• Home
  • Biografia
  • Blogosfera
  • Collabora con noi
  • Photo Gallery
  • Policy dei commenti
  • Comunicati Stampa

  • Lug
    23
    Lun

    Ministro Di Pietro: Dimettiti!!!

    vfoto.gifvfoto.jpg
    Non voglio contribuire alle palate di letame che in questi giorni stanno ricoprendo la scena politica italiana. Non ho voglia, perlomeno in questa caldissima estate, a tuffarmi nella polemica tra la Forleo e Mastella, anche perché sono garantista e non sono animato da quel garantismo che si accende solo in prossimità dei propri interessi o dei propri amici. Ma c’è una cosa che mi dà profondamente fastidio ed è approfittare delle disgrazie altrui. Disprezzo chi addirittura ha consapevolmente costruito la propria carriera sugli errori, le debolezze e le sofferenze degli altri. Non tollero chi usa lo strumento della demagogia urlando in pubblico e ammiccando in privato, chi come un avvoltoio si precipita a lacerare le ferite altrui per averne personale tornaconto.
    Ipocriti, conformisti.
    Oggi il simbolo di tutto questo appare Antonio Di Pietro, autorevole membro del governo Prodi, uno dei Ministri più amati in Italia anche se è a capo di un partito che fatica a superare il due per cento, grande censore dei costumi e vizi italiani. Il perché è semplice: dal suo blog annuncia che in Parlamento voterà a favore della richiesta di autorizzazione a procedere del gip di Milano nei confronti di Massimo D’Alema . Ciò sarebbe legittimo, per carità, se Di Pietro fosse un semplice parlamentare della maggioranza ma è Ministro dello stesso Governo in cui milita quello che lui considera un delinquente tanto da volere che venga processato! ma insomma la coerenza è proprio vietata in questo Paese? E la dignità cosa è, una malattia? Ma abbia il coraggio di chiedere le dimissioni di D’Alema senza le quali si è obbligatorio che si dimetta lui!!!
    Credetemi, non voglio entrare nel merito delle indagini del procuratore Forleo, e non considero Massimo D’Alema un delinquente, ma non escludo che lo sia. Vorrei solo che gente come Di Pietro agisca con un minimo di morale. E’ troppo facile farsi amare dagli Italiani sparando a zero sempre contro il Governo (e sappiamo che questo è il sistema più facile per ottenere consenso) e contemporaneamente godere dei benefici derivanti dalla poltrona di Ministro dello stesso Governo! E no! Non possono essere questi i nostri riferimenti!!!

    463 commenti

    1. Giovi:

      Presidente è la cosa più FORTE che abbia mai scritto!!!

    2. veliero:

      la verità su di pietro? rosica per non essere diventato ministro della giustizia!
      il suo è un tipico esempio di populismo democratico. altro che berlusca! già il nome del suo partito (partito?… suo inteso come proprietà privata!) la dice lunga sul modo in cui l’ex duce di manipulite la pensa. l’italia dei valori! ma quali valori? forse il giustizialismo golpista che causò morte e terrore con la scusa della lotta alla corruzione? o forse - come ricorda mario giordano in “senti chi parla” - “l’alto valore che ha spinto la delegazione parlamentare dipietrista a minacciare di togliere l’appoggio la governo prodi per una profonda motivazione ideale: un posto da sottosegretario”? oppure la “lite” tra il nostro antonio nazionale e giulietto chiesa, che lo ha accusato di gestione poco trasparente, per il più alto di tutti i valori: 5 miliardi di vecchie lire di finanziamento pubblico?
      lombrosianamente parlando, uno come di pietro è meglio perderlo che trovarlo!

    3. Carlo:

      Perchè solo Di pietro? tutto il governo deve andare a casa!!

    4. Gio':

      Tu non credi che D’Alema sia un delinquente, puo’ essere, ma solo quando i magistratti attaccano la sua persona lui parla di EMERGENZA DEMOCRATICA, non sarà un delinquente ma ha una faccia tosta!!!!!

    5. pietro ricca:

      SITO BLOCCATO DALLA FINANZA

      Sono Piero Ricca.

      CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato bloccato con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentta da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
      Naturalmente farò immediata richiesta di disequestro. Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d’ora di farlo girare.
      Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro.
      E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
      Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
      Grazie a tutti. A presto, Piero

      http://www.pieroricca.org guardate tutti i video su http://www.youtube.com

    6. Solo:

      RICCA HAI SBAGLIATI INDIRIZZO, IL BLOGS NON è UN LUOGO DOVE CHIUNQUE PIO’ DIRE LA QUALUNE, NON SI PUO’ SPUTTANARE LA GENTE IMPUNEMENTE, I FATTI VANNO RACCONTATI LE PALLE VANNO CENSURATE, E TU CONTI BALLE, ASSUMITI LE TUE RESPONSABILITA’ NON FARE LA VITTIMA

    7. Sforzitaglia Riferisce Al Duce:

      Ueh, scopro il blog di un berluscato, che parla di riferimenti. E certo che il riferimento dei berluscati non puo’ essere il povero Tonino di Pietro. I berluscati si devono riferire, e devono riferire, nell’ordine, al Duce Berluscone, a Dell’Utri o all’amico dell’amico, a Previti, ai cavalli in albergo, a Cuffaro, a Bondi, etc. Sempre finche’ rimangono a piede libero; e se sono a piede libero vuol dire che hanno scelto i riferimenti giusti. Peccato che il Duce Berluscone e le sue televisioni di riferimento non sono eterne, cosicche’ alla fine dei riferimenti bisognara’ riferirsi al superiore nell’ora d’aria.

    8. michele:

      Con il primo scivolone del Governo Prodi, prima che gli fosse rinnovata la fiducia, a caldo e con una dichiarazione in tv, il Di Pietro ebbe a dichiarare:
      “…ritengo che sarebbe meglio tornare alle urne, riaffidando la scelta della guida del Paese agli italiani”. E ciò, con tono minaccioso (o mi confermi il ministero o ti caccio a casa io!).
      Oggi rilascia dichiarazioni contro i suoi compagni di coalizione. Ma l’ha capito di essere in politica dentro una coalizione? Oppure pensa di fare ancora il questurino giustizialista? La verità è che sono sfasciati. Dimostrano ancora di avere lavorato ognuno per un pacchetto di azioni societari. Per il proprio personale (su Di Pietro è calzante)tornaconto.Infischiandosene degli italiani.
      L’unico a dare speculativamente ospitalità al compagno Loeluca Orlando: La Margherità lo ha cacciato a casa, i DS lo hanno ignorato (Siracusa scelta, docet)e “il signor decimale del consenso a Palermo” lo ha ristrutturato nell’ospitalità. Di Pietro: “LA SCHEGGIA IMPAZZITA DELLA SINISTRA”. Forse sinistra e basta. Michele

    9. Luca:

      Presidente, accosta al cognome Di Pietro il termine coerenza…?!
      Ma, ci siamo dimenticati il periodo Tangentopoli ?
      ove vedevamo alla guida “Tonino il telematico”?! contro il solo ed esclusivamente pentapartito, il cosidetto Caf (Craxi-Andreotti-Forlani) ? e gli altri ? tutti santi !??!!!!

      coerenza …

    10. ezio:

      sarò controcorrente: non stimo particolarmente di pietro, ma qualora il ministro avesse sul serio idea che d’alema vada processato, non vedo il motivo per cui non dovrebbe attaccarlo anche se è suo compagno di governo.
      sono d’accordo invece sulla opportunità di certe dimissioni. Ma sappiamo bene che quando questi (i politici…tutti) si attaccano ad una poltrona è difficile farli smuovere!

    11. eusebio:

      IL PROBLEMA VERO NASCE DALL’IMPROPONIBILITà DI UN GOVERNO, FIGLIO DI UNA COALIZIONE CHE HA VINTO LE ELEZIONI(PER SOLO 24000 VOTI,FORSE)ALLESTENDO PER L’OCCORRENZA UNA TORRE DI BABELE DI POLITICANTI, CHE PARLANO LINGUE TROPPO DIVERSE PER CAPIRSI, PER STARE ASSIEME E PORTARE AVANTI UN PROGETTO SERIO. oGGI DI PIETRO, IERI LA BONINO, A GIORNI ALTERNI MASTELLA, DOMANI CHISSà. BERLUSCONI AVEVA AVVERTITO GLI ITALIANI, L’AVEVA DETTO CHE CHI AVREBBE VOTATO PER PRODI E LA SUA ACCOZZAGLIA ERA UN CO….NE.
      A QUESTO, POI, AGGIUNGI CHE IN ITALIA è MEGLIO MORIRE CHE DIMETTERSI… MA QUALE COERENZA! MA QUALE DIGNITà! MA QUALE MORALE!

    12. IL FALCO:

      Mi convincono le motivazioni con cui leei chiede le dimissioni, radicalmente diverse da quelle di Mastella.
      Ma sà quale è la verità, sig. Presidente? è che io ha stento riesco a trattenermi dal vomitare, veramente non reggo piu’ questa classe dirigente populista e demagogica basti pensare al taglio dei costi della politica fatti ieri… da vomito

