Basta con la falsa egemonia ambientalista!

Vi sembrerà un controsenso ma sono convinto, e ve lo dimostrerò, che i peggiori detrattori dell’ambiente sono quasi sempre coloro che a gran voce dicono di volerlo proteggere : in primis i Verdi.Tutti amiamo l’ambiente; credo che nessuno preferisca visitare una raffineria piuttosto che fare una bella passeggiata lungo i boschi.Non è con i no che si tutela la natura; anzi è dimostrato scientificamente che i molti divieti posti dagli estremisti ambientalisti hanno determinato solo danni.Questa finta cultura verde ci sta distruggendo; E’ ora di finirla con questo senso di colpa che si insinua in noi ogni qualvolta la pensiamo diversamente da questi signori che urlano e scendono in piazza; dobbiamo approfondire le tante questioni aperte, dedicando un pò di tempo allo studio, per capire le baggianate che sono state sostenute; in primis sull’energia nucleare.L’abbandono del nucleare, nel momento in cui l’Italia era in una posizione leader a livello internazionale, ha determinato un incremento del costo dell’energia del 60 % rispetto ai nostri amici europei; non solo, noi importiamo l’84% dell’energia dall’estero di cui una parte consistente dalla vicina Francia che li produce quasi totalmente con i suoi 59 impianti nucleari; noi, infine, per produrre quella poca energia made in Italy, inquiniamo molto di più di tutti i paesi che adottano il nucleare.E’ stato calcolato, che l’impatto ambientale derivante dal consumo energetico di un uomo che per tutta la vita soddisfa i propri bisogni approvvigionandosi da fonte nucleare, è costituito da un pacchetto di sigarette di scorie vetrificate.Qualcuno dirà che dobbiamo puntare sull’energia da fonti rinnovabili; non posso che concordare precisando, però, che è dimostrato come queste non possano contribuire su larga scala a risolvere i fabbisogni energetici del nostro Paese. Per darvi un dato su tutti : per soddisfare il 10 % del fabbisogno di energia elettrica con impianti eolici dovrei coprire di pale 2.000 Kmq di territorio con un investimento circa 6 volte superiore di quello che avrebbe un impianto nucleare di pari potenza.Concludo riportando quello che nel 2002 Lovelock, famoso scienziato inglese e fondatore del movimento ecologista, disse a proposito di energia nucleare “Usiamo il nucleare prima che sia troppo tardi. Offrirei il mio giardino per ospitare le scorie radioattive prodotte in un anno da una centrale a fissione. Esse occuperebbero un metro cubo e, sigillate in un pezzo di calcestruzzo, non solo non danneggerebbero né la mia famiglia né la natura ma potrebbero servire, in futuro, a scaldare la casa
”P.S: Scusate se non ho risposto o non risponderò nei giorni successivi, ma è stato un’anno duro e i questi giorni mi godrò gli ultimi giorni di vacanza..Ci rivediamo tutti sul blog a settembre














Agosto 19th, 2007 at 14:48
tutti in vacanza!anche io, in Selva di Val Gardena, un luogo che mi riconcilia con la natura e che mi fa riflettere ancor di piu´ su quanto sia importante lárgomnto di questo post, sul quale di sicuro tornero´. Intanto buone vacanze a tutti e soprattutto al Presidente…che e’ sempre avanti……
Agosto 19th, 2007 at 17:35
Visto il tono del post è chiaro che è stanco moolto stanco.Ecco anche cosa dice a proposito della situazione attuale.
Per lo studioso britannico, guru dell’ambientalismo, il clima è già
al punto di non ritorno e per la civiltà umana non c’è futuro
“Troppo tardi per salvare la Terra”
Allarme dello scienziato Lovelock
LONDRA - “Prima della fine di questo secolo, miliardi di noi moriranno e le ultime persone che sopravvivranno si troveranno nell’Artico, dove il clima resterà tollerabile”. Il catastrofico annuncio arriva da una fonte autorevole: James Lovelock. Il celebre scienziato inglese, guru dell’ambientalismo, negli anni ‘70 concepì la teoria di Gaia, il sistema attraverso il quale la Terra si autoregolamenta in modo da continuare a fornire le condizioni adatte alle forme di vita che la abitano.
L’allarme lanciato dallo scienziato sulle pagine del quotidiano The Independent non potrebbe essere più inquietante: anticipando il contenuto del suo nuovo libro, che uscirà nelle librerie britanniche il 2 febbraio con il titolo ‘The Revenge Of Gaia’ (’La vendetta di Gaia’), Lovelock afferma che ormai è troppo tardi per fermare il surriscaldamento globale e che sugli esseri umani si sta per abbattere una catastrofe di dimensioni peggiori di quanto finora si era previsto.
Il suo approccio olistico allo studio del ’sistema Terra’ è del tutto unico: anzichè studiare singoli fattori indicativi dei cambiamenti climatici, Lovelock analizza come l’intero sistema di controllo del nostro pianeta si comporta una volta messo sotto pressione. Grazie a questo approccio, lo scienziato è riuscito ad identificare una miriade di meccanismi di reazione e controreazione che finora sono serviti a mantenere la Terra ad una temperatura più o meno fresca. Ora che il delicato equilibrio di Gaia è stato spezzato, conclude Lovelock, questi stessi meccanismi serviranno invece a rendere la Terra insopportabilmente calda.
Nel suo articolo per l’Independent, lo scienziato si sofferma su due esempi. In primo luogo, i ghiacci dei Poli sono finora serviti a riflettere i raggi solari, deflettendo così il calore. Con il loro scioglimento, la scura superficie degli Oceani aumenterà immagazzinando così più calore.
