• Home
  • Biografia
  • Blogosfera
  • Collabora con noi
  • Photo Gallery
  • Policy dei commenti
  • Comunicati Stampa

  • Set
    25
    Mar

    La politica è morta?

    Sconfitta?

    Intendo pubblicare il commento di Alfredo Colombo al post precedente intitolato costi della politica quali sono?:

    “Cari amici, tutti gli interventi fin qui letti mi fanno sempre più capire quanto sia in crisi il sistema politico . Il discutere di sperperi, di stipendi abnormi degli assessori e il non parlare più di ideali, di partiti, di formazione di classe politica, di base e di dirigenza, è indicativo del fatto che la gente comune, che vive di rate e di finanziarie , si è stancata di questo sistema; un sistema totalmente svuotato dalle ideologie che deriva pericolosamente verso il modello politico americano governato totalmente da lobby economiche di potere. La politica deve essere principalmente un’arena di discussione, di confronto fra due parti che propongono modelli di vita ed estrazioni socio- culturali differenti ma che devono dialogare civilmente in modo tale che da questo incontro ne nascano idee costruttive, spunti per cercare di migliorare un sistema in profonda crisi . A questo punto arrivato, anche io, non sociologo di fatta, ma uomo comune della strada con una grande passione per la politica, comincio a non capire bene dove stiamo andando a parare. Certo, rinnego qualsiasi forma di cultura e pensiero inquisitorio, comune agli schieramenti di centro sinistra , ma allo stesso modo non gradisco assolutamente il modo e i toni accesi usati da alcuni partiti del centrodestra . La soluzione per questa grave malattia che sta attraversando il mondo politico in questo ultimo ventennio non è facile. Io penso che se si tornasse a credere in un ideale cercando di creare una nuova coscienza politica, nuove sinergie fra rappresentanti istituzionali e rappresentati, molti problemi si risolverebbero, aumentando la compliance della gente verso il mondo politico, così che i vari Grillo di turno avrebbero grosse difficoltà a far passare il loro pensiero, ahimè testimonianza cruda del disagio vissuto dagli italiani. Se tutto questo non avverrà, caro Presidente, sarò costretto a fare come diceva Indro Montanelli. Voterò una volta a destra ed una volta a sinistra turandomi il naso.”

    Alfredo Colombo

    P.S: A breve allestirò uno spazio che vi permetterà di inviare i vostri contributi nel frattempo se volete scrivere un pezzo su qualche particolare e costruttiva tematica su cui confrontarsi mandetelo alla mia mail lo pubblicherò.

    65 commenti

    1. Adelaide:

      Assolutamente si!La politica o Politica, quella che si metteva al servizio della gente, che operava per il bene comune, non so se è mai esistita, ma di certo è morta. Mi trovavo a scriverlo sul blog di walter Gianno’ qualche ora fà, prima che si pubblicasse questo post…e se sui blog politici si parla di questo, se il sig. Grillo sente di urlarlo in piazza, se migliaia di persone decidono di parteciparvi, forse un cancro malefico sta invadendo i palazzi e le coscienze di chi vi risiede. La politica deve operare per il bene comune..e se chi ne ha facoltà, non ne ha pero’ la concezione, è lì che risiede il male, negli spiriti e nelle coscienze dei fautori della politica. L’iniziativa dei Circoli del buon governo era proprio quella di creare una buona classe dirigente, formando chi voleva avvicinarsi alla politica, onde evitare la smaniosa corsa al mero potere alla quale si assiste oggi, perchè a questo si riduce oggi lo spirito di chi fa politica: individualismo smanioso, potere personale, vantaggi personali, denaro. LA POLITICA E’ DIVENUTA L’ANTITESI DI ESSA STESSA. Forse dovremmo riprendere in mano un libro di Plutarco x aver un’idea di cio’ che significhi politica o essere uomo politico. La gente sta male, vive male, viene governata male. E’ necessario un cambio di rotta radicale, attuabile attraverso una sana formazione della classe politica, eliminando il proporzionale (mi spiace dirlo ma è così!continuiamo a candidare chiunque..ed ecco i risultati)..eliminando qualche privilegio x chi fa politica…se le difficoltà aiutano a maturare, gli uomini politici così tanto agevolati, ottenuto il potere, compiono il processo inverso. La politica muore e la gente ha bisogno di gridarlo x farlo capire paradossalmente a chi la vive.. Caro Alfredo, tu dici bene, si dovrebbero recuperare certi ideali..mi chiedo se mai gli ideali troveranno coscienze nelle quali albergare…buona notte bloggers, nell’augurio di tornare e trovare domani commenti costruttivi, nell’augurio che qualcuno abbia riflettuto, nell’augurio che in qualcuno sia nata la voglia..anche di costruire..

    2. L'Altra Sicilia:

      VERBA VOLANT SCRIPTA MANENT
      ***************************

      AUTONOMIA MONETARIA SICILIANA

      La Sicilia, benchè popolata tanto quanto Norvegia e Finlandia, subisce un sottosviluppo secolare, largamente dovuto all’insufficienza di denaro liquido circolante. Liquido che, sempre proveniente “da fuori”, non è mai stato emesso, né lo è tuttora, per sostenerne l’economia. L’Altra Sicilia propone quindi l’autonomia monetaria siciliana con il triskele, Moneta Franca siciliana.

      “Franca” vuol dire libera da debito e da interesse, quindi con esclusiva funzione di mezzo di scambio e non di portavalori, né nello spazio né nel tempo.

      Il triskele servirà da buono lavoro, esclusivo al di qua dello Stretto. Circolerà insieme all’euro, questo con funzioni di divisa “estera” e quella di circolante domestico. Una imposta del 2% trimestrale (8% annuale) sui buoni da 1, 5 e 10 triskele ne assicurerà la circolazione rapida, cioè la capacità di cambiar di mano 400-500 volte in un anno, così muovendo beni e servizi per un valore 400-500 volte quello nominale dei buoni.

      La disoccupazione diminuirà in proporzione diretta alla sua libera accettazione, creando una offerta di lavoro capace di assorbire il milione e rotti di siciliani disoccupati, che non lo saranno più.

      Come funziona la MF in pratica?

      Per sanare i danni del terremoto del Belice del 1968, vennero “stanziati” 12 mila miliardi di lire (circa 6 miliardi di euro), dimostratisi incapaci di completarne la ricostruzione in 40 anni. Lo hanno impedito i sottoprodotti dell’usura: sprechi, peculato, malversazione, incompetenza, prurito di novità, immobilità burosaurica, cattive leggi, pizzi, corruzione, eccetera.

      È deprimente che la popolazione della Valle del Belice sia rimasta praticamente quella che era 40 anni fa. Ma non è tutto.

      Non fu lo Stato Italiano ad emettere quei 12 mila miliardi. Fu il sistema bancario, con cui lo Stato contrasse un debito che lo costringe tutt’ora a tassare e tartassare i cittadini per pagarne gli interessi. Cosa sarebbe successo invece con una lira franca?

      I Comuni dei paesi colpiti l’avrebbero emessa a terremoto finito, in ragione, diciamo, di 1000 lire x 100 000 persone = 100 milioni. Circolando 400 volte in un anno, quei 100 milioni avrebbero finanziato lavoro e materiali locali per 40 miliardi. In due anni, gli stessi 100 milioni, continuando a circolare, avrebbero finanziato 80 miliardi di ricostruzione. Il tutto senza indebitare nessuno, e ricostruendo gli abitati dov’erano e com’erano, invece di farli deturpare da “furasteri” entusiasti ma su lunghezza d’onda culturale diversa. Ogni famiglia avrebbe ricostruito la propria abitazione secondo desideri propri e canoni tradizionali. E non vi sarebbe stata emigrazione.

      La MF, libera da debito e da interesse com’è, non prevede “fondi”, “riduzione di costi”, “analisi costi-benefici”, “risparmi di tempo”, e altri termini usurai ai quali siamo tanto abituati da non riflettere quanto siano assurdi. Il costo di un’opera viene misurato in ore di lavoro, non in unità di MF. Qualsiasi pagamento avviene in contanti e alla consegna, senza scadenze di “fine mese”. Il risparmio avviene esclusivamente depositando MF in istituzioni pubbliche, che la riimmettono immediatamente nel circolo sanguigno dell’economia reale. Non vi si può speculare su.

      Con il triskele qui proposto la Sicilia potrà non solo occupare i suoi “schiffarati”, ma anche far rientrare i suoi figli emigrati, nonchè intraprendere opere come: raddoppiare la Messina–Fiumetorto (anche per TVA), costruire un tunnel galleggiante sommerso Messina - Villa, “addrizzari” la Palermo-Agrigento, allestire un centro di ricerca nel vecchio stabilimento Fiat di Termini, rimboschire l’isola, a cominciare dai cocuzzoli brulli disboscati secoli fa, modificare la Circumetnea con trazione a vapore per attirare i turisti patiti di quella tecnologia, sfruttare la pendenza dei corsi d’acqua per generare energia elettrica democraticamente ed invisibilmente, allestire impianti di desalinizzazione lungo le coste e nelle isole minori, costruire parcheggi sotterranei e metro nelle città, riattivare i “qanat” idrici di Palermo costruiti dagli Arabi un millennio fa, interrare la “sopraelevata” bloccata dai Verdi, produrre concimi organici come servizio pubblico per migliorare la qualità dei cibi e la resistenza immunitaria dei siciliani, ecc. Il limite superiore del da fare verrà determinato dalla disponibilità di manodopera, non dal triskele.

