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  • Ago
    30
    Gio

    Fuoco mettiamo la parola fine!

    fuoco_cefalu.jpg Sono passati quasi 10 giorni, ma sono ancora lucide e vivide le immagini di quelle fiamme assassine che hanno divorato case, boschi, ucciso uomini e animali con una velocità tale “paragonabile” soltanto al tempo che la natura ha impiegato per costruire cio che ora è distrutto…Ora è mio dovere, della nostra Assemblea e della nostra Regione trovare soluzioni perchè questa storia cessi di ripetersi, tanto più che, come risulta da uno studio del WWF, in Sicilia è rappresentato circa il 12% delle aree verdi d’Italia… Allora do ragione all’assistente (precedente post) e rispondendo all’ editoriale di Ambrogio Crespi - Direttore di Clandestinoweb.com - discuteremo in aula l’11 Settembre per trovare una soluzione che passa dall’istituzione presso i comuni del catasto incendi per l’applicazione dell’ottima legge nazionale n. 353/2000, alla creazione di un network per il monitoraggio ambientale delle zone a rischio, network che fungerebbe anche da dissuasore per i piromani, senza tralasciare un’opera di colntrollo preventivo che si metta in funzione secondo livelli di allerta prestabiliti in funzione delle condizioni metereologiche…mi fa riflettere sapere che lo scirocco di pochi giorni fa era previsto con largo anticipo e che non ci sia stata nessuna misura preventiva antifuoco io in prima persona mi metto in discussione sapendo che è assurdo che un tale dibattito sia partito solo grazie alle fiamme….Infine mi rivolgo ai Siciliani ed invito ogni cittadino possessore di propietà rurali a tenere il proprio terreno pulito e privo di sterpaglie perchè il fuoco avanza laddove trova “Benzina” per alimentarsi, molte delle case rimaste integre sono tali perchè il fuoco non ha trovato terreno fertile…

    Guardate il reportage “Distruzione e devastazione” nella photogallery.

    50 commenti

    1. Alieno:

      Chissa perchè penso che l’estate prossima ci saranno gli stessi problemi?

    2. Claudio Fazio:

      Questa estate è stata secondo me un insegnamento per il futuro.Però i politici si devono mettere a lavorare su queste cose o altrimenti ci saranno gli stessi risultati di quest’anno.

    3. Angela:

      Presidente mi scusi, ma cosa c’entra lo scirocco? Se siamo convinti (e lo siamo, vero?) che siano incendi dolosi, lo scirocco è solo una coincidenza, un alibi per piromani, una copertura di facciata, no? L’incendio, in mancanza di scirocco, se deve essere sarà. Il fuoco verrà appiccato ugualmente anche con la tramontana.
      Perchè non si istituiscono invece dei sorveglianti? I milioni di euro spesi per l’emergenza non servirebbero a pagare sorveglianti per anni? Dando lavoro a gente che fa di tutto per averlo (come vediamo, in alcuni casi), ma soprattutto lasciando integro il patrimonio boschivo e diverse vite umane?
      O la protezione civile si è ormai affezionata a queste entrate milionarie?

      Saluti speranzosi……

    4. Gianfranco Miccichè:

      Cara Angela le condizioni metereologiche favoriscono e non poco l’azione di questi ecoterroristi ecco perchè sto pensando ad un sistema che unisca sorveglianza e condizioni meteo così da intensificare l’azione di monitoraggio del territorio proprio quando le condizioni del tempo sono più propizie per questi criminali…..la situazione odierna è un’altra c’è la totale assenza di sorveglianza in qualsiasi condizione sovvertiremo questa logica e partiremo proprio dalla nostra Assemlea….

    5. Angela:

      Il mio timore è che, una volta attivata la sorveglianza nei periodi di scirocco (o similari) i delinquenti si organizzino per incendiare il territorio anche con la tramontana (perdoni lo schematismo).
      Forse il territorio andrebbe sorvegliato per tutta l’estate? …..

      Spero che la apertura e la voglia di risolvere, i buoni intendimenti che sta qui dimostrando, Presidente, non rimbalzino su muri di gomma.
      Siamo tutti contenti della sua partecipazione, degli scambi su questo blog.
      Non è facile cambiare, non è facile scrollarsi le negatività e produrre e promuovere buone idee.
      Ma ne abbiamo estremo bisogno in Sicilia.
      Avanti tutta….

    6. michele:

      Forse delegiferando. Provando a farlo celerermente.
      Riusciremo a trovare le risorse finanziarie e legislative (nuove o esistenti da emendare, riformare)per mettere alla luce strumenti più efficaci contro tali eventi delittuosi.

