Dobbiamo avere Coraggio!

Il pizzo non è più solo una questione meridionale, è la forma più distruttiva, umiliante e diffusa di oppressione dell’economia, l’Ars si impegnerà nella lotta contro racket e estorsioni, convocheremo una seduta straordinaria del Parlamento siciliano nella quale si prenderanno provvedimenti urgenti a sostegno delle imprese che si ribellano alla mafia e all’illegalità, perché queste ci sono e sono sempre più numerose.
Il parlamento siciliano adottera provvedimenti per contrastare efficaciamente il fenomeno mafioso, gratuitamente - nel rispetto della linea adottata per ridurre i costi della politica - e in breve tempo. Le istituzioni devono porsi l’obiettivo di dare un sostegno concreto perché solo così possiamo sperare di alimentare un circolo virtuoso per il ripristino della legalità e la crescita della parte sana dell’economia. Vincenzo Conticello oggi ha fatto notizia e tutti i siciliani onesti sono solidali con l’uomo. Ma è normale che un imprenditore taglieggiato che conferma le sue accuse in tribunale debba conquistare le prime pagine dei giornali e debba suscitare tutto questo scalpore? Per i media la notizia è clamorosa. Tutti sappiamo invece che quei delinquenti che hanno provato a estorcere l’Antica focacceria San Francesco si sono trovati di fronte un Uomo che ha DIGNITA’ e CORAGGIO!

Nel nostro futuro è impensabile che faccia notizia il fatto che un imprenditore riconosca il proprio estortore in un’aula giudiziaria e lo denunci: questa deve essere la regola di ogni cittadino, questa deve diventare la normalità!
P.S: Guardate la lettera scritta da Confindustria, ogni tanto è bello ricevere qualche riconoscimento.
Settembre 21st, 2007 at 08:32
L’iniziativa più importante sarebbe quella di portare, come è giusto che sia, le nostre Forze dell’Ordine a presidiare il territorio.
Tutti apprezzeremmo moltissimo, piuttosto che aiuti puntiformi al signor XX o a YY (che pure meritano ogni sostegno, se rifiutano di pagare il pizzo), un controllo del territorio cui ABBIAMO DIRITTO.
Non sto parlando dei militari. Sto parlando di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, dei presidi siciliani. E dei Vigili Urbani per ciò che compete loro.
Siamo stufi di imboscati negli uffici.
Anche questi sono costi che non vorremmo più pagare: quelli di chi non svolge il proprio lavoro cercando di fare il meno possibile.
Grazie Presidente per il suo Impegno!
Settembre 21st, 2007 at 09:19
Alla c.a. del Sig Micciché,presidente dell’Assemblea dello Stato Regionale di Sicilia
*************
Mafia dappertutto! Ma quali sono le vere radici di questa mala pianta?
Sempre più spesso ci si chiede quali sono i motivi per cui la Sicilia stenta a divenire una parte del mondo normale. Sembra che l’illegalità in Sicilia venga da chissà dove o sia nel DNA della stessa società. In realtà essa ha una matrice storica ben precisa, e di rango costituzionale, rispetto alla quale tutte le altre illegalità non sono che semplici conseguenze.
Una domanda che racchiude in sé una lunga serie di perché e di non risposte.
Partiamo dal Dopoguerra, dal 15 maggio 1946.
La Sicilia aveva, in quella data, conquistato un proprio Statuto d’Autonomia approvato ancor prima della Costituzione italiana ed in esso integralmente inserito senza nessuna modifica; Statuto che, sulla carta, nasceva da un “patto” tra Sicilia e Italia, perciò sanava ogni precedente ingiustizia e pretendeva di rispondere, finalmente, al secolare diritto ed anelito dei Siciliani all’Autogoverno, sia pure in un contesto nazionale e statuale più ampio.
Per effetto di ciò la Sicilia sarebbe dovuta essere, nello spirito quando non ancora nella lettera del dettato statutario, uno Stato confederato all’Italia con propri poteri e prerogative sovrane, ad eccetto di poche competenze residuali lasciate allo Stato centrale italiano.
Invece, complici gli accordi segreti dai politicanti siciliani dell’epoca post-bellica, vuoi per l’interesse generale del governo nazionale che “ha utilizzato” sistematicamente la Sicilia come colonia interna più che come proprio compartimento autonomo e vuoi per l’insipienza dei politicanti attuali, l’illegalità costituzionale diviene in Sicilia la madre di tutte le illegalità e soprusi.
È innegabile, infatti, che l’illegalità odierna nasca proprio con l’Autonomia, conquistata e mai realmente avuta, per interessi personali, di partito e trasversali.
Lo Statuto impone un drastico cambiamento nei rapporti Sicilia/Stato Italiano e prevede una serie di disposizioni “costituzionali” quali la cancellazione dall’ordinamento regionale siciliano delle province (inutili istituzioni “mangia soldi”, inventate, in Sicilia fatte ricomparire con legge ordinaria siciliana dalla finestre con l’aggiunta dell’aggettivo “regionale”, la soppressione della figura del prefetto con conseguente trasferimento di tutti i poteri di quest’ultimo al Presidente dello Stato Regionale di Sicilia o agli organi di polizia che questi avesse dovuto istituire nel territorio, la creazione di una Corte paritetica Stato/Regione, etc., persino la possibilità, implicita nell’art. 40, di avere una politica monetaria autonoma e di trattenere nell’isola i proventi dei diritti di signoraggio derivanti dall’emissione di moneta e dalle transazioni valutarie con l’estero o il trasferimento “integrale” (teoricamente comprese la giustizia e le forze armate), implicito nell’art.20, delle funzioni statali nell’Isola a favore delle nostre istituzioni.
In quasi sessant’anni, la questione Siciliana è stata oggetto di conferenze, incontri, dibattimenti fini a se stessi, ovvero fini allo spreco di denaro pubblico ove si consideri che ogni conferenza di questo tipo, di livello “ministeriale, non costa mai meno di quattrocentomila euro.
Nello stesso periodo tutti i tentativi di “applicazione” di quella che è “solo” un pezzo della Costituzione della Repubblica Italiana sono sempre stati soffocati sul nascere, anzi si è posta in essere tutta una giurisprudenza costituzionale “abrogativa” finalizzata solo a cancellare ogni residuo di “vera” autonomia dei Siciliani.
A questo punto ci si chiede: come si vuole sconfiggere la criminalità e l’illegalità in Sicilia quando la struttura stessa dell’ordinamento regionale giuridico ed amministrativo è illegale e non costituzionale?
La verità è che nessuno, complice sempre l’insipienza dei cosiddetti politicanti siciliani, sempre attenti al posto al sole ed agli interessi delle segreterie nazionali più che alla reali esigenze dei Siciliani, vuole che nulla cambi.
Lo Stato sa che il 60% del lavoro in Sicilia è in nero; le forze di Polizia sanno che un negozio su due ha personale non in regola, che un’impresa su due impiega mano d’opera in nero, i carabinieri sanno esattamente dove insiste l’illegalità e la criminalità, eppure, lo Stato in Sicilia è opprimente quanto assente, le forze di Polizia in gran numero in Sicilia sembra guardino dalla parte opposta rispetto al vero problema criminoso.
In questo contesto chiunque cerchi di portare giustizia in Sicilia operando con coscienza ed amore per la propria terra, vedi i giudici Falcone, Borsellino, Chinnici ed altri operatori delle forze di Polizia barbaramente assassinati per “distrazione” dello Stato centrale che li ha abbandonati quando avrebbero dovuto essere non solo incoraggiati “al martirio” ma assistiti e protetti, viene eliminato.
La politica siciliana sempre sotto l’occhio del ciclone e perennemente accusata di collusione con la mafia e che vede sempre più spesso rappresentanti all’ARS e governanti accusati formalmente di essere collusi o “fiancheggiatori”, vedi il Presidente Cuffaro, è troppo legata al potere e non sente la necessità di onorare il mandato dimettendosi da ogni carica.
Cuffaro, per certi aspetti è la dimostrazione che in Sicilia tutto è fatto per il potere. In ogni parte del mondo per una semplice accusa di non aver pagato una contravvenzione al codice della strada ci si dimette, in Sicilia, un’accusa infamante e grave come quella di collusione con la mafia viene considerata quasi “una scocciatura”.
L’onore, quell’onore Siciliano di altri tempi, oramai è sotterrato sotto un metro di terra con i “veri padri della libertà Siciliana” che purtroppo non hanno avuto figli degni di questo nome.
In questo contesto, e quindi nell’illegalità generale ed istituzionalizzata, non sfuggono certi comportamenti oppressivi ed illeciti di alcuni uomini delle forze dell’ordine che, forti della divisa indossata, pensano di essere autorizzati a trattare il cittadino onesto e rispettoso della legge alla stregua di un criminale.
L’abuso di potere in Sicilia è quotidianità e non può meravigliare la diffidenza che il popolo Siciliano ha nei confronti delle forze di polizia sempre più spesso impuniti per i loro comportamenti.
Per la Sicilia, solo per amore della Sicilia.
Il popolo Siciliano non è omertoso per paura della criminalità o per propensione genetica; ha solo paura dell’assenza delle istituzioni che distratte dalle loro beghe politiche finiscono per danneggiare i cittadini concedendo sempre più potere alla delinquenza organizzata e non.
L’Altra Sicilia
Settembre 21st, 2007 at 09:44
Prima di qualsiasi discorso sulla mafia, secondo me, è indispensabile ascoltare le parole di Paolo Borsellino pronunciate in una celebre “Lezione sulla mafia” a Bassano del Grappa:
http://it.youtube.com/watch?v=k_RzX8Tab4Q
Guardate il video. Anche Lei Signor Miccochè. Grazie
Settembre 21st, 2007 at 09:50
Mi si dirà di voler girare il dito nella piaga, di essere uno che contesta, di essere grillino, travaglino, non propositivo….ma vorrei comunque un parere da parte dei bloggers e del proprietario del blog che gentilmente ci ospita e che a detta di alcune non dovremmo offendere con posts irrispettosi….ma il 15 maggio 2007 la III Corte d’appello di Milano ha confermato la condanna il senatore f.o.r.z.i.s.t.a. M.a.r.c.e.l.l.o. D.e.l.l.U.t.r.i. e il boss della mafia di Trapani Vincenzo Virga a 2 anni per ciascuno per TENTATA ESTORSIONE. Nessun giornale, a parte l’Unità e il Corriere della sera, l’ha scritto, nessun telegiornale o programma televisivo, tranne la trasmissione Annozero, l’ha detto. Qualcun’altro, ha dedicato pochissime righe, tra l’altro sotto il titolo depistante di “Sponsorizzazioni” confermata in appello condanna Dell’Utri”. Come se il reato fosse la sponsorizzazione. Nel testo, si spiegava che l’estorsione riguardava imprecisate “modalità di sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani”. Virga è un boss mafioso, vicinissimo a Provenzano, arrestato dopo lunga latitanza nel 2001 e condannato all’ergastolo per mafia e omicidio…..
