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  • Set
    27
    Gio

    La Sicilia fa parte della nazione Italiana?

    Il Ministro non vuole giocare a governare!

    La questione nasce spontanea di fronte all’immobilismo goffo di questo governo, convinto forse di giocare a monopoli, non perfettamente persuaso di essere al timone dell’economia Italiana e assolutamente non consapevole che la Sicilia è in Italia, infatti tra pochissimi giorni si apre il maxilotto 6 della Salerno-Reggio Calabria, in 3 anni realizzeranno 19Km di autostrada, MA in questi 19km, diretti verso la Sicilia transitano dai 20000 ai 40000 veicoli al giorno e 3000 di questi attraversano lo stretto. Irrimediabilmente il traffico durante questi 3 anni sarà rallentato e congestionato con un ovvio allungamento dei tempi per la circolazione delle merci in ingresso e in uscita dalla Sicilia, a questo punto l’economia siciliana potrà prendere un solo traghetto, quello diretto verso lo stallo economico poichè è certo che la produzione industriale subirà una contrazione e conseguentemente diminuirà il pil. L’aspetto più stupefacente di questa vicenda riguarda vfoto.gifMr. Ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, il suo dicastero a pochi giorni dell’apertura dei cantieri, ancora non ha elaborato e realizzato un piano di mobilità alternativo per gestire tale emergenza. I tecnici del Ministero si limitano a individuare come percorso alternativo il trasporto via mare con dei traghetti che sposterebbero i mezzi da Messina a Gioia Tauro. Questa soluzione è puro suicidio primo perche non esistono in commercio sul mercato internazionale traghetti di tali capacità a disposizione, poi perchè le infrastrutture portuali, ammesso che vi fossero a disposizione tali traghetti, non sono strutturate per questo volume di traffico, terzo perche gioia tauro, unico hub commerciale di successo nel segmento del trasporto container, crollerebbe.


    Nulla di strano che il ministro Di Pietro abbia avuto un vuoto di memoria e si sia dimenticato della Sicilia!

    223 commenti

    1. Daniele:

      Presidente, la nostra regione non è una risorsa elettorale, anzi è da punire per le sue scelte politiche

    2. PopoloSiciliano:

      Caro Presidente del Parlamento piu` antico del mondo. La Sicilia e` nazione da piu` di 8 secoli. La nostra unione forzata con l’italia non e` che una piccola parentesi nella nostra storia degli ultimi 4 mila anni. E` una pausa momentaria affinche` saremo indipendente di nuovo. I tempi saranno presto maturi per la nostra decisione di sciogliere questo legame forzato. Gente col coraggio del Vespro come lei Signor Presidente sono essenziale per questo passo importante. Il suo blog servira` a risvegliare l’animo Siciliano che come lei ha detto si ribella quando la sua liberta` e` infranta. Come i Siciliani del Vespro, del 1822, del 1848, del 1860 , del 1866 ed infine del 1943-1946 anche` noi i Siciliani del 2007 ci faremo avanti per la nostra liberta di popolo ed indipendenza di Nazione. Viva la Nazione Siciliana

    3. MICHELE P.:

      La Sicilia fa parte del progetto elettorale di alcuni politicanti.
      la Sicilia è considerata - come del resto da sempre - un serbatoio elettorale. La Sicilia è da questo governo considerata poco meno di nulla. Per la prima volta in quasi 60 anni di malata Repubblica nessun siciliano siede in Consiglio dei Ministri. La Sicilia si trova senza un soldo, non da spendere nell’immediato, ma finanche per poter programmare il suo futuro.
      Credo che i sinistri siciliani in parlamento, quelli che dovrebbero perorare le nostre cause siano dei buoni a nulla. Li abbiamo letti sul giornale solo per la faida delle primarie.
      Ma qualcuno di voi sa cosa sta facendo ad esempio Latteri? o D’antoni? o Orlando? o Garraffa? o Lumia? Ma questi signori che fanno in parlamento? Ci difendono dalle aggressioni che subiamo ogni giorno?? Si battono per farci arrivare più soldi?? O per avere delle agevolazioni sui trasporti??
      Signori sinistri avete l’informazione dalla vostra, avete i vostri compari di merende dalla vostra, avete gli strumenti per fare del bene, allora per ora che ci siete voi fateci vedere che la Sicilia fa parte dell’Italia, fateci vedere che sapete fare. Noi (e dico noi a buon diritto)quando siamo stati al governo abbiamo governato mettendo la Sicilia al primo posto. Chiedete a Gianfranco Miccichè o a Diego Cammarata quanto denaro è arrivato dal governo qui in Sicilia. Poi fatevi un giro, come spesso faccio io, per l’Isola e guardate quanto è stato relaizzato ed in quanto tempo.
      La risposta alla domanda del Presidente per parte mia è: la Sicilia è ostaggio di questa italia (con la i minuscola a simboleggiare l’italietta cui siamo stati ridotti).

    4. Angela:

      Forse sarebbe il caso che le Amministrazioni dei Comuni, della Regione, degli Enti Siciliani, iniziassero a fare dei bandi per ottenere finanziamenti, dei bandi per manifestazione di interesse, dei bandi per sistemi di gestione pubblico-privato tradotti in diverse lingue (INGLESE, SPAGNOLO, etc.) per invitare, attirare, chiedere fondi esteri, internazionali, sulla Sicilia. Sono sicura che ne arriverebbero diversi! Anche dai Siciliani all’estero!

    5. Fabrix:

      @Michele P.
      La Sicilia è una regione della nazione Italia e come tale partecipa alla vita politica dell’intero Paese con l’azione dei suoi rappresentanti democraticamente eletti.
      Chiedo scusa per la banale precisazione, ma se si trascura questo aspetto si corre il rischio di considerare il Parlamento nazionale alla stregua di un ufficio cassa da cui cercare di spremere quante più risorse possibili da destinare a problematiche locali a prescindere dalla loro rilevanza e priorità nei confronti di quelle dell’intero Paese: cioè in pratica chi è più “forte” politicamente o più “astuto” acchiappa di più per i propri conterranei, infischiandosene delle aspettative e delle necessità degli altri.
      Il famoso 61 a 0 è servito “solo” a questo?
      E’ questo il ruolo che è rimasto al Parlamento o, come mi auguro, c’è dell’altro?
      Siccome ho delle frequentazioni in quel della Liguria, vi informo che uno dei presidenti della repubblica più amati dagli italiani (…tutti…) cioè Sandro Pertini, era poco benvisto nel suo paese natale (Stella) e nella sua provincia (Savona) proprio perchè, a detta dei suoi compaesani, non aveva mai fatto nulla per loro.

    6. Claudio Fazio:

      @Fabrix
      Ma sei siciliano si o no?La Sicilia non è una semplice regione.E una nazione e lo è sempre stato.Tutti noi siciliani dovremmo essere riconoscenti a quello che hanno fatto i nostri padri dell’autonomia.L’Italia fin dalla metà del’800 se ne sempre fregata di noi.Io non mi considero italiano.Una nazione che non ci ha mai voluto bene.Gente come Scalfaro,Prodi etc ……
      Ci hanno rovinati.Abbiamo enormi risorse sia economiche che minerarie che non abbiamo mai sfruttato o che si sono presi i polentoni del nord.Ci hanno sempre messo via da tutti i programmi di sviluppo ,d’industria , di lavoro di tutto insomma.Io ho voglia di autonomia e d’indipendenza come ha detto il caro “popolo siciliano” e tu?
      Poi vorrei sapere cosa ne pensa di questa voglia di autonomia che c’è di nuovo in Sicilia?risponda quando vuole lei ,non le faccio fretta.

    7. azzurra:

      ma quando cade questo governo?

    8. Claudio Fazio:

      Mah!Lo staiamo aspettando tutti con molta ansia.

    9. Claudio Fazio:

      Al presidente Miccichè
      Comunque alla domanda “La Siclia fa parte della nazione Italia?”Le rispondo semplicemente: No!
      In Siclia c’è una cultura e una lingua differente da quella italiana.

    10. Francesca:

      Infatti se cadrà questo governo e ritornerà il vostro amato Berlusconi, staremo tutti benissimo come lo siamo stati nei 5 anni in cui era al governo! Ma lo capite che bisogna partire dalle amministrazioni locali per cambiare le cose? Io non sono stata bene quando c’era Berlusconi, non sto bene adesso che c’è Prodi. Ma non sto bene neanche a Palermo, sempre più abbandonata e meno attenta alle esigenze della gente ma sempre pronta a favorire gli amici di qualcuno.

    11. Francesco:

      La sapete l’ultima? Ieri, a palazo Chigi, alla riunione dell’Unione ( come fa a chiamarsi ancora così, visti gli aspri litigi ?) ieri, dicevo il “buon” Giordano (erade al vertice di Rifondazione Comunista, del Presidente della Camera, ma in effetti anche suo portavoce) ha chiesto che i fondi del ponte di Messina - congelato - e comunque destinati alla Sicilia, siano dirottati verso quelli che considera i “suoi elettori”, dopo che la Tv di Stato - o meglio dire di Governo - gli aveva tirato la volata nei giorni precedenti. Vi è tutta una manovra per sottrarre quanto più possibile alla nostra Isola, in mondo da poter tornare con l’aiuto di coloro che dall’impoverimento trarrebbero sicuro vantaggio ( non c’è bisogno di far nomi), facendo tornare ancora indietro la Sicilia. Quel 61 a zero brucia ancora nella loro memoria. E fanno finta di non capire che lo sviluppo è legato alle infrastrutture più moderne, che le merci e le persone, in un mondo globalizzato devono raggiungere i mercati di sbocco il più rapidamente e a minor costo possibile. Qualcuno, ma non tanto malignamente come potrebbe sembrare, ipotizza che vi sia un “programma di sviluppo di nuovi traghetti” come quelli ideati dal passato senatore Mancini per far concorrenza a quelli delle Ferrovie dello Stato. Dalle notizie in mio possesso sembra che grazie al cielo questa idea non passerà, perchè occorrerebbe cambiare capitoli di bilancio del passato, e poi perchè non avranno il tempo per portare avanti anche questo progetto. Andranno tutti a casa prima.

    12. MICHELE P.:

      @Francesca: io stavo bene quando c’era Berlusconi, stavo bene a Palermo prima e sto bene adesso. Adesso c’è Prodi e nelle materie in cui il governo può toccare i miei diritti ed interessi posso dirti che sto proprio male.
      Non mi piace la politica estera, non mipiace quella economica, non mi piace quella per la repressione del crimine, non mi piace quella sulla giustizia, non mi piace niente, proprio niente.

    13. Kakkamo:

      Perchè censurate i commenti del cittadino Kakkamo????