    7. Beppe Vicari:

      L’elevata temperatura, il vento, il combustibile di propagazione (l’erba secca anche tra le rocce), la geomorfologia dei luoghi; questi sono i nemici naturali da contrastare, alcuni sono affrontabili altri no. Che si utilizzi la forestale, la protezione civili, i vigili del fuoco e perfino i militari per le emergenze; e che si utilizzi la sorveglianza anche satellitare, è una cosa che condivido e condivido anche chi dice che devono essere delle somme spese in modo più proficuo ed efficiente. Ma questi discorsi sono inerenti la Sorveglianza e l’Emergenza. Ma il problema, con gli interventi che si prospettano, è effettivamente risolto? l’anno prossimo avremo lo stesso numero di incendi del Friuli o della Toscana? O saremo in vetta, come quest’anno, alla classifica insieme alla Calabria; primato che condividiamo anche per il più alto numero di forestali!! Non vedo in discussione alcuna soluzione radicale che possano far cessare immediatamente la minaccia.

    8. Claudio Fazio:

      Secondo me si dovrebbero assumere più forestali,certo non come in calabria dove c’è un forestale per albero.Basta vedere quello che è successo a metà di luglio a Palermo dove i vigili del fuoco della provincia di Palermo hanno dovuto chiamare i vigili di altre province.Invece di fare cosi perchè non si prende qualcuno, che poi si dice che in sicilia non c’è lavoro.

    9. angali:

      Perché c’è totale assenza di sorveglianza?
      Esistono i responsabili della sorveglianza?
      Non voglio essere pedante, ma è mai possibile che nessuno mai paghi la propria incapacità? Non dico che li licenzino, ma che almeno li assegnino ad un ruolo non dirigenziale. Non sarebbe una buona, seppure iniziale, risposta all’opinione pubblica?

    10. Adelaide:

      Un singolo episodio, o qualche episodio, possono far pensare ad incendi dolosi; quelli di quest’estate li definirei semi-dolosi, poichè sulla base dei dati registrati dalla Commissione Europea, l’area mediterranea è quella che per condizioni ambientali “é soggetta ad incendi”. E tra l’altro vi sono zone a più alto rischio rispetto ad altre.Ne é un esempio la Grecia.Dalla “Carta operativa delle zone a rischio” risulta che Palermo ha 30 comuni a rischio, Messina 34, Catania ed Agrigento 12, etc. Il dolo sta nella cattiva cultura che abbiamo della terra. Dalla capitale alle Alpi le terre sono tutte coltivate, irrigate, curatissime e verdi..e il fuoco non trova la sua “Benzina”(oltre ad essere un piacere x la vista e per i polmoni!). Dovremmo iniziare dal curare le terre che abbiamo, anziché abbandonarle, consegnandole alla mercé delle fiamme.
      Fatto questo, non so se nella nostra amata e tardiva Sicilia è giunto il sistema di Telerilevamento(ma non credo, altrimenti avrebbe funzionato…).

    11. Carina:

      Bel discorso. caro Presidinte ci deve spiegare come lo vuole realizzare questo network e soprattutto in che tempi e con chi.
      grazie

    12. gianfranco miccichè:

      il prossimo 11 settembre (purtroppo in una data triste) si svolgerà n’ell’ aula parlamentare dell’Assemblea Regionale il dibattito sul problema che stiamo trattando degli incendi. Per quanto non faccia parte della prassi regolamentare spero di potere svolgere in apertura una breve relazione con la quale esprimerò il mio pensiero sull’argomento compresa la proposta del network. Invito Carina e quanti altri fossero interessati a seguire il dibattito in diretta sul sito dell’Assemblea.

    13. Claudio Fazio:

      Sapessimo a che ora lo seguirei.

    14. Gianfranco Miccichè:

      Ore 17.00 Martedì 11 Settembre…

    15. Claudio Fazio:

      Va bene.allora se riuscirò lo seguirò.