Il secondo esempio riguarda invece le polveri prodotte dalle industrie, che ricoprono con un sottile velo tutto l’emisfero settentrionale. Queste producono un fenomeno noto come ‘oscuramento globale’, che mantiene basse le temperature in maniera artificiale, impedendo che tutti i raggi solari raggiungano la superficie del pianeta. Ma con una riduzione dell’attività industriale e della produzione di gas inquinanti questa coltre potrebbe scomparire velocemente, causando un improvviso aumento delle temperature.
Secondo Lovelock è ormai troppo tardi per evitare la catastrofe. Anziché appellarsi ai governi mondiali affinchè si impegnino nella lotta all’effetto serra, lo scienziato consiglia invece di prepararsi al peggio e di cercare modi per assicurare la sopravvivenza della razza umana, prima che essa si trasformi in “una caotica calca governata da signori della guerra”.
Tra le più scioccanti proposte contenute nel suo nuovo libro, vi è quella di “una guida per i superstiti dei cambiamenti climatici”, per aiutarli a sopravvivere dopo il totale crollo della società umana. Scritta non in forma elettronica, ma “in forma cartacea e con inchiostro durevole”, e dovrà contenere tutto il sapere scientifico basilare accumulato in migliaia di anni, come la posizione della Terra nel sistema solare ed il fatto che batteri e virus causano malattie infettive. Insomma un’ultima traccia dopo “la fine del mondo che conosciamo”.
(16 gennaio 2006)
Agosto 19th, 2007 at 17:43
Leggendo integralmente il pensiero di Lovelock si ha u idea piu chiara e piu onesta di quello che il sig. Micciche vuol farci credere.
“La rivolta di Gaia”, ultimo libro di James Lovelock, è in qualche modo sconcertante. Credo che lo sia tanto per un ambientalista fondamentalista, quanto per uno scettico. Ma è davvero interessante. Posso solo consigliare di leggerlo.
Non resisto però alla tentazione di citare un brano del libro, ricordando, ovviamente, che Lovelock è il “padre” della teoria di Gaia e che per almeno due decenni è stato considerato una sorta di guru ispiratore dell’ambientalismo storico internazionale.
Questo il brano, senza commenti. L’argomento è cosa fare per salvare la Terra da un effetto serra incontrollato.
«Io sono ciò che si direbbe un “verde”, e si potrebbe pensare che mi annoveri fra costoro, ma sono soprattutto uno scenziato; per questo chiedo insistentemente a quelli che tra i verdi sono miei amici di rivedere le loro ingenue convinzioni sul fatto che lo sviluppo sostenibile, l’energia rinnovabile e i risparmi di energia siano tutto ciò che deve essere attuato. Più di ogni altra cosa, essi devono lasciar cadere la loro ostinata opposizione all’energia nucleare. Anche qualora avessero ragione sui suoi pericoli - e non ce l’hanno - il suo uso come fonte di energia certa, sicura e affidabile porrebbe un rischio insignificante rispetto al pericolo reale di ondate di calore intollerabili e letali, e di un innalzamento del livello del mare tale da minacciare ogni città costiera del mondo.
Il concetto di energia rinnovabile suona bene, ma finora è inefficiente e costoso. Ha certamente un futuro, ma ora noi non abbiamo il tempo per sperimentare fonti di energia ancora poco più che immaginarie: la civiltà è in pericolo imminente, e dobbiamo passare al nucleare ora, oppure rassegnarci alla dolorosa punizione che il nostro oltraggiato pianeta vorrà infliggerci.
Dobbiamo naturalmente seguire il buon consiglio del risparmio energetico, e dobbiamo farlo ogniqualvolta sia possibile, ma ho il sospetto che, come quando si tratta di perdere peso, ciò sia più facile a dirsi che a farsi. I risparmi di energia derivano da progetti di vasta portata, e ci voglionio decenni prima che tali progetti raggiungano la maggioranza degli utenti.
Non sto raccomandando l’energia da fissione come panacea a lungo termine per il nostro pianeta sofferente, o come risposta a tutti i nostri problemi. La vedo come la sola medicina efficace di cui disponamo ora.
Agosto 19th, 2007 at 17:46
Oltretutto non affiderei ai nostri politici siciliani neanche le chiavi della mia macchina per parcheggiarla,figuratevi se affidassi a loro una centrale nucleare.
Agosto 19th, 2007 at 17:48
Esempio Principe il dissalatore di Gela.Sostituiamolo con una Centrale nucleare,chiudiamo gli occhi….immaginate la scena…..Cuffaro la inaugura…..e poi…….bello il fungo atomico vero?
Agosto 19th, 2007 at 18:21
Comunque per stare tranquilli ed ottimisti
http://www.fisicamente.net/index-1065.htm
Agosto 19th, 2007 at 19:13
Per caso il suo rancore verso gli ambientalisti a per caso a che fare con questo?
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=749
Agosto 21st, 2007 at 23:06
Buone Vacenze Presidente!
Agosto 22nd, 2007 at 20:49
@Alieno:…un po´alienato al momento, eh?!!
Agosto 23rd, 2007 at 13:00
enregia, ambiente, discussioni varie… ma si faccia qualcosa verso questi piromani, delinquenti, terroristi, malefici che ditruggono la sicilia ed il sud tutto, ogni anno ed ogni anno sempre di più.
non è possibile che stiamo fermi a vedere il nostro paese bruciare.
al rogo questi delinquenti. al rogo!!!!
Agosto 23rd, 2007 at 15:50
ancora io non capisco il perchè di tutti questi incendi dolosi al sud!
qual’è il problema? quali sono le questioni risolte dalle fiamme?
in qualunque paese al mondo si parlerebbe di terrorismo o di ecoterrorismo, qui da noi vedo soltanto cronache avvilite di quello che accade. Ogni anno gli stessi discorsi da parte dei bertolaso e/o prodi di turno.
qualcuno ci spieghi perchè le nostre case ed i nostri paesi sono a rischio incendi ed a chi conviene tutto questo.
inorridito, avvilito, stanco.