    13. ECCO LA RISPOSTA:

      NON PERTINENTE SARA’ LEI
      “Anche il Presidente della Repubblica dei Mandarini Intoccabili, davanti al Csm, ha voluto dare la sua bastonata al gip Clementina Forleo, rea di “valutazioni non pertinenti ed eccedenti”, cioè di lesa maestà nei confronti di sei parlamentari che due estati fa scalavano banche e case editrici in combutta con i furbetti del quartierino e si avvertivano a vicenda delle intercettazioni in corso (D’Alema, essendo molto intelligente, per avvisare Consorte del suo telefono intercettato, gli telefonò).
      Secondo Napolitano, con queste “fughe di notizie” l’opinione pubblica rimane disorientata. In realtà, proprio grazie al giudice Forleo e ai giornali che hanno riferito le sue ordinanze, l’opinione pubblica ha capito benissimo tutto. E cioè che “non pertinente ed esorbitante” è il comportamento dei politici scalatori, non dei giudici che li hanno scoperti e processati. E che la vera fuga di notizie è quella di chi avvertì politici e furbetti che erano intercettati, rovinando le indagini sul più bello, non certo quelle dei giornali che stanno pubblicando atti non segreti, cioè pubblici.
      Napolitano, come pure Marini e Bertinotti, presidenti del Parlamento degl’inquisiti e dei condannati, e come il cosiddetto ministro della Giustizia Mastella, è sgomento per la pubblicazione delle ordinanze della Forleo prima che queste giungessero al Parlamento. Forse il suo costosissimo staff (il Quirinale costa il quintuplo di Buckingham Palace) s’è dimenticato di spiegargli come avvengono queste cose: visto che, dal 2003, la legge impone ai giudici di chiedere il permesso al Parlamento per usare le telefonate intercettate in cui compare la voce di un parlamentare, la gip Forleo ha chiesto quel permesso con due apposite ordinanze. Che, secondo la legge, sono state depositate nella cancelleria del Tribunale venerdì scorso, a disposizione degli indagati e dei loro avvocati. Da quel momento le ordinanze hanno cessato di essere segrete. Gli avvocati ne hanno preso copia e, senza commettere alcun reato, le hanno passate ai giornalisti. I quali, senza commettere alcun reato, le hanno raccontate ai cittadini.
      Nessuna violazione del segreto, nessuna fuga di notizie. Di che parlano, allora, le più alte cariche dello Stato? Possibile che non abbiano nulla da dire sugli onorevoli D’Alema, Fassino, Latorre, Cicu, Comincioli e Grillo (Luigi) che scalavano banche abusando del proprio potere, alle spalle dei propri elettori?
      Possibile che, ogni qual volta il termometro segnala la febbre e il medico diagnostica la malattia, le alte cariche se la prendano col termometro e col medico?
      In ogni caso, se Clementina Forleo e i suoi colleghi vogliono evitare, in futuro, di finire massacrati dai politici della casta, anzi della cosca, sanno quel che devono fare.
      1) Mai intercettare un delinquente Vip, onde evitare il rischio che questo poi parli con un politico.
      2) Se comunque scappa qualche intercettazione in cui si sentono le voci di politici a colloquio con vari farabutti, fare finta di non riconoscerle.
      3) Se il perito che trascrive le telefonate riconosce ugualmente le voci dei politici, cestinare la perizia e cambiare perito.
      4) Se i reati risalgono a due anni prima, anche se non è ancora scattata la prescrizione, bruciare tutto perché – come dicono D’Alema e Prodi - “comunque è roba vecchia”.
      5) Se la Procura insiste a chiedere di inoltrare le telefonate al Parlamento, evitare di spiegare nell’ordinanza perché queste sono penalmente rilevanti o, meglio ancora, dire che sono tutte cazzate e pregare le Camere di negare l’autorizzazione.
      6) Non depositare mai le ordinanze agli avvocati difensori, onde evitare che finiscano sui giornali, e chissenefrega dei diritti della difesa.
      7) Se non si è d’accordo con l’impostazione dei pm, appiattirsi comunque su di loro perché ora, all’improvviso, piacciono i gip appiattiti sulle Procure.
      8) Prima di fare qualsiasi cosa, recarsi in pellegrinaggio a Ceppaloni per la necessaria autorizzazione a procedere del superprocuratore nazionale anti-giustizia Clemente Mastella.” Marco Travaglio

    14. marco:

      e se invece si dimettessero tutti e due….? sarebbe ancora meglio……per il Paese.

    15. dani:

      Sarebbe meglio ricorrere a nuove Elezioni!
      Governo inesistente, troppe difficoltà, instabile, non si mettono d’accordo su nulla. Non stanno rispettando il programma elettorale.
      Non parliamo del Pres. del Cons. e il massimo riserbo che c’è da parte della Procura di Catanzaro, che continua le indagini. Cmq. le dichiarazioni del GIP che ha definito i politici “complici consapevoli” sembra già una Sentenza….Sicuramente g. m. n. c……..non posso scriverla per intero questa frase……

    16. azzurra:

      A nuove elezioni ci ricorreremo solo quando il PD sarà pronto. E’inutile illuderci solo loro sono in grado di far cadere il governo, ai nostri manca anch ela voglia. E’ una triste realtà.
      Non appenna baffetto sarà pronto, spedirà Prodi a casa e tenterà il colpaccio con fassino e rutella.

    17. dani:

      Si è proprio triste, non ci disperiamo però!
      Sono state depositate circa 822.000 firme per il Referendum….questo pom. alla Corte di Cassazione. Dobbiamo attendere!

    18. alice da roma:

      avete visto piu’ di 300 mila firme di quelle necessarie…(500.000) si vede che la gente e’ proprio stufa della politica e dei suoi privilegi e cosa fanno i pres. di camera e senato prima delle vacanze x occupare spazio sui media e raffreddare gli animi?? propongono x la prox legislatura la pensione dopo i 5 anni e non 2,5 come ora!!! che senza palle che sono fatelo ora se ne avete coraggio e bravi ci avete fatto anche scoprire che x aggiornamenti all’estero potete spendere dai 3500 ai 4000 euro l’anno. La massa è stufa e cosi’ non si risolve nulla e poi ci si lamenta che i giovani sono poco interessati agli “inciuci” della politica, comunque x gli interessati giovedi’ 26 ore 21 a Roma all’insugherata grande festa x il referendum, Guzzetta ha preso uno spazio all’aperto in via dell’acqua traversa x stappare insieme lo spumante della vittoria della prima battaglia vinta. Non è che l’inizio. Siete tutti invitati. saluti da roma.

    19. azzurra:

      Grazie alice sei molto carina.
      Permettimi una correzione, il popolo è stufo, no la massa. ;-)

    20. Luca:

      ….
      Grande Azzura !!! ;)
      vado … buona serata a tutti !

    21. Donato:

      Le ultime vicende hanno fatto capire solo una cosa: la sinistra non è assolutamente diversa dalla destra…..
      A “veliero” vorrei dire che il numero di persone uccise dall’inchiesta dei giudici di mani pulite è …..ZERO, e quella tua affermazione è purtroppo il frutto della cattiva informazione dei media (o meglio della scomparsa dell’informazione dei media). Così come stamane al tg5 si è parlato dello scontro forleo-mastella , come se i politici su cui si richiede la pubblicazione delle intercettazioni fossero tutti di sinistra (ma sappiamo che in realtà son tre e tre…. anche in questo par condicio).
      A “falco” vorrei invece dire che se vuoi veramente vomitare l’anima leggiti il libro “La Casta”: ti assicuro che i conati saranno sia di destra che di sinistra.
      All’onorevole Miccichè invece vorrei dire solo una cosa: nessuno sta buttando più letame nella scena politica italiana: in realtà ne è già presente una quantità abbondante.

      Aprimiamo gli occhi (8 settembre 2007 VVVVVVVV)

    22. Alieno:

      Presidente che ne pensa della puntata di ieri di W l’Italia diretta trasmessa a Gela?Che ne pensa di una città che ancora nel 2007 non ha l’acqua diretta a casa?Di chi è la colpa di Bixio di Garibaldi?Che ne pensa del dissalatore inaugurato in pompa magna da Totò?O forse Iacona e un comunista e quindi è inattendibile come i cittadini di agrigento,gela eccecc.

      V-Day 8 settembre 2007.

    23. darth wanax:

      “NON SI PUO’ SPUTTANARE LA GENTE IMPUNEMENTE, I FATTI VANNO RACCONTATI”
      “Infatti nel post incriminato ricca riporta la registrazione di un fatto… ma si sa, in itaGlia i fatti devono sparire e devono restare solo le opinioni (delle libertà)”

      ove vedevamo alla guida “Tonino il telematico”?! contro il solo ed esclusivamente pentapartito, il cosidetto Caf (Craxi-Andreotti-Forlani) ? e gli altri ? tutti santi !??!!!!
      “No, infatti fu inquisito financo il PCI milanese con tanto di condanne.”

      A QUESTO, POI, AGGIUNGI CHE IN ITALIA è MEGLIO MORIRE CHE DIMETTERSI… MA QUALE COERENZA! MA QUALE DIGNITà! MA QUALE MORALE!
      “Infatti, gustavo selva docet! parlare poi di coerenza in FI, dove molti fino all’alto ieri idolatravano Stalin…”

      non reggo piu’ questa classe dirigente populista e demagogica
      “essì, i buoni silvio, gianfranco, calderoli, brunetta sì che faceva politica seria, di taglio anglosassone…”

      Sarebbe meglio ricorrere a nuove Elezioni!
      Governo inesistente, troppe difficoltà, instabile, non si mettono d’accordo su nulla.
      “Essì, magari non cambiare la legge elettorale 2 mesi prima delle elezioni rendendo impossibile la formazione di maggioranze stabili al senato era pure meglio…”

      azzurra: oddio, sei forse quella che parcheggia in seconda fila e il cui padre evade le tasse (quella del blog azzurra libertà o robe simili)???!?!?

    24. dani:

      Il Ministro Di Pietro, deve risolvere e ultimare i lavori della famosa autostrada Salerno- Reggio Calabria, tantissime persone per percorrere 100 km hanno impiegato 5 ore …..Prima non c’erano i soldi per aprire i cantieri, adesso ci sono i cantieri con i lavori bloccati….e il sud, naturalmente attende, che venga ultimata l’autostrada, che venga costruito il ns. PONTE…BASTA!Mi dispiace moltissino non avere nessuna voce in capitolo, nelle mani ho solo il mio unico diritto il VOTO !
      Ricordiamo sempre che sono impegnati, ogni giorno, a parlare al telefono……

    25. Luca:

      @darth wanax, mi potresti dire cortesemente che condanne e quante ??? e chi hanno indagato ?e quanto… bhè quanto no, è ovvio a tutti !
      del PCI MILANESE ?
      grazie !
      Luca

    26. azzurra:

      no, non parcheggio in seconda fila, non ho nememno l’auto! Mio padre le tasse non può pagarle purtroppo.
      E tu le paghi? scommetto di no.
      anzi quelli come te in genere cercano solo benefit e privilegi.