    14. Francesca:

      La maggior parte della gente invece stava male e continua a stare male. In questo i due governi Berlusconi-Prodi hanno dato continuità

    15. Angela:

      Devo dire che con questo Governo si sta malissimo. Perchè eravamo messi male e questo Governo ci fa solo peggiorare.
      Ma, nonostante io abbia votato per il centro-destra e sia una elettrice di centro-destra devo dire che nei suoi 5 anni Berlusconi non è riuscito a fare quel che era suo dovere (il programma) fare. Credo proprio che anche lui sia rimasto ostaggio di alcune parti della sua coalizione che esercitavano i loro punti di forza: ricatti politici? altro? non so.
      Il risultato è stato un Governo che ha mostrato poco carattere ed ha realizzato meno di ciò che avrebbe potuto.
      Non ha favorito la nuova imprenditoria, nessun incentivo a nuove attività, ha abbassato troppo poco le tasse, e soprattutto non ha fatto abbastanza per la Sicilia. (non in termini di assistenzialismo!)
      E poi comunque è vero, bisognerebbe che alcuni politici, poco o pochissimo attivi per la collettività, diciamo pure incapaci o attenti solo al proprio utile venissero mandati a casa! Anche dal loro stesso partito.

      E poi, gentile Presidente, perchè ci obbligate a votare con questa legge? è mai possibile che (faccio solo un esempio) se voglio votare FI mi debba trovare un esponente dell’UDC o di AN o di altro? Ma se non lo volessi votare? Se ad es. non mi fido e voto un esponente della sinistra, cosa ve ne pare? Ma che razza di legge è?

    16. PopoloSiciliano:

      La Nazione Siciliana fa parte dell’unione forzata con l’italia. Siamo un popolo diverso dai popoli della penisola italica. Abbiamo una lingua diversa, U Sicilianu, abbiamo una cultura propria, abbiamo le nostre usanze che sono influenzate dal nostro passato siculo,elimo,punico,greco,arabo,normanno,spagnolo. Il nostro contatto con la penisola e con gli italici dal 1860 ha causato la soppressione dello spirito siculo e al disprezzo di che cosa significa essere Siciliano. La nostra storia di popolo ci e` stato negato dal regime italico con la speranza che i Siciliani si dimenticano che cosa significa essere Siciliani. Il regime cerca di cancellare la nostra lingua al punto che i pseudo-siciliani si affruntana di parrare u sicilianu. Quello che il popolo Siciliano subisce e infatti una colonizzazione dei Siciliani. Purtroppo la maggior parte dei siciliani rimasti nell’isola e gia` stato colonizzata. Il Presidente Micciche` di deve interessare per fare risorgere il popolo siciliano dalla colonizzazione forzata che il regime italico ha imposto alla Sicilia!!!!!!!!!!!!!!!

    17. eusebio:

      Il sentimento di questo governo per la Sicilia e per i siciliani è stato subito messo a nudo con il no al ponte sullo stretto. Di più è inutile dire.
      Speriamo torni presto al governo Berlusconi e la sua bella schiera di ministri siciliani: allora si che la Sicilia tornerà ad essere una Regione italiana.

    18. GEDA:

      Popolo Siciliano,
      ci vuole illustrare brevemente cosa significa essere Siciliano giacché l’ho dimenticato?
      Qual’é la vostra aspirazione ultima? fondare uno Stato sovrano come voglio fare i baschi o i Corsi? oppure rivendicare quell’autonomia per altro garantita dallo statuto siciliano? oppure cosa?

    19. Claudio Fazio:

      Io onestamente se avessi 18 anni non voterei ne Berlusconi e neanche la sinistra.Tutti e due hanno dimostrato che della nostra terra se ne fregano.Vengono in Sicilia solo per incassare i voti.Non posso sopportare che questa gente sfrutti i miei compaesani anche se non abito più a Palermo mi sneto più siciliano di prima.

    20. GEDA:

      il commento di Eusebio mi ha fatto sorgere una domanda:
      perché se alle elezioni politiche nazionali vince la destra, la Sicilia é ben rappresentata e se invece vince la Sinistra non lo é? qualcuno risponderà ma perché i Siciliani portano in dote tanti voti alla destra e quindi é giusto che, se vince la destra, sia ben rappresentata?
      Allora vi chiedo perché i Siciliani portano cosi tanti voti alla destra? cosa hanno ottenuto mai di cosi importante per votare cosi massicciamente Berlusconi e la sua coalizione?

    21. L'Altra Sicilia:

      La Sicilia è diventata meno italiana? Ma quando lo è stata veramente?

      L’Altra Sicilia – Antudo ha ricevuto l’interessante segnalazione di un fondo di Salvatore Butera, valente intellettuale siciliano, pubblicato, domenica 22 ottobre 2006, su La Repubblica, edizione di Palermo dal titolo “La Sicilia è diventata meno italiana”.

      Abbiamo letto l’articolo, lo riprodurremo di seguito con i nostri commenti quasi per intero, lo abbiamo trovato interessante, sia per la tribuna che lo ha ospitato, tradizionalmente ostile a qualunque forma di rivendicazione d’identità siciliana, sia soprattutto per quello che non dice, che non può dire, ma che è il necessario corollario di quelle idee.

      Ci ricorda la storiografia ufficiale sulla Sicilia di qualche decennio fa: di fatto una storia nazionale ma non si poteva dire apertamente, non si poteva parlare male di Garibaldi ma lo si poteva dell’Unità d’Italia (per come “era stata fatta”), quanto poi all’Autonomia avrebbe segnato la sconfitta della mafia, del Separatismo, dei complotti americani per togliere l’isola all’Italia, nel segno di una collaborazione catto-comunista che avrebbe consegnato l’isola a sicuro progresso. Era manichea questa attribuzione di tutto il male ai poveri separatisti e di tutto il bene agli altri, persino la conquista dell’Autonomia Speciale; era assurdo non cogliere il legame tra la classe politica che vinse quello scontro e la mafia ma tant’era… Era una storiografia che mirava a confondere i semplici ed a lanciare dubbi in chi semplice non era…

      Anche Butera dice e non dice. Il suo articolo può essere letto, per i sempliciotti, come la necessità di farla finita con questa ingombrante identità siciliana, ma – ad una lettura meno “sempliciotta” – può leggersi come l’ineluttabilità di questa identità.

      Lasciamo a lui la parola con qualche omissione non essenziale e qualche nostro commento tra parentesi quadra.

      « La domanda è questa: ma la Sicilia è in Italia? La più grande regione del paese per estensione ne fa ancora parte o non sta diventando piuttosto un’isola del Mediterraneo alla ricerca di una nuova identità [nazionale] in un mondo percorso dalla globalizzazione?

      E dire che l’Isola diede un contributo decisivo all’Unità italiana dapprima con i moti del ’20 e del ’48, allorquando il 12 gennaio … in quell’anno circa di governo provvisorio si trovò una classe dirigente che contribuì poi col fuoriscitismo alla saldatura del processo risorgimentale… [E qui il fine Butera paga il suo tributo alla storiografia ufficiale. Non può non sapere che i moti del ’20 erano solo per l’indipendenza e così pure quelli del ’48, sia pure legati alla causa italiana dall’obiettivo confederale. La costituzione di Ruggero Settimo, poi citato nella parte da noi omessa, recitava “La Sicilia sarà sempre stato indipendente”. Le idee di Francesco Ferrara, pure citato nella parte da noi omessa, furono apertamente confederaliste fin oltre il 1860. Però c’è del vero in quelle sue parole: la classe dirigente aprí le porte ai Savoia sperando che questi avrebbero dato spazio alle idee di sovranità siciliana, magari sotto protezione italiana, e in questo furono traditi e delusi subito dopo lo sbarco di Garibaldi. Non ebbero la forza di organizzare una vera resistenza, si limitarono ad un “mugugno” che fu definito, quasi spregiativamente, “regionista”. È vero che “saldarono” il processo risorgimentale, ma come tutte le saldature, attaccarono malamente con un po’ di stagno fuso due storie diverse, quella siciliana fino al 1860 e quella italiana poi. In ogni caso il “contributo all’Unità d’Italia” della Sicilia non fu totalitario e fu tutto limitato al 1860, il più grande equivoco tragico della nostra storia, equivoco definitivamente seppellito sotto i fucili italiani del 1866 nella rivolta del “Sette e Mezzo”.] …L’impresa di Garibaldi non solo unì la grande Sicilia al resto del Paese ma in qualche misura suggellò il grande moto risorgimentale svoltosi tuttavia in tempi tanto brevi quanto lunghe le erano state l’utopia e la preparazione e l’utopia. Non era per forza detto che la Sicilia si unisse all’Italia… Ma è dopo l’unità che cominciano i guai; fin dall’inizio il Paese non sa che fare dell’intero Mezzogiorno e a maggior ragione della grande isola che ne chiudeva il perimetro verso Sud… In Sicilia convivono confusi e sovrapposti movimenti di segno opposto che possiamo per comodità definire di destra e di sinistra… [in breve un movimentismo anti-italiano ora neo-borbonico ora post-garibaldino, etc.] Lo Stato dal canto suo non trova di meglio che adottare la politica dei poteri straordinari: prodittatori, prefetti, generali, una logica della specialità e dell’“a parte” che è proseguita fino ai giorni nostri [il semplice pensa a questo punto: ma perché questo diavolo di specialità? il furbo o il colto ne coglie l’ineluttabilità se essa parte niente meno che dallo stesso Stato italiano] Basti pensare al generale Dalla Chiesa. Nel frattempo non mancano gli episodi inquietanti a cominciare dai “pugnalatori” di Palermo del 1862… [insomma, in breve, in pochi anni la Sicilia italiana diventa quello che non era mai stata, la terra della mafia, e si logora per sempre il rapporto con l’Italia] e nel ’94 scoppia puntuale la rivolta dei Fasci Siciliani duramente repressa dallo stesso Crispi. Troppo grande e troppo lontana la Sicilia, con troppa identità, troppa storia, troppo paesaggio [a parte il paesaggio, sembra un riassunto efficacissimo dell’Introduzione della Carta de L’Altra Sicilia]. Da qui nascerà la battaglia del secondo ‘900, dopo la parentesi del fascismo e della guerra . Nella lotta tra separatismo e autonomia vince come è noto l’utopia sturziana che non riesce a fare a meno di ammalarsi di sicilianismo facendo dello Statuto un’arma spuntata che nel tempo … [passaggio contraddittorio: l’identità genera l’autonomia, ma questa non dovrebbe essere “sicilianista”, perché il sicilianismo sarebbe niente di meno che la causa del fallimento dell’Autonomia, e non come è ovvio il fatto che l’Autonomia sia stata consegnata agli “italianisti” che ne hanno fatto scempio; poi il separatismo viene contrapposto all’autonomismo, come se l’Italia avesse voluto concedere l’Autonomia alla Sicilia se non ci fossero stati i separatisti. Qui l’Autore omaggia di nuovo lo storiografia di regime di cui dicevamo in apertura, ma – per chi vuole capire – ci dice che dall’Autonomia in poi l’alternativa Sicilia autonoma vincente – Sicilia omologata perdente, è sempre più evidente] ..lo stesso concetto di autonomia. Più quest’ultima si accentua e più si colgono le differenze dal resto del Paese; più si sottolinea la diversità e più la Sicilia si allontana dall’Italia fino alla crisi odierna… La crisi siciliana non era mai probabilmente arrivata a tanto…Il Paese è sostanzialmente percorribile fino a Napoli, fino a Bari e perfino la stessa Calabria appare in qualche misura più unita. Quei tre chilometri dello Stretto di Messina sembrano divenuti un valico insuperabile, quasi un muro tra il Paese e la Sicilia. Quest’ultima annovera ormai nella propria storia personaggi, leggi, istituzioni diverse che finiscono per farla rinchiudere sempre più in sé stessa. [E qui dà contro la specialità che isolerebbe… no comment!] L’Isola dunque è più isola che mai e sembra non volersi integrare col resto di Italia il quale da canto suo la conosce solo per qualche puntata del Commissario Montalbano, qualche etichetta di vino e qualche breve viaggio…[controcanto alla precedente affermazione: se siamo estranei, e percepiti come tali, se ci viene riservato sempre il ruolo di “addetti alle pulizie”, se nessuno rispetta la nostra identità, perché dovremmo avere tutta questa smania di integrarci? Perché legarci ad un paese che non vuole che interagiamo direttamente con l’esterno ma solo con esso, come un geloso Barbablù che ci ha sequestrato al mondo? Altro che isolamento!]».