Agosto 23rd, 2007 at 17:37
ciao visitate questo blog http://www.riberaonline.blogspot.com
guardate i video di persone e politici veri!! poi passatevi una mano sulla coscienza …
Agosto 23rd, 2007 at 19:25
“Comunque ho convocato, nel limite dei miei poteri, per domani i presidenti delle commissioni agricoltura e territorio perché parta velocemente una commissione d’inchiesta che stabilisca eventuali responsabilità per la mancanza di prevenzione o per atti dolosi.Voglio vederci chiaro.Gianfranco Miccichè”
26 giugno.
Come va tutto a posto?Ci vede bene adesso?
Agosto 23rd, 2007 at 19:26
@Adelaide
Non dici niente nel merito? o ritieni soltanto di insultare?
Agosto 24th, 2007 at 12:11
@Alieno: ínsultare?xke´ ti ho dato dell´alienato? l´ho detto proprio xke` vedo che nn fai altro. Avrei troppo da dire, altro che.´Cio` che sta succedendo e` terribile. Le cause…credo siano di varia origine, ma pur sempre dolosa. Sovercherie tra mafiosi o pura follia che alberga in menti poco sane che trovano in questi atti la loro protesta o rabbia verso un mondo che non amano, perche` nn a misura d´uomo? Noncuranza di chi getta una cicca di sigaretta in campagna mentre ci sono 40 gradi o…? Forse ci vorrebbero telecamere ovunque, un Grande Fratello perenne che ci controlli, lúnica cosa certa e` che l´uomo si sta impegnando x render la sua vita impossibile a se stesso. Sembra fouri luogo, ma nelle cause degli incendi leggo tanto malessere…..
Agosto 24th, 2007 at 14:08
Ma quale noncuranza qui ci sono interessi sia edilizi,che di molti forestali che per lavorare bruciano i boschi.Meno male che la Sicilia ha il piu alto numero di forestali e il minor numero di boschi.Ora i politicastri si accuseranno a vicenda e non faranno niente fino all’estate prossima.
Agosto 26th, 2007 at 16:36
Gli esperti sostengono che le energie alternative non possono soddisfare il fabbisogno energetico italiano che è di circa 50 mila MW . L’idrogeno è al momento un’utopia ed i relativi costi di produzione sono troppo alti. L’energia eolica ha un’impatto ambientale enorme. Infine l’energia solare ed il fotovoltaico hanno nei costi d’impianto il vincolo più forte. Utilizzando il fotovoltaico si può abbattere notevolmente la “bolletta energetica” di un’azienda, ma…..le aziende Fornitrici , per comprare i pannelli devono necessariamente rivolgersi alle banche, le quali pretendono un’investimento da parte del Cliente pari al 20% del costo dell’impianto. Se poi consideriamo tutti gli altri vincoli ( contratto di affitto per 20 anni e non più il semplice comodato d’uso gratuito del tetto, assicurazione dei danni derivanti da terremoti o altri agenti naturali ) si comprende come tra il dire ed il fare ci sia sempre in mezzo….il mare.
Gli imprenditori da un lato vengono attirati dal “risparmio” e poi si trovano di fronte ad una richiesta di esborso di cifre spaventose…Pensiamo a quante strutture ( magazzini ) esistono nel solo Meridione, in grado di “ospitare” sui tetti i pannelli fotovoltaici….Ma quanti di questi imprenditori hanno la potenzialità economica per affrontare quel fatidico 20%…?
Agosto 27th, 2007 at 13:06
Mi inserisco anche io e approfitto dello spazio per una breve cronaca di ciò che ho visto. Il 23 agosto le montagne di Cefalù, Gratteri e Collesano bruciavano.
Dopo l’incendio, di notte, nel buio, sembrava di essere in un film di guerra dopo un bombardamento. L’aria era irrespirabile per il fumo denso e non c’erano più i rumori del bosco. In qualsiasi direzione si guardasse, tra il fumo intravedevi fiammelle a migliaia. Ceppi che continuavano a consumarsi con il fuoco. Non c’era pericolo che l’incendio ripartisse. Non avrebbe avuto più cosa bruciare. Non dimenticherò cosa ho visto quel giorno: ho visto e sentito un cittadino offrire alla forestale le sue riserve d’acqua per riempire l’autobotte e ho visto e sentito le guardie rispondere che le disposizioni erano di prendere l’acqua da un posto preciso. Sono andate via e tornate dopo 50 minuti.
Ho visto ragazzi di 15 anni con le ramazze bagnate in mano e vecchi, appoggiati ai resti delle case di campagna, piangere. Uno mi ha detto: lo capisci che se gli alberi ricresceranno, io comunque non ci sarò più a vederli.
Ho visto i carabinieri correre da un posto all’altro e decine di uomini della protezione civile non sapere cosa fare.
Ho visto un sindaco con gli abiti puliti rilasciare dichiarazioni alla stampa e ne ho visto un altro correre e cercare di spegnere focolai.
Ho visto l’elicottero della forestale andare a mare a rifornirsi passando sopra un lago pieno d’acqua e ho chiesto se quel lago non fosse stato realizzato proprio per il rifornimento degli elicotteri antincendio. Mi è stato risposto di si, ma gli alberi attorno erano troppo alti e l’elicottero non poteva scendere.
Ho visto (e credetemi è stato orrendo), una volpe bruciata trascinarsi sulla strada e morire davanti ai miei occhi.
E tutto questo spero proprio che i miei figli non lo vedano, ma perché ciò accada dovranno andarsene da questa terra. Perché non c’è speranza che qualcosa cambi. Arriveranno i soldi per il rimboschimento e il seguito sarà sempre lo stesso senza che nessuno dei responsabili paghi. “Senza che un piromane venga catturato e senza che venga rimosso alcun dirigente della prevenzione e della protezione”. I capi della forestale saranno gli stessi e parteciperanno a tutti i vertici di rito in prefettura.
Anche questo incendio sarà spento con un fiume di soldi e parole.