    27. Alieno:

      Comunisti risparmiati . “C’è stata una guerra civile negli anni 90, quando una piccola parte della magistratura eliminò dalla scena politica i partiti che avevano governato il Paese per mezzo secolo, lasciando fuori quello comunista. Un’azione lungamente studiata dai comunisti per la presa del potere” (Berlusconi, 13-11-2001). Ma i primi due politici doc arrestati in Mani Pulite erano dell’ex Pci: Soave ed Li Calzi. Il pool di Milano inquisì quasi l’intero vertice del Pci-Pds milanese. E poi le prime elezioni dopo Tangentopoli non le vinsero le sinistre: le vinse Berlusconi. Resta da capire comunque quando Berlusconi abbia maturato quelle bislacche convinzioni, visto che - come vedremo - elogiò per due anni Mani Pulite, e offrì a Di Pietro il ministero dell’Interno e a Davigo il ministero della Giustizia nel suo primo governo. Forse perché era conscio che non il pool di Milano, ma la corruzione era all’origine del tracollo della Prima Repubblica, come lui stesso ebbe a dire in tv nel discorso della discesa in campo: “La vecchia classe politica italiana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L’autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e del sistema del finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica” (26-1-94). E poco dopo: “Basta con i ladri di Stato, noi siamo per una politica nuova, diversa, pulita. Siamo l’Italia che lavora contro l’Italia che ruba (6-2-94). Ancora nel dicembre ‘94, dopo le dimissioni di Di Pietro, il giudizio di Berlusconi sull’uomo-simbolo di Mani Pulite era semplicemente entusiastico: “Sarebbe giusto che un uomo con le qualità di Di Pietro le facesse valere sulla scena politica. La sua discesa in campo potrebbe essere una buona cosa. La sua ansia moralizzatrice è patrimonio di tutti e potrebbe essere utile al Paese. I miei giornali, le mie tv, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite (8-12-94). I giudici non hanno mai impedito ad alcun partito o candidato di presentarsi alle elezioni. Erano gli elettori che, sapendo quanto questi avevano rubato, non li avrebbero più votati. Così si presentò Berlusconi: perché nel ‘94 non candidò nessun politico inquisito della Prima Repubblica, visto che nessuno era stato arrestato né inibito dei diritti civili? Perché, anziché candidare Craxi in Forza Italia, permise che perdesse l’immunità parlamentare e fuggisse ad Hammamet?

    28. Luca:

      e caro darth wanax, tu che sai tutto mi dici che fine ha fatto il famoso miliardo “gardiniano” (Giardini) - sparito in Botteghe Oscure ?
      e come mai non hanno interrogato in pubblica udienza Occhetto e D’Alema ? cmq non voglio far polemica !
      chiudiamola qui Darth Wanax !

    29. Alieno:

      Pool di Mani pulite di Milano (17 febbraio 1992-6 marzo 2002)
      Esiti delle richieste di rinvio a giudizio
      Persone condannate dal Gup o dal Tribunale 1254 (55,29%)
      …… tra le persone condannate dal Gup o dal Tribunale, quelle con patteggiamento sono state … 847 (37,35%)
      …… tra le persone condannate dal Gup o dal Tribunale, quelle in rito abbreviato (Gup) o dibattimento (Tribunale), sono state … 407 (17,95%)
      Persone prosciolte dal Gup o dal Tribunale (la media nazionale attuale è del 30%) 910 (40,12%)
      …… tra le persone prosciolte, quelle per estinzione del reato dovuta a prescrizione sono state … 422 (18,61%)
      …… tra le persone prosciolte, quelle per estinzione del reato dovuta a morte del reo, amnistia, oblazione o ne bis in idem sono state … 58 (2,56%)
      …… tra le persone prosciolte, quelle assolte nel merito da Gup o Tribunale sono state … 430 (18,96%)
      Altre posizioni (iunioni, nullità, restituzioni, stralci, ..) 104 (4,59%)
      Totale procedimenti conclusi davanti a Gup o Tribunale 2268 (100%)
      ancora pendenti davanti a Gup o Tribunale 467
      trasmesse ad altre sedi/autorità da Gup o Tribunale 465
      Totale 3200
      Rielaborazione dei dati ufficiali provenienti dalla Procura della Repubblica di Milano

    30. Alieno:

      Parallelamente al grande filone d’inchiesta su Mani Pulite, se ne sviluppa un altro, più piccolo, sulle tangenti al Pci-Pds.
      Ma prima sgomberiamo subito il campo da un equivoco: le indagini furono sulle tangenti, non sui finanziamenti illeciti (peraltro discutibili). e ciò per un motivo solo: il decreto Amato-Conso del 1993, il vergognoso colpo di spugna con cui furono amnistiati gran parte dei finanziamenti illeciti ai vari partiti: quelli al Pentapartito ma anche al Pci-Pds e i famosi “rubli di Mosca”.
      L’opinione pubblica di destra si chiede sempre: ma perché il Pentapartito è uscito sconfitto da Mani Pulite ed invece il Pci no? due inesattezze in una domanda. Per prima cosa, alle Coop, invece che le tangenti, spesso il Pci imponeva delle commissioni, lavori, incarichi e quant’altro per le coop. Queste “ricambiavano” finanziandolo e rendicontando a regolare bilancio. Iniziativa senz’altro discutibile, ma penalmente inattaccabile. Secondo, non è affatto vero che il Pci-Pds non sia mai stato toccato da nessun magistrato. Nei casi di mazzette, si è sempre proceduto a regolare indagine.
      Nel 1993 Lorenzo Panzavolta, manager del gruppo Ferruzzi, confessa l’invio di denaro sporco, relativo al 1991: tre tangenti di 621 milioni l’una a Dc, Psi e Pds. L’ultima tangente è quella che ci interessa. Tale massa di denaro, famosa col nome di conto Gabbietta, secondo l’accusa, sarebbe transitata dal gruppo Ferruzzi nelle casse della Quercia. Tiziana Parenti, all’epoca PM a Milano, procede all’arresto di Primo Greganti, ex funzionario comunista, detto “il compagno G”. Costui nega che i soldi fossero per il partito; afferma di essere entrato in contatto con la Ferruzzi tramite delle consulenze eseguite per quell’azienda in Cina, e di aver intascato personalmente la tangente di 621 milioni, sottolineando di averli usati per l’acquisto di un appartamento in Via Tirso a Roma. Viene scarcerato dopo una delle pene più lunghe nella storia di Mani Pulite: 4 mesi. Il caso verrà definitivamente archiviato nel 1997 dal Giudice Clementina Forleo per “assoluta mancanza d’indizi probatori”.
      Nel 1995, il PM Ielo condanna Greganti a tre anni di carcere per una seconda tangente, sempre di 621 milioni, transitata dall’Enel al Pds.
      Oltre a lui, altri maggiorenti del partito vengono indagati e condannati. Si tratta, in massima parte, di esponenti della corrente migliorista del Pds, quelli che cercavano accordi col Psi milanese di Tognoli e Pillitteri. Alcuni nomi: Luigi Carnevale (vicepresidente Mm), Sergio Evolo Soave (Lega cooperative), Roberto Cappellini (segretario del Pds milanese), Giovanni Cervetti (deputato Pds), Barbara Pollastrini (segretaria provinciale del Pds milanese), Giulio Caporali (amministrazione FS a Milano), Renato Pollastrini (ex-tesoriere del Pci); questi ultimi due assolti in base all’amnistia Amato-Conso.
      A Torino la Eumit, controllata dal Pci e dal governo tedesco orientale, viene condannata per falso in bilancio (avrebbe stornato circa un miliardo in nero dalle sue casse a quelle della Ecolibri per consentirle di ripianare i debiti).
      Sui coinvolgimenti della segreteria nazionale del Pds, ha indagato per 2 anni il PM Carlo Nordio, non riuscendo a venire a capo di nulla.
      Cusani, al processo Enimont, racconta di una megatangente da 1 miliardo portata da Raoul Gardini a Via delle Botteghe Oscure. Porcari, l’autista di Gardini, conferma tutto. Che fine ha fatto quella tangente? Di Pietro chiama a testimoniare Achille Occhetto e Massimo D’Alema, ma le due convocazioni vengono annullate perché il reato di cui era imputato Cusani viene prescritto. Archiviata dal GIP Beatrice Cossia, per mancanza d’indizi, un’altra inchiesta sollecitata da Craxi, ai danni di Occhetto e D’Alema.
      intanto le due ispezioni ministeriali promosse da Biondi e Mancuso finiscono con l’escludere insabbiamenti del pool a favore delle tangenti rosse.

    31. dani:

      Sei alieno o Travaglio?

    32. Luca:

      Alieno … questa è storia !mi chiedo…
      darth wanax queste cose le sapevi ? e dimmi… si dice che vi siano state telefonate continue tra milano e Torino… i personaggi un certo Violante e un certo Di Pietro…
      ne sai niente ???

      COERENZA! DIGNITà!MORALE ?!!?
      per cortesia !!!!

    33. Alieno:

      Con i si dice non si va avanti potrei dire tanti si dice di tanti amici tuoi.Coerenza e dignita morale in Forza Italia e come parlare di corda in casa dell’impiccato.Vuoi l’elenco?

    34. alice:

      azzurra hai ragione non massa ma popolo ma comunque sempre tanti tanti tanti

    35. Luca:

      Alieno non serve l’elenco…
      non serve la polemica sterile…
      necessita l’essere propositivi ! anche nella critica !
      si parla di una presa di posizione di Di Pietro che in reltà presa di posizione non è il quale ha un ruolo di rilievo nel governo!

    36. SILVIO:

      Sono d’accordo, su quanto scrive Beppe Vicari e Giangranco, nei post precedenti!
      FORZA SICILIA!
      Cominciamo a prendere la vita con filosofia, con l’animo giusto con l’entusiasmo che vedo poco in questo periodo soprattutto tra i giovani.
      Ho voglia di iniziare a creare qualcosa di positivo e che rimanga nel tempo……Gianfranco: “facci sognare”!!! Dimostriamo a tutta l’ITALIA che siamo presenti oltre lo Stretto….. costruiamo il ponte, allarghiamo gli orrizzonti. La mia idea era quella di fare diventare la SICILIA come la Svizzera, tutti ricchi, conti in banca cospicui e senza inciuci….e poi la bella vita che non guasta mai, per bella vita intendo belle ragazze , sano e unico godimento dell’essere….Siete d’accordo? “si dice” che si vive una volta sola e allora non sprechiamo nulla, tutti UNITI e solo e sempre FORZA SICILIA!!!!!!!!!

    37. Beppe Vicari:

      Bravo Silvio. questo è lo spirito che ci vuole. Siamo la California d’europa anzi la Florida…. che ci manca ? le cubane? abbiamo la Cucinotta!!!! FORZA SICILIA!!!!!!

    38. Giulio:

      X silvio
      A voi serve la voglia di lavorare altro che ca….

    39. Gne:

      Tutti fuori dal primo all’ ultimo altrochè..

    40. hicks:

      fammi capire, secondo te di pietro ha torto e mastella ha ragione???

      -_______________-

      bah, il giorno che vedro’ mastella su y-tube che parla di cosa si è detto nell’ultima riunione dei ministri e di pietro che vara leggi che impediscano all’opinione pubblica di venire a conoscenza di certi dialoghi… forse ti daro’ ragione.

    41. Aureon:

      Alessandro Martello Docet!!! Vero Miccichè?????

    42. Aureon:

      ma Martello ora ti viene a trovare li’ all’ARS ??? Dai Miccichè parlaci di queste cose che ci interessano, un viceministro che si faceva recapitare la droga al ministero (tutto documentato da intercettazioni) non può proprio adesso spalare me*** su Di Pietro!!

      Ma poi scusa, anche tu sei stato ministro, hai mai chiesto le dimissioni di Silvio????