COSA NE PENSA, PRESIDENTE?
Settembre 21st, 2007 at 10:02
Donato: sei “leggermente” OT o cosa?
Capisco che non ci dormi la notte, ma non potresti postare i tuoi commenti nei luoghi giusti?
Settembre 21st, 2007 at 10:11
26/01/1989 - Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa
Lezione di Paolo Borsellino tre anni prima di saltare per aria
“L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati.”
Pubblicato su L’ISOLA,il quindicinale dei Siciliani della Diaspora.
Clicca sul link per scaricare L’Isola: http://www.anniversariostatutosiciliano.org/lisola/isola6.pdf
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Per la Sicilia, solo per amore della Sicilia
Settembre 21st, 2007 at 10:35
siamo fortunati ad avere con noi chi ci ricorda o insegna la storia della nostra terra, elemento di conoscenza fondamentale per parlare dell’oggi e del domani, quindi grazie F.P.C. Per il resto avere un atteggiamento come quello di Angela vuol dire volere andare avanti; al contrario vuol dire trovare tutte le scuse per evitare di uscire dalla nostra immagine di popolo disgraziato. Ma mi può spiegare Donato cosa c’entra la storia di Virga con una seduta parlamentare sui problemi del racket?(e comunque poi qualcuno mi spiegherà perchè la storia di Dell’Utri cui vengono contestati fatti degli anni 70 e 80 fino al 1994 non era stata oggetto di interesse mai in nessuna procura…) E’ come dire che una squadra di calcio non può più pensare di vincere una partita per il solo fatto di avere perso la precedente! Ma davvero non avete la voglia che la nostra Sicilia cresca e venga vista nel mondo come quella che è? Cioè la terra che ha combattuto e combatte con i propri uomini la mafia anche con enormi risultati. Ma davvero non vi volete rendere conto che lo Stato mandò l’esercito a Palermo in un periodo in cui si contavano 100 morti l’anno e che in quell’anno era morto Carlo Alberto Dalla Chiesa, mentre oggi parliamo di racket, certo problema grave ma di ben altra natura rispetto ad allora? Perchè dobbiamo negare che siamo comunque cresciuti, ottenuto risultati importanti dalle strade all’acqua? Ma vi ricordate o no i 35% di disoccupazione contro l’attuale 14, certo pesante ma meno di 35? Ma la vogliamo finire di essere i nemici di noi stessi e invece lavorare con tutte le persone che ne hanno voglia, coraggio e capacità per andare ancora avanti provando di uscire da una condizione che ci è stata creata, o quantomeno è stata favorita, dallo Stato centrale di Roma con la complicità della debole politica siciliana? Ma una volta che avete trovato un fesso come me che ci vuole provare, la smettete di farmene pentire e mi aiutate? altrimenti andiamo tutti (anzi forse solo io) a quel paese!
Settembre 21st, 2007 at 10:36
Francesco Paolo Catania:
hai ragione… ma…
Adesso dimmi come si farà (per essere Giusti) a fare in modo che quel “sospetto” si possa distinguere dal “sospetto calunnioso”, eventualmente creato ad arte e fatto somigliare alla realtà, nei casi in cui lo si volesse utilizzare criminalmente come strumento di lotta politica.
Nota Bene: non sto difendendo nessuno in particolare nè giurerei sulla onestà di nessuno dei sopracitati personaggi. Credo però che una Società che voglia migliorarsi non possa iniziare dalla caccia alle streghe.
Settembre 21st, 2007 at 12:13
Ascoltami Donato,
evidentemente di legge tu non capisci niente. Esistono degli articoli della costituzione come ad esempio il 27 scritti dai vincitori e quindi dai tuoi compari falce e martello che dicono che uno è innocente fino a che una sentenza sia passata in giudicato ossia non è più appellabile. Comunico a te cosi come ai meno dotti che dopo la Corte d’Appello esiste una Corte di cassazione che giudica la legittimità degli atti in ultima istanza. Non mi risulta che il Dott. Dell’utri per quel processo sia stato condannato da quella magistratura.
Se tu non avessi l’anello al naso e la sveglia al collo come tutti coloro che mandano all’ammasso il cervello ti informeresti su quanto sta facendo per noi giovani (ho 35 anni e a buon diritto mi sento giovane) in tutta l’Italia. Se vuoi continuare a provocare su Dell’Utri, prova ad essere intellettualmente onesto (cosa della quale dubito visti i tuoi posts)e fai lo stesso ragionamento per il compianto “compagno G”, per Unipol, per affittopoli e tutto il cucuzzaro di nefandezze sinistrorse. Anzicchè menarcela con sta camorria degli affari giudiziari del Dott.Dell’Utri, pensa che ieri sera da Santoro il sen. Polito DELL’UNIONE ha detto chiaro e tondo che il programma dell’UNIONE E’ IRREALIZZABILE mandando in bestia addirittura Travaglio!!!!
@Gianfranco: caro Presidente, sai che non sei solo a combattere queste lotte, sai che su gente come me (ma parlo anche a nome del mio gruppo di amici con cui andiamo avanti seppur tra mille difficoltà) puoi sempre contare. A noi interessano i fatti e non le chiacchere, a noi interessa poter parlare con il politico giusto che ci dia suggerimenti validi per far crescere la nostra terra.
Purtroppo qualcuno 146 anni fa ci ha obbligati ad essere fanalino di coda ma la storia ci insegna che ad uncerto punto i siciliani alzano la testa. Credo che sia ora di alzarla e di far vedere che la Sicilia con le persone giuste può davvero diventare punto di riferimento.
Ci vuole solo coraggio - come osservi giustamente - ci vuole il coraggio di dire a molti di quelli che oggi occupano certi posti: “grazie per quello che hai dato, resta al nostro fianco, consigliaci con la tua esperienza, ma fai un passo indietro, la società civile ha bisogno di volti nuovi e di persone motivate”.
Avremo mai questo coraggio??
Ai posteri…..
Settembre 21st, 2007 at 12:19
Miccichè nel suo intervento invita i Siciliani a mobilitarsi, chiede aiuto ai soli che possono darglielo. Non è l’intervento dell’Esercito, la benemerita opera di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Magistratura, il toccasana. Sono strumenti, spesso efficaci della lotta alla mafia, al racket, la loro può essere opera di repressione, di vigilanza, anche di prevenzione, allorchè tolgono dalla circolazione determinati individui. La severità delle sentenze può essere un deterrente. Ma è la coscienza dei Siciliani, la loro azione di ogni giorno, di ogni momento che può cambiare la situazione. Non è imitando chi razzola male e riesce a rimanere impunito, che si risolvono i problemi che vengono denunciati in questo blog. E’ invece la mobilitazione delle coscienze individuali, la loro trasformazione in sentimento collettivo, al di fuori degli schieramenti ideologici,la forza necessaria e sufficiente per uscire dal tunnel, per trasformare la Sicilia, per dare ai Siciliani l’orgoglio di essere tali. Avere coscienza di se, della propria individualità da affermare senza scendere per nessuna ragione a compromessi, trasformarla con pazienza e senza timore in sentimento collettivo, che chiede il Presidente dell’ARS. Il resto sono diatribe sterili, un piangere sul latte versato, che non porta a niente. Cominciamo a ripetere a noi stessi “voglio essere un Siciliano onesto, rispettare leggi, persone, smettere di fare il furbo, e avere soprattutto il rispetto di me stesso”. Solo così potrò esigere il rispetto da parte degli altri. E’ un invito soprattutto per i più giovani che partecipano a questo blog, e a quelle persone mature che con il loro esempio contribuiscono alla loro formazione. E mettiamo fine così alle tante manipolazioni interessate dell’immagine della Sicilia.
Settembre 21st, 2007 at 12:30
Credo che un imprenditore, piccolo o grande che sia, debba avere la serenità di denunciare i fatti, senza che cio’ significhi trovare bruciata la propria azienda la mattina seguente, o l’attack nella serratura, o rimetterci la pelle. Tale serenità la si puo’ raggiungere solo potenziando il lavoro delle forze dell’ordine, che dovrebbero ricevere indennità aggiuntive per meriti, in modo tale da motivare ulteriormente il loro personale ad una reale tutela dei denuncianti
Settembre 21st, 2007 at 12:34
@ Presidente Miccichè
Premiare chi decide di collaborare con la giustizia, di testimoniare e non pagare il racket è GIUSTISSIMO. Così come risulta immorale cacciare da confindustria le vittime della mafia, cioè chi è costretto dalle intimidazioni a pagare. Quindi si premiare i coraggiosi e no cacciare le vittime.
Detto questo, Signor Miccichè, Lei non può assolutamente esimersi dal commentare le parole di Paolo Borsellino, pronunciate tanti anni fa. Borsellino non parla di condanne accertate. Non di magistratura. Parla di fare pulizia all’interno dei partiti di personaggi sospetti e di chi ha frequentazioni, non costituenti reato, ma quantomeno sconvenienti. Lei è persona intelligente è sa che non è giusto sviare. Perchè Lei appoggia un governo regionale, il cui maggior rappresentante è indagato per rapporti con la mafia. I due maggiori partiti di governo sono stati falcidiati da arresti di importanti esponenti, sempre x mafia. Mi riferisco all’UDC e a Forza Italia.
Allora Presidente. Paolo Borsellino, considerato uomo di destra , aveva ragione o torto a dire quelle cose????
La mafia è la stessa di prima. Non è assolutamente vero che ci sia staTo un miglioramento da questo punto di vista. In certi periodi è stragista, in altri c’è la guerra tra cosche, in altri ancora (periodo attuale) si inabissa. Ma gli affari, il controllo del territorio, le infiltrazioni in politica, il controllo elettorale rimangono IMMUTATI. Purtroppo.
