nare i reperti.

      Perfetto. Ma se il Sud avesse una stampa po­tente e diffusa non potrebbe benissimo dissot­terrare anche al Nord “reperti” d’ogni genere? E il medesimo inviato non potrebbe benissimo esor­dire alla medesima maniera se si occupasse di rompere le croste (si fa per dire) delle sedimenta­zioni del Nord? Certo che lo potrebbe. E ne ver­rebbero fuori filastrocche ancor più lunghe e ancor più dense di delitti e di “perché”.

      Per esempio. Siamo venuti a Genova, perché qui, proprio qui, hanno proditoriamente (e non casualmente) assassinato Milena Sutter, una ra­gazzina di tredici anni; sequestrata, strangolata e buttata a mare. Un crimine abominevole, il più abominevole che si sia verificato in Italia.

      Perché qui, proprio qui, è stato perpetrato il primo clamoroso caso di sequestro di persona a sfondo politico: il sequestro Gadolla.

      Perché qui, proprio qui, hanno ammazzato un povero fattorino di banca in una rapina del medesimo stampo.

      Perché qui, proprio qui, hanno rapito e quasi ammazzato il giudice Sossi.

      Perché qui, proprio qui, alcuni industriali fi­nanziavano un tentativo di “golpe” fascista.

      Perché se cominciassimo dal Settentrione, da lì, proprio da lì. a rompere le croste di tante sedimentazioni non finiremmo più di cercare e di trovare reperti.

      E tutto ciò senza nemmeno scavare troppo.

    91. Giuseppe M.:

      Picciotti!!
      Ho scoperto adesso che:
      Prima dell’unità d’Italia Milano era già la capitale finanziaria del regno, la pianura padana non era una palude e non è mai stata bonificata con i soldi provenienti dal regno delle due Sicilie.
      Tutti gli investimenti le infrastrutture al nord sono state finanziate con le tasse pagate in Lombardia nel Piemonte e nel florido nord-est, in Lombardia fiorivano le imprese finanziarie e avevano sede numerose multinazionali, al sud esportavamo semplicemente in tutto il mondo i nostri prodotti agricoli, che fruttavano pochissimo, non è vero che servivano a finanziare le opere al nord.
      Il famoso pareggio del bilancio Crispi lo raggiunse, badate bene…, non con la vendita dei beni ecclesiastici al sud e con i proventi delle nostre esportazioni, ma al solito i lombardi si sono spremuti con le loro tasse hanno dato una mano al governo. Noi siamo stati sempre incapaci e mafiosi, tutti i palazzi, i beni culturali che abbiamo in Sicilia li hanno fatti i Milanesi o i mafiosi con i contributi europei.
      E CAVOLO QUELLO CHE E’ GIUSTO E’ GIUSTO, diamo a Cesare quel chè di Cesare.

    92. Angela:

      Giuseppe M.

      vogliamo i dettagli! ;-)

    93. eusebio:

      Fratelli d’Italia
      L’Italia s’è desta
      Dell’elmo di Scipio
      S’è cinta la testa
      Dov’è la vittoria?
      Le porga la chioma
      Ché schiava di Roma
      Iddio la creò

      Stringiamci a coorte
      Siam pronti alla morte
      L’Italia chiamò
      Noi siamo da secoli
      Calpesti, derisi
      Perché non siam Popolo
      Perché siam divisi
      Raccolgaci un’Unica
      Bandiera una Speme
      Di fonderci insieme
      Già l’ora suonò

      Stringiamci a coorte
      Siam pronti alla morte
      L’Italia chiamò
      Uniamoci, amiamoci
      L’unione e l’amore
      Rivelano ai Popoli
      Le vie del Signore
      Giuriamo far Libero
      Il suolo natio
      Uniti, per Dio,
      Chi vincer ci può?

      Stringiamci a coorte,
      Siam pronti alla morte,
      L’Italia chiamò.
      Dall’Alpi a Sicilia
      Dovunque è Legnano,
      Ogn’uom di Ferruccio
      Ha il core, ha la mano,
      I bimbi d’Italia
      Si chiaman Balilla
      Il suon d’ogni squilla
      I Vespri suonò

      Stringiamci a coorte
      Siam pronti alla morte
      L’Italia chiamò
      Son giunchi che piegano
      Le spade vendute
      Già l’Aquila d’Austria
      Le penne ha perdute
      Il sangue d’Italia
      Il sangue Polacco
      Bevé col cosacco
      Ma il cor le bruciò

      Stringiamci a coorte
      Siam pronti alla morte
      L’Italia chiamò

    94. gaex:

      Finalmente un pò di verità storica.
      E che certe teste d’uovo la finascano di dire fesserie che sarà meglio per tutti.