      Fin qui il Butera. Che dire?

      Se dal 1860 siamo sempre piú alieni all’Italia perché farne un dramma? Non può essere che è questo il nostro destino naturale e che tutte le nostre sventure nascono dal non averlo capito?

      Se vogliamo proprio salvare qualcosa di quel 1860, come pensiamo a lui e ad altri intellettuali stia a cuore, non sarebbe giusto riconoscere che la Storia di Sicilia è la storia di un Popolo, di una Nazione, profondamente legato alla vicina Italia, ma con una storia a sé? Che anche prima del 1860 italiani non eravamo se non per lingua ufficiale?

      Massimo Costa
      L’Altra Sicilia - Anrtudo
      Ufficio stampa

      L’Altra Sicilia - Antudo
      Movimento politico dei Siciliani “al di qua e al di là del Faro”

    22. Giuseppe M.:

      Sinceramente, come pensano molti in questo blog, non credo più nei partiti nazionali, i loro leaders vengono in Sicilia poco prima delle elezioni a farci le solite lezioni, romazine, sul futuro roseo della Sicilia (faremo, bla bla bla..).
      E’ vero questo governo non ama la Sicilia, anzi…, ma e pur vero che con il famoso 61 a 0, con le elezioni vinte dal centrodestra alle regionali del 2001 e con il supporto di una larga maggioranza del governo nazionale, la situazione Siciliana è rimasta immutata, anzi se andiamo a vedere tutte le statistiche europee, nazionali etc. danno la Sicilia come una delle ultime (se non l’ultima) regioni per reddito procapite e come qualità della vita.
      Caro Presidente, la mia impressione e che negli anni la classe politica isolana a di fatto svenduto la Sicilia e i Siciliani per pochi spiccioli, l’importante è fare una gran bella figura con il potente di turno (vede come siamo bravi noi Siciliani, abbiamo portato al partito un sacco di voti, e dall’altro lato la risposta è “bravi continuate così, adesso vediamo cosa possiamo fare per la Sicilia”), mentre i cittadini aspettano con pazienza che la situazione migliori.
      Sicuramente nel 2001 c’è stata l’euforia, perchè si aspettava un investimento in massa da parte di aziende del nord, che in piccola parte c’è stato, poi come per incanto dopo avere preso i finanziamenti le aziende dopo qualche anno si sono dileguate licenziando il personale assunto, magari qualche azienda più seria, che aveva intenzione di investire veramente sulle risorse umane nostrane a fatto dietrofront perchè prima di aprire bottega, qualche politico avrà cercato di dettare legge, vedi personale da assumere.
      Ripeto per l’ennesima volta, non aspettiamoci aiuti da nessuno, sia esso Prodi o Berlusconi, il ns. futuro dobbiamo costruircelo noi, ovviamente non è aspettando la cosidetta “FICU MMUCCA”(non sò sè scritto giusto) che risolveremo i ns. problemi.
      Nel prossimo post Vi allego un’articolo scritto da un giornalista del giornale La Sicilia.

    23. PopoloSiciliano:

      @Geda. Mi dispiace molto che ti sei dimenticato di essere Sicliano. Forsi la tua colonizzazione e` stata completata. L’unico consiglio che ti posso dare e di leggere la storia Siciliana degli ultimi 4 mila anni e puoddarsi incomincerai a sentirti Siciliano. Non c’e` bisogno di fondare uno stato sovrano. la Sicilia e` nazione. Come nazione ha un patto con l’italia che e` il famoso statuto speciale per l’autonomia della nazione Siciliana. L’italia non ha mai rispettato questo patto. Il non rispetto di questo patto da parte dell’italia e` sufficiente per la Sicilia tramite il Presidente della Sicilia Cuffaro e il Presidente del Parlamento Siciliano Micciche` di dichiarare il patto nullo. Cosi il vincolo che trattiene la nazione Siciliana a quella italica sara` rotto. La nazione Siciliana sara` di nuovo Nazione Siciliana. Quello che manca in Sicilia e` il coraggio del Vespro che i nostri avi hanno avuto fino a poco tempo fa`. Ritrovando questo coraggio riportera` la Sicilia a risplendere di nuovo. Coraggio Presidente Micciche`, l’appuntamento con la storia ti aspetta!!!!!!!!!!!!!!

    24. Giuseppe M.:

      La Sicilia - 11/11/2006
      La rinascita siciliana ricominci dai siciliani
      Popolo decapitato. Nessun siciliano che ricopre cariche prestigiose e potenti si preoccupa del destino della nostra terra: tutti coloro che i nostri voti e il nostro impegno riuscirono a mandare al Parlamento non si sentono responsabili verso la propria terra e la propria gente

      PIETRO BARCELLONA
      Si può ancora sperare che il Sud e la Sicilia dopo aver toccato nell’immaginario collettivo il fondo del degrado riescano a risalire la china? forse sì se si riesce a parlare con linguaggi di verità senza le consuete lamentazioni retoriche sulla manipolazione dell’Informazione.
      Certo Napoli non è all’anno zero rispetto alla criminalità di altre città dei nord e la Sicilia non è neppure uno Stato indipendente mafioso dove sono vigenti codici omertosi e barbarici. Tutti quelli che cantano il requiem sul Sud, a partire da Giorgio Bocca, farebbero bene a guardarsi intorno per vedere le travi che coprono i loro occhi. Tangentopolì, calciopoli, bancopoli, reti spionistiche, sistema di ricatto, truffe ai danni dei consumatori, violenze introdomestiche, suicidi, non sono fenomeni meridionali, ma frutti avvelenati dei dominio dell’economia finanziaria e dei potere dei grandi gruppi che controllano il Nord e anche lo Stato italiano e della dissoluzione del tessuto sociale.

      Sarebbe tuttavia inutile e dannoso cercare per l’ennesima volta nella dirigenza politica del Nord le cause dei nostri mali e l’alibi per continuare nel piagnisteo di chi è stato abbandonato al suo destino senza gli aiuti e i sostegni promessi. Come diceva Togliatti (di cui si può discutere tutto, ma non il realismo delle analisi) i primi nemici del Sud sono i nemici interni.

      Noi abbiamo, infatti, una storia di classi dirigenti meridionali che proiettate verso l’ascesa sulla scena nazionale del potere romano, e preoccupati unicamente dei proprio interesse, hanno totalmente abdicato alla funzione storica di rappresentare gli interessi del Sud e di mettersi alla guida di popolazioni che avrebbero desiderato essere chiamate a costruire un progetto comune all’intero Paese.

      Non voglio scendere nei dettagli, che sarebbe un’operazione penosa, ma nessuno dei siciliani che ricoprono cariche nazionali prestigiose e potenti si preoccupa dei destino della nostra terra. Il nostro è. un popolo decapitato: tutti coloro che i nostri voti e il nostro impegno riuscirono a mandare al parlamento nazionale non si sentono responsabili verso la propria terra e la propria gente. Nella migliore delle ipotesi si adoperano per accordi trasversali per la gestione delle briciole che arrivano da Roma e da Bruxelles.

      Sono figure dissanguate, senza la carne e il sangue che fa dei leaders politici il tramite attraverso il quale le popolazioni si autorappresentano come protagonisti del proprio destino. L’allineamento politico coi centri del potere nazionale è totale. Oltre al deficit culturale c’è in questi rappresentanti del Sud una codardia imperdonabile nel rifiuto di ogni tentativo di costruire un fronte autonomo dei Sud, nel quale le vocazioni nostre, produttive e culturali, entrino in sinergia con il sistema paese. C’è uno spreco di risorse umane, di intelligenze, di creatività, di spirito delle nostre generazioni che si trovano senza interlocutori credibili.

      Ci sono nel Sud e in Sicilia attività produttive, dal tessile al metalmeccanico, trasformazioni agricole che fanno di nuovo fiorire i giardini, ci sono iniziative culturali e artistiche che aggregano ragazze e ragazzi, ci sono gruppi di volontariato operoso, c’è un patrimonio artistico e naturale che sprofonda nella storia delle origini: ciò che è mancato e manca è una capacità di dare un orizzonte comune a questa microrealtà, di produrre sintesi e autorappresentazione collettiva. I meridionali debbono cominciare a raccontarsi, debbono ricostruire un’identità parlante, un linguaggio autonomo dall’imitazione servile dei media. Ma questo non può accadere se i siciliani continueranno a percepire le “istituzioni” come un corpo estraneo e opaco, se le istituzioni, Municipi, Province, Scuole, Università, servizi non saranno capaci di innervare il tessuto sociale di una nuova fiducia nella legalità e nella valorizzazione della qualità di ciascuno. Collegamenti, infrastrutture, reti, marketing, programmazione urbana sono le condizioni di una riscossa. II Sud soffre anzitutto dei tradimento delle proprie classi dirigenti.

      La logica dell’interesse particolare, il piccolo cabotaggio furbesco, il clientelismo strisciante, le politiche occulte di spartizione dei “posti” hanno oscurato l’orizzonte del Sud, Dopo gli anni dello sviluppo dipendente quando la Sicilia andava bene come sede delle Cattedrali nel deserto e come “congestione urbana” senza sviluppo, quando si poteva ancora contare sullo scambio fra voti e sussidi, alle soglie del nuovo secolo e della globalizzazione nessuno è riuscito a trovare la chiave per una interpretazione non coloniale dello sviluppo del Sud.
      La Regione è diventata una palla al piede, soffocata da sospetti mafiosi e clientelismo sfrenato; gli enti locali sono divenuti merci di scambio per gli equilibri politici e le istituzioni culturali si sono adagiate su questo trend cercando sponsor politici per i propri affari privati.
      Come ho scritto altre volte, l’Università è assai lontana dal candidarsi come un volano dello sviluppo economico e sociale e resta intrappolata in logiche di spartizione di poteri appena mascherate da proclami di discontinuità storiche…

      Il primo atto politico che occorre promuovere è una rottura con gli equilibri nazionali e una forte ripresa del confronto sui nostri temi. L’obiettivo di creare un fronte autonomistico è il solo che può restiture alla Sicilia la capacità di auto rappresentarsi e auto organizzarsi.
      Sono stato in Spagna la settimana scorsa e ho potuto constatare come le autonomie locali sono una preziosa risorsa per ricostruire una vocazione nazionale. Il Sud della Spagna si è trasformato: non è più il paese dei campesinos, ma un enorme distretto turistico-culturale, le città della Catalogna stanno sviluppando innovazioni nelle ricerche tecnologiche e creando campus universitari di grande attrazione europea e mondiale.