      Le condizioni sine quibus non del successo sono esclusivamente l’unione di intenti e la buona volontà dei siciliani. L’Altra Sicilia si augura che non manchino né l’una né l’altra.

      Silvano Borruso, L’Altra Sicilia - Kenya

    3. Carmelo:

      La politica non è affatto morta, per quanto qualcuno, rapito dalla cura dei propri interessi, abbia attentato alla sua vita. Completamente dedito ai miei studi classici, diviso tra Platone e Tucidide, mi sono avvicinato a comprendere il fenomeno poilitico solo negli ultimi anni. In precedenza, studiavo la storia, che, di fatto non è che la cronaca politica di chi ci ha preceduto. Ma esiste un contesto dal quale è giusto che non ci si allontani, per non cadere negli anacronismi che, di volta in volta, rischiamo di generare. Come si possa accostare i Vespri Siciliani, alla voglia di risanamento attuale dei cittadini della nostra isola, è una domanda cui non riesco, nonostante mi sforzi, a fornire risposta. La politica è in crisi, almeno nell’intendimento di questa da parte dei cittadini. La “krìsis” è un passaggio di stato, pertanto speriamo che qualcosa stia cambiando. Il politico, si sà, molto spesso non è simpatico ai cittadini, causa iper-stipendio, agevolazioni, potere decisionale, talvolta personale. Torniamo alla storia; ci insegna che il successo e il potere “invogliano” ad accrescere la propria autostima e, in qualche caso annebbiano il buon senso morale di chi in campagna elettorale si mostrava come il supereroe “salvator mundi”. Ma da qui al rinverdire una rivolta, scoppiata dall’insofferenza siciliana al sopruso angioino, ci penserei un pò. Non siamo certo ingenui e guardiamo al di là del nostro naso, denotando una scadimento generale dello spessore politico di alcuni uomini, oggi al potere, che al cospetto dei nomi autorevoli del passato, ci fanno poggiare una mano in fronte e lentamente andare indietro fino alla nuca. Ma questo non mi porta certo ad affermare che la Sicilia o l’Italia, come Roma antica, siano destinate al collasso, avendo perso per sempre l’”aurea aetas”. Al punto in cui siamo(e questo è nella coscienza di tutti molto prima di Grillo, cittadini e politici) non abbiamo che da scegliere se attivarci o ritirarci, se essere attori o spettatori. Se pensiamo che tutti i politici siano corrotti e abusivi, immergiamoci nella mediocritas e stiamo a vedere che succede. Ma se, viceversa, aneliamo rinnovamento, sosteniamo gli uomini politici in cui crediamo esista ancora voglia di dare smalto a questa regione dalle mille risorse. A guardarci bene intorno, qualcuno vivo ancora c’è. Volutamente idealista e ottimista, lavoro e sostengo i politici in cui credo, perché altrimenti dovrei asserire che la politica è morta.

    4. Fabrix:

      L’esempio della ricostruzione del Belice non mi pare molto azzeccato.
      I fondi sono arrivati ma sono stati utilizzati per ricostruire più di quanto non fosse stato distrutto dal terremoto.
      Tuguri malsani, magazzini cadenti e modeste abitazioni si sono trasformate, per incanto, in case dignitose ma anche in lussuose dimore.
      Ciò è avvenuto con la connivenza dei politici siciliani che in 40 anni si sono succeduti al Parlamento (sia di destra che di sinistra) e che hanno garantito continui finanziamenti, garantendosi in questo modo la rielezione, e dalla disonestà di chi si è costruito, con i soldi di tutti i contribuenti italiani, non 1 ma 2 o 3 case e persino la villetta (…abusiva…) a mare, devastando un magnifico litorale senza che chi doveva si accorgesse di nulla.
      Come lo spieghiamo tutto questo ad un lavoratore ad esempio lombardo (… che vota per la Lega…), che per potersi comprare una casa di 70 mq si deve fare un mazzo così ed indebitarsi per tutta la vita?
      Secondo me, non serve un’autonomia monetaria: sarebbe già tanto che il siciliano, la mattina, non uscisse di casa col fermo proposito di fot…e qualcuno.

    5. Giuseppe M.:

      Caro Fabrix se parli di qualche decennio fà ai quasi ragione, ma se parli di adesso sta prendendo una cantonata di petto.
      Non mi risulta che le case in Sicilia vengano regalate, non mi risulta che se un operaio in Sicilia voglia comprarsi la casa le banche gli regalino i soldi o gli facciano candizioni favorevoli rispetto al nord, anzi.
      Tutti questi teoremi secondo cui quà si ruba e al nord si lavora onestamente, mi hanno stancato.
      SVEGLIA SVEGLIA, non mi venire a dire pure che Garibaldi è venuto in Sicilia per liberarci e civilizzarci.
      Hai sentito che il ministro Bianchi vuole chiudere la Salerno Reggio Calabria, per un paio di anni causa lavori in galleria, all’altezza di Bagnara Calabra e che ha proposto che i traghetti da Messina arrivino fino a Gioia Tauro??
      Hai sentito che c’erano 1 miliardo di euro stanziati dall’europa per il ponte sullo stretto, che non si fà più, grazie a questo governo e che il miliardo di euro promesso da Prodi per il miglioramento della ns. rete stradale non si sà che fine abbia fatto??
      Hai sentito che la Sicilia è una delle poche regioni a dover contribuire al 50% alla spesa sanitaria regionale??
      Mi faccio il mazzo dalla mattina alla sera, pago le tasse e come mè miglia di Siciliani onesti, conosco la vera storia della Sicilia, non quella scritta dai colonizzatori, e sinceramente sentire sempre le stesse cavolate sui Siciliani mi dà fastidio, per non essere più volgare. Ti ricordo che moltissimi Siciliani costretti ad emigrare dopo l’unità d’Italia sono stati trattati peggio delle bestie dai tuoi amici civilizzati del nord, che i Siciliani e gli emigranti del sud hanno contribuito a far sviluppare il nord e molti altri paesi stranieri in cui sono stati costretti ad emigrare.
      Guardando così superficialmente la situazione Siciliana vengono da fare i tuoi commenti, ma guarga che non è così come pernsi tù.

    6. Fabrix:

      @Giuseppe M.
      Guarda che ho soltanto manifestato qualche dubbio su un esempio che mi sembrava poco calzante con la problematica di un’eventuale “autonomia monetaria”…
      E, visto che ci siamo, aggiungo pure che il concetto più generale di autonomia della Sicilia mi ha sempre lasciato ancor più perplesso.
      A mio modesto avviso, la nostra regione non ha oggi alcuna possibilità di “sostenersi” economicamente da sola: come dovremmo campare, con il turismo, con i beni paesaggistici e culturali, con l’agricoltura?
      Ma se la maggior parte dei siciliani vive, direttamente o indirettamente, con la pubblica amministrazione…
      Si tratta solo di individuare su quali risorse esterne possiamo ormai contare: visto che quelle che provengono dallo Stato diminuiscono di anno in anno, le sole a cui possiamo mirare sono quelle della Comunità Europea.
      Ma se con le prime potevamo avere qualche voce in capitolo (in virtù delle “qualità” dei rappresentanti eletti), con le altre non si può più “babbiare”: occorre formulare proposte serie e concrete.
      Visto che lo hai citato proprio Tu, ma questa è una mia impressione personale, alle risorse destinate alla realizzazione del ponte sullo stretto io non ho mai creduto, nè prima, durante i “proclami”, nè dopo, durante i “sussurri”.
      Mi limito soltanto a considerare il fatto che, comunque, esse non sarebbero state sufficienti al completamento dell’opera e dubito fortemente che qualche imprenditore nazionale o straniero lo avrebbe veramente realizzato senza qualche fregatura più o meno manifesta per il popolo siciliano e non solo.
      Per concludere, non penso affatto che il mio sia un modo superficiale di guardare la situazione siciliana: al contrario, è un grido di dolore nel considerare quello che in 60 anni di presunta autonomia (non) siamo stati capaci di fare.

      P.S. Le mie amicizie, sia locali che settentrionali (invero poche…) sono accomunate dal medesimo grado di civiltà che peraltro penso sia coincidente con quello caratterizzante le Tue…

    7. angali:

      La politica è morta o soltanto cieca?
      Ho l’impressione che i politici, anche i più capaci, abbiano dimenticato che “volando alto” non si vede ciò che succede nel mondo. Come i generali della prima guerra mondiale che poi sono passati alla storia come eroi, ma non avevano idea di cosa succedesse nelle prime linee, delle sofferenze della trincea.
      Anche Lei Presidente, i suoi interventi sono molto interessanti, arguti e attuali. Capisco che l’eccesso di presenza possa essere inutile e ipocrita, ma ho l’impressione che esca troppo poco dal Palazzo Reale e che discuta troppo con i suoi colleghi deputati. Forse mi sbaglio ma io non posso fare leggi, Lei si e mentre vola alto pensi di fare qualche picchiata o si posi un momento a guardare cosa succede a terra. Sono sicuro che sarà più facile, visto che dall’alto si vedono bene i problemi ma non sempre i “tessuti che li compongono”, trovare e proporre anche una soluzione, intervenendo anche sui micro-sistemi.