KAKKAMO
Settembre 21st, 2007 at 12:56
@Francesco:è giusto il tuo discorso sulle coscienze. Ci vuole una nuova presa di coscienza, ma (non sono un’imprenditrice)credo che se mi venissero a chiedere il pizzo per prima cosa mi rivolgerei alle forze dell’ordine. Ma se nn mi sentissi abbastanza garantita..non so cosa farei, credo che chi paga il pizzo, lo faccia perche’ PARADOSSALMENTE si sente + garantito da sti tipi che dallo Stato. Non lo so. Non mi sono mai trovata in questa situazione, ma penso che lo stato d’animo di questa gente, nella vulnerabilità posta dalla situazione, divenga questo…
Settembre 21st, 2007 at 12:57
No Presidente,
restiamo in questo di paese e iniziamo, tutti, un processo di lotta alla Mafia, attraverso la sensibilizzazione delle coscienze. A questo scopo non servono la polemica e la constatazione della delinquenza politica. Asserire che la mafia è favorita dalla politica sarebbe affermare che al tunnel non c’è via d’uscita. Ma non è questa la posizione da assumere da parte nostra. Pochi uomini in passato si sono opposti al racket, da soli e per questo deboli e facilmente eliminabili. Oggi è Conticello a urlare legalità con la sua pacata e coraggiosa denuncia. Partiamo da quest’uomo allora, senza esaltarne l’eroismo, ma approvando e sostenendo il coraggio della sua “normalità”. Non è con la polemica e la faziosità che allontaneremo il racket e la delinquenza dai commercianti siciliani, viceversa con le azioni individuali, dettate dal GIUSTO senso civico. Se Iustitia ha origine nel termine Ius(diritto), riappropriamoci del diritto che ogni comunità ha insito in sé, quello della LIBERTA’ di pensare, di esprimere, di denunciare. Benvenuto sia ogni provvedimento antimafia e antiracket, non farà che sostenere la lotta dei cittadini(e non solo delle istituzioni)al fenomeno mafioso. Mettiamo da parte le beghe e le streghe, se questa terra ci appartiene, dobbiamo viverla senza sottostare a soprusi di alcun genere. Le battaglie s’intraprendono per vincere. Ottimista e un pò “fesso” anch’io, non ho mai mollato la presa. Ci credo ancora in una Sicilia da poter respirare.
Saluti a tutti.
C.A.
Settembre 21st, 2007 at 13:03
@Kakkamo: ho sempre pensato che siano i mafiosi a riccorrere ai politici, ai potenti di turno. Non il contrario. Il politico probabilmente media finchè puo’, il problema è quando diviene connivente, fino a quel momento puo’ anche considerarsi vittima.
Settembre 21st, 2007 at 13:06
PRESIDENTE MICCICHè, LASCI STARE donato: E’ UN DETRATTORE PER PARTITO PRESO.
LEI LOTTA CONTRO I COSTI DELLA POTICA E LUI LE FA I CONTI IN TASCA E L’ACCUSA DI GUADAGNARE TANTO(COME SE FOSSE PECCATO).
LEI LOTTA CONTRO IL PIZZO E LA MAFIA E LUI LE PARLA DI DELL’UTRI E VIRGA(MA POI CHE C’ENTRA CON LA SUA LOTTA).
LEI DOMANI LOTTERà CONTRO, CHE SO,LA DISOCCUPAZIONE E LUI LE DIRA’CHE TUTTI I SUOI PARENTI SONO OCCUPATI(SPERO CHE SIA COSì,PER I SUOI PARENTI).
LASCI STARE E CONTINUI IN QUESTE LOTTE, CHE COSTITUISCONO LA PIù ALTA ESTRINSECAZIONE DEL CONCETTO PURO DI POLITICA.
AH, LASCI PERDERE ANCHE GLI ESEMPI CALCISTICI…IL CALCIO NON E’ COSA SUA. FORZA INTER!
Settembre 21st, 2007 at 13:13
vorrei segnalare ai gestori del blog che molto probabilmente il servisio newsletter non funziona.
non ho ricevuto gli ultimi 2 post
Settembre 21st, 2007 at 13:20
Forza Juve…. :-)))
Settembre 21st, 2007 at 14:00
Cosa c’entra dell’utri?
RACKET=PIZZO=ESTORSIONE
è più chiaro adesso? Non credo di essere la persona più indicata per ricordare che dell’utri è uno dei fondatori di FI, è quello che ha portato M.a.n.g.a.n.o. nelle famosa villa, quello condannato per tentata estorsione, quello dalle conoscenze mafiose e pericolose, quello condannato in via definitiva per false fatture in Publitalia,ecc..
Volete fare una guerra contro la mafia e Vi tenete sto’ elemento nel partito?
Alcune doverose precisazioni:
1.Il compagno G è stato condannato da Mani Pulite…..
2.Falce e Martello non sono miei compari (detto e ridetto piu’ volte e mi sono stufato a riscriverlo)
3.Travaglio nella trasmissione di ieri ha criticato fortemente l’Unione dicendo che non hanno ancora cominciato a realizzarlo il Programma, quindi quello che dice Michele P. non sta nè in cielo nè in terra, altro che andare in bestia. Non credo che travaglio abbia difeso l’unione ieri sera
Settembre 21st, 2007 at 14:10
dondato è il trombone stonato di una certa cultura giustizialista che sogna un mondo perfetto senza macchia e senza inganno.
da che mondo è mondo sono sempre esistiti i bravi, gli incmpetenti e i corrotti. è nella natura umana. chi crede di poter stravolgere la natura umana è solo un povero illuso.
SVEGLIA!!! basta sognare, i sogni utopici trasfermati in azione politica hanno prodotto solo morte e distruzione.
Settembre 21st, 2007 at 14:22
caro Michele P.,
neanch’io ne capisco di legge ma capisco perfettamente ciò che Borsellino asseriva e che il dott. Francesco Paolo Catania riporta fedelmente al commento n 6. (Lezione di Paolo Borsellino tre anni prima di saltare per aria). l’equivoco effettivamente é quello di confondere l’Etica con il Diritto… come spero tu non faccia.
Detto questo e come conseguenza, mi auguro che se, come scrive il presidente Micciché, “Una nuova Commissione Regionale Antimafia favorirà effettivamente con efficacia il contrasto al fenomeno mafioso, gratuitamente e in breve tempo”, questa sia composta da persone che non solo non siano stati condannati ne in primo, secondo e terzo grado ma neanche rinviati a giudizio per associazione a delinquere e altra tipologia di reato.
e che Dio ce la mandi buona Presidente
Settembre 21st, 2007 at 14:32
Se non condividete le parole di Paolo Borsellino dovete dirlo chiaramente. Vale per tutti, anche per il Presidente. Avete il video con Borsellino che parla e dice queste cose:
http://it.youtube.com/watch?v=k_RzX8Tab4Q
Se qualcuno dovesse avere problemi di sordità c’è la trascrizione del video fornita da Francesco Paolo Catania.
Quindi prendete posizione su queste parole cortesemente. Grazie.
Kakkamo
Settembre 21st, 2007 at 14:33
Ancora con sto mangano…….senti ti faccio un esempio.
Tu per me potresti essere un mafiosazzo di prim’ordine. Io sto parlando con te…..sono mafioso anche io??
In ogni modo aspetta che si pronuncino i Giuidici su sta storia (in modo definitivo ovviamente).
Risposta alle tue precisazioni:
1)Il compagno G è stato condannato da mani pulite….giusto allora invece di disquisire su gente ancora sotto processo perchè non commenti le malefatte già acclarate?? forse perchè era comunista?
2)falce e martello sono tuoi compari che ti piaccia o no, da come scrivi sei un comunista più di Di Liberto;
3)Io ho visto la trasmissione di ieri ed ho sentito con le mie orecchie che Polito diceva che 281 pagine di programma sono irrealizzabili testuali parole! Travaglio certo che s’è incavolato, s’è incavolato proprio con Polito.Inoltre ha sparato contro l’Unione?? Bene in questo momento fa fico….non si sopportano manco loro stessi figuriamoci coloro che non sopportano nessuno per definizione….
@Giuseppe:
signor Giuseppe invito lei e il signor F.P. catania a non calpestare i diritti costituzionalmente garantiti delle persone con un caterpillar chiamato ETICA.
Cicerone nel De officiis (che a me è piaciuto molto) scriveva “Summum ius, summa iniuria”.
Cordialmente
Settembre 21st, 2007 at 14:46
@MICHELE P.
…proprio Diliberto….che avrebbe voluto Andreotti come ministro degli esteri….proprio lui che mi sta sulle balle dovevi nominarmi?????
Sinceramente non ho capito la storia del mafiosaccio…io non ho conoscenze mafiose, non ho tentato di estorcere denaro ad imprenditori, non ho processi in corso per mafia, non ho emesso false fatture in publitalia (SENTANZA QUESTA DEFINITIVA)…oppure forse ora ho capito perchè ti infuri tanto se si parla dei processi a carico di dell’utri…ho appena visto e letto circa te e i Circoli di cui fai parte
Settembre 21st, 2007 at 14:50
Certo tu non sei “mafiosaccio” ma che ne sai se le persone con cui parli o prendi il caffè lo sono??E se lo fossero senza che tu ne sappia alcunchè saresti mafioso?? Non mi pare.
Sono orgoglioso della struttura dei Circoli del buongoverno visto che ne sono presidente. E’ una esperienza meravigliosa che consiglio a tutti coloro che vogliono far cultura e politica. Dovresti provare, magari rimoduli il tuo pensiero.
Settembre 21st, 2007 at 14:56
quindi dell’utri andava alle feste di compleanno e ai matrimoni dei mafiosi e non lo sapeva? Non lo sapeva che mangano era mafioso? Questo è falso perchè già da allora aveva la fedina penale chilometrica
Grazie in ogni caso dell’invito nei circoli ma credo che non facciano al caso mio
Settembre 21st, 2007 at 14:59
tu metti nella villa di un “amico” importante una persona e non ti accerti della sua onestà? Bastava fare una telefonata ai carabinieri è mangano non sarebbe neanche partito dalla sicilia alla volta di milano (almeno su questo ci voglio sperare)….ma dopo le bombe? I tentati rapimenti dei commensali in casa berlusconi?
Settembre 21st, 2007 at 15:02
@ Michele P
In attesa della risposta del Presidente Miccichè ti invito a prendere posizione sulle parole di P. Borsellino. La “Lezione sulla mafia” tenuta dal giudice Borsellino ai ragazzi delle scuole la condividi o pensi che anche Borsellino era un pericoloso comunistaccio????
Settembre 21st, 2007 at 15:07
Kakkamo:
ma su quale pulpito ti sei posizionato? Dobbiamo prendere posizione su un argomento? Ce l’ha prescritto il medico? Sei tu il padrone di casa su questo blog? Ma con chi credi di aver a che fare?
E’ per il fatto che fisicamente non sai che aspetto abbiamo, cosa facciamo nella vita, quali siano le nostre culture, i nostri background che ti sei dimenticato che stai parlando con persone vere?
Su, concentrati, e non dimenticartelo.
Stiamo scambiando opinioni non siamo venuti a sostenere il TUO esame!
Settembre 21st, 2007 at 15:11
pigliate sta’ benedetta posizione o avete paura di dispiacere al padrone di casa?
Settembre 21st, 2007 at 15:19
Angela ti ringrazio ma lasciami rispondere.
@Donato: tu prima di parlare con uno te ne vai in tribunale a chiedere il certificato penale? O gli chiedi se per caso è affiliato a qualche cosca?
……a ecco……
Se mi invii il tuo indirizzo via mail ti mando un invito per la prossima manifestazione, magari gradisci.
