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  • Set
    29
    Sab

    I Supersindaci sono di sinistra…..!

    Supersindaci
    Ho appena letto la classifica dei supersindaci pubblicata da EKMA: sono di sinistra i primi cinque, è inequivocabile, e su questo tutto il centro destra farebbe bene a riflettere. Il sondaggio, però, ci dice anche che nel Sud del Paese gli amministratori più bravi sono di centro destra (Scopelliti a Reggio Calabria, Fazio a Trapani, Vallone a Crotone, Sammarco a Vibo, etc. etc.) gli unici a classificarsi tra i primi 36 da Roma in giù.

    Io credo molto ai sondaggi, specialmente quelli di EKMA che alle ultime amministrative ha dimostrato di essere di altro livello rispetto a tutti gli altri. Allora provo a dare una lettura a questi strani risultati partendo, comunque, da una certezza che mi proviene dall’esperienza personale: nei comuni l’immagine personale dell’uomo e della donna candidato a Sindaco ha una valenza sicuramente superiore rispetto alle candidature per le nazionali. In queste ultime si vota comunque Prodi o Berlusconi a prescindere dai nomi dei candidati locali, mentre per la tua città vuoi scegliere la persona più capace a prescindere dal colore politico (tranne in quelle realtà dove la prevalenza di una coalizione è schiacciante rispetto all’altra). E’ chiaro, quindi, che non si possono interpretare i risultati di questo sondaggio dandogli una connotazione di carattere strettamente ideologico, già sarebbe sbagliato in caso di elezione, ma il sondaggio non chiede per quale sindaco voteresti chiede se hai fiducia nel sindaco che è stato già votato. Ma se un qualunque sindaco è stato eletto con il 62% dei voti ed oggi riceve il 59% dei consensi classificandosi tra i primi 10 deve essere contento? E se invece è stato eletto con il 50,4% ed oggi con il 55% risulta l’ultimo deve deprimersi? Non ne sono sicuro!
    Mi permetto allora di dare un suggerimento a EKMA che ci renderà più chiaro il risultato ed esalterà realmente quello che pensano i cittadini dopo un anno di gestione della città: tra parentesi accanto al risultato attuale diteci anche di quanti punti e sceso o salito rispetto al giorno della sua elezione e rispetto al risultato dell’anno precedente e ne sapremo di più.
    Fermo restando che non mi voglio nascondere dietro ad un dito e, quindi, non posso che fare comunque i complimenti ai primi 5 sindaci di sinistra ed ai migliori classificati del Sud (di centro destra) invitando i vertici della classe dirigente, specialmente quella di centro destra a scegliere meglio la prossima volta.

    22 commenti

    1. L'Altra Sicilia:

      La banca d’Italia non è d’Italia.

      Se fosse d’Italia sarebbe dello Stato Italiano.

      Se fosse dello Stato sarebbe dei cittadini italiani.

      Se fosse dei cittadini italiani sarebbe pubblica.

      E invece non è pubblica, ma privata.

      Vale a dire: “nonostante l’evidente interesse pubblico e nazionale” del suo ruolo di banca d’Italia l’interesse pubblico è gestito da una società privata… talmente è privata che i veri suoi proprietari risultano nascosti. Infatti nel sito del Senato relativo alla banca d’Italia ( http://www.senato.it/att/ddl/r4083p.htm ) curiosamente, chissà perché, manca la parte più interessante, cioè la composizione societaria: quando infatti arrivi al titolo “QUOTE DI PARTECIPAZIONE AL CAPITALE” appare la scritta “Porzione di testo non disponibile” !
      http://www.senato.it/leg/13/BGT/Testi/Ddlpres/00004397.htm

      “Ma la BANCA d’ITALIA ha interessi pubblici ed è privata ? - commenta un cittadino - Come mai ? Evidentemente si vogliono nascondere i veri proprietari. che a quanto pare non sono gli italiani, cioè lo Stato Italiano… Se non è così, com’è ? Giornali e televisioni ogni tanto dicono che il popolo italiano ha un mostruoso debito pubblico, ma nessuno dice verso chi è debitore… Com’è questa storia ? E’ così difficile saperla ?