      Quanta incoerenza in questo blog!

    43. azzurra:

      Non è mai venuto fuori il nome del Presidente nelle intercettazioni, ma soltanto nei titoli dei giornali, un po’ di sana propaganda che aiuta sempre chi non ha argomenti validi, una caterva di fango gratuita. Bravi volevate fare il colpaccio!
      Il Presidente, a differenza dei maggiori esponenti di molti partiti attualmente al governo, non è stato iscritto nel registro degli indagati perchè di fatto il suo nome non risulta in nessun verbale. Lo stesso non si può certo dire di Visco , fassino, d’alema, latorre …per i quali c’è una richiesta di autorizzazione a procedere. Non parliamo del portavoce di questo governo, le foto sono inequivocabili…Lo Stato Italiano combatte lo sfruttamento della prostituzione e il suo portavoce va a transessuali(uno che ci va una volta è perchè ci va sempre altrimenti preferisci le donne e tu Aureon se sei uomo capirai…), non ci ha fatto una gran bella figura, anzi direi che mi vergogno per lui.

    44. dani:

      Silvio ha scritto un post simpatico!
      Non credo che non ha voglia di fare, anzi….

    45. azzurra:

      Quanto a Di Pietro è un perfetto ipocrita. E’ dal primo giorno di questo governo che minaccia le dimissioni tranne poi piegarsi al volere dei potenti ovvero preservarsi lo scranno e lo stipendio “per il bene del paese”.
      Di pietro fa il furbo:prende le distanze dal governo di cui fa parte a parole così da abbonirsi l’elettorato, nei fatti vota in linea con loro!
      Un vero viscido.
      I peggiori.

    46. dani:

      Si, viscido è il termine esatto!

    47. Alieno:

      Scusate se usate un aggettivo come “viscido” per Di Pietro cosa vi resta da usare per Schifani,Bondi,Calderoli,Fede,Vito,De Gregorio ecc.ecc.?

    48. dani:

      Perchè Selva lascia il partito di AN e va in F.I. ???

    49. Alieno:

      Per forti dissapori con la dirigenza di An che non lo ha difeso a suo dire per il caso dell’ambulanza.Il cialtrone voleva pure essere difeso.

    50. Alieno:

      Ovviamente F.I. da gran raccoglitore di letame che è lo accoglie a braccia aperte.

    51. Francesca:

      Scusate ma definire così una persona come Di Pietro mi sembra assurdo. Ognuno dovrebbe guardare agli elementi presenti all’interno del proprio partito e solo dopo aver fatto piazza pulita di tutto il marcio che c’è dovrebbe esprimersi contro politici appartenenenti ad altri partiti. Inoltre ritengo assurdo additare una persona come incoerente perchè vuole che si faccia chiarezza,anche se la persona “sotto accusa” appartiene al suo stesso partito.

    52. hicks:

      bah, non è questo il punto. di pietro è uno dei pochi politici che ha dimostrato di voler rendere partecipi i cittadini ai lavori dell’esecutivo.

      non capisco come facciate a parlare di ipocrisia. è semplicemente una persona che è il linea con quello che ha dichiarato prim a delle elezioni.

      e poi… passino le critiche… ma difendere MASTELLA NO!!!

      mi chiedo come facciate a giustificare la tesi secondo il quale i politici debbano essere immuni dall’azione della magistratura. io come cittadino non ho voglia di essere governato da un manipolo di persone “intoccabili” e “ingiudicabili”

    53. jojo:

      ma qualcuno vi ha mai spiegato che prostituirsi in italia non è reato?

      lo SFRUTTAMENTO è illegale

    54. Francesca:

      Infatti sono perfettamente daccordo, i politici sono cittadini come gli altri e non devono avere trattamenti “di favore”. Già godono di fin troppi privilegi.

    55. dani:

      Ciao, mi spieghi quando Di Pietro ha dimostrato di rendere partecipi i cittadini ai lavori dell’esecutivo?

    56. Alieno:

      ogni consiglio dei ministri Di Pietro lo rende noto sul suo blog.

    57. alice da roma:

      …ma non tutti i cittadini accedono al blog, direi che sono una minoranza e poi chi non ha colpe scagli la prima pietra, credo sia una frase famosa!!!! agli italiani piace guardare e criticare gli altri senza mai fare una seria autocritica su se stessi, sul sistema paese italia e la sua mentalita’. Come donna mi dispiace venire criticata dai giornali anglosassoni per il ns, come dire, “vendere” la bellezza femminile ovunque e comunque. Ci pensate un italiano con Camilla Parker Bowels????

    58. alice da roma:

      mi sa che e’ bowles

    59. Angela:

      @hicks: ti spiego perchè esiste l’immunità parlamentare.
      Se i Parlamentari non l’avessero, per fare un Colpo di Stato ci vorrebbero 5 minuti. Basterebbe che la Magistratura incriminasse la parte politica da eliminare. Ad uno ad uno cadrebbero come birilli. E non dirmi che non troverebbe motivazioni. Cavilli se ne trovano a palate e qualche magistrato compiacente non sarà neanche difficile da recuperare…
      Quindi il principio è assolutamente corretto. Non può essere abolita, si getterebbe il Paese nel caos. (nelle mani della Magistratura, cioè)
      Forse però chi fa le indagini si potrebbe sforzare un po’ ed oltre ad ascoltare “telefonate” compromettenti potrebbe scovare “prove” (documenti, denaro, altro…) In questo modo l’accusa andrebbe molto più spedita, poichè si fonderebbe su dati certi. Dici che non trovano altre prove per pigrizia, incapacità o paura?

    60. michele:

      Aureon, scommetto che quando la “stagista” Monica Lewiskj si occupava del > più gradito al Clinton, tu eri nascosto a traguardare per godere della bella visione scaturente dal servizietto. Aureon, scommetto che sei stato tu il suggeritore della Monica per intentare la causa di risarcimento causa abito sporco, facendola arricchire. Scommetto che ci hai pure speculato tu. Ma sii serio Aureon, noi parliamo di politica e nell’interesse dei siciliani e anche del resto del Paese. Hai sbagliato platea per dire cazzat…. . Ci annoi. Se sei capace fai discirsi seri e conducenti. Michele

    61. michele:

      Aureon,parlavo del cubano.. ,e discorsi politici seri. Specifico perché sono saltate due parole

    62. SILVIO:

      Ciao a tutti, è finito finalmente il mio periodo di permanenza al nord….(è durato 2 sett.) naturalmente per lavoro, torno a casa mia in Sicilia!!!
      Sono d’accordo con Michele che risponde ad aureon, questi discorsi sono noiosi, molto noiosi…..
      auguro buone vacanze a tutti, chi vuole venirmi a trovare , dal 3 agosto sono a Pantelleria sino al 1 settembre, se le mie forze reggeranno un mese di divertimento…………………………………..e che divertimento!!! Vorrei scrivere un’ultima cosa, qualcuno ha scritto (non ricordo chi) che non ho molta voglia di lavorare, rispondo che non è così. Ho sempre studiato molto e lavorato tanto, sono molto ambizioso e ricco di idee buone…chi mi conosce lo sa….per il resto vorrei sempre ricordarvi che divertirsi non è un peccato….tante Monica…non è giusto mah è sempre una questione di gusti! Saluti a tutti, soprattutto a Giangranco, ci risentiamo a settembre.
      Silvio

    63. SILVIO:

      Naturalmente, un saluto a tutte le Donne che scrivono sul blog, sono tutte in gamba e molto informate, complimenti!
      Silvio

    64. Adelaide:

      Aureon DIMETTITI TU DA QUESTO BLOG PIUTTOSTO!MA COME TI PERMETTI!! Riserva le tue sarcastiche accuse (palesemente infondate)per chi possa eventualmente meritarle, e non per chi, come pochi, lavora seriamente. Ed il lavoro prodotto dal Miccichè Vice Ministro è sotto gli occhi di tutti. Ti invito pertanto ad aver un minimo di rispetto, se non verso la persona (che dimostri conoscere solo attraverso i giornali che leggi, viceversa ne apprezzeresti capacità e qualità morali), almeno verso le istituzioni. A parte te,
      @Hicks: giusta la risposta di Angela e a questo aggiungo che purtroppo la Magistratura, essedo il primo potere ad esser polticizzato, ma l’unico a non poterlo dichiarare, colpirebbe, come fa del resto, solo chi vuol colpire. Ma questo Aureon, non è un commento a vanvera, ma la verità!

    65. Rino:

      Allora quali dovrebbero essere i nostri riferimenti? Capi di governo che creano legge che danno meno forza alle magistrature che già avevano problemi? Politici indagati per associazione mafiosa? Ma mi faccia il piacere…
      Ci vuole un RESET sia a SX che a DX. Punto.

    66. Angela:

      @Rino: mi dici “esattamente” quali leggi darebbero meno forza alla Magistratura? Fammi un esempio di Leggi fatte o che si è tentato di fare….

    67. Alieno:

      L’attuazione del piano di rinascita democratica di Licio Gelli boss della loggia P2 di cui Berlusconi era membro effettivo con la tessera n°1816.

    68. Alieno:

      Portare il Consiglio Superiore della Magistratura sotto il controllo dell’esecutivo, separare le carriere dei magistrati, rompere l’unità sindacale e abolire il monopolio della Rai erano solo alcuni dei punti del progetto.

      Le persone “da reclutare” nei partiti, dal canto loro, dovevano ottenere addirittura il “predominio” (testuale) sulle proprie organizzazioni (nel piano vengono indicati “per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli” ), mentre i giornalisti “reclutati”, avrebbero dovuto “simpatizzare” per gli uomini segnalati dalla “loggia”. Non si sa se questa parte del piano fosse già stata attuata o meno, una parte dei politici indicati ebbero poi ruoli di primo piano nei loro partiti e nel governo. Importante però segnalare che questi nomi erano considerati solo “da reclutare”, ma non si sa se furono mai contattati a tale scopo da Gelli.

      Il programma non era in realtà che una sorta di memorandum che preannunciava una serie di pressioni e di azioni che avrebbero mirato a conquistare il potere per conferirlo a fidati amici della loggia. Alcuni analisti odierni non mancano di rimarcare che molti degli argomenti trattati in quel programma sarebbero poi attuati da governi successivi, o perlomeno indicati come riforme prioritarie ed essenziali da parte di alcuni esponenti politici allora appartenenti ai partiti con cui la P2 aveva cercato contatti (o partiti eredi politici di questi).

      Nonostante l’Italia fosse da secoli avvezza alla disinvoltura ed alla spregiudicatezza in politica, tanto da vantarne anche celeberrima letteratura specifica, la sensazione generale fu correttamente definita da molti interpreti del tempo come di “attonito sgomento”.