      @dolcissima angela

      I dettagli portali tu fai un po di brava ricerca anche te,ti saremo grati.
      Oppure non sei convinta di ciò che dice Giuseppe M.

      Nel qual caso smentiscilo con prove di fatto.

      Ti ripeto se portassimo tutti un buon di buon senso e discutessimo tutti con itelligenza senza essere di parte aquisteremo tutti, piu chiarezza e credibilità.

      Un saluto forte forte

    95. eusebio:

      Puccettino, finiscila di fare il cascamorto con le bloggers

    96. gaex:

      Dall’Alpi a Sicilia
      Dovunque è Legnano,
      Ogn’uom di Ferruccio
      Ha il core, ha la mano,
      I bimbi d’Italia
      Si chiaman Balilla
      Il suon d’ogni squilla
      I Vespri suonò

      Bravo Eusebio cosi si fa.
      E cantiamolo l’inno, che alla fine italiani siamo, dimostriamo invece a tutta l’italia che non siamo solo mafia, lentezza, lavori socialmente utili,ma che abbiamo voglia di riscatto vero.
      Noi siamo meglio di quello che crediamo.

      Già l’Aquila d’Austria
      Le penne ha perdute
      Il sangue d’Italia
      Il sangue Polacco
      Bevé col cosacco
      Ma il cor le bruciò

      A me particolarmente a cuore…………..

    97. gaex:

      Cosi finì,

      un apprezzamento simpatico fù, nulla più,

      eusebio ma tu perche un’ti fai i c… tuoi tvb, eusebino.

    98. Giuseppe M.:

      Si allora nel 1861 Berlusconi era già presidente del Milan, Moratti aveva l’Inter e il Palermo era in serie A grazie ad un’imprenditore den nord.
      Questa provocazione ne mio precedente post Vi conferma come c’è genteche non conosce molto bene la storia o conosce quella scritta dai vincitori, il mio precedente post era una era una presa in giro..
      SVEGLIA!!!!
      Cavour era con le pezze al culo perchè faceva guerre un giorno si e un giorno pure, avevano un deficit allucinante, mentre al sud c’era miseria e povertà tra le genti comuni, mentre le nostre banche erano piene zeppe d’oro perchè i Borboni adottavano una politica di accumulo non certo espansionistica. A più tardi, la prossima puntata

    99. eusebio:

      Giuseppe, non nominare il nome di MORATTI invano

    100. WikipediaSiciliana:

      La nazione Siciliana non ha bisogno dell’esercito italico!!

      http://scn.wikipedia.org/wiki/Lingua_siciliana

    101. Giuseppe M.:

      Per l’Inter o per le sue raffinerie in Sicilia??
      Di fatto l’Inter è la prima squadra Siciliana..

    102. Claudio Fazio:

      @Per quel fesso di Gaex
      Guarda che Giuseppe scherzava.Apri la mente pur qualcosa entrerà.

    103. eusebio:

      Per l’inter e per le sue raffinerie, grazie alle quali ci compra IBRA, SUAZO E CO

    104. Marco:

      Che bello, inviateci l’esercito! Ché noi siamo incapaci di fare tutto, abbiamo la mafia nel DNA e sappiamo fare solo terra bruciata attorno a noi.

      Le testimonianze del passato, le bellissime città, i palazzi, le chiese, i teatri, non sono opera nostra ma di qualche invasore-colonizzatore. Noi non siamo niente, non siamo capaci di fare niente. Noi ci accontentavamo di leccare quel posto ai nostri conquistatori e loro in cambio ci donavano tutti questi capolavori d’arte e di bellezza. La letteratura del Novecento non l’abbiamo scritta noi con Verga, Capuana, Pirandello, Vittorini, ma in realtà si trattava di nordici infiltratisi tra le nostre fila. Perché noi non abbiamo cultura, non abbiamo storia, non abbiamo niente.

      Fanno bene a toglierci le banche, perché noi siamo incapaci di gestirle. Le banche del Nord (le uniche ormai rimaste al Sud) fanno bene a non farci credito se vogliamo avviare un’impresa, perché noi siamo truffaldini e i soldi ce li “ammucchiamo”, noi mafiosazzi nullafacenti.

      Il petrolio fanno bene a levarcelo e a darci in cambio tumori e malformazioni: non sapremmo cosa farcene di tanta libertà e sviluppo. E’ giusto che emigriamo, così almeno ci facciamo governare d