      Noi abbiamo un patrimonio archeologico che riguarda l’intera umanità, una cultura che, come diceva Vittorini, ha fatto dei nostri comuni le finestre sul mondo, abbiamo una creatività diffusa che da sola rappresenta una ricchezza enorme. A Siracusa si recitano ancora le tragedie greche, a Palermo i palazzi normanni e i profili arabi disegnano un paesaggio unico, la Sicilia orientale ha i più begli agrumeti d’Europa, ecc. Manca il collante perché tutto questo si unisca in un progetto comune.

      Dobbiamo smettere di chiedere aiuti al Nord e al Centro, facciamoci interpreti della nostra storia e delle nostre risorse: mandiamo a casa i falsi rappresentanti che sono pronti ai compromessi nazionali. Chiunque ha qualcosa da dire si impegni pubblicamente a farlo.

      Anche la mafia, questa cancrena che ci affligge, troverà meno spazio di penetrazione se la classe dirigente ritroverà l’orgoglio di abitare una delle terre più straordinarie dei mondo. È la corruzione dello spirito pubblico che alimenta la collusione con la politica e l’atmosfera crepuscolare in cui siamo immersi. La luce dei Sole è per noi un emblema e un codice morale.

    25. Claudio Fazio:

      Un primo atto di coraggio da parte della nostra classe dirigente sarebbe quello di dimettersi da i partiti italiani e di costituire partiti siciliani al 100%.Quindi il divieto di entrare nel parlamento sicliano a partiti italiani.Gli stessi Cuffaro e Miccichè se ne dovrebbero andare dall’Udc e da Forza Italia e creare partiti in sicilia e dare inizio a una vera e propria politica siciliana.Ma per fare tutto ciò ci vuole grande coraggio da parte di tutta la nostra classe politica.

      @Geda
      Mi dispiace che come ha detto Popolo siciliano che ti sei dimenticato di essere siciliano.

    26. chicchina:

      Il Sig.Miccichè si è svegliato dall’avventura di governo durata 5 anni ,e inizia le lamentazioni classiche e qualunquiste dei politicanti più,,,tradizionali.Se i governi e i governanti devono servire solo per rispondere alle richieste dei singoli eletti deputati a rappresentare gli interessi esclusivi del loro bacino di pesca,dimostra due cose,gravi per un buon politico:con 61 rappresentanti siciliani,nel governo berlusconi-cioè la sicilia in toto,i siciliani ,qualcuno mi smentisca,non hanno avuto particolari benefici economici,di sicurezza,di buona gestione di governo a livello locale.Il nostro presidente della regione partiva per roma,ogni volta che i conti non quadravano,e tornava con ..le pive nel sacco,salvo a far crescere il debito della regione,come la sanità,ottima mammella da buon latte per accoliti partitari associati.La legge elettorale voluta e votata con spocchia dal governo che Miccichè rappresentava,ha impedito che gli italiani,anche quindi i siciani potessero scegliere gli uomini che preferivano,per cui la legge stessa non ha dato i vantaggi che i soloni della politica che l’anno votata speravano.Il sig.Miccichà ha dimenticato il bravo Lunardi?E’ venuto in sicilia per inaugurare la conclusione della messina-palermo-Ma l’opera non è ancora finita,dopo ben due tagli di nasto,una per ogni quanti kilometri?Ma di che va parlando?Il ministro Di Pietro,prima di iniziare qualsiasi discussione,ed a scanzo di facili battute,ha presentato un puntigliosissimo documento dove stavano elencati le opere proposte,quelle iniziate e parsialmente,molto parsialmente finanziate dal governo berlusconi e quelle poste solo su carta,senza alcuna coperetura finanziaria,la situazione si presentava a dir poco disastrosa.Vogliamo ancora continuare,Sig.Miccichè,con gli sprechi della nostra regione- stato?Mi dovrei documentare,perchè non mi piacciono i qualunquismi,io non ho partiti da difendere,tantomento poltrone,alla mia età forse una poltrona o sedia comoda per muovermi servirebbe anche,ma solo quella.chicchina

    27. L'Altra Sicilia:

      CARI AMICI, HO IL PIACERE DI INVIARE IL LINK DE “L’ISOLA” , il quindicinale delle diaspora siciliana, NUMERO 6 - ANNO IX – 16/30 SETTEMBRE 2007.

      http://www.anniversariostatutosiciliano.org/lisola/isola6.pdf

      RICORDIAMO CHE ALCUNI ARTICOLI VENGONO RIPUBBLICATI ANCHE SUL SITO INTERNET DE L’ALTRA SICILIA “www.laltrasicilia.org” E POSSONO ESSERE FACILMENTE CONSULTATI E SCARICATI ANCHE DAL WEB.

      VI RICORDIAMO CHE IL GIORNALE È APERTO AI VOSTRI SUGGERIMENTI E ALLE VOSTRE OSSERVAZIONI.

      VI RINGRAZIAMO PER L’ATTENZIONE E PER L’EVENTUALE DIFFUSIONE AD AMICI E CONOSCENTI.

      **********************************
      PS: In una società globalizzata dove tutti parlano il politicamente corretto definirsi di Destra o di Sinistra o di un fantasioso centro è un modo come un altro di dichiararsi imbecilli.
      *****************************

    28. L'Altra Sicilia:

      Dopo avere ascoltato questa canzone di un siciliano della diaspora
      http://youtube.com/watch?v=czMh_lTJbUg

      Guardatevi allo specchio

      **********************************
      PS: Questo video non é il solito piagnisteo dei professionisti dell’antimafia. Questo video SPIEGA la mafia: “ca quannu unu si ribella u fanu ammazzari da unu di nuautri”. Cioé: chiddi ca “ú fanu”, nun sunnu siciliani.
      **************************

    29. eusebio:

      Rispondo a geda(commento 20),permettendomi di ricordargli che nel governo Berllusconi c’erano, se non ricordo male, ben 4 ministri siciliani:più rappresentati di così si muore! Nel governo Prodi?????.

    30. Adelaide:

      @chicchina:ma…hai percorso la messina-palermo? o leggi giornali di scaduti? E’ un risultato più che evidente. Infatti non aggiungo altro.

    31. Giuseppe:

      Per quanto riguarda la ME-PA dobbiamo dare atto chè stata aperta,azzoppata o no è stata aperta.
      Però Vi ricordo che alcuni tratti della CATANIA in treno passano da 4 a 5 ore(per meno di 200Km), sè da Palermo voglio andare a TP passano 1,5 2 ore(100Km).
      Ecco Presidente noi Siciliani non vogliamo l’alta velocità, ci basterebbe un pò di velocità.
      Pensate come sarebbe bello poter andare a CT da PA da un centrocittà all’altro in 1,5 ore e anche meno, o poter andare a Messina o Trapani in poco tempo,credo che molti di noi ci penserebbero molto prima di prendere la macchina per farsi 200Km, con rischi vari,non ultimi gli autovelox, pensate un bel viaggio rilassante in treno dove potreste lavorare con il Vs. portatile o leggere qualche giornale, per non tralasciare l’importante obbiettivo di avvicinare notevolmente i vari capoluoghi Sicilianianche dal punto di vista delloo sviluppo economico integrato.

    32. GEDA:

      Sempre dal Sito statutosiciliano.it

      Dove finiscono i fondi dell’Unione Europea?

      Come è noto, la Sicilia rientra nell’Obiettivo 1 che include le aree economicamente depresse a cui destinare una certa quantità di risorse con lo scopo di aiutarle ad uscire dalle condizioni di svantaggio in cui si trovano e di conseguenza dall’Obiettivo medesimo.
      La nostra regione, tristemente, è tra le poche realtà socioeconomiche ricadenti nel suddetto Obiettivo 1 a non essersi affrancata dal disagio ed a permanere nella stessa situazione iniziale: altre regioni italiane dall’Abruzzo alla Basilicata – per non parlare di altri esempi europei tipo l’Irlanda – hanno ceduto il loro posto ai nuovi arrivati, i paesi dell’Est europeo da poco entrati nella Ue. Noi no: la Sicilia rimane ancora dentro l’Obiettivo 1, si direbbe col sollievo dei nostri amministratori che possono in tal modo usufruire della massa ingente di fondi spettanti alle zone disagiate per poter portare avanti la loro politica. Che politica? Forse una politica di sviluppo economico? Niente affatto. La politica che piace alla nostra classe dirigente, quella fondata sulle sovvenzioni di clientes a scopo elettorale. Siamo arrivati al punto che la Regione siciliana usa i soldi Ue per la spesa corrente.
      Qualche mese fa il governo regionale ha chiesto al dipartimento Programmazione di destinare ai progetti di lavoro dei forestali 100 milioni di euro all’anno, per sei anni, dei fondi europei che il Por 2007/2013 destina invece a investimenti e ricerca nel settore agricolo e all’agroindustria. Ma perché accade tutto ciò? Perché i soldi per la spesa corrente se ne vanno tutti per pagare gli stipendi dei regionali e sovvenzionare la macchina burocratica. Così, ancora una volta, si ricorre al vecchio trucco dell’usare i soldi per le stampelle offerteci da “fuori” per spenderli in modo improprio o meglio proprio ma solo per alcuni e ritrovarci nell’immobilità più assoluta, fermi sempre nello stesso punto.
      Non è azzardato immaginare che, come nel passato l’interpretazione riparazionistica della specialità ha creato le premesse per l’uso distorto dello Statuto, così oggi possa fornire una base altrettanto solida per giustificare il nostro immobilismo e farci giocare il consueto ruolo “vittimistico” anche in Europa. Anche qui, si potrebbe cominciare coll’interrogarsi sulla compatibilità di questa cultura della specialità con la modernità e con l’Europa stessa.
      Aboliamo lo Statuto speciale?

      Aggiungo che il 2007-13 é l’ultimo treno per noi Siciliani.

    33. GEDA:

      Egregio presidente, gentili signori,

      In riferimento al commento numero 33, colgo l’occasione per sottoporre alla vostra attenzione a mo di confronto i seguenti due link (entrambi sono siti informativi sui P.O.R.; il primo della Regione Siciliana, il secondo della Regione Puglia (prego considerare http://www.):
      euroinfosicilia.it/
      por.regione.puglia.it/

      noterete la pochezza grafica ed informativa nonché la scarsa “usability” del sito Siciliano sul POR. E concorderete con me che i Siciliani meritano molto di piu.
      la trasparenza delle informazioni e la corretta comunicazione vanno veicolate anche attraverso l’ausilio delle info-tecnologie.

      Proprio per tale motivo vorrei farvi presente quanto importante possa essere una gestione appropriata del sito sui POR inteso come una vera e propria finestra attraverso cui veicolare in modo trasparente ed esaustivo le possibilità offerteci dall’Unione Europea.