      Lo scandalo che seguì la scoperta della lista e dei suoi legami con i casi Sindona e Calvi al tempo ebbe un ampissima copertura mediatica (paragonabile solo a quello che avrà 10 anni dopo Tangentopoli).

    69. Angela:

      Alieno, apri anche il quarto, di occhio, così vedrai anche quello che posso veder io.
      Il sito che citi è “seriamente” intestato ad anonimi, nessuno ha il coraggio di dirci chi è, ma di certo insinua, sobilla, interpreta, imbonisce, propone, insinua molto peggio di tutti coloro che segna come “nemici della verità e del buon governo”.
      Francamente non so che farmene…..
      E non sono il tipo da cascarci….

    70. Angela:

      E ora spiegami perchè sarebbe corretto che un Pubblico Accusatore, al momento giusto dovrebbe poter diventare anche il Giudice del Collegio giudicante.
      Potrà mai dare torto a se stesso e dichiarare che quando ha inquisito TIZIO ha errato nel cercare le prove, ed adesso che deve esprimere un giudizio SERENO lo assolve per estremo atto di correttezza?
      Ma fammi il piacere…
      La separazione delle carriere è cosa SACROSANTA, altro chè…
      Non è che dia “meno forza alla Magistratura”… l’espressione esatta è che toglie alla Magistratura l’agio del “più totale libero arbitrio”.
      Che faccia tosta!

    71. Beppe Vicari:

      A tutti noi, o meglio a molti di noi dovrebbe fare riflettere e molto, quello che in questi giorni è successo e sta succedendo in tema di giustizia o per meglio dire di malagiustizia anzi di giustizia deviata come io preferisco definirla.
      1) la controriforma Mastella scritta sotto dettatura di MD e dell’ANM con annessa minaccia di sciopero.
      2) il caso Francesco Giuffrida, mito del solito grillo parlante, di cui andrebbero approfondite molte cose ad iniziare dai mandanti delle diffamazioni fatte sulla provenienza dei capitali di Berlusconi ed il rapporto con la mafia. (ma tranne Libero nessuno ne parla. vergognoso)
      3) il manuale di conversazione politica di Libero scritto da Davide Giacalone “Malagiustizia” in cui si fa un analisi dei mali del sistema giustizia ad iniziare dagli anni 70 e dalla viltà dei politici di allora che sotto la minaccia del terrorismo abdicarono il loro ruolo ai magistrati di sinistra, ( diremo noi per fargli rompere le corna tra di loro). Condivido l’opinione di Mellini espressa su http://www.giustiziagiusta.info che tale analisi per brevità di opera tralascia l’approfondimento sulla questione mafia e giustizia binaria emergenziale.
      4) una più obbiettiva lettura del famoso libro di Stella ” La Casta” và fatta in riferimento alla supercasta dei magistrati, in riferimento ai costi della politica. Uno esempio per tutti, si potrebbe verificare che un magistrato come Oscar Luigi Scalfaro, che non ha quasi mai messo piede in tribunale in tutta la sua vita (tranne un breve periodo di gioventù), che ha goduto di uno stipendi da magistrato, uno da parlamentare , in più l’indennità di Presidente della Repubblica ora è senatore a vita e percepisce una marea di vitalizi e pensioni e il danno che ha fatto alla politica ed aggiungo alla democrazia è enorme; tutto questo oggi può avvenire e non è etico che avvenga.
      Dobbiamo riflettere attentamente sui fatti che ci succedono attorno ed affrontarli senza pregiudizi di sorta e di natura politica, qui non ci si deve dividere tra destra e sinistra, qui ci si deve dividere tra chi ama il proprio Paese e chi no!
      Bene ha fatto, se lo ha fatto per come gli viene attribuito, il Presidente Miccichè ad affossare una buona idea ( l’Agenzia per lo Sviluppo del Mediterraneo) che dal Palazzo era stata utilizzata per imbucare i trombati ed a cui avevano messo a capo uno che già godeva di tre vitalizi oltre un paio di benefit da privilegio di Casta e che di sviluppo non ne capiva niente a meno dello sviluppo del suo conto in banca. Bisogna avere il coraggio di eliminare gli sprechi e le cose inutili, ognuno dal suo ruolo chi con maggiore peso chi un peso inferiore. Richiamare al proprio dovere, da semplice cittadini, un LSU imboscato all’ombra sotto una Palma richiede lo stesso coraggio di affossare un ente che è servito ad imbucare trombati. Quanti di noi, da cittadini, dinanzi ad una palese violazione del dovere di un impiegato pubblico passiamo all’azione? I Politici sono il riflesso del loro popolo. Vogliamo cambiare i politici per sostituirci a loro nei privilegi di casta o vogliamo abolire le caste? Rispondetevi a queste domande ma non qui ed ora ma nella cabina elettorale la prossima volta che sarete chiamati ad eleggere la classe dirigente.

    72. Fabrix:

      Il presidente Miccichè ha fatto senz’altro bene a fare in modo che non venisse istituita un’altra Agenzia regionale in quanto ritenuta inutile e mangiasoldi (sempre che il vero motivo sia stato questo…): comunque, per un’Agenzia mancata, ci sono sempre decine di Uffici speciali altrettanto inutili e costosi.
      Farebbe ancora meglio però ad attivarsi anche affinchè le retribuzioni del personale dell’ARS si uniformino a quelle degli altri dipendenti pubblici e non siano più, come invece sono ora, stratosferiche: a proposito, sarei curioso di sapere quanti “portaborse” paga il presidente Miccichè…

    73. Alieno:

      Basta leggere i commenti 71 e 72 si capisce quanto del programma di Gelli è stato attuato e quanto la propaganda arcoriana sia stata efficace.Angela se vuoi puoi leggerti gli atti della commissione Anselmi dove ci sta tutto.per quanto riguarda il “più totale libero arbitrio” ti rammento che la nostra costituzione prevede la separazione dei tre poteri e garantisce l’indipendenza della magistratura non c’è riuscito nemmemo Mussolini almeno nella prima parte della dittatura a piegare i magistrati,al punto che grazie per il delitto Matteotti è stato messo in difficolta dalla magistratura che ha indagato a fondo e portato alla luce la responsabilità dei fascisti.
      Per quanto riguarda aperture di terzi e quarti occhi chiedi al boss lui ne sa molto di più.

      8 settembre V-Day

    74. azzurra:

      Avete letto questa notizia?
      E’ apparsa sul Sole24ore e su Il giornale

      Crollano i teoremi sulla nascita di fininvest. Il perito: ho sbagliato.

      Francesco Giuffrida, il funzionario della Banca d’Italia che al processo Dell’Utri per il Pool di Palermo ricostruì la nascita della Fininvest con una monumentale e super-pubblicizzata perizia, adombrando flussi di capitali tanto misteriosi da venir citato per danni dal gruppo di Segrate, ha accettato e sottoscritto una transazione per chiudere il contenzioso civile con il gruppo finanziario. Fininvest chiedeva un risarcimento perché si sentiva accusata ingiustamente. Nella transazione Giuffrida ammette che la propria consulenza fu parziale, tanto da lasciare insoluta l’origine di otto operazioni finanziarie.
      Ma spiega anche i motivi della parzialità del suo operato. E bacchetta la procura. Sottolinea infatti che la sua attività andava completata ma ciò mai avvenne perché il procedimento finì archiviato. Aggiunge che il suo lavoro era «costantemente sottoposta allo specifico e ineludibile coordinamento ed al diretto controllo dei Pm». E anzi fu proprio sotto le loro strette direttive che si arrivò alla «scelta dei documenti da consultare e acquisire agli atti». Frasi incisive quindi nelle cinque pagine dell’accordo stipulato tra il perito e il gruppo televisivo. E che si rifletteranno nei processi ancora in corso. Tanto che sia il difensore di Silvio Berlusconi, Nicolò Ghedini, sia la Fininvest sottolineano come questa transazione «smentisce in modo assoluto e indiscutibile - si legge in un comunicato dell’azienda - la campagna mediatica pesantemente diffamatoria condotta per anni in danno della Fininvest».
      Si spinge oltre Ghedini: «La transazione dimostra inequivocabilmente l’assoluta infondatezza di ogni ipotesi di di illeicità o carenza di trasparenza dell’origine del denaro utilizzato per fondare la Fininvest. Denaro lecito, derivante da operazioni finanziarie tutte ricostruite fino all’ultimo centesimo». L’aspetto infatti più rilevante di questo accordo non è tanto quello giudiziario quanto quello mediatico. La relazione di Giuffrida, infatti, e la tesi di possibili capitali mafiosi presenti nella costituzione dell’azienda non avevano finora ottenuto alcun esito processuale visto che l’indagine sull’origine della Fininvest già si era chiusa con un nulla di fatto. Ma il lavoro di Giuffrida per anni ha alimentato le accuse mediatiche. «Berlusconi ha creato ricchezza e decine di migliaia di posti di lavoro in modo assolutamente corretto - continua Ghedini - Questo è tutto ciò che si evidenzia dopo anni e anni di inattendibili ricostruzioni. Oscuri giornalisti sono diventati famosi e analfabeti di ritorno sono diventati scrittori, diffamando Berlusconi in merito all’origine del suo patrimonio. Molti, e fra questi anche politici di rilievo dell’attuale maggioranza, dovrebbero scusarsi per aver tentato negli anni passati di strumentalizzare vicende del tutto infondate. Solo la volontà e la pervicacia di Berlusconi hanno consentito di dimostrare la realtà e la verità dei fatti ma in questo paese, dove si diviene garantisti soltanto per difendere i propri amici, la coerenza è un mero auspicio e la decenza è del tutto inesistente. Rimane un dato oggettivo: Berlusconi e la Fininvest hanno sempre agito con totale e assoluta correttezza».