      O forse la spiegazione è semplicissima: è soltanto una truffa, una grande truffa !!!”

      Un po’ di storia allora:

      Pare che il 1861 sia stato l’anno dell’unità d’Italia.

      Una dozzina di anni prima - nel 1849 - si costituiva in Piemonte la banca Nazionale degli Stati Sardi, di proprietà privata. Il maggiore interessato, Cavour - che aveva interessi propri in quella banca (1) - impose al parlamento savoiardo di affidare a tale istituzione compiti di tesoreria dello Stato. Si ebbe così una banca privata che emetteva e gestiva denaro dello Stato !

      A quei tempi l’emissione di carta moneta veniva fatta solo dal Piemonte.

      Il Banco delle Due Sicilie emetteva invece monete d’oro e d’argento.

      La carta moneta del Piemonte aveva anch’essa una riserva d’oro - circa 20 milioni - ma il rapporto era: tre lire di carta per una lira d’oro, dunque una “convertibilità in oro” fra virgolette.

      Inoltre, per le continue guerre che i savoiardi facevano, anche quel simulacro di convertibilità crollò, tanto che la carta moneta piemontese - per l’emissione incontrollata che se ne fece - era diventata carta straccia già prima del 1861.

      Ma torniamo ai fatti. Conquistata tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli Stati appena conquistati.

      E dopo qualche tempo fu la banca Nazionale degli Stati Sardi a divenire la banca d’Italia.

      Con l’occupazione piemontese era stato immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie - diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia – di raccogliere dal mercato le proprie monete d’oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poiché in tal modo i Banchi avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano.

      Quell’oro pian piano passò nelle casse piemontesi, nonostante la nuova banca d’Italia non risultasse averne nella sua riserva, e nonostante appunto tutto quell’oro rastrellato al Sud. Come avevano fatto ? Avevano dato a tutto quell’oro una via “sociale”, naturalmente, quella del finanziamento per la costituzione di imprese al nord, operato da banche, costituitesi per l’occasione come socie - guarda un po’ - della banca d’Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco sconto e sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino.

      Le ruberie operate, e l’emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già dal 1° maggio 1866, il corso forzoso: la lira di carta non poteva più essere cambiata in oro.
      Da qui incominciò a nascere il Debito Pubblico: lo Stato, per finanziarsi, iniziava a chiedere carta moneta a una banca privata.

      Lo Stato quindi, a causa del genio di Cavour e soci, cedette da allora la sua sovranità in campo monetario, affidandola a dei privati, che non ne avevano - non ne hanno e mai dovrebbero averne alcun titolo o diritto – in quanto la sovranità per sua natura non è cedibile. Essa è del popolo e dello Stato che lo rappresenta.

      Oltretutto da quando nel 1935 fu decretato definitivamente che la lira non era più ancorata all’oro, si ebbe che il valore della carta moneta derivò da allora semplicemente e unicamente dalla convenzione di chi la usa e di chi l’accetta come mezzo di pagamento.

      La carta moneta, dunque, è carta straccia. Ne consegue che alla banca d’Italia - che è privata - e alla quale si dovrebbe pagare il debito pubblico, in realtà non si deve dare nulla.

      Da tutta questa storia si può facilmente capire in mano a chi siamo e che, dato che la banca d’Italia ha un immenso potere finanziario e politico, qualsiasi governo in Italia conta come il due di coppe.

    2. Fermatelo:

      Qualcuno fermi l’Altra Sicilia!

    3. L'Altra Sicilia:

      Vili OMINICCHIU abbi il coraggio almeno di firmare il tuo appello.

    4. gianfranco miccichè:

      in questo blog fermiamo solo chi insulta e chi falsifica (quando ce ne accorgiamo) non chi discute (anche se scrive tanto). Il motivo è molto semplice: chi non vuole leggere i commenti di qualcuno non li legga, ma se qualcuno scopre che ci sono scritte falsità costruite me lo faccia sapere

    5. Fermatelo:

      @gianfranco miccichè
      Logica vorrebbe, però, che si commentasse e discutesse del post o dei temi che scaturiscono da questo, e non che si pubblicassero proclami che niente hanno a che vedere con l’argomento.
      Poi questo non è il mio blog, e lei può fare pure come crede.