@Caccamo:ferma restando la mia stima per Paolo Borsellino, purtroppo ho le casse del pc fuori uso e non posso ascoltarla. Certamente avrà detto delle cose giuste, ma vedi io sono abituato a giudicare ciò che sento a pescindere da chi parli.
Non è il cognome che mi impressiona, ma il concetto che si vuole esprimere.
Per molti Garibaldi è stato un patriota o un eroe, per me no!
W la Sicilia!
Settembre 21st, 2007 at 15:19
Donato:
ma tu e Kakkamo siete la stessa persona? fratelli gemelli?
Vi serve per dividerci in Buoni e Cattivi?
Suvvia, piantàtela!
Settembre 21st, 2007 at 15:22
Il padrone di casa non è un censore…..sennò molti di voi non potreste scrivere.
Qui c’è libertà, cosa che noi abbiamo nel DNA.
p.s.
nel post precedente ho fatto a pugni con la sintassi….:-)
Settembre 21st, 2007 at 15:22
@ Angela
Il post parla di lotta alla mafia. I pensieri di Paolo Borsellino, se permetti, sono inerenti all’argomento. E poi qual’è problema c’è a prendere posizione sulle parole di un EROE SICILIANO MODERNO? perchè tutta questa reticenza? esami? vi viene così difficile dire cosa ne pensate? a me quando lo chiedono sono felice di rispondere… sto parlando di un eroe del mio popolo!!!!
Settembre 21st, 2007 at 15:25
@MicheleP
Il mio non era un modo per evitare le risposte (mie o altrui).
Era la maniera per esprimere il fastidio sul tono pedante con cui viene fatta una richiesta.
Condivido inoltre in pieno la tua analisi, a proposito di frequentazioni consapevoli o meno.
Nessuno porta la fedina penale (sua e della sua famiglia) stampata in fronte!
Settembre 21st, 2007 at 15:28
che tristezza questo blog!
uno spara a zaro su dell’utri, il legale risponde, l’altro ribatte…
è questa la democrazia 2.0? tutti parlano e straparlano di tutto e di più!
ADDIO
Settembre 21st, 2007 at 15:30
@Kakkamo:
quando una cosa mi viene chiesta col tono che stai usando tu, stai pur certo che neanche sotto tortura la si potrà ottenere.
Non ti accorgi che la tua è una PRETESA, un invito prepotente, una sorta di ricatto intellettuale?
Se queste sono le basi del tuo pensiero…
Settembre 21st, 2007 at 15:31
@framxx:
e che volevi un blog che sparava a zero su tutti senza che nessuno prendesse le difese degli accusati??
Guarda la rete è piena di blog a senso unico. Qui non ti rapisce nessuno, va pure dove trovi spazi più confacentri al tuo pensare.
Ciao
Settembre 21st, 2007 at 15:32
Siamo messi male, ma proprio male.
Andiamo avanti.
Una curiosità alla seduta straordinaria, prenderanno
parte anche Salvatore Cuffaro e Vladimiro Crisafulli?
Ma come si fa…………………
Settembre 21st, 2007 at 15:33
@ frarmxx, a proposito:
è proprio vero:
“i sogni utopici trasformati in azione politica hanno prodotto solo morte e distruzione”
ma chi non ha studiato la storia non lo sa, e non vuole crederci….
Settembre 21st, 2007 at 15:34
Gaex, aiutaci a metterci meglio
Settembre 21st, 2007 at 15:37
Michele, il mio punto di vista é il seguente:
é inaccettabile che persone ed individui sotto inchiesta per reati vari possano rappresentare noi siciliani nel(dal sito dell’ARS):
“vigilare ed indagare sulle attività dell’amministrazione regionale e degli enti sottoposti al suo controllo, sulla destinazione dei finanziamenti erogati e sugli appalti. Assumere ogni altra iniziativa di indagine e proposta per il migliore esercizio delle potestà regionali in ordine al fenomeno mafioso in Sicilia”.
Sono convinto che come me la pensano tanti tanti Siciliani.
Sarebbe auspicabile che in questa sede il Presidente Micciché ci faccia partecipe del suo punto di vista. Grazie
Settembre 21st, 2007 at 15:37
@ Michele P
Se ha le casse rotte c’è la trascrizione:
““L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati.”
Questo è il concetto. Molto chiaro come vede. Su Garibaldi ho capito la sua posizione, è stato molto chiaro anche lei. Vorrei lo fosse (così chiaro)anche su ciò che esprime Borsellino in questa “Lezione sulla mafia”.
@ angela
Ricatto intellettuale chiedere di prendere posizione sulle parole di un eroe dell’antimafia siciliana. Trucidato da persone infami proprio per quello che faceva e PER QUELLO CHE DICEVA??????? sono esterefatto!
Settembre 21st, 2007 at 15:39
@ michele p
i tuoi toni sono vermante raccapriccianti. comprendo l’attaccamanto alla ‘maglia’, ma l’esasperante contraddittorio è stucchevole.
è mai possibile che anche qui il parlare di politica implichi sempre un accanimento da ‘bar sport’?
Settembre 21st, 2007 at 15:44
@Kakkamo
Credo che Michele P la sua posizione te l’abbia data prima: dell’utri non ha una condanna definitiva per mafia quindi non è giusto farne pulizia fino a condanna passata in giudicato….cioè Borsellino ha detto una m…
Settembre 21st, 2007 at 15:44
@Kakkamo
Credo che Michele P la sua posizione te l’abbia data prima: dell’utri non ha una condanna definitiva per mafia quindi non è giusto farne pulizia fino a condanna passata in giudicato….cioè B.o.r.s.e.l.l.i.n.o. ha detto uhna m.i.n.k.i.a.t.a.
Settembre 21st, 2007 at 15:51
@Kakkamo
e ti spiego pure il concetto di ricatto intellettuale di Angela:
Non puoi costringerli a dire che B.o.r.s.e.l.l.i.n.o. aveva ragione che di questi bisogna fare pulizia senza dispiacere al padrone di casa…
Settembre 21st, 2007 at 15:51
@Caccamo:
immagino che quel virgolettato sia la riproduzione fedele di quanto avrei ascoltato con le mie orecchie.
Ebbene se quello che ho capito è giusto io non sono d’accordo con Paolo Borsellino.Se ho capito bene egli sostiene che uno anche se non è condannato ma si ha il ragionevole dubbio o sospetto che frequenti personaggi equivoci deve comunque essere allontanato dalla cosa pubblica. Rispondo sommessamente e con il massimo rispetto che il sospetto non può avere la meglio sull’accertamento giudiziale. I Tribunali esistono per accertare la verità e se questi non ci riescono non si può supplire con i sospetti.
Orlando diceva che il sospetto è l’anticamera della verità. Ebbene su quelle parole qualcuno ci ha rimesso la pelle suicida e qualche altro ce l’ha rimessa su una bomba in autostrada. Mi dispiace ma non ci sto! Se uno è assolto da un Giudeice terzo e sereno, deve avere la certezza di essere un cittadino come gli altri.
Per me i sospetti possono aiutare a scoprire delle verità, ma se queste non vengono a galla restano fini a se stessi!
I miei toni non sono raccapriccianti, sono fermi e decisi. In italiano si dice cosi.
Il bar dello sport quando si parla di politica, specie su un blog è difficile da superare.
Ma comunque non mi pare questo il caso. credo si stia disquisiendo in modo acceso ma senza animosità.
Se cosi non fosse sarei già da un’altra parte (magari a lavorare visto che ho ricevimento).
Settembre 21st, 2007 at 15:54
@ michele p.
“in questo il caso credo si stia disquisiendo in modo acceso ma senza animosità” … “I miei toni non sono raccapriccianti, sono fermi e decisi. In italiano si dice cosi”.
in ITALIANO queste due frasi sono antitetiche! deciditi!
Settembre 21st, 2007 at 15:58
http://www.radioradicale.it/scheda/231169
Settembre 21st, 2007 at 16:01
in ITALIANO essere fermo e deciso è diverso da essere pervaso da animosità.Non è raccapricciante essere certo delle proprie idee, lo è semmai, mettere in dubbio le stesse al cospetto di chi non le capisce non per colpa ma per dolo.
Settembre 21st, 2007 at 16:05
@ michele p.
consiglio vivamente l’uso del vocabolario prima di esprimersi in una certa maniera. a volte eccedere con un linguaggio forbito… può rivelarsi un boomerang!
Settembre 21st, 2007 at 16:10
Michele p non so chi tu sia, ma se vuoi, puoi difenderli tu, tali galantuomini.
Qui non si attacca nessuno, non certo io o nessun altro ha incriminato, intercettato e filmato tali galantuomini che si intrattenevano pacificamente, con mafiosi accertati.
Poi tu, mi puoi venire a dire che un politico deve parlare con tutti, mi sembra una grande.
“minchiata” credimi.
Non bisogna solo parlare di ” DIGNITA’ E CORAGGIO” ma anche parlare con ” DIGNITA’ E CORAGGIO”.
Se si vuole affrontare un tema come quello della MAFIA, bisogna decidere prima, se la Mafia è un male oppure no?
Se è un male è un male e non ci possono essere compromessi.
Vincenzo Conticello non ha voluto fare nessun compromesso, come quasi tutti nella bella terra siciliana,per questo ha il nostro rispetto e il Presidente lo può definire “Un Uomo che ha DIGNITA’ e CORAGGIO!”.
Ma se noi definiamo quest’uomo coraggioso, e noi tutti gli dobbiamo stare vicini, noi cittadini e uomini dell’ istituzioni, bhe nello stesso tempo, come possiamo non notare che un Salvatore Cuffaro un certo Salvatore Romano, un certo Clemente Mastella, erano a un matrimonio di un certo Campanella adesso incriminato per mafia e adesso testimone di giustizia.
Per non parlare di Vladimiro Crisafulli videointercettato, che si intratteneva tranquillamente a conversava di affari e appalti con un certo avvocato Raffaele Bevilacqua.
Riporto in seguito un articolo che ne parla meglio.
Ora ripeto come in altri post e in questo Grillo ha ragione da vendere.
“ GLI VOGLIAMO BUTTARE FUORI O NO” ? E MAGARI ANCORA PRIMA NON VOTARLI,
TUTTO QUI
Settembre 21st, 2007 at 16:12
Lo sconcerntante documento che ha travolto la sinistra siciliana
di Luigi Claudio Martino
E’ un «caso» a ristabilire la par condicio in Sicilia dove ancora una volta la politica locale di destra e di sinistra è stata travolta da arresti e avvisi di garanzia per contiguità mafiosa. Il presidente della regione Totò Cuffaro del CDU a Palermo e Vladimiro Crisafulli il vicepresidente diessino dell’Ars a Enna sono stati inscritti nel registro degli indagati assieme ad un buon numero di altri professionisti e politicanti di media e alta importanza.
