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    Incendi: la concretezza dell’Assemblea!

    L’ordine del giorno approvato dal Parlamento siciliano il 26 settembre 2006 testimonia l’impegno nella lotta agli incendi; tema su cui ho voluto con forza che tutte le forze politiche ed il Governo dibattessero per arrivare a formulare una proposta concreta, che eviti il ripetersi degli eventi catastrofici di questa estate 2007; mi rammarico soltanto considerata l’entità della questione in oggetto, di non aver visto gremita l’aula parlamentare, nonostante ciò abbiamo ottenuto l’impegno dell’Assessore La Via (Agricoltura e Foreste) ad attuare quanto stabilito, entro 120 giorni riferirà in parlamento riguardo tutti gli interventi, le attività e le misure adottate dal governo.

    In allegato il resoconto scritto della seduta.

    8 commenti

    1. MICHELE P.:

      Ecco questo è quello che si chiama Buongoverno!

    2. Claudio Fazio:

      Che si discute di questo argomento importante è molto incoraggiante ,ma l’Ars era vuota è una vegogna anche sapendo che la gente che rimane a casa e non fa il proprio lavoro la paga la gente povera che non arriva a fine mese.E possibile che nel nostro parlamento non ci sia un minimo di stile?Vergognoso.E un insulto a tutti i siciliani onesti che pagano le tasse.
      Su questo argomento il presidente potrebbe assumere qualche provvedimento.Perchè per esempio non si taglia lo stipendio a chi non si presenta in parlamento per provvedimenti così importanti?Almeno che non ci sia una giustificazione seria tutti si devono presentare in parlamento.Adesso siamo arrivati a fare come nelle scuole dove se si fa un assenza si deve presentare la giustificazione ma siccome si comportano tale i nostri parlamentari io un provvedimento del genere lo prenderei.

    3. L'Altra Sicilia:

      INCENDI BOSCHIVI E STATO ITALIANO

      Lo scrittore Leonardo Sciascia sosteneva in un famoso saggio che la lettura dei fatti umani può cambiare radicalmente quando se ne sposta “il centro di gravità” interpretativo all’interno degli stessi.

      Così potrebbe essere della vicenda degli incendi boschivi, se si tiene conto di alcuni risvolti poco noti alla gran parte del pubblico.

      Più delle fiamme distruttrici si sono, infatti, levate alte le minacce dello stato italiano davanti all’emergenza incendi e alla paura della gente: “tolleranza zero contro i piromani”, “pugno duro contro gli incendiari”, e così via, sino ad arrivare alla nomina governativa di un commissario ad acta per costringere le amministrazioni regionali interessate a velocizzare al massimo l’elaborazione del catasto delle aree bruciate, così come prevede la legge 353/2000.

      Tanta roboante solerzia da parte dello stato pareva indicare la volontà di fare, finalmente, le cose sul serio.

      E, invece…al danno si aggiungeva la beffa.

      La legge nazionale 353 del 2000, ridefinendo la nozione di incendio boschivo, ha inteso estendere il pugno duro dei vincoli anche sulle aree private con caratteristiche di bosco:

      Art. 2. Definizione

      1. Per incendio boschivo si intende un fuoco con suscettività a espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate,comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree.).

      E cosa ti fa per reprimere il triste fenomeno degli incendi e dare “una mazzata” ai piromani:

      Art. 10. (Divieti, prescrizioni e sanzioni)

      1. Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.

      2. I comuni provvedono, entro novanta giorni dalla data di approvazione del piano regionale di cui al comma 1 dell’articolo 3, a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Il catasto è aggiornato annualmente. L’elenco dei predetti soprassuoli deve essere esposto per trenta giorni all’albo pretorio comunale, per eventuali osservazioni. Decorso tale termine, i comuni valutano le osservazioni presentate ed approvano, entro i successivi sessanta giorni, gli elenchi definitivi e le relative perimetrazioni. E’ ammessa la revisione degli elenchi con la cancelazione delle prescrizioni relative ai divieti di cui al comma 1 solo dopo che siano trascorsi i periodi rispettivamente indicati, per ciascun divieto, dal medesimo comma 1.

      Le “mazzate”, dunque, ai piromani e il dolore alle vittime degli incendi.

      I proprietari non potranno disporre dei loro terreni per moltissimi anni;

      un grandissimo numero di pastori non potrà più far pascolare il proprio gregge;

      il valore dei terreni incendiati crollerà miseramente.

      Ecco, allora, entrare in gioco la teoria del baricentro interpretativo:

      ai proprietari vittime viene impedito tutto, tranne la facoltà di vendere i propri terreni, naturalmente a prezzi stracciati.

      Strano, vero?

      Verrebbe voglia di fare dietrologia…

    4. eusebio:

      Ottima iniziativa, alla quale dovrebbe seguire una cooperazione degli altri enti locali, che prendendo le mosse proprio dall’ordine del giorno de quo, si attivino sinergicamente in tal senso; penso, per esempio, alle Provincie(i cui territori ricadono, per larghe porzioni,proprio su aree interessate dagli incendi),le quali potrebbero attivarsi, per esempio, in una campagna di sensibilizzazione al problema; e sensibilizzare vsignifica anche prevenire.
      Quanto alla scarsa affluenza dei deputati, Claudio, concordo con la tua indignazione, un pò meno con la tua proposta di tagliar loro gli stipendi: non sarebbe meglio che certi personaggi nemmeno ci arrivassero a Sala d’Ercole ? Meritocrazia! A monte, nella scelta dei candidati, ma anche a valle, nei voti di preferenza loro dati. MERITOCRAZIA!!!!

    5. L'Altra Sicilia:

      Forse non tutti sanno che…

      STATUTO DELLA REGIONE SICILIANA
      APPROVATO CON R.D.L. 15 MAGGIO 1946, N.455

      ART.15

      Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ ambito della Regione siciliana.

      L’ ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria. Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l’ esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali.

      *******

    6. eusebio:

      Il commento dell’altra Sicilia non credo sconfessi il mio auspicio di una collaborazione degli altri enti, in quanto “collaborazione” non è sconfinamento in competenze altrui, tanto più che nel mio commento ho parlato di campagna di sensibilizzazione.

    7. Adelaide:

      Mi chiedo di cosa abbiamo bisogno in Sicilia affinchè le aree interne e montane vengano rinverdite, curate ed irrigate come avviene in buona parte d’Italia? Spero che i fondi del FERS vengano utilizzati in tal senso, piuttosto che sperperati, e che trovi riscontro pratico la richiesta dell’On. Cascio inerente il potenziamento delle forze di vigili del fuoco, ma anche forestali.

    8. Giuseppe M.:

      Non riesco ancora a spiegarmi perchè tra effettivi e stagionali in Sicilia abbiamo 30.000 forestali circa la metà di tutti i forestali d’Italia e come superfice boschiva non siamo certo al nord europa, oltre all’altissimo numero di dirigenti rispetto ai lavoratori.
      Per non parlare dell’altra vergogna tutta Siciliana del numero di dirigenti per lavoratore nella ns. regione, in Lombardia dove la popolazione è più numerosa della Sicilia ci sono un decimo di dirigenti per lavoratore. Non ci facciamo mancare niente…


     
     
     
     
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