    8. Claudio Fazio:

      Secondo me alcuni politici non vengono più a contatto con il mondo reale.Non riescono a capire quello che succede in Italia e quello che vuole la gente.Altri inevece non vogliono proprio vederlo il mondo reale o se ne fregano.

    9. eusebio:

      La politica non è morta e questo blog, autentica agorà di confronto civile e democratico(salve alcune eccezzioni) ne è un esempio. Però, alla politica gli stessi politici ne infliggono di ferite! Quando le rappresentanze non vengono selezionate secondo metodi meritocratici; quando i politici sperperano danaro publico in benefit e prebende; quando la gente grida indignazione all’idirizzo di coloro che, invece di ascoltarla, rimangono sordi(quando chiudono i presidi medici, quando protestano i senza tetto, quando i bambini vanno in scuole fatiscenti, ecc…);quando un presidente del consiglio nomina 103 tra ministri e sottosegretari, presentando all’Italia un governo che dovrebbe essere efficentissimo e che, invece, è piegato su se stesso e sui continui mal di pancia dei suoi leaders; quando, insomma, i politici, a tutti i livelli, dai consiglieri di circoscrizione(altra ferita)al presidente del consiglio dei ministri(oggi una piega), perdono di vista il concetto fondamentale che la loro è una missione, non una manzione, che il loro è un onere, non un onore, che il loro è un dovere, non un potere. La politica non è morta, ma le ferite ci sono e sanguinano,lasciando sui cittadini gli indelebili segni della sfiducia, della delusione, del malcontento, finchè non arriva, poi,il cane(o il grillo, fate voi) di turno a leccarle. Ma la politica non ha bisogno di grilli che, come cani rabbiosi, ne lecchino le ferite, bensì di politici veri, che, come il PRESIDENTE GIANFRANCO MICCICHè, giunga a sanarle.

    10. Giuseppe M.:

      Scusa Fabrix mi sono lasciato prendere la mano, comunque il problema non è 60anni di autonomia ma 150 di stato unitario.
      Ribadisco che il ns. problema principale è come fù fatta l’unità, purtroppo devo constatare sempre di più che siamo una colonia e per molti anni i ns. politici non sono stati altro che referenti dei colonizzatori.
      Perchè negli anni passati nessun politico, sia locale sia nazionale ha gridato allo scandalo per tutta la mer..da che ci lasciano le raffinerie di Gela Priolo etc., l’ENI (azienda di stato) si permette di usare come combustibile il PET COKE (catrame) e quando qualcuno si permette di protestare minacciano quei quattro operai e tecnici che sono rimasti con la scusa dei posti di lavoro, che ormai sono davvero pochi.
      Per quanto riguarda la provocazione sull’indipendenza, credi che il nord senza il sud sarebbe così sviluppato??
      Sicuramente NO!
      Ogni tanto impazzisco e perso che sia una cosa studiata a tavolino, a nord sviluppo, benessere, grosse aziende, mentre a sud sottosviluppo, posti di lavoro clientelari (così si controllano meglio per i voti), niente aziende così siamo costretti ad acquistare tutto altrove(vedi al nord), quel poco che riuscivamo ad esportare(prodotti agricoli) diventa sempre meno.
      Qualunque Siciliano con la testa sulla spalle capisce che tutto questo non può andare avanti, anche sè per parecchie persone è stato molto comodo avere il posto pubblico, come dici tù i fondi statali diminuiscono sempre di più e quindi molto deve cambiare se vogliamo andare avanti.

    11. Claudio Fazio:

      Ragazzi io abito vicino a Milano perchè sono emigrante e vi posso dire con quanta arroganza e presunzione si considerano il meglio del meglio.Per loro noi siamo i soliti terroni.Ma non sanno che se non ci fossimo noi quassù anche loro sarebbero in mezzo alla strada.Quando i miei compagni a scuola mi offendono con un tale razzismo gli dico sempre che mentre noi studiavamo la matematica,la geometria ,la filosofia per mezzo dei greci loro erano ancora nelle caverne della valtellina.E gli zittisco.Non sanno che se la gente di Gela e Priolo non lavorerebbe in quelle condizioni a dir poco vergognose loro non sarebbero nulla.Devono ringraziare il cielo che la politica italiana gli ha permesso tutto questo.Per questo credo che i partiti nazionali dovrebbero stare fuori dal nostro parlamento e da tutti i nostri consigli comunali.Perchè è vero che la politica italiana è morta ma non quella siciliana.Noi abbiamo quella grande autonomia per cui i nostri nonni e bis nonni hanno lottato tanto duramente ma che noi non sruttiamo ed è un grande peccato.Perchè la regione sicilia(che io ho sempre considerato quasi un’altro stato) si deve far rispettare da questo stato colonialista.Con chi crede di avere a che fare?

    12. Sergio:

      Fabrix, ma stai scherzando ? Dici:

      “A mio modesto avviso, la nostra regione non ha oggi alcuna possibilità di “sostenersi” economicamente da sola: come dovremmo campare, con il turismo, con i beni paesaggistici e culturali, con l’agricoltura?”

      Sai quanti soldi incasserebbe ogni anno “la nostra regione” se fosse “nazione” o se solo si applicasse la legge vigente (ossia lo statuto di autonomia) trattenendo le imposte delle società petrolifere che lavorano sul suolo siciliano? Altro che “come dovremmo campare?”….

      Senza alcuna polemica: informati bene su questo punto.

    13. Claudio Fazio:

      @Fabrix
      Ma tu hai la minima idea quante risorse abbiamo.Il nord Italia se li puo sognare.Abbiamo il petrolio ,si può dire che la Sicilia e un enorme pozza di petrolio triangolare in mezzo al mediterraneo.Ci potremmo campare da soli senza andare a importarlo.Abbiamo un grandissimo patrimonio artistico culturale, a dir poco impressionante.Siamo in mezzo al mediterraneo che da quando e nato e sempre stato mezzo di commercio.
      Altro che poche risorse.la nostra nazione(Perchè la sicilia e i siciliani sono una nazione che non ha niente a che fare con l’Italia) può letteralmente distruggere la concorenza degli altri paesi che economicamente che come importanza.
      Io onestamente da un bel pò di tempo non mi sento più italiano ma bensì sicliano.Senti a me caro Fabrix la nostra nazione con lesue risorse può fare grandi cose.Qua non è lo stesso discorso della lega che è un partito razzista qua stiamo parlando di una tradizione che risale all’imperatore Federico II di Svevia.

    14. gaex:

      Una proposta a questo stato di cose con una battuta l’ha fatta stasera a ballarò,
      Gian Antonio Stella,quello del libro “La casta” che ha detto, per risolvere il problema della politica italiana, i politici dovrebbero cambiare gli elettori:

      Ecco, potremmo cambiare gli elettori invece dei politici che ne pensate?

    15. Adelaide:

      sono state fate troppe battaglie per il suffraggio universale..pero’ se tanta gente restasse a casa in quelle famose e famigerate domeniche nn è che sarebbe poi così male. Ti pare che Stella ha avuto successo per niente…

    16. michele:

      L’attuale sistema è al collasso.
      Ma molto dipende da come l’uomo è combiato, si è evoluto.
      Una delle fondamentali cause, ritengo, sia quella della frantumazione di alcuni valori.
      Valori come la serietà dell’uomo. L’assunzione di impegni, la parola data: la fine di principi e valori scarsamente riscontrabili nell’uomo contemporaneo.
      La frantumazione degli storici telai su cui si reggevano i partiti politici, con le radici e l’identità su cui facevano affidamento.
      Vanno fatte approfondite riflessioni. Va studiato il male, e dalle risultanze bisogna ripartire. Costruendo un modello nuovo, ma nel senso che dovrà essere attuale e non certamente distante o scollato dai riferimenti ai modelli storici dei partiti che hanno fatto la storia dl Paese. Che hanno garantito la democrazia e la libertà della Repubblica Italiana.