      La vicenda inizia il 5 dicembre 1997 quando la procura di Palermo, dopo aver sentito dei pentiti di mafia secondo i quali Fininvest avrebbe utilizzato capitali sporchi, affida proprio a Giuffrida l’incarico l’incarico di «verificare la legittimità degli apporti finanziaria intervenuti alle origini della Fininvest da parte di soggetti terzi». Giuffrida compie le sue analisi e deposita le sue considerazioni nell’aprile del 1999. Il gip Gioacchino Scaduto le legge e archivia a dicembre di quell’anno il procedimento. Mancano le prove. Passano sei mesi e la relazione finisce al processo Dell’Utri. In aula, si legge sempre nella transazione «Giuffrida sostiene che per otto delle operazioni esaminate non era riuscito ad identificare l’origine della provvista. Il che aveva generato nell’opinione pubblica la convinzione che la società potesse avere effettivamente goduto dell’apporto di capitali di provenienza mafiosa». Accuse pensanti che spingono l’azienda, dopo la definizione in primo grado del procedimento, ovvero nel 2006, a citare Giuffrida per i gravi danni patiti. In pratica la Fininvest sostiene che il perito poteva ricostruire le otto operazioni e verificare che i denari «erano pacificamente rivenienti da persone, fisiche o giuridiche, tutte immediatamente riferibili all’allora costituendo gruppo Fininvest e quindi senza alcun afflusso di denaro dall’esterno».
      Giuffrida replicava sostenendo che la consulenza era incompleta perché costituiva «solo una prima ipotesi di lavoro», da integrare. Ma, in realtà, quella relazione non venne mai approfondita visto che poi il procedimento per il quale era stata redatta venne archiviato. Se non fosse poi resuscitata, seppur parziale, al processo Dell’Utri. Per questo ora «riconosce i limiti delle conclusioni rassegnate nel proprio elaborato e delle dichiarazioni rese al dibattimento ed inoltre che le predette operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di capitali di provenienza esterna al gruppo Fininvest».

    75. Donato:

      Senti azzurra, ma hai mai letto la perizia di Giuffrida? secondo me no….Hai mai preso visione dell’intervista fatta a Borsellino qualche giorno prima che saltasse in aria il suo collega Falcone a Capaci (si parla di Dell’Utri, Berlusconi e un certo Mangano e dei suoi cavalli da portare in un albergo…”se non piglio errore…”)? Secondo me no……Hai idea di cosa sia una causa civile? Intentata poi dal gruppo fininvest, che ha un deposito di soldi da spendere? Non ti è mai venuto in mente in quella tua simpatica testolina un minimo di sospetto a vedere come legiferatori in materia giudiziaria siano stati alcuni onorevoli che come “secondo lavoro” hanno quello di difendere il tuo piccolo principe azzurro di Arcore….e guarda caso grazie a queste leggi l’ha scampata bella (giusto per non scrivere solo parole campate in aria….la legge Pecorella poi dichiarata incostituzionale e tante altre ancora come la depenalizzazione del falso in bilancio e altre merdate simili). E’ stato veramente comico-rivoltante sentire una sera al TG5 da Sposini “…assolto Berlusconi…perchè il fatto non costituisce PIU’ reato….”. Io sto ancora vomitando….e tu?

    76. Donato:

      per Beppe Vicari
      Quanto al caso della perizia Giuffrida va detto che prima di tutto non era un consulente dei pm ma un dipendente della banca d’Italia designato da Bankitalia stessa su richiesta del pm Gozzo (processo dell’Utri).
      Mentre lavoravaalla perizia, ad un certo punto, Giuffrida non riuscì più a “raccapezzarsi” circa la provenienza (lecita o illecita che sia) di fior di miliardi su fininvest e le magiche Holding (di cui una intestata addirittura as una parrucchiera). Ora questa ritrattazione mi lascia alquanto perplesso…se è vero che ora come d’incanto Giuffrida riconosce di sapere la provenienza di tali siffatti miliardi ci aspettiamo tutti che la persona che meglio di tutti può conoscerne la provenienza ritrovi la parola persa quel lontano 26/11/2002 davanti ai pm recatesi a palazzo Chigi….nella speranza che stavolta non si avvali della facoltà di non rispondere.

    77. Donato:

      Senti azzurra, ma hai mai letto la perizia di Giuffrida? secondo me no….Hai mai preso visione dell’intervista fatta a B o r s e l l i n o qualche giorno prima che saltasse in aria il suo collega
      F a l c o n e a Capaci (si parla di Dell’Utri, S.B. e un certo M a n g a n o e dei suoi cavalli da portare in un albergo…”se non piglio errore…”)? Secondo me no……Hai idea di cosa sia una causa civile? Intentata poi dal gruppo fininvest, che ha un deposito di soldi da spendere? Non ti è mai venuto in mente in quella tua simpatica testolina un minimo di sospetto a vedere come legiferatori in materia giudiziaria siano stati alcuni onorevoli che come “secondo lavoro” hanno quello di difendere il tuo piccolo principe azzurro di Arcore….e guarda caso grazie a queste leggi l’ha scampata bella (giusto per non scrivere solo parole campate in aria….la legge Pecorella poi dichiarata incostituzionale e tante altre ancora come la depenalizzazione del falso in bilancio e altre merdate simili). E’ stato veramente comico-rivoltante sentire una sera al TG5 da Sposini “…assolto Berlusconi…perchè il fatto non costituisce PIU’ reato….”. Io sto ancora vomitando….e tu?

    78. Alieno:

      IL CASO GIUFFRIDA - Perché Berlusconi non dice dove ha preso i capitali Fininvest?
      di marco travaglio

      Francesco Giuffrida, vicedirettore della Banca d’Italia a Palermo e consulente della Procura antimafia del capoluogo siciliano nel processo Dell’Utri a proposito della misteriosa provenienza dei capitali della Fininvest, venerdì scorso ha “raggiunto un accordo transattivo” con la stessa Fininvest nella causa civile per danni che il gruppo Berlusconi gli aveva intentato lo scorso anno. In cambio del ritiro della denuncia, Giuffrida dichiara che la sua consulenza depositata nel 1999 sulle operazioni “anomale” riscontrate nei finanziamenti alle holding di controllo della Fininvest a cavallo tra gli anni 70 e 80 era soltanto “parziale” e “non definitiva”, visto che si interruppe sul più bello nel 1998 con l’archiviazione del fascicolo aperto a carico di Silvio Berlusconi (per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco) per decorrenza dei termini d’indagine. Fin qui, nulla di nuovo: la circostanza era già stata precisata dai pm e da Giuffrida al processo Dell’Utri.
      PROVVISTA INTERNA? La novità è che Giuffrida dichiara di essersi sbagliato quando, sotto giuramento dinanzi al Tribunale, sostenne che alcune operazioni finanziarie erano “anomale” e che 113 miliardi di lire dell’epoca (pari a circa 300 milioni di euro di oggi, in parte addirittura in contanti e assegni circolari) erano “flussi di provenienza non identificabile”: ora, otto anni dopo, ha avuto una folgorazione e improvvisamente ha scoperto che “le operazioni erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di capitali di provenienza esterna al gruppo Fininvest”. La provvista dei soldi dunque non era esterna, come da lui sostenuto al processo sotto giuramento, ma “interna”. In pratica, i soldi a Berlusconi li dava Berlusconi stesso. Nessun sospetto di capitali mafiosi o poco trasparenti, dunque. Il Cavaliere è candido come giglio di campo, limpido come acqua di fonte. Tutto è bene quel che finisce bene (anche se resta da capire chi finanziava Berlusconi per consentirgli di finanziare se stesso).
      Sulle ali dell’entusiasmo, i giornali del Cavaliere traggono deduzioni mirabolanti. “Libero”: “Su Silvio un mucchio di balle”, “Ritratta tutto il perito dei giudici che accusò Fininvest di essere nata con i soldi della mafia. E’ la fine di una persecuzione e dei teoremi di Travaglio & C.”. “Il Giornale” titola: “Crollano i teoremi sulla nascita della Fininvest”; sotto, un cronista appena licenziato da Repubblica perché avvertiva il Sismi di quel che scrivevano i suoi colleghi, racconta a modo suo “Il partito di Giuffrida che ha ispirato libri e show. Da Travaglio a Grillo e Luttazzi, così la sinistra ha elevato il funzionario di Bankitalia a eroe della resistenza anti-Cavaliere”. L’on. avv. Nicolò Ghedini si sporge un tantino oltre: “Berlusconi ha creato ricchezza e decine di migliaia di posti di lavoro in modo assolutamente corretto. Oscuri giornalisti sono diventati famosi e analfabeti di ritorno sono diventati scrittori, diffamando Berlusconi in merito all’origine del suo patrimonio. Molti dovrebbero scusarsi con lui”. L’On. Avv. non spiega chi avrebbe diffamato il Cavaliere, visto che tutte decine di cause civili intentate da lui e dai suoi cari contro i giornalisti (ma anche contro Daniele Luttazzi e Carlo Freccero) che hanno raccontato i misteri delle sue fortune sono finite con l’assoluzione dei denunciati e la condanna di Berlusconi & C. a rifondere le spese processuali. In ogni caso, se un consulente dichiara una cosa in un pubblico dibattimento, un giornalista la riferisce e poi il consulente ritratta, perché mai dovrebbe scusarsi il giornalista?
      FATTI NUOVI O BUGIE? Spetta ora a Giuffrida spiegare quali fatti nuovi (non indicati nella transazione firmata venerdì) l’abbiano indotto al clamoroso voltafaccia. In caso contrario, spetterà eventualmente alla magistratura accertare quando il consulente abbia mentito: se al processo Dell’Utri (sotto giuramento) o nella transazione con la Fininvest. E, soprattutto, perché. Tantopiù che Giuffrida ha firmato la resa da solo, all’insaputa dei suoi legali, gli avvocati Maria Taormina Crescimanno e Antonio Coppola, che sabato l’hanno scaricato con una secca nota all’Ansa: “Il dottor Giuffrida ha personalmente ricevuto la proposta di transazione dalla Fininvest e solo il 18 luglio ha sottoposto ai suoi legali una bozza di accordo che gli stessi non hanno condiviso, ritenendo che quanto affermato nel documento non corrispondesse alle reali acquisizioni processuali. Il successivo 26 luglio il dottor Giuffrida ha inviato all’avvocato Coppola il testo della bozza parzialmente corretto. Consultatisi i difensori hanno tuttavia ritenuto di non condividere la proposta di transazione. Ieri i difensori hanno saputo dai media, e solo
      successivamente da Giuffrida, della stipula dell’atto che non hanno sottoscritto e che non sottoscriveranno non condividendo la ricostruzione dei fatti e le affermazioni in esso contenute” (dal che si deduce, tra l’altro, che l’atto diffuso dalla Fininvest e pubblicato da “Libero” con i loro nomi tra i firmatari, è un falso).
      Noi, come facemmo con la consulenza del 1999, riferiamo anche la ritrattazione del 2007. E possiamo comprendere il tormento di un uomo solo che si trova chiamato in giudizio da un gruppo tanto influente sul piano politico, mediatico e finanziario. Ma, visto l’uso disinvolto che si fa della transazione a tarallucci e vino, qualche precisazione s’impone.
      1) Dell’Utri è stato condannato dal Tribunale di Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, e non per riciclaggio. Dunque non in base alla consulenza Giuffrida, ma a una gran mole di prove (i giudici parlano di “imponente produzione di documenti rappresentativi di fatti, persone e cose mediante fotografie e filmati tv; perquisizioni nei luoghi di pertinenza anche di Dell’Utri; intercettazioni telefoniche e ambientali; sequestri di cose pertinenti ai reati e di documenti presso istituti di credito”). Correttamente la II sezione ha preso atto delle dichiarazioni di Filippo Alberto Rapisarda e dei mafiosi pentiti Francesco Di Carlo, Gioacchino Pennino e Tullio Cannella (in parte ritrattate in udienza dagli ultimi due) sul riciclaggio di denaro della mafia da parte della Fininvest, ma le ha ritenute insufficienti per trarne conclusioni così gravi. Quanto alla consulenza Giuffrida, gli stessi giudici la definiscono fondata su “una parziale documentazione”. E osservano che “evidenzia la scarsa trasparenza o l’anomalia di molte operazioni effettuate dal gruppo Fininvest negli anni 1975-1984”, ma soprattutto che Giuffrida “non ha trovato smentita dal consulente della difesa Dell’Utri”: il professor Paolo Iovenitti.
      2) Per tentar di dimostrare che le operazioni sospette erano regolari e trasparenti, Dell’Utri getta in pista Iovenitti, luminare della Bocconi. Il quale però, in udienza, è costretto ad ammettere, dinanzi alle contestazioni dei pm e di Giuffrida, che alcune operazioni erano “potenzialmente non trasparenti”. Scrivono i giudici: “Non è stato possibile, da parte di entrambi i consulenti, risalire in termini di assoluta certezza e chiarezza all’origine, qualunque essa fosse, lecita od illecita, dei flussi di denaro investiti nella creazione delle holding Fininvest. E allora le ‘indicazioni’ dei collaboranti e del Rapisarda non possono ritenersi del tutto ‘incompatibili’ con l’esito degli accertamenti svolti (…). La consulenza Iovenitti non ha fatto chiarezza sulla vicenda in esame, pur avendo il consulente della difesa la disponibilità di tutta la documentazione esistente presso gli archivi della Fininvest”. Ora la ritrattazione di Giuffrida “scavalca” addirittura il consulente Fininvest che – si legge nella sentenza – “non ha contribuito a chiarire la natura di alcune operazioni finanziarie ‘anomale’ e a evidenziare la correttezza delle risultanze societarie, contabili e bancarie del gruppo Fininvest, in modo da escludere una volta per tutte la possibilità che Dell’Utri avesse utilizzato la Fininvest per la sua attività di riciclaggio”. Possibile che il consulente dell’accusa, in assenza di fatti nuovi, sia diventato più “buono” di quello della difesa?
      -PERCHE’ NON PARLI? Su un punto i berluscones hanno ragione: questa storia delle origini misteriose dei capitali Fininvest si trascina da troppo tempo. Ma chi meglio del titolare, cioè di Silvio Berlusconi, potrebbe fare piena luce? L’occasione d’oro gli si presenta il 26 novembre 2002, quando il Tribunale di Palermo che processa Dell’Utri gli rende visita a domicilio a Palazzo Chigi, con gran seguito di pm, avvocati e consulenti, per interrogarlo in veste di indagato di reato connesso. Ma lui, invece di chiarire una volta per tutte dove ha preso quei soldi, si avvale della facoltà di non rispondere. Il pm Ingroia lo stuzzica: “La sua deposizione sarebbe preziosa per dare un importante contributo all’accertamento della verità”.E snocciola le questioni che giudici e pm han deciso di sottoporgli: “I rapporti del sen. Dell’Utri con Rapisarda, Gaetano Cinà, Vittorio Mangano, la provenienza dei capitali…”. Il premier pare tentato di replicare, ma Ghedini lo stoppa, ribadendo la di lui intenzione di tenere la bocca chiusa. Giudici, pm e avvocati se ne tornano a Palermo a mani vuote. Scriverà il Tribunale nella sentenza Dell’Utri: “Il premier si è lasciato sfuggire l’imperdibile occasione di fare personalmente, pubblicamente e definitivamente chiarezza sulla delicata tematica, incidente sulla correttezza e trasparenza del suo precedente operato di imprenditore che solo lui, meglio di qualunque consulente o testimone, e con ben altra autorevolezza e capacità di convincimento, avrebbe potuto illustrare. Invece, ha scelto il silenzio”.
      Ora che Giuffrida dice che è tutto regolare, c’è da sperare che se ne convinca anche il Cavaliere. E, visto che non ha nulla da nascondere, ritrovi la favella. Altrimenti si verrebbe a creare una situazione davvero curiosa: un funzionario della Banca d’Italia sa dove Berlusconi ha preso i soldi, e Berlusconi non lo sa.
      PS. La Corte d’appello di Milano ha appena condannato a 2 anni Dell’Utri per tentata estorsione mafiosa insieme al capomafia di Trapani Vincenzo Virga ai danni dell’imprenditore Garraffa, che rifiutava di pagare un credito non dovuto di 750 milioni, per giunta in nero. Poco prima di mandargli il boss, Dell’Utri lo avrebbe avvertito con queste parole: “Abbiamo uomini e mezzi capaci di farle cambiare idea”. Così, a puro titolo di cronaca. 29 Luglio 2007 L’Unità