Ma attenzione, poi ricominceremo con l’ambientalismo becero di chi trascorre le domeniche in gita e il resto della settimana in un attico in città a sentenziare su come e cosa si deve fare per salvare il bosco dagli incendi,vietando l’uso dei terreni per qualsiasi attività e per dieci anni (e perché?), su come e cosa si deve fare per un energia pulita. Sugli impianti eolici che non possono essere posizionati in terra perché rovinano lo skyline e in mare perché rovinano la poseidonia e sul fotovoltaico perché rovina il paesaggio. E sul nucleare… per carità!
Mi auguro che questo mio sfogo possa essere utile affinché qualcuno almeno questa volta paghi per ciò che è successo.
Agosto 27th, 2007 at 17:11
La realtà è che le pene previste per l’articolo 423bis del codice penale sono irrisorie. Vanno da 4 a 10 anni. sapete che significa? che tra patteggiamento, riconoscimento delle attenuanti generiche e amenità varie la galera resta lontana e anche se dovesse arrivare per qualcuno durerebbe davvero poco.
Se le pene fossero da 7 a 20 anni comprensive di multa da 100.000 a 1.000.000 di euro sono certo che gli incendi diminuirebbero.
Agosto 28th, 2007 at 01:43
Vi chiederete perchè non ho rilasciato nessuna dichiarazione? bene penso che ogni frase, ogni parola lasci il tempo che trovi e che in realtà qualsiasi discorso io possa fare altro non sarebbe che un mucchio di parole messe in fila…Dobbiamo trovare, devo trovare soluzioni immediate perchè voglio e devo combattere questa follia…Non c’è prevenzione che tenga di fronte a tutto ciò: Forestali alla ricerca di un lavoro, pastori che vogliono nuovi pascoli, delinquenza e mafia alla ricerca di nuovi campi dove seminare il seme della speculazione edilizia…ho visto la mia Cefalù bruciare, gente che ha perso casa tra le fiamme…
Cosa fare di fronte a tutto ciò?
Agosto 28th, 2007 at 10:33
Cosa fare di fronte a tutto ciò ?!
Bella domanda ! Difficile rispondere… difficile trovare una soluzione !
Forse più controlli ?e non solo attraverso i famosi Forestali … a proposito!Presidente, ma è una diceria o veramente in percentuale godiamo di più Rangers rispetto la bella Australia ?(a mio avviso è impossibile!) torniamo a noi…
non solo attraverso questi mitici Forestali bensì grazie a sistemi di sorveglianza alternativi e innovativi… anche in questo caso lascia il tempo che trova una telecamerina puntata ….!cmq
Chiediamo info e consigli al Paese dei Canguri … vediamo che ci dicono, e consigliano in merito, no ?
Luca
Ps:vi vorrei informarvi del progetto di questo paesino in prov. di Udine: http://www.matteomoro.net/2007/08/26/ladsl-non-arriva-presentazione-del-progetto-di-copertura-wi-fi-del-comune-di-sutrio-ud/
Agosto 28th, 2007 at 10:42
Angali ci ha trasmesso le sensazioni, lo sgomento e gli interrogativi. Michele ha individuato nell’inasprimento e nella certezza della pena la soluzione sul fronte giudiziario. Gianfranco giustamente afferma il fallimento delle politiche di “Prevenzione”. Gianfranco inoltre ribadisce che è l’ora dei fatti e non delle chiacchiere sterili ed inutili. Concordo e butto giù una affermazione d’impeto.
Il problema grosso è rappresentato dai forestali precari. Bene assumiamoli tutti. a conti fatti ne avremo un guadagno in termini di minore uso di elicotteri, uomini, ecc.. Senza contare l’inestimabile valore della vita umana e la pena per vedere andare in fumo il frutto del sacrifici di una vita lavorativa.
Ritengo per concludere, che una norma, uno strumento legislativo, che:
- assumi a tempo indeterminato tutto il personale forestale precari retribuendolo con lo stesso trattamento economico attuale ( retribuzione dei centocinquantunisti + trattamento di disoccupazione), ma distribuito su dodici/tredici mensilità;
- Dia in affidamento simbolico ad ognuno di essi un tot di territorio boschivo per farlo crescere e curare come un figlio adottivo.
Credo che quanto su esposto possa costituire una traccia di riflessione per la tempestiva ed immediata cessazione dello scempio.
Agosto 28th, 2007 at 11:33
guai ad assumere i forestali precari, non perchè ce ne sia effettivo bisogno, ma solo come risposta al problema dei roghi: significherebbe dare per scontato che gli artefici di tutto ciò siano sempre e comunque loro e, sulla base di questa presunzione, far conseguenzialmente passare l’idea che basta trasgredire la legge, commettendo atti di simile empietà, per ottenere ciò che si vuole. Querste sono problematiche serie che richiedono risposte serie; e, se abbimo ancora fiducia nelle istituzioni, dobbiamo pensare che le rispposte serie debbono essere ricercate e trovate nella legislazione, quindi essere demandate a chi è preposto a fare le leggi. Inasprimento delle pene e piena ricezione della legislazione nazionale sui divieti edilizi credo possano essere un buon punto di partenza.
Agosto 28th, 2007 at 12:36
Caro Amico Eusebio la giustizia italiana non fà paura, ha perso la funzione deterrente già da tempo. la sola soluzione giudiziale sarebbe un palliativo che darebbe pochi frutti. Le speculazioni edilizie sono una castroneria dei Verdi andata in demodè fin dagli anni 70. Solo un pirla darebbe fuoco ad un bosco per farci un residence. Portami un caso di speculazione anche tentata dopo un incendio. non ne conosco. L’autocombustione e più una teoria scientifica che una realtà e manco và presa in considerazione.