      Sono sicuro che come Presidente della ARS, il signor Micciché si farà portavoce di questo sentimento.

      Egregio presidente, mi auguro che questa volta mi renderà l’onore di un suo commento

    34. riki:

      chi e’ che da’ i soldi ai quindicimila (?) dipendenti della Regione Sicilia ?
      (in Veneto si dice siano tremila
      ed in Lombardia duemilacinquecento).
      *******************************************
      In ogni caso si profilano nubi grige,
      perche’
      c’e’ consapevolezza che il rilancio del paese Italia richiede forti Tagli alla
      Pubblica Amministrazione
      (e questo tocca la Sicilia)
      e caccia agli Evasori Fiscali
      (e questo dovrebbe toccare quelle Regioni
      dove si produce maggiore ricchezza;
      in teoria questo aspetto poco dovrebbe riguardare la Sicilia).

    35. riki:

      Nel Centro Sud di oggi ,dominato da cosche ,
      il Privato non ci mette una lira
      e nemmeno lo Stato.
      Quando lo Stato (attraverso la Regione),
      ci ha provato,ha prodotto solo Aziende Passive,al 99%.

    36. Gianfranco Miccichè::

      geda prometto che mi farò portavoce della tua esigenza che è quella di tutti e vedrai che a poco a poco sistemeremo tante cose (ma mai tutte)

    37. Sergio:

      Le responsabilità che hanno i politici siciliani sull’attuale stato di depressione economica dell’Isola è davvero notevole.

      Infatti, nello Statuto di Autonomia di cui l’Isola è dotata ci sono tutti i mezzi per innescare un circolo virtuoso di ricchezza e prosperità.

      Purtroppo, però, i politici siciliani si guardano bene di applicare lo Statuto perchè hanno bisogno di questo stato di cose (leggasi “non sviluppo economico”) per poter continuare ad avere consensi con il sistema clientelare.

      Ma prima o poi i Siciliani capiranno che non è importante la promessa personale di questo o tal politico (tra l’altro quasi mai mantenuta…); è molto più importante innescare un processo di sviluppo generale di cui tutti beneficeremmo.

      Se qualche politico di acuta intelligenza (e, magari, di importante carica istituzionale) capirà ciò ed inizierà lui per primo questo percorso, sarà ricordato per sempre nella storia di questa terra.

      Presidente Miccichè: vorrà essere Lei costui?

    38. Giuseppe M.:

      A proposito dello statuto regionale.
      L’art. 15 abolisce di fatto le province, perchè qualcuno nè voleva creare delle altre??
      A CHE SERVONO LE PROVINCE?? BOOO!!!

    39. MORFEUS:

      A TUTTI I SIILIANI E UNA VITA CHE IL GOVERNO CI PRENDE PER IL CULO, QUI L’UNICO MODO PER FAR RISORGERE LA SICILIA E QUELLA CHE LA SICILIA SI STACCHI DALL’ITALIA UNA VOLTE PERDUTE VISTO CHE NOI SICILIANI NON CI SIAMO MAI SENTI ITALIANI.FARE DELLE LEGGI DURE CONTRO LA MAFIA E FAR SCENDERE IN CAMPO L’ESERCITO PER FARSI CHE GLI INVESTITORI STRANIERI POSSANO INVESTIRE PER CREARE INDUSTRIE PERCHE LA MAFIA SI SCONFIGGE SOLO CON IL LAVORO CHE GLI LEVA MANOVALANZA,SE UN MINISTRO FAREBBE UN REFEREDUM CHE DICESSE AI SICILIANI DI SEPARARCI DALL’ITALIA TUTTI SAREBBERERO DACCORDO TUTTI QUANTI DI TEMI COSA NE PENSATE…….

    40. Claudio Fazio:

      @Sergio
      Si alla fine la Siclia per colpa di alcuni imbecilli ha meno autonomia delle regioni a statuto speciale.Si vede che per alcuni parlamentari non conviene lo statuto speciale.

    41. Claudio Fazio:

      @Morfeus
      Le leggi dure devono essere fatte me anche fatte rispettare.Mandare l’esercito non serve a niente.Anzì Farebbe scappare tutti gli investimenti dalla Sicilia.Per quanto riguarda il referendum dovbrebbe essere promosso dalla regione.Comunque io sarei d’accordo.

    42. Angela:

      @Morpheus
      per l’appunto, l’esercito, checchè ne dica l’On. Cannella che sta raccogliendo firme, non è servito a sconfiggere la mafia quando lo chiamarono anni fa, nè riuscirebbe adesso. Sono i siciliani che devono smettere di sopportare, avallare, giustificare certi tipi di comportamento. Pretendere ciò che è giusto, senza cercare di ottenere il bene proprio a scapito della collettività.
      Non si vuole capire che il bene collettivo non lede quello privato. Che la cosa pubblica è anche privata.
      Che la propria casa non finisce con la porta blindata ma è il marciapiede, la strada, il giardino, i negozi, le fabbriche (quali fabbriche??!) che hai intorno!

      Tu vuoi piazzare gli spaventapasseri (l’esercito) per far paura ai conigli… (quelli vivono anche sottoterra, sai che se ne fanno degli spaventapasseri?)

    43. Claudio Fazio:

      Comunque secondo me la mafia si deve sconfiggere a Roma.Perchè sono i politici di Roma che hanno più contatti con cosa nostra.Quelli in Siclia sono solo dei pupi.Per questo molte volte diciamo noi autonomisti che è meglio tenerci a larga da Roma.

    44. USicilianU:

      Dopo avere ascoltato questa canzone di un siciliano della diaspora
      http://youtube.com/watch?v=czMh_lTJbUg

      Bravo a L’altra Sicilia per aver proposto questo video. Sintinnu sta

    45. USicilianU:

      Dopo avere ascoltato questa canzone di un siciliano della diaspora
      http://youtube.com/watch?v=czMh_lTJbUg

      Bravo a L’altra Sicilia per aver proposto questo video. Sintinnu sta` canzuna Siciliana sento la rabbia di un popolo che e` stuffo di essesre calpestato e` che fra poco le cose cambiaremmo per il nostro popolo che rigetta la colonizzazione taliana. Ma i politici di ARS questo lo capiscono???? Ma u sannu chi cosa pensa e vole a gente Siciliana??? O ci vorra` un’altra classe di politici che capiscono u popolo per fare i cambiamente necessari per u popolo e nazione Siciliana???

    46. USicilianU:

      Bravo a Sergio, Morpheus e a Claudio. Finalmente i veri Siciliani si fanno avanti. Se ARS sarebbe composto di persone come voi che si sentino Siciliani veri e non pseudo-siciliani ed hanno il coraggio del Vespro come i nostri avi, noi Sicilani non avremmo nessun problema. Sono sicuro che il famoso Statuto per l’autonomia della nazione Siciliana si sarebbe implimentato interamente, e l’italia e il governo taliano tremasse quando il Presidente Siciliano si presentasse al consiglio del governo rappresentanno VERAMENTE gli interessi del POPOLO e Nazione Siciliana!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    47. USicilianU:

      Spero che non e` solamente il Presidente del Parlamento Siciliano a leggere i commenti del popolo Siciliano, spero che gli altri politici dell’ARS e il Presidente della Sicilia Cuffaro fanno attenzione perche` se non lo fanno ora alle prossime elezioni ci saranno dei grossi cambiamenti di sicuro!!!!!!!!!!!

    48. Claudio Fazio:

      @USicilianu
      Finalmente un’altro che la pensa come me.Comunque secondo me devono essere i giovani come me a capire cosa hanno fatto i nostri nonni.O altrimenti sarebbe uno sforzo inutile.
      Sicuramente come hai detto te fra qualche anno alle prime elezioni che verranno(comunali o regionali cha siano) cambierà qualcosa.E chi lo sa che non ci sarà un favoreggiamento ai partiti autonomisti.lo spero.

    49. PopoloSiciliano:

      Caro Claudio, c’e` un esercito di Siciliani in Sicilia, in italia e nel Mondo che pensa come te e USicilianu. L’unione fa la forza. Fra poco questi Siciliani si riprenderanno le redini guida della Sicilia perse nel 1860. L’unico consiglio che posso dare ai politici del ARS e` ” state attenti perche l’onda Siciliana sta ` per arrivare”! VIVA La Sicilia!

    50. GEDA:

      PopoloSiciliano ti ricordo che prima del 1860 la Sicilia era governata da uno straniero… un tale Borbone che sicuramente non era Siciliano.
      non mistifichiamo la realtà

    51. PopoloSiciliano:

      Quel staniero era napolitano e re di Napoli e re di Sicilia. A quel tempo i veri Siciliani ci facevano sentire quando pensavano che il re non si interessava del popolo e nazione Siciliana.

    52. PopoloSiciliano:

      Geda un altro punto importante e` che il popolo dell’altra Sicilia cioe` il regno di Napoli si chiamavano Duosiciliano. Anche dopo 600 anni che il regno di Sicilia aveva perso il sud d’italia agli angioini questo popolo si considerava eredi degli Siciliani nella penisola italica.

    53. PopoloSiciliano:

      Altro punto per te Geda che anche dopo 600 anni che noi Siciliani avevano perso il sud d’italia all’alleanza angioini-papale la nostra lingua Sicliana si parla ancora in Calabria, nel Salento in Puglia e nel Cilento in Campania!!!

    54. GEDA:

      Ascolta,
      parlare/comprendere la lingua siciliana non é condizione necessaria per sentirsi Siciliani. I Walloni in Belgio parlano francese, gli Svizzeri del Ticino parlano italiano, in quebec parlano francese… questi popoli pur parlando una lingua di colonizzazione hanno comunque una loro identità bella forte. Quindi penso che per ora e per i prossimi decenni le priorità sono altre che quelle di inserire corsi di siciliano nelle scuole… ecc ecc ecc.

    55. PopoloSiciliano:

      Geda, ma questi popoli che menzioni parlano la propria lingua e non quelli dei loro colonizzatori. Per questo che mantengono il loro senso di popolo. Un popolo senza lingua finisce di essere popolo!!

    56. USicilianU:

      PopoloSiciliano sono d’accordo con te , e` vero quello che dice un popolo che ha perso la sua lingua finisce di essere un popolo perche e` stato colonizzato!!! Io aggiungo che un popolo che non lotta per la sua lingua non e` piu` popolo!! Un siciliano che dice la priorita` non e` salvare la lingua Siciliana dall’estinzione non e` un Siciliano vero ma diventa un psuedo-siciliano

    57. Ducezio:

      Bravi PopoloSiciliano, USicilianU e Claudio. Sono contento che dopo piu` di 147 anni di oppressione italica l’anima Sicula e` ancora viva! Viva la Sicilia e il suo popolo!!