    17. eusebio:

      Stella credo stesse scherzando quando ha detto questa cosa e spero, gaex e ade, che stiate scherzando anche voi. Il diritto al voto riconosciuto a tutti i cittadini maggiorenni è una delle più grandi conquiste della democrazia, anche italiana. E’ vero, molti mali della politica nascono dall’incoscienza del voto e molti altri dal voto del bisogno. Ma elitarizzare il suffraggio è una follia! Piuttosto,i politici dovrebbero cercare di comunicare di più e diversamente con l’elettorato attivo, propinando, soprattutto in campagna elettorale, progettualità e sviluppo, anzi chè continuando a promettere posti di lavoro e non solo…. Così come il cittadino, e per questo confido nelle nuove generazioni,dovrebbero approcciare alla politica e ai candidati diversamente, cioè non come a un qualcosa da cui trarre un qualche immediato beneficio personale, ma come al veicolo del miglioramento delle condizioni di vita dell’intera collettività. Se un giorno sarà così, fidatevi, la politica sarà una politica migliore. Ricordiamoci sempre che “gni popolo ha il governo che si merita”

    18. angali:

      Vorrei segnalare l’articolo pag. IV - la repubblica di oggi - scontro a sinistra sulla festa dell’unità. Catania (PRC) attacca i ds perché non dovrebbero invitare ai dibattiti esponenti del centro destra. Stigmatizza questo comportamento come inizio di possibili “inciuci”, ma, a mio avviso, non riesce a nascondere quale sia la vera ragione dell’intervento: quella stessa che mesi addietro fu espressa dall’on. Di Liberto con una secco, sgradevole commento su Berlusconi.
      La notizia - se fosse vera- si commenta da sola! Io resto esterefatto e mi domando se alcuni esponenti della sinistra radicale si siano resi conto che siamo nel 2007, che non c’è più Mao con le sue poesie e il muro di Berlino è crollato. Confesso che mi fa anche un poco paura!
      Capisco il senso di apparentenza e la voglia di diversificarsi, posso ancora comprendere che abbiano problemi sui condannati, sugli inquisiti, sui capelli di Schifani, su chi vogliono loro, ma addirittura su un intera categoria politica no!
      Secondo voi è più pericoloso un vaffa di Grillo o un semplice “no” di Catania, considerata parte della gente che lo ascolta? E stiamo parlando di “dibattiti” alla festa dell’Unità.
      Tutto questo mentre si parla di credibilità della politica.
      Eusebio, spero che il nostro popolo non meriti più questi estremismi al governo e che ci sia sempre il diritto di esprimerci anche dove non sono d’accordo con noi.

    19. L'Altra Sicilia:

      Tanti conoscono il sito istituzionale della Regione Siciliana http://www.regione.sicilia.it. ma non sanno che la Regione nostra è “Siciliana” e non “Sicilia”, non solo perché formalmente questo ne è il nome ma per un motivo storico preciso e per un preciso rapporto istituzionale che la lega all’Italia.

      Per l’Altra Sicilia http://www.regionesiciliana.it dovrebbe essere il nome del sito istituzionale della Regione Siciliana e non http://www.regione.sicilia.it.

      Il nome ufficiale non è modificabile nemmeno in maniera surrettizia con il suo cattivo uso. Così come la Sardegna si chiama Regione Autonoma della Sardegna altrettanto la Sicilia deve chiamarsi soltanto Regione Siciliana quando ci si riferisce alla persona giuridica che la rappresenta mentre la Regione Sicilia è un’espressione accettabile solo quando ci si riferisca al territorio su cui la medesima persona giuridica esercita la propria sovranità.

      La Regione è “Siciliana” in assonanza con la Repubblica che è “Italiana” e non “Italia” (e, se vogliamo, con l’Unione che è “Europea”) perché nasce come ente originariamente sovrano e legato all’Italia da un rapporto pattizio e potenzialmente paritetico.

      La Regione “Sicilia” sarebbe invece una regione “concessa” dal centro, un’articolazione amministrativa e burocratica dello Stato Italiano, come la vogliono i neocentralisti; la Regione Siciliana, invece, ha preferito l’aggettivo al sostantivo perché non “costituisce” per gentile concessione dello Stato una comunità politica ma “è derivata” da una comunità nazionale o comunque storica e geo-politica che le preesiste e che trova la propria prima legittimazione nel Popolo Siciliano e nella sua storia, prima ancora che nel decreto di Umberto II o nella legge costituzionale di recepimento (la n. 2 del 1948): queste ultime tutt’al più “riconoscono” l’Autonomia della Sicilia, la incorporano nella Costituzione Repubblicana ma non hanno valore costitutivo.

      La Sicilia è un’Istituzione a sé e una società (prima che uno Stato o un Ente Pubblico); da questa deriva uno Stato (non dichiarato come tale ma tale nella sostanza per il dettato statutario e per le sue modalità di formazione) che, dovendo fare riferimento e “derivare” da quella società-nazione, ha bisogno di un aggettivo (o, similmente, di un complemento di specificazione). Così, nel mondo, ci sarà una “Generalitat de Catalunya” e non “Generalitat Catalunya” uno “United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland” e non “United Kingdom Great Britain etc.”

      Abbiamo diffidato i curatori del sito istituzionale della Nostra Regione e, prima ancora, il Governatore (sic), al quale attribuiamo la responsabilità politica in materia, ad adeguare il nome ed ad adoperarsi affinché la cittadinanza conosca il vero nome dell’ente sovrano della nostra “piccola patria” e più in generale che i valori dell’Autonomia vengano trasmessi con una azione di vera e propria “educazione civica”, senza la quale le lamentele sulla “scarsa proficuità” dell’Autonomia non dovrebbero avere diritto di cittadinanza.

      L’Altra Sicilia

    20. Gaex:

      @eusebio ed adelaide

      Si caro Eusebio, era una battuta ironica, infatti quello che di cui tanto si dibatte da un pò di mesi a questa parte, è l’inadeguateza dei politici, che proprio non vogliano andarsene e mollare le loro poltrone, per dare spazio a una nuova classe dirigente.

      il titolo “La casta Così i politici italiani sono diventati intoccabili” indica propio questo, l’intoccabilità dei politici. Uno come mastella e come tanti altri dovrebbero stare li. Dopo tutto quello che fanno, che dicono, ripeto è assurdo.

      Quindi il giornalista Stella dave un consiglio ironico hai politici in studio, che proprio non capivano,non volevano capire di togliere il disturbo, e quindi affermava che l’unica cosa da fare sarebbe cambiare gli elettori,dato che stanno diventando cosi scomodi, per i politici italiani.

      Adesso spero sia più chiaro il mio pensiero.

      E’ chiaro che la partecipazione democratica attravero il voto rimane la cosa piu sacra, nella vita di un paese democratico e libeale.
      Anzi direi che il giorno delle votazioni è il giorno del giudizio per un governo, è li che i cittadini danno il loro giudiio sul’operato di quel governo, e di quel politico, per questo avere piu consapevolezza politica permetterà di giudicare meglio la politica e quindi votare con piu coscienza civile.

    21. Francesco Paolo Catania:

      Vogliamo discutere con il Presidente Micciché in risposta ai commenti n. 184 e n. 187 al post “Le Pallottole non possono uccidere le mie idee…”), ricordandogli la necessità di recuperare l’orgoglio e la credibilità della Sicilia, Terra di antiche e gloriose tradizioni. Per far ciò il Presidente deve innanzi tutto poter dimostrare di essere garante di credibilità sottoscrivendo un impegno politico che metta in gioco il suo nome ed il suo prestigio.

      Oggi noi de L’Altra Sicilia abbiamo l’obbligo di sottolineare che Lei, caro Presidente, in risposta ai nostri “post” sta dimostrando di voler governare per la Sicilia e per i Siciliani. Speriamo non solamente a parole.

      Le chiediamo innanzitutto un preciso impegno nel rispettare le norme dello Statuto Siciliano proprio per dimostrare che i Siciliani sanno governarsi nel rispetto delle norme statutarie e della Costituzione Italiana, come L’Altra Sicilia ha sempre auspicato.

      Lei ha onestamente ricordato di non conoscere la realtà della nostra diaspora. Come me che le sto scrivendo, ci sono altri dieci milioni di Siciliani nel mondo che aspettano di essere riconosciuti tali non solo da una classe politica che, purtroppo, li prende in considerazione e si ricorda di loro soltanto quando deve andare in vacanza in giro per il mondo, spesso con mogli, figli, “famiglia” e “amanti” a sperperare quei fondi regionali ai quali i siciliani che vivono ed operano fuori dall’Isola contribuiscono con rimesse e valore aggiunto ingenti, fondi che con tanto amore i Siciliani che avete spesso trascurato, vengono tutti gli anni a spendere nella propria terra, restando, alla fine, al margine di ogni iniziativa e di ogni considerazione.