I forestali precari sono una piaga oltre che una miniera di voti per chi è cinico e demagogico. Risolverla una volta e per sempre non significherebbe creare un precedente per le assunzioni sotto ricatto. Non partire da questo problema vuol dire girare attorno al nocciolo della questione. Si dà fuoco hai boschi per sollecitare la chiamata in servizio delle squadre antincendio. O togli il servizio antincendio ai forestali o li assumi in servizio permanente effettivo. Puoi certamente mediare ma non eviti il prossimo incendio nella stagione del 2008.
Agosto 28th, 2007 at 16:10
Il continuo ripetersi degli eventi incendiari – verificatisi anche nel palermitano – durante la stagione estiva in corso, che ripropone l’annoso problema della natura dolosa delle cause, suggerisce che si intavoli un’attenta analisi sul fenomeno al fine di delineare una più proficua politica di prevenzione incendi.
Pertanto, ritengo che vada valutata l’opportunità di un coinvolgimento nel controllo preventivo del territorio di tutte le realtà sociali, associative ed istituzionali interessate.
In particolare, enti locali (comuni e province) insieme alla Regione Siciliana possono attivamente contribuire generando un controllo capillare e permanente del territorio.
E se parliamo di province, che in tanti – andando in contro tendenza europea – ritengono vadano eliminate, queste invece, potrebbero da subito intervenire efficacemente detenendo per natura – da realtà sovra comunale - i requisiti e la strutturazione territoriale per collaborare con la Regione Siciliana al controllo del territorio. Tutto ciò anche attraverso la creazione di appositi presidi di controllo e monitoraggio del patrimonio boschivo, dotati di torri di avvistamento, finalizzati a scongiurare il serio rischio che tali eventi possano continuare a svilupparsi.
Tale scelta politica, contribuirebbe certamente a salvaguardare il nostro ambiente e nel contempo attenuerebbe i costi causati dalle emergenze, a vantaggio - tra l’altro – dello sviluppo economico ed occupazionale non avventizio.
Se a questo si riuscisse ad aggiungere “il conferimento di carico responsabilità con premio”, per i dirigenti o “comandanti”, delle singole torri di avvistamento, allora non ho dubbi sulla certezza del raggiungimento degli obiettivi.
Al tempo degli arabi, Palermo era una città con 300 torri di avvistamento: l’unica rimasta è quella della chiesa di San Nicolò di Bari all’Albergheria, nel cuore dell’ex mercato storico di Ballarò.
Leggevo in una nota di cronaca pubblicata su di un quotidiano, che da quando all’interno della Riserva dello Zingaro è stato istituito un servizio di controllo e monitoraggio dell’area naturalistica, estrinsecabile anche attraverso pedinamenti degli individui sospetti, non si sono più registrati eventi incendiari. Da anni, e con qualsiasi picco di temperatura.
Agosto 28th, 2007 at 23:11
Io credo che l’istituzione dei Rangers, sorveglianti, o come li vogliamo chiamare potrebbe essere risolutiva. Concordo pienamente con Beppe Vicari: affidiamogli una parte di territorio, come fosse un “figlio adottivo” anzi, incentiviamoli a produrre meglio e più degli altri (premiare la zona più intensamente e meglio forestata) e sono sicura che il risparmio sarà veramente corposo, non si creeranno scempii, la gente non morirà per questo motivo….
Di contro, multe per zone che nonostante tutto vanno a fuoco…
Sappiamo fare di meglio noi Siciliani. Perchè ci siamo lasciati andare così in basso?
Agosto 29th, 2007 at 00:14
Fra poco tempo, quasi certamente qualcuno inizierà a dire che le risorse di cui dispone la Protezione Civile regionale sono insufficienti a fronteggiare emergenze come quelle verificatesi in questi giorni sul fronte degli incendi e quindi si renderebbe necessario potenziarle, sia in termini di uomini che di mezzi.
Poichè abbiamo già tutti assistito, nel passato recente, a tanti proclami seguiti dall’istituzione di apposite “task force” o di “uffici speciali” che, sulla carta, avrebbero dovuto risolvere diversi problemi che affliggono la nostra terra ma che invece si sono poi rivelate veri “affari” solo per pochi eletti ed autentiche “fregature” per il popolo siciliano, mi permetto di metterVi in guardia da chi vorrà fare simili proposte.
Le strutture, almeno nominalmente, esistono già, come esiste già un budget destinato al pagamento degli straordinari per il personale: il problema, semmai, è di rendere efficiente il servizio, intervenendo ad esempio in maniera più selettiva nei trasferimenti del personale stesso (è inutile mandare in una sezione operativa, senza offesa per nessuno, gente di 50 anni).
E poi, avete presente Google Earth? Si dice che i satelliti ad uso militare siano in grado di monitorare il territorio con una risoluzione elevatissima e con una frequenza che dipende dall’orbita in cui si trovano: perchè non rendere disponibili le registrazioni, a seguito di vasti incendi su una regione, in modo da magari scoprire chi e quando è stato appiccato il fuoco?
I costi sarebbero senz’altro elevati, ma potrebbero essere suddivisi tra diverse nazioni, quelle potenzialmente più soggette a simili catastrofi (Italia, Grecia, Spagna, Francia…).
Agosto 29th, 2007 at 10:43
Mi permetto di darle un suggerimento a riguardo: si faccia parte diligente per la stipula di un protocollo d’intesa tra comuni, prefetture e regione che sancisca l’impegno dell’amministrazioni comunali ad istituire il catasto incendi entro e non oltre il 31/12/2007 e delle prefetture-regione a commissariare i suddetti enti nel caso in cui non vengano rispettati tali termini; vedrà che forse qualcosa cambierà dal momento che finalmente diventerebbe operativa una buona legge nazionale (n. 353/2000). Chissà quanto incendi avremmo evitato!
Agosto 29th, 2007 at 13:15
Metabolizzata, per quanto possibile, la catastrofe rispondo al Presidente.