Con un ottimismo da fare invidia, Marco Follini, segretario dell’UDC ha così commentato i recenti eventi: «Per quanto la mafia cerchi agganci nella politica, oggi non ne trova. Né in uno schieramento né in un altro».
Vaneggiamenti a parte sembrerebbe proprio che le prove a carico di Crisafulli, per gli amici Mirello, siano davvero gravi. Ad inchiodare il politico un filmato effettuato presso l’hotel Garden di Pergusa dove la squadra mobile stava indagando su un traffico di droga. Involontariamente si sono ritrovati tra le mani un documento scottante in cui Mirello conversava di affari e appalti con l’avvocato Raffaele Bevilacqua indicato dagli inquirenti e da più collaboratori di giustizia come l’uomo designato da Provenzano in persona ad assumere il comando della provincia di Enna e già condannato in passato a 11 anni e sei mesi di reclusione annullati in appello per incompetenza territoriale. (Le accuse erano di associazione mafiosa, turbativa d’asta, concussione aggravata e violenza privata. Il processo è tuttora in corso. ndr.)
Ovviamente alla procura di Caltanissetta competente per le indagini vige il massimo riserbo circa il colloquio intercorso tra i due. Qualche stralcio però è trapelato grazie ad abili indiscrezioni.
Secondo quanto apparso nelle immagini ora al vaglio della DIA il Crisafulli seduto nell’ufficio del direttore dell’hotel chiede un posacenere. Uno dei titolari dell’albergo, Enzo Di Serio, porta anche una penna e un bloc notes.
«Non mi serve la carta - avrebbe detto l’avvocato - tutto a mente, niente tracce».
Una volta acclimatati Mirello prende il polso del Bevilacqua e constata il valore del suo orologio, «non è come quelli del presidente», gli risponde pronto l’avvocato. «Minchia che bordello» commenta poi il politico guardando il traffico…
Bando alle ciance si parla d’affari e di politica.
Il boss sembra assumere un atteggiamento di deferenza nei confronti del parlamentare al quale confida di temere di perdere terreno a Piazza Armerina dove sarebbe stato in corso un reimpasto programmato. «Spererei - dice - che mi facessi contento questo gruppo. Se sono amici miei, sono anche amici tuoi». Crisafulli attento ascolta.
Poi passano al sodo. «Allora per quei taglialegna - chiede l’avvocato - avevi detto due». «Magari di più - risponde il diessino - tre, quattro». Il riferimento è ad un appalto di disboscamento affidato ad una ditta calabrese nel quale il Bevilacqua vorrebbe entrare. Ma non è tutto. Chiede infatti una parte di tutti gli appalti che ci sono in provincia e a tal proposito discutono di un «campus universitario da realizzare ad Enna Bassa, un business da 120 miliardi».
Le telecamere poi avrebbero restituito anche una sorta di screzio dal quale il mafioso ne sarebbe uscito malamente con un sonoro «Fatti i c. tuoi» contro il quale il Bevilacqua non avrebbe potuto fare altro che tacere e ritirare le proprie rimostranze.
La procura di Caltanissetta, per il momento, sta proseguendo le sue indagini anche se, con amara sorpresa, il Procuratore capo Messineo non ha ritenuto di dover procedere alla perquisizione degli uffici dell’Ars «perché in questo momento ritengo che abbiamo bisogno di tranquillità, evitando scontri istituzionali».
Ci chiediamo come la ricerca disinteressata della verità possa creare «scontri istituzionali» dato che dovrebbe essere l’unico principio che anima le istituzioni, tutte.
Raggiunto dall’avviso di garanzia il Crisafulli, 55 anni, molto amato dagli elettori per la sua verve, si è detto incredulo per le accuse ricevute e contrariamente a Totò Cuffaro ha deciso di sospendersi momentaneamente dai suoi incarichi.
Intanto il suo caso ha spaccato in due la grande coalizione di sinistra. Pieno sostegno e ammirazione a livello locale, più fermezza invece da parte di alcuni dei politici più impegnati nella lotta alla mafia.
All’interno dei DS stessi è stato firmato un documento approvato all’unanimità perché «sottolinea - come ha spiegato Claudio Fava - che la politica non è quella dell’intermediazione. Che il ruolo del politico non è quello di convogliare finanziamenti, né di discutere di appalti con chiunque. Io aggiungo che non è possibile sospendere la questione morale che è questione permanente della politica».
«Non dimentichiamoci che siamo il partito di Pio La Torre» ha aggiunto l’inviato della segreteria nazionale Vannino Chiti.
Linea dura anche per Beppe Lumia che ha chiesto l’espulsione di Crisafulli dal partito e ha dichiarato: «Il rapporto tra mafia e politica sta producendo notevoli danni ed è maturo il tempo di promuovere una classe dirigente adeguata alla sfida» Dopodiché ha invitato la magistratura ad andare avanti senza timori.
Ciò che per ora è apparso più facile delineare è la posizione di Raffaele Bevilacqua grazie alla fitta documentazione contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Maria Carmela Giannazzo.
Dall’incrocio di intercettazioni e dichiarazioni dei collaboratori è emerso il profilo di un boss di rango elevato che gode di un forte potere di intimidazione e che «dimostrava - scrive il gip - di disporre di canali occulti attraverso i quali attingere notizie riservatissime, tant’è che lo stesso, in data 10.01.2003, apprendeva anche un Ufficiale di Polizia Giudiziaria aveva preso in locazione, per conto della DIA di Caltanissetta, un immobile dal quale veniva effettuato un servizio di video sorveglianza esterna sull’appartamento di via Pasubio».
Al momento dell’arresto Antonino Giuffré, il boss di Caccamo finito in manette nell’aprile dello scorso anno e poi pentitosi, aveva con sè numerosi pizzini tra i quali alcuni, che costituivano la corrispondenza con il Provenzano, si riferivano proprio al Bevilacqua.
Interrogato dai magistrati proprio a chiarimento degli importantissimi documenti, il collaboratore li ha decifrati.
Il primo viene inviato al Giuffré da Domenico Virga, rappresentante della famiglia di Caltanissetta, affinché lo faccia pervenire al Provenzano:
«SE SI RICORDA QUEL DISCORSO PER QUANTO RIGUARDA L’AVVOCATO BEVILACQUA DI BARRAFRANCA SE (INC.) LA RISPOSTA, SE LO POSSIAMO AVVICINARE, UN CORDIALE E AFFETTUOSO ABBRACCIO».
Questa la spiegazione del Giuffré:
«Per quanto riguarda il discorso dell’avvocato Bevilacqua, di Barrafranca, si tratta di una persona che lo vogliono far muovere nell’ambito della provincia di Enna e volevano da parte di Palermo, l’autorizzazione in questo, autorizzazione che hanno avuto.
PM1: per nominarlo in che cosa?
Giuffré: rappresentante provinciale, responsabile della provincia appositamente di Enna.
PM1: va bene. Il benestare glielo ha fatto avere…
Giuffré: Provenzano».
Del beneplacito del superlatitante abbiamo prova scritta:
«TEMPO FA MI HA PARLATO DELL’AVVOCATO BEVILACQUA, NON RICORDO BENE IL PERCHE’ ME NE HAI PARLATO. HO AVUTO NOTIZIE CHE E’ UNA BRAVA PERSONA E TE LO STO COMUNICANDO». Sul pezzo era manoscritto P.14.04
Il Giuffré ha chiarito:
«In questa data il 14 di aprile ho trasferito, ho mandato a dire che il Bevilacqua poteva andare avanti. Ora, chi è Bevilacqua? E’ un avvocato di Enna, mi sembra, il discorso interessa la provincia di Enna perché questa persona è pregata da uomini d’onore della provincia di Enna ad interessarsi di Cosa Nostra e vogliono il nostro sta bene da Palermo. Nel momento in cui io ricevo questa notizia la passo al Provenzano che poi lui magari non si ricorda più di che cosa, qual era… l’oggetto del discorso è questo. E mando a dire che il Bevilacqua, per quanto riguarda la provincia di Enna si può muovere».
Vi è poi un ultimo ulteriore pizzino sull’argomento, questa volta indirizzato da Giuffré a Provenzano.
«CARISSIMO ZIO OMISSIS APPRENDO E PRENDO NOTA CHE L’AVVOCATO BEVILACQUA E’ UNA BRAVA PERSONA, LO VOGLIONO FAR MUOVERE …OMISSIS… RICEVE I PIU’ CORDIALI E AFFETTUOSI SALUTI».
Giuffré riconferma quanto detto sopra e aggiunge di non aver mai conosciuto personalmente tale Bevilacqua «no io né lo conosco non… completamente».
La genuinità dei riferimenti al Bevilacqua e l’attendibilità di Giuffré a proposito degli stessi trova riscontro grazie ad una intercettazione (29/01/2003) in cui l’avvocato, parlando con un suo sottoposto, Mazzone Angelo, criticava il Giuffré, della cui collaborazione aveva appreso dai giornali.
In particolare il Bevilacqua contestava al Giuffré di avere conservano tutti quei pizzini e si preoccupava che potessero esservi contenuti dei riferimenti alla sua persona.
«Nei pizzini macari iu ci sugnu’ (nei biglietti anche io ci sono) però non potrà mai lui dire ‘io conosco a Bevilacqua’ perché lui ora dovrebbe spiegare, sembrava che dovesse essere il terremoto, lui ancora di dovrebbe spiegare a tutti come fa a fare trovare ‘175 pizzini’. Angelo se tu mi chiedi a me una cosa io me lo tengo un giorno, due giorni».
Nonostante le varie «bonifiche» ordinate dal Bevilacqua dei luoghi da lui frequentati per assicurarsi che non ci fossero cimici, il materiale probatorio a suo carico non lascia spazio a molte diverse interpretazioni.
L’avvocato si occupa principalmente di attività economiche e di appalti pubblici. Intrattiene una vasta rete di rapporti diretti ed indiretti con politici ed imprenditori presso cui cerca insistentemente e con successo il sostegno a riprova del suo «prestigio mafioso» fondato anche su una certa «pericolosità del soggetto» risultato «in grado, con una strategia basata sulle collusioni e sugli accordi, di perseguire gli obiettivi più importanti e delicati dell’organizzazione». Tali, prosegue il gip, da escludere che gli interessi in gioco possano concernere solo la sua attività di imprenditore e proprietario della ditta OMNIA, intestata al figlio Bevilacqua Giuseppe, anch’egli tratto in arresto.
Senza evidentemente poter fare nomi il GIP valuta anche il documento riguardante l’incontro tra Bevilacqua e Crisafulli, descrivendo sostanzialmente l’incontro così come riportato dalla stampa, del quale sottolinea ulteriori aspetti.