    16. salvo:

      Egregio Presidente,
      in riferimento all’articolo da Lei pubblicato il 30 Agosto “fuoco mettiamo la parola fine”, credo, anzi sono certissimo che lei abbia saputo cogliere nella maniera più ottimale la soluzione del problema incendi.
      Nello specifico, mi riferisco alla frase che riporto testualmente (Infine mi rivolgo ai Siciliani ed invito ogni cittadino possessore di propietà rurali a tenere il proprio terreno pulito e privo di sterpaglie perchè il fuoco avanza laddove trova “Benzina” per alimentarsi, molte delle case rimaste integre sono tali perchè il fuoco non ha trovato terreno fertile).Io sono un addetto ai lavori, e, do per certo il fatto che la maggior paete degli incendi sono dolosi e l’incendio si estende in virtù del fatto che trova le sterpaglie alte, se a questo aggiungiamo un aumento esponenziale degli incendi si verifica quando si alza il vento, è facilmente comprensibile , la natura dolosa degli stessi.Ma credo Presidente che ci sia una legge Regionale, che imponga a tutti i proprietari dei terreni di attuare la pulitura,al fine di eliminare le sterpaglie.Ma io mi domando, se il Proprietario, non adempie a questo dovere di salvaguardia ambientale, non potrebbero i Sindaci, attraverso un provvedimento imporre ai proprietari la scerbatura?.
      Mi creda, se si riuscisse ad attuare un provvedimento del genere, avremmo risolto l’80% dei problemi relativi agli incendi .
      Saluto tutti.
      SALVO

    17. Carina:

      Grazie Presidente. seguiro’ il dibattito animata da speranza, spero che lei riuscira’ a fare prevalere la ragione e il buon senso

    18. Claudio Fazio:

      Anche questa può essere una soluzione.

    19. INCAZZATO VERO:

      IERI HO SENTITO VELTRONI PARLARE DI SICILIA E MI HA FATTO VOMITARE PER I LUOGHI COMUNI E L’IPOCRISIA… MA LO SA IL SINDACO DI ROMA CHI SONO I CANDIDATI ALLA SEGRETERIA REGIONALE IN SICILIA??
      PRESIDENTE ALMENO LEI DIA VERITA’ A QUESTA REGIONE

    20. Carlo:

      Veltroni parla per sentito dire e dice cose che sembrano di buonsenso ma sono pericolose.
      Non siciliani dobbiamo impedire che questo Governo scippi Malpensa al nord. Roma e il suo sindaco sono un buco nero che inghiotte tutto e tutti.
      SU LA TESTA!!!

    21. Claudio Fazio:

      Ma che avete contro Veltroni?E di sinistra, però ha fatto un buon lavoro da sindaco di Roma.

    22. Giuseppe:

      Caro presidente, per tenere puliti i terreni dalle sterpaglie sarebbe auspicabile far rinascere la ns. agricoltura (ormai defunta da qualche anno), gli agricoltori sono stati da secoli i tutori dei ns. territori tenevano puliti i terreni e producevano beni che venduti contribuivano a mantenere florida l’economia siciliana. Purtroppo girando per le campagne della ex conca d’oro si vede solo desolazione, i limoneti che davano lavoro a molte persone sono tutti abbandonati, basta un fiammifero per scatenare l’inferno, come peraltro abbiamo visto questi giorni.
      Un pensiero per i forestali, che sono 30000 tra assunti a tempo indeterminato e stagionali, non pensa che sè utilizzati molto meglio la Sicilia potrebbe fare invidia alle regioni del nord, per i boschi??
      Lavoro nel settore informatico, ma penso che il futuro della Sicilia sia molto legato al rilancio dell’agricoltura (grano, agrumi, olio, vino etc.), a vedere la crisi mondiale che si prospetta sui generi di prima necessità, io ci farei un pensierino. Purtroppo bisogna superare le resistenze di interessi molto grossi, ma siccome siamo una piccola nazione, protemmo anche provarci.

    23. Claudio Fazio:

      Ha mragione giuseppe.Solo che ritorneremo cosi a un’economia principalmente agricola.Onestamente mi fa tristezza sentire che la bellissima Conca d’oro non è più come prima.E veramente un peccato.

    24. salvo:

      Hai perfettamente ragione Giuseppe, si potrebbe ottimizzare l’impiego dei forestali, per non parlare poi degli operai che lavorano nei vari consorzi di bonifica, fateci caso, i canaloni dove deve defluire l’acqua sono pieni di canneti e raramente vengono puliti; poi ad un tratto scoppia un incendio dentro il canalone…
      per quanto riguarda la conca d’ora , c’è un attualmente sia un problema strutturale sia culturale, vale a dire abbiamo poco potere contrattuale rispetto alla grossa distribuzione che viene gestita da grossi gruppi, ma poi per superare questa barriera dobbiamo fare sistema e, da noi prevale l’individualismo.
      salvo