    6. vito:

      certo che l’altra sicilia, di cui apprrezzo spesso gli interventi, potrebbe attenersi al tema del post.
      A proposito vi lascio la mia opinione: i sindaci siciliani governano città dove si scontrano con problemi quali mafia, racket, disoccupazione, depressione economica e sociale, carenza di infrastrutture, ecc. ecc. ecc. Forse bolzano non rappresenta le stesse istanze di canicattì o catania!!! forse!

    7. riki:

      ragazzi
      prima di andare avanti,
      che e’ un onere non indifferente,
      vi faccio qualche proposta.
      SERVE A CAPIRCI UN PO’ DI PIU’
      ***********************************
      1.E’ preferibile l’anonimato
      (anche un codice puramente numerico)
      purche’ accanto ci sia l’eta’ , il
      livello ed il tipo di studi
      di chi commenta (SENZA BARARE).
      **************************************
      2.Cerchiamo di essere “brevi”.
      Selezioniamo i concetti.
      Atteniamoci al Tema e
      non divaghiamo a ruota libera.
      GRAZIE

    8. USicilianU:

      Mi sembra che L’ALTRA SICILIA sia la voce del popolo. Dice quello che gli altri inclusi i politici al ARS non hanno il coraggio di dire. Paragonabile ai governi ombra o ai governi in esilio. Quelli di L’altra Sicilia hanno fatto molte ricerche sulla Sicilia, la sua storia gloriosa e su i Grandi Siciliani del passato e quando parlano parlano con authority. Non penso che questo si puo` dire su molti del ARS che non conoscono la stoia gloriosa della nazione Siciliana e dell’esperienza della Diaspora Siciliana. Avanti L’altra Sicilia coi vostri commenti!!!!!!!!!!!!!

    9. Claudio Fazio:

      Ha ragione Vito quando dice che le difficoltà che ci sono nel governare un comune in Siclia e governare un comune al nord Italia è molto più difficile.Come ha detto Vito in Sicilia un comune deve affrontare un sacco di problemi fra cui mafia,rakcet,…..
      Non credo che in comuni come Lodi o Mantova ci siano questi problemi.Quindi i veri governatori in un certo senso si vedono qua in Sicilia.
      Io abito a Novara e noto che non ci sono questi tipi di problemi.Sicuramente Cammarata(il sindaco di Palermo)avrà più problematiche rispetto ad altri sindaci d’Italia.

    10. Claudio Fazio:

      L’Altra Sicilia scriverà tanto poverò parla di argomenti storici molto interessanti.E siccome io sono uno dei pochi giovani a cui piace la storia per me può continuare.Per me è un piacere leggere argomenti storici.(anche se magari non centrano niente con l’argomento di cui stiamo parlando).

    11. GEDA:

      A mio avviso la chiave di lettura di questa notizia, peraltro molto interessante ma quasi scontata, é il palese divario esistente fra i servizi offerti dagli enti locali del centro nord e quelli offerti dai medesimi del centro sud. Chiaramente al sud, da un lato i responsabili degli enti locali non sono in grado di cogliere quali siano i bisogni della comunità dai quali hanno ottenuto mandato e come conseguenza esisterebbe un gap tra cio che é offerto e cio che era atteso, dall’altro forse la comunità non é in grado di indicare ed imporre quali siano i servizi attesi. insomma: evidente mancanza di ogni forma di comunicazione tra rappresentanti e rappresentati. Dico questo perché la società che ha effettuato il sondaggio propone anche un’altra classifica relativa all’apprezzamento dei servizi ed in questo caso il sud si posiziona ancora peggio non avendo nessuna città tra i primi 20 posti.Logica in questo senso la relazione tra i due servizi. Direi una catastrofe. Perché questa insoddisfazione? Provo a fornire 10 ragioni ovviamente non esclusive:
      - situazione di partenza tra nord e sud distante anni luce dal punto di vista dei servizi
      - incompetenza degli amministratori meridionali
      - mancanza di risorse finanziarie necessarie
      - scarsa programmazione e conseguente miopia degli amministratori (per esempio sono pochissimi i comuni che si dotano di un piano strategico (sic!)
      - scarsa partecipazione all’attività amministrativa da parte della collettività
      - Scarso senso civico e cultura della res publica,
      - carenza di infrastrutture pubbliche di base,
      - MAFIA perché frena lo sviluppo intellettuale, economico e sociale, perché tarpa le ali e rende parassiti
      - Mafia perché frena lo sviluppo intellettuale, economico e sociale, perché tarpa le ali e rende parassiti
      - Mafia perché frena lo sviluppo intellettuale, economico e sociale, perché tarpa le ali e rende parassiti
      - Mafia perché frena lo sviluppo intellettuale, economico e sociale, perché tarpa le ali e rende parassiti