«I contenuti della conversazione non lasciano dubbi sull’intento del Bevilacqua di operare interferenze illecite negli appalti pubblici, avvalendosi della disponibilità del politico. Numerosi altri contatti sono stati riscontrati tra lo stesso deputato regionale e il Bevilacqua e si deve notare come il rapporto tra i due sia strettamente fiduciario; risulta infatti che il Bevilacqua chiama il politico in tre distinte occasioni dalla propria utenza cellulare ed in una di queste utilizza il falso nome di Totuccio. Nonostante tale espediente, che appare essere una evidente misura prudenziale, il politico nulla eccepisce, dimostrando di operare in piena sintonia con l’esponente di Cosa Nostra».
Dell’appartenenza dell’avvocato all’organizzazione nonché del suo ruolo di vertice sono abbondanti i riscontri sia quelli forniti dal suo stesso parlare che da altri collaboratori di giustizia.
Angelo Leonardo, uomo d’onore della famiglia di Pietraperzia, ha riferito agli inquirenti che il Bevilacqua nonostante fosse a capo della famiglia di Barrafranca trovava appoggio nella famiglia di Pietraperzia vicinissima allo schieramento di Provenzano grazie all’appoggio di Domenico Vaccaro. Allo stesso tempo questi avrebbe avuto rapporti anche con Francesco La Rocca, capo mandamento di S.Cono, avverso al Vaccaro e vicino a Vito Vitale e a Giovanni Brusca. Per questa sua sorta di doppio gioco, secondo Leonardo, doveva essere ucciso. «Lo sa che deve morire prima o poi».
Anche Ciro Vara neopentito afferma che Bevilacqua fosse molto vicino a Borino Micciché della famiglia di Pietraperzia.
Che poi agisse in veste di capo provincia lo dimostrano altre conversazioni in una delle quali si fa esplicito ricorso ad un progetto di omicidio.
«La carica di “rappresentante provinciale” di Cosa Nostra - spiega il giudice - conferisce al Bevilacqua il dovere di controllare ed il potere di autorizzare la commissione di reati gravi sul suo territorio», come una rapina da 8 miliardi ad un furgone portavalori nel territorio di Enna o estorsioni.
A lui infatti si rivolgono anche per risolvere le questioni interne a Cosa Nostra. Maria Catena Scaduto, figlia del boss mafioso Giuseppe Scaduto di Bagheria, anch’essa raggiunta da un avviso di garanzia, lo informava delle condizioni carcerarie del padre il quale, suo tramite, gli chiedeva di intervenire per appianare certo problemi con lo zio Tusa Matteo, indicato quale sottocapo della famiglia di San Lorenzo.
Con quest’ultimo il Bevilacqua aveva avuto un colloquio apparso estremamente interessante agli inquirenti poiché discutendo di una gara d’appalto nominano Pippo Calò, noto boss mafioso, capo del mandamento di Porta Nuova.
«… Ti spiego, nel periodo ci sono stati appalti, cioè che questa «famiglia», questo gruppo imprenditoriale che viene sempre dalla scuola che è uno che viene dalla scuola di Pippo Calò mi hai capito? E allora questo sa organizzare le gare bene… bene…».
Con aria spocchiosa e fare da padrino Bevilacqua ha accolto l’ordine di custodia cautelare con un «mi arrestate solo per questo?».
Sarà sicuramente molto istruttivo sapere come spiegherà agli inquirenti frasi del tipo «se noi creiamo con la mafia, con la mafia noi creiamo l’utilità di metterlo in produzione…. paradisiaco». E ancora più interessante sarò capire come possa esserci «un rapporto fiduciario» tra un deputato della repubblica italiana e un personaggio tale.
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Mele marce
E sfiga volle che ad essere filmato mentre si intrattiene con un mafioso fosse proprio un uomo politico di sinistra. Non uno qualunque, ma uno dei massimi vertici. Così la storia ci ha consegnato un documento irripetibile che ha sconvolto il movimento più impegnato nella lotta alla mafia con uomini come Nando dalla Chiesa, Claudio Fava e Beppe Lumia. I primi due orfani di padre per mano di Cosa Nostra, il terzo direttamente nel mirino dei Kalaschnikov già arrivati per l’occasione, come ha raccontato il pentito Nino Giuffré.
Purtroppo per loro però le telecamere nascoste della Dia hanno casualmente ripreso il vice presidente DS dell’Ars Vladimiro Crisafulli, detto Mirello, a colloquio confidenziale con
il boss di Barrafranca Raffaele Bevilacqua delegato da Provenzano in persona a reggere la provincia di Enna. Immagini e audio sono piuttosto chiari: mafia, politica e appalti.
Con grande amarezza e profondo sconcerto per i siciliani onesti e per i simpatizzanti e i militanti di sinistra il disonorevole Crisafulli ha disonorato il partito del povero Pio La Torre. Che, tuttavia, già vent’anni fa aveva lottato per eliminare quelle collusioni che confermano ancora una volta come Cosa Nostra non si curi affatto dei colori di bandiera, ma solo di affari che fa con chiunque sia interessato.
A Beppe Lumia, Nando dalla Chiesa e al collega Claudio Fava tutto il nostro appoggio e sostegno affinché proseguano nel loro lavoro senza guardare in faccia a nessuno, lottando per far espellere mele marce come il disonorevole Crisafulli dai partiti che vogliono combattere seriamente Cosa Nostra.
Altrimenti, veramente non c’è più religione!
Giorgio Bongiovanni
box2
Crisafulli: “i fatti mi daranno ragione”
16 settembre 2003
Palermo. Il deputato regionale dei Ds Vladimiro Crisafulli è stato interrogato oggi per tre ore presso la procura di Caltanissetta dal sostituto procuratore della Dda Roberto Condorelli. Al termine del colloquio Crisafulli è apparso disteso, alla stampa ha riferito di aver chiarito ogni cosa e che si è trattato solo di un equivoco. A detta del deputato diessino potrebbero anche crearsi le condizioni per un suo rientro alla vicepresidenza dell’Assemblea regionale siciliana da cui si era volontariamente sospeso. “Credo di avere dimostrato – ha dichiarato Crisafulli – che quello con Bevilacqua non è stato un incontro furtivo”. Crisafulli ha ammesso di conoscere Bevilacqua da 20 anni, ma di non avergli mai telefonato o chiesto colloqui, anzi si è detto in perfetta buona fede perché convinto che la vicenda giudiziaria che aveva visto implicato quest’ultimo fosse un episodio ormai chiuso. Al dott. Condorelli Crisafulli ha spiegato di aver incontrato Bevilacqua nella reception del più grande albergo di Enna, l’Hotel Garden, sotto gli occhi di ben 180 persone convenute in occasione del congresso della Cgil scuola. “Lui insisteva per parlarmi di una cosa a suo dire importante – ha continuato Crisafulli - e dopo vari solleciti ho deciso di vedere cosa volesse. Che l’incontro sia stato puramente casuale è provato dagli atti appena depositati dalla procura, così come le tre telefonate che mi sono state contestate sono state intercettate sempre durante i lavori nell’aula dell’Ars e ad una di esse addirittura non risposi perché l’interlocutore non parlava”. Nelle immagini registrate all’interno dell’hotel “si vede subito – ha concluso Crisafulli – che Bevilacqua mi chiedeva insistentemente di sistemargli il figlio, di trovargli un lavoro. Io ho rifiutato dicendo che non avevo tale possibilità e così lui insisteva e io continuavo a negare. A un certo punto, dopo che lui ha esagerato, gli ho detto ‘non ci rompere i c…’e questo emerge chiaramente dalle intercettazioni”.
Dora Quaranta
Settembre 21st, 2007 at 16:20
@Kakkamo
Per fortuna che tutti i siciliani non sono pessimisti come te.
Bravo il presidente quando ha detto e ha fatto capire che qualcosa in sicilia da anni sta migliorando.Anche sul discorso della mafia.La reazione di confindustria ne è una prova.Stiamo andando sulla retta via secondo me.E saranno le nuove generazioni che cambieranno il modo di pensare e agire dei siciliani.
@donato
Ma tu quando fai amicizia con una persona vai a cercare se è mafioso o cose varie?Ormai ogni persona che parli ,anche per una cavolata, con un mafioso deve essere pure mafioso.Ti assicuro che molti di sinistra hanno a che fare e sono indagati per associazione a delinquere.Non fare distinzioni inutili.
Settembre 21st, 2007 at 16:21
Visto che non mi capisci quando parlo dammi la tua mail che ti mando un disegno!
E comunque se questo è linguaggio forbito………io parlo sempre cosi, se usassi un linguaggio forbito avresti bisogno della traduzione!!!!
(per gli altri: scusate, ma quanno ce vo ce vò!!)
Settembre 21st, 2007 at 16:32
dal pentito Francesco Di Carlo: “Mi incontrai nuovamente con Marcello Dell’Utri a Milano, se non ricordo male a metà degli anni Settanta. Andammo a pranzo con Tanino Cina, Nino Grado, Mimmo Teresi e Stefano Bontate. Vestivano in modo particolarmente elegante, e a una mia domanda risposero che dovevano incontrarsi con un grande industriale milanese amico di Tanino Cina e Marcello Dell’Utri. Mi chiesero di andare con loro e accettai di buon grado. Arrivammo in un ufficio in centro. Quindici minuti dopo arrivò Silvio Berlusconi. Bontate invitò Berlusconi a investire in Sicilia. Questi replicò che temeva i siciliani, che al nord non lo lasciavano tranquillo. Bontate mi aveva già anticipato in macchina che Berlusconi aveva paura di essere sequestrato. Allora lui gli disse che non aveva nulla da temere vista la sua vicinanza con Dell’Utri, ma che ad ogni modo gli avrebbe mandato uno dei suoi perché non tornasse ad aver problemi con ‘i siciliani’. In seguito mi disse che chi era stato inviato insieme a Berlusconi era Vittorio Mangano, all’epoca agli ordini di Bontate, e che qualunque contatto con Berlusconi doveva passare attraverso Mangano. Ricordo anche che Berlusconi, al termine dell’incontro, disse testualmente che “era a nostra disposizione per qualunque cosa. Da parte sua, Stefano Bontate gli confermò la stessa cosa”
Settembre 21st, 2007 at 16:32
@ michele p.
che tristezza! adesso comprendo perchè dell’utri sta avendo tutti sti guai giudiziari, se ha attorno gente come te, avoglia!!!!!
a scuola e soprattutto in famiglia uno degli insegnamenti fondamentali riguarda l’UMILTA’. nella vita bisogna essere molto più spesso umili che arroganti. noto con rammarico che questo insegnamento tu non l’hai interiorizzato fino in fondo! ma finché c’è vita…
Settembre 21st, 2007 at 16:33
c’avete gli occhi e le orecchie tappate col SuperAttack?