    25. Giuseppe:

      Il problema non è tornare ad un economia prettamente agricola, ma fare in modo che tra il rilancio dell’agricoltura, il turismo, ed il settore del terziario avanzato, l’economia isolana faccia sistema e si rilanci a livello internazionale.
      Credo profondamente, che non abbiamo bisogno di un Berlusconi di un Rutelli di un Prodi che ci vengano a dire cosa fare per uscire da questa situazione che ci opprime ormai da più di un secolo, la forza e le idee li abbiamo ognuno dentro di noi, basta avere il coraggio di osare, di fare, e non come facciamo solitamente, aspettare qualcuno che venga da fuori per risolvere i ns. problemi.
      Pensate ad un accordo tra Micciche Cuffaro e Lombardo, pensate la forza contrattuale che avrebbero a qualsiasi livello sia regionale che nazionale, rappresentare una regione con circa il 10% della popolazione nazionale non è cosa da poco, pensate se intercettassero pure i voti di tutti i siciliani che sono emigrati per bisogno al nord, che vedrebbero in loro la grande possibilità per tornare nella propria terra.
      Purtroppo poi bisogna fare i conti con la dura realtà…
      Micciche deve dare conto a Berlusconi, Cuffaro a Casini e Lombardo non l’ho ancora capito.

    26. tiziana:

      perche’ questi fenomeni, gli incendi dolosi, avvengono prevalentemente in sicilia, calabria, campania e puglia? c`e’ da chiedersi se e’ pura coincidenza oppure la mafia esiste!

    27. Claudio Fazio:

      Lombardo non deve dare conto a nessuno visto che Ha un partito tutto suo.Che sarebbe l’autonomia siciliana.

    28. eusebio:

      Agricoltura e turismo devono essere i punti di partenza del tanto declamato rilancio dell’economia siciliana. Solo i punti di partenza,però. Il motore dve essere ciò che a molti siciliani purtroppo ancora manca: la cultura del lavoro, dell’impresa, dello sviluppo,la propensione a miigliorare per migliorarsi. Siamo un popolo che vive dell’idea che i forestali, quelli precari, si mettano ad appiccare roghi(e, quel che è peggio, probabilmente è vero). Siamo un popolo che non vive il precariato come una anomalia cui porre fine, bensì come una fiamma(scusate l’accostamento)da alimentare(perche “tanto questo passa il convento”).Siamo un popolo che, quando ci succede qualcosa, invece di fare autocritica e di sbracciarci, ci accortocciamo su noi stessi e additiamo, sempre e comunque, alla mafia, come ad una cancrena che ormai “c’é e ce la dobbiamo tenere”. Siamo un popolo che ancora va alle urne,le fatidiche domeniche elettorali, e vota, senza cognitio causae, per chi ha promesso di più o per chi ha distribuito più prebende, prescindendo da una valutazione sulle capacità e sul grado culturale di chi, ai primi, importantissimi gradini istituzionali, lo deve(dovrebbe)rappresentare. Siamo un popolo che, nonostante siano trascorsi decenni, rispecchia ancora fedelmente il pirandelliano vizio di viversi e di lasciarsi vivere. Siamo un popolo, Presidente, che ha bisogno di essere condotto per mano attraverso un’ideale PALERMO- MESSINA, sino a varcare le soglie socio-culturali dello stretto, per essere pronti ad affrontare il terzo millennio. Siamo, purtuttavia, un popolo meraviglioso, che merita ancora uno sforzo da parte di chi deve accompagnarci in quel viaggio. Ancora uno sforzo, Presidente.

    29. Giuseppe:

      Vorrei rispondere a Tiziana e a Claudio.
      Non credo che centri molto la mafia nella questione incendi, bisogna puntare il dito, come ha fatto Cuffaro, sugli stessi forestali, ovviamente non facendo di tutta l’erba un fascio, sono quelli più interessati affinche ci siano più finanziamenti, che gli vengano assicurate più giornate lavorative, ci sono stagionali che prestano il proprio servizio annualmente per 51, 101 e 151 giorni e che poi ricevono i relativi sussidi di disoccupazione, la chiamata avviene direttamente dagli uffici di collocamento.
      Infatti se notate il maggior numero di operai forestali sono proprio nelle regioni del sud, dove avvengono sistematicamente ogni anno gli incendi.
      Come avevo detto nel commento precedente, rendendo nuovamente competitivo il settore agricolo molti di loro protrebbero tornare a fare gli agricoltori e sfoltire la schiera di operai forestali i quali poi potrebbero essere assunti a tempo indeterminato ed essere costretti ad incrementare e tutelare maggiornamente il ns. patrimonio boschivo.
      Per quando riguarda il presidente Lombardo spero proprio che non deva dare conto a nessun altro politico, perchè l’unica speranza per un futuro migliore per la ns. terra è proprio questa, politici che facciano gli interessi della Sicilia e dei Siciliani, senza continuare a svendere il ns. patrimonio naturale, culturale ed intellettuale.
      Se fate caso, molti di noi tendono a copiare molto i nordici in special modo i Milanesi, mentre dovremmo cercare di tirare fuori tutto quello che c’è di buono nella ns. cultura millenaria arricchita da secoli di dominazioni straniere più o meno favorevoli, l’ultima sicuramente una delle più nefaste, chè quella del regno d’Italia.