      Un Impegno politico del Presidente, dicevamo. Ecco quello che noi de L’Altra Sicilia sottoponiamo alla sua attenzione chiedendole un preciso impegno:

      1. rispetto dello Statuto e dell’autonomia regionale insieme al graduale riassetto ordinativo e giuridico della Regione, nel rispetto delle norme dello Statuto ;

      2. promozione di un Referendum regionale affinché i Siciliani possano esprimere la loro opinione riguardo la realizzazione del Ponte sullo Stretto;

      3. costituzione dell’Ufficio del Difensore Civico Regionale che sarà nominato a seguito di pubblico concorso per titoli ed esami;

      4. radicale modifica della Legge 4 giugno 1950 n. 55 e della Legge 5 giugno 1984 n°. 38 sui Siciliani all’estero, che tenga conto delle nuove realtà espresse dalle comunità di Siciliani residenti fuori dalla Sicilia;

      5. costituzione di una Agenzia Regionale per i Siciliani residenti in Italia e per i Siciliani all’estero presso l’Ufficio di Presidenza, alle strette dipendenze del Presidente della Regione che manterrà la delega in materia di Siciliani della diaspora;

      6. nomina di un Comitato di Coordinamento per l’Agenzia Regionale cui dovranno essere nominati i rappresentanti dei siciliani residenti Italia e all’estero. La scelta dei rappresentanti avverrà attraverso libere elezioni da tenersi nelle singole comunità siciliane all’estero ed in Italia;

      7. riforma delle associazioni regionali e riformulazione dei loro compiti e dei loro statuti;

      8. Riconoscimento dell’associazionismo siciliano all’estero;

      9. recepimento delle norme statali di cui alle Leggi Costituzionali n. 1/2000 e n. 1/2001 e conseguente modifica delle norme di cui alla L.R. 20 marzo 1951 n. 29 recante disposizioni per le elezioni e diritto di voto per estendere anche ai Siciliani residenti all’estero e comunque fuori dal territorio della Regione il diritto di voto per l’elezione dell’Assemblea Regionale costituendo una circoscrizione Estero ed una circoscrizione Italia alla quali saranno assegnati rispettivamente 6 e 3 seggi, tra i 90 previsti dallo Statuto;

      10. costituzione di Case Siciliane all’estero con la previsione che il responsabile di ogni singola Casa dovrà essere nominato dal Presidente della Regione (che in realtà, per estensione di poteri, dovrebbe
      chiamarsi “Stato Regionale di Sicilia”), su una rosa di nomi con documentata capacità, proposta dalle comunità di Siciliani residenti in quel territorio;

      11. rimodulazione dei compiti dell’Ufficio di Rappresentanza della Regione Siciliana a Bruxelles, con la previsione di un nuovo assetto di coordinamento e di gestione che preveda l’assunzione di Siciliani residenti in Belgio in possesso di titoli e capacità documentata e una partecipazione attiva del nostro rappresentante alle decisioni del componente italiano del Consiglio Europeo per le materie riservate all’Autonomia Siciliana;

      12. nomina di membri non politici al Comitato per le Riforme che avrà il compito di coadiuvare il Presidente affinché si attui un graduale riassetto ordinativo ed amministrativo della Regione nel rispetto dello Statuto e della Costituzione Italiana. Al Comitato sarà garantita la rappresentanza di Siciliani emigrati all’estero e residenti nel territorio della Repubblica;

      13. monitoraggio di tutti gli enti presenti nell’Isola e soppressione in tempi brevi di tutti gli enti giudicati inutili presenti nell’Isola e/o che abbiano uffici in Italia o all’estero;

      14. introduzione all’interno di determinati corsi di studio nei vari livelli di istruzione (es.: narrativa e letteratura italiana) di lingua e letteratura Siciliana, a salvaguardia e conservazione della tradizione linguistica e letteraria della Sicilia, nonché dello studio dello Statuto commentato all’interno degli insegnamenti di Educazione civica. L’inserimento, garantito dal Governo della Regione, potrà essere regolamentato da ogni Circolo Didattico.

      L’Altra Sicilia ritiene giunto ormai il momento di riunire tutte le energie presenti in emigrazione al fine di preparare una normativa per l’emigrazione che sostituisca le due precedenti, affinché giustizia e rispetto siano resi alla nostra comunità all’estero e per dare all’emigrazione quel nuovo corso, da tempo atteso, che lo affranchi dalla sua forma attuale, mercantilista e partitocratica.

      Il momento è arrivato affinché il popolo siciliano possa infine riappropriarsi del suo Statuto, ponendo fine ad ogni assitenzialismo fine a se stesso e iniziando a riappropriarsi del proprio futuro.

      Francesco Paolo Catania
      Presidente
      L’ALTRA SICILIA - Antudo

    22. gaex:

      Francesco Paolo Catania onestamente non leggo molto agevolmente i tuoi post,lunghi e pieni di parole………

      Ora metti sul terreno, quste proposte che punto per punto o cercato di leggere con attenzione.

      Credimi, ma ti sembrano delle proposte razionali, e di buonsenso,ma come stiamo qua a parlare dei costi della politica, miliardi su miliardi,di spreco inutile ed
      inefficente,e tu te ne esci con le Case Sicilia?

      Subito dopo dici di sopprimere enti inutili( sono d’accordo)ma prima di fare ciò facciamo abbortire le Case Siciliane sul nascere.

      Un’ultima casa, scusa un ultima cosa, non ti sembra che se queste proposte fossero realizate si ingarbuglierebbe ancora di più la macchina regionale.

      Io sono per snellire tutto,per ridurre le competenze dello stato al minimo, credo che, il presidente Miccichè, uno dei fondatori di Forza Italia
      sappia e capisca quello che voglio dire.

      In ogni caso aspettiamo commenti dagli altri blonger.

    23. Giuseppe M.:

      COMMENTATE QUESTO!!!
      Chi va piano va sano e lontano, recita un vecchio adagio. Ed è probabilmente pensando a queste «sagge» parole che le Ferrovie dello Stato insistono nel riservare l’alta velocità al Centro Nord d’Italia, riservando al Sud solo treni lenti. In fondo, le Ferrovie si occupano e si preoccupano della salute dei cittadini del Mezzogiorno, evitando loro inutili corse ad alta velocità.

      Questa tesi, tutto sommato affascinante, non sembra convincere molto i parlamentari nazionali del Movimento per l’autonomia, con in testa il capogruppo alla Camera, Enzo Oliva. Ai quali le scelte delle Ferrovie (che, per inciso, stanno dirottando l’86% degli investimenti nel Centro Nord del Paese, riservando al Meridione solo il 14% delle risorse) non vanno proprio giù.

      «Le scelte del gruppo incentrate sul completamento dell’alta velocità Torino-Milano-Napoli», dice Oliva in un’interrogazione (firmata anche dai parlamentari nazionali Lo Monte, Minardo, Neri, Rao e Reina), «se da Napoli in su determineranno una maggiore integrazione alla rete europea, dal capoluogo partenopeo in giù comporteranno il più assoluto isolamento, non soltanto rispetto all’Europa, ma anche rispetto al resto d’Italia».

      Neanche il promesso investimento nel servizio Eurostar soddisfa Oliva e compagni. «Servirà a poco», si legge sempre nell’interrogazione, «se ciò non comporterà, sia in termini di collegamenti, sia in termini di frequenza nei collegamenti un ampliamento del servizio Eurostar nel Sud». I deputati autonomisti ricordano che, tutt’ora, l’Eurostar è un servizio sconosciuto ai siciliani. E contestano tutta la filosofia perseguita dalle Ferrovie.

      «Ci chiediamo», sottolineano, «perché il piano di ammodernamento delle Ferrovie non parta proprio dal Sud». Evidentemente dalle parti delle Ferrovie non la pensano come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e come il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, secondo i quali l’Italia, senza il Sud, non farà molta strada.

      I parlamentari dell’Mpa annunciano per oggi battaglia alla Camera dove andrà in scena il question time alla presenza del ministro Di Pietro. Non si escludono, da parte del governo nazionale, altre promesse.

    24. Angela:

      Siamo alle solite…. in Sicilia meglio prendere l’asino, si arriva prima!
      Ed il Governo attuale ci aiuta, eccome!

    25. Claudio Fazio:

      Questa è una delle tante vergogne del governo nazionale.Nessuno si interessa del nostro progresso.Poi si lamentano che la gente in Siclia si affida alla malavita.Certo se non assicuri un bel niente come infrastutture ,sicurezza e un tetto sulla casa.La gente così si affiderà alla mafia.Io onestamente dico che se ci stacchiamo defenitivamente da questo stato centralista e menefreghista non risolvereo mai niente in quest’isola.

    26. Blog:

      Presidente, brutta foto! e tema posto male, che fa difende una categoria a cui non ha mai appartenuto.

    27. Daniele:

      No, questo post mi trova in netto contrasto con lei. ed è la prima volta

    28. gaex:

      @Francesco Paolo Catania

      Esistono 972 mila siciliani con passaporto e cittadinanza italiana che risiedono fuori dai confini nazionali, e sono sei-sette milioni di discendenti oriundi, che dichiarano di sentirsi, a tutti gli effetti, veri siciliani. Se si pensa che nell’Isola i siciliani sono poco più di 5 milioni, all’estero, fra oriundi e d’origine, se ne contano più di 11 milioni.

      Ecco intendi fare votare i 972 mila siciliani residenti all’estero,( ma credo che questi in qualche modo già abbiano, se vogliono la possibilità di votare avendo rimborsato il biglietto per venire a votare ma non vorrei dire corbellerie)) o anche gli oriudi che sicuramente si sentono fortemente siciliani, ma che siciliani non sono.

    29. L'Altra Sicilia:

      @ gaex

      Siamo convinti che all’estero l’identità sia molto più sentita tra i siciliani della diaspora. Siciliani che, per il fatto stesso di vivere al di fuori della dittatura mass-mediatica nazionale, hanno meno subito gli effetti della nefasta opera di rieducazione culturale messa in atto – fin dall’alba dell’unità d’Italia – per mortificare e distruggere l’identità dei popoli meridionali.

      La propaganda anti-siciliana, dispiegata attraverso la scuola, la cinematografia e, più in generale, attraverso il potere mass-mediatico italiano, ha avuto come effetto macroscopico l’omologazione dei siciliani di Sicilia a una vaga identità nazionale italiana. Un sado-masochismo che si spinge fino al punto di sentire come patria una paese colonizzatore che nulla dà e tutto toglie!