Settembre 21st, 2007 at 16:36
Quando Mangano si installò nella villa di Berlusconi ad Arcore, “era già molto più che un semplice soldato di Cosa Nostra” e operava nel settore delle estorsioni e del racket delle corse ippiche con interessi nel traffico internazionale di stupefacenti e nel riciclaggio di denaro sporco, Mangano era un uomo chiave nella cosiddetta Milano Connection. Secondo quanto dichiarò Berlusconi ai giudici nel 1997, in realtà si trattava solo di uno stalliere assunto per prendersi cura dei cavalli di Arcore. Ma la dichiarazione di un altro pentito, Salvatore Cancemi, aggiunge altri particolari a questa vicenda: “Nel 1990 Totò Riina mi disse di comunicare a Mangano che doveva smettere di interferire nei rapporti che lui stesso aveva stabilito con Dell’Utri, collaboratore di Berlusconi. Andai a casa di Mangano e lo informai dell’ordine di Riina. Mangano cercò di giustificarsi dicendo che i rapporti con Dell’Utri li aveva mantenuti sempre lui. Tagliai corto e dissi: ‘Togliti di mezzo perché ora li mantiene Riina’. Gli dissi che era inutile cercare di convincermi perché doveva limitarsi a rispettare la volontà di Riina, altrimenti l’avrebbe pagata con la vita. Quando Riina menzionò Dell’Utri e mi disse che era la persona di fiducia di Berlusconi, dando per scontato che Dell’Utri era in contatto con la nostra organizzazione, non mi sorprese, perché io avevo saputo già da prima attraverso Mangano dell’esistenza di questi contatti”. Aggiunge Salvatore Cancemi: “Mangano si serviva di Dell’Utri e poteva chiedergli qualunque cosa. Per esempio, Mangano mi raccontò che in una tenuta grande e bella alla periferia di Milano, se non ricordo male vicino a Monza, di proprietà o a disposizione di Dell’Utri, vennero anche nascosti alcuni latitanti, tra i quali i fratelli Grado”.
Settembre 21st, 2007 at 16:43
Ma uno stalliere proprio dal profondo sud della sicilia se lo dovevano cercare? E proprio un mafioso dovevano scegliere? Perchè Berlusconi non si incazzò con dell’utri a causa del personaggio che gli aveva messo in casa? Io se fosi un militante come voi non ci dormirei la notte con questi interrogativi!
Settembre 21st, 2007 at 16:55
Interessante inoltre il fatto che Riina, Provenzano, Pippo Calò e Berlusconi avessero conti corrente sulla stessa piccolissima banca milanese in cui lavorava papà Luigi? (fonte da wikipedia)
Settembre 21st, 2007 at 17:03
E torna! Ancora una volta lo stalliere, ancora una volta Dell’Utri. Sembra che non vi sia altro di molto più attuale di cui discutere. Sempre con la testa girata indietro. Mi sembra di assistere ad un dibattito in Tv, dove ognuno dice la sua e l’altro dice che è un bugiardo. Non siete stanchi di rimenare sempre la solita minestra? Non esistono altri problemi da risolvere, da affrontare? Lasciamo il caso Dell’Utri alla Magistratura, non ci sostituiamo ad essa. Abbiate fiducia. E smettiamola di rimenare sempre la stessa minestra. Tiriamo fuori le idee, le proposte, confrontiamoci su questo, non su cose che sono all’esame di chi lo fa per professione e imparzialità come la magistratura. Continuando a dibattere su chi accusa chi, su quello che dice o non dice Travaglio, su dichiarazioni di pentiti, non produciamo niente di nuovo, di costruttivo. E’ un modo come un’altro di piangerci addosso. Ma così non si costruisce il domani, si fa pettegolezzo sul passato. Soprattutto dai giovani mi aspettavo qualcosa di diverso che non scimmiottare quello che dice Travaglio o Grillo. La vostra testa serve a qualcosa di diverso che a far crescere i capelli? Dove sono le idee?
Settembre 21st, 2007 at 17:12
@Donato, hai scritto:
“”"@Kakkamo
e ti spiego pure il concetto di ricatto intellettuale di Angela:
Non puoi costringerli a dire che B.o.r.s.e.l.l.i.n.o. aveva ragione che di questi bisogna fare pulizia senza dispiacere al padrone di casa…”"”
Donato, quando avrò bisogno dell’interprete stai sicuro che ne chiamerò uno.
Io non temo di dispiacere al padrone di casa.
Sto solo cercando di ricordarvi le regole della buona educazione, ma vedo che non vi tornano in mente.
@donato @kakkamo:
Ognuno di noi può avere i suoi eroi.
E spero che ancora in questo paese si riesca ad essere liberi di pensare come si desidera.
Avallare il “sospetto” come fosse “colpa accertata” serve solo per creare ingiustizia, ed io sono per la giustizia.
Uno dei veri eroi dei nostri tempi è stato Gabriele Cagliari, ma certamente voi non sapete chi era ne ve ne cale.
Il tono inquisitorio e pressante con cui chiedete il riconoscimento del testo del vostro eroe è un segno del vostro pensiero democratico?
Ritenete il vostro pensiero come l’UNICO possibile su questa terra? Ne fate una questione di principio? bene, io no. Se non voglio aderire alla vostra richiesta vuol dire che non farò parte del vostro clan.
E continuo a ribadire che siete fuori tema, OT.
E che state approfittando della buona educazione del padrone di casa, nonostante lui non se ne lamenti.
E non per piageria. Per rispetto, quello vero.
Settembre 21st, 2007 at 17:14
mi chiedo come si fa a difendere l’indifendibile.
Non riesco a credere che esista ancora gente disposta a dare una qualunque delega o mandato a chi é indagato dalla giustizia ordinaria. Vorrei Capire. Ma succede cosi nel resto del mondo occidentale ? in Inghilterra, in Belgio, in Olanda, In Germania? Io penso che bisogna riportare al centro della società civile l’Etica e i valori morali e permettemi di non citare nessuno:
In Sicilia nulla cambierà finché non saremo capaci di incidere su cosa pensano i Siciliani e su come si comportano.
Sono soprattutto i loro comportamenti che hanno portato ai risultati attuali. E questi comportamenti sono il frutto della cultura della gente, della sua mentalità. Perciò sono intimamente convinto che affinché cambino questi risultati occorre agire sulla cultura dei Siciliani intesa come insieme di identità, valori, conoscenze, idee, principi etici, competenze emozionali e sociali. E vedrete che le persone che avranno posto in essere comportamenti sospetti saranno immediatamente « emarginati » dalla società civile o richiamati a comportamenti consoni al vivere civile ; altro che difesi a spada tratta perché non « ancora » condannati giudizialmente.
Settembre 21st, 2007 at 17:19
Per Francesco:
Ma cosa centrano le idee, con la mafia che uccide ogni idea che sia contraria alla sua.
Ma ti rendi conto di quello che dici.
Direi che prima di avanzare proposte, bisogna dare un bel calcione a quelli che sparano per non farti parlare che ne dici sarebbe meglio.
E quindi a tutti coloro che hanno un ruolo politico o di potere solo perchè gravitano attorno alla mafia.
Grazie hai quali la mafia vive e prospera.
Non so questo ragionamento ti sembra sano o no.
Non so, se sono stato chiaro.
Settembre 21st, 2007 at 17:20
Chiedo all’amministrazione di cancellare i posts numeri 54-57-58-59-60.
1) perchè non attinenti all’argomento;
2) perchè oggetto di valutazioni della magistratura (per altro vi informo che il sig. Di Carlo ha già accusato Dell’Utri di calunnia aggravata in concorso, ma quel processo lo abbiamo vinto, solo che voi non volete ricordare che il Senatore è già stato assolto l’8 ottobre del 2006 dal Tribunale di Palermo) di appello.
concordo con Angela state approfittando della buona educazione del padrone di casa.
Se ne siete capaci restate in argomento ed evitate di buttarla sempre in caciara.
Settembre 21st, 2007 at 17:27
il blog non è un tribunale dove l’azzecca garbugli di turno si alza in piedi e impettito si rivolge alla corte per chiedere l’obiezione! LIBERTA’ di parola! anche se ahimè si sta toccando il fondo!
Settembre 21st, 2007 at 17:27
Il post parla di avere coraggio….parla di combattere il racket e le estorsioni…e chi opera il racket e le estorsioni…..il Gabibbo o la Mafia? E di chi sto parlando io? Della Lecciso?
Settembre 21st, 2007 at 17:29
Il valore della Giustizia Italiana allo stato attuale quale?.
Il Killer di un prete di frontiera reo confesso e pentito per il suo omicidio (mandante la mafia) ha avuto uno sentenza di condanna ad un decina e passa di anni. con la buona condotta sarà fuori tra 5/6 anni (anzi forse è già uscito e noi commemoriamo gli eroi, vivi e morti), quando esce e va in un bar e dice offre il caffè a tutti se lo accetto cosa rischio, per cosa passo? è o non è uno che ha pagato il debito con la giustizia?
Il cassiere della mafia Pino Lipari dopo essere stato arrestato, condannato , sottoposto alla confisca di tutti i beni ecc… Oquando ha finito gli anni di galera ed è a piede libero ritorna ad essere arrestato perchè accusato di mafiare e riciclare.
Il figlio di Ciancimino non riesce a spendere l’eredità di suo padre, e lui figlio, a babbo morto, arrestato per riciclaggio ecc.
Ma se per ipotesi arrestiamo tutti i mafiosi e questi dopo dieci anni sono liberi perchè hanno pagato il loro debito con la giustizia, possiamo dire che non ce più la mafia . O nonostante i morti, gli eroi, gli arresti, le condanne, le pene scontate, la mafia non la vinceremo mai? Sul piano teorico, non su quello pratico, ma una Sicilia senza mafia, e quindi una normale regione d’italia lo potremo essere mai?
Avanti Donato e compagni vari rispondetemi. Io la penso come Lunardi. Michele tu che sei del mestiere ma come caz… funziona ?
Settembre 21st, 2007 at 17:32
2) perchè oggetto di valutazioni della magistratura (per altro vi informo che il sig. Di Carlo ha già accusato Dell’Utri di calunnia aggravata in concorso, ma quel processo lo abbiamo vinto, solo che voi non volete ricordare che il Senatore è già stato assolto l’8 ottobre del 2006 dal Tribunale di Palermo) di appello.
Bene e tu chi saresti per dire lo abbiamo vinto e poi mi spieghi sta cosa del padrone di casa?
Secondo te bisogna dire solo quelle cose che gratificano il padrobe di una casa?
Stai attento michele p il blog non è per tutti bisogna ragionare sulle cose, qui ti leggono tutti e tutti possono fare commenti come e quando vogliono.
Questa, caro Michele p è una piazza dove tutti possono esprimere la propia opinione e non una casa.
Tu mi sembri un pò confuso o semplicemnete di parte.