(…)
(Dobbiamo trovare, devo trovare soluzioni immediate perchè voglio e devo combattere questa follia…Non c’è prevenzione che tenga di fronte a tutto ciò: Forestali alla ricerca di un lavoro, pastori che vogliono nuovi pascoli, delinquenza e mafia alla ricerca di nuovi campi dove seminare il seme della speculazione edilizia…ho visto la mia Cefalù bruciare, gente che ha perso casa tra le fiamme…
Cosa fare di fronte a tutto ciò?)
(…)
Agosto 29th, 2007 at 13:17
Metabolizzata, per quanto possibile, la catastrofe rispondo al Presidente.
(…)
(Dobbiamo trovare, devo trovare soluzioni immediate perchè voglio e devo combattere questa follia…Non c’è prevenzione che tenga di fronte a tutto ciò: Forestali alla ricerca di un lavoro, pastori che vogliono nuovi pascoli, delinquenza e mafia alla ricerca di nuovi campi dove seminare il seme della speculazione edilizia…ho visto la mia Cefalù bruciare, gente che ha perso casa tra le fiamme…
Cosa fare di fronte a tutto ciò?)
(…)
Subito si sono alzate le voci di chi chiedeva l’applicazione della Legge 353/2000 intitolata “Legge-quadro in materia di incendi boschivi”. Ma chi chiede tutto ciò, mi spiace, non ha alcuna idea di cosa significhi gestire tutte le competenze che la Legge attribuisce ai comuni e -peggio- non comprende che chi ha subito il danno adesso avrebbe anche la beffa. Siamo l’unica regione che, con falso spirito ambientalista, non consente non solo l’edificazione all’interno dei boschi, ma neanche nelle fasce di rispetto, ossia ad una distanza di 200 metri dagli stessi. E in più, siamo stati capaci di classificare bosco anche la macchia mediterranea.
Spiego perché ho detto “falso spirito ambientalista”:
1) La legge “bipartisan” nasce, non già per tutelare i boschi, quanto invece per aumentare le superficie boscate e quindi il diritto alle giornate lavorative di ciascun comune. Conseguenza di ciò è che :
• Quasi l’intera popolazione dei comuni montani è “disoccupata” cioè lavoratore forestale precario. Non ci credete? Provate ad assumere, “mettendolo in regola”, un operaio in uno di questi territori. La maggior parte vi dirà di no. Perderebbe il diritto alla disoccupazione e varie prebende stabilite dalle norme e soprattutto perderebbe la possibilità di lavorare in nero per il resto del periodo in cui non è assunto dalla forestale.
• Non potendo esercitare attività edilizia - non speculazione edilizia - attività edilizia (0,03 mq/mq) e neanche pulizia dei boschi o addirittura in talune zone il pascolo, spesso i terreni restano abbandonati o incolti con il sottobosco non pulito; in pratica benzina per gli idioti che appiccano gli incendi. Applicando l’art. 10 della Legge di cui sopra, potrebbe accadere per esempio che qualcuno abbia acquistato prima dell’incendio un terreno agricolo per costruirsi una casa o ristrutturare una casa esistente o se il terreno dovesse essere di dimensioni adeguate potrebbe anche ipotizzare una attività agrituristica in un territorio a vocazione turistica (o area protetta etc..). Il piano regolatore lo permette e l’Ente Parco (se siamo in un parco) può anche autorizzarlo. La Regione e la comunità europea possono addirittura concedere un contributo e quindi incentivarlo. Il nostro proprietario, non sa però che un cretino, in un paese confinante ha deciso di bruciare il bosco e così, dopo una notte ed un giorno di vento, si trova proprietario di un terreno devastato, sul quale non potrà fare nulla per almeno 10 anni. C’è bisogno che io spieghi perché a mio avviso questa legge è, almeno in questa parte, una sciocchezza?
•
2) La legge stabilisce che (Il personale stagionale utilizzato dalle regioni per attività connesse alle finalità di cui alla presente legge deve essere prevalentemente impiegato nelle attività di prevenzione di cui all’articolo 4 e reclutato con congruo anticipo rispetto ai periodi di maggiore rischio; ai fini di tale reclutamento, è data priorità al personale che ha frequentato, con esito favorevole, i corsi di cui all’articolo 5, comma 2. Le regioni sono autorizzate a stabilire compensi incentivanti in rapporto ai risultati conseguiti in termini di riduzione delle aree percorse dal fuoco)
• Ecco cosa accade da noi: ogni anno a fronte di un fabbisogno per le assunzioni degli operai stagionali della forestale pari a 10, viene stanziato 7. Quindi vengono promesse più giornate di lavoro rispetto a quelle che possono essere pagate. Le giornate di lavoro secondo la norma devono essere svolte nel corso dell’anno solare. Quindi un operaio che ha un diritto riconosciuto (dalla legge “?”) a fare 151 giorni all’anno di lavoro, ad Agosto, dopo 100 giorni di lavoro viene licenziato e gli restano quattro mesi per completare i suoi 51 giorni mancanti. (completando i 151 giorni l’operaio ottiene pagamento di contributi pensionistici, assegni familiari e un altro milione di cose che sarebbe complicato elencare). A settembre l’operaio, incalzato dai sindacalisti e dai suoi stessi colleghi (e magari da sua moglie) si reca alla riunione del sindacato e stabilisce insieme agli altri di andare a protestare a Palermo. Prima davanti l’Assessorato, poi davanti alla Presidenza della Regione. E mentre io resto imbottigliato nel traffico insieme al resto della città, ecco spuntare il Presidente che, attorniato prevalentemente dai soliti noti dell’UDC e dei DS, comunica di avere stanziato i soldi per il completamento delle giornate. Alla fine sono contenti i sindacalisti che ricevono i complimenti degli operai, i deputati che ricevono i complimenti degli operai e dei sindacalisti e il Presidente che riceve i complimenti e i baci di tutti gli altri. E gli operai? Quelli tra il tempo della variazione di bilancio, la pubblicazione in gazzetta, il decreto etc. completeranno le loro 51 giornate anche il 31 dicembre anche se ci sarà la neve(è assolutamente vero!) Perché si chiama legge sulla tutela dei boschi ? Dovrebbe essere intitolata “Legge sulla tutela degli operai forestali e dei loro rappresentanti sindacali e politici”.