    79. hicks:

      di pietro ha messo su y-tube tantissimi video dove spiega di cosa si è parlato alle riunioni dei ministri e qual’è la sua posizione.

      capisco che i politici debbano essere tutelati da possibili colpi di stato, ma da qui a censurare all’opinione pubblica le loro intercettazioni (con risibili cause di privacy… io non ho mai sentito nessuno parlare del colore delle mutande del ministro di turno) c’è parecchia strada.

    80. dani:

      Incredibile!
      Dopo le dimissioni dell’On. Mele dall’UDC per tutta la storia della famosa notte in albergo trascorsa con una ragazza…………………..Lorenzo Cesa ha dato la colpa alla dura situazione di solitudine che vivono i Parlamentari, rimanendo tutta la settimana a Roma. Ha dichiarato: servirebbero più soldi per Deputati e Senatori per fare trasferire le loro famiglie.
      No, non è possibile dire queste cose è pazzesco…
      Lui tradisce e la colpa è ,”la lontananza”…rasentano la vergogna,bisogna stare solo zitti in questi casi, sono “tragedie” chiamiamole così, personali…..Alieno sei d’accordo o anche stavolta vuoi citare Travaglio????Ahhhh

    81. L'Indolente:

      la vicenda dell’on. Mele dimostra ancora una volta che la legge merlino è da abrogare e che si devono riaprire le case chiuse o come si chiamano ora gli eros center. Una sana scopat… all’on. di turno lontano da casa senza sorprese di sorta non si deve impedire UDC o no….. o un tras a Sircana lo stesso!!!. Contro il traffico delle schiave da letto apriamo gli eros center!!!

    82. Donato:

      Ma si, visto che il barbiere è gratis, l’aereo è gratis, l’autostrada è gratis, riapriamo le case chiuse ma solo ai parlamentari….ma facciano in modo che nella stanza ci trovino un mandingo arrapato…..

    83. Donato:

      Ma che strano…avevo postato un commento ma è ancora in attesa di essere per così dire “moderato”: chiedevo ad “azzurra” se aveva visto l’ultima intervista a Paolo Borsellino si parla di Dell’Utri, Berlusconi e un certo Mangano e dei suoi cavalli da portare in un albergo…”se non piglio errore…”)…

    84. Donato:

      …sono proprio vere le dichiarazioni dell’on. Lorenzo CESA….”La vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma…” ma suvvia c’è sempre qualcuno che può dare una mano in questi casi….

    85. azzurra:

      quella di Cesa mi sembra veramente una sciocchezza che non merita neanche commenti.
      Donato perchè virgoletti il mio nome?
      L’intervista di cui parli è quella riportata sul libro La Casta di Travaglio? Cmq. non vedo il nesso.
      Nel senso che aldilà dei fatti in dubbio ovvero la provenienza dei capitali Fininvest , questo Signor Giuffrida un giorno firma una perizia che contiene implicitamente un atto d’accusa gravissimo, un altro sostiene di essersi sbagliato. C’è qualcosa di marcio sicuramente…

    86. azzurra:

      Il presidente è già in vacanza o ci snobba? :-)

    87. Donato:

      …bisogna vedere dove c’è il marcio….L’intervista in realtà è quella rifiutata dai maggiori media italiani…..se hai fiuto puoi trovarla in rete….scusa ma credevo che azzurra fosse uno pseudonimo (vedi F.I.)