Sei confuso o di parte? Caro michele p
Settembre 21st, 2007 at 17:35
Caro “L’Indolente”,
io penso che la mafia sia più una cultura, uno stato d’animo. Mafioso è anche chi come adesso a piazza croci dove ho lo studio si crede di poter tenere lo stereo acceso a tutto volume mentre c’è gente che tenta di lavorare (tra un post e l’altro…of course).
Mafia è pure posteggiare in seconda fila per due ore con la macchina chiusa. Mafia è sopruso, prevaricazione con violenza dei diritti altrui, laddove per violenza deve ikntendersi non solo quella fisica ma anche quella psicologica.
Possono arrestare 100.000 mafiosi o presunti tali, ma fin quando non cambierà la nostra mentalità non cambierà poi molto.
Questo è il mio pensiero
(torno a lavorare)
Settembre 21st, 2007 at 17:36
Complimenti all’ Indolente quindi proponi di convire con la mafia?
Gurda che il caro Lunardi queslla spiacevole frase,se le rimangiata subito subito.
Ma cosa dite stiamo parlando proprio di denunciare e fare qualcosa per limitare il potere mafioso un cancro per la sicilia e non solo e voi fate questi commenti ma è assurdo.
Settembre 21st, 2007 at 17:36
@Indolente
Se vuoi convivere con cosa nostra è un tuo problema ma io non lo accetto.
Le frequentazioni dell’amico dell’utri erano con boss mafiosi non ancora assicurati alla giustizia mica con quelli già assolti, ma che m.i.n.k.i.a. dici?
P.S. In che senso michele è del mestiere (perdonatemi la battuta scherzosa)
Settembre 21st, 2007 at 17:42
Caro Gaex,
visto che io non uso nickname ma il mio nome e cognome (al contrario di te che non ti firmi ma usi degli anonimi nickname), fatti una ricerchina su radioradicale o sul sito de IL Giornale e vedi se sono titolato a parlare o no.
Il padrone di casa apre un argomento ed è buona educazione rispondere a tono.
Se tu mi chiedi che ore sono sarebbe educato che io ti rispondessi “le 17.42″ e non ieri il Palermo ha vinto 1 a 0!!
Settembre 21st, 2007 at 17:47
@ Michele P
Possiamo prendere atto allora che:
Michele Pivetti - Avvocato, dottorando di ricerca all’Università di Palermo, Presidente di Liberalismo Popolare - Casa del Cittadino, Presidente de “Il Circolo”, non condivide il pensiero di Paolo Borsellino, su questo punto specifico:
“““L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati.”
E’ CORRETTA LA MIA SINTESI??
Settembre 21st, 2007 at 17:47
Gaex, Donato, Kakkamo…
mi pare di parlare sempre con la stessa persona… :-O
Per giunta tutti in linea nello stesso momento, e tutti a fare lo stesso giochetto: i guastatori.
Comincio a diventar sorda da adesso, non mi piace questo andazzo….
Torniamo a noi:
Una manifestazione cittadina per chiedere alle Forze dell’Ordine tutte (Vigili Urbani compresi) di essere sempre sulle strade e vigilare? Ben pubblicizzata ovviamente…..
Settembre 21st, 2007 at 17:51
@ ANGELA
La signora Angela non condivide il pensiero di P. Borsellino su questo specifico punto:
““L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati.”
Ed in più riconosce come eroe Gabriele Cagliari ( non si preoccupi so chi era) e non riconosce come eroe P. Borsellino.
E’ ESATTA LA MIA SINTESI ?????
Settembre 21st, 2007 at 17:57
@Kakkamo
te lo ha già detto che è diventata sorda, non ti risponderà, e per giunta pensa pure che siamo la stessa persona!
Settembre 21st, 2007 at 18:00
Caro michele p ho adesso ho capito, sei confuso e di parte.
Io mi chiamo Gaetano Saeli e non mi nascondo proprio per nulla.
E chi mi conosce lo sa, Caro michele p e dato che per te fare politica significa difendere qualsiasi tipo di situazione che ti si possa presentare davanti, questo significa essere faziosi essere di parte.
Io ho un credo politico ( sono di F.I), ma ho anche una coscienza morale come disse Kant ” la legge delle stelle sopra di me, la legge morale dentro di me”
Tu cerca in prima persona di cambiare, non guardare sempre fuori di te guarda anche dentro di te.
Per quanto riguarda il Padrone (o volevi dire proprietario di casa) rispondi tu a tono hai tuoi padroni.
Appena riterrei che qui vi fosse un padrone certamente toglierei subito il disturbo caro michele p.
Settembre 21st, 2007 at 18:08
@gaex
m.i.n.k.i.a. non avrei mai pensato che fossi forzista!
Settembre 21st, 2007 at 18:11
@ ANGELA
Ascolta io non vorrei incominciare a diventare offensivo perchè non è nella mia indole.
Ma tu cara figliola sai di cosa stiamo parlando, o ti pare che stai conversando con i tuoi amichetti superficiali all’ aperitivo?
Tu hai un attività?
Sai cosa significa essere minacciata di morte tutti i giorni, avere minacciati i figli ogni giorno, e poi cosa fa il commerciamnte onesto denuncia, benissimo dopo due giorni il delinquente mafioso ti ricircola nel quartiere indisturbato.
Ti spiego meglio, se i politici non faranno delle leggi che impediscono al delinquente mafioso di uscire dopo due giorni dal carcere, io commerciante e io poliziotto, che motivo ho di denunciare e fare dell’ indagini quando magari quello stesso mafioso si intrattiene in conversazioni col politico di turno?
rispondi a questo angela e poi parliamo di proposte.
Settembre 21st, 2007 at 18:12
ma ancora date retta a sto azzecca garbuglli??!!
e basta eleviamo il tono della discussione
Settembre 21st, 2007 at 18:15
QUELLO CHE VERAMENTE MI LASCIA BASITO è LA CONTINUA PERDITA DI TEMPO …ANDATE SEMPRE FUORI ARGOMENTO…
NIENTE COLLABORAZIONI … E SOLO CRITICHE FINE A SE STESSE !
SEMPRE LE STESSE COSE GLI STESSI ARGOMENTI
E MAI NULLA DI PROPOSITIVO!
E’ UN PECCATO!
IL MONDO è VELOCE E CAMBIA ! E NOI TORNIAMO SEMPRE SUGLI STESSI ARGOMENTI!INVECE DI MIGLIORARCI GRAZIE AL CONFRONTO…
DI TROVARE RISPOSTE E SOLUZIONI AI PROBLEMI
SIAMO STATICI !
IO, PRESIDENTE MICCICHE’ LA STIMO…PERCHè AL SUO POSTO AVREI CHIUSO TUTTO!
PERCHè QUI, LA GENTE NON VUOLE CAMBIARE MA SOLO CRITICARE SENZA PROPORRE NULLA!
@DONATO, TI LEGGO SPESSO E NON SOLO IN QUESTO BLOG,SICURAMENTE NON CONDIVIDO SPESSO I TUO PENSIERI MA LI RISPETTO PERCHè CORRETTI E LOGICI, SEI UNA PERSONA MOLTO INTELLIGENTE, PREPARATA E CAPACE SI VEDE DAL TUO DIRE MA QUI IN QUESTO SITO NON TI RICONOSCO!
LUCA DE GENNARO
Settembre 21st, 2007 at 18:18
@Gaex
I politici possono fare tutte le leggi che vogliono ma se non c’è collaborazione da parte di tutti i cittadini sarà impossibile.
Settembre 21st, 2007 at 18:26
@Gaex
forse non sai. Le Leggi esistono già.
Se i delinquenti sono liberi di scorazzare è perchè i magistrati non li hanno voluti tener dentro.
Hai presente quel branco di 5 bestie che ha stuprato una ragazzina qualche giorno fa? La magistratura stava ancora (da diversi anni) menando il can per l’aia proprio con un processo a quei 5 per una violenza carnale di alcuni anni prima, questa volta su un ragazzino! Ma ancora non era arrivata ad emettere un giudizio!
Ma forse non sei mai andato in un tribunale.
All’estero i tribunali lavorano quasi 24/24 h. Qui si comincia spesso alle 10, o più tardi, a volte non si trovano i PM, o i magistrati, chè hanno altro da fare.
In compenso il grande woodkock intervista veline e paparazzi vari.
Credo proprio che tu non abbia idea dello stato della giustizia in Italia.
Ti assicuro che non mancano le Leggi. Manca l’applicazione.
Settembre 21st, 2007 at 18:27
Donato e gli altri non mi avete filato per niente, non avete risposto se esisterà mai sul piano anche teorico una Sicilia senza il problema mafia. Mi avete solo risposto che io propongo di convivere con la mafia e basta. Non è vero, non lo sostengo, ne decido di farlo. Faccio un ragionamento diverso. Da decenni si combatte contro qualcosa e più si combatte peggio diventa, mi chiedo se mai si vincerà e se non è il caso di cambiare approccio. Volete disquisire o volete solo fare polemiche ? Personalmente ho difficoltà e discutere con chi ritiene che il PM abbia sempre ragione a prescindere e reputo tali soggetti “giustizialisti”. Per me se uno è condannato e sconta la pena sul piano formale e frequentabile anche se con un omicida io non mi frequenterò mai. Voi applicate la mafiosità per transitorietà, se uno frequenta lo stesso bar che frequenta un mafioso non deve fare politica perché e come se fosse mafioso e pure se non delinque è da considerare mafioso. questo sostiene Borsellino nel suo discorso. io dico che cosi non si vive! il tasso di mafiosi in circolazione in taluni paesi di provincia ma anche a Palermo è impressionante(frutto di operazioni a tappeto e ripetute ogni tot anni). Posso io rinunciare alla mia libertà di andare al bar perchè frequentato dai mafiosi? Ecco cosa significa convivere con la mafia. Accettare di non cambiare bar perchè un mafioso ha deciso di frequentarlo. Sembra una sciocchezza ma il concetto di Libertà nella fattispecie è a rischio sia per un cittadino onesto che per uno che ha sbagliato ed a pagato e a chiuso i conti con la giustizia. Se io non vado più al Bar sono stato sconfitto e privato della mia Libertà, se caccio i mafiosi loro hanno perso la Libertà conquistata con la pena e non sono dei cittadini di seria A nonostante il saldo del conto con la Giustizia. Come funziona?
Settembre 21st, 2007 at 18:34
kakkamuccio, vedi, per fare la sintesi di ciò che sono io ci vuole ben altro…
Se vuoi restaurare i tribunali dell’inquisizione, bene fai pure. Vedi, era così che facevano:
“……….ciascun arcivescovo o vescovo, da solo o attraverso un arcidiacono o altre persone oneste e idonee, una o due volte l’anno, ispezioni le parrocchie nelle