      Come potete intuire a mio modesto parere la vera croce su noi Siciliani, la vera palla al piede, la colpa della nostra arretratezza é quest’entità che vive in noi, che ci circonda e che ci domina obbligandoci all’immobilismo piu totale.

      Presidente mi consenta…di dissentire. Destra, Sinistra, Centro sono tutti uguali.

    12. Claudio Fazio:

      @Geda
      Non è solo una questione di incopetenza da parte della amministrazione pubblica.E anche una questione di mentalità sbagliata da parte della gente.Guarda per esempio quanta difficoltà per introdurre la raccolta differenziata.

    13. PopoloSiciliano:

      Bravo USicilianU. Mi piace i tuoi commenti su L’Altra Sicilia. Hai ragione quando dice che i politici dell’ARS non sono preparati come quelli di L’Altra Sicilia. Non abbiamo una classe di politici all’altezza di amministrare quello che dovrebbe essere una grande Sicilia con uno Statuto Speciale per l’Autonomia della nazione Siciliana. Quello che abbiamo sono i portavoci dei partiti nazionali che hanno nessun interesse per la Sicilia e il suo popolo. Quello che ha fatto il Presidente del Parlamento Siciliano l’On. Micciche` con questo blog e` un gran passo avanti rispetto a tutti gli altri politici. Puoddarsi se avessimo un altri 30 politici come lui al ARS si andrebbe avanti molto verso la vera autonomia Siciliana e la rinascita dell’isola ed il suo popolo.

    14. riki:

      io,con tutto il rispetto,riscontro
      una tendenza alle farneticazioni,
      all’improvvisazione (vedi le continue uscite dal tema),
      alla frettolosita’(vedi i troppi errori di grammatica)
      ***************************************************
      credo sia utile ricordare che
      “postare” significa intervenire con riflessioni,notizie,foto e video,dando
      la possibilita’ di commento a chiunque
      (democrazia digitale)
      consentendo una forma di comunicazione
      “indipendente” e contribuendo alla formazione delle idee spesso in anticipo
      sui canali ufficiali (tradizionali).
      Quella del blogger e’ una voce alternativa,NON DA UNO A MOLTI,MA DA MOLTI A MOLTI.
      e’ LA VITA DI TUTTI I GIORNI CHE DA’ GLI SPUNTI AI POST.
      IL BLOGGER VIGILA ED INTERVIENE PER MODERARE GLI ECCESSI ED EVITARE CHE LA DIVERSITA’ DI OPINIONI PORTI A SCONTRI
      PERSONALI,QUANDO L’AUTOCONTROLLO HA FALLITO

    15. riki:

      usicilianu
      gia’ vedo il giorno dopo
      la nascita della Nazione Sicilia.
      Ti inviti a pranzo i quindicimila dipendenti regionali (e tutti gli altri)
      e gli servi a pranzo
      la Storia Gloriosa della Sicilia e
      la vita dei Grandi Siciliani,
      magari raccontate in Siciliano Stretto.