    88. Donato:

      forse il nesso non lo vedi perchè l’intervista non l’ahi vista…

    89. Donato:

      Il libro la Casta non è di Travaglio

    90. L'Indolente:

      “Quell’esperto gestito come un pentito. Ma i pubblici ministeri non si scusano”
      Scritto da Lino Jannuzzi per Il Giornale
      La frase chiave è questa: «Il dottor Giuffrida chiariva inoltre che la funzione di approfondimento tecnico che egli avrebbe dovuto svolgere era stata costantemente sottoposta allo specifico e ineludibile coordinamento e al diretto controllo dei pubblici ministeri, così come parimenti era avvenuto anche per la scelta dei documenti da consultare e per la materiale acquisizione degli stessi».
      Così è scritto testualmente e firmato nell’atto di transazione concluso tra la Fininvest e Francesco Paolo Giuffrida, il funzionario della Banca d’Italia incaricato nel 1999 dalla procura di Palermo per esaminare i bilanci delle televisioni di Silvio Berlusconi e per «scoprire» la presenza di fondi sospetti magari provenienti da finanziamenti della mafia. Giuffrida «scoprì», e così scrisse nella sua relazione e così confermò a viva voce in dibattimento, otto operazioni di cui «non era riuscito a identificare l’origine della provvista» e per le quali egli aveva concluso in senso dubitativo «ingenerando così la convinzione che nelle casse della Fininvest vi potessero essere stati afflussi di danaro di provenienza illecita».
      Trascinato in tribunale dalla Fininvest, che ha messo sotto gli occhi dei giudici le prove provate della provenienza chiara e trasparente e più che lecita di quelle provviste, Giuffrida ha firmato venerdì scorso, dopo otto anni dal suo incarico, l’atto di transazione in cui riconosce che i suoi «dubbi» sulle origini dei finanziamenti alla Fininvest, che hanno alimentato otto anni di calunnie giudiziarie e mediatiche e politiche contro Silvio Berlusconi e i suoi soci e i suoi amici, non avevano nessuna ragione di essere e che erano dovuti soprattutto al fatto che non aveva potuto completare e approfondire i suoi esami per la chiusura dei termini di legge, e quindi era stato costretto a presentare alla procura e a confermare al tribunale conclusioni parziali e provvisorie (senza dire però, al momento in cui le aveva presentate e confermate, che erano parziali e provvisorie).
      Ma queste sono chiacchiere. I veri motivi dell’operazione a cui Giuffrida si è prestato sono tutti in quella frase chiave, che si legge ineluttabilmente così: tutto quello che ho fatto e che ho riferito, a partire dalla scelta stessa dei documenti da consultare e da acquisire, è stato voluto e richiesto e controllato dai pubblici ministeri della procura di Palermo. Giuffrida è stato arruolato e gestito dagli inquirenti di Palermo come un qualunque «pentito», ha fatto e ha detto e ha riferito ciò che loro volevano che facesse e che dicesse e che riferisse, e oggi, dopo che per otto anni con la sua relazione ha permesso il linciaggio giudiziario e mediatico e politico di Berlusconi e dei suoi amici, il «pentito» qualunque Giuffrida ritratta e si giustifica e si scusa. E firma un atto di transazione: e i Pm di Palermo?
      I pubblici ministeri di Palermo non solo non ritrattano, non si giustificano e non si scusano, ma hanno continuato a usare e a sfruttare le carte di Giuffrida e, dopo l’archiviazione del procedimento per riciclaggio contro Berlusconi, hanno riversato pari pari quelle carte nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa contro Marcello Dell’Utri, e contro Dell’Utri continuano a usare quelle carte false (e non solo quelle) nel processo d’appello tuttora in corso. I Pm non si pentono. Non si sono pentiti nemmeno i Pm che a Caltanissetta hanno inquisito per anni Berlusconi e Dell’Utri per strage, quali presunti «mandanti occulti» della strage di Capaci e della strage di via D’Amelio, dove persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte. Non si è pentita il pm Ilda Boccassini che, distaccata da Milano a Caltanissetta per scoprire gli assassini di Falcone, interrogò il «pentito» Salvatore Cancemi e ne verbalizzò per prima la geniale «intuizione», che la Fininvest finanziava Cosa Nostra, e non per «proteggere» le antenne delle sue televisioni in Sicilia, come pure s’era detto, ma proprio per preparare le stragi. Non si è pentita il pm Anna Maria Palma, distaccata da Palermo a Caltanissetta, per scoprire gli assassini di Paolo Borsellino, e che nel corso della sua requisitoria per il processo Borsellino bis affermò che erano state ormai «sufficientemente provate» le accuse di Cancemi, che Berlusconi e Dell’Utri si erano incontrati con il capo di Cosa Nostra Totò Riina alla vigilia della strage di via D’Amelio e in pratica gli avevano dato mandato di uccidere Borsellino.
      Non si è pentito il pm Luca Tescaroli, distaccato anche lui da Firenze a Caltanissetta, e che ha scritto nella sua requisitoria per il processo della strage di Capaci, e ne ha fatto poi un libro, che quella di Cancemi, più che una «intuizione», era stata una «deduzione logica»: visto che il presunto «pizzo» versato dalla Fininvest alla mafia non era tanto un pizzo per proteggere le antenne delle tv, ma era un modo di finanziare Cosa Nostra; visto che Riina diceva, e Cancemi l’aveva sentito con le proprie orecchie, che ormai «aveva ’nte manu’» Berlusconi e Dell’Utri e che per aiutarli a prendere il potere bisognava fare le stragi; visto che prima della strage Riina aveva incontrato «due persone importanti», evidentemente queste persone non potevano che essere Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. E dunque «possiamo affermare con assoluta certezza che il disegno criminale nel suo complesso, e la strage di Capaci del 23 maggio 1992, in particolare, si è mosso correlativamente al procedere di trattative volte a incidere sui poteri politici e istituzionali, e sull’azione degli stessi, per ottenere vantaggi per gli adepti dell’accolita».
      Tutto ciò consente di inquadrare «le ipotesi di trattative coltivate e le ipotesi degli attentati programmati ed eseguiti nell’azione volta a creare le condizioni per l’affermazione di una nuova formazione politica». Forza Italia, dunque, si è affermata e ha vinto perché Berlusconi e Dell’Utri hanno convinto Riina a fare le stragi e a dare così il colpo di grazia alla prima Repubblica.
      Tescaroli è stato così convinto delle sue tesi che si rifiutò di firmare l’archiviazione del procedimento per strage contro Berlusconi e Dell’Utri e lasciò Caltanissetta per tornarsene sul continente. Niente paura: nel quindicesimo anniversario della strage di via D’Amelio, a Caltanissetta hanno deciso di riaprire le indagine sui «servizi segreti deviati» e sui «mandanti occulti». Chi sa che ciò che non è riuscito ai Pm di Palermo contro Berlusconi e Dell’Utri per il riciclaggio e ai Pm «distaccati» a Caltanissetta contro Berlusconi e Dell’Utri la prima volta per le stragi, non riesca questa volta. In fondo, nessuno dei Pm che ci avevano provato si è ancora pentito.

    91. gianfranco miccichè:

      no ragazzi non vi snobbo per niente! sono stato tre giorni in giro prima in Austria e poi a Roma per una riunione con gli altri Presidenti della Assemblee o dei Consigli Regionali sul tema del costo della politica. quando mi sveglierò dopo una riunione con tutti i capigruppo in Assemblea preparerò un post su questi miei giorni e su quello che ancora ogni giorno imparo di buono e di brutto sulla politica italiana. A dopo

    92. azzurra:

      Ciao Donato,
      scusa, hai ragione La Casta è di Stella, una grande firma del Corriere…mi sono confusa.
      No, forse l’intervista non l’ho vista

    93. Alieno:

      “Quell’esperto gestito come un pentito. Ma i pubblici ministeri non si scusano”
      Scritto da Lino Jannuzzi per Il Giornale
      Chi Quel Lino Jannuzzi condannato per calunnia?Quello che doveva scrivere un libro per un boss mafioso?Un tipetto molto attendibile certo.

    94. Donato:

      Ma forse potresti leggerla l’intervista (è sul libro del solito Travaglio “L’odore dei soldi”, da ricordare che la solita causa ultra miliardaria per diffamazione dei soliti noti di fininvest, mediaset,ecc… è stata vinta dagli autori del libro e S.B. condannato al pagamento delle spese processuali); il libro contiene pure la famosa perizia del dott. Giuffrida.
      Magari “l’indolente” potrebbe cercare di rispondere di suo pugno piuttosto che citare Jannuzzi, che scrive per il Giornale di Famiglia:
      - cosa pensi dell’intervista di Borsellino
      - cosa pensi degli avvocati-onorevoli
      - cosa pensi delle leggi vergogna
      - cosa pensi del contratto firmato sul tavolo di ciliegio non rispettato
      - cosa ne pensa del segreto di stato in villa certosa
      - del Kapo nazista nei confronti dell’europarlamentare Schultz
      …..

    95. Alieno:

      Jannuzzi è al centro di un caso nazionale da quando, sul numero del 20 dicembre 2001 (uscito in edicola il 13 dicembre) di Panorama comparve un suo articolo [2] in cui descrisse un presunto complotto ai danni di Silvio Berlusconi. Il 14 dicembre la storia venne ripetuta in un suo articolo sul Giornale[3]. Jannuzzi sosteneva che nella settimana precedente ci fosse stato in un albergo di Lugano un summit segreto fra:

      Ilda Boccassini, PM in un processo a carico di Cesare Previti e Silvio Berlusconi;
      Elena Paciotti, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, all’epoca parlamentare europeo dei Democratici di sinistra, principale fautrice del mandato di cattura europeo;
      Carla Del Ponte, presidente del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia, che è stata a lungo la corrispondente svizzera per le rogatorie del pool di Milano;
      Carlos Castresana, capo della procura anti corruzione di Madrid
      L’incontro, stando alle parole di Jannuzzi, sarebbe stato finalizzato a definire delle strategie per arrestare Berlusconi. Nel numero successivo di Panorama Jannuzzi [4] riconobbe parzialmente le smentite, dicendo che l’unica smentita attendibile era quella di Castresana ma scrisse che avrebbe dimostrato l’esistenza dell’incontro, e che in ogni caso esisteva una lobby antiberlusconiana.

      Lino Jannuzzi è stato condannato in via definitiva a due anni cinque mesi e dieci giorni di reclusione per diffamazione a mezzo stampa per degli articoli pubblicati su Il Giornale di Napoli negli anni ottanta e novanta.[5]

      Di fronte alla prospettiva che un Senatore della Repubblica venisse recluso per un reato di opinione, l’11 febbraio 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi firmò un provvedimento di grazia a favore di Jannuzzi.[
      Sto peracottaro.

    96. Alieno:

      Lorenzo Cesa, nientepopodimeno che segretario dell’UDC, ha prontamente accettato le dimissioni di Cosimo Mele (dimissioni dall’UDC, mica da deputato, sarà mica scemo). Dopodiché si è prodotto in questa esilarante dichiarazione: «Esiste un problema dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura. Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria. Per questo la vita del parlamentare è molto dura e bisognerebbe pensare, propone, all’ipotesi di un ricongiungimento familiare: più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma».

      Qui sul pianeta xyxz stiamo ancora ridendo.Ma è vero che li pagate pure?

    97. Donato:

      …profumatamente……

    98. Alieno:

      L’UDC difende l’unità di tutte le famiglie
      Speculazioni e strumentalizzazioni sono infondate
      Roma 30 lug. - (Adnkronos) - L’Udc difende con convinzione l’unita’ di tutte le famiglie, comprese quelle dei parlamentari, e e conduce battaglie a difesa dei valori in cui crede. In una nota l’ufficio stampa, il partito di via dei Due Macelli sottolinea che in relazione alle dichiarazioni rese questa mattina dall’on. Cesa a proposito del caso Mele, ”l’Udc difende con convinzione l’unita’ delle famiglie, di tutte le famiglie, e dunque anche di quelle dei parlamentari italiani e resta convinta che vivere ed operare avendo affianco i propri congiunti, consenta a tutti -deputati e senatori compresi- maggiore serenita’ ed armonia”.

      ”Quello del ricongiungimento delle famiglie, peraltro -precisa la nota- e’ tema certamente non nuovo, che riguarda anche i vertici militari, i diplomatici, l’amministrazione dello Stato e gli europarlamentari. Sollevare un problema per salvaguardare l’unita’ della famiglia, rientra pertanto, a pieno titolo, tra le iniziative politiche dell’Udc. Speculazioni e strumentalizzazioni sulle parole dell’on. Cesa -avverte l’ufficio stampa del partito- sono dunque prive di ogni fondamento e vanno respinte al mittente. L’Udc -conclude la nota- conduce battaglie morali e non moralistiche, a volte scomode e impopolari, ritenendole giuste, a difesa dei val