• Passo adesso a una brevi proposte :
• La legge deve essere recepita, perché è corretto che non possa essere modificata la destinazione di terreni percorsi da incendi da agricolo ad edificabile, anche se non credo che nel 2007 ancora ci sia una tale assenza di senso civico. Ma le aree percorse dagli incendi devono essere certificate con le foto aeree non con rilievi a terra da parte dei comuni. Sarebbe molto più semplice, veloce, corretto ed efficace e gestibile subito dopo con una minima attrezzatura informatica dai Comuni stessi. Potrebbe essere aggiornato velocemente e con precisione. E soprattutto eviterebbe richieste di nuove assunzioni da parte dei comuni già ingolfati di competenze e lavoratori socialmente utili (che però non è loro competenza).
• La legge deve essere “sterlizzata” nella parte dei divieti da quelle palesi discriminazioni che in Sicilia sono inapplicabili proprio per quella definizione estensiva di bosco che invece di tutelare le aree naturali le ha messe a rischio (fermo restando che esistono solo in Sicilia i divieti di edificare nel bosco e nelle fasce di rispetto da esso).
• Eliminare l’assurda guerra di competenze tra vigili del fuoco e forestale e integrare i due corpi in uno. Che non possa accadere più di vedere i vigili del fuoco non intervenire su un albero accanto ad una casa, perché non sono autorizzati a spegnere gli incendi nel bosco, ma solo sulle abitazioni.
• Monitorare meglio – esiste un sistema satellitare con antenne già posizionate su buona parte del territorio- per trovare i piromani. Proprio a Cefalù ogni anno con regolarità si incendia la collina sopra l’hotel Costa verde. Non ho gli elementi per affermare che siano i pastori. Ma provate a guardare dopo le piogge. Con la stessa regolarità vedrete un gregge brucare beatamente. (che i piromani siano le pecore?)
• Infine, con la legge non c’entra nulla (ma con la vera democrazia si), rimuovere i responsabili della forestale per inefficienza, se hanno dimostrato di non conoscere il territorio, di non sapere coordinare gli interventi di spegnimento e soprattutto di non avere fatto prevenzione, per esempio, non avere tagliato gli alberi attorno al lago realizzato proprio perché gli elicotteri potessero rifornirsi di acqua. Non pretendo di vedere i dirigenti tagliare gli alberi, ma si chiamano “responsabili” non a caso.
Agosto 30th, 2007 at 23:22
Adesso capisco i malati di mente. Anche i pervertiti.
Quando si è ammalati di mente, si riesce ad essere “MESCHINI” anche quando - nei blog - si trattano e si discute di problemi importanti.
Suggerisco uno pischiatra: uno di quelli abituato a curare i più criminali e sanguinari.
Settembre 3rd, 2007 at 12:48
Rapporto Greenpeace, nel 2030 energia solare per mezzo mondo
da Repubblica.it
Cresce da dieci anni a un tasso tre volte superiore rispetto all’incontenibile boom cinese. Catturerà 14 miliardi di euro di investimenti entro il 2010. Arriverà a 300 miliardi di fatturato e a 6,5 milioni di posti di lavoro entro il 2030. È questa la fotografia del fotovoltaico scattata dal Solar Generation 2007, il rapporto di Greenpeace e dell’Epia (l’associazione dell’industria fotovoltaica europea) che verrà presentato domani alla Fiera di Milano.
Partito con tutta calma, come applicazione di lusso per le prime imprese spaziali, il fotovoltaico è sceso nell’arena industriale solo negli anni Novanta, quando le preoccupazioni per il cambiamento climatico hanno cominciato ad assumere concretezza drammatica. Secondo previsioni condivise da importanti compagnie petrolifere, arriverà all’appuntamento con il dimezzamento delle emissioni serra fissato per il 2050 presentandosi come uno dei protagonisti della riconversione energetica: da oggi al 2030, grazie alla trasformazione diretta dell’energia solare in elettricità, si eviterà di sparare in cielo 6,6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, quello che emette la Cina in un anno.
Il timone di quest’industria nascente resterà nelle mani dei paesi di vecchia e nuova industrializzazione, ma una quota importante di clienti del fotovoltaico sarà localizzata nei paesi più poveri. Nello scenario al 2030, 2,9 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo useranno l’energia solare, saltando così l’ostacolo prodotto dalla mancanza di una rete elettrica capillare.
“Purtroppo l’Italia ha pensato bene di uscire da questo mercato proprio nel momento in cui stava decollando”, ricorda Giuseppe Onufrio, responsabile delle campagne di Greenpeace. “Nel 1996 eravamo al quarto posto mondiale. Quando è stata inaugurata la centrale di Serre Persano, all’epoca la più grande del mondo, il 70 per cento dei pannelli erano tecnologia italiana e il restante 30 per cento rappresentava un campionario della concorrenza che doveva servire a progredire ancora. Invece è arrivato improvviso l’alt: abbiamo smantellato l’industria fotovoltaica e quella eolica proprio quando partiva il business”.
Con gli incentivi per il fotovoltaico e il solare obbligatorio nelle nuove case, nei mesi scorsi il vento è cambiato e l’Italia prova a tornare in pista come attore industriale sulla scena delle fonti rinnovabili. Recuperare il distacco rispetto alla volata giapponese, tedesca, californiana, non sarà facile, ma il boom del mercato sta creando spazi sempre più ampi.
Nel 2006 la potenza fotovoltaica installata nel mondo ha raggiunto i 6.500 megawatt, ancora una goccia nel mare del fabbisogno elettrico, ma comunque oltre cinque volte più dei 1.200 megawatt installati nel 2000. Nel 2030 questo incremento progressivo farà sì che il 9,4 per cento della richiesta elettrica globale sia soddisfatta grazie ai pannelli fotovoltaici.