    16. Ducezio:

      Bravo Siciliano, Claudio, USicilianU e L’altra Sicilia. Il nostro percorso di popolo ha fatto poco progresso negli ultimi 60anni e lo statuto speciale per l’autonomia della nazione Siciliana non e` stata applicata e la lingua Siciliana e`disprezzata perche` continuano ad esserci persone come riki che non valorizzano quello che vuol dire essere Siciliani. La nostra battaglia di popolo non e` solamente contro i partiti controllati da roma ma anche` contro i colonizzati che ad ogni pssso lanciano disprezzo ed odio contro il sentirsi Siciliano. E` importante affermare che il Siciliano E` lingua e che la Lingua Siciliana E` la nostra lingua. Mi ha fatto tanto piacere sentire USicilianu dire che un Siciliano d’America proviniente da Castellamare del Golfo ha difeso la nostra lingua ad alta voce in un meeting dove alcuni italici cercavano di disprezzare la nostra lingua. Il suo orgoglio e coraggio Siciliano e` stato applaudito immediatamente dagli altri Siciliani Veri presente. La Sicilia ha bisogno di Siciliani con questo orgoglio e coraggio. Il coraggio del Vespro. riki il risveglio Siciliano portera` i voti a L’altra Sicilia e i dipendenti regionali il Siciliano stretto lo capiranno perche` avranno ritrovato il loro orgoglio di sentirsi ed essere Siciliani!!!

    17. Giuseppe M.:

      Per mè è fondamentale, per un popolo, conoscere la propria storia, quella vera e non quella scritta dai vincitori, quindi ben venga chi ogni tanto ci ricorda il ns. glorioso passato.
      Ovviamente non possiamo vivere solo con il nostro passato, ci dobbiamo dare una grossa mossa per far cambiare le cose.
      Non sarei così critico nei confronti di chi conosce la storia Siciliana e non tollera più tutti i luoghi comuni sulla Sicilia e sui Siciliani, daltro canto non è assolutamente trascurabile il fatto che prima del 1860 la mafia praticamente non esisteva, che l’emigrazione non esisteva e che i forzieri delle banche del sud erano piene d’oro (anche se i poveri lo vedevano con il binocolo).
      Magari qualcuno è giovane o non era ancora nato e non sà l’aria che si respirava qualche decennio fà nei confronti di noi meridionali, molti trattati peggio degli animali, purtroppo questo sentimento molto spesso cova ancora sotto la cenere.
      Conoscere la nostra storia non ci fà uscire da questa situazione di degrado, ma ci può dare una grossa mano.

    18. Ducezio:

      Bravo Giuseppe. Un popolo che non conosce la sua Storia non e` piu` popolo!

    19. Adelaide:

      ma di che cosa stiamo parlando? Il dialetto indiscutibilmente è il più autentico marchio delle origini, della tradizione, della cultura d’ogni regione. Chi è fiero di essere siciliano, fiero di quelle origini, di quella tradizione, di quella cultura non può rinnegare il proprio dialetto. Anzi, mi fanno letteralmente inc….re quelli che nemmeno lo conoscono e nascondono, dietro forbiti bagagli lessicali, una lacuna che non fa certo di loro persone di cultura, come invece vorrebbero apparire.

    20. eusebio:

      Sono d’accordo on ade.
      Tornando al tema del post:ognuno ha i sindaci che si merita.

    21. Ducezio:

      Adelaide, sono d’accordo con te. Voglio aggiungere pero` che il Siciliano E` lingua e non dialetto!

    22. eusebio:

      Ps: però, il criterio giusto da seguire per valutare l’indice di gradimento di un sindaco è, a parer mio, partire dalla percentuale di consensi con cui esso è stato eletto e verificare, poi, se quella percentuale è cresciuta o meno. Non solo, ma bisogna anche contestualizzare tale valutazione nella realtà in cui opera un sindaco, perchè non tutte le città sono uguali e non tutte le città presentano lo stesso grado di difficoltà amministrativa. E comunque, ha ragione il Presidente quando dice che l’indice di gradimento per il sindaco non rispecchia fedelmente il gradimento per la coalizione cui esso fa riferimento.

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