      D’altro canto la propaganda è così ben organizzata ed efficace che ormai l’Italia ci ha messi nelle condizioni di dover operare una scelta: o siamo Siciliani, quindi mafiosi, disonesti, incapaci, corrotti, violenti contro tutti, e in particolar modo contro le donne; o siamo italiani, quindi onesti, per bene, efficienti, civili, rispettosi del prossimo, e in particolar modo del gentil sesso. Questa è la verità ufficiale, il vangelo che con regolare cadenza ci viene propinato attraverso film, documentari, inchieste giornalistiche e financo le dichiarazioni di un razzista Ministro della Repubblica.

      Si arriva al paradosso che i siciliani di Sicilia si infastidiscono quando noi siciliani della diaspora ricordiamo loro che sono siciliani: essi ci rispondono che si sentono italiani (sic!).

      Piermarco Burrafato
      L’Altra Sicilia – Olanda

    30. PopoloSiciliano:

      @Geda. Mi dispiace molto che ti sei dimenticato di essere Sicliano. Forsi la tua colonizzazione e` stata completata. L’unico consiglio che ti posso dare e di leggere la storia Siciliana degli ultimi 4 mila anni e puoddarsi incomincerai a sentirti Siciliano. Non c’e` bisogno di fondare uno stato sovrano. la Sicilia e` nazione. Come nazione ha un patto con l’italia che e` il famoso statuto speciale per l’autonomia della nazione Siciliana. L’italia non ha mai rispettato questo patto. Il non rispetto di questo patto da parte dell’italia e` sufficiente per la Sicilia tramite il Presidente della Sicilia Cuffaro e il Presidente del Parlamento Siciliano Micciche` di dichiarare il patto nullo. Cosi il vincolo che trattiene la nazione Siciliana a quella italica sara` rotto. La nazione Siciliana sara` di nuovo Nazione Siciliana. Quello che manca in Sicilia e` il coraggio del Vespro che i nostri avi hanno avuto fino a poco tempo fa`. Ritrovando questo coraggio riportera` la Sicilia a risplendere di nuovo. Coraggio Presidente Micciche`, l’appuntamento con la storia ti aspetta!!!!!!!!!!!!!!

    31. GEDA:

      @Popolo Siciliano.

      quali sono le conseguenze di dichiarare questo “Patto” nullo. quali sono i vantaggi nel diventare “Nazione Siciliana”?
      non mi dire che la Sicilia ha un sacco di risorse naturali, petrolio, gas ecc. permettimi di dire che non bastano! esse sono una condizione Necessaria ma non sufficiente per permettere a un popolo di affrancarsi.
      Ti ricordo che vi sono Nazioni ricche di risorse naturali (Iraq, Iran, Arabia Saudita, Russia, Libia ecc) controllate da una oligarchia che non lascia niente al popolo. Il popolo Siciliano potra affrancarsi semplicemente rivendicando cio a cui ha diritto qualunque altro popolo: Legalità,Onesta competenza e lungimiranza della classe politica, Libertà, trasparenza della pubblica amministrazione,

    32. Gianfranco Miccichè:

      attenzione: questo non è un blog separatista. nonostante alcune forti ragioni non è tempo per stare da soli… questo è però il momento di contare di più. con il Governo Berlusconi la Sicilia ha terminato la Palermo Messina quasi finito (ma oggi non se ne ha notizia) la Catania Siracusa, ha portato l’acqua a Palermo e in altre città (anche se si doveva continuare e invece ora è tutto fermo) aveva appaltato il Ponte di Messina, ha restituito 900 milioni di contenzioso vecchio di 50 anni, portato la Biennale a Palermo, rifatto il porto di Trapani per l’America’s Cup, ecc. ecc. ma avevamo appena iniziato. Oggi al di là di tutte le polemiche è fin troppo visibile il totale abbandono da parte del Governo centrale di Roma (e magari fosse solo abbandono). Su questo non ci piove

    33. MICHELE P.:

      ecco lui (il Presidente) l’ha detto in modo più educato e civile del mio, ma il concetto è lo stesso che ho scritto prima!!!!!!!

    34. PopoloSiciliano:

      Caro Geda. Rispondendo alla domanda “Che vantaggi ha avuto la nazione sicilana da quando e` stata annessa all’italia negli ultimi 147 anni?”, saprai quale sarebbero i vantaggi di una Sicilia libera.

    35. Giuseppe M.:

      Anche io sono convinto che la Sicilia è troppo piccola per resistere alla competizione mondiale sempre più esasperata.
      Gradirei da parte dei ns. politici un pò più di attaccamento alla propria terra, ad esempio facendo di tutto per far uscire la storia vera dell’unità d’Italia, il fatto che siamo le prime vittime di questa unità fatta male che al sud ha portato solo fame e miseria. Nonostante questo al nord cresce l’ondata di razzismo perchè apparentemente noi campiamo con i soldi delle loro tasse.
      Scrivo indignato perchè pochi minuti fà, in un intervista ad un abitante del Veneto che chiedeva a gran voce la secessione della sua regione dall’Italia, e un esempio mi ha indignato di più, cioè asseriva il fatto dell’importanza della doppia lingua Veneto -Italiano, perchè molti anziani non capiscono bene l’Italiano ADDIRITTURA!!! in qualche ufficio c’è pure qualcuno che parla meridionale.
      DICO IO!!
      Ma nel 2007, credono che noi meridionali siamo con l’anello al naso??
      Non sò Voi, ma io non tollero più questa ignoranza che c’è sulla storia e sulle tradizioni millenarie della ns. stupenda terra di Sicilia, che permette ancora oggi a molti cittadini Italiani di parlare in un certo modo di noi.
      Presidente uno scatto di orgoglio!!
      Facciamo delle proposte di legge che facciano un pò di SCRUSCIU, proponiamo di cambiare il nome delle vie, invece di Garibaldi, Cavour, Bixio… chiamiamo le ns. vie con nomi di Siciliani che hanno lottato per la propria terra.
      Altrimenti se ad incazzarsi sono solo quelli del nord, confermiamo le loro tesi.

    36. gaex:

      Carissimo Gianfranco

      Sono totalmente d’accordo su quello che hai scritto sopra.

      Questa è la filosofia del fare, dell’ essere pragmatico, e tu come vice ministro dell’economia, con delega per il sud, hai il merito di questi risultati,io sono un appassionato di vela e ho molti amici velisti, e ancora ricordo quelle straordinariè immagini dell’America’s Cup svoltasi a trapani, credimi insuperabile.

      Si era appena inziato, e si doveva continuare, ma per una maciata di voti sono saliti loro, questa armata brancaleone,un disatro.

      La sicilia è scomparsa dall’ agenda del govero, devo dire non solo la sicilia.
      Noi se posso dare un umile consiglio adesso dobbiamo fare la vera politica fare capire cosa significa essere di Forza Italia,cosa significa essere del plo delle libertà,il presidente Berlusconi è davvero l’unico politico vero rimasto, ( politco come l’intendo io).
      Credo che molte volte è consigliato male.

      Contare di più, mi sembra un buon modo di inquadrare il problema.
      Se posso, le vorrei dare un consiglio, magari da passare a chi cura la comunicazione in F.I.
      Bisogna fare capire cosa ha fatto il governo Berlusconi e quello che non siamo riusciti a fare.

      Fare capire che vi è una differenza fra chi aveva un programma è lo ha realizzato, e chi come il governo attuale se ne frega di ciò che hanno promesso di fare hai loro elettori e hai cittadini italiani.

      Persone che non sentono la responsabilità del loro ruolo.
      Cerchiamo di fare pulizia nella politica siciliana, e faciamo emerge le forze migliori della nostra sicilia
      questo significa essere orgogliosamenti siciliani.

      Questo riconoscimento sulle cose fatte non cancella le cose dette negl’altri post.

      Cordiali Saluti
      Gaetano

    37. PopoloSiciliano:

      Bravo Giuseppe M. L’iniziativa deve venire da noi Siciliani per fare questi cambiamenti. I politici non prenderanno nessuna iniziativa se non pressati. Vedi che fine ha fatto lo statuto speciale per l’autonomia della nazione Siciliana. Il popolo dorme e dormono anche` i politici che non hanno nessun interesse per il benessere della Sicilia, la sua storia, la sua cultura, la sua lingua. Allora avanti a tutta forza con le pressioni su i politici. Grazie Signor Presidente Micciche` per questo forum e grazie per il suo interesse a sentire che cosa pensano i Siciliani dentro e fuori della Sicilia!!!!!!!!!!!!!!