    30. Claudio Fazio:

      Giusto.Secondo me l’autonomia è l’unica via percorribile per la Sicilia.Sopratutto nell’economia e e nel discorso delle tasse.Ma questi sono altri discorsi.Vedremo martedi prossimo quale sarà la decisione riguardo al problema degli incendi.

    31. Daniele:

      MA CI SIAMO ACCORTI DI COSA ACCADE IN SICILIA!? PER VIVERE IN QUESTA REGIONE SECONDO CONFINDUSTRIA DOBBIAMO ESSERE EROI. MA QUANDO PROTREMMO AVERE UNA VITA NORMALE?? QUANDO POTREMMO SPAZZARE VIA MAFIE E MAFIOSI?
      E LEI PRESIDENTE COSA NE PENSA DI QUESTA INIZIATIVA??

    32. Claudio Fazio:

      Io credo che confindustria stia facendo benissimo.Anzi vi dico di più.Dovremo confortare tutti confindustria per il gran lavoro che sta facendo.Anche a difesa degli operai.Perchè difendendo le aziende si difende anche il posto di lavoro degli operai.

    33. eusebio:

      Si all’iniziativa di confindustria. No all’esercito! La Sicilia ce l’ha già un esercito: i suoi cittadini, quelli onesti, quelli per bene, quelli che dicono no al pizzo e ad ogni forma di estrinsecazione del fenomeno mafioso. Cittadini siciliani con la C maiuscola, come i ragazzi di “addio pizzo”. Eroi, eroi normali, eroi del quotidiano, eroi che, però, devono avere il sostegno di tutti (dalla politica, alla società civile, alla magistratura), affinchè non rimangano da soli, perchè da soli non ce la fanno; e di eroi, Daniele, questa terra ha bisogno, di altri martiri no.

    34. dal sito di DiPietro:

      Prodi ha dichiarato che la decisione di espellere da Confindustria gli imprenditori che pagano il pizzo è: “Un bellissimo esempio”. Molti altri si sono dichiarati a favore.
      Io credo che sia invece un grosso errore.
      Espellere chi è soggetto a estorsione da parte della mafia senza rimuovere prima le cause, senza riportare sotto il controllo dello Stato intere aree in cui la criminalità la fa da padrona è un controsenso.
      Si confondono le cause con gli effetti e si agisce solo su questi ultimi. I lavavetri si combattono impedendo l’ingresso ai clandestini in Italia e rendendo realmente esecutiva l’espulsione, non criminalizzando chi lava i vetri di un’automobile. Lo stesso vale per chi paga il pizzo. Vanno eliminate le cause, anche politiche, che determinano la forza della mafia prima di chiedere il conto a chi ne è vittima. Al posto degli imprenditori che pagano il pizzo vanno espulsi gli imprenditori che con la mafia fanno affari, in Sicilia come al Nord, e che alla mafia devono le loro fortune. Vanno altresì espulsi gli amministratori della Pubblica amministrazione siciliana con dimostrate relazioni con esponenti della mafia. E per finire vanno cacciati da Confindustria gli imprenditori condannati in via definitiva per reati come corruzione, tangenti, falso in bilancio ed evasione fiscale. Quando Luca Cordero di Montezemolo ne proporrà l’espulsione mi congratulerò con lui.

    35. Claudio Fazio:

      Io sono andato al sito di addio pizzo e devo dire che stanno avendo supporto da tutto il mondo.Anchio gli ho scritto per dare supporto.Se abitassi ancora a palermo ci andrei.

    36. Angela:

      Salvo, in un post molto più su fai riferimento ad una “legge regionale” che obbligherebbe i proprietari dei fondi a tenere puliti i terreni di loro proprietà. Sai dirmi qual’è o come poterla trovare?
      Mi serve per chiedere ed obbligare i vicini del mio fondo (ho un bel pezzo di terra che curiamo come un bimbo, in famiglia) che lasciano crescere sterpaglie e spine e REGOLARMENTE ogni anno, appena ci assentiamo un attimo dalla casa di campagna APPICCANO il fuoco al loro fondo per liberarlo dalle erbacce secche. Risultato: tutti i miei alberi di confine BRUCIATI!
      Dimmi come trovo questa legge….