    58. USicilianU:

      Grazie a Claudio, PopoloSiciliano e Sergio per la loro difesa della Nostra Lingua Siciliana. I veri Siciliani non si fermano mai nell’affermare che u sicilianu E` lingua e non un dialetto. Alcuni infatti dicono che u talianu e` un dialetto della Lingua Siciliana. Circa un anno fa` sono stato presente ad un meeting di italiani ad New York, c’`erano presenti piu` di 100 persone proveniente da tutte le regioni d’italia con una maggioranza di Siciliani. Una persona ha fatto un commento sul dialetto , e che alcuni non parlano l’italiano correttamente. In quel momento si e` alzato uno di Castellamare del Golfo e ha detto ad alta voce pieno di orgoglio Siciliano che “Il Siciliano E` una Lingua e non un dialetto” a quel punto ch’e` stato un grande applauso da tutti i Siciliani presenti”. Questo orgoglio Siciliano si sta` perdendo in Sicilia. Fabrix e Geda puodddarsi non sono stati esposti a persone che parlano la lingua Siciliana. Ma sono sicuro che dopo questi commenti il bravo Signor Fabrix e Geda incomincieranno ha fare delle ricerche personale sulla lingua Siciliana e la prossima volta dirano anche loro la lingua Siciliana E` lingua.(vedi i siti: http://www.linguasiciliana.org e http://www.arbasicula.org ). Noi Siciliani non dobbiamo aspettare ai politici per fare qualche cosa per noi popolo Siciliano, ma dobbiamo prendere noi l’iniziativa per defendere la nostra storia, la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra nazione Siciliana. Solo cosi la nazione Siciliana puo` continuare perche` i politici fino adesso non hanno avuto nessun interesse per la Sicilia ed il suo popolo, infatti hanno permesso la colonizzazione del l’isola e del suo popolo che non sa` che u sicilianu E` lingua!!!!!!!!!!!!!!!

    59. L'Altra Sicilia:

      Proposta di legge di iniziativa popolare “LINGUA, CULTURA E MEDIA SICILIANI” (ART.12 DELLO STATUTO)
      RELAZIONE DEI PROPONENTI

      Premesso che:

      all’assemblea Regionale Siciliana, non è la prima volta che nella storia della Nostra Autonomia viene
      presentata una legge a tutela della lingua siciliana, come della letteratura ed in genere della cultura
      ricchissima della Nostra Isola.

      Ma intanto perché una legge sulla “Lingua Siciliana”?

      E poi è davvero una lingua il Siciliano o è corretto
      inquadrarlo come un “dialetto” della lingua italiana?

      La legislazione statale non riconosce ad oggi al Siciliano il rango di lingua minoritaria mentre tale qualifica gli viene riconosciuta dall’Unesco e da importanti autorità in campo internazionale, quali l’Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni (ISO) che la ha dotata di un proprio codice ISO 639-2 e ISO 639-3 di tre lettere (SCN), codici riservati alle “lingue”.

      A parte il fatto che anche i cosiddetti “dialetti” potrebbero essere oggetto di tutela, seppure ad evidenza minore, e sebbene tale tutela non si sia mai registrata in 60 anni di Autonomia Speciale della Sicilia, è certo che la qualifica di “lingua” avrebbe implicazioni politiche, di principio e pratiche, del massimo rilievo. E poi la nostra proposta, brevemente detta sulla “Lingua, Cultura e Media Siciliani”, ha uno spettro più ampio di quello strettamente linguistico, comprendendo anche gli aspetti letterari, culturali e sociali specifici della Sicilia, oggi tanto totalmente ignorati nella scuola e nel “paese legale”, quanto profondamente radicati nel
      “paese reale”.

      Cliccando sul link http://www.laltrasicilia.org/downloads/propostalegge.pdf puoi scaricare l’intera proposta di legge “LINGUA, CULTURA E MEDIA SICILIANI” (ART.12 DELLO STATUTO)
      ***********

    60. Claudio Fazio:

      @GEDA
      Guarda per esempio la Catalogna.Sono stati molto tenaci e hanno approvato una propria costituzione.Parlano il catalano.E forse se non mi sbaglio lo imparano anche nelle scuole.Lo stesso i baschi.

    61. Ducezio:

      Bravo Siciliano, Claudio e L’altra Sicilia. Il nostro percorso di popolo ha fatto poco progresso negli ultimi 60anni e lo statuto speciale per l’autonomia della nazione Siciliana non e` stata applicata e la lingua Siciliana e`disprezzata perche` continuano ad esserci persone come riki e Geda e Gaex che non valorizzano quello che vuol dire essere Siciliani. La nostra battaglia di popolo non e` solamente contro i partiti controllati da roma ma anche` contro i colonizzati che ad ogni pssso lanciano disprezzo ed odio contro il sentirsi Siciliano. E` importante affermare che il Siciliano E` lingua e che il Siciliano E` la nostra lingua. Mi ha fatto tanto piacere sentire USicilianu dire che un Siciliano d’America provaniente da Castellamare del Golfo ha difeso la nostra lingua ad alta voce in un meeting dove alcuni italici cercavano di disprezzare la nostra lingua. Il suo orgoglio e coraggio Siciliano e` stato applaudito immediatamente dagli altri Siciliani Veri presente. La Sicilia ha bisogno di Siciliani con questo orgoglio e coraggio. Il coraggio del Vespro. riki il risveglio Siciliano portera` i voti a L’altra Sicilia!

    62. PopoloSiciliano:

      Caro Ducezio. uno sparco di mille Siciliani del Mondo sarebbe sufficiente per svegliare l’orgoglio e il coraggio dei Siciliani rimasti nell’isola. Mi sembra in Sicilia mancano Siciliani d’azione. Mille Siciliani coraggiosi potranno fare risorgere la nazione Siciliana e ribaltire il danno fatto dai mille mercenari del 1860!!!

    63. Claudio Fazio:

      @Popolo siciliano
      Non sarebbe meglio agirer democraticamente in parlamento?Ragiona.Mica siamo più nel 1860.Abbiamo i mezzi democratici per ridare dignità alla nostra nazione.

    64. Ducezio:

      Claudio i mille Siciliani del Mondo verrano qui in Sicilia a portarci l’orgoglio e coraggio Siciliano che tanto manca in Sicilia. Questo iniziera` la riscossa Siciliana. Parlo ti parole. Le parole giuste hanno piu` forza delle pallottole. Ma se i Siciliani veri di Sicilia si risvegliarano presto non bisognera` questo sbarco!!!! Dove son gli altri Claudio di Sicilia?????

    65. MORFEUS:

      E inutile se la sicilia non fa delle leggi dure contro la mafia perche la mafia si sconfigge con il lavoro e il controllo del territorio e una cosa importante non fare piu entrare extracommunitari ora basta.I siciliani devono reaggire e lottare per la loro terra. E il discorso di separarsi dall’italia sarebbe una cosa buona perche si potrebbe e fare come in america elezioni presidenziali e il presidente che viene eletto dovra redere conto alla volonta dei cittadini del suo operato su l’isola.La sicilia potrebbe diventare economicamente ricchissima se costruisse industrie,svillupasse nuove tecnologia tipo solare e quella dell’idrogeno e sistemare le sue coste per il turismo.Cosa ne pensate voi…………..

    66. PopoloSicliano:

      MORFEUS. La tua idea portera` il potere nelle mani del popolo Siciliano. Se i tuoi punti che hai detto sarebbero implimentati la Sicilia sara` grande di nuovo. Avanti col risveglio del popolo Siciliano!!!!!

    67. riki:

      rif 61
      in un altro post mi avevate indicato “a solo”.
      Qui sono citato assieme a Geda e Gaex,
      di cui non ho nemmeno letto i commenti.
      Comunque grazie per la compagnia.
      Quindi si profila una Nazione Sicilia,
      una Nazione Padania,e………
      signori si affrettino,
      prima che si chiudono i giochi.
      ***************************************************
      “………e la lingua Siciliana e`disprezzata perche` continuano ad esserci persone come riki e Geda e Gaex che non valorizzano quello che vuol dire essere Siciliani.”
      AL MOMENTO SIAMO SOLO IN TRE SU CINQUE MILIONI DI
      SICILIANI E
      MI PARE CHE CI STAI ECCESSIVAMENTE PENALIZZANDO,
      ANCHE PERCHE’,QUALCHE VOLTA,MI DIVERTE
      PARLARE IN DIALETTO.

    68. Sicano:

      riki ma perche` tutto questo odio e disprezzo verso essere Siciliani. Ma sei a contatto con troppo italici??

    69. riki:

      sicano
      sei completamente fuori strada.Parli con uno che e’ Siciliano fino al midollo,che ha studiato e lavorato in Sicilia per la Sicilia e continua a farlo tutti
      i giorni.Ma sono anche un Italiano inserito in Europa.
      Io non so dove potrete arrivare con queste dichiarazioni di Sicilianita’.
      Che sareste,una razza superiore?A chi?
      Una razza di una Regione dove un giorno si ed uno no si discute se fare intervenire l’Esercito.
      Tornate sui banchi di scuola e studiatevi
      l’Inglese,l’Informatica e l’Economia Aziendale.
      E poi se ne siete capaci,fatevi accettare in un Master.

    70. riki:

      Comunque per l’introduzione della Lingua Siciliana
      nelle scuole parlatene con Mussi,
      che e’ il Ministro del ramo.
      Per la Nazione Sicilia,fate un Referendum.

    71. Claudio Fazio:

      @Riki
      Noi mica siamo un partito razzista.Diciamo soltanto che non ci sentiamo italiani.E non ti preoccupare che hanno studiato.Visto che di storia ne sanno più di te.Non abbiamo bisogno di chiedere al ministrello di Roma per introdurre la nostra lingua nelle scuole.Abbiamo un parlemnto che si può permettere di leggiferare ampiamente in tutti i settori.Ti assicuro che pur essendo siciliano, io mi sento anche europeo.E troppo chiedere di avere più dignità?Di avere più rispetto da parte di Roma?E poi se sei cosi fiero di essere italiano vallo a dire a tutti quei genitori di Gela che devono vedere i loro figli nascere con disturbi fisici.Vai a Gela simbolo della colonizazione italiana.E cerca di leggere che ti fa bene alla mente e alla cultura.

    72. Sicano:

      Bravo CLAUDIO!!!!!!!!!!!!!!!!Ben detto!!!!!!!!!

    73. Giuseppe M.:

      Negli ultimi anni il mio pensiero riguardo il mondo capitalista è cambiato in peggio, preciso che il mio giudizio negativo è rivolto all’attuale sistema capitalistico esasperato dal guadagno a tutti i costi, speculazioni, crack finanziari, finanza creativa, tutte manovre fatte da personaggi senza scrupoli che poi riversano gli effetti negativi delle loro manovre sempre sulla povera gente, vedi i vari casi Cirio, Parmalat, bond argentini e in ultimo la crisi dei mutui subprime. Attualmente ho una repulsione per tutto quello che riguarda l’economia, per tutti i termini di economia americani importati in Italia, anche per i master da tè mensionati.
      Ormai sono tutti MANAGER, tutti pensano allo stipendio, ai premi, per risanare le aziende con i loro colpi di genio la prima cosa che fanno tagliano i costi del personale.
      Dove andremo a finire di questo passo??
      Le aziende delocalizzano, per fare più utili, licenziano in Italia vanno a produrre i loro beni in paesi in cui il costo del lavoro è inferiore a quello Italiano e poi rivendono i loro prodotti in Italia sempre allo stesso prezzo.
      Di sicuro in Sicilia abbiamo la mafia, ma se tutto quello che si legge su internet sulle varie economie occidentali, non ultima quella americana che negli ultimi anni e sempre più basata sull’industria degli armamenti, sulle guerre, e sul debito pubblico la mafia Siciliana è una specie di associazione benefica, mentre la vera mafia stà altrove.
      Il bello in tutto questo che non sono comunista, ma un elettore di centrodestra.