    38. Fabrix:

      Mah…
      Certo che un nuovo frequentatore del blog ne avrebbe di che rimanere perplesso: c’è chi sostiene la necessità di qualche iniziativa da “scrusciu” che rivendichi l’orgoglio di essere siciliani, altri che si spingono a sostenere un uso ufficiale del “dialetto” siciliano (perchè di dialetto si tratta, al pari di quello di ogni altra regione), chi ritiene che ci sia stato un difetto di comunicazione circa quello che il passato governo Berlusconi avrebbe fatto per la Sicilia… (il guaio, secondo me, è che c’è ben poco da comunicare, purtroppo, ma questo è un altro discorso).
      Mi sembra che stiamo sprofondando nel ridicolo, senza offesa per nessuno: perchè ugualmente ridicole mi sembrano esternazioni di questo tipo quando vengono pronunciate da quei mentecatti dei leghisti.
      Ma chi ci dovrebbe prendere sul serio, in Italia e in Europa?
      Corriamo il rischio che molte delle nostre (presunte) rivendicazioni locali vengano percepite nè più nè meno allo stesso livello di qualche sagra popolare…
      Per giunta, un movimento che aspira all’autonomia ce l’abbiamo già, anche se però si sta rilevando il solito strumentale partito acchiappavoti.
      No, non è questa la strada da seguire.
      Dobbiamo prima di tutto “rifondare” i siciliani, riguadagnarci una stima calpestata da troppi, cominciando dalle piccole cose, dalle nostre azioni quotidiane, da quando usciamo di casa per andare a scuola o al lavoro (per chi ce l’ha), continuando con i politici che scegliamo (perchè li scegliamo, non è vero?), facendo sì che la nostra terra migliori un pò per volta tutti i giorni.
      Siamo noi cittadini i primi politici: di noi stessi!

    39. Giuseppe:

      Guarda Fabrix, che il cosidetto “scrusciu”, quale quello di eliminare dalla toponomastica isolana i nomi dei personaggi che hanno avuto un ruolo fondamentale nel degrado odierno che ci troviamo a sopportare in Sicilia.
      Garibaldi è stato mandato dai Savoia per liberare l’isola o con la scusa di liberare l’isola hanno svuotato le casse delle ns. banche ed in cambio dell’oro ci hanno lasciato la carta straccia??
      Hai rqagione nel dire che si deve iniziare dalle piccole cose dai ns. atteggiamenti quotidiani nei confronti della comunità, per quanto riguarda i politici che facciamo eleggere, se abiti in Sicilia lo saprai, con tutto il bisogno di lavoro che c’è è facile per molti politici essere sempre rieletti,perchè riescono a pescare i loro voti sulla miriade di persone che hanno bisogno, in Sicilia il voto di opinione non esiste.
      Ovviamente “chi è causa del suo male pianga sè stesso”. E’ venuto il momento per i Siciliani di sbracciarsi e cominciare a costruirsi il proprio futuro??

    40. Claudio Fazio:

      @Fabrix
      Il nostro non è uin dialetto ma bensì una vera e propria lingua perchè non solo e parlato quotidianmente ma e anche scritto.Basta leggere tutti i libri di Verga e gli altri scrittori siciliani.Non siamo come i leghisti perchè la nostra è una battaglia data dalla storia visto che i nostri nonni e bis nonni hanno lottato per l’indipendenza e lo statuto speciale doveva essere l’inizio di una nuova battaglia non continuata dalle altre generazioni.Se non ci credi studiati cosa era il m.i.s(movimento per l’indipendenza siciliana).Quella della lega e solo una questione di pagare meno tasse che è un ‘altro discorso.Anche perchè non è mai esistita una idea di nazione padana.

      Presidente io ho anche apprezato quello che ha fatto Berlusconi e il suo governo per la Sicilia ma poteva fare di più.Comunque la Messina -Palermo non è illuminata di notte e ci sono pochi cartelli per le indicazioni e sopratutto pochi autogrill.Chi la percorre di notte da Messina verso Palermo trovera solo tre autogril che fra l’altro c’e ne sono 2 in meno di 25 km e un’latro però dopo 125 km.Situazione al quanto vergognosa.

    41. Sergio:

      Scusa Fabrix,

      non ho assolutamente nessuna voglia di offenderti ma dire che il Siciliano è un dialetto è una inesattezza: il Siciliano, alla pari dell’Italiano (o Toscano, come lo si chiamava prima), del Francese, dello Spagnolo, del Portoghese, etc., è una lingua che si è sviluppata dal latino, non è una distorsione dell’taliano.
      Almeno dal punto di vista linguistico è così e non ci piove!

      Dal punto di vista “politico-sociale” potresti aver (anzi hai!) ragione tu. Ma, mi chiedo, ciò non è forse dovuto al processo di colonizzazione?

      E, allora, che senso ha che un siciliano dica che la sua propria lingua è dialetto? Il Siciliano è lingua a tutti gli effetti e se vogliamo chiamarlo dialetto, andando contro ogni tipo di logica linguistica, stiamo facendo un atto di disprezzo per la propria terra e per la propria cultura. In definitiva un atto di disprezzo verso noi stessi.

    42. riki:

      ragazzi
      prima di andare avanti,
      che e’ un onere non indifferente,
      vi faccio qualche proposta.
      SERVE A CAPIRCI UN PO’ DI PIU’
      1.E’ preferibile l’anonimato
      (anche un codice puramente numerico)
      purche’ accanto ci sia l’eta’ , il
      livello ed il tipo di studi
      di chi commenta (SENZA BARARE).
      LEGGO POST TALMENTE PUERILI
      CHE MI SORGONO TANTI DUBBI
      2.Cerchiamo di essere “brevi”.
      Selezioniamo i concetti.
      Atteniamoci al Tema e
      non divaghiamo a ruota libera.
      GRAZIE

    43. riki:

      La Politica e’ morta? NON CREDO
      I Politici,quelli del 2007,diventati Casta,
      subiscono un’onda, a lungo repressa, di Rigetto,
      e, nelle esternazioni di Grillo,
      tanto,ma tanto DISPREZZO)
      C’e’ un Magistrato che ha dichiarato
      (su Panorama DI SETTEMBRE 2007)
      che il Livello di Corruzione ,di cinismo e di spreco
      supera quello del 1992 che porto’ all’azzeramento
      della Classe Politica.
      I BLOG,TRACIMANDO IL FILTRO
      o se volete la censura
      DELLE CENTRALI DI POTERE MEDIATICO
      espongono tutti i giorni alla gogna tutti quei
      politici che hanno sbagliato,che hanno esagerato.
      Siamo vicini ad un profondo ricambio generazionale
      dei Politici
      e,da adesso,gli elettori hanno consapevolezza
      che “devono” essere partecipi alla vita politica
      che “devono” vigilare.
      Ma tante cose devono ancora cambiare…..

    44. USicilianU:

      Grazie a Claudio e Sergio per la loro difesa della Nostra Lingua Siciliana. I veri Siciliani non si fermano mai nell’affermare che u sicilianu E` lingua e non un dialetto. Alcuni infatti dicono che u talianu e` un dialetto della Lingua Siciliana. Circa un anno fa` sono stato presente ad un meeting di italiani ad New York, c’`erano presenti piu` di 100 persone proveniente da tutte le regioni d’italia con una maggioranza di Siciliani. Una persona ha fatto un commento sul dialetto , e che alcuni non parlano l’italiano correttamente. In quel momento si e` alzato uno di Castellamare del Golfo e ha detto ad alta voce pieno di orgoglio Siciliano che “Il Siciliano E` una Lingua e non un dialetto” a quel punto ch’e` stato un grande applauso da tutti i Siciliani presenti”. Questo orgoglio Siciliano si sta` perdendo in Sicilia. Fabrix puodddarsi non e` stato esposto a persone che parlano la lingua Siciliana. Ma sono sicuro che dopo questi commenti il bravo Signor Fabrix incominciera` ha fare delle sue ricerche personale sulla lingua Siciliana e la prossima volta dira` anche lui la lingua Siciliana E` lingua.(vedi i siti: http://www.linguasiciliana.org e http://www.arbasicula.org ). Noi Siciliani non dobbiamo aspettare ai politici per fare qualche cosa per noi popolo Siciliano, ma dobbiamo prendere noi l’iniziativa per defendere la nostra storia, la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra nazione Siciliana. Solo cosi la nazione Siciliana puo` continuare perche` i politici fino adesso non hanno avuto nessun interesse per la Sicilia ed il suo popolo, infatti hanno permesso la colonizzazione del l’isola e del suo popolo che non sa` che u silianu E` lingua!!!!!!!!!!!!!!!

    45. Claudio Fazio:

      E poi se qualche ignorante non lo sa:le prime forme di italiano sono state create all’interno delle scuole dei poeti siciliani di Federico II di svevia.Gli stessi Dante e Boccaccio lo ammisero.Poi il Siciliano prese una strada e l’Italiano un’altra.

    46. riki:

      bravi
      infatti i testi di scienza o tecnologia avanzata
      sono scritti in siciliano
      i piloti comunicano con le torri di controllo in siciliano
      in internet si viaggia in siciliano
      in ogni paese del mondo ci sono monumenti ai siciliani
      tra non molti anni i siciliani domineranno il mondo.

    47. Claudio Fazio:

      Noi non diciamo questo.Però già reintrodurlo nelle scuole mica sarebbe male.Al nord Italia se gli chiedi di reintrodurre il proprio dialetto sono felici.Noi che abbiamo addirittura una lingua non lo vogliamo reintrodurre.Certo che di sparate ne diciamo.