    37. salvo:

      Ciao Angela,
      in questo momento non posso darti riferimenti, ho l’aereo tra 3 ore e da rag. a catania ci sono 2 ore di strada.
      Tuttavia, posso dirti che si tratta di un decreto assessoriale (assessorato all’agricoltura)che impone sia la impossibilità di bruciare le sterpaglie nel periodo compreso 15 maggio 15 settembre sia la pulitura di tutti i terreni incolti.
      Laddove il proprietario risulta inadempiente, provvede l’amministrazione comunale,facendo intervenire una squadra esterna al comune e caricando il costo del lavoro al proprietario stesso.
      Faccio un appello ai lettori, se avete il riferimento normativo di comunicarlo, in questo modo sarà più agevole per tutti poter denunciare chi non è sensibile alla tutela e alla salvaguardia ambientale.
      ciao
      salvo

    38. eusebio:

      Al sito di pietro
      Credo che confindustria abbia, invece, lanciato un’idea coraggiosa ed efficace, se non rimarrà solo un’idea lanciata per fare propaganda. Un’idea che non credo voglia criminalizzare chi paga il pizzo, ma voglia unire sotto l’unica insegna del NO ALLA MAFIA tutti gli imprenditori, perchè possano essi stessi liberarsi da questo maledetto cappio che è il pizzo.Un’idea che, mi sembra di capire, parte dal concetto che il male si possa estirpare, non solo con gli antidoti(compito della magistratura), ma anche, e soprattutto, tagliando ciò che lo alimenta. Magari “esplulsione” è una parola forte, è un concetto dirompente, è una soluzione estrema, ma a mali astremi…. Sempre che, ripeto, questa non sia una trovata propagandistica o un’uscita ad effetto, destinata a dileguarsi col calare dell’attenzione, ora alta per i recenti fatti di cronaca. Mentre, gli imprenditori e i politici collusi non vanno esplulsi, vanno condannati!

    39. Claudio Fazio:

      Se serve a distruggere la mafia economicamente, perchè no?La cosa più brutta che a palermo l’80% dei commercianti paga il pizzo.

    40. Claudio Fazio:

      Assiste gli imprenditori che pagano il pizzo, gli danno aiuto.E poi è una associazione che aiuta molto la procura antimafia.
      Infatti tutti gli imprenditori che si sono iscritti guardacaso hanno avuto problemi gravi con cosa nostra.Perchè danno molto fastidio a cosa nostra.

    41. Angela:

      @Claudio Fazio:
      1) hai sbagliato argomento, qui si parla di incendi. Non continuare nell’errore insistendo sul pizzo…
      2) parlavo dell’ufficio di cui puoi leggere tutto sul link che ho postato….

      Occhio!

    42. Claudio Fazio:

      Allora spiegati bene tu?

    43. Claudio Fazio:

      E comunque è inutile parlare ancora d’incendi fino all’11 settembre.

    44. Angela:

      Se segui questo link capirai perchè chiedo: Ma questo ufficio cosa fa???
      (i sorveglianti, pare, siano già stati istituiti, ma CHI LI HA VISTI??)

      http://www.regione.sicilia.it/agricolturaeforeste/usaib/default.asp?arg=programmavigilanza

    45. berlusconiano:

      Fatemi capire,l’interessamento nostro è per gli incendi o per gli alberi. Mi spiego meglio:gli incendi degli alberi hanno provocato vittime e bruciato case;gli alberi incendiati non darann piu’ ossigeno.
      C’è da tempo un albero, all’interno di una villa comunale di Palermo,che è con le radici al sole.
      Poiche’gli pseudo giardinieri Gesip non Hanno attrezzi dopo alcuni giorni sono venuti i tecnici a sollevarlo e sostenerlo con un tutore.Due giorni e L’albero e ricaduto.Mentre scrivo é ancora in questa posizione.
      Qui l’incendio nulla ha che vedere.Io credevo,credo tuttora che il partito che ho votato é quello sopratutto dell’efficenza.Ma se il visibile viene trascurato,l’invisibile????
      A meno che ci sia una strategia orlandiana atta a discreditare la macchina comunale.

    46. Angela:

      No, questa è la strategia del “non è compito mio” che spopola in tutti gli uffici pubblici, macchina comunale compresa……..

    47. L'Altra Sicilia:

      INCENDI BOSCHIVI E STATO ITALIANO

      Lo scrittore Leonardo Sciascia sosteneva in un famoso saggio che la lettura dei fatti umani può cambiare radicalmente quando se ne sposta “il centro di gravità” interpretativo all’interno degli stessi.

      Così potrebbe essere della vicenda degli incendi boschivi, se si tiene conto di alcuni risvolti poco noti alla gran parte del pubblico.