    74. riki:

      PROVACI TU A FARE IMPRESA

    75. riki:

      x Claudio
      in tempi di crisi della classe politica di oggi
      leggendo quello che scrivi,e come lo scrivi
      “mi sfiora l’idea” che il tuo personaggio con
      i tuoi dichiarati 16 anni
      sia una invenzione per portare discredito
      alla categoria dei Giovani che preme per
      un rinnovamento generazionale della Politica.

    76. Giuseppe M.:

      Io di datto sono un imprenditore, piccolo, piccolissimo, ma sono un imprenditore, ho una ditta individuale da 4 anni, cioè da quando ero alle dipendenze di una società di informatica siciliana e ho deciso di passare ad una società megagalattica Milanese che investiva in Calabria, che adesso è fallita perchè il megagalattico presidente Milanese si è “AMMUCCATO” svariati milioni di euro e ha lasciato migliaia di dipendenti con il culo per terra.
      Per fortuna sono stato lungimirante e mi sono organizzato per tempo, e adesso riesco a tirarmi uno stipendio dalla mia attività, senza aiuti politici e di nessuno.
      Comunque la mia critica è rivolta sempre alle grosse imprese, per intenderci quelle che non pagano le tasse e ricevono sempre aiuti dallo stato, i piccoli imprenditori, per intenderci quelli più incazzati, sono tutti da ammirare, specialmente quelli che operano al sud.

    77. Giuseppe M.:

      E ti dirò di più, mi stò muovendo per creare un’azienda agricola..
      Io ci provo, e tu??

    78. Claudio Fazio:

      @Riki
      Guarda che io ho veramente 16 anni fesso.Sono sempre stato uno di quelli che sosteneva il rinnovamento del Parlamento siciliano e di tutti i componenti delle istituzioni.Anche perchè siamo noi giovani ,in bene o in male,il futuro di questa Sicilia ,non i vecchi bacucchi.Se saresti stato attento avresti visto che scrivo soltanto la pomeriggio e in serata perchè ancora faccio le scuole superiori.A parte in estate.

    79. L'Ingegnere Volante:

      Claudio continua così. Nel nostro cammino troveremo sempre due categorie:

      1. quelli che non ci capiscono, ovverosia quelli che non hanno i mezzi intellettuali per capire che solo attraverso l’affermazione della identità un popolo si rende libero da chi lo vuole omologato e schiavo di un padrone straniero; e questi non capendoci semplicemente ci disprezzeranno, a meno di fulminazioni miracolose sulla via di Damasco…

      2. quelli che ci capiscono, e quindi comprendono quanto siano pericolose le nostre idee per i loro equilibri ideologico-mentali di colonizzati dal regime tosco-padano.

      Continua così. Sei bravo e sei anche una speranza per la nostra Sicilia. Davanti a un fratello Siciliano come te, emigrato in Piemonte, di soli 16 anni e tanto amore per la politica pulita e vera, io mi inchino e ti esprimo tutta la mia simpatia. Chi non lo fa si passi una mano sulla coscienza!

      Sei uno con una grande capacità di critica. Tanto di cappello caro Claudio.

      L’Ing. Volante
      (… un emigrato come te… un Siciliano della Diaspora come te)

    80. Elimo:

      Mi sembra che riki e stupormundi sono dei colonizzati!!Combattono contro i veri Siciliani!! Avanti Giuseppe, Claudio, Michele, Angela. L’anima Siciliana vincera`!!!

    81. riki:

      guarda che ti sei dimenticato l’ing Volante.

    82. gaex:

      Certo che perdere tempo scrivendo risposte in un contesto del genere è mortificante.

      Mi verrebbe da dire mannaggia a chi mi ha invitato, anche perchè poi uno viene tirato in ballo,e certe cose non possono essere fatte passare senza nessun tipo di commento.

      A tutti i veri siciliani dato che io sono un “Colonizzato”, vorrei fare presente le seguenti cose.

      1) La storia siciliana è una storia di colonizzazione, la cultura, la bellezza della nostra terra del nostro carattere e dovuta al fatto che nel nostro sangue scorre sangue:
      Fenicio, Arabo,Spagnolo,Normanno,Tedesco,Greco, e via dicendo, coloro non erano siciliani immagino o si fatemi capire.

      Ora questo non significa che non esistono i siciliani, anzi noi abbiamo una marcia in più perche veniamo dalla fusione di tute queste culture che qui in sicilia hanno dato vita a un qualcosa di irripetibile nella storia dell’umanità.

      Sta a noi valorizarlo.
      Ma francamente le boiate che dite fanno vergogna alla sicilia e voi stessi vi dovreste vergognare.

      le idiozie che dite sono senza limiti per non parlare di enzo catannia e gli altri che gli vanno appresso senza nessuna riflessione, senza un attimo di comprensione.

      Persino il ballo la tarantella sapete le sue origine da dove viene? non ve lo dico, scopritelo voi che siete dei puri e veri massicci siciliani.

      Siamo siciliani non perchè abitiamo questa terra, siamo siciliani perche il vostro sangue non è puro e “Colonizzato” e la nostra cultura è bella e affascinanate non perchè è la nostra cultura è un meticciato di meravigliose culture.

      Un altra cosa voi non siete siciliani siete la peste della sicilia.

      Senza offesa per nessuno.

      Un bacio picciotti.

      E canciati tiesta,ve ne prego non andate a presso a paolo catania, ca vi porta a mala strada.

    83. riki:

      CLAUDIO
      non ho mai scritto che hai 16 anni fesso.

    84. gaex:

      @ riki

      Spero che non ti sia offeso se ti hanno associato a me.

      Stammi bene compare.

      W la Sicilia colonizzata.

      Ca poi vogliano fare turismo ma non capiscano che quando il turista viene qua, viene a vedere l’arte dei colonizzatori (ragionando con la loro testa, o no?) giusto riki o mi sbaglio?

      Per non parlare della cucina siciliana.
      La cassata vediamo se paolo catania sa quale colonizzatore la portata in sicilia.

      Riki dimmi che ne pensi.

    85. riki:

      Gaex
      ma e’ mai possibile che il blog viene lasciato in mano
      a siffatti personaggi?
      Io con tutta la buona volonta’ non ho capito
      cosa propongono ed a che cosa mirano.
      *************************************************
      Dove sono i CIRCOLI DI QUALITA’
      di Michela Vittoria Brambilla?
      **************************************************
      Dico, non e’ che stiamo lasciando la Politica
      (come gia’ accaduto in passato)nelle mani
      di gente che non arrivera’ nemmeno ad una Laurea
      e poi discute di Energia,di Tecnologia,di Scienza
      e da’ consigli perfino alle Universita’?

    86. riki:

      Giuseppe
      non ti voglio lasciare in asso.
      Ti ricordo che la cosa piu’ facile e’ parlare di se’,
      fare scivolare le argomentazioni ad attacchi personali
      con uso piu’ o meno spinto di AGGETTIVI,
      uscire dal tema ed intervenire continuamente
      quando non si ha nulla,ma proprio nulla,da esprimere.
      (ecco che allora si esce con qualche proclama preconfezionato)
      ******************************************************
      In bocca al lupo per le tue iniziative imprenditoriali,in Agricoltura.
      La Sicilia e’ una terra generosa ed imprevedibile.
      Nonostante il 2007 sia passato come uno degli anni piu’ caldi,con una estate torrida,sono rimasto sorpreso nel vedere olive grosse come noci
      ed il profilarsi di una ricca Vendemmia.

    87. riki:

      Al Gestore del Blog
      credo che prima o poi sia di fondamentale importanza
      consentire l’accesso al Blog
      solo su superamento di appositi test’s
      PSICOATTITUDINALI

    88. eusebio:

      A Giuseppe, che vuol fare impresa nel campo dell’agricoltura, mi permetto di dare un consiglio: mira alla qualità dei prodotti, all’innovazione dei mezzi di produzione, all’ottimizzazione dei metodi di commercializzazione, nonchè alla formazione dei tuoi (ti auguro tanti) collaboratori. E non perdere tempo a girare per uffici e assessorati, alla disperata ricerca di sussidi, sostegni e partecipazioni in sagre e fiere improvvisate. Ciò che madre natura ci offre è già provvidenza, saperci fare impresa è solo capacità imprenditoriale. Se saprai sviluppare tale capacità, la tua sarà un’azienda di successo…anche nel campo dell’agricoltura si può.In bocca al lupo!

    89. Elimo:

      La Sicilia ai Siciliani. Questo e` il motto di Ducezio!!!!!

    90. Sicano:

      @ riki. dopo che abbiamo tutti letto il tuo commento “riki:
      Ottobre 2nd, 2007 at 19:17
      CLAUDIO
      non ho mai scritto che hai 16 anni fesso” , sappiamo di che stoffa sei fatto. Vergognati riki!

    91. L'Ingegnere Volante:

      A gaex, che non sa indicarci quale sia il suo sito Web (se http://deleted/ è un sito… io sono Mortadella), vorrei proporre la lettura di una pagina di storia, visto che conosce solo i luoghi comuni sulle dominazioni subite dalla Sicilia.

      Si erudisca, apra la mente, scenda dal piedistallo e faccia meno il moralista. Se conoscesse meglio la storia della Sicilia saprebbe che la Sicilia fu regno indipendente per circa otto secoli. Il fatto che la corona fosse normanna, sveva o aragonese, non vuol dire che quei sovrani non governassero per il bene della Sicilia. Diversamente dai Savoia, dai Mussolini e dai Togliatti, che la Sicilia l’hanno sempre considerata una colonia.

      Buona lettura.

      Storia: da dove vengono i Siciliani?

      Il confine tra storia e preistoria più che una linea retta è una curva irregolare che segna l’orizzonte che i popoli attraversano quando incominciano a lasciare una testimonianza scritta degli eventi che si succedono all’interno delle loro comunità.

      Questo ‘attraversare’ non è stato temporalmente omogeneo per tutte le civiltà, ma sfasato a tal punto che ancora nel XXI secolo esistono gruppi umani che non lo hanno ancora varcato, nell’Amazzonia come nel Papua. Da qui l’irregolarità di questo confine.

      Gli accadimenti della preistoria non sono stati fino ad oggi ricostruibili tramite fonti dirette, i lasciti cioè delle stesse comunità preistoriche, ma attraverso i racconti di popoli più avanzati (nel senso di possedimento di un alfabeto) che furono testimoni degli aventi o che raccolsero tradizioni orali di fatti più lontani nel tempo.