    48. L'Altra Sicilia:

      @ l’italiota riki

      La Sicilia, che dal 1946 gode di un proprio Statuto di Autonomia, mai applicato fino in fondo dai politicanti Siciliani che l’hanno governata sino ad oggi, è l’unica Regione a Statuto Speciale che non si vede riconosciuta la propria lingua. Sia l’Unesco Red Book che Ethnologue e molti altri studiosi affermano che il siciliano è una lingua distinta dall’italiano.

      Secondo lo Studio del Centro Ethnologue di Dallas, “il Siciliano è differente dall’Italiano standard in modo sufficiente per essere considerato una lingua separata”,” è inoltre una lingua ancora molto utilizzata e si può parlare di parlanti bilingui” in siciliano e italiano standard. Se a livello culturale esiste ancora oggi una fiorente attività che ruota sul siciliano, a livello politico mancano ancora forti segni di rilancio della battaglia per la valorizzazione della lingua siciliana. La rinascita in questi ultimi anni di associazioni e movimenti sicilianisti sta riportando in auge questa tematica.

      Queste sono le ragioni che hanno spinto la nostra organizzazione a lanciare una proposta di legge di iniziativa popolare su “lingua, cultura e media siciliani”.

      Per la Sicilia, solo per amoredella Sicilia

    49. Claudio Fazio:

      Giusto ,mi sembra più che giusto.

    50. Gerlando:

      ho letto sul sito del quotidiano francese le figaro
      che da ieri il comune di Parigi offre l’ accesso gratuito wi-fi in tutti i luoghi pubblici (parchi,musei, comune ecc) questa e’ dimostrazione del nuovo mezzo di comunicazione messo a disposizione del cittadino , internet non e’ piu’ un plus ma una necessita’ come il telefono.!
      fa parte del dovere dello stato offrire l’ accesso a i cittadini!
      Palermo con Gianfranco puo’ essere la prima in Italia!
      http://www.lefigaro.fr

    51. riki:

      picciotti mei
      sintiti, sintiti, sintiti
      accuminciari ri oggi lu sicilianu e
      n’autra lingua
      ca vi ruviti sturiari assai
      pi fari cuntenti sti quattru
      amiciuzzi ra Sicilia.
      ………………………………..
      ma dico,vi sembra serio ingolfare il
      blog con questi discorsi,nell’anno 2007 ?
      Quando arrivano i Turisti a Palermo
      gli risponderete in Siciliano?

    52. riki:

      x l’Altra Sicilia
      se non vado errato,gia’ siete scesi in campo
      alle Amministrative di Palermo.
      Non so quanti rappresentanti avete in Comune,
      ma,se sono questi i temi da portare avanti,
      mi sorgono molti dubbi….

    53. Claudio Fazio:

      @riki
      hai qualcosa contro la cultura?

      Comunque l’altra siclia si batte per importanti battaglie fra cui quella che ammiro di più e la difesa del nostro territorio.

    54. siciliano:

      @riki
      se la propria cultura e la propria lingua non sono una priorita…
      Quando i turisti arriveranno a Palermo gli risponderemo in siciliano se di turisti siciliani si tratta, altrimenti nella lingua parlata dal turista stesso.
      Riki apriti al mondo ed esci dal chiuso del mondo in cui vivi!

      Nino

    55. Claudio Fazio:

      Con i turisti la guida parlerà la lingua del turista come si fa da sempre.Se tu vai ai cappucini di Palermo le guide parlano ai vari gruppi nelle loro lingue madri.Di certo il giapponese non saprà la lingua siciliana.E obbio se è un gruppo di siciliani gli si parlerà in siciliano.

    56. Ducezio:

      Bravo Siciliano, Claudio e L’altra Sicilia. Il nostro percorso di popolo ha fatto poco progresso negli ultimi 60anni e lo statuto speciale per l’autonomia della nazione Siciliana non e` stata applicata e la lingua Siciliana e`disprezzata perche` continuano ad esserci persone come riki che non valorizzano quello che vuol dire essere Siciliani. La nostra battaglia di popolo non e` solamente contro i partiti controllati da roma ma anche` contro i colonizzati che ad ogni pssso lanciano disprezzo ed odio contro il sentirsi Siciliano. E` importante affermare che il Siciliano E` lingua e che il Siciliano E` la nostra lingua. Mi ha fatto tanto piacere sentire USicilianu dire che un Siciliano d’America provaniente da Castellamare del Golfo ha difeso la nostra lingua ad alta voce in un meeting dove alcuni italici cercavano di disprezzare la nostra lingua. Il suo orgoglio e coraggio Siciliano e` stato applaudito immediatamente dagli altri Siciliani Veri presente. La Sicilia ha bisogno di Siciliani con questo orgoglio e coraggio. Il coraggio del Vespro. riki il risveglio Siciliano portera` i voti a L’altra Sicilia!

    57. USicilianU:

      Dopo avere ascoltato questa canzone di un siciliano della diaspora
      http://youtube.com/watch?v=czMh_lTJbUg

      Guardatevi allo specchio

      **********************************
      PS: Questo video non é il solito piagnisteo dei professionisti dell’antimafia. Questo video SPIEGA la mafia: “ca quannu unu si ribella u fanu ammazzari da unu di nuautri”. Cioé: chiddi ca “ú fanu”, nun sunnu siciliani.
      **************************

      GRAZIE l’Altra Sicilia per questo video. Mi sembra che i Siciliani del Mondo capiscono la realta` Siciliana che ci tiene prigionieri coloniale dell’italia. Purtroppo i Siciliani rimasti nell’isola dormono ancora!!!

    58. Claudio Fazio:

      Devo fare i complimenti al partito dell’Altra Sicilia per come sta risvegliando il vecchio orgoglio siciliano.Quando ho visto il sito del partito mi sono subito convinto di stare dalla vostra parte.

    59. michele:

      Quest’oggi ho avuto la possibilità di seguire in diretta su SKY l’intervento del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, in occasione della manifestazione tenuta - nell’isola di Capri - dalla stessa confederazione e avente per oggetto i giovani industriali.
      Ho provato profondo stupore, profonda confusione, quando ho assistito all’applauso scandito da un notabile esponente del centrodestra piazzato in prima fila, allorquando Montezemolo affermava: “… dobbiamo eliminare l’enorme quantità di consigli di amministrazione divenuti accumulatori di spazzatura per i trombati alle elezioni del centrodestra e del cntrosinistra”.
      Li mi sono chiesto: ma questo che applaude, probabilmente - dall’alto del suo ruolo politico - non ne avrà fatti nominare i quei CdA (…contenitori di spazzatura)?
      E considerato che il politico in prima fila, l’ho visto applaudire ripetute volte, mentre Montezemolo attaccava le due coalizioni espletando una forte funzione di antipolitico, mi son chiesto: ma non facciamo che il giovane politico prodigio, ha percepito che non tira aria per gli attuali politici e, allora, ha deciso - pur di stare sempre a galla, come antica scula suggrisce - di sodalizzarsi con le liste civiche che sosterranno Montezemolo alla candidatura di Presidente del Consiglio dei Ministri italiano?
      Chiaramente con la garanzia, che a lui, il giovane politico siciliano, il futuribile… premier Montezemolo, gli garantisca un posto in giunta di governo.
      Non mi chiedete il nome del politico, perchè non ve lo diro mai…
      Avete la possibilità di scoprirlo vedendo il filmato di SKY.
      Siamo all’assurdo.

    60. michele:

      Badiamo, anch’io sono per l’eliminazione dei CdA inutili. Ma ritengo incomprensibile che - ipocritamente - qualcuno voglia lasciare intendere che, da politico di ruolo, pensa che alla politica servano solo coloro che vengono eletti nell assemblee elettive. Che lui non ha partecipato alla nomina, non ha preteso che in quei CdA, da Montezemolo definiti inutili, ci andasse qualcuno dei suoi uomini. Del suo partito o della sua coalizione.
      Ma cosa applaude? Forse crede che siamo tutti scemi.

    61. riki:

      QUELLI CHE SI RITENGONO
      ADATTI PER TUTTE LE STAGIONI
      CI SONO.
      Comunque se fare politica e’ cercare la ricetta giusta
      per un paese,
      un paese e’ un organismo in continua evoluzione,
      e le ricette pure.

    62. Angela:

      Michele,
      Mastella docet…. :-)

    63. Elimo:

      Signor Presidente, i Siciliani coraggiosi ancora esistono in Sicilia. Vedi che cosa dicono!!!

      http://ilconsiglio.blogspot.com/2007/10/provate-censurare-questo.html

    64. WikipediaSiciliano:

      Il popolo Siciliano si prepara per la battaglia decisiva contro il nemico italico!!!!!!!!!

      http://scn.wikipedia.org/wiki/Lingua_siciliana

    65. riki:

      l’antipolitica 2007 e’ il prodotto
      del bipolarismo con le sue caste.
      Prendersela con i Politici,e’ consentito a tutti,
      meno che ai Politici.
      Sono i Politici di oggi i responsabili della
      situazione che si e’ venuta a creare in Italia.
      COMINCIAMO A PRETENDERE PIU’ TRASPARENZA ED EFFICIENZA
      A COMINCIARE DAI PARTITI
      (ANCHE SE MIMETIZZATI DA SIGLE TIPO
      ASSOCIAZIONE,CIRCOLO,MOVIMENTO ETC.)