      Più delle fiamme distruttrici si sono, infatti, levate alte le minacce dello stato italiano davanti all’emergenza incendi e alla paura della gente: “tolleranza zero contro i piromani”, “pugno duro contro gli incendiari”, e così via, sino ad arrivare alla nomina governativa di un commissario ad acta per costringere le amministrazioni regionali interessate a velocizzare al massimo l’elaborazione del catasto delle aree bruciate, così come prevede la legge 353/2000.

      Tanta roboante solerzia da parte dello stato pareva indicare la volontà di fare, finalmente, le cose sul serio.

      E, invece…al danno si aggiungeva la beffa.

      La legge nazionale 353 del 2000, ridefinendo la nozione di incendio boschivo, ha inteso estendere il pugno duro dei vincoli anche sulle aree private con caratteristiche di bosco:

      Art. 2. Definizione

      1. Per incendio boschivo si intende un fuoco con suscettività a espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate,comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree.).

      E cosa ti fa per reprimere il triste fenomeno degli incendi e dare “una mazzata” ai piromani:

      Art. 10. (Divieti, prescrizioni e sanzioni)

      1. Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.

      2. I comuni provvedono, entro novanta giorni dalla data di approvazione del piano regionale di cui al comma 1 dell’articolo 3, a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Il catasto è aggiornato annualmente. L’elenco dei predetti soprassuoli deve essere esposto per trenta giorni all’albo pretorio comunale, per eventuali osservazioni. Decorso tale termine, i comuni valutano le osservazioni presentate ed approvano, entro i successivi sessanta giorni, gli elenchi definitivi e le relative perimetrazioni. E’ ammessa la revisione degli elenchi con la cancelazione delle prescrizioni relative ai divieti di cui al comma 1 solo dopo che siano trascorsi i periodi rispettivamente indicati, per ciascun divieto, dal medesimo comma 1.

      Le “mazzate”, dunque, ai piromani e il dolore alle vittime degli incendi.

      I proprietari non potranno disporre dei loro terreni per moltissimi anni;

      un grandissimo numero di pastori non potrà più far pascolare il proprio gregge;

      il valore dei terreni incendiati crollerà miseramente.

      Ecco, allora, entrare in gioco la teoria del baricentro interpretativo:

      ai proprietari vittime viene impedito tutto, tranne la facoltà di vendere i propri terreni, naturalmente a prezzi stracciati.

      Strano, vero?

      Verrebbe voglia di fare dietrologia…

      Meridio Siculo
      http://www.meridiosiculo.altervista.org/
      ———————————————–

    48. Francesco Paolo Catania:

      Vogliamo discutere con il Presidente Micciché in risposta ai commenti n. 184 e n. 187 al post “Le Pallottole non possono uccidere le mie idee…”), ricordandogli la necessità di recuperare l’orgoglio e la credibilità della Sicilia, Terra di antiche e gloriose tradizioni. Per far ciò il Presidente deve innanzi tutto poter dimostrare di essere garante di credibilità sottoscrivendo un impegno politico che metta in gioco il suo nome ed il suo prestigio.

      Oggi noi de L’Altra Sicilia abbiamo l’obbligo di sottolineare che Lei, caro Presidente, in risposta ai nostri “post” sta dimostrando di voler governare per la Sicilia e per i Siciliani. Speriamo non solamente a parole.

      Le chiediamo innanzitutto un preciso impegno nel rispettare le norme dello Statuto Siciliano proprio per dimostrare che i Siciliani sanno governarsi nel rispetto delle norme statutarie e della Costituzione Italiana, come L’Altra Sicilia ha sempre auspicato.

      Lei ha onestamente ricordato di non conoscere la realtà della nostra diaspora. Come me che le sto scrivendo, ci sono altri dieci milioni di Siciliani nel mondo che aspettano di essere riconosciuti tali non solo da una classe politica che, purtroppo, li prende in considerazione e si ricorda di loro soltanto quando deve andare in vacanza in giro per il mondo, spesso con mogli, figli, “famiglia” e “amanti” a sperperare quei fondi regionali ai quali i siciliani che vivono ed operano fuori dall’Isola contribuiscono con rimesse e valore aggiunto ingenti, fondi che con tanto amore i Siciliani che avete spesso trascurato, vengono tutti gli anni a spendere nella propria terra, restando, alla fine, al margine di ogni iniziativa e di ogni considerazione.