I prezzi infatti scendono rapidamente: tra il 2005 e il 2007 i costi dell’elettricità nell’Europa dei 27 sono aumentati del 16 per cento mentre i prezzi del fotovoltaico continuavano la corsa verso il dimezzamento previsto per il 2020. E la crescente incertezza dello scenario energetico incoraggia l’uso di una tecnologia che diminuisce la dipendenza dall’estero, è estremamente flessibile, ha bisogno di scarsa manutenzione ed evita le incognite legate alla costruzione dei grandi impianti.
di Antonio Cianciullo
Però meglio di no queste cose facciamole fare in germania o al nord che hanno poco sole.Qui al sud meglio il blabla.
Settembre 3rd, 2007 at 12:54
Consiglio al presidente Micciche di fare un saltu su questo sito e trarre spunti per cercare di realizzare qualcosa.
http://www.etaflorence.it/
Settembre 3rd, 2007 at 12:56
E questi sono gli obiettivi.
http://www.etaflorence.it/biosit/
in caso contrario blablabla.
Settembre 5th, 2007 at 09:50
@alieno
conosci le leggi in Sicilia che regolamentano l’istituzione dei parchi eolici? penso di no.
Sono riusciti a inserire tanti di quei pali e paletti che è più facile fare una passeggiata sulla luna rispetto ad un nuovo impianto ad energia eolica. La Soprintendenza ad es.(giusto per far pesare e molto la sua opinione) ha elaborato le sue linee-guida, cosicchè: non si possono istituire nuovi parchi in zone rilevanti archeologicamente, paesaggisticamente, intorno a fiumi (ok ne abbiamo pochi), sui crinali di colli e monti, e (udite udite) nelle zone che costituiscono “paesaggio” (tutte, no?), o almeno bisogna chiedere il loro PARERE. EHMMMMM!
Cosa dobbiamo fare per eliminare un po’ di burocrazia??!! Per ottenere un parere della Sovrintendenza ci vogliono almeno 9 mesi, quando ti va bene….
Settembre 5th, 2007 at 10:54
Il problema esiste e bisognerebbe eliminare molta burocrazia,pero e possibile incentivare la microproduzione i pannelli solari installati nei condomini,è un’assurdita che su al nord con poco sole si usano molto i pannelli solari e qui pochissimo.
Settembre 5th, 2007 at 17:56
Per favore…..
L’energia eolica è la più grande fregatura ambientalista di sempre.Chiedere per informazioni a gli abitanti del Molise.
Invece vanno molto bene i pannelli solari.Sono andato da mio zio a Bracciano(Roma).E ho visto che tutti i nuovi quartieri sono composti da palazzine che hanno sui tetti pannelli solari.
Si potrebbe fare lo stesso in Sicilia.Ma deve intervenire la regione.
Si potrebbe fare una legge che preveda nuove palazzine con solare.Credo che lo stesso Miccichè potrebbe proporlo con un disegno di legge a livello regionale.
Settembre 23rd, 2007 at 17:56
FINALMENTE I VERI SICILIANI si sono risvegliati da 147 anni di sonno profondo. Il sangue del Vespro di 750 anni fa`incomincia a scorrere di nuovo. Questa volta gli nemici non sono i francesi angioini e il papa, ma gli italici del nord, i pseudo-italiani che hanno perso le loro radici e lingue storiche, il governo coloniale italiano, i partiti nazionali italiani, l’opinione pubblica italiana col cervello lavato al stile stalinista, i pseudo-siciliani colonizzati, il sistema scolastico conformista perpuatori delle menzogne anti-storiche, la stampa asservita al potere politico italico. Il nostro momento storico per la nostra riscossa come popolo Siciliano e`arrivato il 4 luglio 2007 quando il popolo Siciliano ha finalmente smaschierato l’anti-eroe ed assassino garibaldi al parlamento italiano. Lo stesso giorno dell’anti eroe garibaldi e della revoluzione Americana. Noi faremo come hanno fatto gli Americani di 231 anni fa`, rovesciando il potere coloniale che le teneva schiavi. VIVA La Sicilia Libera, VIVA il popolo Siciliano, VIVA la Nazione Siciliana, VIVA LA LINGUA SICILIANA. Avanti col nuovo Vespro Siciliano
Ottobre 2nd, 2007 at 08:30
Chi ha letto il libro “VERDI FUORI E ROSSI DENTRO?”
io non ne ho avuto il tempo,
pero’ ho letto questa recensione:
IL LIBRO SI SCAGLIA CONTRO L’INGANNO AMBIENTALISTA
E SI PONE L’OBIETTIVO DI ROMPERE LA SUDDITANZA
PSICOLOGICA E CULTURALE NEI CONFRONTI DELL’AMBIENTALISMO VERDE ED ESTREMISTA.
NE CONSEGUE UN GROSSO IMBROGLIO CHE TENDE A
CONFONDERE POLITICA OPPORTUNISTA E SCIENZA.
Luglio 23rd, 2008 at 12:08
Scusa ma devo capire una cosa, penmsi veramente che il nucleare sia una soluzione? poi una quantità di scorie irrelevanti come un pacchetto di sigarette a persona……sai quante persone ci sono in Italia? E quanto nocive siano le scorie?
Ci sono alrti modi per produrre energia che purtroppo non sono presi nemmeno in considerazione come la bio massa l’eolica e più importante l’energia solare.
per non parlare di quanto sia costoso costruire una centrale nucleare e di quanto bisognerebbe essere scrupolosi e precisi sia nel progettarla e costruirla che nella conservazione sicura delle scorie che non mi sembrano una cosa così tanto innoqua come dici.
poi pensando a cosa è successo con la normale spazzatura cosa succederebbe nella gestione delle scorie?
O almeno questa è la mia opinione.