      E’ questo il caso delle popolazioni italiche e sicule che abitarono i nostri suoli in età preistorica: la loro storia è stata ricostruita tramite gli scritti di genti alfabetizzate provenienti da oriente, siano esse micenee, fenice o quelle comunemente indicate come ‘greche’.

      Prendiamo allora il caso delle civiltà più rappresentative di questa Italia/Sicilia preistorica: gli etruschi ed i siculi. Per la verità gli etruschi possedevano un alfabeto, ma la mancanza di documentazione in quella lingua ci costringe a tornare ad usare le fonti greco-latine.
      Gli storici greci ci raccontano l’origine di ambedue: i Siculi (insieme ai Sicani ed agli Elimi) sarebbero popolazioni provenienti dalla penisola migrate a sud in tempi diversi. Gli Etruschi sono invece da identificare con i Tirreni e proverrebbero dal medio-oriente.

      Ovviamente gli autori classici potrebbero non essere precisi, per cui un attento studio sulle fonti (anche archeologiche) deve essere compiuto prima di accettarne la correttezza. La storiografia ufficiale moderna ha infatti ritoccato queste teorie, ma in modo strano: mentre nel caso dei siculi ha dato per scontata l’origine extra-insulare ed è andata a cercarsi da dove tali popolazioni potessero essere giunte (Iberia, Liguria, e chi più ne ha, più ne metta), nel caso degli Etruschi ha prima messo in dubbio l’identificazione con i Tirreni (finché ha potuto) e ha poi dibattuto circa l’origine medio-orientale degli stessi andandosi a cercare una strana ‘generazione spontanea’ sull’italico suolo.

      La moderna archeologia ha oggi raggiunto un grado di dettaglio e di precisione impensabile fino a pochi decenni fa. La mole di dati accumulati permette di effettuare analisi e creare modelli comparativi capaci di ricostruire movimenti e mutamenti che coinvolgono aree anche abbastanza vaste, così da aiutare lo storico a riscrivere o correggere quelle fonti che mancano o perché appunto non furono mai scritte o perché non sono riuscite a superare l’ostacolo del tempo che ci separa da esse.

      Rosa Maria Albanese Procelli, una ricercatrice originaria di Piazza Armerina, si è occupata di raccogliere una incredibile montagna di dati per lo più archeologici che riguardano le popolazioni siciliane preistoriche in un libro divulgativo (Sicani, Siculi, Elimi. Forme di identità, modi di contatto e processi di trasformazione, Longanesi, 2003) arrivando a delle conclusioni veramente sbalorditive.

      Secondo la studiosa infatti Siculi, Sicani ed Elimi… non sono mai esistiti! Ma attenzione, non sono mai esistiti nel senso ‘greco’ del termine. In pratica, le testimonianze archeologiche oggi ci direbbero due cose fondamentali (il condizionale è dovuto, secondo l’autrice, al fatto che i dati per quanto importanti, non possono ancora dirsi conclusivi):

      1) Non vi è alcuna discontinuità nei dati archeologici sin dalle più antiche testimonianze di presenza umana in Sicilia. In parole povere, se migrazioni vi furono, non coinvolsero intere popolazioni, ma al massimo gruppi familiari. Quando i greci arrivarono in Sicilia, gli indigeni si trovavano lì già da millenni (da sempre, potremmo dire). I motivi che condussero a propagandare una migrazione recente dall’esterno potrebbero essere stati ‘politici’, volti cioè a giustificare l’occupazione di determinati territori (niente di nuovo sotto il sole…).

      2) Stando sempre ai ritrovamenti archeologici, non risulta alcuna differenza ‘etnica’ sostanziale tra le popolazioni di area Elima, Sicula o Sicana: anche qui la classificazione greca sembra più riferirsi ai contatti con l’esterno, che a reali differenze anche culturali. I Siculi sarebbero quindi i siciliani alleati dei greci, gli Elimi quelli alleati con i Punici (Elimo sarebbe un termine dispregiativo in greco) ed i Sicani quelli ancora da ‘acculturare’.

      Anche l’idea di ‘colonizzazione greca’ deve essere presa con le pinze. Il nostro humus culturale moderno, quando sentiamo la parola ‘colonizzazione’ ci porta subito alla mente le Americhe. Duemila anni fa la situazione era alquanto diversa poiché tra Greci e Siciliani non vi era una sostanziale differenza dal punto di vista tecnico, ma solo culturale. I due gruppi di mescolarono senza che si verificasse una vera sopraffazione: non sono rari i casi di città sicule all’interno delle quali risiedevano poche famiglie greche perfettamente integrate nel tessuto sociale indigeno.

      Certo l’elemento più forte era quello Egeo, per cui si arrivò ad una ellenizzazione della Sicilia. Sicuramente anche con scontri (vedi il desiderio di autonomia impersonato da Ducezio), ma senza le apocalittiche vicende d’oltre oceano. Per usare le parole dell’autrice: “l’acculturazione produce una sorta di livellamento progressivo dei caratteri distintivi delle culture locali, fino ad instaurare una sorta di koinè culturale che non è ne greca né indigena, ma ha nuovi caratteri”.

      Quando finalmente si decideranno a fare un’analisi genetica dei siciliani, scopriranno che i geni dei primi abitanti della Sicilia sono ancora dentro di noi, che siamo il prodotto di un mescolamento di civiltà senza eguali e non i figli bastardi di qualche invasore venuto da lontano, come dice la storia italiana.

      Ma avevamo parlato anche degli Etruschi: i tosco-laziali hanno tanto rotto le scatole con questa storia del mistero che avvolgerebbe l’origine dei loro antenati, che l’analisi genetica gliel’hanno fatta veramente. Risultato, gli Etruschi con tanto di capre e cavoli (hanno analizzato anche il dna delle loro mucche, tanto per non sbagliare, ed i risultati sono stati identici) provengono dal Medio-oriente. Proprio come dicevano i greci. Non per niente in Toscana è nata anche la legge del contrappasso.

      FONTE

    92. riki:

      “voi non siete siciliani siete la peste della sicilia”
      CONCORDO PIENAMENTE CON GAEX.
      FINCHE’ VEDRO’ INTERVENTI PURAMENTE STRUMENTALI
      PRIVI DI CONTENUTI
      FRUTTO DI FARNETICAZIONI
      IN TOTALE MALAFEDE
      PRONTI A COLPEVOLIZZARE CHI LA PENSA IN MODO DIVERSO
      difficilmente potro’ modificare la mia opinione.
      ****************************************************
      Con i vostri assurdi proclami,
      che state infilando in tutti i blog di Palermo,
      state bruciando la possibilita’ di un dialogo su basi razionali
      dimostrando solamente che
      la Sicilia e’ immatura per la democrazia.
      *****************************************************
      COMUNQUE ATTENTI PERCHE’ IL PLAGIO SUI MINORI E’ REATO

    93. dani:

      riki stai esagerando

    94. gaex:

      @ L’Ingegnere Volante:

      Non hao colto il punto,cieco come sei della tua vista da polifemo.
      Il punto è che io non mi sento affatto colonizzato, sono stato accusato di essere tale.
      Mi sento siciliano erede di questa fantastica storia.

      E vi spiegavo dato che fate i dotti e dite di conoscere la storia, ma non solo,la sapete male e a modo vostro, ma peggio ancora non gli date un significato.
      La storia della sicilia è quella di un insieme di popoli che si sono incotrati scontrati e cosi via.
      Ed ognuno ha lasciato il suo segno.
      Tutto questo facevo notare è la sicilia e la sicilianità, deivano da questo, e volevo suggerire che siamo cittadini del mondo, che siamo italiani, che siamo siciliani e che che vostre sono solo panzate.

      Poi a bello io il sito non l’ho che cosa devo mettere?

      E la stori non la conosci tu come dimostri ogni volta che parli piccolo mio.

    95. Giuseppe:

      In effetti la nostra gloriosa storia è stata fatta dai colonizzatori, noi di natura siamo pigri.
      Però ci sono colonizzatori che ci hanno oppresso e sono stati mandati via a calci nel c..lo, mentre altri ci hanno lasciato testimonianze che possiamo ammirare anche oggi.
      Ma l’ultima colonizzazione cosa ci stà dando??
      Per andare da Trapani a Messina ci vogliono con il treno 6 ore, che una tratta della ferrovia Palermo Messina è ancora quella progettata in epoca borbonica.

    96. Giuseppe:

      Per Riki

      Io ho risposto ad una tua precisa affermazione, mi hai detto “provaci tu a fare impresa”, e ti ho semplicemente risposto che già sono un piccolo imprenditore.
      Comunque oltre i proclami, che sono accettabili, molte persone fanno le loro proposte concrete per far uscire la Sicilia dal sottosviluppo, sicuramente possono essere sbagliate, non sufficenti, di pura fantasia, ma c’è qualcuno che si espone rischiando di sbagliare e di ricere critiche.
      Purtroppo da parte tua e da qualche altro abbiamo ricevuto solo critiche fine a se stesse, non solo una proposta costruttiva, dicasi una, almeno diteci le vostre idee sul futuro della Sicilia, che sò..
      sfruttamento dell’energia solare per la produzione di energia, fate voi, aspettiamo con ansia.
      P.S. sarebbe buona regola nel post non offendere chi esprime il proprio parere.

    97. gaex:

      Stai attento riki ti hanno detto che stai esagerando.Io non so se fare come beppe grillo e metterla tutta in comicità, o dire semplicementeche:

      Meglio un comico che fa politica che tanti politici buffoni.

      Dani Dani Dani

    98. gaex:

      @L’Ingegnere Volante:

      Con te c’è da impazzire,ma cosa pubblichi sta ricerca fatta da chi? e come non si capisce, in ogni modo, gli etruschi vengono dall’oriente e i sicani no, bene.

      Una comclusione piu sminchiata ( io non sono il presidente me lo posso permettere) di questa è rara a trovarla.
      Forse volevi dire questo e credo anche la ricercatrice, che la storia dell’umanità è fatta di migrazioni e rimescolamenti di razze.
      Si è vero e allora?

      Rassegnati un popolo siciliano non esiste, esistiamo noi uomini della sicilia nati in italia, che fa parte dell’europa, che fa parte del mondo, che fa parte dell’universo.

      Siamo una piccola parte del tutto caro L’Ingegnere Volante.
      La storia di Ducezio poi è una perla rara di storia.
      Sei fortissimo, non credevo ci fossere delle persone come voi in sicilia, è vero non si finisce mai di imparare.

      La lezione che colgo nel parlare con voi in questo blog, è che la democrazia e la liberta, sono una cosa sacra e bella ma molto delicata, è bisogna tenere sempre gli occhi bene aperti, bisogna sempre essere vigili, il rischio è alto.Molto alto

    99. michele:

      @ Giuseppe
      Hai ragione:”…Per andare da Trapani a Messina ci vogliono con il treno 6 ore, che una tratta della ferrovia Palermo Messina è ancora quella progettata in epoca borbonica”.
      Allora, lo sai cosa proponiamo?
      Proviamo a sognare.
      La costruzione di una “monorotaia aerea” (quella appesa ad un binario che collega il convoglio dal tetto) come quelle che costruiscon