      Un Impegno politico del Presidente, dicevamo. Ecco quello che noi de L’Altra Sicilia sottoponiamo alla sua attenzione chiedendole un preciso impegno:

      1. rispetto dello Statuto e dell’autonomia regionale insieme al graduale riassetto ordinativo e giuridico della Regione, nel rispetto delle norme dello Statuto ;

      2. promozione di un Referendum regionale affinché i Siciliani possano esprimere la loro opinione riguardo la realizzazione del Ponte sullo Stretto;

      3. costituzione dell’Ufficio del Difensore Civico Regionale che sarà nominato a seguito di pubblico concorso per titoli ed esami;

      4. radicale modifica della Legge 4 giugno 1950 n. 55 e della Legge 5 giugno 1984 n°. 38 sui Siciliani all’estero, che tenga conto delle nuove realtà espresse dalle comunità di Siciliani residenti fuori dalla Sicilia;

      5. costituzione di una Agenzia Regionale per i Siciliani residenti in Italia e per i Siciliani all’estero presso l’Ufficio di Presidenza, alle strette dipendenze del Presidente della Regione che manterrà la delega in materia di Siciliani della diaspora;

      6. nomina di un Comitato di Coordinamento per l’Agenzia Regionale cui dovranno essere nominati i rappresentanti dei siciliani residenti Italia e all’estero. La scelta dei rappresentanti avverrà attraverso libere elezioni da tenersi nelle singole comunità siciliane all’estero ed in Italia;

      7. riforma delle associazioni regionali e riformulazione dei loro compiti e dei loro statuti;

      8. Riconoscimento dell’associazionismo siciliano all’estero;

      9. recepimento delle norme statali di cui alle Leggi Costituzionali n. 1/2000 e n. 1/2001 e conseguente modifica delle norme di cui alla L.R. 20 marzo 1951 n. 29 recante disposizioni per le elezioni e diritto di voto per estendere anche ai Siciliani residenti all’estero e comunque fuori dal territorio della Regione il diritto di voto per l’elezione dell’Assemblea Regionale costituendo una circoscrizione Estero ed una circoscrizione Italia alla quali saranno assegnati rispettivamente 6 e 3 seggi, tra i 90 previsti dallo Statuto;

      10. costituzione di Case Siciliane all’estero con la previsione che il responsabile di ogni singola Casa dovrà essere nominato dal Presidente della Regione (che in realtà, per estensione di poteri, dovrebbe
      chiamarsi “Stato Regionale di Sicilia”), su una rosa di nomi con documentata capacità, proposta dalle comunità di Siciliani residenti in quel territorio;

      11. rimodulazione dei compiti dell’Ufficio di Rappresentanza della Regione Siciliana a Bruxelles, con la previsione di un nuovo assetto di coordinamento e di gestione che preveda l’assunzione di Siciliani residenti in Belgio in possesso di titoli e capacità documentata e una partecipazione attiva del nostro rappresentante alle decisioni del componente italiano del Consiglio Europeo per le materie riservate all’Autonomia Siciliana;

      12. nomina di membri non politici al Comitato per le Riforme che avrà il compito di coadiuvare il Presidente affinché si attui un graduale riassetto ordinativo ed amministrativo della Regione nel rispetto dello Statuto e della Costituzione Italiana. Al Comitato sarà garantita la rappresentanza di Siciliani emigrati all’estero e residenti nel territorio della Repubblica;

      13. monitoraggio di tutti gli enti presenti nell’Isola e soppressione in tempi brevi di tutti gli enti giudicati inutili presenti nell’Isola e/o che abbiano uffici in Italia o all’estero;

      14. introduzione all’interno di determinati corsi di studio nei vari livelli di istruzione (es.: narrativa e letteratura italiana) di lingua e letteratura Siciliana, a salvaguardia e conservazione della tradizione linguistica e letteraria della Sicilia, nonché dello studio dello Statuto commentato all’interno degli insegnamenti di Educazione civica. L’inserimento, garantito dal Governo della Regione, potrà essere regolamentato da ogni Circolo Didattico.

      L’Altra Sicilia ritiene giunto ormai il momento di riunire tutte le energie presenti in emigrazione al fine di preparare una normativa per l’emigrazione che sostituisca le due precedenti, affinché giustizia e rispetto siano resi alla nostra comunità all’estero e per dare all’emigrazione quel nuovo corso, da tempo atteso, che lo affranchi dalla sua forma attuale, mercantilista e partitocratica.

      Il momento è arrivato affinché il popolo siciliano possa infine riappropriarsi del suo Statuto, ponendo fine ad ogni assitenzialismo fine a se stesso e iniziando a riappropriarsi del proprio futuro.

      Francesco Paolo Catania
      Presidente
      L’ALTRA SICILIA - Antudo


     
     
     
     
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