3 settembre 2010

Post di redazione
Botta e risposta tra Miccichè e Centorrino.
L’assessore all’Istruzione della Regione siciliana, Mario Centorrino, ha definito le dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini, sull’impossibilità da parte del governo di assorbire 200mila docenti precari della scuola, “sconcertanti”. E ha aggiunto: “Colpisce la logica sottesa al ragionamento del ministro. I docenti precari, come gli immigrati clandestini, che occorre respingere, magari concedendo qualche spicciolo ad altri soggetti per trattenerli, in misura ovviamente microscopica rispetto a quanto oggi, ad esempio, si sta contrattando con la Libia. Verrebbe a questo punto da consigliare ai docenti precari siciliani – continua – di mettersi in lista per un incontro con Gheddafi nel corso di una sua prossima visita, magari concertando qualche conversione di comodo alla fede islamica. Possiamo attenderci, nella nostra regione, da un momento all’altro, un movimento di massa che chieda l’annessione della Sicilia alla Lombardia. Forse se cio’ accadesse, i docenti precari siciliani non sarebbero piu’ considerati come immigrati clandestini da rimandare indietro o al massimo, meritevoli di un caritatevole quanto provvisorio soccorso, ma piuttosto quali nobili “cassintegrati” da assistere e coccolare”.
La replica non si è fatta attendere ed è arrivata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianfranco Miccichè:
“Le battute da avanspettacolo, peraltro mal riuscite, non contribuiscono a risolvere i problemi del sistema scolastico italiano e siciliano in particolare. Creano solo confusione e imbarazzi. Dal professor Centorrino ci saremmo aspettati non solo un’analisi meno superficiale e più attenta dei dati esposti ieri dal ministro Gelmini, ma anche la presa d’atto che il precariato è un problema sociale talmente serio che deve essere affrontato solo superando gli steccati ideologici, che limitano le coscienze e i giudizi”.
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3 settembre 2010

Post di redazione
Ciò è quanto dichiarato da Gianfranco Miccichè al giornalista de La Sicilia, Lillo Miceli, sulle ultime evoluzioni di politica regionale, attraversata dalle fibrillazioni per le trattative su un possibile Lombardo quater e, nelle ultime ore, per le importanti nomine, nel settore della Cultura, fatte dallo stesso governatore:
“Le nomine dei soprintendenti sono scelte tecniche e non politiche. I nomi sono stati selezionati dal dirigente generale, Gesualdo Campo, e mi va benissimo. Mi auguro che, fatte le nomine, il presidente della Regione, Lombardo, adesso si occupi dello sviluppo della Sicilia, invece di lasciarsi tentare dalle sirene del Pd sulla formazione di un governo tecnico. Ora è necessario che la politica si assuma le proprie responsabilità. Noi siamo, come sempre, pronti a fare la nostra parte”.
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2 settembre 2010

Condanno fermamente, senza se e senza ma, le minacce di morte all’indirizzo del sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato: un autentico uomo delle istituzioni, libero interprete della politica virtuosa, di cui (adesso più che mai voglio sottolinearlo, anzi gridarlo) ho avuto la gioia di essere vice, seppur per un breve tempo.
Non voglio spendere molte altre parole, perchè in queste circostanze l’abbondanza di parole rischia di straripare in un mare di retorica. La mia non è retorica, non è solidarietà di circostanza, la mia è sincera manifestazione di affetto, di stima e di vicinanza nei confronti di Totò Burrafato.
E con me, vicino a lui c’è il governo che io rappresento.
Vai avanti Totò, noi siamo con te! E sappi che per ogni proiettile che ti verrà recapitato, ci sarà sempre una raffica di solidarietà che ti sommergerà d’affetto e spazzerà via la viltà di chi non ha ancora capito che la Sicilia è cambiata, non ha più paura, ha solo voglia di voltare pagina e per questo si affida a uomini liberi e forti come Totò Burrafato.
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